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Intervista ad Achille Aveta

In questa intervista, Achille Aveta, per diversi anni anziano dei Testimoni di Geova e da decenni attento analista delle dottrine e delle prassi del movimento, commenta i recenti e storici aggiornamenti promossi dal Corpo Direttivo in materia di emoterapie e trasfusioni.

A partire dall'analisi dell'Aggiornamento n. 6 del settembre 2026 e dei chiarimenti relativi all'uso del sangue, Aveta ripercorre l'evoluzione della posizione della Watchtower sulla sacralità del sangue, riflettendo sull'impatto delle regole sanzionatorie, sulle stime relative alle conseguenze umane e sull'assenza di un effettivo rammarico da parte dei vertici dell'organizzazione nei confronti delle vittime e delle loro famiglie

La trascrizione dell'intervista

Testo dell’intervista telefonica rilasciata domenica 27 settembre 2026
 
La seguente trascrizione è stata rielaborata per ovviare a inconvenienti presenti nell’audio originale.
 
Intervistatore: È qui con me Achille Aveta. Per diversi anni anziano dei Testimoni di Geova e abbiamo la possibilità di intervistarlo in merito ad alcune domande che riguardano l'aggiornamento numero 6 della Watchtower: l'aggiornamento, insomma, sul sangue. Allora, partirei subito, e ti ringrazio della tua presenza e disponibilità del tempo che mi dedichi.
 
Domanda: Qualche apologeta della Torre di Guardia, per così dire, per dimostrare il proprio, diciamo, essere partigiano, si è lanciato in commenti del tipo: "Molti che prima chiedevano la riforma sulla questione del sangue, ora criticano la riforma che il Corpo Direttivo ha promosso. Non gli va bene mai niente, avete menato tanto, no? Per dire, ma quando riformano, non gli sta bene". Beh, cosa pensi di questo tipo di commento? Grazie, Achille.
 
Achille Aveta: Io posso dire semplicemente: "Finalmente! Era ora!” Dopo oltre 40 anni di serrata critica al Geovismo, per quello che mi riguarda, sul tema delle emoterapie, ho potuto vivere la confortante esperienza derivante dalla notizia che i Testimoni di Geova potranno finalmente accettare di sottoporsi a trasfusioni di plasma, globuli rossi, globuli bianchi e piastrine senza incorrere in sanzioni da parte degli organi disciplinari delle congregazioni geoviste.
 
Come hai anticipato, questa decisione l'ha presa l'attuale Corpo Direttivo nell'aggiornamento numero 6 del 18 settembre 2026. Questa che io chiamo "concessione" è stata formulata dopo che nel marzo di quest'anno, con un altro "chiarimento", per usare le loro parole, dello stesso Corpo Direttivo, era stato concesso ai Testimoni di Geova il via libera all'accettazione di trasfusioni di sangue intero autologo, cioè del proprio sangue.
 
Ora, venendo all'osservazione degli apologeti cui hai fatto riferimento, questi studiosi stanno sollevando una cortina di fumo e di disinformazione sull'argomento. Infatti, posso dire che da giorni sto scandagliando il web e non ho ancora trovato un serio critico del Geovismo che abbia espresso disappunto per la riforma che è intervenuta in questo mese di settembre. Precisiamo subito che, di tutto l'insegnamento sulla sacralità del sangue tenuto in piedi per circa 80 anni dai vari corpi direttivi che si sono succeduti nel tempo, è rimasto in vigore solo il divieto di assumere il sangue intero eterologo, cioè prelevato da un'altra persona. Ora, a parte il bizantinismo di pensare che Dio possa fare un distinguo tra il mio sangue e quello di un mio simile, autorizzandomi a trasfondere solo il mio, dopo averlo preventivamente conservato, e vietandomi di assumere quello di un mio simile in caso di un incidente improvviso o di un evento urgente - dicevo, a parte questa assurdità logica che non potrebbe essere giustificata neppure da una nuova “rivelazione di verità” (e i Testimoni di Geova accettano di considerare come destinatari di queste rivelazioni di verità il Corpo Direttivo) - vorrei fare alcune riflessioni sul contenuto del discorso di Geoffrey Jackson, così come è stato trascritto nella "Domanda dai lettori" intitolata "In che modo i Testimoni di Geova mostrano rispetto per la vita?", e che è consultabile sul portale jw.org, quindi una fonte geovista.
 
