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Monday, 22 April 2019 06:27
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:: STORIA ::

LA TORRE DI GUARDIA E GLI “ANTICHI DEGNI”

Beth Sarim

Di tanto in tanto, costretta dall’incalzare degli eventi, la Società Torre di Guardia pubblica quelli che essa, molto diplomaticamente definisce, “lampi di luce”, “nuove verità”, “correzioni di rotta” o “bordeggio”, tutti termini che, ormai lo sappiamo, sono semplicemente dei sinonimi al posto di “fallimento”, “delusione”, “errore”, “falsa profezia”, e via discorrendo. Ma, a prescindere dalla terminologia, ciò che conta è la sostanza delle cose. Possiamo definire mezza piena o mezza vuota una bottiglia da un litro, ma ciò che conta è che il suo contenuto è sempre mezzo litro, non un centilitro di più!

Tenere il conto, ormai, dei cambiamenti dottrinali dell’organizzazione geovista, è sempre più impresa ardua. Le modifiche del “precedente intendimento” si susseguono a ritmi sempre più serrati[1]. Ma, ed è un esercizio interessante, ad una analisi attenta delle varie apologie made in Brooklyn, ci si accorge che i nostri simpatici “profeti”, hanno trovato il sistema — e lo applicano con un certo successo — di mentire anche quando sono costretti ad ammettere di aver mentito! Sebbene siano molti gli esempi al riguardo, in questa sede ne tratteremo uno, forse dei più rilevanti, e cioè quello che riguarda uno dei più clamorosi incidenti di percorso del “giudice” Rutherford: l’attesa risurrezione degli “antichi degni” nel 1925. Per chi non fosse al corrente di questa antica dottrina dei testimoni di Geova, la riassumiamo brevemente con le parole del loro Annuario del 1976. Circa quest’evento tanto atteso dagli Studenti Biblici di quel tempo, il libro diceva, alle pagine 144 e 145:

Il popolo di Dio dovette aggiustare il proprio pensiero, per esempio, circa il 1925. Le attese di restaurazione e benedizione vi erano collegate perché pensavano che quell’anno avrebbe segnato la fine di settanta giubilei di cinquant’anni ciascuno da che gli Israeliti erano entrati in Canaan. (Lev. 25:1-12) A.D. Schroeder dichiara: “Si pensava che allora il rimanente degli unti seguaci di Cristo sarebbe andato in cielo per far parte del Regno e che i fedeli uomini dell’antichità, come Abraamo, Davide e altri, sarebbero stati risuscitati come principi per assumere il governo della terra quale parte del regno di Dio”. L’anno 1925 venne e trascorse. Come classe gli unti seguaci di Gesù erano ancora sulla terra. I fedeli uomini dell’antichità, Abraamo, Davide e altri, non erano stati risuscitati per divenire principi sulla terra. (Sal. 45:16) Anna MacDonald ricorda: “Il 1925 fu per molti fratelli un anno triste. Alcuni di essi inciamparono; le loro speranze si infransero. Avevano sperato di vedere alcuni degli ‘antichi degni’ [uomini dell’antichità come Abraamo] risuscitati. Invece di considerarla una ‘probabilità’, essi la presero come se fosse una ‘certezza’, e alcuni si prepararono per attendere la resurrezione dei propri cari … I fedeli servitori di Dio non si erano dedicati a lui solo fino a un certo anno. Erano decisi a servirlo per sempre. A tali persone le inadempiute attese riguardo al 1925 non posero un grande problema, né influirono avversamente sulla loro fede.

Raccontato a distanza di più di cinquant’anni dall’evento, e per di più con il solito tono irenico della Torre di Guardia che parla dei suoi fallimenti epocali come di quisquilie poste da Geova sul cammino dei suoi Testimoni al nobile scopo di rafforzarne la fede, il fatto non sembra poi così grave. Ma, ovviamente, anche se la sostanza delle cose è quella narrata, non se ne coglie tutta l’ampiezza, né, tantomeno, i retroscena. Infatti, nonostante la tremenda batosta che si abbatté sulla congregazione geovista d’allora, il ferreo presidente Rutherford continuò ad imporre la credenza nella sua dottrina della risurrezione anticipata degli “antichi degni”, fino alla sua morte ed anche oltre. Non è quindi vero, come asserisce la Torre di Guardia, che si ammise di aver fatto un errore. Viene detto solo adesso per minimizzare ciò che accadde a quel tempo. Altrimenti, sarebbe difficile da spiegare quanto è riferito, sempre nell’Annuario del 1976, a pagina 213:

Per anni il popolo di Geova pensò che i fedeli uomini dell’antichità, come Abraamo, Giuseppe e Davide, sarebbero stati risuscitati prima della fine di questo sistema di cose malvagio. Quei servitori di Dio del passato erano chiamati “antichi degni”, uomini fedeli dell’antichità” e “principi”. Il salmista aveva dichiarato: “In luogo dei tuoi antenati ci saranno i tuoi figli, che costituirai principi su tutta la terra”. (Sal. 45:16) Così, quando anni fa il popolo di Geova andava a un congresso, c’era un certo grado di aspettativa. Forse quel raduno sarebbe stato contrassegnato dalla comparsa di uno o più di quei risuscitati principi o uomini dell’antichità!

Fino a quando durò questa convinzione dell’intero popolo dei Testimoni? Sempre secondo l’Annuario appena citato fu soltanto in occasione del congresso dell’agosto 1950 che fu definitivamente messa da parte questa dottrina, mediante un discorso di F.W. Franz, allora vicepresidente della Società, tenuto il sabato 5 agosto. Il che vuol dire, senza ombra di dubbio, che sebbene già nel 1925 si fosse constatata la assoluta fallacia della dottrina della resurrezione degli “antichi degni”, con una pertinacia degna di miglior causa, il Corpo Direttivo continuò a insegnarla per ancora un quarto di secolo, e con tanta convinzione da far sì che ad ogni assemblea tutti erano convinti di veder spuntare, come dall’orologio a cucù, da dietro il palco degli oratori, un barbuto re Davide o un solenne patriarca Abramo.

Vogliamo adesso, per amore di completezza, rifare l’intera storia, la storia originale, di questo semisecolare, gigantesco pateracchio profetico, che sistemò, fra l’altro, la salute e i problemi familiari di J.F. Rutherford, in quanto con la scusa dei risuscitati, si fece costruire una principesca casa in California nella quale “principescamente” abitò soltanto lui.

