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:: STORIA :: TDG E NAZISMO

Tra Geova e il Reich
Un articolo di Vittorio Messori pubblicato dal mensile Jesus nel maggio 2003

È successo, nei giorni scorsi, anche nella cittadina lacustre in cui abito, a Desenzano del Garda. Una conferenza, cioè, organizzata dai membri della locale "Sala del regno" dal titolo: La persecuzione nazista dei Testimoni di Geova. Non è una novità. C'è un importante studio, su cui ci baseremo, scritto da James Penton, il cui padre fu importante dirigente della Congregazione geovista, della quale fece parte James stesso che, uscitone, è ora docente all'università di Toronto e autore di fondamentali opere sulla storia del movimento. Scrive Penton: «Sin dalla fine della seconda guerra mondiale, una caratteristica costante della Società Torre di Guardia è stata l'accusa rivolta alle Chiese cristiane tedesche di essersi compromesse con il nazismo, mentre i Testimoni di Geova germanici, che a quel tempo erano conosciuti come "Zelanti Studenti Biblici", avrebbero mantenuto una ferma determinazione nella dottrina e nel comportamento». Le cose, in realtà, non stanno affatto così.

Noi, comunque, ci imporremo di esercitare la giustizia, dando a ciascuno del suo: nel 1933 i Geovisti tedeschi erano circa 25 mila. Di essi, circa la metà continuò a predicare la sua fede nella clandestinità, cosa che costò l'internamento nel campi (con un triangolo viola) ad alcune migliaia di fedeli. Si calcola che duemila di loro non abbiano fatto più ritorno. Ci fu, dunque, un martirio che una parte notevole della base seppe affrontare con un coraggio che merita ogni rispetto. Scrive, però, Penton: «Ciò che è generalmente ignorato - sia dalla stragrande maggioranza degli stessi Testimoni che da molti storici indipendenti - è che, mentre molti Geovisti tedeschi mantennero l'impegno verso i loro princìpi, non agirono nella stessa maniera i loro capi. E, cioè, il presidente della Società Torre di Guardia, il giudice Joseph F. Rutherford e il suo successore dal 1942, Nathan H. Knorr, oltre ai dirigenti della filiale tedesca. Anzi, Rutherford e i suoi sottoposti usarono gli ebrei come capro espiatorio e attaccarono duramente Stati Uniti, Gran Bretagna, Società delle Nazioni».

Non viene dunque da un pulpito immacolato la continua predicazione contro «Babilonia la Grande», come i Geovisti chiamano le Chiese cristiane, in particolare quella cattolica. Se stiamo ai fatti, il fondatore della Congregazione o movimento che sia, Charles T. Russell, morto nel 1916, era stato un entusiasta sostenitore della causa sionista. Ancora oggi sono numerose le sètte americane di derivazione cristiana che condividono questo sostegno: e, ciò, non per amore degli ebrei, ma perché (in base alla loro ossessione profetica) sono convinte che il ritorno degli ebrei in Terrasanta sia un segno escatologico, necessario per preparare la seconda venuta di Cristo nella gloria. Il successore di Russell, Rutherford, si trovò a guidare l'organizzazione dopo la grande delusione del 1914 - data per la quale si attendeva «la fine del presente e malvagio ordine di cose» - e, in pratica, rifondò la dottrina, procedendo ad innovazioni cui il fondatore, probabilmente, non avrebbe mai pensato. Restò fermo, tuttavia, nel guardare con favore all'emigrazione ebraica in Palestina. A partire, però, dall'inizio degli anni Trenta, Rutherford impose ai suoi un cambiamento radicale: ordinò di credere che solo i Testimoni costituivano il nuovo «Israele di Dioi», con la costituzione, per i tempi finali, di una élite composta da quei 144.000 di cui parla l'Apocalisse. Furono ritirati dalla circolazione gli opuscoli filo-sionisti e ne apparve un altro, di Rutherford stesso, dal titolo Vindication, dove si diceva fra l'altro: «Gli ebrei furono cacciati e la loro casa rimase desolata perché essi avevano rigettato Gesù. Fino ad oggi, non si sono pentiti di questo atto criminale dei loro antenati. Quelli che sono tornati in Palestina lo fanno per egoismo o per ragioni sentimentali». Seguivano le accuse, tipiche di ogni razzismo, sul legame tra ebrei e alta finanza.


