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:: ARGOMENTI VARI :: L'infanzia violata Una Commissione parlamentare
d'indagine sulle sette francese ha presentato martedì 19
dicembre 2006 la sua terza relazione, intitolata “L'infanzia
volata. I minori vittime delle sette", relazione composta
da 50 proposte con le quali si intendono proteggere meglio i bambini
La Commissione ha presentato questa relazione dopo aver tenuto 65 udienze, iniziate il 28 giugno 2006, nel corso delle quali gli argomenti esposti nella relazione sono stati ampiamente discussi. Presieduta da Giorgio Fenech
(UMP, Rodano), la Commissione ha consultato rappresentanti dell'istruzione,
giuristi, specialisti del fenomeno settario, difensori delle vittime,
il direttore dell'ufficio centrale dei Culti del Ministero degli
Interni, un pedopsichiatra e degli ex seguaci di vari culti. L'ultima
udienza è stata così dedicata ad una coppia di ex membri della
comunità biblica di "Tabitha's place". Costoro hanno
insistito varie volte sul fatto che i bambini di questa comunità
sarebbero molto meno isolati dal mondo se frequentassero delle
scuole esterne al gruppo. In un precedente rapporto parlamentare del 1995 i Testimoni di Geova erano stati considerati una setta. Anche altre associazioni hanno espresso le loro riserve sui lavori della Commissione ancora prima che ne venissero pubblicati i risultati, in particolare la Chiesa di Scientology, che rifiuta ogni riferimento ai movimenti settari, e il Coordinamento delle Associazioni Particolari per la libertà di coscienza (Caplc), che contesta i dati che sarebbero stati utilizzati dai parlamentari. Questo rapporto parlamentare è il terzo del genere: quello del 1995 era dedicato al fenomeno settario e quello del 1999 al denaro delle sette. La Commissione di Inchiesta è stata composta da 30 membri: Martine David (PS, Rhône) e Alain Gest (UMP, Somme) ne sono i vice presidenti, Jean-Pierre Brard (app-PCF, Seine-Saint-Denis) e Rudy Salles (UDF, Alpes-Maritimes) i segretari, e Philippe Vuilque (socialista, Ardennes) il relatore. Fonte da cui sono state tratte queste informazioni: cliccare qui Altro articolo comparso sulla
stampa francese I Testimoni di Geova
mettono le mani avanti. Mentre la commissione d'inchiesta parlamentare
sui minori vittime delle sette renderà noto oggi il suo rapporto, questo
movimento ne contesta in anticipo le conclusioni. Al punto da considerarsi
dei perseguitati. Una conferenza stampa è stata organizzata ieri per
criticare i metodi utilizzati dai deputati che non hanno consultato
i potenziali movimenti settari.
«Siamo rimasti sorpresi dalla posizione dei parlamentari e dal loro rifiuto di un confronto», si lamenta Jean-Claude Pons, portavoce del Concistorio dei Testimoni di Geova. E per dimostrare che il suo movimento non ha a nulla a che fare con le derive settarie, cita le parole dell'ispettore generale dell'Educazione nazionale che ha spiegato davanti alla commissione parlamentare che «i bambini Testimoni di Geova sono degli alunni perfetti. Non è da loro che si possono avere dei problemi». Per quanto riguarda la questione del rifiuto della trasfusione di sangue, il portavoce riporta le parole del ministero dell'Interno che non ha «osservazioni di rilevo» su episodi che abbiano coinvolto dei bambini o il funzionamento dell'ospedale. Giorgio Fenech, deputato UMP che presiede la commissione d'inchiesta, respinge queste critiche: «Noi siamo andati oltre quello che hanno fatto le commissioni precedenti, poiché abbiamo inviato loro un questionario». Nel rapporto pubblicato oggi, certe misure riguarderanno i Testimoni di Geova. «Metteremo in evidenza le compiacenze nei confronti di comunità settarie come i Testimoni di Geova», assicura Giorgio Fenech. «C'è bisogno di legiferare. Ho una lettera allarmante del ministro della Sanità che indica che le azioni ed il proselitismo di questo movimento sono all'origine di disfunzioni nel sistema sanitario, e ciò può essere considerato come un turbamento dell'ordine pubblico». Una nozione essenziale poiché questo può definire se un movimento può essere considerato come un culto o meno. Fonte: cliccare qui Il rapporto completo è stato
