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Tasse, leggi di Cesare



TASSE, LEGGI DI CESARE


GLI A. NON SONO AUTORIZZATI A CONTROLLARE I FRATELLI:


Pensiamo che non sia ns. responsabilità indagare per appurare al riguardo la posizione dei ns. fratelli. Questa è una responsabilità di Cesare. Ovviamente se un fratello non fosse visto dalla cong. come esemplare perché segue una condotta che è contro la legge, ma viene da essa tollerata, allora non potrebbe avere speciali privilegi nella cong. (SSE 4.12.84)

Fate bene a esortare i fratelli ad avere una buona condotta in relazione a Ro 13:1-7. Siate sempre chiari nel mettere in risalto i pericoli che possono correre nel violare le leggi di Cesare. Parlate anche delle conseguenze negative che possono ripercuotersi su loro e la loro famiglia. Da non trascurare il fatto che la cong. potrebbe essere biasimata. Nello stesso tempo dovete ricordare che Geova non autorizza la cong. a controllare tutti i fratelli affinché siano ligi nel rispettare tutte le leggi.

Questo compito Geova lo affida a Cesare stesso. Comunque se la condotta di alcuni in relazione alla violazione delle leggi di Cesare dovesse turbare alcuni o nel territorio molti criticano i testimoni di Geova per questo, allora il corpo degli A. deve intervenire per mantenere pura la cong. Le persone criticano la cong. e giudicano la ns. opera per questo comportamento errato? Alcuni hanno rifiutato il messaggio perché non si vive correttamente? Queste sono cose che il corpo degli A. deve esaminare. Se vi sono le prove che hanno recato uno scandalo pubblico, allora si dovrebbero chiamare davanti ad un comitato giudiziario Ma è logico che devono esserci delle chiare prove e alcuni testimoni che sostengano lo scandalo. Questo sia dentro che fuori la congregazione. (SCC:SSB 27.1.83)

Gli A. non dovrebbero mettersi a fare indagini nella cong. per vedere se i fratelli stanno o no violando la legge di Cesare. Inoltre queste cose non sono da farne comitato giudiziario Ad ogni modo dobbiamo esaminare coloro che hanno incarichi di responsabilità perché se turbano la cong. non sono liberi d'accusa e si dovranno esaminare i loro requisiti come A. o SM. (SCC:SSB 23.10.82)

Il principio biblico riportato in Mar 12:17 fa comprendere che Geova ha concesso a Cesare la facoltà di stabilire alcune norme e che, non essendo in contrasto con la legge di Dio, devono essere rispettate. (Ro 13:2, 4, 5) Che cosa succede al cristiano che non ubbidisce alle leggi di Cesare? La cong. Cristiana, rappresentata dagli A., non è autorizzata ad intervenire quando un componente trasgredisce le leggi di Cesare. Geova ha concesso alle “autorità superiori” l’autorità di agire contro i trasgressori.

Quindi, la cong. cristiana non fa indagini per sapere se i suoi componenti stanno rispettando o no le leggi di cesare. Però, se a motivo della trasgressione viene recato biasimo al nome di Geova e al buon nome della cong., in questo caso la cong. Diventa parte interessata della trasgressione, non della violazione in se stessa perché è una questione che riguarda soltanto Cesare, ma per le conseguenze che tale condotta reca sul nome di Dio e della cong. (2Co 6:3, 4) Se a motivo di ciò si crea un grave scandalo pubblico, il cristiano dovrà rispondere di questo dinanzi ad un comitato giudiziario (Mt 18:6; 13:41; Lu 17:1, 2) Se la persona implicata è un A., un SM, un P. o chiunque altro ricopra un incarico di responsabilità, perdendo la sua irreprensibilità, sarebbe rimosso. (SCB:SSE 19.3.79)

Vi facciamo notare che non è compito degli A. determinare se l’attività svolta da un fratello sia entro i limiti della legalità dal punto di vista secolare. È compito del cristiano che svolge il lavoro assicurarsi presso le autorità della legalità del proprio lavoro, sia perché vuole mantenere una buona coscienza verso Dio e la cong. sia per non subire le eventuali conseguenze derivanti da un comportamento illegale. (Ro 13:1; W 1.11.90 p 19 § 18) In ogni caso non sarà la cong. ad agire da agente di Cesare per far rispettare le leggi secolari. Se qualcuno dovesse inciampare per il comportamento di un altro perché ritiene che non stia vivendo nella legalità, questi dovrebbe rivolgersi direttamente alla persona che causa il suo turbamento.

