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TNM e profezie
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I terremoti negli "ultimi giorni": realtà storica o suggestione?

Cosa dicono i dati sismologici e come si è evoluta la trattazione delle catastrofi naturali

Earthquake at Lisbon - Incisione storica del grande terremoto di Lisbona del 1755Apri l’immagine originale

"Earthquake at Lisbon": incisione d'epoca raffigurante la devastazione causata dal grande terremoto e maremoto di Lisbona del 1755 (Fonte immagine).

Questa pagina offre un confronto statistico documentato sulle vittime e sulla frequenza dei terremoti, analizzando al contempo l'evoluzione concettuale dell'argomentazione apologetica nel corso dei decenni.

Tra gli argomenti maggiormente utilizzati per sostenere che viviamo in un periodo unico della storia umana vi è la presunta frequenza senza precedenti dei terremoti. Nel corso dei decenni, varie pubblicazioni della Watch Tower hanno affermato che dal 1914 in poi la Terra sarebbe stata funestata da un incremento drastico e mai visto prima di eventi sismici, presentato come adempimento letterale delle profezie evangeliche. Per un'analisi delle varie fasi di questa argomentazione, si vedano anche le pagine generali del sito I terremoti e gli ultimi giorni, l'approfondimento sull'aumento dei terremoti e la disamina sul non-segno della fine.

Tuttavia, quando si confrontano queste affermazioni con i dati scientifici forniti dagli istituti sismologici internazionali, emerge un quadro ben diverso. L'impressione che i terremoti siano aumentati è legata principalmente alla capacità tecnologica di rilevarli e alla velocità della comunicazione globale, non a un effettivo mutamento dell'attività sismica del pianeta.

Quanto segue prende in esame i dati storici, le rilevazioni scientifiche e le citazioni utilizzate nelle pubblicazioni ufficiali, offrendo i riferimenti per verificare di persona la correttezza delle informazioni.


◆

Cosa dice il testo evangelico

Il punto di partenza della discussione è il discorso pronunciato da Gesù sul Monte degli Olivi, riportato nei vangeli sinottici. Nel Vangelo di Matteo si legge che vi sarebbero stati terremoti «in un luogo dopo l'altro» (Matteo 24:7). L'espressione greca utilizzata descrive la presenza di eventi sismici in svariate località, senza tuttavia specificare una frequenza statistica progressiva o un aumento esponenziale nel tempo. Per una disamina esegetica ed interpretativa sul contesto biblico, si rinvia alla pagina su Quale sarà il segno della tua venuta?.

Storicamente, il primo secolo fu caratterizzato da numerosi e devastanti terremoti nell'area mediterranea e mediorientale, ben noti agli autori romani come Tacito, Seneca e Plinio il Vecchio. Gli ascoltatori del primo secolo comprendevano dunque tali eventi come fenomeni drammatici già ben presenti nella loro epoca.

La posizione della sismologia moderna

Lo United States Geological Survey (USGS), l'agenzia scientifica federale statunitense che si occupa, fra l'altro, di sismologia, ha risposto in modo esplicito e documentato alla frequente domanda se i terremoti siano in aumento.[1] La risposta dell'istituto, nella formulazione adottata per anni sul proprio sito, chiariva la causa reale dell'aumento percepito:

«Un aumento costante del numero di stazioni sismiche nel mondo e il miglioramento delle comunicazioni globali ci permettono di localizzare i terremoti molto più rapidamente e di individuarne molti di più che in passato [...] Secondo le registrazioni storiche, il numero medio di grandi terremoti all'anno è rimasto pressoché costante».

In altre parole, l'aumento dei terremoti registrati non implica un incremento dell'attività sismica: è cresciuta enormemente la nostra capacità tecnologica di rilevare ed elencarli. Le registrazioni strumentali e i cataloghi dell'USGS per i sismi di magnitudo pari o superiore a 7,0 mostrano una linea di tendenza sostanzialmente piatta ed uniforme dal 1900 in poi.