pubblicato nel sito (Clicccare sull'immagine per scaricare il rapporto) Il rapporto della Commissione è composto da oltre 700 pagine. La parte che riguarda specificamente
i TdG, pur
essendo questi ultimi www.assemblee-nationale.fr/12/rap-enq/r3507.asp#P574_159811 Traduzione della parte del rapporto sui testimoni di Geova b) I Testimoni di Geova Con una dichiarazione solenne dell'assemblea plenaria del Concistoro nazionale del 3 luglio 1997, i testimoni di Geova ribadiscno il loro rifiuto di ogni trasfusione di sangue eterologa, per rispettare tre versetti della Bibbia ed un versetto degli Atti degli apostoli, relativi a divieti alimentari (113). Raccomandando metodi alternativi alla trasfusione (trasfusione di sangue autologa, utilizzo dei prodotti del frazionamento del plasma, aumento della produzione di globuli rossi), considerano la loro posizione come costitutiva, non di un rifiuto di cure ma di una scelta terapeutica. Ricordando inoltre, che nel corso dei due decenni precedenti, eventi drammatici hanno gettato un legittimo sospetto sulle trasfusioni sanguigne, rafforzando in tal modo la loro decisione di estendere ai loro bambini questa scelta terapeutica. Inoltrata dal relatore la richiesta di un'analisi scientifica di questi metodi alternativi, così come sono presentati in un DVD diffuso dai testimoni di Geova ai medici ospedalieri, l'Accademia nazionale di medicina e l'Alta autorità sanitaria denunciano la prima «banalità, approssimazioni, e soprattutto delle omissioni del tutto nocive alla sicurezza trasfusionale» e l'altra il fatto «che non c'é una presentazione critica né dell'insieme degli studi disponibili né della serie di casi ai quali si riferiscono gli esperti interrogati nel DVD, così come esigerebbero i principi della medicina basata sulle prove» (114). In una lettera indirizzata al sig. Jean-Pierre Brard, che aveva presentato questo argomento, l'ordine nazionale dei medici qualifica questi metodi come «pseudo-scientifici poiché orientati solo verso la loro finalità, senza conferme né sviluppo di ragionamento critico». D'altra parte, oltre al fatto che i suddetti metodi alternativi – la cui attuazione presuppone che siano stati pianificati molto tempo in anticipo – siano inutilizzabili in caso d'urgenza e che «la sicurezza sanitaria dei prodotti ematici abbia raggiunto un livello di sicurezza molto elevato» (115), non può più essere negato che «l'impiego della trasfusione di sangue così come si pratica oggi è il solo metodo che abbia la prova della sua efficacia e della sua innocuità» e che «in varie circostanze patologiche (...) essa è un atto terapeutico vitale per numerose persone» (116). In quest'ultima ipotesi, il rifiuto della trasfusione di sangue non diventa più una scelta terapeutica ma una scelta assunta di fronte alla morte. Tale consenso è indissociabile dall'adesione ai testimoni di Geova e qualsiasi seguace che non vi si attiene, indicherebbe con questo atto «che non desidera più essere un testimone di Geova» (117) e si esporrebbe ad un'esclusione dal movimento. Il rifiuto di una trasfusione, quando è richiesto da una
persona adulta, è oggi consentito dalla legge poiché ai sensi dell'articolo
L. 1111-4 del codice della sanità pubblica «ogni persona prende, insieme
al professionista sanitario e tenuto conto delle informazioni e delle
raccomandazioni che gli fornisce, le decisioni riguardanti la sua salute
(...) se la volontà della persona di rifiutare o interrompere
ogni trattamento mette la sua vita in pericolo, il medico deve compiere