Ma non dovrà pretendere di avvalersi della cong. o insistere perché gli A. intervengano nel correggere ciò che ritiene essere errato. Agli A. invece, spetta determinare se il comportamento del fratello sta causando turbamento nella cong. o se ha perso la fiducia della cong. In questo caso egli non sarebbe più irreprensibile e quindi non idoneo per ricoprire speciali privilegi di servizio. Ks 137-9 Un nominato è libero di disporre la propria attività ma non può ignorare l'eventuale effetto che questa potrebbe produrre nella cong. Egli deve continuare ad essere irreprensibile ed esemplare. Se non lo fosse, il corpo degli A. è tenuto a preoccuparsene anche per salvaguardare la reputazione dell'intero corpo dei nominati (SCD:SSD 3.5.93)

SE GLI A. SANNO CHE UN FRATELLO NON È ONESTO:


La denuncia dei redditi e il pagamento delle tasse sono una questione strettamente privata. Non è compito degli A. indagare per vedere se i fratelli rispettano la legge di Cesare ma è compito delle autorità costituite. Se i fratelli ci chiedono come devono comportarsi in merito, suggeriamo loro di essere onesti e coscienziosi in ogni cosa, poi lasciamo che essi risolvano il problema - W 73 p 670; W 15.7.79 p 30.

Nella tua lettera ci parli del fratello che trasgredisce alcune norme stabilite da Cesare. Il suo comportamento certo non è corretto. (Ro 13:1-7) La sua trasgressione comunque, deve essere considerata dalle competenti autorità governative e non dalla cong. Però se dovesse crearsi un grave scandalo, allora la cong. dovrebbe intervenire per mezzo di un comitato giudiziario in quanto lo scandalo recherebbe biasimo sia al nome di Dio che sulla cong. Il fratello comunque dimostra di non essere una persona seria, fidata, leale. È a motivo di ciò che gli A. responsabili in coscienza possono limitare i suoi privilegi ad esempio non usandolo per pronunciare la preghiera, come lettore, usciere, per le pulizie, per l'opera di P.A. ecc. (SCB:SSD 9.4.80)

Se come A. venite a sapere che qualcuno non è onesto in relazione al pagamento delle tasse, si può intervenire offrendo appropriati suggerimenti. Se la cosa crea scandalo o turbamento, sia all'interno della cong. che fuori, allora si dovrà formare un comitato giudiziario, non perché non si sono pagate le tasse ma per scandalo. (SSH:SSI 24.8.82)

Ogni cristiano, e ancor più coloro che hanno incarichi, devono essere sottoposti alle leggi del governo finché non contrastano con la legge di Dio. (Ro 13:17) Comunque non è compito della cong. indagare per vedere se i singoli rispettano la legge dello Stato. Se alcuni ci fanno domande, diciamo loro che devono essere onesti e coscienziosi. Se veniamo a sapere che alcuni non rispettano le leggi, possiamo offrire suggerimenti e consigli in armonia con la Parola di Dio. Se il non rispettare le leggi di Cesare dovesse creare turbamento all'interno della cong. e fuori d'essa, l'individuo può essere chiamato a rendere conto dinanzi ad un comitato giudiziario per scandalo. (SSH:SSI 21.2.83)

I rapporti che un individuo mantiene con le autorità rimangono una questione di natura personale, almeno fino a che questi non creino scandalo, grave turbamento e biasimo per la cong. Non è compito della cong. intervenire per far rispettare le leggi di Cesare. Gli A. faranno attenzione a rimanere entro i limiti delle loro responsabilità. Quando è necessario, possono offrire consigli e suggerimenti scritturali. Perché una situazione possa considerarsi scandalosa, deve naturalmente raggiungere un certo livello. Non deve turbare solamente alcune persone. Il turbamento deve riscontrarsi in molti, nella cong. o nella comunità, inducendo più persone a inciampare e a trovare da ridire. Deve trattarsi di un comportamento che reca apertamente biasimo al nome di Geova e della cong., a un punto tale da costituire un ostacolo alla predicazione della Buona Notizia.

