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:: MODIFICHE E CAMBIAMENTI ::
Introvigne prima e dopo
(di Achille Lorenzi)
Confronto tra alcune parti del libro I Testimoni di
Geova, pubblicato nel 1991, nella serie Oscar Mondadori (Collana "Uomini
e religioni") e quello del 2002 Testimoni di Geova: già e non
ancora, Elledici, Leumann, Torino.
Un recente libro di Massimo Introvigne contiene parecchie pagine pressoché
identiche ad un altro suo lavoro sui Testimoni di Geova, pubblicato nel
1991. Vi si notano tuttavia alcune differenze che vengono evidenziate nella
tabella sottostante. Si tratta nella maggior parte dei casi di omissioni
di alcune frasi in cui l'Autore esprimeva significative osservazioni sul
contenuto dell'ideologia geovista. Non sempre si trattava di osservazioni
personali o soggettive - e che quindi potevano anche esulare dall'impronta
"sociologica" del nuovo libro - ma di dati di fatto che riguardano
la vita e le convinzioni dei TdG e che quindi, a mio parere, potevano essere
riportate anche nel libro più recente. Personalmente trovo che il libro
del 1991 fosse più interessante ed offrisse maggiori spunti di riflessione.
Le parti omesse ed altre differenze sono evidenziate in azzurro.
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Argomento
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Testo del 1991
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Testo del 2002
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| Dio e il suo nome (testo del 1991, pag.63).
Il nome di Dio (testo del 2002, pagg. 82,83).
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«I testimoni
di Geova sono anzitutto conosciuti per la loro insistenza sul fatto
che Dio ha un nome, Geova, e che l'uso di questo nome è necessario
per la salvezza. A differenza di quanto avveniva ai tempi di Rutherford,
oggi le pubblicazioni dei Testimoni - specialmente quelle per uso
interno - danno atto della circostanza che la pronuncia esatta del
tetragramma ebraico di sole consonanti che rappresentava il nome
di Dio, YHWH, non è nota, ma è molto probabile si trattasse di "Yahweh".
Affermano soltanto che c'è incertezza al riguardo, e che gli studiosi
non sono concordi e che "Geova" è stato utilizzato per
secoli in varie lingue. Non
sempre naturalmente ci si serve di tutte queste cautele nell'accostamento
missionario di porta in porta: ci si può imbattere in propagandisti
che affermano semplicemente che Geova è il vero nome di Dio che
le chiese cristiane, non senza malizia, tengono nascosto ai loro
fedeli». |
«I testimoni
di Geova sono anzitutto conosciuti per la loro insistenza sul fatto
che Dio ha un nome, Geova, e che l'uso di questo nome è necessario
per la salvezza (i brani di riferimento sono Esodo 3,14-15; Romani
10,13) [1].
Le pubblicazioni dei Testimoni danno atto della circostanza che
la pronuncia esatta del tetragramma ebraico di sole consonanti che
rappresentava il nome di Dio, YHWH, non è nota, è che la forma "Yahweh"
è legittima dal punto di vista ebraico. Affermano soltanto che c'è
incertezza al riguardo, e che gli studiosi non sono concordi e che
"Geova" è stato utilizzato per secoli in varie lingue».
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| Dio è
"collocato in un luogo" nei "cieli" (testo del
1991, pag.65; testo del 2002, pag83). |
«Una particolare
cura viene posta nell'affermare che Dio non rimane ozioso in Cielo,
ma si interessa veramente di quanto accade agli uomini e guida,
secondo il suo disegno la storia. Qualche
differenza con la nozione cristiana tradizionale emerge a proposito
degli attributi di Dio, definito "onnipotente",
ma insieme collocato in un luogo preciso dell'universo, peraltro
considerato ignoto (oggi: Rutherford pensava alla costellazione
delle Pleiadi) e ritenuto dotato di un "corpo spirituale",
grande, certo, ma di "forma ben definita"».[2] |
«Una particolare
cura viene posta nell'affermare che Dio non rimane ozioso in Cielo,
ma si interessa veramente di quanto accade agli uomini e guida,
secondo il suo disegno la storia. Dio è definito "onnipotente"
e collocato nei "cieli"». |
| Gesù
Cristo (testo del 1991, pagine 65,66);
Il ruolo di Gesù Cristo (testo del 2002, pagine 83,84).