Infatti, innanzitutto, guardando questo documento, balza agli occhi il fatto che Jackson, e tramite lui l'intero Corpo Direttivo, non ha fatto alcun riferimento alle vittime causate dal precedente intendimento sostenuto per anni nella letteratura dei Testimoni. Tanto meno è stato espresso rammarico per il dolore provocato ai familiari delle vittime dalle direttive imposte con un preciso sistema sanzionatorio; questo va ricordato. Tale condotta io la considero indegna, soprattutto se attuata da chi si considera “unico canale di comunicazione tra Dio e gli uomini”.
 
Intervistatore: Come non concordare? Ci siamo accontentati, come dicevo, di un "purtroppo", no? Aver letto oltre a ciò che è scritto purtroppo ci ha portato a queste conseguenze. Ma neanche quello c'è stato. Vengo alla seconda domanda che mi sono segnato: a proposito dell'entità, appunto, del danno causato dai vertici con questa politica del sangue in termini di vite umane stroncate, qualche apologeta ha liquidato come "fantasiose" le cifre fornite da fonti indipendenti sulla base, però, di studi scientifici che ci sono a questo riguardo. Cosa possiamo dire?

Achille Aveta: C'è da chiedersi perché questi apologeti del culto, che talvolta hanno dichiarato anche per iscritto di essere in buoni rapporti con i vertici del Geovismo, non hanno acquisito direttamente da fonti dei Testimoni di Geova la consistenza delle morti tra gli affiliati, piuttosto che liquidare, come dicevi, come "fantasiose" le cifre invece fornite da fonti indipendenti sulla base di studi scientifici.
 
In effetti, di quali cifre alternative dispongono questi apologeti per esprimere delle critiche così taglienti nei confronti di coloro che menzionano dati estrapolati da studi scientifici? Personalmente io ho trovato sufficientemente ragionevoli le stime diffuse dal sito infotdgeova.it in collaborazione con il portale internazionale dell'Associazione dei Testimoni di Geova per la Riforma sul Sangue, secondo le quali, dal 1961 ad oggi, le stime ottenute attraverso studi indipendenti fatti in varie parti del mondo variano tra un numero di 33.000 e 50.000 decessi.
 
Questi dati vengono presentati negli studi come "soglia minima" dagli autori delle ricerche. Ripeto: invece di prendersela con i soliti "apostati", gli apologeti del Geovismo avrebbero potuto acquisire i dati da fonti interne. Pensate che i vertici del movimento non dispongano di questi dati? Pensate che i tanti Comitati di Assistenza Sanitaria diffusi nel mondo non abbiano mai realizzato report annuali sulle morti di Testimoni di Geova connesse alle direttive sul sangue vigenti da tanti anni?
 
A questo punto io vorrei lanciare un appello: se ci sono tra i tuoi ascoltatori ex Testimoni di Geova che hanno svolto il ruolo di coordinatore in qualche Comitato di Assistenza Sanitaria, si facciano avanti e ci dicano se questi report venivano redatti e inviati alle sedi nazionali, così da poter dare noi risposte precise ai nostri interrogativi e anche fornire qualche elemento obiettivo agli apologeti del Geovismo.
 
Vuole forse far credere l'odierno Corpo Direttivo che le morti per il rifiuto di emoterapie sarebbero da addebitare unicamente alle scelte individuali dei singoli Testimoni coinvolti? Se questo fosse lo scopo, dobbiamo ricordare che i Testimoni sono stati fortemente condizionati nelle loro decisioni dalle regole e dagli insegnamenti imposti dai corpi direttivi che si sono succeduti nel tempo.
 
Intervistatore: Si capisce. Possiamo fare una breve cronistoria della posizione sul sangue degli Studenti Biblici / Testimoni di Geova? Proprio così, a grandi linee.
 
Achille Aveta: Sì. Molto brevemente perché diversi testi riportano in maniera molto ampia queste informazioni; questa è sintesi diacronica delle posizioni: va detto subito che sia Russell che Rutherford, per chi ha familiarità con la storia del movimento degli Studenti Biblici / Testimoni di Geova, sono il primo e il secondo presidente della Società Torre di Guardia; ebbene, questi due intesero il comando di Genesi 9:2-6 e di Atti capitolo 15 versi 20 e 29 come un divieto di assassinare i propri simili e di mangiare carne non dissanguata.
 
