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:: STORIA :: Russell l'azoto e la resurrezione Il numero di agosto 1994 della Bible Review, dedicava
molto spazio al soggetto dell’interpretazione biblica. Nel trattare l’argomento
relativo all’interpretazione fondamentalista della Bibbia, fra le altre
cose diceva che: La lettura fondamentalista della Bibbia è pericolosa,
poiché essa esercita la sua attrazione nei confronti di persone che la
considerano come un prontuario con tutte le risposte ai problemi della
vita. Una lettura del genere può essere molto ingannevole, offrendo un’interpretazione
che può essere, sì, pia, ma è soltanto un’illusione, invece di spiegare
con franchezza che la Bibbia non contiene necessariamente la risposta
ad ogni problema. Senza perderci in molte parole, il fondamentalismo in
effetti porta la gente ad una sorta di suicidio intellettuale. Esso fornisce
delle false certezze, poiché confonde immancabilmente la sostanza divina
del messaggio biblico con ciò che in effetti sono le sue limitazioni umane.
Queste parole costituiscono un’eccellente descrizione dell’atteggiamento con il quale i testimoni di Geova, ma in misura certamente eccezionale il loro secondo presidente, si accostano alla lettura della Bibbia. Rutherford, come è noto, contravvenendo alle precise disposizioni del testamento di Russell, diede vita ad una seconda rivista, compagna della Torre di Guardia, con la quale introduceva nel Russellismo un neopaganesimo del tutto particolare. Il titolo della rivista era The Golden Age (L’Età d’Oro). Lo stesso titolo della nuova pubblicazione ricorda altre esperienze religiose, certamente non cristiane, ma molto più vicine alla mitologia greca. Rivelatore del suo concetto di vita eterna, distante anni luce dal cristianesimo ortodosso, dal cristianesimo biblico, è infatti quello che nel corso degli anni egli scrisse o fece scrivere sul processo di ripristino della perfezione umana nel “nuovo sistema”.
Nell’ultimo numero del 1919 della neonata rivista[1]
apparve un articolo, attribuito alla penna di I.B. Alford, inserito
nella rubrica “Scienza e invenzioni”, e intitolato La creazione si
avvicina alla perfezione. In esso si spiegava scientificamente il
perché la vita dell’uomo nei tempi antidiluviani poteva durare parecchi
secoli.[2]
Uno dei motivi era la temperatura uniforme prevalente su tutto il
pianeta e l’anello acqueo che lo circondava, proprio come ancor oggi circonda
Saturno! La riprova del clima temperato esistente anche nelle regioni
polari è data dal “fatto che sono stati ritrovati corpi di animali tropicali
in perfetto stato di conservazione. Si è recentemente trovata un’antilope
che nel suo stomaco aveva ancora erba verde non digerita”[3].
Ma, ecco cosa accadde che venne a turbare il perfetto equilibrio della
natura una volta rottosi l’anello protettivo di acque che avvolgeva l’intera
terra e che cadde su di essa con il Diluvio universale: Con il trascorrere del tempo durante le varie epoche
della creazione terrestre, sia la temperatura che la composizione dell’aria
subirono grandi cambiamenti. Si prenda, per esempio, il periodo carbonifero,
quando l’eccesso di anidride carbonica dell’aria esistente a quel tempo
provvedeva in abbondanza questo elemento indispensabile allo sviluppo
delle foreste lussureggianti che allora ricoprivano l’intera terra, fino
a che la diminuzione del carbonio, dovuta al suo assorbimento, pose fine
allo sviluppo delle foreste. Poiché a quel tempo non vi era vita animale
la natura non poteva in alcun modo mantenere l’equilibrio delle condizioni
atmosferiche come avviene adesso. Ciò causò la morte delle grandi foreste
di quel tempo. Ma, poiché esse erano ricche di carbonio non si corruppero;
poiché con le condizioni allora esistenti, in condizioni di poca ossigenazione,
il decadimento completo non era possibile.
Con la discesa sulla terra della coltre carbonifera e della sua simultanea consumazione nelle vaste foreste della terra, furono poste le fondamenta dei grandi campi carboniferi, ancor oggi esistenti. Essi, in seguito alle alluvioni e alle valanghe furono poco a poco sepolti, e da lì vengono portati alla luce mediante gli scavi minerari odierni. Alla “fine dell’era”, quando l’aria fu liberata dal suo eccesso di carbonio e arricchita, invece, di una sempre crescente quantità di ossigeno, la terra cominciò a brulicare di miriadi di “creature viventi, uccelli dell’aria, bestiame, creature striscianti”, ecc.