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«Il brano
di San Paolo, Colossesi 1,15 ("per mezzo di Lui sono state
create tutte le cose"), viene tradotto -
in modo del tutto discutibile quanto al testo biblico - parlando
di "tutte le (altre) cose" (con
"altre" tra parentesi), per significare che Dio
si è associato la sua prima creatura, Gesù, nella creazione». |
«Il brano
di San Paolo, Colossesi 1,15 ("per mezzo di Lui sono
state create tutte le cose"), è tradotto parlando di "tutte
le (altre) cose", per significare che Dio si è associato la
sua prima creatura, Gesù, nella creazione». |
| Morte
e resurrezione di Gesù (testo del 1991, pagg, 67,68).
Morte e resurrezione di Gesù (testo del 2002, pagg, 84,85).
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«Il 14
del mese di Nisan dell'anno 33 dell'era volgare i nemici di Gesù
lo fecero morire su un palo di tortura: non su una croce, che
sarebbe stata un simbolo pagano incompatibile con la missione di
Gesù Cristo. I Testimoni di Geova argomentano che l'espressione
greca stauros e quella latina crux possono essere
tradotte anche come "legno" (e quindi come "palo
di tortura"), mentre l'uso di questi termini per "croce"
sarebbe tardivo. La ragione dell'esclusione della croce è tuttavia
sopratutto simbolica, e deriva dal fatto che la croce è un simbolo
precristiano, pagano, che non può essere associato
alla missione di Gesù. Per quanto riguarda i cristiani di
oggi sarebbe del resto assurdo, argomentano i Testimoni, venerare
il simbolo della croce anche se fosse veramente legato alla morte
di Gesù, perché nessuno farebbe oggetto di onore lo strumento con
cui una persona cara è stata uccisa (i critici
cristiani dei Testimoni rispondono, naturalmente, che qui non si
tratta soltanto di un assassinio, ma anche di un sublime e volontario
sacrificio)».[3] |
«Il 14
del mese di Nisan dell'anno 33 dell'era volgare i nemici di Gesù
lo fecero morire su un palo di tortura: non su una croce. I Testimoni
di Geova argomentano che l'espressione greca stauros e quella
latina crux possono essere tradotte anche come "legno"
(e quindi come "palo di tortura"), mentre l'uso di questi
termini per "croce" sarebbe tardivo. La ragione dell'esclusione
della croce è tuttavia non solo filologica, ma anche simbolica,
e deriva dal fatto che la croce è un simbolo precristiano, pagano.
Per quanto riguarda i cristiani di oggi sarebbe del resto assurdo,
argomentano i Testimoni, venerare il simbolo della croce anche se
fosse veramente legato alla morte di Gesù, perché nessuno farebbe
oggetto di onore lo strumento con cui una persona cara è stata uccisa». |
La
Cena del Signore
(testo del 1991, pag. 84); (testo del 2002, pag. 97). |
«Gli "emblemi"
[il pane e il vino] passano di persona in persona, ma ne "partecipano"
soltanto gli "unti" che sentono di aver ricevuto il "battesimo
con lo Spirito Santo" e di far parte dei 144.000 (questo significa
che, in molte congregazioni, nessuno "partecipa"
degli emblemi). Dopo aver insegnato per molti
anni che gli emblemi significano il corpo e il sangue di Gesù Cristo
in senso simbolico (cioè rappresentano la chiesa, i 144.000) dal
1956 la "Torre di Guardia" mantiene la dottrina che gli
emblemi rappresentano rispettivamente il corpo e il sangue fisico
di Gesù offerti in sacrificio per l'umanità». |
«Gli "emblemi"
[il pane e il vino] passano di persona in persona, ma ne "partecipano"
soltanto gli "unti" che attestano così di aver ricevuto
il "battesimo con lo Spirito Santo" e di far parte dei
144.000 (questo significa che, in molte congregazioni, nessuno
"partecipa" degli emblemi)». |
| La
questione del sangue (testo del 1991, pagina 81).
La questione del sangue (testo del 2002, pagina 95).
