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Etica e società
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Gli argomenti dei TdG sull'omosessualità: domande e risposte



Nel maggio 2026 un post pubblicato nel gruppo Facebook "Testimoni di Geova — Analisi critica di un culto" ha generato una discussione con oltre 18.000 visualizzazioni e centinaia di commenti. Il post citava Levitico 20:13 e poneva una domanda precisa. Ecco la trascrizione del post:


SE QUESTO PASSO FOSSE STATO SCRITTO OGGI, LO DEFINIREMMO “SACRO” O “ESTREMISTA”?



“Se un uomo giace con un uomo come si giace con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte.” Levitico 20:13

Questo passo della Bibbia fu scritto circa tra il VI e il V secolo a.C., in una società tribale del Medio Oriente antico, dove religione, legge civile e potere politico coincidevano completamente. Un mondo molto diverso dal nostro, fondato su rigide norme religiose, controllo sociale e sopravvivenza del gruppo.

La domanda allora è questa:

oggi ha ancora senso assumere una lettura letterale della Bibbia come verità assoluta e universale?

Questo versetto rappresenta davvero un principio morale eterno oppure riflette soprattutto la cultura, la mentalità e le paure della società in cui venne scritto?

E quando leggiamo testi antichi come questo, stiamo ascoltando Dio o uomini vissuti 2500 anni fa?

"Se questo passo fosse stato scritto oggi, lo definiremmo 'sacro' o 'estremista'?"

Tra i commentatori figuravano numerosi Testimoni di Geova, che hanno risposto con un repertorio di argomenti ricorrenti per difendere la posizione ufficiale della Watch Tower sull'omosessualità. Questa pagina esamina quegli argomenti uno per uno, con le relative risposte critiche. Per la documentazione delle citazioni primarie delle pubblicazioni Watch Tower sull'omosessualità si rimanda alla pagina principale.



1. "È Antico Testamento: Gesù ha cambiato tutto"

È l'argomento più frequente: la pena di morte prevista da Levitico 20:13 non si applica più perché i cristiani non sono sotto la Legge mosaica. Gesù ha portato grazia e salvezza, non la legge.

Risposta: L'argomento coglie un punto teologicamente valido: i cristiani non sono tenuti ad applicare le pene capitali mosaiche. Ma non risponde alla domanda di fondo: se il contenuto di quel versetto fosse scritto oggi in un documento qualsiasi, lo chiameremmo sacro o estremista? Il fatto che il testo sia antico e religioso non cambia il contenuto oggettivo del giudizio che esprime.

Va aggiunto che anche il Nuovo Testamento contiene testi che vengono tradizionalmente interpretati come condanne dell'omosessualità: Paolo in Romani 1:26-27 e in 1 Corinzi 6:9-10. L'argomento "Gesù ha cambiato tutto" non elimina quindi il problema, lo sposta da un testo a un altro. Tuttavia, come si vedrà nella sezione 3, il significato esatto di quei testi paolini è molto più controverso di quanto la tradizione faccia intendere, e la loro applicazione all'omosessualità come orientamento costitutivo è tutt'altro che scontata.

2. "Dio non muta mai: la sua Parola è valida ieri, oggi e in eterno"

È il secondo argomento più frequente: poiché Dio è immutabile, anche la sua Parola lo è. Ciò che era vero migliaia di anni fa è vero oggi.
Risposta: L'immutabilità di Dio è una tesi teologica interna a un sistema di fede. Non risponde alla domanda del post, che non chiedeva se Dio cambia, ma se il contenuto oggettivo di un testo che prescrive la morte per i rapporti omosessuali meriti oggi l'etichetta di "sacro" o di "estremista."

Il metro di giudizio che applichiamo ai testi non dipende dall'età del documento né dall'autorità di chi si ritiene lo abbia ispirato. Se qualcuno scrivesse oggi un testo con lo stesso contenuto di Levitico 20:13, lo chiameremmo un principio morale valido o un testo che incita alla violenza contro una categoria di persone? La risposta a questa domanda non cambia a seconda di chi ha scritto il testo originale.

3. "Gli omosessuali non erediteranno il Regno di Dio" (1 Corinzi 6:9-10)

Paolo esclude dal Regno di Dio chi pratica atti omosessuali, confermando nel Nuovo Testamento la condanna già presente nell'Antico. I TdG citano frequentemente questo passo nella traduzione della Traduzione del Nuovo Mondo (TNM).

Risposta: Vale la pena esaminare la traduzione che i TdG usano. I termini greci originali di 1 Corinzi 6:9 sono malakoi e arsenokoitai. La TNM li rende rispettivamente come "uomini che si sottopongono ad atti omosessuali" e "uomini che praticano l'omosessualità", coprendo esplicitamente sia il ruolo passivo che quello attivo. È una scelta traduttiva teologicamente orientata che va oltre quello che il greco lascia aperto.

Il significato esatto di questi termini è dibattuto tra gli studiosi da decenni. Malakoi significa letteralmente "molli, effeminati" e aveva un uso molto più ampio di quanto la TNM lasci intendere. Arsenokoitai è un termine rarissimo nell'antichità, il cui significato esatto è controverso: diversi esegeti lo riferiscono alla prostituzione maschile o alla pederastia diffuse nel mondo greco-romano, non a relazioni omosessuali consensuali tra adulti. La TNM proietta sul testo greco una categoria moderna, quella di "omosessualità" come orientamento, che quei termini non contengono esplicitamente.