Con l'avvento al potere di Knorr, all'inizio degli anni '40, si ebbe un improvviso cambio di orientamento sulla questione delle emoterapie. E, come dichiarava La Torre di Guardia del 1° febbraio 1973, alle pagine 85 e 86 — sono accurato nelle citazioni per consentire ai nostri ascoltatori Testimoni di Geova di andare a verificare l'autenticità di ciò che affermo —, dicevo, in questa edizione de La Torre di Guardia si scriveva: "Fu fatto un esame delle Scritture in preghiera" — notate, "esame delle Scritture in preghiera", una frase ricorrente anche negli anni successivi — "e fu rivelata la volontà di Dio a questo riguardo". Ora, avete notato? Si menziona una "rivelazione divina". Si voleva forse far credere ai Testimoni di Geova che la leadership dell'epoca agisse quasi sotto ispirazione di Dio?
 
Ora, questo fu l'inizio, perché la stretta definitiva si ebbe nel 1961, quando si decretò l'espulsione per chi trasgrediva questa regola. Infatti La Torre di Guardia del 15 luglio 1961, alle pagine 447 e 448, affermava:

"chi riceve la trasfusione del sangue si alimenta di un’anima data ad un uomo o a uomini, in quanto è contenuta nel veicolo sanguigno. Questa è una violazione dei comandi dati da Dio ai cristiani, la cui serietà non dovrebbe essere sminuita da nessun atto di leggerezza, pensando che sia una questione facoltativa su cui l’individuo possa prendere la decisione secondo coscienza." ... Se il Testimone di Geova "continua ad accettare trasfusioni di sangue o a donare il sangue ... quale ribelle oppositore e infedele esempio per i conservi della congregazione cristiana, egli dev'essere stroncato da essa mediante la disassociazione."

Questo diceva la citazione. Quindi si trattava non di una decisione lasciata alla coscienza individuale, ma di un obbligo di obbedienza accompagnato da sanzione per i trasgressori.
 
Intervistatore: Ti interrompo solo se... perdonami, se puoi, cortesemente, ripetere la citazione della rivista del '61, che conosco, però voglio dirla...
 
Achille Aveta: La Torre di Guardia del 15 luglio 1961, pagine 447 e 448.
 
Intervistatore: Ringrazio. Ecco, lì si parla proprio chiaramente di stroncamento nel caso di qualcuno che praticava la trasfusione. Ecco, bisognava essere stroncati.

Achille Aveta: Si fa capire, come vedremo tra un attimo, che prima non si esercitava un rigore così intenso, così formale, come per le scelte di coscienza.

Intervistatore: Infatti. Ti ricordo anche l'episodio della donna unta che chiede di partecipare alla Commemorazione, e chiedono nella domanda dei lettori: «Ma ha praticato la trasfusione?». «Ma certo che può partecipare, accedere agli emblemi, mica abbiamo mai detto di escluderla».

Achille Aveta: Non si poteva perciò ancora intervenire in maniera giudiziaria.

Intervistatore: Nel 1959.

Achille Aveta: Esatto. E voglio ricordare ai Testimoni di Geova che ci ascoltano che i cambiamenti recentemente introdotti non possono essere giustificati col ricorso alla “rivelazione progressiva”, perché? Perché non si tratta di un affinamento di un intendimento di principi impliciti, ma di un sostanziale ritorno ad una posizione esplicitamente sostenuta fino al 1959. E infatti, riprendendo quello a cui stavi facendo riferimento, fino a quell'anno, il 1959, le emotrasfusioni rientravano tra le questioni che ogni Testimone poteva risolvere in base alla propria coscienza.

Intervistatore: Bravissimo.