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«Quanto
alle trasfusioni vere e proprie, i Testimoni non ne hanno praticamente
parlato fino al 1937, ma il loro rifiuto è diventato obbligatorio
dal 1945. Dagli anni cinquanta la posizione è rimasta dura, e
i Testimoni che accettano la trasfusione per sé o per i loro
figli minori vengono esclusi dall'organizzazione. Tutto questo
ha portato a una serie di iniziative giudiziarie contro i testimoni
di Geova in numerosi paesi, soprattutto
dopo decessi di minori che - secondo i giudici - sarebbero stati
salvati da trasfusioni di sangue ostinatamente rifiutate dai loro
genitori». |
«Quanto
alle trasfusioni vere e proprie, i Testimoni non ne hanno praticamente
parlato fino al 1937, ma il loro rifiuto è diventato obbligatorio
dal 1945. Dagli anni cinquanta la posizione è rimasta rigida e ha
portato a una serie di iniziative giudiziarie contro i testimoni
di Geova in numerosi paesi». |
| La cronologia
(testo del 1991, pag.87).
La cronologia (testo del 2002, pag.99).
|
«Il termine
di partenza per i "tempi dei Gentili" a cui si riferirebbe
la profezia viene tuttora fissato all'ottobre del 607 avanti Cristo,
quando, - continuano a dire i Testimoni (benché
la maggioranza degli studiosi non sia d'accordo) - Gerusalemme
cadde nelle mani dello stesso Nabucodonosor».[4] |
«Il termine
di partenza per i "tempi dei Gentili" a cui si riferirebbe
la profezia è tuttora fissato all'ottobre del 607 avanti Cristo,
quando, - continuano a dire i Testimoni - Gerusalemme cadde nelle
mani dello stesso Nabucodonosor». |
| Il 1975 (testo
del 1991, pag.50).
L'attesa del 1975 (testo del 2002, pagina 73).
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«...a
partire dal 1966 [viene suggerita] una nuova data profetica: il
1975. Ricordando le delusioni del 1914 e del 1925 l'annuncio - riferito
alla convinzione che nel 1975 sarebbero scaduti 6000 anni calcolati
a partire dalla creazione di Adamo e si sarebbe entrati nel "settimo
giorno" della creazione - fu dato inizialmente con molta cautela
ma divenne più chiaro nel 1968. Le affermazioni categoriche vennero
per quanto possibile evitate - soprattutto da parte di dirigenti
come Knorr e Franz, che avevano vissuto la delusione del 1925 -
ma la maggioranza dei Testimoni era
effettivamente convinta che avvenimenti straordinari si sarebbero
verificati nel 1975».[5] |
«A partire
dal 1966, pubblicazioni dei Testimoni di Geova ipotizzano la possibile
fine del presente ordine di cose per una una nuova data profetica:
il 1975. Nel libro Life Everlasting in Freedom of the Sons
of God, ... si fissa al 1975 la scadenza di seimila anni
dalla creazione di Adamo e si ipotizza come "appropriata"
una manifestazione di Dio per quell'anno, che segnerà l'entrata
nel "settimo giorno" della creazione. L'annuncio è dato
con qualche cautela ma genera grande entusiasmo soprattutto a partire
dal 1968. Le affermazioni categoriche sono evitate e l'ipotesi non
è mai presentata come certa - dirigenti come Knorr e Franz avevano
del resto vissuto la delusione del 1925 -, ma molti
Testimoni sono effettivamente convinti che avvenimenti straordinari
si verificheranno nel 1975». |
La
grande apostasia
La morale (testo del 1991, pagine 76, 77).
La grande apostasia
La morale e i rapporti tra uomini e donne (testo del
2002, pagine 91, 92).
|
«Una
caratteristica fondamentale dell'Organizzazione Universale di Geova
consiste nel seguire letteralmente
la Bibbia...».
«I Testimoni di Geova devono, naturalmente, spiegare perché il
"resto degli unti" abbia potuto
ingannarsi - per esempio a proposito delle date del 1874, 1914,
1925, 1975 - e abbia modificato la dottrina anche su punti essenziali».
«L'atteggiamento dei Testimoni di Geova nei confronti della
morale ricorda quello del fondamentalismo
protestante. Per ogni problema si cerca di ricavare letteralmente
una soluzione dalla Bibbia».
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«Una caratteristica
fondamentale dell'Organizzazione Universale di Geova consiste nell'attenersi
coerentemente alla Bibbia...».
«Come è possibile, tuttavia, che il "resto degli unti"
possa (come è avvenuto) modificare una dottrina?».
