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:: I TESTIMONI POSSONO VOTARE? :: Anziché dare risposta diretta a questa
domanda, i Testimoni ricorrono a funambolismi dialettici, rispondendo
in maniera tortuosa ed evasiva, per evitare di coinvolgere direttamente
la Congregazione e le sue direttive. Un esempio tratto da una discussione
avvenuta nel giugno 2000 nel newsgroup it.cultura.religioni.
Questo è quello che viene insegnato dalla Società Torre di Guardia ed è ciò che viene creduto e messo in pratica da tutti i testimoni di Geova. Ecco, per fare un esempio, come si espresse la Watch Tower nell'articolo della Torre di Guardia del 1 novembre 1964, pag. 660 (in seguito la Società ha evitato dichiarazioni così esplicite, ricorrendo ad un linguaggio più sfumato e meno diretto): «Per i cristiani maturi, la questione di quale atteggiamento assumere riguardo alle elezioni politiche non presenta alcun problema. Nei paesi totalitari spesse volte le persone sono obbligate dalla legge a recarsi alle urne e talvolta sono anche prelevate da casa e condotte alle urne. Anche in certe democrazie la legge rende obbligatorio per i cittadini l'andare alle urne. I testimoni di Geova non prendono parte alla politica di nessun paese. Non sono parte del mondo (Giov. 17:14) Perciò non prendono parte alle votazioni durante le elezioni. Essi non compromettono la loro neutralità cristiana in questioni di politica, comunque, se vanno alle urne e annullano in qualche modo la scheda, cancellandola o scrivendo su di essa le parole "Sono per il regno di Dio". In questo modo egli dice a favore di che cosa è. Facendo questo la loro scheda sarà annullata; non conterà nell'elezione di un uomo. Hanno osservato la legge e sono andati alle urne e probabilmente hanno evitato la punizione. Ricordate il consiglio di Gesù: "Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; perciò mostratevi cauti come serpenti e innocenti come colombe". (Matt. 10:16) Chi agisce così non dev'essere condannato». Tutti i TdG sanno perfettamente qual è la volontà dell'Organizzazione. Quando però si tratta di dare una risposta precisa alla domanda «i Testimoni possono votare?», i seguaci della Torre di Guardia ricorrono a funambolismi dialettici, rispondendo in maniera tortuosa ed evasiva, per evitare di coinvolgere direttamente la Congregazione e le sue direttive in tal senso. Molte autorità governative, infatti, creerebbero delle difficoltà alla Società, accusandola di insegnare ai propri seguaci a disubbidire a leggi che richiedono ai cittadini di ottemperare al diritto/dovere di votare. Anche in questo caso, per evitare tali accuse e poter chiedere e ottenere benefici legali e riconoscimenti ai governi democratici, si fa ricorso alla cosiddetta dottrina della strategia teocratica . Ecco un esempio di "risposte strategiche", tratto da una discussione avvenuta nel giugno 2000 nel newsgroup it.cultura.religioni alla quale ha partecipato un Testimone di Geova (le parole del TdG sono in blu): Domanda: I TdG possono votare? Risposta del Testimone: Commento: Questa risposta ha suscitato diversi interrogativi nel newsgroup. Una persona ha chiesto: Ma non ti sembra
un po' contraddittorio come discorso? Risposta del TdG: La discussione è proseguita con questi ulteriori commenti alle parole del TdG: «Molti
che vanno a votare, pur non essendo testimoni di Geova annullano la scheda». «I
discorsi sul voto fatti dagli apostati vogliono solo far credere che i
testimoni non possono neppure recarsi alle urne, invece una recente Torre
di Guardia diceva proprio il contrario, e cioè che i testimoni sono liberi
in coscienza di entrare nelle urne e quello che fanno là dentro lo sanno
solo loro e Geova». «Per
dirla tutta, lui mi disse che, anche se ciò che avevo fatto era giusto,
sarebbe stato meglio non andare proprio, poiché qui in Italia non ci va
nessuno e chi mi avesse visto avrebbe potuto fraintendere, soprattutto
avrei potuto far inciampare qualche fratello più debole: fondamentalmente
però ha riconosciuto ciò che anche le pubblicazioni riconoscono e cioè
che si è liberi di recarsi alle urne». Risposta del TdG: «Quindi si può
votare? E per votare intendo: bianco, nero, rosso o giallo? O solo votare
scheda bianca per il gusto di entrare in cabina elettorale?». «Fraintendere cosa?