Achille Aveta: Sentendo il discorso di Jackson, sembrerebbe che non sia cambiato nulla dal '59 a oggi. Ma è proprio la parentesi dal '61 al 17 settembre 2026 che deve allertare la sensibilità delle coscienze dei nostri amici Testimoni di Geova. Infatti, in quella rivista La Torre di Guardia del 15 luglio 1959, pagina 447, si diceva: «Le congregazioni non hanno mai ricevuto istruzioni di disassociare coloro che ricevono volontariamente trasfusioni di sangue o che le approvano». Quindi, non rivelazione progressiva o affinamento, come qualche apologeta dei Testimoni di Geova si è lanciato ad affermare, ma semplicemente un andirivieni di posizioni. E soltanto chi conosce la vera storia di questo Movimento può documentarla ed illustrare ad altri. Ora, ritornando all'irrigidimento della posizione del 1961, questo irrigidimento ha portato anche a qualche paradossale intendimento di certi passi biblici. Per esempio, nell'opuscolo - la letteratura che cito ovviamente è di fonte geovista,  do per scontato che chi mi ascolta sappia che questa letteratura è stata pubblicata dalla Società Torre di Guardia - allora, dicevo, nell'opuscolo Sangue, Medicina e la Legge di Dio del 1969, per giustificare il divieto di donare sangue, notate come il Corpo Direttivo di allora commentava il verso di Matteo 22:37, la pagina è la pagina 8 di questo opuscolo. Il verso di Matteo 22:37 è il comando di amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente. Ecco, notate cosa dice questo opuscolo:

«Non possiamo togliere dal nostro corpo parte di tale sangue, che rappresenta la nostra vita e ancora amare Dio con tutta la nostra anima, perché abbiamo tolto parte della ‘nostra anima, cioè del nostro sangue’, e l'abbiamo data a qualcun altro. Né sarebbe saggio argomentare che il proprio amore per il prossimo sia un motivo sufficiente per dare in tal modo sangue a un'altra persona, perché quello di amare il prossimo è il secondo mandamento, ed è limitato dal primo, che richiede completo amore verso Dio e, di conseguenza, ubbidiamo ai suoi comandamenti».

Quindi, il divieto di donare sangue viene incluso nei comandamenti divini.

Intervistatore: Perfetto. Ho qui l’opuscolo.

Achille Aveta: Eh, nello stesso opuscolo che tu hai mostrato, alle pagine 15, 16 e 17, era scritto: «I maturi cristiani che devono prendere una decisione in quanto all'accettabilità di una terapia medica che comprende l'uso del sangue non assumono il punto di vista che, siccome è cambiata la tecnica, la legge non abbia più valore. Non pensano che se prendono parte del loro proprio sangue conservato per la trasfusione sia più accettabile del sangue di un'altra persona. Sanno che Dio richiede di versare a terra il sangue. Bisogna mettere in risalto che il punto di vista dei Testimoni di Geova sulla questione è interamente religioso, si basa sulla legge di Dio riportata nella sua Parola, la Bibbia, e non su scoperte mediche». Quindi a questa signora vicino all'espositore si sarebbe potuto far notare che nel 1969 già si prendeva in considerazione l'impossibilità dell'utilizzo del sangue autologo, precisando che anche se migliora e cambia la tecnica medica, i Testimoni di Geova fanno un'obiezione religiosa all'autotrasfusione, non basata sulle scoperte mediche. Eppure Jackson, il membro del Corpo Direttivo che ha parlato in occasione dell'aggiornamento numero 6 nel video, ha detto: «I progressi in campo medico hanno fatto sorgere molte domande riguardo a come applicare i principi biblici alle varie situazioni legate alla salute». Quindi, sembra che il Corpo Direttivo abbia cambiato opinione rispetto al 1969. Ora ci si può basare sulle scoperte mediche per cambiare un'interpretazione religiosa o biblica? Quindi pare che le scoperte mediche abbiano avuto un peso determinante nel modificare le regole sul sangue, che pure si sosteneva che fossero basate sulla Bibbia. Inoltre, un altro opuscolo I Testimoni di Geova e il problema del sangue del 1977, affermava categoricamente: «La posizione assunta dai Testimoni di Geova è soprattutto religiosa; è un atteggiamento che si basa su ciò che dice la Bibbia». Ascoltando le parole di Jackson, questa certezza granitica sembra venuta meno.

Intervistatore: Ti dico anche di più, perdonami...

Achille Aveta: ...anche...

Intervistatore: Sì, scusa, ti interrompo. E proprio poco prima che ci sentissimo adesso, ho intercettato proprio una pagina anche attuale, proprio del sito jw.org, esattamente il titolo è così: «Perché i Testimoni di Geova non accettano la trasfusione di sangue?» E ribadiscono proprio esattamente quello che stai dicendo, quindi anche adesso: «È una questione di natura religiosa, non medica». Non medica. Sito attuale, jw.org.