Dopo aver parlato della creazione di Adamo ed Eva e della
loro caduta, l’articolo, quindi, continuava dicendo: È adesso necessario parlare nuovamente dei singoli componenti
dell’aria, e della sua temperatura, poiché sono essi a determinare interamente la varietà e la profusione della vita sulla terra ed il
grado della loro vitalità. La relativa assenza di azoto nell’atmosfera
antidiluviana era dovuta al bassissimo grado di decadimento di quel tempo.
Ma con la distruzione pressoché completa della vita vegetale e animale
al tempo dell’ultimo diluvio, l’aria si saturò di azoto, che è il prodotto
del suo decadimento. L’aumento di azoto nell’aria, che è un sottoprodotto,
ebbe l’effetto di sconvolgere il precedente stato di perfetto equilibrio.
A riprova di quanto stiamo dicendo, si noti come cominciò immediatamente
ad accorciarsi la vita umana. E, naturalmente, man mano che la morte e
la corruzione aumentavano a causa del continuo accorciarsi della durata
della vita, aumentava la presenza dell’azoto nell’aria fino all’attuale
settantasette per cento del volume dell’atmosfera! Questa enorme quantità
di azoto presente nell’aria ha necessariamente diluito la percentuale
degli altri elementi, quali l’ossigeno e l’anidride carbonica. Si capisce
adesso molto bene che fu questa la causa immediata della brevità dell’esistenza
umana subito dopo il Diluvio. Non solo l’aria si era più rarefatta, ma
era anche inquinata, avvelenata, a motivo di tale contaminazione, divenendo
in un certo senso apportatrice di morte ... A noi qui interessa soltanto
richiamare l’attenzione sul fatto che questa sostanza non subisce nessun
cambiamento nel processo della respirazione. Esperimento condotti con
molta cura hanno mostrato senza ombra di dubbio che nel processo della
respirazione animale vi è un apprezzabile diminuzione di ossigeno ed un
corrispondente aumento di anidride carbonica. Ma la quantità di azoto
presente sia nell’aria pura che in quella (cosiddetta) impura rimane inalterata.
Così vediamo che l’azoto è un componente dell’aria che potremmo definire
un “intruso”; ma prima di aver completato questa discussione, ci proponiamo
di mostrare in che modo anche questa temporanea interferenza, allo stesso
modo del permesso del male, alla fine avrà come risultato un grande beneficio
per tutta l’umanità. In primo luogo essa ha affrettato quella che possiamo
definire la “pena di morte”; e ciò di per se stesso ha rappresentato una
benedizione per l’uomo in tutto il periodo in cui ha dominato il male
e che adesso sta per terminare. Infatti, in assenza di alcuna forma di
cristianesimo e di qualunque reale conversione, una vita molto lunga soggetta
soltanto all’influenza del male non avrebbe avuto altro risultato che
rendere l’uomo ancor più corrotto. Tutti ci rendiamo facilmente conto
che i bambini molto piccoli sono normalmente quasi del tutto immuni dai
vizi che affliggono gli adulti.
Oltre a ciò, sembra adesso, in questo tempo caratterizzato dall’”aumento della conoscenza” che l’azoto, conservato nell’atmosfera, svolga anche delle importanti funzioni economiche in quanto contribuisce alla restaurazione della fertilità del suolo. In anni recenti gli agronomi hanno scoperto dei sistemi per estrarre questo elemento dall’aria e introdurlo nel suolo, dove è reso disponibile all’assorbimento da parte delle piante. Questo processo viene svolto da alcune piante chiamate leguminose: fagioli, arachidi, varie specie di trifoglio, ecc., che, per un processo di osmosi, assorbono l’azoto dall’aria e lo immagazzinano in alcuni noduli radicali, dove esso viene amalgamato dall’azione di certi microbi che si trovano nel terreno, liberando così alcuni importanti elementi che sono subito assimilati dalle piante e che ne stimolano la crescita. ... Infine, come pensiero conclusivo dev’essere dimostrato che la presenza dell’azoto nell’aria svolge anche un altro compito importante. La Bibbia dice che dev’esservi una resurrezione sia dei giusti che degli ingiusti. Il Salvatore stesso disse, “Non vi meravigliate di questo; poiché tutti quelli che sono nelle loro tombe ne verranno fuori”. Se prendiamo quest’espressione così come la leggiamo, essa dice che i morti ritorneranno alla vita. Ma come accadrà questo? Dobbiamo attenderci un ritorno dalla morte dei loro corpi
