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:: ARGOMENTI VARI :: Roma e la Bibbia Molti testimoni di Geova portano con sé la fotocopia di un "documento storico", risalente al tempo della Riforma, nel quale vengono riportati dei consigli che alcuni Cardinali avrebbero dato a Papa Giulio III all'epoca della sua elezione, nel 1550. Il documento viene a volte citato dai TdG per "dimostrare" come la chiesa cattolica abbia deliberatamente ed empiamente nascosto la verità biblica alle persone. DOCUMENTO STORICO AL TEMPO DELLA RIFORMA ROMA E LA BIBBIA Sotto questo titolo la rivista
settimanale "The Truth" (La verità) pubblicata in Gerusalemme
da, in data 3 novembre 1911, un articolo che cita un documento conservato
nella Biblioteca Nazionale di Parigi, il quale contiene alcuni consigli
che i Cardinali diedero al Papa Giulio III all'epoca della sua elezione
alla Santa Sede nell'anno 1550. Cliccare
qui Lo stesso testo, con l'aggiunta dei nomi dei cardinali, si trova anche nel libro Roma Papale, di Luigi Desanctis (Firenze, 1882):
Nel 1553, papa Giulio III, non sapendo quali ostacoli opporre al progresso della Riforma religiosa, sentiva vacillarsi sul capo il triregno. Allora pensò saviamente a prendere dei provvedimenti. Fece riunire in Bologna i tre più dotti vescovi di quel tempo, col mandato di consultare con tutta serietà, e proporre poi al papa i rimedi che avrebbero giudicati opportuni per salvare la curia romana. I prelati, dopo lunga deliberazione, presentarono al papa uno scritto da loro firmato che conteneva il risultato delle loro deliberazioni. Quel lungo scritto finisce con queste parole: "Finalmente (fra tutti i consigli che noi possiamo dare a V. B., abbiamo lasciato per ultimo il più necessario) in questo debbono aprirsi gli occhi, e debbono farsi tutti gli sforzi, acciò per quanto meno si possa si permetta la lettura del Vangelo, specialmente in lingua volgare, in tutti quei paesi che sono sotto la vostra giurisdizione. Basti quel pochissimo che suol leggersi nella messa nè più di quello sia permesso di leggere a chicchessia. Fino che gli uomini si contentarono di quel poco, gl'interessi della Santità Vostra prosperarono, ma quando si volle leggere più oltre, allora incominciarono a decadere. Quel libro insomma è quello che più di ogni altro ha suscitati contro noi quei turbini, e quelle tempeste per le quali è mancato poco che non fossimo interamente perduti. Ed in vero, se qualcuno lo esamina diligentemente, e poi confronta le istruzioni della Bibbia con quello che si fa nelle nostre chiese, si avvedrà tosto della discordanza, e vedrà la nostra dottrina molte volte diversa e più spesso ancora ad essa contraria; la qual cosa se si comprendesse dal popolo, non cesserebbe di reclamare contro di noi, fino a tanto che non sia il tutto divulgato, ed allora diverremmo l'oggetto del dispregio e dell'odio universale. Però bisogna sottrarre la Bibbia alla vista del popolo, ma con grande cautela per non suscitare tumulti. Bononiae, 20 Octobris 1553.
Anche la rivista Torre di Guardia, ha citato in parte questo documento, nell'edizione del 1/6/1959, p. 328: «Simile timore per la verità della Bibbia venne espresso dai cardinali della corte romana al papa Giulio III, nel 1550, dicendo: "La Bibbia è il libro che, più di ogni altro, ha suscitato contro di noi i tumulti e la tempesta che ci hanno quasi travolti. Infatti, chiunque esamini da vicino e confronti l'insegnamento che avviene nelle nostre chiese, presto troverà discordanza, e realizzerà che i nostri insegnamenti sono spesso diversi dalla Bibbia e ancor più spesso contrari ad essa, e se il popolo si rende conto di ciò, non finirà più di sfidarci finché ogni cosa non sia resa palese, e allora diverremo l'oggetto di scorno e di odio universali. Quindi, è necessario sottrarre la Bibbia alla vista del popolo, ma con estrema cautela per non provocare una ribellione». Lo stesso falso venne citato due anni dopo nella Svegliatevi! dell'8/4/61, pag. 7. (cliccare qui per visualizzare l'articolo). Quello che i TdG non sanno - e, a quanto pare non lo sa nemmeno la stessa Società Torre di Guardia che ha citato questo scritto - è che si tratta di un falso storico, il cui autore fu Pier Paolo Vergerio (1498-1565). Costui era un vescovo cattolico che dopo essere stato deposto dall'episcopato, nel 1549, fuggì in paesi protestanti, aderì alla Riforma e si distinse per la produzione di numerosi scritti polemici contro la Chiesa cattolica.[1]
Il documento si trova nella Biblioteca Nazionale di Parigi. Alcuni hanno voluto scrivere alla Biblioteca per verificare sia l'esistenza che l'autenticità di questo scritto. Assieme alle fotocopie, la Biblioteca ha inviato la seguente nota nella quale si dichiara che è "impossibile che il [documento] emani da una qualunque autorità della Chiesa cattolica":
Traduzione Sebbene dedicato solamente
in parte alla lettura della Bibbia, il testo di Vergerio è stato frequentemente
utilizzato nelle polemiche tra protestanti e cattolici su questo tema,
anche dopo che la critica era stata fatta da numerosi teologi (Consultare
la tesi di teologia di A.Ch.Siegrfied - La Vita e i lavori di P.P.Vergerio,
Strasbourg, 1857 - in 8°, 39 p.).[2] Oltre a questa nota la biblioteca ha inviato anche una lettera, nella quale fra l'altro si legge:
La riproduzione in formato jpg delle pagine originali del documento Il testo citato si trova a pagina 648 (la pagina 8 qui sopra), dove c'è il segno a margine e inizia con "DENIQUE" fino alla terzultima riga, "EXCITET".
Si veda anche questa pagina (link esterno): "Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto" - Luca 12:2 Note: [1]
La vita e le opere di Vergerio si possono visualizzare in questo sito:
link
(tedesco). [2] La
tesi è: [3] La lettera completa: pagina 1 - pagina 2. La ricevuta della biblioteca:link. |