Achille Aveta: Infatti, con l'opuscolo Salvare la vita con il sangue: In che modo? del 1990 si asseriva: «La posizione che, per motivi religiosi, i Testimoni di Geova assumono sull'argomento è una posizione su cui non possono transigere». Jackson, di fatto, è andato oltre, perché ha fatto riferimento ai progressi medici come nulla che ha indotto il Corpo Direttivo a cambiare, a fare finalmente quel benedetto cambiamento, e ha concesso dal 19 settembre in poi la possibilità di utilizzare i principali componenti del sangue. D'altra parte, la La Torre di Guardia del 15 giugno 2000, pagina 29, rispondendo alla domanda se “i Testimoni di Geova accettano i derivati del sangue”, notate cosa affermava: «Il cristiano non dovrebbe limitarsi a considerare i possibili benefici e rischi di carattere medico; dovrebbe tener conto di ciò che dice la Bibbia». Eppure Jackson nell'aggiornamento...

Intervistatore: … nel video?

Achille Aveta: ...nel video, ha ammesso che “la Bibbia non dice nulla riguardo all'uso che una persona può fare del proprio sangue in ambito chirurgico e in relazione alle cure mediche”. E io spero che chi ci ascolta, compresi i Testimoni di Geova, comprenda le contraddittorie posizioni che ci sono state nel Corpo Direttivo, nei vari Corpi Direttivi negli anni. Quindi, il Corpo Direttivo ammette finalmente che la Bibbia non fa una distinzione fra i componenti ematici individuando i principali e i secondari, il che dimostra quanto sia stata arbitraria la posizione dei vertici geovisti nel decidere, per anni, quali frazioni vietare e quali autorizzare; e dimostra pure che non è la Bibbia, ma il Corpo Direttivo che stabilisce fin dove ogni Testimone può spingersi per tutelare il diritto alla propria vita.

Intervistatore: Vogliamo correggere il titolo di Svegliatevi! del 22 maggio 1994, "Giovani morti per Dio", con "Giovani morti per un'interpretazione"?

Achille Aveta: Sarebbe il caso.

Intervistatore: Carissimo, allora ti chiedo: quali effetti, insomma, ci possiamo aspettare di questi cambiamenti sulle persone, sulle famiglie dei Testimoni di Geova? Che impatto potrà mai avere questo o sta avendo, secondo te?
 
Achille Aveta: Questo è un aspetto che mi sta particolarmente al cuore, perché in un recente passato, e mi riferisco ad una circolare inviata alle congregazioni... agli anziani, ai responsabili delle congregazioni italiane, datata 9 febbraio 2010; alla pagina 2 di questa circolare, a proposito dei vari argomenti da trattare nelle adunanze di congregazione, si raccomandava agli anziani quanto segue: "Quando il materiale si presta, durante i punti notevoli della Bibbia o quando svolgete altre parti, può essere efficacemente illustrato che la profondità della nostra relazione con Geova è indicata anche dal modo in cui rispettiamo il suo punto di vista circa la santità del sangue". Si parla del punto di vista di Geova, non del Corpo Direttivo.
 
Quindi poi si raccomandava, tra l'altro, che le famiglie dei Testimoni di Geova esaminassero con molta attenzione le istruzioni impartite dai vertici dell'organizzazione sul tema della santità del sangue. Per genitori e figli, quindi, non si trattava di una libera scelta o di una questione di coscienza, piuttosto era un obbligo. E il rigore nell'attuazione delle direttive del Corpo Direttivo sul divieto del sangue era tale che, per esempio, nella Torre di Guardia del 15 giugno 1991, a pagina 18, si raccomandava ai genitori di fede geovista di tenere con i propri figli dei corsi di addestramento affinché questi figli fossero capaci, in condizioni di pressione emotiva, di convincere le autorità, cioè i medici, i magistrati, di essere autonomi in una scelta dalla quale poteva dipendere la loro vita.
 
E oggi? Oggi il membro Jackson, nel video, ha affermato seraficamente: "In genere non c'è bisogno di parlare delle proprie decisioni in campo medico con altri, ad eccezione dei fiduciari indicati nelle disposizioni anticipate". Quindi si è passati da un'esortazione a mettere in atto procedure di indottrinamento familiare ad un invito alla riservatezza più assoluta.
 