corrotti? Assolutamente no. Noi comprendiamo e crediamo
in armonia a ciò che dice la Bibbia che i loro corpi non esistono più
per il motivo che sono “ritornati alla polvere da dove provengono”. Adesso, ritorniamo al discorso sull’azoto ed alla sua ulteriore funzione nell’atmosfera. Dicono i chimici che una parte considerevole del corpo umano è fatta d’azoto. Quindi nella resurrezione dei venti miliardi di morti della famiglia adamica che adesso dormono nella morte, sarà utilizzata una grande quantità di questo elemento che per il momento si trova disperso nell’atmosfera, prontamente disponibile proprio a questo scopo, nel processo della resurrezione generale dei corpi umani che, per il momento, dormono nella morte ma che, al “tempo opportuno”, ne “verranno fuori”. Inoltre, una conseguenza positiva di questo processo, e di quello summenzionato, di arricchimento del suolo, sarà quella di filtrare l’azoto dall’aria. Questo ripristinerà la primitiva purezza proprio com’era nei giorni precedenti il Diluvio. In tali condizioni di purezza atmosferica, l’uomo, che respirerà l’ossigeno non più diluito e quindi pienamente efficace, vivrà approssimativamente mille anni. Inoltre, i frutti perfetti che saranno la diretta conseguenza dell’aumentata fertilità della terra, come abbiamo mostrato in precedenza, contribuiranno alla possibilità di vivere per sempre. E questo è esattamente ciò che insegna la Bibbia, ed è proprio ciò che tutta l’umanità, senza eccezione alcuna, desidera. Con il ritorno alla vita di miliardi di morti del genere umano dalla tomba, e con la sovrabbondanza di perfetta vegetazione che la terra produrrà in quel tempo, e con la distruzione totale dei microbi a motivo della discesa della coltre elettrica adesso così vicina a noi da essere quasi a contatto con essa, questa terra rovinata, intrisa di sangue delle lotte fratricide, diverrà veramente un Giardino dell’Eden[4]. Le pagine originali Questa è, quindi, «l’Età dell’Oro», un’età in cui la terra, ritroverà la sua originaria perfezione. Al lettore anglosassone non può non ricordare il paese di Utopia di Thomas Moore, o il “Paradiso perduto” di Milton[5]. Rutherford, quindi, portò con sé gli Studenti Biblici, in un mondo silvo-pastorale, arcadico, nel quale sarebbe stata restaurata proprio l’età d’oro, con abbondanza di cibi squisiti, di benessere, il tutto dovuto non all’intervento divino, se non marginalmente, bensì alla Scienza, della quale egli, da quell’ignorante sesquipedale che era, si abbeverava privo del benché minimo senso critico, ritenendo di scoprire ogni giorno verità trascendentali che rappresentavano, invece, l’abbiccì per qualunque studentello di chimica. Rutherford, convinto di vivere nel tempo in cui la vera conoscenza sarebbe stata abbondante (Daniele 12:4), che lui riteneva essere la conoscenza scientifica, attingeva a piene mani a quella che lui considerava la nuova età dei lumi, per dimostrare così al suo popolo che aveva scoperto la chiave del mistero. Lui aveva capito perché l’uomo moriva, e lui aveva scoperto in che modo l’uomo avrebbe riguadagnato la vita eterna: mediante l’Azoto! Geova e Gesù Cristo sono importanti, ma l’Azoto lo è di più! Ecco la grande scoperta!