Se esiste un tale scandalo, come diretto risultato del comportamento del fratello, allora la cong. farà bene a difendere il proprio nome e il nome di Geova. Dopo alcuni ammonimenti, la persona dovrà essere segnata. Se poi dovesse persistere nella sua condotta disordinata, o se il grado dello scandalo arrecato dovesse superare certi limiti, si dovrebbe chiamare il fratello di fronte ad un comitato giudiziario per rispondere di scandalo pubblico. Comunque, voi come A., potreste giustamente trovare da ridire nel caso doveste valutare il fratello per privilegi di servizio e responsabilità nella cong., perché in questo caso si richiederebbe da lui irreprensibilità ed esemplarità. (SCB:SSB 28.8.91)

La Parola di Dio incoraggia ad essere sottomessi alle leggi di Cesare e a pagare le tasse, facendolo essendo mossi da una coscienza cristiana. (Ro 13:1, 6, 7) Chi non lo fa “si mette contro la disposizione di Dio e ne riceverà giudizio”. (Ro 13:2) Il giudizio di chi? Il contesto indica che tale giudizio sarà pronunciato dalle autorità superiori, da Cesare che ha stabilito tali leggi. Paolo si riferisce all’autorità secolare come ministro di Dio per esprimere ira su chi pratica il male. Il cristiano che si comporta illegalmente verso le autorità dovrà assumere le proprie responsabilità subendo le conseguenze derivanti dal suo modo di fare illegale. In ogni caso non sarà la cong. ad agire da agente di Cesare nel fare rispettare le leggi secolari. Comunque, il fratello e l’intera cong. dovranno essere sensibilizzati perché conservino una buona coscienza e mantengano una buona relazione con Geova. W 1.11.90 p 19 § 18 Naturalmente nel caso che il comportamento di un fratello fosse causa di turbamento per molti nella cong., non sarebbe più idoneo a ricevere speciali privilegi di servizio. - Ks 137-139. (SCD:SSD 30.6.95)

NOMINATI CHE NON SONO ONESTI:


Se gli A. vengono a sapere che un fratello che ricopre una qualsiasi responsabilità nella cong. Sta facendo una cosa che è in contrasto con le leggi di Cesare, hanno l’obbligo di avvertire tale fratello che dal momento in cui la cong. o le persone di fuori troveranno da ridire su tale modo di fare, egli si squalificherà in quanto non sarebbe più irreprensibile, non avrebbe un’eccellente testimonianza da quelli di fuori, non sarebbe libero d’accusa e libertà di parola. (1Tm 3:1-13)

Inoltre il fratello potrebbe essere squalificato anche solo a motivo della coscienza degli altri A., se è lui stesso un A., i quali essendo a conoscenza del suo modo di operare, ritengono che non abbia più i requisiti. (SCB:SSD 15.5.80)
Se nel corpo degli A. e SM ci dovessero essere fratelli che non sono onesti nel rispettare le leggi di Cesare, dovrebbero chiedersi onestamente se sono idonei per rimanere nell'incarico. Come possono avere una buona coscienza quando sanno di andare liberamente contro una disposizione di Cesare? Come possono sentirsi liberi di parola quando vanno sul podio ed esortano i fratelli a vivere secondo i sani insegnamenti biblici? (SCC:SSB 23.10.82)

Se un nominato non è onesto nel pagare le tasse, anche se non provoca grave scandalo pubblico, può non essere più libero di parola né irreprensibile, per cui si dovranno rivedere i suoi requisiti. Questo anche se la cosa è conosciuta solo dal corpo degli A. Essi come corpo devono valutare coscienziosamente se ha ancora i requisiti per continuare a servire o meno. Comunque ogni individuo è un caso a sé, dev'essere valutato secondo i fatti e le circostanze presenti. (SSH:SSI 21.2.83)