La nostra storia inizia con la pubblicazione, nel 1920, di uno dei libri più famosi dell’illustre giurista del Missouri. Il libro era intitolato, Milioni or viventi non morranno mai! Nella prefazione, con molta modestia, esso è definito semplicemente un … capolavoro, presentato in modo “ammirabile”, e le cui conclusioni non possono assolutamente essere considerate come delle “ipotesi”. Esso presentava una sua opinione del tutto particolare sul significato degli antichi giubilei israeliti, e, ad un certo punto, così introduceva la sua grande novità:

Un semplice calcolo ci porta a questo fatto importante: Settanta giubilei di 50 anni ognuno, fanno un totale di 3.500 anni. Questo periodo di tempo cominciato nel 1575 prima l’anno 1° di Cristo, per necessità ha la sua fine nell’anno 1925, nel quale tempo il tipo finisce, e il grande antitipo quindi deve marcare il principio del ristauro di tutte le cose. La cosa principale da essere ristorata, è la razza umana alla vita, e poiché altre scritture, definitivamente stabiliscono il fatto, che vi sarà una risurrezione di Abrahamo, Isacco, Giacobbe, ed altri fedeli del passato, e che questi avranno il primo favore, dobbiamo attenderci che il 1925 sarà testimone del ritorno di questi fedeli uomini d’Israele dalla condizione di morte, risorti, e completamente ristorati alla perfetta umanità, e così essere visibili e legali rappresentanti del nuovo ordine delle cose in sulla terra … Come fin qui abbiamo constatato, il gran circolo del giubileo deve incominciare nel 1925. In quel tempo, la fase terrestre del regno dovrà essere riconosciuta … Perciò, dobbiamo confidenzialmente attendere che il 1925 marcherà il ritorno di Abrahamo, Isacco, Giacobbe e dei profeti fedeli del passato … Basati sopra l’argomento fin qui constatato, che il vecchio ordine delle cose — il vecchio mondo è alla sua fine, e trascorre; che il nuovo ordine è introdotto, e che il 1925 marcherà la risurrezione dei fedeli dignitarii antichi, e l’inizio della ricostruzione, è perfettamente logico e ragionevole di concludere, che milioni di persone viventi quest’oggi in sulla terra, saranno ancora in vita nel 1925. Ed allora, basati sulle promesse poste nella divina Parola, dobbiamo attendere la positiva ed indiscutibile, nonché incontestabile conclusione, che milioni di persone viventi quest’oggi non morranno mai. (Pagine 88-97 dell’edizione italiana. Il corsivo è nel testo).

È difficile, dopo aver letto queste espressioni che non porgono il destro al benché minimo dubbio circa la certezza che il loro autore aveva del loro adempimento, leggere senza sarcasmo quello che, alcuni decenni dopo, pubblicò la Società nell’Annuario del 1981, dove, alle pagine 62 e 63, è narrato con il senno di poi quello che era avvenuto prima:

Nello stesso anno 1925 sorsero difficoltà anche maggiori all’interno dell’organizzazione. Sin dal 1921 nel territorio francese si era fatta un’ampia distribuzione del libro Milioni ora viventi non morranno mai, e in base al suo contenuto ci si attendeva molto dal 1925. Ma quando il 1925 giunse e passò senza che gli avvenimenti previsti si verificassero, le persone di fuori che avevano letto il libro canzonarono i fratelli … Ciò che fu peggio, la fede di alcuni fratelli fu scossa. Alcuni si aspettavano di andare in cielo quell’anno …Un’indicazione di questa prova fu l’adunanza con domande e risposte tenuta dal fratello Rutherford durante l’assemblea di Basilea in Svizzera che ebbe luogo dall’1 al 3 maggio 1926. Il rapporto sul congresso riferiva:

Domanda: I dignitari dell’antichità sono tornati?

Risposta: Certo che no. Nessuno li ha visti, e sarebbe sciocco fare un tale annuncio. Il libro Milioni diceva che potevamo ragionevolmente attenderci il loro ritorno poco dopo il 1925, ma quella era semplicemente un’opinione”.

Era stato commesso un errore ma, come dichiarò il fratello Rutherford, non era una ragione per smettere di servire il Signore.

  È un esercizio di estrema semplicità quello di mettere a confronto le parole di Rutherford citate nell’Annuario del 1981, con quelle scritte dal “giudice” nel suo libro ‘Milioni’. Mentre dopo la débâcle del 1925 egli usò parole come “opinione”, riferite alle sue aspettative, e “ragionevoli” parlando delle sue attese, in precedenza aveva fatto uso di ben altro frasario, secondo il quale “positive”, “indiscutibili” e “incontestabili”, erano le prove a sostegno delle sue elucubrazioni profetiche. D’altra parte, è difficile far credere diversamente a chi come noi dispone delle fonti storiche del tempo. Si pensi, solo per fare un esempio, a quanto apparve su un altro dei libri simbolo del tempo, scritto da uno degli intimi collaboratori di Rutherford, W.E.Van Amburgh, nel suo The Way to Paradise del 1924:

Senza dubbio molti ragazzi e ragazze che leggeranno questo libro vivranno per vedere Abraamo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Daniele, e gli altri fedeli uomini dell’antichità, pervenire alla gloria della loro “risurrezione migliore”, perfetti nel corpo e nella mente … Essi avranno sicuramente delle esperienze interessanti; non hanno mai visto un telefono, una radio, un’automobile, la luce elettrica, gli aeroplani, le locomotive a vapore, e tante altre cose che ci sono così familiari (pag. 226).

Ma le certezze dell’allora segretario-tesoriere andavano ben oltre. Egli infatti, sempre sotto la copertura ufficiale della International Bible Students Association, editrice ufficiale del suo libro, arrivò a scrivere quanto segue:

Supponiamo che viviate dopo lo stabilimento del regno e dopo che le sue benedizioni hanno cominciato a fluire in misura abbondante sui popoli. Naturalmente ci vorrà del tempo per mettere ogni cosa in ordine dopo le grandi difficoltà che si verificheranno tra adesso ed il 1926. Potranno volerci dieci anni o forse più prima che possiate completare la vostra nuova dimora, e che il giardino produca frutti deliziosi e ortaggi appetitosi in abbondanza. Ma anche se ci volesse un tempo maggiore potete star tranquilli che ciò sarà nei vostri migliori interessi. Potreste volervi assicurare i servigi dei migliori decoratori esistenti. Alcuni di loro probabilmente prima decoravano tombe; ma poiché non vi saranno più morti, essi si dovranno cercare una nuova occupazione. La loro precedente esperienza nelle pompe funebri li aiuterà a divenire bravi decoratori in breve tempo. Farete anche i vostri preparativi per papà e mamma. La casa è del tutto pronta; avete preparato per loro una camera particolare, arredata con tutto quello che secondo voi può essere fonte di piacere e di diletto. A quel punto potrete chiamare i principi a Gerusalemme, spiegare la vostra situazione, e chiedere loro di far risuscitare vostro padre e vostra madre dato che avete preparato ogni cosa. E così avrà inizio la vostra gioiosa attesa. Un certo giorno, infine, sentirete delle voci nella camera che avete preparato. Non vi era nessuno fino alla notte precedente, e sapete bene che non può trattarsi né di ladri né di intrusi, poiché tutto ciò è un ricordo del passato. Non dovete avere alcun timore; così metterete l’orecchio alla porta e sentirete la voce familiare di vostro padre …


Sembra difficile poter ancora sostenere che tutto questo fosse il frutto di un “errore”. E difatti non lo era. Se lo fosse stato non lo si sarebbe più dovuto insegnare. Invece, come vedremo, nonostante il fallimento del 1925, fino al 1950 quello del ritorno degli “antichi degni” alla vita mediante una resurrezione precedente Armaghedon, continuò ad essere uno degli insegnamenti principali e ufficiali dell’Organizzazione. Quest’ultima, infatti, nel 1931, non più di sei anni dopo l’ingloriosa fine del 1925, pubblicò un opuscolo intitolato, Il Regno, la speranza del mondo, ed in esso, a pagina 48 dell’edizione in lingua italiana, il perseverante Rutherford scrisse:

Iddio farà risorgere dalla morte i fedeli uomini menzionati in Ebrei 11, da Abele a Giovanni Battista e darà loro la vita quali uomini perfetti. Egli farà questo non appena la reale famiglia nel cielo sarà al completo, vale a dire, immediatamente dopo che quelli che saranno in cielo con Cristo Gesù saranno stati tutti eletti. Quegli uomini fedeli che morirono prima della crocifissione di Cristo Gesù ‘operarono bene’, nel miglior modo che poterono, e tutti ricevettero una buona attestazione; Gesù parlava di loro quando diceva: ‘Quelli che sono nei sepolcri, e che hanno operato bene, ne verranno fuori in risurrezion di vita’. (Giov. 5:28,29). Entro breve tempo, durante la vita dell’attuale generazione, questi uomini fedeli saranno fatti risorgere, riceveranno sulla terra la vita umana perfetta e assumeranno gli affari dei governi per i quali saranno stati nominati, diventando così i governatori visibili di tutti i popoli della terra … Questi testimoni di Geova hanno la certezza che il nuovo e giusto governo è imminentissimo e che quegli uomini, menzionati quali governatori visibili perfetti, ritorneranno sulla terra entro brevissimo tempo; ed è secondo il comandamento di Dio che queste verità siano annunciate ai popoli, affinché essi possano prepararsi a ricevere questi nuovi e giusti capi.

Ancora quattro anni dopo, sulla Torre di Guardia del 1935, pagina 28, regnante Rutherford, sempre di questi fedeli uomini dell’antichità era scritto:

Questi leali e veraci uomini dell’antichità morirono nella fede, e Dio aveva promesso di destarli dalla morte come uomini perfetti. Era stato promesso che la loro resurrezione sarebbe seguita al completamento dei membri del corpo di Cristo. (Ebr. 11:35, 40). La prova che dimostra che il 1914 A.D. fu l’anno cruciale, che Dio aveva insediato il suo re sul suo trono dando inizio così al suo regno, e che egli era venuto nel suo tempio, si può ragionevolmente trarre dal fatto che i fedeli “anziani” di buona fama saranno riportati in vita sulla terra come uomini perfetti entro un periodo di tempo ragionevolmente breve. La loro presenza quali uomini perfetti sulla terra farà comprendere ancor più chiaramente al popolo che è giunto il tempo affinché il giusto dominio di Dio si assuma pienamente il compito di dirigere gli affari degli uomini.

E, nel 1942, il libro The New World, pubblicato dalla Watchtower lo stesso anno della morte di Rutherford, alle pagine 102-104 continuava con lo stesso tenore, dicendo:

Tali uomini di integrità morirono nella fede e nella fedeltà, e Cristo Gesù morì per tutti i fedeli e gli ubbidienti, e perciò anche per quei fedeli uomini dell’antichità. Perciò questi fedeli uomini che sono nelle tombe fra breve udranno la voce del Re dei “nuovi cieli” e ne verranno fuori, ricevendo la vita da colui che diede se stesso come riscatto per loro. Così Cristo Gesù diviene il Padre o datore di vita di coloro i quali quando erano sulla terra erano suoi padri, ed egli conferirà loro il diritto alla vita perfetta, che essi avevano perduto a causa del peccato … Il Signore Gesù è adesso giunto nel suo tempio per il giudizio, ed il rimanente dei membri del “suo corpo” che è ancora sulla terra è stato radunato nella condizione del tempio di perfetta unità con lui stesso (Malachia 3:1-3), e perciò ci si può attendere da ora in poi che in ogni momento questi fedeli uomini del passato siano destati dai morti. Le Scritture ci danno buone ragioni per ritenere che tutto ciò avverrà poco tempo prima che scoppi Armaghedon[2].

Tutto quanto abbiamo sin qui illustrato è quindi la dimostrazione di come la Società Torre di Guardia, pur avendo ammesso di aver commesso un clamoroso errore ad annunciare per il 1925 la resurrezione di parte del genere umano, in realtà non credette di aver commesso l’errore pubblicamente riconosciuto. Tanto è vero che continuò ad insegnarlo. E quando, come per esempio nel libro I Testimoni di Geova: Proclamatori del Regno di Dio, racconta il fatto, lo presenta in modo da non far capire ciò che era realmente accaduto. Infatti, alle pagine 262, 263 del libro, essa racconta così gli avvenimenti:

Il penultimo giorno di quell’assemblea F.W. Franz, allora vicepresidente della Watch Tower Society, parlò dei “Nuovi sistemi di cose”. Per molti anni i testimoni di Geova avevano creduto che prima di Armaghedon alcuni servitori di Geova precristiani sarebbero risorti e sarebbero divenuti principi del nuovo mondo, in adempimento di Salmo 45:16. Potete dunque immaginare che effetto ebbe sul vasto pubblico la seguente domanda dell’oratore: “Questa assemblea internazionale sarebbe felice di sapere che qui, stasera, in mezzo a noi, c’è un certo numero di futuri principi della nuova terra?” Ci fu un fragoroso e prolungato applauso accompagnato da grida di gioia. Quindi l’oratore spiegò che l’uso biblico del termine tradotto “principe” insieme alla prova di fedeltà data in questo tempo da molti delle “altre pecore” portava a credere che alcuni ora viventi potrebbero benissimo essere scelti da Gesù Cristo per servire in qualità di principi.

 

Dov’è che qui la Società omette di dire qualcosa? Semplicemente nel fatto che il “fragoroso e prolungato applauso” non riguardava la “nuova verità” che in quel momento il vicepresidente disvelava ai presenti, ma la loro convinzione che, finalmente, quella era la volta in cui avrebbero visto, vivi e vegeti (e barbuti) in mezzo a loro i patriarchi. Sono proprio queste le parole che più di venti anni prima della pubblicazione del libro Proclamatori, erano state attribuite dall’Annuario del 1976 ad un testimone oculare di quell’avvenimento:

Quelli che erano nei corridoi corsero verso le entrate dello stadio per vedere il palco dell’oratore, aspettandosi forse di scorgere Abraamo, Davide, o forse Mosè. L’uditorio si alzò in piedi: l’atmosfera era tesa. Sono certo che se qualcuno con la barba lunga fosse salito sul palco non ci sarebbe stato modo di contenere la folla. — L.E. Reusch (pagg. 213, 214).