Ma, non dimentichiamo che il “giudice” era contemporaneo
di due personaggi che, proprio in quel tempo, stavano donando alla scienza
una delle sue più grandi scoperte: i coniugi Curie. Poteva l’ineffabile
presidente non approfittare della scoperta del secolo e non utilizzarla
nella sua teologia d’assalto? Certamente no. Ed ecco che anche il radio
entra nella teologia della redenzione. La stessa luce ci ha provveduto un’altra scoperta,
fonte di quantità favolose di energia: il Radio. Quelli che hanno fatto
esperimenti con questa sostanza asseriscono che esso prolunghi la vita
della mosca della frutta, che è molto breve, di 700 volte. Se avesse lo
stesso effetto sul genere umano, anche nelle condizioni attuali, esso
prolungherebbe la vita di alcune persone fino a 49.000 anni e per altri
fino a 70.000 anni.[6]
Per ritornare al discorso dell’azoto ... come abbiamo detto in precedenza esso si trasformerà da un elemento dell’aria che minaccia la distruzione della razza umana in un elemento vitale, essenziale, capace di stimolare la crescita della vegetazione in modo mai vista, consentendo all’uomo di riottenere la perfezione fisica che esisteva nel giardino dell’Eden dove l’uomo si nutriva di frutti perfetti e di cereali in grado di dare la vita eterna. Quanto è meravigliosa l’economia divina! Sono disponibili centinaia di migliaia di tonnellate di questo azoto per ettaro di terra; e poiché esso costituisce la medesima essenza dalla materia di cui è fatta la natura animale, i cinquanta miliardi di esseri umani che sono morti sin dall’inizio della creazione hanno arricchito il suolo che è rinvigorito dal loro apporto. Fino ad ora, i costi dell’estrazione dell’azoto dall’aria per utilizzarlo a fini commerciali come fertilizzante sono stati proibitivi. Ma una nuova invenzione ha risolto ogni difficoltà, ed una fabbrica tedesca opera in questo settore con risultati brillanti avvalendosi del lavoro di 8.000 operai. Una fabbrica del genere opera anche in Svezia, ed il governo degli Stati Uniti ne sta realizzando una del costo di svariati milioni di dollari. È ragionevole attendersi che i frutti in grado di dare la
vita eterna matureranno e che le condizioni fisiche in grado di sostenere
tale vita prevarranno immediatamente. Ogni cosa segue la legge naturale
... Prima del Diluvio la vita umana durava all’incirca 1.000 anni; e
quando saranno restaurate le condizioni edeniche di cui abbiamo parlato,
potremo subito vedere come gradualmente ci avvicineremo alla perfezione
delle condizioni fisiche, man mano che tutte le altre condizioni di
vita si adegueranno e, come predisse Beniamino Franklin, la vita dell’uomo
si estenderà fino a mille anni ... Secondo i dati a noi disponibili
relativi alla lunghezza della vita umana prima del Diluvio, anche in
quelle condizioni fisiche imperfette, e dove la luce solare non aveva
il suo pieno vigore, la vita dell’uomo giungeva fino a quasi mille anni.
Ma ora, quando prevarranno le condizioni fisiche perfette, e quando
il ghiaccio sparirà dalle regioni polari, cosa che possiamo attenderci
entro i prossimi cinquant’anni se non prima; e dopo che il volume di
azoto nell’aria sarà diminuito, facendo così che vi sia una percentuale
di ossigeno molto più elevata per la purificazione dei polmoni e del
sangue, e con l’azoto che riporterà al massimo la vitalità del suolo,
stimolandone la sua capacità di produrre cibo in grado di sostenere
la vita animale; con il grande incremento della scienza e della capacità
mediche, con l’applicazione del radio e di altri strumenti atti al prolungamento
della vita, il genere umano con la sua incrementata purezza di mente,
di parole e azioni vivrà per sempre. Così possiamo logicamente dire
che milioni ora viventi non morranno mai.[7] La pagina originale (cliccare per ingrandire) Quanto lontane sono queste parole e questi concetti anche dal cristianesimo di Russell. Pur con tutte le sue limitazioni e le sue astruserie, il fondatore della Società Torre di Guardia non avrebbe mai nemmeno lontanamente preso in considerazione una teologia della redenzione basata su siffatte elucubrazioni. Ci troviamo di fronte ad un individuo in profondo stato confusionale che mischia in un unico calderone tutto quello che sollecita la sua fantasia: le scoperte scientifiche[8], i ritrovamenti archeologici, i ritrovati della medicina (come vedremo); e tutto trovava collocazione nella sua visione del futuro nel quale egli insieme ai “milioni” che non