ogni sforzo per convincerla ad accettare le cure indispensabili». Mentre non spetta alla commissione d'inchiesta esprimere un giudizio sulle credenze dei testimoni di Geova, spetta senz'altro ad essa denunciare gli effetti di queste ultime sulla salute e la psiche dei bambini. Chiamati ad incarnare l'immagine del martire esemplare, i giovani testimoni di Geova sperano «di dover essere operato(i) affinché, il giorno dell'operazione, possa dimostrare che è un buon testimone di Geova rifiutando la trasfusione di sangue» (119). É in questa logica che un articolo del 24 maggio 1994, pubblicato nella rivista geovista Svegliatevi!, presentava le fotografie di ventiquattro bambini di diverse nazioni, morti per avere volontariamente rifiutato una trasfusione di sangue e indicava come l'atteggiamento di questi piccoli pazienti aveva avuto, sul corpo medico, un impatto positivo per la setta. Il loro rifiuto inalienabile della trasfusione aveva impressionato il personale ospedaliero che chiedeva informazioni, ed alcuni in seguito si lasciavano indottrinare. (120) Questa educazione dei bambini e questa preparazione al martirio è in sè estremamente inquietante. In quanto all'atteggiamento dei genitori che giunge a mettere in pericolo la salute del loro bambino, a mettere in gioco le sue condizioni vitali, rifiutando ogni trasfusione di sangue, è addirittura inaccettabile; costituisce un turbamento dell'ordine pubblico, secondo l'analisi esposta davanti alla commissione di inchiesta per M. Jean-Olivier Viout che ha precisato in particolare: «Quando la vita di un bambino è in pericolo, lo Stato non deve transigere. (...) Il pericolo è imminente, e si rifiuta la trasfusione di sangue: questo è un turbamento dell'ordine pubblico» (121). Le manifestazioni di questo turbamento sono limitate oggi
dal sesto capoverso dell'articolo L. 1111-4 del codice della salute pubblica
che «nel caso in cui il rifiuto di un trattamento per la persona titolare
dell'autorità genitoriale o per il tutore rischia di portare a delle conseguenze
gravi per la salute del minore», autorizza il medico ad effettuare
«le cure indispensabili». 113 Genesi IX, 3-4 : «Tutto ciò che si muove e ha vita vi servirà di cibo. (...) ma non mangerete carne con la sua vita, cioè con il suo sangue»; Levitico XVII, 14 «perché la vita di ogni carne è il sangue; nel suo sangue sta la vita; perciò ho detto ai figli d'Israele: «Non mangerete il sangue di nessuna creatura, poiché la vita di ogni creatura è il suo sangue; chiunque ne mangerà sarà eliminato»; Atti degli Apostoli XV, 20 : «Ma che si scriva loro di astenersi dalle cose contaminate nei sacrifici agli idoli, dalla fornicazione, dagli animali soffocati, e dal sangue» 114 Cf. infra, allegati: «Risposte di diversi organismi». 115 Audizione del 24 ottobre 2006 di M. Didier Houssin, directtore generale della sanità el ministero della sanità e delle solidarietà. 116 Audizione del 24 ottobre 2006 di M. Didier Houssin. 117 Dichiarazione del 16 giugno 2000 a tutti i comitati di collegamento ospedaliero pubblicata nel rapporto 2001 del MILS (p. 94 e allegati). 118 A. Dosner-Dolivet, Le consentement au traitement médical : une liberté fondamentale en demi-teinte, RFDA, maggio-giugno 2003, p. 528. 119 Cf. audizione del 12 luglio 2006 di M. Emmanuel Jancovici, incaricato della missione per il coordinamento, la prevenzione e il trattamento delle derive settarie al ministero della sanità e della solidarietà. 120 Cf. audizione del 26 settembre 2006 di MM. Nicolas Jaquette e Alain Berrou. 121 Audizione del 4 ottobre 2006. 122 Audizione del 26 settembre 2006 di MM. Nicolas Jaquette e Alain Berrou. 123 Audizione del 13 settembre 2006. Nota del traduttore: Per quanto riguarda quest'ultima testimonianza è presumibile che manchi di alcuni dettagli essenziali per una sua corretta comprensione (come sembrano indicare anche i vari puntini di sospensione presenti). I TdG in genere, infatti, certamente non accusano e colpevolizzano una persona perché quando aveva sei anni le è stata praticata una trasfusione di sangue. Probabilmente questo giovane, forse anche come conseguenza della trasfusione subita, ha lasciato in seguito i TdG, ed oggi si tormenta la coscienza per via di questo episodio accaduto nella sua infanzia; e i genitori TdG gli ricorderanno nel loro preghiere che se non si “pente”, ritornando ad essere un “fratello”, non entrerà nel “nuovo mondo”. Questa è solo una ricostruzione ipotetica dei fatti. Per avere la certezza su come stiano realmente le cose bisognerebbe disporre dell’intera testimonianza segnalata nella nota 123. |