Citazioni tradite Nel tentativo di trovare qualche
fonte che avvalori la sua erronea cronologia Premessa Nella Appendice del Libro Venga il tuo regno, pp 186, 187, la Società Torre di Guardia cita alcune [1] delle principali fonti che sostengono la data del 586/7:
Dopo aver elencato queste fonti, concordi nel provare che Gerusalemme cadde nel 587/6 a.C., la Società cerca di insinuare dei dubbi sulla loro validità: «Da un punto di vista secolare, tali criteri possono dare l'idea che sostengano la cronologia neobabilonese con il 18° anno di Nabucodonosor (e la distruzione di Gerusalemme) nel 587/6 a.E.V. Ciò nonostante, nessuno storico può negare la possibilità che la presente immagine della storia babilonese sia ingannevole o errata. Per esempio, è noto che antichi sacerdoti e re a volte alterarono le registrazioni per i loro propri scopi». Questo è un chiaro tentativo di falsare i fatti. È vero, infatti, che gli scribi antichi alcune volte distorsero la storia per esaltare il loro re o la loro nazione, ma gli studiosi sono concordi nel dichiarare che simili distorsioni si incontrano solo nelle iscrizioni regie e in altri documenti assiri. Gli studiosi affermano che gli scribi neo-babilonesi non trattarono la storia in questo modo. Un'autorità nel campo, A.K. Grayson, un notissimo esperto in fatto di testi babilonesi, dice testualmente: «Diversamente dagli scribi assiri, quelli babilonesi non ebbero remore a menzionare le sconfitte babilonesi né tentarono di tramutarle in vittorie». Poi, parlando delle cronache neo babilonesi (quelle che secondo la WTS sarebbero state alterate), questo studioso aggiunge: «Le cronache contengono una relazione ragionevolmente attendibile e aderente alla realtà di eventi importanti del periodo del quale si interessano ... entro i limiti dei loro interessi, i redattori sono abbastanza attendibili ed imparziali». A proposito delle iscrizioni regie babilonesi (come la stele di Nabonedo), Grayson osserva: «Le iscrizioni regie babilonesi sono in primo luogo relazioni di attività edilizia e nell'insieme appaiono attendibili»[2]. La distorsione della storia ad opera degli scribi è quindi qualcosa che riguarda l'annalistica assira, non quella babilonese. Su questo fatto però l''Appendice" del libro Venga il tuo Regno tace. Nell'Appendice si legge ancora: «Oppure, anche se la testimonianza scoperta è accurata, potrebbe essere interpretata male da studiosi moderni o essere incompleta così che materiale non ancora scoperto potrebbe alterare drasticamente la cronologia del periodo». La Società è consapevole che tutte le testimonianze venute alla luce dalla metà del 19° secolo fino ad oggi sono unanimi nell'indicare la data del 587 a.C. per la caduta di Gerusalemme. Non vi è la più piccola indicazione, tra le migliaia e migliaia di documenti ritrovati, che possa essere usata a sostegno della data del 607. Seguendo la 'logica' della Società, se si deve mettere in dubbio la data del 587 nell'attesa che vengano alla luce altre evidenze - che non sono in realtà assolutamente necessarie - allora non si può più accettare nessuna data storica. Si noti che la Società riconosce la data del 539 a.C., definendola addirittura una "data assoluta". Tuttavia vi sono maggiori documentazioni a sostegno del 587 che del 539! Eppure il 539 viene addirittura assunto dalla Watch Tower come fondamento di tutta la sua cronologia biblica! Respingere una data attestata al di la di ogni dubbio dagli storici solo perché contrasta con le proprie dottrine/interpretazioni e poi accettarne un'altra, meno sicura, stabilita dagli stessi storici è indice di una manifesta incoerenza e anche un chiaro esempio di disonestà intellettuale. A questo punto dell'Appendice la Società cita il pensiero di uno studioso: «Comprendendo evidentemente tali fatti, il prof. Edward F. Campbell, Iunior, rese nota una tabella, che includeva la cronologia neobabilonese, con l'avvertimento: "Non occorre dire che questi elenchi sono provvisori. Più si studiano gli intricati problemi cronologici dell'antico Vicino Oriente, meno si è inclini a pensare ad alcuna presentazione come finale. Per questa ragione, il termine circa si potrebbe usare anche più largamente di quanto non lo sia stato". - The Bible and the Ancient Near East (ediz. del 1965), pag. 281». Questa citazione è tratta da uno scritto di E.F. Campbell jr pubblicato per la prima volta in The Bible