La copertina del libro Vindication

La pagine citate da Messori:
Pagina 257 - Pagina 258

In questa svolta agiva anche lo spirito dei tempi: in tutto l'Occidente, America compresa, dilagava l'antisemitismo. Nel 1933, poi, i nazisti conquistarono il potere in Germania e già in aprile cominciavano ad agire contro i Testimoni di Geova: questi, in effetti, erano da tempo nel mirino tedesco, perché sino a tempi molto recenti erano stati filo-sionisti e, soprattutto, perché rifiutavano di salutare la bandiera, di partecipare alle manifestazioni politiche, di prestare il servizio militare. Inoltre venivano da quella detestata America. Da New York, lo stesso capo della Congregazione raggiungeva subito la Germania per vedere il da farsi. Ne seguì una serie di iniziative sulle quali la dirigenza geovista ha mantenuto poi, dopo la guerra, un silenzio rigoroso o ha addirittura manipolato i fatti, come ha documentato in modo inoppugnabile quel Penton al quale attingiamo e che è stato insultato e perseguitato come "apostata", ma che non è stato citato in giudizio perché avrebbe di certo vinto la causa. Il suo studio è stato pubblicato in italiano (dalle Dehoniane di Roma) con le fotografie autenticate dei documenti più imbarazzanti.

Successe, dunque, che il 25 giugno 1933, la Torre di Guardia riunì 5 mila fedeli al Palazzo della Sport di Berlino. La riunione era stata convocata per leggere ai Testimoni una Dichiarazione e per chiedere loro di diffonderla per tutta la Germania. La Dichiarazione (ne esistono ancora originali stampati nel caratteristico alfabeto gotico) iniziava respingendo la «calunnia» secondo la quale la Congregazione sarebbe stata amica e beneficiata dagli ebrei: «Noi siamo fedeli seguaci di Cristo mentre gli ebrei lo rigettano del tutto e negano ostinatamente che egli sia il Salvatore del mondo».

Seguivano poi frasi come questa: «L'impero più grande ed oppressivo del mondo è l'impero anglo-americano. Sono stati gli affaristi ebrei di questo impero britannico-americano che hanno realizzato e utilizzato l'alta finanza come mezzo per sfruttare e opprimere i popoli di molte nazioni. E tale situazione è così chiara in America che, fra noi, si dice di New York: "Gli ebrei la possiedono, i cattolici irlandesi la governano e gli americani pagano i conti". Si proclamava poi: «Invece di schierarci contro i princìpi sostenuti dal governo tedesco, noi prendiamo decisamente parte a loro favore e sottolineiamo che Geova Dio mediante Gesù Cristo farà sì che tali princìpi giungano a completa realizzazione». Durissimi attacchi erano poi sferrati contro la Società delle Nazioni (invisa, come si sa, a tutti i fascismi dell'epoca) e contro quelle ingiustizie imposte alla Germania dai vincitori della guerra e per rimediare alle quali Hitler diceva di battersi. Insomma, si concludeva che «solo l'influenza subdolamente esercitata dal grande nemico Satana» poteva aver indotto i nazisti a credere che i Testimoni fossero lontani dai loro «alti e nobili ideali». Dunque: «Noi facciamo rispettoso appello all'elevato senso di giustizia del Governo e chiediamo con il massimo rispetto che venga revocato l'ordine di proibizione».


La dichiarazione dei fatti
(cliccare sull'immagine per visualizzare il testo completo)

Ancor più sconcertante la lettera all'«Onorevolissimo Signor Cancelliere del Reich, Adolf Hitler», stampata su carta intestata ufficiale della Watch Tower e firmata dai dirigenti della filiale tedesca, che aveva sede a Magdeburgo. Si ricordava al Führer che la Torre di Guardia, durante la guerra, «non solo si è rifiutata di prendere parte alla propaganda terroristica contro la Germania, ma si è schierata fermamente contro di essa. Coloro che promossero tale propaganda gli affaristi ebrei e cattolici) sono anche i più accaniti persecutori della nostra opera». Si ricordava a Hitler che, come affermava la Dichiarazione di Berlino, «gli Studenti biblici si stanno battendo per gli stessi elevati principi e ideali etici per i quali lotta il Governo nazionale della Germania».

