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Monday, 27 March 2017 16:30
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:: STORIA E DOTTRINA ::

LA PROSPETTIVA ESCATOLOGICA
NELLA DOTTRINA DEI TESTIMONI DI GEOVA
di ERNESTO ZUCCHINI[*]


Indice

Introduzione (siete in questa pagina)
La storia
             L’iniziatore Charles Taze Russell: prima parte
             L’humus avventista
             L’iniziatore Charles Taze Russell: seconda parte
             L’inventore dei Testimoni di Geova: 
             John Franklin Rutherford
             Il continuatore: Nathan Homer Knorr. 
             I tempi del Corpo Direttivo
             Conclusioni della parte storica
La dottrina
             Il bordeggiamento
             Il materialismo geovista
             Il letteralismo biblico
             Il Dio del Geovismo
             La creazione
             L’uomo e il suo destino
             L’umanità e il suo destino
             Il millennio di Cristo
             I tempi indefiniti dopo il millennio
La prassi geovista
Conclusioni finali
Bibliografia

 


Introduzione

La presente tesi intende mostrare che la componente escatologica nella dottrina dei Testimoni di Geova non è solo uno dei tanti punti di dottrina presenti nella visione del mondo geovista, bensì quella principale. Quella che, di fatto, ne regge il corpus dottrinale. La vita e la storia stessa di questa religione[1] sono in funzione della propria tesi escatologica.

Ci sono religioni che vivono e prosperano nel costante riferimento alle loro antichissime radici storiche e l’affermare la propria profondità storica indica la loro apologetica pretesa di verità. Altre religioni si fondano sulla presunta – più o meno dimostrata – capacità di produrre od ottenere fatti straordinari. Per altre ancora il fondamento della propria veridicità consiste nel mostrare di possedere la possibilità di migliorare le condizioni del corpo o della psiche umana o anche nell’iniziazione misteriosa a segreti antichissimi attraverso lo svelamento degli stessi ai loro adepti.

Per i Testimoni di Geova tutto ruota attorno alla dimensione escatologica collettiva e personale della loro dottrina. Storia, organizzazione e prassi sono fondamentalmente dipendenti dalle tesi escatologiche. Senza questo aspetto il Geovismo semplicemente non esisterebbe. Carl Olof Jonsson, ex Testimone di Geova, ma anche ricercatore appassionato del mondo in cui ha vissuto per oltre venticinque anni[2] in riferimento ad un elemento fondamentale dell’escatologia, ha potuto scrivere: «Sono pochi quelli che si rendono veramente conto dell’importanza che svolge la cronologia negli insegnamenti e nella storia della Società Torre di Guardia. Gli stessi Testimoni di Geova non sempre comprendono appieno la strettissima connessione che vi è fra la cronologia della Società ed il messaggio che essi predicano di porta in porta»[3].

La tesi sostenuta, esposta in forma così semplificata, può sembrare eccessiva. Che c’entra, ad esempio, tutta la problematica sull’uso terapeutico del sangue con l’escatologia? Nulla, a prima vista. E il divieto assoluto di ricevere regali per il proprio compleanno? Ancora nulla, sembrerebbe. Eppure ambedue le posizioni hanno una loro logica se le consideriamo dal punto di vista dell’escatologia geovista. Ambedue hanno il compito di dichiararne fattualmente l’importanza. Da una parte si tratta di mostrare, in modo adeguato ai tempi ultimi che stiamo vivendo, la propria radicale adesione a Geova anche se questa adesione può sembrare legata a leggi arbitrarie e crudeli. Dall’altra è uno dei mezzi di cui il Geovismo si serve per spingere i singoli aderenti a vivere in continua tensione psichica, senza distrazioni, verso l’imminenza della «fine di questo sistema di cose[4]».

Neppure ha valore l’argomento della modalità d’approccio. Il fatto, cioè, che l’iniziale colloquio con il lontano (non o anti Testimone di Geova) non verta tanto su temi escatologici, quanto su una delle tante tesi che il Geovismo possiede. Infatti, un conto è il modo di cominciare un dialogo con l’estraneo, perché ciò esige solo di trovare un punto di “consonanza” per sensibilizzarlo poi, e con gradualità, al tema più forte, altro è ciò che è più importante per la dottrina e regge, di fatto, l’esistenza stessa del Geovismo. Anche il rispetto dell’ortodossia, vale a dire la necessità di aderire ad una serie di argomenti formanti il corpus dottrinale essenziale pena l’espulsione o disassociazione, non tocca la nostra tesi. Ad esempio, il termine “Geova” è vitale e deve necessariamente essere usato da ogni Testimone di Geova pena l’espulsione. Lo stesso termine è anche l’“etichetta” che lo identifica rispetto al mondo esterno. Tuttavia non è questo il punto fondante e decisivo dell’esistenza del Geovismo. Infatti, altri lo usano o lo hanno utilizzato senza affatto appartenere ai Testimoni di Geova[5].