si può votare o no???». Un'altra persona è intervenuta nel newsgroup con questi commenti: È il termine "ovviamente" che lascia perplessi. Annullare la scheda non e' una cosa OVVIA, a meno che non sia ovvio che stai obbedendo ad un ordine preciso di non esprimere il tuo voto. A me è successo di lasciare la scheda in bianco perché non sapevo davvero a chi dare la mia fiducia, ma non è un'ovvietà. È un'eventualità che a volte capita. «I
discorsi sul voto fatti dagli apostati vogliono solo far credere che i
testimoni non possono neppure recarsi alle urne, invece una recente Torre
di Guardia diceva proprio il contrario, e cioè che i testimoni sono liberi
in coscienza di entrare nelle urne e quello che fanno là dentro lo sanno
solo loro e Geova». «Per
dirla tutta, lui mi disse che, anche se ciò che avevo fatto era giusto,
sarebbe stato meglio non andare proprio, poiché qui in Italia non ci va
nessuno e chi mi avesse visto avrebbe potuto fraintendere, soprattutto
avrei potuto far inciampare qualche fratello più debole». «fondamentalmente
però ha riconosciuto ciò che anche le pubblicazioni riconoscono e cioè
che si liberi di recarsi alle urne». Risulta molto evidente, anche da questo breve scambio di messaggi, la volontà di nascondere verità "scomode" agli occhi degli estranei, evitando di rivelare chiaramente quelle informazioni che potrebbero ritorcersi contro la Società Torre di Guardia. Questo è il modo di agire "consigliato" dalla Società, come si legge nelle pubblicazioni del gruppo: «Le menzogne sono falsità dette per ragioni egoistiche e che danneggiano gli altri. Satana disse a Eva una menzogna che recò molto male a lei e a tutta la razza umana. Anania e Saffira dissero menzogne per ragioni egoistiche. Ma nascondere la verità ad un nemico, che non ha diritto di conoscerla, non gli reca alcun male, specialmente quando egli userà tali informazioni per danneggiare altri che sono innocenti ... Quindi in tempo di guerra spirituale è appropriato sviare il nemico nascondendo la verità. Non viene fatto egoisticamente; non reca danno a nessuno; al contrario, fa molto bene». La Torre di Guardia del 1° maggio 1958, pagg. 259-260. La Torre di Guardia insegna a tutti gli effetti a mentire in modo esplicito e diretto: «Vi è tuttavia uneccezione che il cristiano dovrebbe tenere in considerazione. Come soldato di Cristo egli prende parte alla guerra teocratica e devessere estremamente cauto nel trattare con i nemici di Dio. Infatti le Scritture indicano che allo scopo di proteggere gli interessi della causa di Dio, è giusto nascondere la verità ai nemici di Dio ... Questo sarebbe incluso nel termine "strategia di guerra", come fu spiegato ne La Torre di Guardia del 1° agosto 1956, ed è in armonia col consiglio di Gesù di essere "cauti come serpenti" quando ci troviamo fra i lupi. Se le circostanze richiedono che un cristiano deponga in tribunale giurando di dire la verità, se parla, egli deve quindi dire la verità. Se si trova nellalternativa di parlare e tradire i fratelli, o tacere ed essere denunciato al tribunale, il cristiano maturo metterà il benessere dei suoi fratelli prima del suo». (La Torre di Guardia del 15 dicembre 1960, pag. 763, corsivo aggiunto). Queste parole sono un chiaro compendio della