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Questa
pagina è visibile nella nuova versione del sito a questo indirizzo: Tolomeo Claudio: un impostore? Questo era il titolo di un
articolo pubblicato nella rivista La Torre di Guardia del 1/6/1978.
Di seguito incollo l'articolo completo pubblicato da Scientific American:
Se
si effettua una ricerca nell'Indice delle Pubblicazioni della WTS
oppure si consulta il cd-rom della Società, si troverà fra l'altro il seguente
riferimento alla voce FRODE (pagina 312 dell'Indice cartaceo): di
Tolomeo: w78 1/6 30. e
anche questi riferimenti alla voce TOLOMEO, CLAUDIO (pag.
757): lista
di re messa in dubbio: kc 186-7; w78 1/6 30; g72 8/11 27-9 Cosa
si legge in queste ultime pubblicazioni? kc 186-7 è l'Appendice del libro
Venga il tuo regno (commentata in parte in questa pagina: link).
Non si legge comunque in questa appendice che qualcuno - a parte la stessa WTS -
abbia messo in dubbio la lista dei re di Tolomeo. Il secondo riferimento -
w78 1/6 30 - è la Torre di Guardia del 1978 che cita Scientific American ed il libro
di Newton; g72 8/11 27-9 è una rivista Svegliatevi! che riporta in maniera
faziosa e parziale le parole di uno studioso così come segue: «Ma
quanto è fidato il Canone di Tolomeo? Nel suo libro The Mysterious
Numbers of the Hebrew Kings, il prof. E. R. Thiele scrive: "Il
canone di Tolomeo fu preparato primariamente per scopi astronomici, non
storici. Non pretese di fornire un elenco completo di tutti i governanti
di
Babilonia o di Persia, né l'esatto mese o giorno del principio dei loro
regni, ma fu un accorgimento che rese possibile correggere la
collocazione in un ampio schema cronologico di certi dati
astronomici che erano allora disponibili. I re i cui regni erano di meno
di un anno e che non
abbracciavano il giorno dell'Anno Nuovo non erano menzionati". (Il
corsivo è nostro)». Quello
che realmente pensa il prof. Thiele del canone di Tolomeo è indicato in questa pagina: link
(la nota 2). È chiaro che la WTS non ha citato in maniera
corretta il pensiero di questo studioso. Infine,
nella
Svegliatevi! del 22/9/84 (g84 22/9 9), in
un articolo dal titolo "Disonestà di scienziati nel passato",
ecco che cosa scriveva la Società:
«Tolomeo, del II
secolo E.V., secondo cui la terra era al centro dell'universo, idea questa
accettata per 1.400 anni, fu considerato "il massimo astronomo
dell'antichità". Oggi gli studiosi credono che ottenesse i suoi dati
non mediante osservazione, ma copiando l'opera di un astronomo greco
precedente, Ipparco di Nicea. Si sospetta pure che si sia procurato alcuni
dati risalendo dai risultati da lui presupposti» (il corsivo è mio).
Leggendo
questa e le altre riviste indicate non si può che concludere che Tolomeo fosse un
impostore, che
il suo Canone non possa essere quindi accettato come valido ed autorevole
e che questa sia l'opinione degli studiosi in generale.
Ma come stanno realmente le cose? Iniziamo a fare chiarezza pubblicando un
articolo apparso sulla rivista Scientific American nel marzo 1979,
articolo che la Società Torre di Guardia non ha mai né citato né
pubblicato: Nel
mese di ottobre del 1977 questa sezione si fece portavoce di argomenti che
erano stati esposti per dimostrare che Claudio Tolomeo, l'astronomo greco
che visse in Alessandria nel secondo secolo, era stato un impostore. Il
caso venne solevato da Robert R. Newton, dell'Università John Hopkins, in
un libro intitolato The Crime of Claudius Ptolemy [Il delitto di
Claudio Tolomeo] pubblicato dalla Tipografia dell'Università John Hopkins.
Da allora gli specialisti di storia dell'Astronomia hanno esaminato a
fondo il libro e parecchi di loro sono giunti alla conclusione che
l'accusa di frode è priva di fondamento.
