IL TRONO DI DIO E DELL'AGNELLO
(APOCALISSE 22,1 e 22,3)

     Gesù Cristo, pur esistendo nella forma di Dio (Filippesi 2,6) e pur possedendo tutte le cose del Padre (Giovanni 16,23 e 17,10), non considerò la sua uguaglianza con Dio come qualche cosa da afferrare e da trattenere in modo rapace. In altre parole, pur essendo figlio e pur possedendo sia la dignità regale che la natura divina, non diede la scalata al trono del Padre né volle conservare la sua uguaglianza col Padre in modo geloso. Per salvarci spogliò se stesso, si umiliò (1 Timoteo 2,5), assunse la natura umana (Filippesi 2,7 e Giovanni 1,14) e si rese ubbidiente fino alla morte in croce (Filippesi 2, 8). Pertanto proprio perché in Cristo abita corporalmente tutta la pienezza della divinità (Colossesi 2,9), siamo stati fatti partecipi della natura divina (2 Pietro 1,4) e sappiamo che quando Dio si sarà manifestato saremo simili a Dio (1 Giovanni 3,2), essendo ricolmi di tutta la pienezza di Dio (Efesini 3,19).

     Al momento Cristo è pertanto seduto in cielo alla destra di Dio e sul trono di Dio (Filippesi 2,9-11; Ebrei 1,8; Apocalisse 3,21), come profetizzarono Davide (Salmo110) e Daniele (Daniele 7,13-14), come Cristo stesso annunziò (Matteo 26,64), come insegnarono gli apostoli Pietro (Atti 2,33) e Paolo (Ebrei 1,13) e come confermano le visioni di Stefano (Atti 7,55-56) e di Giovanni nell’Apocalisse (Apocalisse 5,13).

     Immagine del trono celeste di Dio fu il trono terrestre di YHWH occupato da Davide e Salomone (1 Cronache  29,23 e Salmo 45,6-7), così come Davide e Salomone furono l'immagine terrena del Re Messia (Luca 1,32-33) e così come tutto l'Antico Testamento è immagine o ombra della rivelazione portata dal Nuovo Testamento (Ebrei 10,1). Evidentemente tra il trono terrestre di Davide ed il trono celeste di Gesù Cristo esiste una sensibile differenza: mentre sulla terra Davide e Salomone ricevettero da alcuni popoli (israeliti e popoli vicini) il tributo e l'onore dovuto a grandi re, nel cielo il Figlio riceve da tutto il creato e dalle potenze angeliche e celesti:

- da solo “genuflessione e signoria” (Filippesi 2,10-11), “gloria e potenza nei secoli dei secoli” (Apocalisse 1,6), “potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione” (Apocalisse 5,12)
- e insieme al Padre “lode, onore, gloria e potenza” (Apocalisse 5,13) ed “adorazione” (Apocalisse 5,14).

     Alla fine dei tempi però Gesù Cristo non si siederà più alla destra di Dio e sul trono di Dio ma sul "trono di Dio e dell'Agnello" (Apocalisse 22,1 e 22,3): in pratica il Figlio non sarà più ospite o delegato o rappresentante del Padre ma contitolare dello stesso trono del Padre.

     Se oggi nei cieli YHWH ha vicino a sé nella gloria un "elohim" (dio minore, angelo o arcangelo) (Apocalisse. 5,13) e se alla fine dei tempi YHWH spartirà il suo trono supremo con un "elohim" (il trono di Dio e dell'Agnello di Apocalisse 22,1 e 22,3), la sua potenza sarà sminuita perché condividerà il potere e la gloria con un essere inferiore. Sta infatti scritto: "Io sono YHWH; questo è il mio nome; e non darò la mia gloria ad un altro …" (Isaia.42,8 e Isaia 48,11) e "Nessuno gli è simile, neppure tra gli angeli di Dio" (Salmo 89,6).

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Breve studio biblico

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