posizione dei Testimoni in merito alla strategia della "guerra teocratica". Per i Testimoni, tutti i critici e gli oppositori della Società Torre di Guardia (che essi ritengono sia lunica organizzazione cristiana al mondo) sono considerati "lupi", perennemente in guerra con la medesima Società, i cui seguaci, per converso, sono indicati come "pecore". È quindi «giusto che le innocue pecore adoperino la strategia di guerra contro i lupi negli interessi dellopera di Dio» (La Torre di Guardia del 1° agosto 1956, pag. 462). Come stiano in realtà i fatti lo si comprende comunque anche dall'esame del libro per la Scuola di Ministero del Regno "Prestate attenzione a voi stessi e a tutto il gregge", una pubblicazione ad uso interno. All'inizio vi troviamo questa significativa avvertenza: «Una copia di questo libro viene consegnata a ciascun anziano nominato, il quale potrà tenerla per tutto il tempo in cui continuerà a prestare servizio come anziano in qualsiasi congregazione. Qualora egli cessasse di prestare servizio in tale incarico, dovrà riconsegnare la sua copia al comitato della congregazione, poiché il libro è di proprietà della congregazione. Non si devono fare copie di nessuna parte di questa pubblicazione». Nell'edizione del 1981 (pressoché identica) si legge ancora che «sia questo Libro di Testo per la Scuola di Ministero del Regno (ks81) che i precedenti (ks77 e ks79) sono provveduti ad ESCLUSIVO uso dei sorveglianti viaggianti e degli anziani di congregazione, e non devono essere dati o prestati ad altri, nemmeno ai propri familiari». Qualche "anziano" evidentemente non ha mantenuto
la rigorosa riservatezza richiesta e così di questo libro ne esistono
copie e riproduzioni. Domanda: perché tutta questa riservatezza? Alcune
ragioni che motivano questo riserbo sono il modo in cui vi si affronta la
questione del voto e del servizio militare. Vengono date specifiche direttive
su come trattare i TdG che vanno a votare o che scelgono di fare il militare. «I testimoni di Geova mantengono la neutralità nei confronti delle questioni politiche e militari delle nazioni (Giov.17:16; rs pp. 243-9). Non interferiscono
in ciò che fanno gli altri in quanto a votare alle elezioni politiche,
presentarsi candidati a cariche politiche, unirsi ad organizzazioni
non neutrali, gridare slogan politici, ecc. (w86 1/9 pp.19-20;
w68 15/11 pp.702-3) Se gli anziani
sanno che una persona sta pensando di intraprendere una condotta del genere,
dovrebbero parlarle, in quanto è possibile che agisca in tal modo per
ignoranza. (Sal.119:67; Gal. 6:1; 1Tim.1:13). È chiaro quindi il motivo di tanta segretezza. Si parla in questo libro con chiarezza di quello che accade se un TdG va a votare o accetta di compiere il servizio militare. Queste disposizioni sono in netto contrasto con le norme che vengono pubblicate in tutti i seggi elettorali nel manifesto "Principali sanzioni penali". L'art. 88 del T.U.16 maggio 1960, n. 570 recita fra l'altro che: «Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica utilità, il ministro di qualsiasi culto, ... abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adoperi a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione ... o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000».