«L'atteggiamento dei Testimoni di Geova nei confronti della
morale ricorda quello protestante conservatore. Per ogni problema
si cerca di ricavare una soluzione dalla Bibbia».
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Armaghedon
(testo del 1991, pag. 90).
L'attesa escatologica
(testo del 2002, pagina 100).
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«Chi sarà
"distrutto" ad Armaghedon? Tutti i "regni della terra"
con i loro governanti ... Anche per quanto
riguarda i bambini - affermano i Testimoni -, non ci si può fidare
della loro apparente innocenza, perché la Bibbia rivela che quando
Dio distrusse i malvagi, distrusse pure i loro figli piccoli. Si
tratta, in questo caso, di un problema su cui le Scritture
- a giudizio dei Testimoni di Geova - non forniscono risposte precise,
ma certo i malvagi rischiano di esporre alla distruzione non solo
se stessi ma anche le loro famiglie. Da qualche testo del giudice
Rutherford sembra di potersi ricavare che ad Armaghedon sopravvivranno
solo i Testimoni di Geova. Qualche pubblicazione più recente presenta
le cose in modo meno drastico. I Testimoni di Geova fedeli
ed ubbidienti possono confidare con ragionevole sicurezza di essere
salvati». |
«Chi sarà
"distrutto" ad Armaghedon? Tutti i "regni della terra"
con i loro governanti e tutti gli essere umani che Dio, e non qualche
uomo, considererà malvagi impenitenti: ma le pubblicazioni dei Testimoni
invitano a riflettere sul fatto che il punto di vista di Dio per
identificare chi è "malvagio" non è necessariamente quello
corrente e può riservare delle sorprese. A differenza dell'escatologia
tradizionale prevalente nel mondo protestante evangelical,
i Testimoni desumono dalla Bibbia che ad Armaghedon ci saranno dei
superstiti. I Testimoni di Geova fedeli ed ubbidienti possono confidare
con ragionevole sicurezza di essere salvati». |
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Charles Taze Russell
Uno straordinario sviluppo organizzativo (testo
del 1991, pag. 31)
Gli anni dell'autorevolezza (testo del 2002,
pag. 37).
|
«Nello stesso
senso si muoveva il culto della personalità di Russell, considerato
nel movimento il “servo fedele e prudente” di Matteo 24, 45 sulla
base di tesi esposte per la prima volta dalla moglie Maria verso
il 1895. Benché Russell fosse personalmente cauto sul punto, al
tempo della sua morte nel 1916 la sua
identificazione con il “servo fidato e prudente” era pressoché unanime
presso gli Studenti Biblici».[6] |
«In questo
processo sociologicamente inevitabile gioca un ruolo, all'interno
degli studenti biblici, la moglie di Russell, Maria, che proclama
il marito il “servo fidato e prudente” di Matteo 24,45. Russell
si mostrerà sempre personalmente cauto sul punto, precisando anzi
che il “servo” è piuttosto l’“intero corpo di Cristo”, senza mai
accettare in pubblico un titolo che alcuni
seguaci gli conferiranno in privato». |
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Joseph Franklin Rutherford
Testo del 1991, pagine 41,42.
Testo del 2002, pagine 62,63.
|
«Gli
storici indipendenti non mettono in dubbio, oggi, che Rutherford
bevesse troppo, e si è parlato addirittura
a suo proposito di "un serio caso di alcolismo".
Se altre accuse - come quella di indulgere in divertimenti profani
- sono meno documentate, è certo che il giudice
amava la vita lussuosa e manteneva residenze degne dei capitani
d'industria che denunciava a New York, Staten Island, Londra e Magdeburgo.