end the Ancient Near Est (La Bibbia e l'Antico e Vicino Oriente; siglato BANE, in seguito), di G. Wright pubblicato a Londra nel 1961 da Routledge e Kegan Paul. Riporto le seguenti osservazioni tratte dal libro I Tempi dei Gentili (pp. 220-221): «La Società Torre di Guardia non ha detto comunque che la tabella che figura in questo libro, a cui essa fa riferimento, riguarda la cronologia dell'Egitto, della Palestina, della Siria, dell'Asia Minore, dell'Assiria e di Babilonia dal 1800 a.C. circa fino alla morte di Alessandro Magno nel 323 a.C., e che il termine circa, premesso a molti dei periodi di regno delle liste di quel lunghissimo arco di tempo, neanche una volta precede i periodi di regno dei sovrani dell'era neo-babilonese! È lecito domandarsi quando Campbell, in collaborazione con D. N. Freedman (quest'ultimo succeduto nel 1976 al Campbell quale curatore del notissimo periodico Biblical Archaeologist) preparò le liste cronologiche per il volume The Bible end the Ancient Near Est, ebbe forse, al momento di occuparsi del periodo neo-babilonese, il sospetto che "la presente immagine della storia babilonese sia ingannevole o errata"? Ebbe il sospetto che ci fosse qualche possibilità che "antichi sacerdoti e re a volte avessero alterato" le registrazioni neo-babilonesi "per i loro propri scopi"? Era disposto per un motivo qualsiasi a premettere la parola circa a qualche periodo di regno dei sovrani neo-babilonesi? In altre parole, la Società Torre di Guardia ha espresso in modo corretto il punto di vista di Campbell (e di Freedman)?». Ecco quale fu la risposta di Campbell quando gli furono rivolte queste domande, in una lettera datata 9 agosto 1981, indirizzata a C. Olof Jonsson[3]:
Campbell passò a Freedman le domande che erano state poste a lui e Freedman così si espresse in merito alla questione, in una lettera privata datata 16 agosto 1981:
Commento conclusivo di C.O. Jonnson: «Così la Società Torre di Guardia, nel suo tentativo di trovare un sostegno per la data del 607 [a.C.], ha travisato il pensiero di Campbell e di Freedman. Né Campbell né Freedman pensano che i sacerdoti e i sovrani dell'antichità possano aver "alterato le registrazioni" relative al periodo neo-babilonese, né "che materiale non ancora scoperto potrebbe alterare drasticamente la cronologia del periodo" E né l'uno né l'altro sarebbero disposti a porre un circa davanti a uno qualsiasi dei periodi di regno dei sovrani neo-babilonesi riportati nelle loro liste. L'unica incertezza a cui fanno riferimento riguarda la datazione della desolazione di Gerusalemme, nel 587 o nel 586 [a.C.], e tale incertezza non dipende da errori o da mancanza di chiarezza nelle fonti extra-bibliche ma dipende dai dati numerici della Bibbia apparentemente in conflitto tra loro» (I Tempi dei Gentili, pp. 222, 223). Anche in questo caso quindi la Società Torre di Guardia non ha seguito la raccomandazione contenuta in una sua pubblicazione: «Ogni evidenza deve
essere usata onestamente. Non togliete una citazione dal contesto. Accertatevi che ciò che volete dire sia esattamente ciò che l’autorità
citata voleva dire». 1] La Società 'dimentica' tuttavia di citare altre tre testimonianze indipendenti: la Stele di Hillah, il diario BM 32312 e i documenti egiziani contemporanei. Anche queste testimonianze permettono di fissare - senza alcuna incertezza - la caduta di Gerusalemme nel 586/87 a.C. Orientalia, vol. 49, fasc. 2, pagg. 170, 171, 175. Roma, 1980. [3] Nota di C.O. Jonsson: «L'incertezza degli studiosi circa la data della desolazione di Gerusalemme, cioè se essa avvenne nel 587 o nel 586, dipende dalla Bibbia, non dalle fonti extra-bibliche. Tutti gli studiosi si trovano d'accordo nel datare il diciottesimo anno di Nabucodonosor nel 587-86 [a.C.] (da Nisan a Nisan). Di solito la Bibbia data la desolazione al diciannovesimo anno del regno di Nabucodonosor (II Re 25:8; Ger. 52:12), ma una volta la pone nell'anno diciottesimo (Ger. 52:29). La discordanza viene presanata se si ammette che per i re di Giuda si seguiva il sistema di non ascesa [...] La data del 597 [a.C.] quale anno della prima espugnazione di Gerusalemme e della deportazione di Ioiachin, a parere di Campbell, è una delle poche date storiche certe riconosciute dagli storici. Il motivo sta nel sincronismo esatto tra la Bibbia e la cronaca babilonese su questo punto» (I Tempi dei Gentili, p.221, 222).
|