L'accusa
mossa da Newton è inconsistente. Tolomeo è considerato il maggiore
astronomo dell'antichità. La sua opera 'E Matematike Syntaxis
(Trattato di Matematica), rinominata Almagesto (Il più grande) dai
dotti arabi del secolo nono, espone un'ampia teoria dei moti planetari che
fu accettata per 1400 anni. Sulla base di tale teoria Tolomeo elaborò un
sistema matematico che permetteva di prevedere le posizioni future dei
pianeti. Nella Sintaxis Tolomeo incluse anche il più esteso
catalogo stellare dell'antichità. La Sintaxis contiene numerosi
riferimenti ai precursori di Tolomeo e particolarmente a Ipparco (il
compilatore del primo catalogo stellare), e in parecchi casi gli scritti
di Tolomeo sono per gli storici l'unica fonte di informazione sulla antica
astronomia greca e sulla cronologia babilonese. Questi scritti, per
esempio, contengono l'unica lista della durata dei regni babilonesi che
sia giunta fino a noi.
Nel
suo libro The Crime of Claudius Ptolemy Newton
accusa l'astronomo di avere inventato sistematicamente i dati che sono
alla base della sua teoria dei moti planetari. Questo, scrive il Newton,
ha reso Tolomeo "il più fortunato impostore della storia della
scienza" e l'autore del testo che "ha arrecato all'astronomia
più pregiudizio di qualunque altra opera che sia mai stata scritta".
La base del processo intentato da Newton è l'analisi statistica, un
procedimento per mezzo del quale egli ha voluto dimostrare che la
precisione di alcune osservazioni che Tolomeo dice di avere effettuato è
talmente levata che le probabilità che egli le abbia fatte realmente con
gli strumenti che egli descrive sono una su un miliardo. D'altra parte,
laddove le osservazioni di Tolomeo risultano imprecise in base alle teorie
odierne, Newton sostiene che Tolomeo con gli strumenti che dice di avere
utilizzato avrebbe dovuto essere in grado di fare osservazioni più
precise. Anche in questo caso Newton ha calcolato le probabilità che
Tolomeo possa avere commesso simili errori, e avendo trovato che tali
probabilità sono di una contro 1092, è
giunto alla conclusione che le osservazioni di Tolomeo sono fraudolente.
Noel
M. Swerdlow, dell'Università di Chicago, in un articolo che apparirà su The
American Scholar, sostiene che l'analisi statistica di Newton non ha
nessun valore. Per calcolare quante probabilità un certo evento possa
verificarsi per un determinato numero di volte, Newton ha spesso fatto
affidamento su quella che viene definita la regola del prodotto: si
moltiplica la probabilità che un certo evento si verifichi per il numero
dei casi possibili. Per esempio la probabilità di ottenere 1 con un dado
è una su sei, o 1/6; la probabilità di ottenere 1 due volte di seguito
è 1/6 per 1/6, ossia 1/36, e la probabilità di ottenere 1 tre volte di
seguito è 1/6 per 1/6 per 1/6, ovvero 1/126.
Per
poter applicare la regola del prodotto è necessario conoscere la
probabilità che si produca un singolo evento e il numero totale di casi
possibili. Inoltre la regola funziona soltanto a condizione che gli eventi
siano indipendenti fra loro. In altre parole la regola del prodotto vuole
che il verificarsi o meno di un evento in un caso determinato non
influisca sulla probabilità che esso si verifichi in un caso successivo.
Questa condizione vale riguardo al dado: se ad una determinata gettata
esce l'1, questo non influirà sulla probabilità che esca ancora l'1 ad
ogni gettata seguente.
Secondo
Swerdlow la regola del prodotto non si può applicare alle antiche
osservazioni astronomiche, come quelle fatte da Tolomeo, per la ragione
che non sussiste nessuna delle condizioni necessarie per poterla
applicare. Newton non ha semplicemente nessuna possibilità di determinare
la probabilità che una qualunque delle osservazioni di Tolomeo abbia un
dato valore. Inoltre Newton non è in grado di sapere se le osservazioni
siano state o meno indipendenti le une dalle altre come richiede la regola
del prodotto. Perciò, conclude Swerdlow, Newton applica in modo
arbitrario i metodi statistici quando prima di tutto presume una
probabilità iniziale dell'ordine di 1 su 10, ossia di 1/10, che
un'eclisse lunare non sia fraudolenta e poi moltiplica per 1/1012
questo fattore per calcolare la probabilità che 12 osservazioni di
eclissi lunari siano fraudolente.