Va inoltre notato che il passo mette sullo stesso piano chi pratica atti omosessuali, i ladri, gli avari, gli ubriaconi e gli estorsori. Se un documento civile o politico di oggi dichiarasse che le persone omosessuali devono essere escluse da certi diritti insieme a ladri e ubriaconi, lo chiameremmo un testo accettabile o discriminatorio?

4. "L'omosessualità è contro natura"

L'argomento, presente anche nelle pubblicazioni Watch Tower, sostiene che l'omosessualità sia "innaturale" e quindi moralmente sbagliata.
Risposta: Questo è un esempio classico di falacia naturalistica: l'idea che ciò che è "naturale" sia necessariamente buono e ciò che è "innaturale" sia necessariamente cattivo. Per questa logica dovremmo condannare gli occhiali, gli antibiotici e la chirurgia, mentre dovremmo approvare la violenza e la predazione, che si trovano abbondantemente in natura.

Sul piano dei fatti, comportamenti omosessuali sono stati documentati in oltre 1.500 specie animali. Se il criterio è "si trova in natura", l'omosessualità lo soddisfa pienamente.

Sul piano scientifico, nessuna delle principali organizzazioni mediche e psicologiche mondiali considera l'omosessualità una patologia o un disordine dal 1973, quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità la rimosse dai manuali diagnostici. Quella rimozione non è mai stata rimessa in discussione in cinquant'anni di ricerca.

5. "L'omosessualità è una tentazione, non un orientamento"

Secondo questo argomento, le persone non sono omosessuali per natura: sperimentano una tentazione verso persone dello stesso sesso, ma restano fondamentalmente eterosessuali. Devono quindi "padroneggiare la passione con la ragione."

Risposta: Il consenso scientifico va nella direzione opposta. L'orientamento sessuale non è una tentazione esterna che si affronta, ma una caratteristica costitutiva della persona, presente dall'infanzia, non scelta e non modificabile. Dire che si è "uomini prima di essere omosessuali" è vero nel senso banale che tutti siamo persone, ma non elimina il fatto che l'orientamento sessuale è parte integrante di chi si è, esattamente come essere eterosessuale lo è per chiunque altro.

Vale la pena notare che nell'antichità il concetto di orientamento sessuale come caratteristica stabile e costitutiva della persona semplicemente non esisteva. Nel mondo antico si presumeva che tutti fossero eterosessuali per natura, e gli atti omosessuali erano visti come eccessi o deviazioni volontarie. Applicare i testi biblici a persone con un orientamento omosessuale innato è quindi un anacronismo: si usano categorie moderne per interpretare testi scritti in un mondo concettualmente diverso.

6. "Molti omosessuali sono cambiati grazie alla Bibbia"

I TdG citano testimonianze di persone che affermano di aver modificato il proprio orientamento sessuale grazie alla fede e allo studio della Bibbia.

Risposta: Le cosiddette terapie di conversione, religiose o laiche, sono state studiate approfonditamente. Tutte le principali organizzazioni psicologiche e psichiatriche mondiali le hanno condannate come inefficaci e dannose. Molti dei protagonisti di quelle testimonianze hanno poi pubblicamente ritrattato, ammettendo di non aver cambiato orientamento ma di aver imparato a reprimerlo.

La distinzione è fondamentale: cambiare comportamento non è cambiare orientamento. Si può costringere una persona ad agire diversamente da come è, ma il costo psicologico è documentato: depressione, ansia, isolamento, rischio suicidario significativamente più elevato rispetto alla popolazione generale. Non si tratta di una buona notizia: è una prescrizione di sofferenza.

7. "La morte spirituale è peggio di quella fisica"

Alcuni commentatori cristiani, pur riconoscendo che la pena di morte mosaica non si applica più, sostengono che Dio riservi una condanna ultraterrena a chi muore senza pentirsi dell'omosessualità.

Risposta: Cambia il soggetto che esegue la condanna e il momento in cui viene eseguita, ma la struttura del ragionamento rimane identica: le persone omosessuali sono condannate per chi sono. Se un documento scritto oggi dichiarasse questo, lo chiameremmo un testo sacro o un testo che esprime un giudizio inaccettabile su una categoria di persone?

8. "Una sola carne: l'omosessualità equiparata alla bestialità"

Alcuni TdG, citando il concetto biblico di "una sola carne", sostengono che due uomini che si uniscono sessualmente diventino "una sola carne" esattamente come un uomo e una bestia, e che entrambe le situazioni fossero quindi "abominevoli" agli occhi di Dio.

Risposta: Questo argomento ignora la distinzione fondamentale che qualsiasi sistema etico serio riconosce: il consenso. Un animale non può consentire a un rapporto sessuale. Due adulti sì. Equiparare una relazione consensuale tra adulti alla zoofilia non è un argomento teologico: è una forma di disumanizzazione.


Conclusione

Nessuno degli argomenti esaminati risponde alla domanda che il post originale poneva: se il contenuto di Levitico 20:13 fosse scritto oggi in un documento qualsiasi, lo chiameremmo sacro o estremista?

Gli argomenti si muovono tutti all'interno del sistema teologico di riferimento, presupponendo valida la conclusione che intendono dimostrare. Nessuno affronta la questione del metro di giudizio che una società laica e pluralista applica ai testi: un metro che non cambia a seconda dell'età del documento, dell'autorità di chi si ritiene lo abbia scritto, o del fatto che la punizione sia terrena o ultraterrena.
 
   
       
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Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo
dei Testimoni di Geova
© infotdgeova.it — Analisi critica e documentata dei Testimoni di Geova
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