sarebbero mai morti, si collocava a pieno titolo. [1] The Golden Age, 24 dicembre 1919. [2] Naturalmente, con l’avverbio “scientificamente” intendiamo riferirci alla “scienza” fondamentalista, a quella scienza, cioè che non può assolutamente essere presa in alcuna seria considerazione. Su quest’argomento si veda l’eccellente trattazione contenuta nel libro di Achille Aveta, intitolato Storia e dottrina dei testimoni di Geova, capitolo VI, sottotitolo Scientificità della Bibbia, pagine 143-155. Edizioni Dehoniane, Roma, 1994. [3] Più di cinquant’anni dopo, lo stesso esempio veniva menzionato in una pubblicazione che ebbe grande successo alle assemblee internazionali “Pace in terra”, intitolata È la Bibbia realmente la Parola di Dio? A pagina 40 di questa pubblicazione (Brooklyn, 1969) era detto: “Erba verde e fiori, pienamente preservati, sono stati trovati negli stomaci di tali animali e fra i loro denti”. [4] Naturalmente, questa “rivelazione” di come erano andate le cose nelle età preistoriche, che al tempo di Rutherford costituivano la “prova” provata dell’autenticità della narrazione biblica, allo stato attuale non solo non vengono più credute, ma, come di consueto, sono del tutto ignorate. Di recente, infatti, la Società ha trattato ancora una volta l’argomento, ma in un’ottica del tutto diversa. Se ne è occupata la rivista Svegliatevi! del 22 dicembre 1994, che dedica alcuni articoli all’atmosfera terrestre. Fra le altre cose, a pagina 4 la rivista dice: «L’ossigeno, naturalmente, è il gas essenziale per la vita che il nostro corpo assorbe mediante la respirazione. La percentuale di ossigeno nell’atmosfera è ideale per la vita sulla terra. Se diminuisse di molto saremmo colpiti da sonnolenza e alla fine perderemmo conoscenza. Se tale percentuale salisse troppo, invece, si dice che persino i ramoscelli bagnati e l’erba della foreste prenderebbero fuoco [Questo è, ovviamente, in stridente contrasto con quanto detto da Rutherford, e cioè che nel millennio sarà proprio la presenza dell’ossigeno puro a consentire una durata di vita di mille anni] L’azoto è l’elemento ideale per diluire l’ossigeno, tuttavia questo gas non ha solo un ruolo passivo nel sostenere la vita. tutti gli organismi hanno bisogno di azoto per vivere ... Il fatto che l’atmosfera mantenga l’esatta proporzione di ossigeno e di azoto è una meraviglia [anche qui ci allontaniamo dalle rivelazioni del secondo presidente, secondo il quale sarebbe stata proprio la scomparsa del velenoso azoto nel nuovo ordine a garantire la vita eterna, e non il suo ‘esatto equilibrio con l’ossigeno’]». [5] Va detto, a questo punto, che l’influenza di John Milton nella visione idilliaca della Società è stata sempre rilevante. Difatti, uno dei titoli della letteratura geovista è un libro del 1958 (1959 in italiano), intitolato proprio Dal paradiso perduto al paradiso riconquistato. È noto che un rilevante posto nella letteratura anglosassone del diciassettesimo secolo spetta a due opere del Milton, una del 1667, intitolata per l’appunto Paradiso perduto, e l’altra del 1671, intitolata Paradiso riconquistato. [6] Ma, oltre al radio, anche la radio rappresentava un indicazione di estrema importanza del piano di Dio conosciuto solo da Rutherford. Difatti, poiché egli si servì estesamente di questo moderno ritrovato della tecnologia per propagandare i suoi sermoni in tutti gli Stati Uniti, ritenne di doverlo santificare in modo da far credere che se Marconi l’aveva inventata, era in effetti Geova che glielo aveva suggerito. The Golden Age del 26 marzo 1924 conteneva un articolo intitolato “Trasmettiamo la Verità”, e, al sottotitolo “La Radio e la profezia divina”, esso diceva: «Quando il grande Creatore creò l’universo, egli già sapeva che l’uomo avrebbe un giorno fatto uso della radio per trasmettere. Questo egli già lo sapeva molto tempo prima di creare l’uomo. quando Egli circondò la terra dell’etere, che serve a propagare le onde radio e con esse la voce umana, Egli sapeva che esso sarebbe servito alla trasmissione dei messaggi in tutta la terra. A Lui va quindi tutta la gloria e l’onore ... Nel 1886 Edward Bellamy scrisse un libro nel quale ipotizzava che entro 125 anni l’uomo avrebbe potuto comodamente ascoltare a casa sua un sermone o un concerto da luoghi molto distanti. Egli basava i suoi calcoli in base all’uso allora in esistenza del telefono via cavo. Difficilmente la sua potrebbe considerarsi una profezia, ma