Le
osservazioni di Tolomeo confermano con tale precisione i suoi calcoli
teorici che, dal punto di vista della scienza moderna, può nascere il
sospetto che siano state costruite ad arte. Victor E. Thoren
dell'Università dell'Indiana e Owen J. Gingerich dell'Università di
Harvard hanno fatto notare indipendentemente l'uno dall'altro che una tale
precisione è perfettamente comprensibile dal punto di vista della scienza
antica. Gli uomini che si occupavano di astronomia ai tempi di Tolomeo
erano dei matematici e ad essi la dimostrazione, il rigore e la logica
premevano più che la precisione delle osservazioni. Riferire soltanto le
osservazioni che confermavano le teorie e scartare tutto il resto faceva
parte dell'etica comunemente accettata dalla scienza antica. Questa
consuetudine spiega l'armonia perfetta esistente tra le osservazioni di
Tolomeo e il suo lavoro teoretico. Non prima dello sviluppo dei metodi
statistici e probabilistici nel XVIII secolo i filosofi naturalisti
cominciarono a prendere in considerazione le osservazioni casuali, poiché
soltanto in quel tempo essi poterono disporre delle tecniche necessarie
per interpretare quantità notevoli di dati imprecisi col calcolo della
media, dei mediani, delle deviazioni e simili. In breve, secondo Swerdlow,
Thoren e Gingerich, il processo di Newton non sta in piedi, perché si
basa su un'analisi statistica difettosa e non tiene conto dei metodi
dell'antica astronomia.
«... queste
date armonizzano perfettamente con il Canone di Tolomeo e con altri simili
documenti di fonte indipendente come il canone assiro degli eponimi, gli
annali dei re d'Assiria, la cronaca babilonese, le liste dei re di
Babilonia e molte migliaia di documenti commerciali datati ...» - R. R.
Newton, Ancient Planetary Observations and the Validity of Ephemeris
Time - Baltimora e Londra 1976. Tav. IV 3 e IV 10 pag. 131. Inoltre, in un
carteggio privato con Mr. Doug Mason, Kilsyth, Victoria. Australia 3137 -
lettera datata 23 gennaio 1978 - cliccando
qui si può visualizzare l'originale -, in uno stralcio della medesima egli
afferma: «Io
considero che è ben fondato che il 567 a.C. è il 37° anno di
Nabucodonosor, quindi il -603 è il suo primo anno ...». Nota: bisogna tener conto che le date di Newton non considerano dell'anno "zero", altrimenti le suddette date sarebbero state rispettivamente -568 e -604. Nella succitata lettera di Newton al sig. Mason, il quale evidentemente gli chiese dei chiarimenti dopo l'uscita dell'articolo su "Scientific", è degno di nota il fatto che il Newton rimanda Mason alla cronologia Di Parker e Dubberstein (626 B.C.- 75 A.D.): una prova che anch'egli ritiene detta cronologia valida a tutti gli effetti. Riguardo ancora alla cronologia e alla lista dei re babilonesi lo stesso Newton ha dichiarato proprio nella sua opera tanto discussa, The crime of Claudius Ptolemy, p. 375: "L'ultima parte della sua lista regia ha una verifica indipendente". E ancora, dopo aver fatto riferimento alla VAT 4956, che fissa l'anno 567/8 a.C., e allo Strassmaier Cambise 400, che fissa il 523 a.C., è lo stesso Newton che dichiara: "perciò abbiamo una conferma molto solida che la lista di Tolomeo è corretta per quanto riguarda Nabucodonosor e ragionevolmente corretta per quel che concerne Cambise" (cit. da Carl Olof Jonsson in I tempi dei Gentili, pp. 61,62). Quest'ultima citazione è tratta proprio dal testo The crime of Claudius Ptolomy. «Non è dunque lecito usare la teoria di Newton secondo la quale Tolomeo avrebbe contraffatto le sue osservazioni e inventato il canone come un argomento contro la correttezza della cronologia babilonese generalmente accettata. Tale argomento contrasta con le conclusioni di Newton, giacché questo sostiene che la lista regia di Tolomeo indica la durata esatta del periodo neo-nabilonese» - I tempi dei Gentili, p. 62. Senza addentrarci troppo negli aspetti scientifici - che, come abbiamo visto, sono già stati discussi - affrontati nel libro di Newton e le sue opinioni generali sull'opera di Tolomeo, l'Almagesto, ma rimanendo nei limiti della contestazione alla cronologia della WTS, le cose che contano sono quindi sostanzialmente due:
Per una disamina molto ampia ed esauriente di questo argomento, nonché dell'erronea cronologia della Watch Tower in generale, si rimanda all'opera di C. Olof Jonsson: I
Tempi dei Gentili |