Frequenza annuale dei terremoti di magnitudo pari o superiore a 7,0 nel mondo, 1900-1997

Distribuzione annuale dei terremoti di magnitudo pari o superiore a 7,0 nel mondo (1900-1997). I dati della serie storica provengono dai registri ufficiali NEIC/USGS; la linea tratteggiata rappresenta la tendenza lineare.

Fonte dei dati storici ed elaborazione grafica: dati ufficiali NEIC/USGS.

Il grafico qui sopra si ferma al 1997, ma il quadro non è mutato nei decenni successivi. Nella versione attuale delle proprie FAQ l'USGS ribadisce che il catalogo ComCat contiene un numero crescente di eventi non perché i terremoti siano aumentati, bensì perché sono aumentati gli strumenti in grado di registrarli, e precisa che, sulla base delle registrazioni di lungo periodo a partire dal 1900 circa, ci si attendono ogni anno circa sedici forti terremoti, di cui quindici nella fascia di magnitudo 7 e uno di magnitudo 8,0 o superiore. L'anno con il totale più elevato è stato il 2010, con ventitré eventi di magnitudo pari o superiore a 7,0, mentre il 1989 ne registrò soltanto sei e il 1988 soltanto sette.[6]

Un riscontro indipendente e aggiornato proviene dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che nell'agosto 2026 ha rielaborato la medesima serie storica del catalogo USGS. Il grafico che segue riporta il numero di terremoti di magnitudo pari o superiore a 7,0 registrati ogni anno nel mondo, con la media annua pari a 13,9 eventi. Le oscillazioni sono ampie, ma prive di qualsiasi tendenza all'aumento: sei eventi nel 1986 e nel 1989, sette nel 2017, contro i venti del 1995 e del 2011 e i ventidue del 2010.[7]

Numero annuale di terremoti di magnitudo pari o superiore a 7,0 nel mondo secondo il catalogo USGS, elaborazione INGV 2026

Numero annuale di terremoti di magnitudo pari o superiore a 7,0 nel mondo. La riga rossa indica la media annua (13,9 eventi); le righe tratteggiate rappresentano il 16° e l'84° percentile.

Immagine di Carlo Meletti, INGV Pisa, tratta dal blog INGVterremoti e riprodotta senza modifiche in base alla licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 4.0 Internazionale. Elaborazione su dati del catalogo USGS.

Evoluzione del modo di presentare i dati e confronto statistico

Esaminando la letteratura pubblicata nel corso del tempo, si nota un cambiamento progressivo nella trattazione dell'argomento. In pubblicazioni del passato veniva sostenuto che a partire dal 1914 il numero dei terremoti fosse moltiplicato di circa venti volte rispetto ai secoli precedenti.[2] Emblematico è quanto affermato nell'articolo della rivista Svegliatevi! pubblicato in italiano l'8 aprile 1985 (edizione originale inglese del 22 ottobre 1984):[3]

«Senza contare le altre centinaia di migliaia di persone morte in migliaia di terremoti minori, oltre 1.000.000 di persone sono morte in terremoti dal 1914! [...] Per circa 2.000 anni prima del 1914, la media annua delle persone morte in terremoti era stata solo di una frazione di questa cifra».


Svegliatevi! del 1984: confronto dei terremoti

Svegliatevi!, 8 aprile 1985, p. 6

«Il conto alla rovescia sta per finire!»

L'edizione italiana dell'articolo contiene il confronto statistico dei terremoti classificati come “severi” prima e dopo il 1914. La pubblicazione sosteneva che la media annua dei terremoti registrati fosse aumentata sensibilmente dopo quella data.

Per documentare la tesi dell'incremento dell'attività sismica dopo il 1914, Svegliatevi! del 22 febbraio 1977, p. 11, pubblicò un elenco di 43 terremoti verificatisi tra il 1915 e il 1976, indicando per ciascuno l'anno, la località e il numero delle vittime.