Nel 1929 cominciò a far costruire la residenza
di Beth Sarim, presso San Diego, per accogliere i principi e i patriarchi
dell'Antico Testamento quando fossero tornati sulla terra, ma che
- nel frattempo - era destinata ad ospitarlo fino alla morte, avvenuta
l'8 gennaio 1942. Anche la morte di Rutherford, come quella
di Russell, fu circondata da polemiche: i
Testimoni di Geova avrebbero voluto costruirgli una tomba imponente
presso la residenza di Beth Sarim, ma le autorità locali negarono
il permesso e il giudice dovette essere seppellito più modestamente
a Rossville, nello Stato di New York». |
«Negli
ultimi anni della sua vita, Rutherford è tormentato da problemi
di salute che culminano nel cancro. Così, quando
nel 1929 gli viene donato il denaro per costruire una residenza
a san Diego, in California - a Beth Sarim -, Rutherford la prepara
per accogliere i principi e i patriarchi dell'Antico testamento
quando risusciteranno, ma anche per trascorrere nel più temperato
clima californiano i mesi invernali, sottraendosi ai rigori
dell'inverno di Brooklyn, dove nel frattempo la sede centrale dei
Testimoni di Geova si arricchisce di nuovi edifici. A
Beth Sarim Rutherford muore l'8 gennaio 1942, e li avrebbe
voluto essere sepolto: ma le autorità locali
negano il consenso, e la tomba del giudice si trova nel cimitero
di Rossville (New York)». |
| La fine
Testo del 1991, pagina 95.
Testo del 2002, pagina 102.
|
«Una
volta eliminato Satana e il suo potere, gli uomini "vengono
alla vita" - secondo l'espressione di Apocalisse 20,5
- e raggiungono uno stato di perfezione insieme alla Terra, che
diventa "paradisiaca" in un senso ancora più perfetto
di quanto non fosse avvenuto durante il Millennio [...] Non
mancano propagandisti che, nella predicazione di casa in casa, fanno
notare che il paradiso terrestre geovista è più interessante di
quello "celeste" promesso da altre denominazioni e chiese,
in cui non si comprende bene cosa si potrà fare in Cielo. Tuttavia
è precisamente questo stesso paradiso celeste che - secondo la dottrina
dei Testimoni - Geova riserva ai suoi eletti, i 144.000 "unti"». |
«Una
volta eliminato Satana e il suo potere, gli uomini "vengono
alla vita" - secondo l'espressione di Apocalisse 20,5
- e raggiungono uno stato di perfezione insieme alla Terra, che
diventa "paradisiaca" in un senso ancora più perfetto
di quanto non fosse avvenuto durante il Millennio. In questo trionfo
della gloria di Dio si chiude finalmente il cerchio tra purezza
e pericolo. Sulla Terra paradisiaca, per definizione regno della
purezza, il pericolo è ultimamente abolito». |
Note:
[1]
Nella nota in calce l'Autore sottolinea che questi passi
vengono citati secondo l'interpretazione che i Testimoni danno degli stessi.
[2] Per quanto riguarda l'idea che Dio dimorasse nelle Pleiadi,
si veda questa pagina.
[3] Per una considerazione sulla
veduta dei TdG in merito alla croce si veda in questa
pagina ed i links interni. Questo cambiamento
nel libro di Introvigne mi ha colpito in modo particolare. Ricordo che
durante il mio "processo" (link)
uno degli "anziani" che componevano il Comitato mi chiese se
avessi per caso consultato o letto scritti di "apostati". Mostrai
loro il libro di Introvigne del 1991. La reazione degli "anziani"
fu molto negativa: "Hai letto per caso in quel libro un'esposizione
chiara e corretta della verità? Tu pensi che qualcuno leggendolo sarebbe
incoraggiato a diventare testimone di Geova?". Risposi di no, ma
dissi che comunque il libro conteneva delle informazioni corrette e delle
riflessioni interessanti. "Per esempio?", mi chiesero gli "anziani".
Ricordo che citai il punto in cui Introvigne osservava che la croce non
è solo uno strumento di morte ma anche il simbolo di un sacrificio volontario.
Per quegli "anziani" comunque, anche per queste sue parole,
Introvigne era da considerare quasi alla stessa stregua di un "apostata".
Ora il nuovo libro di Introvigne viene addirittura pubblicizzato nelle
Sale del Regno, e si invitano i "fratelli"ad acquistarlo!
[4] Introvigne, nel 1991, scriveva
che la "maggioranza degli studiosi" non accetta il 607
a.C. come data della caduta di Gerusalemme. In realtà, tutti gli
studiosi sono concordi nel riconoscere
che quell'evento ebbe luogo nel 586/7 a.C., e questo invalida in maniera
irreparabile l'intera impostazione cronologica dei TdG. Si veda un esaustivo
studio sull'argomento in questa
pagina (link esterno).