Se la condotta di alcuni in relazione alla violazione delle leggi di Cesare dovesse turbare, se questi fratelli volessero essere esaminati per avere privilegi, sarà sempre il corpo degli A. a stabilire l’idoneità. Come mette in risalto la W 1.1.83 p 25, gli A. della hanno una “coscienza collettiva” e la devono seguire in questi problemi. Hanno la responsabilità di mantenere la pace e l’armonia nella cong. e se la vs. “coscienza collettiva” non vi permette di fare una raccomandazione, siete liberi di farlo. Vale lo stesso ragionamento per coloro che sono già stati nominati in passato. (1Pt 5:3) Potete spiegare ai fratelli che ve lo chiedono perché in alcune cong. alcuni violatori vengono raccomandati e in altre no.

Potete solo dire che agite in base alla vs. coscienza e non in base alla coscienza degli altri corpi di A. Le scritture non vi autorizzano ad interessarvi delle questioni di altre cong. Non potete giudicare la direttiva che viene impartita altrove. Voi A. dovete ragionare con questi fratelli che violano le leggi di Cesare e che chiedono privilegi. Chiedetegli: Si sentono in coscienza di andare sul podio e incoraggiare la cong. ad applicare Ro 13:1-7 nella loro vita? Se dicono di sì, con quale coscienza lo possono fare se loro stessi sono violatori? Come possono sentirsi nel dire agli altri di fare una cosa che loro stessi non fanno? (SCC:SSB 27.1.83)

Un nominato è libero di disporre la propria attività ma non può ignorare l'eventuale effetto che questa potrebbe produrre nella cong. Egli deve continuare ad essere irreprensibile ed esemplare. Se non lo fosse, il corpo degli A. è tenuto a preoccuparsene anche per salvaguardare la reputazione dell'intero corpo dei nominati. Se ritenete che la reputazione del fratello sia stata in qualche modo intaccata nella cong. dovreste valutare la sua posizione in relazione ai requisiti scritturali, alla sua esemplarità e all’opportunità che gli è stata data di correggersi dove era necessario. (SCD:SSD 3.5.93)

SORELLA CHE LAVORA DUE ORE COME PARRUCCHIERA:


Nel caso della sorella che lavora 2 ore al sabato pettinando le persone, sta a lei informarsi su ciò che esige Cesare nel suo caso dalle autorità competenti - W 15.7.79 p 30. (SCB:SSA 20.9.83)

SORELLA RISPOSATA CHE PERCEPISCE LA PENSIONE DEL PRIMO MARITO:


Non è responsabilità della cong. fare le veci di Cesare quando una legge dello Stato viene violata. In Ro 13:4 è detto che la responsabilità di punire i trasgressori spetta a Cesare e non alla cong. Naturalmente la situazione sarebbe diversa se a causa del comportamento della sorella si creasse notevole scandalo dentro e fuori la cong. Ma nella tua lettera ci dici che attualmente non sembra che questo avvenga. D'altra parte in considerazione del fatto che la sorella continua a percepire la pensione del primo marito nonostante ella si sia nuovamente sposata è da considerarsi non esemplare e di conseguenza sarebbe privata dei privilegi di servizio. (SCA:SSI 16.10.86)

FRATELLO CHE PAGA AI DIPENDENTI UNA SOMMA E NE DICHIARA UN'ALTRA:


Il fratello che assume un apprendista pagandolo una somma ma dichiarando di pagarlo un'altra, deve essere incoraggiato ad aderire a ciò che dichiara Ro 13:1-7. Il cristiano non mente ma dice sempre la verità. (Efe 4:25) Ad ogni modo ogni caso che implica le relazioni del cittadino con Cesare è una questione di cui ciascuno deve decidere personalmente e non una questione su cui gli A. dovrebbero indagare. Naturalmente se la cosa crea un problema nella cong. o uno scandalo pubblico nella comunità, allora gli A. dovrebbero intervenire come comitato giudiziario - Ro 16:17. (SCB:SSA 20.9.83)