L'articolo sosteneva che «in un periodo di 1.059 anni (dall’856 al 1914 E.V.), fonti attendibili elencano solo 24 grandi terremoti, con 1.972.952 morti. Ma confrontate queste cifre con la lista parziale a lato in cui sono citati 43 terremoti, durante i quali perirono 1.579.209 persone in soli 62 anni dal 1915 al 1976 E.V. Vi sono riportati, anno per anno, i luoghi di alcuni terremoti di questo periodo, insieme al numero dei morti ... Il drammatico aumento dell’attività sismica dal 1914 è un’ulteriore prova che viviamo nel tempo della presenza di Gesù. Queste forti scosse telluriche adempiono la sua profezia: “Vi saranno grandi terremoti”.»

Elenco dei terremoti e delle vittime

Le due tabelle che seguono non sono tabelle pubblicate dalla Watch Tower. I dati sono tratti da C. Olof Jonsson e Wolfgang Herbst, Il segno degli ultimi giorni, Edizioni Dehoniane, Roma, 1992, p. 134. Gli autori utilizzano queste statistiche per confrontare le vittime dei terremoti in periodi precedenti e successivi al 1914. Va precisato che le stime adottate da Jonsson e Herbst per i singoli eventi del periodo 1915-1976 sono in diversi casi inferiori a quelle impiegate da Svegliatevi!, il che spiega perché il totale ricavabile dalle righe della tabella non coincida con la cifra di 1.579.209 vittime indicata dalla rivista.

La prima tabella mette a confronto i periodi 1715-1783 e 1915-1983, entrambi di 69 anni. I dati sono parziali e non costituiscono un elenco completo di tutti i terremoti o di tutte le vittime verificatisi nei due periodi.

Paragone fra le vittime dei terremoti (Cfr. Svegliatevi! del 22 febbraio 1977)
1715-1783 1915-1983
Anno Località Morti Anno Località Morti
1715Algeria20.0001915Italia29.970
1717Algeria20.0001920Cina180.000
1718Cina43.0001923Giappone143.000
1719Asia Minore1.0001927Cina200.000
1721Iran100.0001932Cina70.000
1724Perù (tsunami)18.0001933USA115
1725Perù1.5001935India (Pakistan)60.000
1725Cina5561939Cile30.000
1726Italia6.0001939Turchia23.000
1727Iran77.0001946Turchia1.300
1730Italia2001946Giappone2.000
1730Cina100.0001948Giappone5.131
1730Giappone137.0001949Ecuador6.000
1731Cina100.0001950India1.500
1732Italia1.9401953Turchia1.200
1736Cina2601953Grecia424
1737India300.0001954Algeria1.657
1739Cina50.0001956Afghanistan2.000
1746Perù4.8001957Iran (Settentrionale)2.500
1749Spagna5.0001957Iran (Occidentale)2.000
1750Grecia2.0001960Cile5.700
1751Giappone2.0001960Marocco12.000
1751Cina9001962Iran10.000
1752Siria20.0001963Iugoslavia1.100
1754Egitto40.0001964Alaska131
1755Cina2701966Turchia2.529
1755Iran1.2001968Iran11.588
1755Portogallo60.0001970Turchia1.086
1755Marocco12.0001970Perù66.794
1757Italia10.0001971USA65
1759Siria30.0001972Iran5.057
1763Cina1.0001972Nicaragua6.000
1765Cina1.1891973Messico (Orientale)52
1766Giappone1.3351973Messico (Centrale)700
1771Giappone (tsunami)11.7001974Pakistan5.200
1773Guatemala20.0001975Cina200
1774Newfoundland3001975Turchia2.312
1778Iran (Kashan)8.0001976Guatemala23.000
1780Iran (Tabriz)100.0001976Italia900
1780Iran (Khurasan)3.0001976Bali600
1783Italia (Calabria)60.0001976Cina242.000
1783Italia (Palmi)1.5041976Filippine3.373
1783Italia (Monteleone)1.1911976Turchia3.790
Somma delle righe elencate (1715-1783): 1.373.845 Somma delle righe elencate (1915-1976): 1.165.974
Totale 1715-1783: 1.373.845 Totale 1915-1983 (compresi 1977-1983)*: 1.210.597
Media annuale (69 anni): 19.911 Media annuale (69 anni): 17.545,6

*Nota: la somma delle singole righe elencate per il periodo 1915-1976 ammonta a 1.165.974 vittime. Aggiungendo le ulteriori 44.623 vittime censite dalla fonte per il periodo 1977-1983, il totale complessivo per il periodo 1915-1983 sale a 1.210.597, corrispondente a una media annua di 17.545,6 morti su 69 anni.