 
LA GRANDE DELUSIONE 

Ma, purtroppo per i presenti, il vicepresidente e oracolo ufficiale dell’organizzazione, aveva deciso che era ora di cambiare intendimento, sicché dopo l’applauso deluso, si dovette accettare (sempre ‘gioiosamente’, come è di prammatica per tutte le ‘rivelazioni’ del Corpo Direttivo) che i famosi ‘principi’ non erano più solo i patriarchi, ma, assieme a loro, i vivi, vegeti e ruspanti anziani dei testimoni di Geova. Il suo discorso, che poi fu successivamente trasformato in articolo e pubblicato sulla Torre di Guardia del 15 giugno 1951, infatti con un colpo di spugna così modificò quello che per decenni si era creduto essere una verità rivelata da Dio:

Nel suo numero inglese del 15 gennaio 1920 (pagine 21-28), in un articolo intitolato “Degni, antichi e moderni”, La Torre di Guardia trattò la questione dei “degni moderni” secondo le informazioni e i fatti allora disponibili e disse di no! a questa classe. Ma questo avveniva quindici anni prima che fosse rivelata l’identità della “gran folla” simbolizzata in Apocalisse 7:9-17. Questo avveniva molti anni prima che i membri di questa gran folla di “altre pecore” incominciassero ad affluire al fianco del rimanente spirituale. Questo avveniva parecchi anni prima che si capisse come era opportuno che gli appartenenti a questa gran folla facessero una piena dedizione di loro stessi a Dio mediante Cristo. Ma, come ora sappiamo, quelli che già fanno parte di questa gran folla in aumento si sono dedicati a Dio mediante Cristo tanto pienamente quanto il rimanente. Come il rimanente, essi han simbolizzato la loro dedizione mediante il battesimo in acqua. E sin da allora han cercato di dimostrare la loro retta dedizione facendo la volontà di Dio e assoggettandosi alle responsabilità di testimoni di Geova. Sono essi uomini e donne di fede come Abele, Enoc, Noè, Abrahamo e Sara? Sì, e sono anche andati più lontano nella loro credenza rispetto a quegli antichi. Quegli antichi solo attendevano per fede Cristo la Progenie d’Abrahamo. Ma queste “altre pecore” di oggi hanno effettivamente accettato Gesù come il Messia loro Salvatore e Re … E quando consideriamo il termine principe, tradotto dalla parola ebraica Sar (femminile, Sarah), vediamo che non è sempre necessariamente applicato al figlio di un re, a un principe di dinastia reale ch’è fatto ufficiale dello stato o del governo. Esso significa il primo, principale o capo in qualsiasi classe, il capo di qualsiasi schiera o gruppo … Tutto quello che abbiamo da dire ora è che queste “altre pecore” alle quali è stata data qualche posizione di responsabilità nell’attuale organizzazione teocratica visibile, anche se essa è solo su un gruppo di dieci persone che si radunano per uno studio biblico e il servizio unito nelle vicinanze, devono far molta attenzione al modo in cui ora adempiono le loro responsabilità … Solo se ti mostrerai fedele in ciò che ti è stato ora affidato in questo morente vecchio mondo avrai qualche probabilità d’essere fatto principe nella nuova terra insieme ai risuscitati testimoni fedeli dell’antichità vissuti prima di Cristo.

Non vi è dubbio che la prospettiva di diventare niente di meno che principi fu più che sufficiente per attenuare la delusione di non poter vedere, almeno per il momento, gli antichi patriarchi e poter conversare con loro (in inglese? in ebraico antico?). Ed è anche degno di nota il fatto che la promessa promozione fu resa accessibile anche ai conduttori di piccoli studi di libro, purché fossero sempre fedeli (come l’arma dei carabinieri) all’Organizzazione. Il sistema funzionò ed ha continuato a funzionare, pur se con le opportune varianti, a tutt’oggi.

Non possiamo porre termine a questo argomento senza menzionare un episodio che ad esso è strettamente connesso, e intorno al quale, nonostante il trascorrere del tempo, non è mai stata fatta assoluta chiarezza. Si tratta della ben nota vicenda di Bet-Sarim. Prima di esaminare tutti i fatti relativi a questo oscuro episodio, riportiamo, integralmente, come oggi esso viene narrato e spiegato ai testimoni di Geova. Troviamo il racconto, piuttosto succinto, a pagina 76 del libro I testimoni di Geova: Proclamatori del Regno di Dio:

La “Casa dei Principi”

Nel 1919, dopo il rilascio dall’ingiusta detenzione, il fratello Rutherford ebbe una grave polmonite, e rimase con un solo polmone sano. Negli anni ‘20 andò a San Diego (California) per curarsi, e il medico gli suggerì di trascorrervi il maggior tempo possibile. Dal 1929 in poi il fratello Rutherford passava l’inverno a San Diego lavorando in una casa che aveva chiamato Bet-Sarim. Bet-Sarim era stata costruita con i fondi offerti per quello scopo. L’atto, pubblicato per intero nel “Golden Age” del 19 marzo 1930, trasferiva la proprietà a J.F. Rutherford e in seguito alla Watch Tower Society. A proposito di Bet-Sarim il libro “Salvezza”, pubblicato nel 1939, spiega: “Le parole in ebraico, ‘Beth Sarim’, significano ‘Casa dei Principi’, e lo scopo di acquistare la proprietà e fabbricare la casa fu per avere una tangibile prova che vi sono oggidì sulla terra di coloro che credono fermamente in Dio e in Cristo Gesù e nel Suo regno, ed i quali credono pure che i fedeli uomini antichi saranno ben presto risuscitati dal Signore, verranno un’altra volta sulla terra, per prendere controllo degli affari visibili del governo teocratico”. Qualche anno dopo la morte del fratello Rutherford il consiglio direttivo della Watch Tower Society decise di vendere Bet-Sarim. Perché? La Torre di Guardia inglese del 15 dicembre 1947 (1° ottobre 1948 in italiano) spiegava: “Aveva pienamente servito al suo scopo e serviva ora soltanto come monumento la cui manutenzione è molto costosa; la nostra fede nel ritorno degli uomini del tempo antico che il Re Cristo Gesù farà principi in TUTTA la terra (non semplicemente in California) è basata, non su quella casa chiamata Beth-Sarim, ma sulle promesse della Parola di Dio”.

L’articolo continuava con questa nota in calce:

A quel tempo si credeva che fedeli uomini dell’antichità come Abraamo, Giuseppe e Davide, sarebbero stati risuscitati prima della fine di questo sistema di cose e sarebbero stati “principi in tutta la terra”, in adempimento di Salmo 45:16. Questa idea venne modificata nel 1950, quando un ulteriore studio delle Scritture indicò che quegli antenati terreni di Gesù Cristo sarebbero stati risuscitati dopo Armaghedon. — Vedi La Torre di Guardia inglese del 1° novembre 1950 (15 giugno 1951, pp. 184-6 in italiano).

  Come si può notare, il libro cita sia The Golden Age del 1930 che il libro Salvezza del 1939, ma omette del tutto di citare la pagina 193 dell’Annuario del 1976. In essa, infatti, era scritto, testualmente, quanto segue:

A suo tempo, qualcuno fece un’offerta con il preciso scopo di costruire a San Diego una casa per il fratello Rutherford. Essa non fu costruita a spese della Società Torre di Guardia. Riguardo a questa proprietà il libro Salvezza del 1939 dichiarò: “A San Diego, California, v’è un pezzo di terreno sul quale, nell’anno 1929, fu costruita una casa, che fu chiamata e conosciuta quale Beth-Sarim”.