[5]
Nel
1991 Introvigne
è più corretto. Era la maggioranza dei TdG ad essere
convinta che la fine fosse alle porte nel 1975. Nel nuovo libro si legge
ora che solo "molti" TdG pensavano questo. Questa nuova formulazione
fa pensare al modo di esprimersi della Torre di Guardia, quando vengono
cambiate vedute ed "intendimenti" che erano e dovevano essere
accettati da tutti i TdG come verità indiscutibili: "Alcuni
fratelli pensavano..", "era opinione di molti che...".
Nel libro del 1991 Introvigne riportava anche le parole di M. James
Penton - definito dall'Autore "uno dei maggiori storici del geovismo",
p.49 - che fu testimone oculare degli avvenimenti del 1975: «Uomini
d'affari misero in vendita aziende prospere. Professionisti abbandonarono
il loro lavoro. Famiglie misero in vendita le loro case per trasferirsi
"dove il bisogno era più grande". Giovani coppie rimandarono
il loro matrimonio o almeno si astennero dall'avere figli se si erano
già sposate. Le coppie di anziani, qualche volta, smisero di pagare i
contributi per la pensione. Molti - giovani e vecchi, uomini e donne -
rimandarono operazioni o cure mediche necessarie» (pp.50,51). Altre
informazioni in questa
pagina.
[6]
Ci si potrebbe chiedere come mai Russell non abbia rifiutato,
con chiarezza e decisione, il ruolo di "schiavo fedele e discreto",
che gli veniva attribuito da "alcuni seguaci", se egli
non avesse ritenuto di essere veramente tale "servitore".
Come scriveva Introvigne nel 1991, la sua identificazione con il “servo
fidato e prudente” era pressoché unanime presso gli Studenti Biblici.
La Società Torre di Guarda, nel libro I Testimoni di Geova nel proposito
divino, pagina 69, ha scritto in merito a quanto accadde subito dopo
la morte del “pastore”: «L’insistenza circa il fatto che Russell fosse
stato ‘quel servitore’ indusse molti a considerare Russell in un modo
che infine condusse all’adorazione della creatura. Essi credevano che
tutta la verità che Dio aveva ritenuto appropriato di rivelare al suo
popolo, lo fosse stata tramite Russell, e adesso non ne sarebbe più stata
rivelata alcuna in quanto ‘quel servitore’ era morto». Nel libro Il
millenario regno di Dio si è avvicinato, alle pagine 349, 350, si
legge: «Comunque, il senso di apprezzamento e gratitudine verso Russell
spinse molti suoi associati a considerarlo come l’adempimento dello ‘schiavo
fedele e discreto’. Questa veduta fu preminentemente rappresentata nel
libro edito nel 1917 dall’Associazione del Pulpito del Popolo di Brooklyn,
in New York». Fu soltanto con La Torre di Guardia del 15 febbraio
1927, in un articolo intitolato “Servitore buono e malvagio”, che il “giudice”
J.F. Rutherford cominciò a insegnare che l’intera chiesa, il “corpo di
Cristo” e, perciò, l’intera comunità degli Studenti Biblici, costituivano
lo “schiavo” e non Russell. Il libro Proclamatori, a pagina 626,
ammette che dopo la morte di Russell «La Torre di Guardia stessa
per alcuni anni espresse questa idea. Dato il ruolo di primo piano avuto
dal fratello Russell, gli Studenti Biblici dell’epoca pensavano che le
cose stessero così». Oltre al fatto che egli era considerato il servitore
fedele di Matteo 24:45-47, egli fu identificato anche con “l’uomo con
il corpo da scrivano” di Ezechiele 9, ed il “settimo messaggero” di Rivelazione
1:20. In quel versetto, il glorificato Gesù Cristo è rappresentato con
sette stelle nella sua destra che rappresentano sette “angeli” o “messaggeri”.
Russell era considerato una di quelle stelle, la settima. Per questo egli
divenne noto come il “settimo messaggero”. Tale titolo venne inciso anche
sul cippo funebre, visualizzabile nel libro Proclamatori, pag.
63 (cliccare qui per vedere la foto).

Circolare della Società
Mentre la lettura del precedente libro, proprio per via
delle numerose osservazioni critiche che vi erano riportate, veniva "sconsigliata"
ai Testimoni, quest'ultimo libro di Introvigne è stato invece ampiamente
pubblicizzato nelle congregazioni dalla stessa Società Torre di Guardia,
la quale ha invitato i "proclamatori" ad acquistarne una copia.