«Il cristiano non parteciperà in alcun modo alle varie lotte politiche anche quando lo Stato richiede che un cittadino esprima il suo parere per mezzo di una votazione o un referendum». (Lettera di risposta della Società Watch Tower, siglata SCB:FPB 25/7/1978). I TdG proibiscono
perfino di partecipare alle elezioni scolastiche! Per visualizzare le lettere originali in formato jpg, cliccare qui sotto: Domanda sulla liceità del
referendum In un'altra lettera della Filiale romana (siglata SCC:SSC del 15/7/1978) si precisava con chiarezza: «È violazione di neutralità l'azione di colui il quale esprima il voto preferenziale. Per violare la neutralità occorre più che presentarsi, occorre esprimere la preferenza. Se qualcuno fa ciò si dissocia dalla congregazione per aver violato la sua neutralità. Ci risulta che le persone spiritualmente mature non si presentano [ai seggi] quando, come in Italia, non è obbligatorio. Altrimenti si manifesterebbe una condotta ambigua. ... comunque, la persona che si presenta manifesta di essere spiritualmente debole e come tale sarà considerata dagli anziani». E, ancora più esplicitamente, un'altra lettera della Filiale (SCB:SSD del 14/8/1980) forniva le seguenti istruzioni: «Ciò che fa violare la neutralità cristiana non è il semplice presentarsi al seggio elettorale o entrare nella cabina per il voto. La violazione della neutralità avviene quando l'individuo fa una scelta di un governo diverso da quello di Dio. ... Nei paesi dove c'è l'obbligo di presentarsi alle urne i fratelli si comportano come è indicato sulla Torre di Guardia del 1964 [qui si fa riferimento alla rivista citata all'inizio di questa pagina] ... In Italia non c'è tale obbligo o almeno non ci sono sanzioni per chi non si presentasse. ... Comunque, chi si presenta ma non fa una scelta, non violando così la sua neutralità, non è soggetto alla disciplina di un comitato giudiziario. Però l'individuo non è esemplare. Se fosse un anziano, un servitore di ministero, un pioniere, non potendo essere considerato irreprensibile, sarebbe rimosso dalla sua responsabilità». Mentre, quindi, non convoca un comitato giudiziario se un Testimone si reca alle urne senza votare, è un fatto l'intervento del comitato quando il TdG "vota"; lo si deduce anche da quanto scriveva la Filiale romana con riferimento alle votazioni scolastiche. Infatti, nella lettera SCC:SSB dell'8/1/1979 si precisava: «...dal momento che partecipando a tali elezioni scolastiche non ci si schiera apertamente con un certo partito politico (anche se la politica vi è implicata) e quindi l'individuo non fa la scelta di un partito politico come invece si farebbe in occasioni di votazioni politiche vere e proprie, il gesto non è considerato tale da portare la persona dinnanzi a un comitato giudiziario. Chi lo fa, comunque, dimostra di non essere spiritualmente a posto, non è un esempio, è reprensibile» (il grassetto è aggiunto, per visualizzare l'originale cliccare qui: pagina 1, pagina 2).
Con la Torre di Guardia del 1/11/1999 (cliccare
qui per visualizzare un commento) è cambiata unicamente la posizione
nei confronti del "recarsi alle urne": il bizantinismo geovista
fa una netta distinzione tra il recarsi alle urne e l'esprimere concretamente
- con il voto - il "parere formale". Negli anni '50 e '60 c'era
l'abitudine - non sancita ufficialmente in alcun documento - di
mostrare, dopo le elezioni, all'anziano la tessera elettorale intatta
(cioè completa del tagliando che viene rimosso all'atto dell'ingresso
al seggio) per dar prova del rispetto del "principio della neutralità
cristiana"; ci sono TdG che hanno conservato per anni tutte le intatte
tessere elettorali per "dimostrare" di aver esercitato "lealtà
alla teocrazia", non essendosi recati alle urne in occasione di elezioni
amministrative, politiche e consultazioni referendarie! In merito alla posizione precedente il 1999, si veda anche
la pagina:
I Cristiani e le Autorità superiori In Romani 13,1-7 Paolo ci esorta ad ubbidire alle autorità civili con la motivazione che ogni legittima autorità viene da Dio. Anche Gesù lo afferma esplicitamente di fronte al governatore Ponzio Pilato: Rispose Gesù "Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall'alto" (Giovanni 19:1) La dottrina geovista sostiene invece che tutti i poteri politici e ancora di più quelli militari vengono da Satana e questo è esattamente il contrario di ciò che troviamo in Romani 13 dove si parla addirittura di legittimità della spada: non invano essa porta la spada! Di fronte a questi problemi i TdG hanno oscillato parecchio:
Ma che il mondo politico non sia da vedere necessariamente come demoniaco, risulta dalla raccomandazione di Paolo di pregare per i sovrani (si trattava di Nerone!) e i governanti, portando come motivo il fatto che Dio, che è unico, vuole la salvezza di tutti senza distinzioni (1Tim 2:1-6) In sostanza la Bibbia ci dice che il cristiano deve partecipare alla vita sociale, e quindi anche politica, ma seguendo la sua coscienza illuminata dalla parola di Dio.
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