Al lettore non informato potrebbe sembrare contraddittorio leggere nello stesso testo due motivazioni differenti relative allo scopo per cui la casa fu costruita. Da una parte, sia nel libro Proclamatori, che nell’Annuario del 1976, si dice che essa fu costruita “per il fratello Rutherford … il fratello Rutherford passava l’inverno a San Diego … Bet-Sarim fu costruita con i fondi offerti per quello scopo”, dall’altra il libro Salvezza asseriva che lo scopo era “per avere una tangibile prova che vi sono oggidì sulla terra di coloro che credono fermamente in Dio e Cristo Gesù e nel Suo regno, ed i quali credono pure che i fedeli uomini antichi saranno ben presto risuscitati dal Signore”.  Allora, lo scopo era “la tangibile prova” oppure la polmonite del fratello Rutherford? Senza dubbio, il sistema migliore per fare chiarezza è quello di esaminare con attenzione le fonti originali, e poi trarne le conclusioni. Vediamo cosa diceva, per intero, su quest’argomento il libro Salvezza, del quale, di seguito, citeremo le pagine 301, 302 dell’edizione in lingua italiana:

A San Diego, in California, v’è un pezzo di terreno, sul quale, nell’anno 1929, fu costruita una casa, che fu chiamata e conosciuta quale Beth-Sarim. Le parole in ebraico, Beth Sarim, significano “Casa dei Principi”; e lo scopo di acquistare la proprietà e fabbricare la casa fu per avere una tangibile prova che vi sono oggidì sulla terra di coloro che credono fermamente in Dio e in Cristo Gesù e nel Suo regno, ed i quali credono pure che i fedeli uomini antichi saranno ben presto risuscitati dal Signore, verranno un’altra volta sulla terra, per prendere controllo degli affari visibili del governo teocratico. Il titolo di Beth-Sarim è investito nella Watch Tower Bible & Tract Society in custodia, da essere usata dal presidente della Società e dai suoi assistenti per il presente, dopo dovrà essere per sempre a disposizione dei sopra menzionati principi sulla terra. Certamente ogni cosa allora sulla terra apparterrà al Signore, e perciò né il Signore ed altrettanto i principi hanno bisogno che alcuni fabbricano case per loro; ma fu creduto bene e compiacente a Dio che la su menzionata casa fosse fabbricata quale testimonianza al nome di Geova, dimostrando, così, la fede nel suo annunziato proposito. La casa ha servito di testimonianza per molte persone in tutta la terra, e mentre gli increduli o infedeli hanno schernito e parlato con disprezzo riguardo a ciò, nondimeno essa rimane lì quale testimonianza al nome di Geova; e se alcuni dei principi quando ritorneranno occuperanno la proprietà, ciò sarà una confermazione della fede e della speranza che indusse la costruzione di Beth-Sarim.

Le cose, adesso, assumono connotazioni più chiare. Rutherford, inizialmente, non c’entrava per niente. Lo scopo non era quello di curare i polmoni del presidente, ma la sua megalomania. A chiare lettere il libro Salvezza spiegava che lo scopo della costruzione era quello di dare una “testimonianza al nome di Geova” e per  dimostrare “la fede nel suo annunziato proposito”.

A quella del libro Salvezza si aggiunge una testimonianza inconfutabile, quella del vicepresidente della Società in persona, F.W. Franz, che, sotto giuramento nel corso del procedimento giudiziario Douglash Walsh contro James Latham Clyde del 1954, dichiarò quanto segue:

D. Siete ancora proprietari di un edificio conosciuto come Bet-Sarim a San Diego, in California?

R. No.

D. Lo scopo di Bet-Sarim, a San Diego, non era forse quello di accogliere la seconda venuta di alcuni dei profeti?

R. Era proprio questo.

D. E chi avrebbero dovuto essere?

R. Abraamo, Isacco, Giacobbe, Davide, Mosè e così via.

D. Tutto ciò risale al tempo del giudice Rutherford o del Pastore Russell?

R. No, si tratta del periodo del giudice Rutherford.

D. Erano tutti i testimoni di Geova stati informati del fatto che quella casa era stata realizzata per quei profeti?

R. Si.

D. Che ne è stato fatto della casa?

R. È stata venduta.

Si noti, per rimanere in tema, che la costruzione fu fatta nel 1929, cioè quattro anni dopo il fallimento del 1925, e dopo che all’assemblea dell’1-3 maggio 1926 di Basilea, il “giudice” aveva riconosciuto pubblicamente di aver commesso un errore. Sarebbe interessante conoscere l’interpretazione autentica di ciò che aveva in mente il vecchio Joe quando parlava di “errore”! Ma un altro aspetto della vexata quaestio non deve sfuggirci, ed è, manco a dirlo, quello finanziario.  

L’odore dei dollari

Che sin dapprincipio qualcuno sentisse puzza di marcio, è riconosciuto dalla stessa Società, che nel libro Il Nuovo Mondo del 1942, a pagina 104 diceva: “In tale attesa nel 1930 fu costruita una casa a San Diego in California, alla quale è stata fatta molta pubblicità con intenti maliziosi”. Gli “intenti maliziosi” riguardavano i fondi con i quali era stata realizzata la costruzione. Il libro Proclamatori dice, molto genericamente, che l’edificio fu “costruito con i fondi offerti per quello scopo”, ma non dice da dove tali fondi provenissero (né mai si è saputo con certezza). L’Annuario del 1976, è più preciso, e spiega che “qualcuno fece un’offerta … essa [casa] non fu costruita a spese della Società Torre di Guardia”. Certo, l’“offerta” in questione non dovette essere di quelle che si mettono nelle cassette delle contribuzioni o nel piatto delle collette delle chiese.  

Una delle prime voci che si levò a difesa dell’acquisto fu quella di Robert J. Martin, primo sorvegliante dello stabilimento tipografico della Società negli anni ‘30 e compagno di galera di Rutherford nel 1919. Fu lui che sulle colonne dell’Età d’Oro del 19 marzo 1930, pag. 406, scrisse: “Il nemico ci accusa dicendo che la casa è costata 100.000 dollari. Naturalmente essa non è costata che un quarto di tale somma”. In realtà Bet-Sarim valeva ben più dei 25.000 dollari di cui parlava R.J. Martin, tanto è vero che il 26 aprile 1995 essa è stata messa in vendita per 847.000 dollari, ed effettivamente venduta per 649.000 dollari dall’attuale proprietaria, la figlia di un medico cinese che l’aveva acquistata alla fine degli anni quaranta[3]. Al cambio attuale, il valore di quell’”offerta” equivale a più di un miliardo di lire. Né quella fu l’unica elargizione che anonimi benefattori donarono al secondo presidente. Sicché, per frenare la montante marea di dubbi che si levava da ogni parte, il segretario-tesoriere, W.E. Van Amburgh, a nome della Società e nella sua specifica qualità, scrisse, in data 19 aprile 1937, la seguente lettera:

LE CADILLAC


A TUTTI COLORO AI QUALI PUÓ INTERESSARE: 

Ogni centesimo ricevuto dalla Società Torre di Guardia di Bibbie e Trattati viene registrato da questo ufficio. Nemmeno un centesimo dei fondi della Società Torre di Guardia di Bibbie e Trattati è stato impiegato nella costruzione della casa di San Diego dove J.F. Rutherford svolge la sua attività nei mesi invernali. Essa è stata costruita con un dono fatto da amici. Nemmeno io sapevo dell’esistenza della casa fino a che non l’ho appreso dalle colonne di The Golden Age.

Nemmeno un centesimo dei fondi della Società Torre di Guardia di Bibbie e Trattati è stato speso per l’acquisto delle due cadillac che il giudice Rutherford usa a San Diego e a Brooklyn. Entrambe sono il dono di amici.