Telefono
(06) 87941 CONGREGAZIONE
CRISTIANA c/c postale17428004
DEI TESTIMONI DI GEOVA
VIA DELLA BUFALOTTA 1281 00138 ROMA RM, ITALIA
4 febbraio
2002-03-30
A TUTTI I
RAPPRESENTANTI STAMPA
Cari fratelli,
A seguito della richiesta che ci è stata fatta da alcuni fratelli, vi
informiamo che è di prossima pubblicazione il libro "I Testimoni
di Geova: già e non ancora", il cui autore è il Prof. Massimo Introvigne,
direttore del CESNUR. È una pubblicazione di 144 pagine. È la prima
volta pubblicazione [sic!] scritta da un autore italiano di prestigio
in cui i testimoni di Geova sono presentati sotto un profilo basilarmente
positivo. Pensiamo che questo libro possa divenire un'utile fonte di
informazione specialmente per i media, ma anche per i fratelli. Il libro
sarà disponibile dal prossimo mese di maggio.
Con
questo non vogliamo darvi l'impressione che desideriamo promuovere la
diffusione di questo libro. Non è questa la nostra intenzione. Ci è
stato chiesto se, come in passato, l'ufficio ha intenzione di acquistarne
un certo quantitativo per metterlo poi a disposizione delle congregazioni.
Non lo faremo, ma coloro che desiderassero ottenere una o più copie
dovrebbero inoltrare la loro ordinazione secondo le informazioni che
vi comunicheremo di seguito. Non informeremo direttamente le congregazioni
ma vi invitiamo a informare gli anziani delle congregazioni in cui servite
affinché sappiano della prossima pubblicazione del summenzionato libro.
Se a loro volta, essi informeranno i proclamatori delle rispettive congregazioni
sarà data a coloro che lo desiderano la possibilità di acquistare il
libro in questione.
Per
quanto riguarda l'ordinazione del libro si dovrebbe procedere in questo
modo. Il segretario di ogni congregazione potrebbe raccogliere le ordinazioni
dei vari proclamatori e quindi inviare a voi l'ordinazione con il quantitativo
di libri che la congregazione vorrebbe ordinare. Una volta che avrete
raccolto le ordinazioni di tutte le congregazioni della circoscrizione
dovreste compilare le parti in giallo. L'ordinazione dovrà essere inviata
direttamente al seguente indirizzo di posta prioritaria:
[viene riportato
l'indirizzo di una persona collegata alla ELLEDICI, la Casa Editrice
del libro, n.d.r.]
Non inviate ordinazioni al nostro ufficio. I libri vi saranno
inviati per posta con pagamento in contrassegno. Dovrebbe essere inviata
una sola ordinazione per circoscrizione. Quindi assicuratevi di avere
ricevuto le ordinazioni delle singole congregazioni prima di inoltrare
l'ordinazione. La data ultima per l'ordinazione è il 15 marzo 2002.
Assicuratevi di rispettare questa data.
Naturalmente, con l'ordinazione il segretario della Congregazione dovrebbe
consegnarvi anche il denaro per l'acquisto del libro, comprensivo delle
spese di spedizione. Come potete notare dall'acclusa lettera di ordinazione,
le spese di spedizione potranno essere calcolate sulla base del numero
di libri ordinati. Qualora la congregazione non dovesse inviare il denaro
non dovreste tener conto dell'ordinazione che eventualmente vi dovesse
essere fatta.
Sta a voi decidere se farvi pervenire le pubblicazioni al vostro indirizzo
o se usare un'Associazione locale della circoscrizione. Una volta deciso,
avendo anche consultato il presidente dell'Associazione, vi regolerete
di conseguenza nella compilazione della lettera di ordinazione. Siate
certi di aver compilato la lettera di ordinazione in ogni sua parte.
Una volta ricevuti i libri ordinati dovrete provvedere a informare le
congregazioni affinché possano ritirare il quantitativo di libri richiesti.
I rappresentanti stampa del Piemonte, Valle d'Aosta e forse Lombardia
o parte d'essa potrebbero decidere di ritirare la loro ordinazione direttamente
e non riceverla mediante posta. Naturalmente in questo caso si dovrà
informare il Dott. [omissis (viene indicato lo stesso nominativo
riportato sopra, con numero di cellulare ed indirizzo e-mail)] in merito
al ritiro dell'ordinazione affinché non sia spedita per posta.