Dai dati sopra riportati emerge un fatto significativo: il confronto non mostra un incremento della mortalità dopo il 1914, bensì una diminuzione. Utilizzando le medesime stime storiche impiegate per sostenere la tesi dell'aumento sismico, si rileva infatti che la media annua delle vittime nei 69 anni precedenti (1715-1783, pari a 19.911 morti/anno) supera quella del periodo successivo al 1914 (1915-1983, pari a 17.545,6 morti/anno, comprese le vittime fino al 1983).

Una verifica attenta e documentata sui registri sismici mostra inoltre come i dati storici dell'era pre-industriale fossero ampiamente incompleti. Per illustrare la continuità della gravità dei terremoti prima del 1914, la tabella seguente riproduce le 50 voci selezionate da Jonsson e Herbst per i 68 anni precedenti il 1914 (1847-1914; l'ultimo evento elencato è del 1912). Considerato il range stimato per la Persia nel 1909 (6.000-8.000 vittime) e per la Cina nel 1850 (300.000-400.000 vittime), il totale ammonta a 1.148.973-1.250.973 vittime, che corrisponde a una media annua compresa tra 16.896,7 e 18.396,7:

Una "svolta" dal 1914? Confronto con i 68 anni precedenti
Anno Località Morti Anno Località Morti
1847Giappone34.0001882Italia2.313
1850Cina300-400.0001883Italia1.990
1851Iran2.0001883Grecia, Asia Minore15.000
1851Italia14.0001883Giava [8]36.400
1853Iran (Shiraz)12.0001885India3.000
1853Iran (Isfahan)10.0001887Francia1.000
1854Giappone34.0001887Cina2.000
1854El Salvador1.0001891Giappone7.283
1855Giappone6.7571893Turkmenia Occ.18.000
1856Giava3.0001896Giappone27.122
1857Italia10.0001897India (Assam)1.542
1857Italia12.0001902Guatemala2.000
1859Ecuador5.0001902Turkestan4.562
1859Turchia15.0001903Turchia6.000
1861Argentina7.0001905India (Kangra)19.000
1863Filippine10.0001905Italia2.500
1868Perù40.0001906Colombia1.000
1868Ecuador, Colombia70.0001906Formosa1.300
1872Asia Minore1.8001906Cile20.000
1875Venezuela, Colombia16.0001907Jamaica1.400
1876Baia del Bengala [8]215.0001907Asia Centrale12.000
1879Iran2.0001908Italia (Messina)110.000
1879Cina10.4301909Iran6.000-8.000
1880Grecia (Chios)4.0001910Costa Rica1.750
1881Asia Minore8.8661912Costa Mar di Marmara1.958
Totale delle vittime nei 68 anni precedenti il 1914: 1.148.973-1.250.973
Media annuale ricalcolata su 68 anni: 16.896,7-18.396,7

Con il passare degli anni e di fronte alla costante smentita da parte dei dati sismologici, l'impianto argomentativo della Watch Tower ha subito un progressivo riposizionamento. La narrazione si è spostata dal presunto aumento quantitativo dei sismi all'impatto che essi esercitano sulla popolazione, attribuendolo alla crescita demografica e all'urbanizzazione in zone a rischio sismico. Ulteriori dettagli su questa transizione si trovano anche nell'analisi critica disponibile sul sito JW Analyze.[4]

A titolo d'esempio, si veda la formulazione adottata in un testo di riferimento successivo:[5]

«I terremoti provocano grandi sofferenze non solo per la loro intensità, ma anche perché oggi colpiscono zone ad altissima densità abitativa. L'aumento della popolazione mondiale fa sì che un numero sempre maggiore di persone viva in aree esposte a questo pericolo».

Questo graduale cambio di prospettiva, dal numero di scosse all'impatto demografico, costituisce un'ammissione implicita del fatto che l'affermazione iniziale di un drastico aumento della frequenza sismica dal 1914 non trovi riscontro nei dati reali.