In quanto alla proprietà di Staten Island, dove si trova la WBBR [la stazione radio della Società, N.d.T.], mentre è vero che essa fu acquistata dal presidente della Watch Tower Bible and Tract Society, J.F. Rutherford (ed il suo valore attuale è di molte volte quello dell’acquisto), tuttavia essa non gli è mai appartenuta nemmeno per un minuto, né egli ha mai tratto un solo centesimo di profitto da quell’operazione.

Non ho mai letto niente nelle Scritture, né credo che sia contrario all’etica, che costringa alcun uomo a nascondere i doni che egli riceve da quelli che lo amano, e specialmente quando tali doni sono usati interamente negli interessi del Signore e del Suo popolo.

Negli interessi della verità e della giustizia

Vostro, W.E. Van Amburgh

Sarebbe facile ironizzare sul contenuto di questa lettera, con la quale si vuole convincere il “popolo di Geova” del fatto che i “doni” miliardari fatti al loro presidente fossero tutti frutto di munificenza di anime devote che sborsavano miliardi come noccioline![4] Ma, invece, di ironizzare, narriamo, per filo e per segno come si svolsero i fatti, attingendo direttamente alle fonti ufficiali del tempo, cioè alla rivista The Golden Age del 19 marzo 1930. In essa, il buon Robert J. Martin scrisse:

Non è sempre conveniente, quando si è alla ricerca di un luogo confortevole dove vivere, prendere in affitto un appartamento per pochi mesi. Negli scorsi due anni io e altri fratelli molto vicini al fratello Rutherford lo abbiamo esortato a rendersi conto della necessità ormai improrogabile di disporre di una casa a San Diego dove egli potesse vivere e lavorare. L’anno scorso, in compagnia di pochi altri fratelli, abbiamo fatto ulteriori pressioni su di lui, informandolo che il Signore aveva già provveduto i mezzi necessari per la costruzione di una casa il cui peso economico non sarebbe ricaduto sulla Società. Egli infine diede il suo consenso alla costruzione dell’edificio, ma a condizione che la casa servisse esclusivamente per l’opera del Signore, da allora e per sempre, e non perché alcuno potesse trarvi dei profitti. Nell’ottobre del 1929, mi recai in California e acquistai il terreno a mio nome, stipulando inoltre un contratto con il costruttore, e la casa fu costruita a mio nome. Andai di nuovo in California all’inizio del 1930 per la sistemazione definitiva dell’immobile. Sono felice di aver avuto questo ruolo nell’opera perché so ciò che essa vuol dire per l’opera del Signore. Io sono sicuro che il Signore ama il fratello Rutherford proprio come amava Davide. Davide costruì una casa per se stesso e dopo pensò di costruirne una per il Signore. Dopo essere stato più volte esortato e spronato dai fratelli, la casa di San Diego fu infine costruita, ma il fratello Rutherford non volle che gli fosse intestata a meno che essa non fosse utilizzata per l’opera del Signore. A tal scopo fu stipulato un contratto, che egli stesso provvide a redigere. Io sono certo che sotto il sole non esiste alcun altra proprietà o opera come questa. Sono grato al Signore di aver potuto prendervi parte …

Di seguito, alcuni brani del contratto vero e proprio:

Affinché il predetto Joseph F. Rutherford riceva e detenga durante la sua vita terrena la proprietà summenzionata per il suo uso esclusivo e affinché dopo tale proprietà passi alla Watch Tower Bible and Tract Society in affidamento perché sia usata per gli scopi ed i propositi di seguito descritti: Il donante a richiesta del detto Joseph F. Rutherford che è presidente della Watch Tower Bible and Tract Society e Amministratore Generale, stabilisce di far d’essa ciò che è stabilito nei provvedimenti e nelle condizioni esposte nell’atto seguente: Sia il donante[5] che il donatario, il detto Joseph F. Rutherford, sono pienamente persuasi dalla testimonianza biblica, che è la Parola di Geova Dio, e da evidenze esterne, che il regno di Dio è adesso in via di stabilimento e che esso sarà di grande beneficio per i popoli della terra; che il potere e l’autorità governativi saranno invisibili agli uomini ma che il regno di Dio avrà rappresentanti visibili sulla terra, i quali saranno incaricati degli affari delle nazioni sotto la supervisione dell’invisibile governante Cristo; che fra quelli così incaricati ad essere i fedeli rappresentanti ed i governanti visibili del mondo vi saranno Davide, che fu una volta re d’Israele; e Gedeone e Barak, e Sansone, e Jefte, e Giuseppe, precedentemente governante d’Egitto, e Samuele il profeta ed altri fedeli uomini che furono menzionati con approvazione nella Bibbia in Ebrei capitolo undici. La condizione qui stabilita è quella che la detta Watch Tower Bible and Tract Society detenga detto titolo di proprietà perpetuamente in affidamento per l’uso di ognuno di tali uomini summenzionati in qualità di rappresentanti del regno di Dio sulla terra e che tali uomini prendano possesso e usino tale proprietà sopra descritta secondo il loro giudizio e nei migliori interessi dell’opera per la quale sono stati incaricati.  

Questa proprietà è stata acquistata ed i miglioramenti sono stati effettuati sotto la direttiva di Joseph F. Rutherford ed è stata dedicata a Geova Dio ed al suo Re Cristo che è colui che ha diritto di governare sulla terra e per l’espresso proposito di essere usata da coloro che sono servitori di Geova Dio. Per questa ragione in quest’atto è indicato che la proprietà venga usata per sempre a tale scopo ed adibita a tutto ciò che sarà necessario per esso. Si è anche provveduto che il detto Joseph F. Rutherford mentre è ancora vivente sulla terra dovesse mediante affitto, atto o contratto provvedere che qualche altra persona o persone legate alla detta Watch Tower Bible and Tract Society abbia il diritto di risiedere nella detta proprietà fino alla comparsa di Davide o di alcuni degli altri uomini menzionati nell’undicesimo capitolo di Ebrei come si è già detto, anche tale persona o persone così designate da Joseph F. Rutherford in tale affitto o altri documenti scritti, abbia il diritto ed il privilegio di risiedere nella detta proprietà fino a che la stessa non venga presa in possesso da Davide o da alcuni degli altri uomini  già menzionati, e questa proprietà ed i locali essendo dedicati a Geova ed all’uso del suo regno, essa sarà usata come tale per sempre. Ogni persona che si presenterà per prendere possesso dei suddetti locali dovrà innanzitutto dimostrare la sua identità personale al funzionario appositamente nominato dalla detta Società quale persona o persone descritti in Ebrei capitolo undici e in quest’atto.  

