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:: LIBRO CONSIGLIATO

Crisi di coscienza.
Fedeltà a Dio o alla propria religione?
Parole franche di un testimone di Geova

Quasi nulla si sa dei "vertici" che guidano i Testimoni di Geova, di cosa accade durante le loro sedute deliberative, dei criteri che guidano le loro decisioni, spesso di enorme impatto nella vita dei fedeli: neppure gli aderenti ne sono al corrente. Terribilmente penetrante è il controllo esercitato sui "fratelli". Il libro testimonia il meccanismo che ha condotto uno di questi uomini, membro del Corpo direttivo, a entrare in una crisi di coscienza tale da fargli abbandonare il gruppo, e in esso una posizione di grande prestigio sociale, dopo 58 anni di appartenenza. . (continua)

Spigolature
Non tutti sanno che...
Russell, colui che diede origine al culto, fino alla sua morte avvenuta nel 1916 si interessò di piramidologia. Era interessato soprattutto alla Piramide di Giza. Secondo lui la Piramide nelle sue misure descriveva la cronologia biblica e profetizzava cose che sarebbero dovute accadere nel futuro. Nel terzo volume degli Studi sulle Scritture, (1890) intitolato Venga il tuo Regno , si legge: "Noi ancora crediamo che la struttura di questa Piramide, così diversa da tutte le altre piramidi, sia stata stabilita dal Signore allo scopo di farne una Piramide e un testimone sia in Egitto che ai suoi confini. (Isa. 19:19) ... Mentre l'ulteriore, corroboratrice evidenza provveduta dalla Grande Piramide alla scritta Parola di Dio sara' un motivo in piu' per far gioire i santi, e' chiaro che la sua testimonianza servira' specialmente per il mondo del genere umano durante l'eta' del millennio".

:: ARGOMENTI VARI ::

Un Sos contro le sette
Articolo pubblicato sul quotidiano La Nazione il 23 ottobre 2003

Osservatorio contro gli abusi, in soccorso di vittime e familiari

FIRENZE — «Dare voce a chi non l'ha mai avuta e trascina inascoltato la sua angoscia. Aiutarlo a sperare, anche nella legge. E sopratutto, metterlo a contatto con chi vive il suo stesso dramma».
Nasce a Firenze l'Osservatorio Nazionale Abusi psicologici. A volerlo, un gruppo di persone che in varie forme hanno conosciuto e studiato il fenomeno dilagante delle sette. Presidente è Patrizia Santovecchi, che da sei anni si impegna in questo campo.
«Abbiamo un buon numero di esperti — ci dice — che possono aiutare chi vive questo dramma. Sono avvocati e psicologi, psichiatri e gruppi di ascolto. Il fenomeno, anche se ultimamente se ne parla di meno, è in continua espansione. Solo in Toscana, sono dati del ministero dell'Interno, abbiamo 63 sette religiose che in qualche modo hanno avuto a che fare con la giustizia. Poi ci sono le altre».
Che significa "abuso psicologico"? Dove comincia il diritto di ognuno di scegliere la sua fede, la sua vita, e quello della società di aiutarlo a fuggire da forme di plagio, autentiche schiavitù morali e fisiche, forme di violenza inimmaginabili?
«E' il problema centrale — continua Santovecchi — non abbiamo leggi che ci possano aiutare in modo definitivo. Né possiamo fare una caccia alle streghe. Ma qualcosa si va precisando. Per esempio, se un gruppo non indica con chiarezza i suoi obiettivi. Se ciò che dice all'esterno è diverso da ciò che realmente vivono o subiscono gli adepti. Se esistono casi di violenza, o autentiche spoliazioni di ogni avere. Se tutto questo accade, allora un'indagine conoscitiva è necessaria».
Patrizia Santovecchi, assieme alla giornalista Chiara Bini, è autrice di un volume «Figli di un dio tiranno», che racconta le vicende di chi ha avuto la forza di uscire da un gruppo religioso. C'è la storia della ragazza che veniva violentata sessualmente dal suo guru, e quando si ribellava veniva legata nell'ovile, per giorni, senza cibo, nei suoi stessi escrementi. C'è quella della donna che un giorno fuggì con i bambini dalla santona che la prevaricava, ma ha dovuto rinunciare a suo marito che è rimasto nel gruppo. Chi aiuta questa gente, chi li consola? Perché non sono alieni, sono uomini e donne di Arezzo, di Siena, di Firenze. E i loro familiari non sanno come aiutarli, e addirittura subiscono querele, minacce, ritorsioni.
«Ho incontrato centinaia di persone in questi anni — ci racconta Patrizia — per lo più familiari, genitori, mogli e mariti di persone scomparse nel nulla. Ma sopratutto ho incontrato persone di tutta l'Italia che, come me, si stanno impegnando per aiutare i fuoriusciti dalle sette. Da questo è nata l'idea dell'Onap. Stiamo allestendo due siti web, stiamo preparando dei convegni, aggiorniamo continuamente l'elenco dei consulenti esterni. Ormai esiste una diffusa letteratura su questo argomento e posso dire che nessuno è esente da rischi. Non è vero che solo le persone più semplici, incolte, modeste, possono finire in un gruppo del genere. Io sostengo che le sette si sono suddivise il mare. E ognuna sa dove pescare e chi pescare. Così, alcune si rivolgono ai semplici, ma altre ai giovani rampanti, altre agli adulti ricchi, quelle sataniche giocano sugli istinti sessuali e così via».
Uscire da una setta, dunque, ma per andare dove? Chi ci riesce è considerato "trasparente" dai suoi ex, perfino dai familiari. E' solo, è pieno di dubbi. Ha bisogno di ricostruire la propria relazione con il mondo esterno.
Onap è un'associazione senza fini di lucro. Ci lavorano solo dei volontari che a loro volta hanno bisogno di un sostegno, anche solo per affrontare le spese di gestione.
Due i siti web in allestimento: [www.onap-italia.org; www.mentinostaggio.org. Indirizzo E-mail: info@onap-italia.org].

di Maurizio Naldini

  Sos contro le sette
La riproduzione dell'articolo originale (formato ipg, 134kb)

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