NON DICHIARARE IL VALORE EFFETTIVO DI CIÒ CHE SI VENDE O SI COMPRA:


In relazione al dichiarare il valore effettivo di ciò che si è pagato o è stato ricevuto per qualcosa venduta o comprata, se gli A. vengono interpellati hanno l'obbligo di sostenere i princìpi scritturali circa l’onestà e il dichiarare il vero. Se tali consigli scritturali non sono applicati l'individuo ne subirà le conseguenze. In questo caso la cong. interviene soltanto quando il fatto diviene di pubblico dominio e intacca la reputazione della cong. Se nella questione sono implicati fratelli che hanno responsabilità, come A. SM o P.R. e il loro comportamento non può essere definito esemplare e quindi irreprensibile, non avendo libertà di parola e buona testimonianza da quelli di fuori, sarebbero rimossi. È giusto dare consigli scritturali a un fratello che sta facendo un passo falso, (Gal 6:1) però lascerete a ciascuno la responsabilità di prendere la propria decisione accettandone le conseguenze. (SCB:SSB 26.2.81)

USARE IL GAS DA CUCINA COME CARBURANTE:


I fratelli che si servono del gas da cucina per riempire il serbatoio della macchina solo perché funziona a gas, stanno violando le leggi di Cesare, non stanno dando a Cesare ciò che richiede. Quindi non possiamo far altro che richiamare alla loro attenzione ciò che ha da dire Paolo in Ro 13:1, 2. Chi viola le leggi nel modo descritto si sta opponendo alle disposizione di Geova, il quale richiede che i suoi servitori siano sottoposti autorità di Cesare. Non importa che le autorità chiudano un occhio a questa pratica illegale. Il cristiano non deve seguire l'esempio di quelli che non fanno il loro dovere verso la legge. Dovrebbero essere invece un esempio in ogni cosa.

Il fatto che persone che hanno violato tale legge siano state multate, mostra che la legge proibisce l'uso del gas da cucina per le auto. Quindi gli A. dovrebbero parlare francamente a chi si comporta in tal modo e dovrebbero fargli capire le benedizioni che riceveranno seguendo le alte norme che Geova ha stabilito per tutti. Se nel corpo degli A. e SM alcuni fanno questo, dovrebbero chiedersi onestamente se sono idonei per rimanere in tale incarico. Come possono avere una buona coscienza quando sanno di andare liberamente contro una disposizione di Cesare? Come possono sentirsi liberi di parola quando vanno sul podio ed esortano i fratelli a vivere secondo i sani insegnamenti biblici? - 1Tm 3:8, 13. (SCC:SSB 23.10.82)

Sì, usare gas domestico per autotrazione è illegale. Infatti se la Finanza ferma questo fratello che ne fa uso e fa un prelievo, lo scoprirà, perché il GPL per autotrazione è di colore azzurro; quindi sarà soggetto a contravvenzione. Nel dare consigli a questo fratello - dal momento che non te li ha chiesti - vorrai usare molto tatto e gentilezza: puoi trovare le tue informazioni nella W 15.7.83 p 3-7. (SSH:SSI 7.10.82)

COSTRUIRE ABUSIVAMENTE:


Il punto di vista dell’org. è questo: se un cristiano fa una costruzione abusiva è un problema tra lui e Cesare. però, nel momento in cui, a motivo di ciò si viene a sapere che si parla male del nome di Dio e dei testimoni di Geova, in quel momento la cosa interessa anche la cong. Gli A., che fino a qual momento in si erano intromessi, sono obbligati a intervenire no in relazione alla trasgressione della norma di Cesare, che rimane sempre una questione personale, ma a motivo dello scandalo o delle chiacchiere che tale azione ha prodotto. Ci chiedete cosa fare o come considerare quei fratelli che hanno fatto tali costruzioni abusive in passato. Quello che dovete considerare è la loro attuale posizione nella cong. Al momento sono rispettati e hanno la fiducia della cong.? Ciò che dovete guardare non è il comportamento del passato ma l’attuale posizione nella cong. Al momento hanno i requisiti esposti nella Sacra Bibbia? (SCB:SSD 15.5.80)



Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
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01/08/2020
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