Invitiamo i coordinatori dei rappresentanti stampa a seguire la cosa
tenendosi in contatto con i loro rappresentanti stampa assegnati ad
ognuno di loro affinché non si creino delle difficoltà e tutti i fratelli
abbiano la possibilità, se lo desiderano, di ordinare il libro in questione.
Per qualsiasi chiarimento sentitevi liberi di consultarci. Vi inviamo
i nostri saluti fraterni.
Vostri fratelli
Congregazione
Cristiana dei Testimoni di Geova
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Sorgono spontanee alcune domande: cosa ha indotto Introvigne
a riscrivere un libro, sostanzialmente identico in molte sue parti ad
un suo lavoro precedente, tranne l'omissione di ogni minimo spunto critico
che avrebbe potuto risultare sgradito ai lettori TdG? Introvigne era al
corrente che il suo lavoro sarebbe stato pubblicizzato nelle congregazioni
geoviste, cosa che gli avrebbe garantito la vendita assicurata di decine
di migliaia di copie? Una prassi seguita da molti culti e sette, che mira
ad acquisire maggiore rispettabilità agli occhi dell'opinione pubblica,
consiste proprio nel commissionare ad esperti di fama dei lavori nei quali
si riporta la storia e la dottrina del gruppo in una chiave positiva.
È avvenuta la stessa cosa con questo lavoro di Introvigne?
È interessante
anche osservare che qualche mese fa in un newsgroup alcuni TdG
hanno cercato astutamente di negare che la Watch Tower Society
avesse pubblicizzato questo libro nelle congregazioni.
Io avevo osservato che nella Sala del Regno era stato «fatto un annuncio
ufficiale, reclamizzando il libro di Introvigne e suggerendo ai "fratelli"
di acquistarlo» e che le ordinazioni potevano essere effettuate «tramite
la congregazione». Al che un TdG anonimo aveva replicato:
Si
è diffusa la voce che il libro di Introvigne si ordina tramite
la congregazione. Questo E' FALSO. Forse in qualche congregazione
qualcuno ha pensato di suggerire il libro dal podio ma la compilazione
del libro, la sua pubblicazione e la sua distribuzione non sono
collegati e collegabili IN NESSUN MODO con i Testimoni di Geova.
E questo non è affatto avvenuto in tutte le congregazioni. Questa
espressione «le ordinazioni possono essere fatte tramite la congregazione»
è assolutamente fasulla. Chi la fa a presentare prove documentali
che attestino che la Congregazione Cristiana dei Testimoni di
Geova abbia disposto di fare annunciare ufficialmente la pubblicazione
di questo libro e lo faccia ordinare tramite il reparto letteratura.
...
Un altro TdG (nick
"Ugo
il Terribile") aggiungeva:
Tu puoi pensare
quello che vuoi, che a me non me ne frega nulla, però il libro di Introvigne
non è certo stato ordinato in nessun reparto Letteratura, e non è stato
ordinato da nessuna congregazione a nessuna Betel. Questi sono i fatti.
(Si veda il thread
completo cliccando
qui). Si noti che non si nega che il libro sia stato pubblicizzato
nelle congregazioni e che la WTS abbia scritto una circolare invitando
i proclamatori ad acquistarlo. Questi TdG dicono solo, con un'astuzia
deliberata, che il libro di Introvigne non è stato "ordinato in nessun
reparto Letteratura" (e questo è vero) e che "non è stato ordinato
da nessuna congregazione a nessuna Betel" ed anche questo è vero.
Il libro è stato ordinato, infatti, alla casa editrice Elledici, ma solo
dopo che gli anziani hanno invitato i proclamatori ad acquistarlo.
E questo invito è stato fatto, ovviamente, per volontà della WTS. Cambia
quindi la forma ma la sostanza rimane la stessa.
Questi post rivelano
come molti TdG siano abili nel "mentire" strategicamente e nel
cercare di sviare i loro interlocutori, ricorrendo a delle mezze verità.
Leggendo i loro interventi si potrebbe pensare, infatti, che la Società
non abbia in alcun modo pubblicizzato questo libro od invitato ufficialmente
i "proclamatori" ad acquistarlo. La realtà è un'altra, come
emerge chiaramente dalla circolare riportata in questa pagina.
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