Quando fu scritto Isaia 40-66?
Diverse pubblicazioni dei Testimoni di Geova, comprese argomentazioni come quella sul "circolo della terra" (Isaia 40:22), presuppongono che l'intero libro di Isaia, capitoli 40-66 compresi, sia stato scritto da un unico autore nell'VIII secolo a.C.: il profeta Isaia figlio di Amoz, attivo circa nel 740-700 a.C., contemporaneo dei re di Giuda Ozia, Iotam, Acaz ed Ezechia.
Questa premessa, tuttavia, non è condivisa dalla maggioranza degli studiosi.
La svolta del capitolo 40
A partire dal capitolo 40, il libro cambia bruscamente contesto storico, interlocutori e stile. Non si parla più dei re assiri dell'VIII secolo, ma di un popolo che si trova in esilio a Babilonia e della sua imminente liberazione. Il testo nomina inoltre esplicitamente Ciro il Grande, re persiano (Isaia 44:28; 45:1), nato circa centocinquant'anni dopo la morte del profeta Isaia.
Il consenso accademico: il "Deutero-Isaia"
Dal 1892, anno in cui lo studioso tedesco Bernhard Duhm propose questa ipotesi, la critica biblica attribuisce i capitoli 40-55 a un autore anonimo, convenzionalmente chiamato Deutero-Isaia ("Secondo Isaia"), attivo verso la fine dell'esilio babilonese. I riferimenti a Ciro collocano la composizione di questi capitoli tra il 553 a.C., anno in cui Ciro inizia la sua ascesa, e i primi anni successivi al 539 a.C., data della caduta di Babilonia.
Questa non è una posizione esclusiva della critica storica liberale: anche la manualistica biblica cattolica riconosce la distinzione, notando che l'autore di questa seconda parte del libro "mostra di preoccuparsi di un giudeo vivente verso la fine dell'esilio babilonese, nel VI secolo, anziché nell'VIII secolo come nella prima parte del libro".
Perché questo conta per le argomentazioni dei TdG
Un esempio concreto è la cronologia usata nel libro "Ragioniamo" (p. 57), che costruisce un confronto tra Isaia 40:22, la conclusione di una "scuola filosofica greca" sulla sfericità terrestre (200 anni dopo) e il calcolo del raggio terrestre da parte di un astronomo greco (altri 300 anni dopo). Questa sequenza funziona aritmeticamente solo nell'ipotesi di un Isaia scritto nell'VIII secolo a.C.
Con la datazione accademica di Isaia 40 (metà del VI secolo a.C.), lo scarto temporale enfatizzato dalla pubblicazione si riduce drasticamente o cambia di natura: per un'analisi dettagliata di questo punto, vedi la pagina "Il circolo della terra".
Una nota sulla "profezia di Ciro"
La menzione esplicita di Ciro per nome è uno dei motivi principali per cui la critica storica data tardi questi capitoli: è difficile, in un'ottica storico-critica, che un autore preveda con tale precisione il nome di un re ancora non nato. Per l'apologetica conservatrice, al contrario, è semmai la prova di una profezia autentica e dunque dell'ispirazione divina del testo.
Fonti