Si terminava dichiarando, addirittura, che «i princìpi a cui i Testimoni di Geova fanno riferimento sono quelli stessi contenuti nella sezione 24 del Programma del Partito Nazionalsocialista». Articolo che la lettera al Cancelliere riporta e che afferma tra l'altro: «Il Partito rappresenta il punto di vista del vero cristianesimo... Esso si oppone allo spirito materialistico ebraico». Lo zelo dei dirigenti dei Testimoni di Geova non fu però premiato. Malgrado la Dichiarazione e la lettera al Führer, gli aderenti alla Congregazione entrarono nella lista dei proscritti, soprattutto perché «internazionalisti e antimilitaristi». Cominciava così un martirio che. lo dicevamo, doveva portare alla morte di almeno duemila persone. Non si dimentichi però che, nello stesso periodo, la Torre di Guardia era proibita nella Franca governata dalla sinistra, in quanto giudicata "asociale". Dunque, l'ostilità nazista era particolarmente feroce ma era condivisa da vari Governi di diversa ispirazione.


La lettera inviata ad Hitler

Come documenta ancora una volta l'informatissimo Penton (la sua vicenda personale gli ha dato accesso a tutti gli archivi), dopo la guerra si stese una pesante cortina di silenzio su quei documenti, malgrado fossero stati pubblicati anche dagli Annuari ufficiali della Torre di Guardia. Del resto, anche altre sètte presenti in Germania (la "Christian Science", i "Santi degli Ultimi Giorni", gli "Avventisti del Settimo Giorno", la "Nuova Chiesa apostolica") si esibirono in analoghi servilismi e dichiarazioni di fedeltà al regine nazista. Nessuno è perfetto. Ma non sembra accettabile che (per fare un solo esempio tra gli innumerevoli altri) Svegliatevi!, la rivista diffusa porta a porta dai Testimoni, dell'8 giugno 1985 condanni le Chiese "storiche" per essersi piegate al nazismo e proclami: «Comunque, vi fu un gruppo che in Germania sostenne coraggiosamente i princìpi cristiani. Quel gruppo era quello dei Testimoni di Geova. Diversamente dal clero e dai suoi seguaci, i Testimoni si rifiutarono di compromettersi con Hitler e con il nazismo. Essi si rifiutarono di violare i comandamenti di Dio. E non infransero la loro neutralità cristiana nelle questioni politiche. Essi non attribuirono la salvezza a Hitler, come fece la stragrande maggioranza del clero e del suo gregge».

Penton cita molte altre pubblicazioni geoviste che denunciano «Babilonia la Grande» (o Grande Meretrice) incarnata dalle confessioni cristiane che «avevano commesso fornicazione con i Re della Terra», soprattutto con i capi del nazismo e del fascismo. «Ma», aggiunge il docente di storia che fu dirigente della Torre di Guardia, «nemmeno una volta in tali articoli il loro autore anonimo ammette che - dal punto di vista dei loro stessi insegnamenti - i responsabili dei Testimoni di Geova si sarebbero resi responsabili di "fornicazione" con i governanti del Terzo Reich, se soltanto questi ultimi fossero stati disponibili ad accoglierli nel loro letto». E non vale, sia detto con chiarezza, il confronto con il concordato tra Chiesa cattolica e Stato nazista. Quel documento, in effetti, alla pari di ogni altro concordato, non era che un documento pragmatico che regolava la vita concreta dell'organizzazione ecclesiale. Non comportava, ovviamente, nessun cedimento dottrinale, Non si sognava certo di proclamare che l'insegnamento della Chiesa corrispondeva agli «alti e nobili princìpi» del Partito di Hitler.

Vittorio Messori

L'articolo originale (in formato jpg):
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