Si vede immediatamente la mano dell’astuto leguleio nella compilazione dell’atto di donazione. In poche parole, il furbo azzeccagarbugli teocratico, si garantisce l’uso assoluto e perpetuo della proprietà; appartiene anche a lui il diritto di affittarla, subaffittarla o farvi comunque risiedere persone di suo gradimento, quando e come vuole, con l’unico impegno a lasciare libero l’immobile qualora dovessero presentarsi per rivendicare diritti di proprietà i defunti patriarchi. Ma Rutherford (qualcuno ha dei dubbi in proposito?) sapeva perfettamente che nessuno, mai, si sarebbe presentato dall’oltretomba a imporgli lo sfratto, per cui, senza colpo ferire si assicurò la proprietà di un immobile dal valore di più di un miliardo per tutta la durata della sua vita, dalla quale nessuno avrebbe potuto estrometterlo, nemmeno se, ipoteticamente, un colpo di mano lo avesse cacciato dalla presidenza e dall’organizzazione. La clausola infatti prevedeva che solo alla sua morte la Watch Tower Society sarebbe diventata la proprietaria dell’edificio e del terreno. Non è quindi necessario essere dei malpensanti per farsi delle “idee maliziose” al riguardo: basta leggere l’atto pubblicato sulla rivista. Ma, come accade ad ogni uomo, anche al sanguigno “giudice” avvenne di morire, e così, cinque anni dopo la sua morte, la nuova proprietaria della “casa dei principi”, decise di sbarazzarsene. Troviamo l’annuncio della vendita sulla Torre di Guardia del 1° ottobre 1948, che informò l’uditorio della dismissione con queste parole:

Il fratello Knorr passò quindi a parlare delle fattorie e dei rifugi che non avevano più alcuno scopo utile nell’espansione dell’opera e dei quali bisognava pertanto disfarsi. Fu logico, di conseguenza, che egli facesse riferimento anche alla proprietà che la Società deteneva a San Diego, in California, cioè Bet-Sarim, che vuol dire “Casa dei principi”. L’uditorio, composto di 32.107 persone, applaudì quando fu informato che il corpo dei direttori della Società aveva votato all’unanimità nel decidere che Bet-Sarim fosse dismessa, sia con una vendita o mediante affitto, poiché aveva pienamente servito al suo scopo e adesso serviva soltanto da monumento troppo costoso da mantenere; la nostra fede nel ritorno degli uomini del tempo antico che Gesù farà principi su tutta la terra (e non semplicemente in California) è basata, non sulla casa di Bet-Sarim, ma sulle promesse della Parola di Dio. 


Nathan Knorr

Cosa si può comprendere da questo discorso? Molte cose, ma in particolare che il troppo è troppo. È evidente che anche per gente dal palato facile come i testimoni di Geova, il continuare a doversi sorbire la patacca dei principi risuscitati ormai era diventato inaccettabile. Fino al 1942, qualche mese dopo la morte del “sovrano” giudice Rutherford, la rivista Consolation del 27 maggio 1942[6], poteva scrivere:

Ulteriore prova che questi principi fra breve assumeranno il loro incarico sulla terra come uomini perfetti, è quella contenuta nella profezia di Daniele. “E in quanto a te stesso, va verso la fine; e riposerai, ma sorgerai per la tua sorte alla fine dei giorni”. (Dan. 12:13) La “sorte” di Daniele è quella di questi principi. Abbiamo adesso la prova di star vivendo nel “tempo della fine”, e possiamo attenderci, da un giorno all’altro, di vedere Daniele e gli altri principi menzionati!

Ma, nel 1948, era tempo di dire basta!, e anche di aggiungere che “Bet-Sarim … aveva pienamente servito al suo scopo”. Quale scopo? Quello di dimostrare quant’era furbo Rutherford? Sicuramente no. E allora? Forse quello di gridare al mondo intero quanto fossero allocchi i testimoni di Geova che credevano ancora alle favole e alle fole? Nemmeno. E allora, qual era lo scopo che quell’edificio aveva conseguito? Non è dato saperlo con certezza, ma probabilmente fu solo quello di procurare alla Watch Tower un miliarduccio netto di contante, grazie alla misteriosa e generosa “donazione” di qualcuno al quale, a quel tempo, stavano più a cuore i polmoni del tonante giudice che la beneficenza ai poveri. 

Al termine della nostra panoramica su uno degli aspetti più esilaranti[7] della storia del Geovismo, possiamo quindi tracciare un profilo sufficientemente obiettivo di questa organizzazione, dicendo che, fra i tanti venditori americani dello snake-oil (l’olio di serpente dell’epopea western), Rutherford fu uno di quelli ai quali attribuire una medaglia per la capacità, l’inventiva e la spregiudicatezza necessarie per prendere in giro per più di un ventennio centinaia di migliaia di persone, estorcendo loro denaro e devozione, e passando persino alla storia (“teocratica”, naturalmente) come un grand’uomo. Anche per lui, però, vale il detto attribuito al suo concittadino (quello, sì, veramente grande) Abramo Lincoln[8], secondo il quale, “Si può ingannare un uomo per tutto il tempo, molti uomini per un certo tempo, ma non tutti gli uomini per tutto il tempo”. Noi vogliamo sperare che anche per il Geovismo sia così, ma, dati i precedenti, abbiamo fondate ragioni per ritenere che questo gruppo religioso sarà il primo a dimostrare che, contrariamente a ciò che pensava il buon Lincoln, è anche possibile, a volte, “ingannare tutti per tutto il tempo!”[9].   

Sergio Pollina
Terminato a Siracusa, nel mese di agosto del 1996. 
Rielaborato nel mese di agosto 2001.

Note:

[1] L’ultima, eclatante, novità, è rappresentata dalla modifica di un vecchio caposaldo dell’organizzazione, quello relativo alla “carne” che fu salvata al tempo della distruzione di Gerusalemme, e a ciò che quell’avvenimento significa per noi oggi. La Torre di Guardia del 15 agosto 1996, pag. 17, §§ 10-15, con il suo solito linguaggio di queste occasioni, dice infatti che: “Nel passato è stato spiegato che la ‘carne che doveva essere salvata’ erano gli ebrei che sopravvissero alla tribolazione che si abbatté su Gerusalemme nel 70 E.V. … Ma questa spiegazione concorda con ciò che accadde nel 70 E.V.? … Qualcuno potrebbe chiedere: ‘Perché questo intendimento più chiaro delle parole di Gesù dovrebbe interessarmi in modo particolare?’”. La risposta alla domanda potrebbe essere data da una serie piuttosto nutrita di  Torri di Guardia, secondo le quali la ‘carne’ salvata a quel tempo fu ben diversa da quella che adesso si suppone lo fosse allora (vedi La Torre di Guardia del 1° maggio 1992, pag. 17, § 16; 1° marzo 1983, pagg. 14, 15, § 13; 15 giugno 1983, pag. 4, § 7; 1° luglio 1970, pag. 400,§§ 28, 29, pag. 406, §§ 16, 22);  Vi sono poi le altre novità, quali quella relativa al cambiamento del significato attribuito alla generazione del 1914, apparso sulla Torre di Guardia del 1° novembre 1995, quella sul servizio militare, del 1° maggio 1996, e quella del nuovo significato dei ‘segni nel sole, nella luna e nelle stelle’ apparsa sulla Torre di Guardia del 15 febbraio 1994.

[2] Vedi anche Hope, del 1942, alle pagine 56, 57.

[3] The Free Minds Journal, vol. 15, n. 3, Maggio/Giugno 1996, pag. 12.