Storia, dottrina e prassi sono allora i punti su cui verificare la nostra tesi. Un dubbio può tuttavia sorgere: se affrontare la dottrina e la prassi è ovvio, non evidente può apparire il discorso storico. In realtà è invece proprio l’aspetto storico che ci permetterà di vedere con chiarezza, quasi fosse un grafico, il peso dell’argomento escatologico nella dottrina geovista. Nascita e sviluppo di questa religione mostrano, infatti, già da soli, il peso dell’escatologia nel suo diffondersi con un certo successo.

Un altro interrogativo importante nasce proprio dal concetto di escatologia. Il Geovismo si fonda sull’escatologia, o sull’apocalittica o su ambedue?

Il rapporto tra escatologia e apocalittica dipende molto dagli autori. Spesso l’apocalittica è stata pensata come la parente povera dell’escatologia. A volte dimenticata o trascurata, altre volte è stata vista come una parte un po’ folcloristica, eccessiva, e senza ricadute nel tempo presente. Altre volte ancora è stata compressa nella sola teologia biblica. A partire però dalla fine degli anni 1970 una nuova interpretazione dell’apocalittica ne ha mostrato prospettive nuove e importanti. Gli studi di Paolo Sacchi[6] su questo tema hanno fatto emergere il fatto che l’apocalittica non è semplicemente frutto della “curiosità umana” o un «cascame deteriore della genuina teologia. Si presenta come una vera e propria Weltanschauung: essa è una lettura globale della storia, è una proposta etica, è una visione antropologica […] è insomma un orizzonte sintetico sotto cui si colloca la storia e l’essere»[7]. È una risposta al problema del dolore che attanaglia il cuore dell’uomo da sempre. Che sia una risposta parziale o sbagliata è un altro problema, ma il tentativo resta. Queste le conclusioni della teologia biblica. Ma poi c’è anche l’interpretazione che del dato biblico hanno proposto i vari movimenti religiosi cristiani nelle contingenze storiche in cui hanno vissuto. L’apocalittica è infatti una prerogativa esclusivamente giudaico-cristiana.

Si tratta allora di capire come si pone il Geovismo di fronte a questa disputa e cosa sceglie per sé.
Affronteremo allora il tema in tre parti. Una prima parte storica, che analizzerà la provenienza culturale e teologica della visione del mondo Geovista. Una seconda parte dottrinale, per mostrare quale sia l’importanza della dottrina escatologica e apocalittica all’interno della visione Geovista e motivandone le ragioni addotte. Una terza parte per osservarne il risvolto pratico. Cioè l’attuazione della dottrina nella vita di tutti i giorni del singolo Testimone di Geova. Concluderemo infine con una serie di riflessioni dedotte da quanto il nostro studio ci ha mostrato.

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La Storia

Note:

[*] Ernesto Zucchini è nato a Piacenza il 15 novembre 1946. Si è specializzato nella problematica scientifica e pastorale relativa ai Testimoni di Geova. Ha pubblicato, sul tema, Sintesi dell’ideologia della setta dei Testimoni di Geova (Krinon, Caltanissetta 1986).

[1] Cfr. cesnur, Enciclopedia delle religioni in Italia, Editrice Elledici, Leumann  (Torino), 2001, pp. 15-18.

[2] Carl Olof Jonsson, I tempi dei gentili, Edizioni Dehoniane, Roma, 1989, p. 5

[3] Carl Olof Jonsson, «La cosiddetta “cronologia biblica” della Società Torre di Guardia», in Sette e Religioni, n. 14, aprile-giugno 1994, Bologna, p. 12.

[4] Terminologia usata nel Geovismo per indicare l’inizio di Armaghedon. La fine di questo mondo e contemporaneamente l’inizio del millennio di Cristo. Cfr. Mt 28,20b della Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania. 1987.

[5] Ad esempio la Mission to Israel, Scottsbluff, Nebrasca, Stati Uniti.

[6] Paolo Sacchi, L’Apocalittica Giudaica e la sua storia, Paideia Editrice, Brescia, 1990.

[7] Nuovo Dizionario di Teologia supplemento I (1982), a cura di Giuseppe Barbaglio e Severino Dianich, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (Milano), 1983, la voce Apocalittica, curata da Giuseppe Ravasi, p. 1945.

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