semplicemente una deduzione basata su elementi tangibili. Geova, mediante il suo profeta Giobbe, più di 3000 anni prima di quel tempo, aveva predetto la trasmissione di messaggi via etere. In quella profezia egli diceva: “Puoi mandar lampi perché vadano e ti dicano, Eccoci”. - Giobbe 38:35. Come avrebbe potuto Giobbe sapere con tanto anticipo che la radio era una possibilità futura? Era a motivo della sua sapienza superiore? Certamente no. Infatti egli non comprendeva ciò che scriveva. Fin dall’inizio Geova aveva disposto che la radio facesse parte integrante del suo piano. Egli spinse il suo profeta a scrivere in termini oscuri, ed al Suo tempo stabilito egli ha fatto sì che l’uomo lo portasse alla luce per il Suo buon proposito» (Cliccare qui per visualizzare l'originale). [7]
The Golden Age, 10 settembre
1924. [8]
Rutherford era affascinato dal progresso, tanto da vedere in esso
un sicuro segno dell’approssimarsi dell’Età d’oro, quello che oggi i Testimoni
chiamano il “Nuovo sistema”. Nell’edizione del 13 ottobre 1920 di The
Golden Age, a pagina 20, apparve infatti un articolo dal seguente
tenore: «L’aumento del numero delle invenzioni, o la media alla quale
esse ogni anno fanno la loro comparsa, indica qualcosa riguardo l’avvento
della prossima nuova era, ed è quindi un buon metodo per calcolare il
tempo del suo inizio. Tutti i grandi cambiamenti hanno piccoli inizi,
e dapprincipio progrediscono molto lentamente. Il periodo delle invenzioni
e del progresso non fa eccezione a questa regola. Comunque, esso non è
che una delle fasi del potente cambiamento che sta avendo luogo in tutto
il mondo, facendo accadere ciò che non avremmo mai nemmeno sognato, in
preparazione dell’Età d’Oro ... Questo ( ... ) indica il tempo approssimativo
dell’inizio di questa era di invenzioni e dell’incremento del progresso
della meccanica. L’improvviso balzo in avanti della curva di tale progresso
si può calcolare all’incirca a dieci anni prima dell’esposizione Centenniale
del 1876 ... Quest’era di invenzioni ha prodotto molte sorta di macchine
utili a risparmiare l’uomo dalla fatica. L’uomo e gli animali hanno per
lungo tempo a cominciare da Adamo compiuto da soli tutto il lavoro. Per
sei millenni, perciò, l’uomo ha “mangiato il pane con il sudore della
sua fronte”, in armonia alla condanna pronunciata su di Adamo e sulla
razza umana. Il settimo millennio, comunque, farà sì che tale condanna
sia gradualmente rimossa mediante la saggia applicazione delle macchine
che risparmieranno all’uomo il duro lavoro e che saranno appropriatamente
utilizzate nella prossima età d’oro. Dello stesso tenore era la Golden
Age del 26 maggio 1920, che alle pagine 561, 562, accusava di scarsa
perspicacia nell’intendimento della Bibbia il corpo degli insegnanti della
scuola di Lancaster. Perché? Come diceva la rivista: «Nel 1828 il corpo
insegnante di Lancaster, nell’Ohio, autorizzò la redazione della seguente
lettera: “Ci fa piacere che lei possa utilizzare i locali della scuola
per dibattervi questioni pertinenti; ma argomenti come la ferrovia e il
telegrafo non possono esservi discussi. Non vi è nulla nella Parola di
Dio al riguardo. Se Dio avesse voluto che le creature intelligenti viaggiassero
alla tremenda velocità di quindici miglia orarie per mezzo del vapore,
lo avrebbe chiaramente predetto mediante i suoi santi profeti. È un inganno
di Satana per portare le anime immortali all’inferno”. Vi sono molte cose
nelle Scritture che gli Studenti biblici del 1828 non sapevano nemmeno
che esistessero. Nessuno sapeva che il profeta Naum 2:3-6 forniva un’interessante
descrizione di un treno ferroviario in movimento, fatto questo che sarebbe
stato comunissimo al tempo dello stabilimento del regno del Signore sulla
terra ... Così, quindi, quella brava gente di Lancaster si sbagliava nel
pensare che le Scritture non abbiano niente da dire sulle ferrovie ...
Dall’affermazione del profeta Daniele “Molti lo scorreranno e la vera
conoscenza diverrà abbondante”, sir Isacco Newton si formò l’opinione
che in un certo tempo l’uomo avrebbe viaggiato a cinquanta miglia l’ora.
Per questo motivo l’infedele Voltaire si riferì a lui definendolo “un
povero vecchio rimbambito”». [Si veda anche questa pagina: www.infotdgeova.it/loco.php
]. Questo è il sesto capitolo di uno studio che si può scaricare qui. Il materiale può essere liberamente usato per lo studio e l'approfondimento, con l'unica limitazione di citarne ogni volta la fonte. |