[4] È utile, comunque, ricordare ai lettori geovisti, quanto è apparso sulla Svegliatevi! del 22 dicembre 1980, pag. 24, dove, in un articolo intitolato, “La religione e il denaro”, è scritto: “La gente offre ingenti somme di denaro per cause religiose. Negli Stati Uniti tali offerte ammontano a circa 18.000.000.000. di dollari all’anno. Buona parte del denaro è usata senz’altro per lo scopo voluto … un uomo ha scritto di recente … la mia fede e la mia fiducia sono andate in fumo … L’uomo ha pure menzionato l’indagine a carico dei padri paolini che avrebbero scialacquato ben venti milioni di dollari facendo la bella vita e in speculazioni immobiliari non riuscite. Oppure, potrebbe essere utile rileggere quanto fu scritto sulla Torre di Guardia del 15 giugno 1951, pag. 189: “Nessun privilegio speciale per i governanti e i membri del partito d’una macchina politica. Neppure donativi, poiché il Salmo 26:10 (Lu) condanna coloro la ‘cui destra è piena di regali’. Questa parola ‘regali’ suona in modo sgradevole e il suo impiego rende nervosi e agitati alcuni uomini politici. Per sfuggire a questo incomodo sentimento, addolcire i nervi e calmare l’agitazione, i regali d’oggi sono chiamati semplici donativi. Ma anche questo è fuori posto, poiché Deuteronomio 16:19 dice ai funzionari: “Non pervertirai il diritto, non avrai riguardi personali, e non accetterai donativi; perché il donativo acceca gli occhi de’ savi e corrompe le parole de’ giusti”. Infine, se non urta la sensibilità del Corpo Direttivo, è illuminante ciò che quest’ultimo ha scritto a proposito dell’opulenza papale su Svegliatevi! del 22 maggio 1980, pagg. 17, 18: “Esprimendo senz’altro il pensiero di molti cattolici, Virginia M. Rickmeler di Chicago ha detto: “sarebbe più facile ascoltare il papa, particolarmente quando parla di ‘cose mondane’, se praticasse quello che predica. È un po’ difficile per una famiglia che lotta per far fronte alle spese quotidiane, pensar di dare ai poveri quando il papa vive nel fasto. Quanti laici possono vantar d’avere una residenza estiva? … Che contrasto tra lo sfarzoso tenore di vita dei capi cattolici e quello di Cristo e degli apostoli!”. Chissà cosa avrebbe detto la signora Rickmeler se avesse saputo che anche l’”umile” Rutherford aveva il suo “castel Gandolfo” a San Diego, e non una, ma due lussuosissime Cadillac in un tempo in cui l’America languiva in preda alla più grave crisi economica della sua storia! Anche La Torre di Guardia del 1° maggio 1980 è sicuramente utile per chi vuole rendersi conto del doppiopesismo della Watchtower. A pagina 6 leggiamo queste parole: “Ma che effetto pensate possano avere queste parole [del papa] se chi le pronuncia va in giro vestito in abiti regali, viaggia in belle fuoriserie e vive in un lusso considerevole?”. Ancora una volta ci chiediamo che ne pensa il Corpo Direttivo delle Cadillac di Rutherford.  

[5] Nell’atto ufficiale il donante appare essere lo stesso R.J. Martin, che dona per dieci dollari simbolici la proprietà a Rutherford, ma non rivela chi siano i reali finanziatori dell’operazione.  

[6] In Dialogue with Jehovah’s Witnesses, Volume 2°, Clayton U.S.A., pagina 513.

[7] Ovviamente, non siamo i soli e nemmeno i primi a sganasciarci su questa “perla” ruthefordiana. Ed evidentemente il dileggio era una delle cose che più dava fastidio all’immarcescibile avvocato, dato che, sulla Torre di Guardia del 15 marzo 1937, scrisse quanto segue: “Sulla Torre di Guardia del 15 dicembre 1928, il Signore ha portato all’attenzione del suo popolo … che essi potevano vedere e incontrare sulla terra i fedeli profeti dell’antichità, che avevano predetto la venuta del Re. Sin da allora il popolo di Dio ha fatto lietamente conoscere al mondo che le Scritture insegnano chiaramente che Geova riporterà in vita sulla terra quei fedeli profeti dell’antichità e li userà per rendere lode al suo regno. La stampa pubblica dell’organizzazione di Satana ha ridicolizzato questa dichiarazione di verità in termini sprezzanti, ma allo stesso tempo essi sono stati informati di questo grande fatto, e molti senza dubbio credono che i fedeli profeti saranno riportati in vita sulla terra e vi assumeranno l’incarico di visibili agenti di Dio e del suo Re nel mondo”.

[8] È possibile che, sotto questo aspetto, il “giudice” abbia preso veramente Lincoln a suo modello, perché, contrariamente a quanto egli insegnò successivamente in merito a bandiere e statue, secondo La Torre di Guardia del 15 maggio 1917: “Sin da quando esiste la casa Betel, in un angolo del salotto vi è sempre stato un piccolo busto di Abramo Lincoln con due bandiere americane lateralmente. Ciò sembra particolarmente appropriato, se ti tiene presente ciò che il Signor Lincoln ha fatto per il governo ed il popolo degli Stati Uniti, e che in questa abitudine non vediamo niente che sia in contrasto con l’atteggiamento cristiano”. Peccato che fosse lui stesso, 17 anni più tardi a etichettare come demonico quello che per decenni era stato invece pienamente approvato da tutti i testimoni di Geova del mondo. Fu esattamente il Lunedì 5 giugno 1935 che al termine di un’assemblea tenuta a Washington, Rutherford stabilì che da allora in poi il saluto alla bandiera e tutte le altre quisquilie patriottiche erano d’origine demonica (Vedi I testimoni di Geova nel proposito divino, pag. 143).

[9] Bisogna, però, riconoscere che non è difficile sbolognare patacche ai testimoni di Geova. Se si pensa, per esempio, che Russell fu capace di far credere loro che con una massiccia dose di preghiere un nero può diventare bianco, si può far credere tutto il resto. La notizia strabiliante fu provveduta nell’edizione del 1° ottobre 1900 della Torre di Guardia di Sion, con queste parole: “È accaduto al Reverendo William H. Draper, pastore della Logan Memorial Church, appartenente alla conferenza di Washington … di rispondere alla famosa domanda biblica, “Può un etiope cambiare la sua pelle o un leopardo le sue macchie?”. Sebbene in precedenza fosse nero come il carbone, il Reverendo Draper è adesso bianco. La sua gente dice che il cambiamento di colore è avvenuto in seguito alle preghiere. Molti anni fa Draper era impiegato presso un uomo dalla pelle chiara, e spesso lo si sentiva dire che se avesse potuto divenire bianco come il suo datore di lavoro sarebbe stato un uomo felice. Mentre era ancora al servizio di quell’uomo bianco Draper ebbe un esperienza religiosa. “Da quel giorno in poi egli pregò costantemente per divenire bianco. Trent’anni fa le sue preghiere cominciarono ad essere ascoltate. Dapprincipio cominciò a sentire un certo acuto formicolìo sulla faccia, e ad un attento esame si evidenziarono numerose piccole macchie bianche non più grandi di una punta di spillo. Al momento egli si allarmò, pensando di essere stato colpito da qualche malattia, ma non soffriva di niente ed a parte il formicolìo non aveva altri disturbi. Gradualmente, quindi, le macchie si andarono estendendo, e questo processo durò per circa trent’anni. A tutt’oggi Draper non ha più una macchia di colore nero sull’intero corpo”.

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