Talvolta si obietta che i terremoti non vadano considerati singolarmente, ma come elemento di un più ampio "segno composito" comprendente guerre, carestie e pestilenze. Tuttavia, se la singola tessera sismica si dimostra statisticamente del tutto in linea con le epoche precedenti, la pretesa che essa costituisca una prova empirica dell'inizio degli "ultimi giorni" perde il proprio valore oggettivo.

Considerazioni storiche e note conclusive

I grandi terremoti del passato, come quello di Antiochia del 115 d.C., di Shaanxi del 1556 o di Lisbona del 1755, hanno causato centinaia di migliaia di vittime e sconvolto intere civiltà, ben prima dell'epoca contemporanea. Presentare l'era moderna come unicamente o eccezionalmente funestata dall'attività sismica significa non considerare la reale documentazione storica e scientifica del pianeta.

Una disamina obiettiva delle fonti dimostra l'importanza di verificare sempre l'attendibilità dei dati presentati, distinguendo tra la realtà dei fenomeni naturali e le letture di carattere speculativo.


Note e riferimenti

[1] United States Geological Survey (USGS), Earthquake Hazards Program, FAQ ufficiali. Il testo citato corrisponde alla formulazione della pagina «Are Earthquakes Really on the Rise?», oggi non più raggiungibile all'indirizzo originario e consultabile nella copia archiviata su Wayback Machine. La FAQ oggi in linea sul medesimo argomento è consultabile a questo indirizzo.

[2] Svegliatevi! del 22 febbraio 1977, p. 11; cfr. la tabella comparativa riprodotta nella presente pagina. Il raffronto fra i 24 terremoti censiti in 1.059 anni e i 43 elencati in 62 anni equivale a un incremento di circa venti volte.

[3] Svegliatevi!, 8 aprile 1985, pp. 5-9, «Il conto alla rovescia sta per finire!»; in particolare p. 6. Edizione italiana nella Watchtower ONLINE LIBRARY (Edizione originale inglese: Awake!, 22 ottobre 1984).

[4] Per un ulteriore approfondimento analitico sui dati sismici e sulle pubblicazioni edite a partire dal 1914, si veda l'articolo «Terremoti dal 1914» su JW Analyze.

[5] Cfr. Cosa insegna realmente la Bibbia?, cap. 9, p. 91, par. 8.

[6] United States Geological Survey (USGS), «Why are we having so many (or so few) earthquakes? Has naturally occurring earthquake activity been increasing?».

[7] Carlo Meletti, «Stanno davvero aumentando i terremoti forti nel mondo?», blog INGVterremoti, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, 15 agosto 2026. Il catalogo USGS consente selezioni a partire dal 1900, ma l'INGV precisa che fino al 1950 circa la rilevazione degli eventi era molto incompleta, e per questo motivo l'analisi si concentra sul periodo successivo, quando le prime reti globali hanno iniziato a funzionare. Il catalogo è interrogabile da chiunque all'indirizzo https://earthquake.usgs.gov/earthquakes/search/.

[8] Gli elenchi storici di catastrofi utilizzati dagli autori, come quelli in uso nella pubblicistica ottocentesca e nei repertori ripresi anche dalla Watch Tower, includono in alcuni casi eventi che la ricerca successiva ha attribuito a cause non sismiche. È il caso della voce relativa alla Baia del Bengala del 1876, riconducibile al ciclone del Backergunge dell'ottobre di quell'anno, e di quella relativa a Giava nel 1883, riferita all'eruzione del Krakatoa e al maremoto che ne seguì. Le voci sono state mantenute per fedeltà alla fonte citata; escludendole, il totale del periodo 1847-1914 scenderebbe a 897.573-999.573 vittime, con una media annua compresa fra 13.199,6 e 14.699,6. Anche in questa ipotesi più restrittiva, il quadro non evidenzia alcuna discontinuità significativa dopo il 1914.

 
   
       
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Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo
dei Testimoni di Geova
© infotdgeova.it — Analisi critica e documentata dei Testimoni di Geova
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