E cosa penseranno questi figli riguardo a questo improvviso mutamento? Verrà spiegato loro perché è cambiata la politica sanitaria dei capi del Movimento? Si dirà loro che è cambiata la volontà di Dio sulla questione del sangue o si spiegherà che le regole precedenti erano solo fallaci e irragionevoli interpretazioni di uomini che hanno “giocato” con la vita di quanti li consideravano il “profeta” di Dio sulla terra? In definitiva, verrà mai detto ai figli dei Testimoni di Geova che con il tempo il divieto espresso su diverse frazioni ematiche è stato revocato senza alcuna dettagliata argomentazione che permettesse agli associati di comprendere le ragioni di scelte che per anni hanno causato la morte di tanti Testimoni e sofferenze causate dall'ostracismo applicato ai Testimoni che hanno accettato emo-terapie vietate dal Corpo Direttivo?
 
Intervistatore: Ecco, a questo proposito, abbiamo parlato altre volte, ti andrebbe di riportare quell'esperienza tua personale che altre volte mi hai raccontato... se ti va, eh?
 
Achille Aveta: Sì, molto brevemente. Vi dico che alla fine degli anni '70 del secolo scorso, io, che ero uno dei responsabili di una comunità di Testimoni di Geova, insieme ad altri responsabili di altre comunità di Testimoni di Geova, ponemmo per iscritto delle domande al Corpo Direttivo dell'epoca proprio sulla questione della “santità del sangue”, evidenziando diverse incongruenze nelle direttive che erano state emanate nel corso del tempo. Noi ponevamo le domande per iscritto e ci aspettavamo di ricevere una risposta per iscritto. Ebbene, io credo, insieme agli altri firmatari, altri sei firmatari di questa corrispondenza, credo di essere uno dei pochissimi al mondo ad aver ricevuto una lettera di risposta per conto del Corpo Direttivo, datata maggio 1980, in cui i membri del corpo direttivo si espressero in questo modo:
 
"Oggi qualsiasi impiego del sangue non è autorizzato da Dio. Perché allora chi si fa trasfondere, per esempio, un concentrato di emazie può essere disassociato, mentre chi si fa praticare un siero antivipera no?" (questa era una delle domande che noi avevamo rivolto al Corpo Direttivo); la risposta continua: "Perché attualmente il Corpo Direttivo ritiene di potersi assumere la responsabilità di intervenire nei confronti di chi accetta una trasfusione di sangue in toto o di qualcuno dei principali ed immediati componenti del sangue, mentre non ritiene di dover intervenire nei confronti di chi si limita a prendere una frazione di una frazione”. E loro concludevano: “il giudizio è lasciato a Geova Dio in quei casi in cui non si ritiene opportuno intervenire".
 
Fine della citazione.
 
Ora, cari ascoltatori, non vi pare che queste parole evidenziano un'esplicita arroganza da parte di chi deteneva il potere? Una posizione del genere non necessita di alcuna intensa preghiera o di nessun approfondito studio delle Scritture, e men che mai di una rivelazione divina per essere proposta. Si tratta della chiara posizione di chi sbatte in faccia agli interlocutori la propria indiscutibile autorità, il proprio potere. E Geova ricopre un ruolo residuale con riferimento alle responsabilità delle vittime di tale dogmatismo: noi, Corpo Direttivo, decidiamo cosa si può prendere e cosa non prendere. Riguardo a chi è vittima di queste decisioni, deciderà Geova.
 
La superficialità mostrata dalla leadership geovista nel trascurare le delusioni, i drammi, le angosce scaturenti dalla necessità degli affiliati di adeguare il proprio comportamento alle mutevoli regole promosse dai vari corpi direttivi succedutisi nel tempo, getta un'ombra sui fini che i vertici geovisti si propongono imponendo determinate condotte.
 
Intervistatore: Sì, due cose infatti a chiosa di quello che stai dicendo, no? Hai notato la tempestività con cui è stata tolta la disassociazione automatica lo stesso giorno, praticamente, in cui è stato sdoganato l'assumere i componenti principali. E d'ora in poi, i Testimoni di Geova che dovessero praticare comunque anche la trasfusione intera... cioè, anzi quelli che praticano la trasfusione intera, perché gli altri sono permessi ormai, chi pratica la trasfusione intera comunque non va incontro alla disassociazione automatica, ma c'è un comitato di anziani che valuterà tutto un ventaglio di attenuanti e quindi ci sarà maggiore... molta maggiore comprensione rispetto al passato. E poi vogliamo citare anche il caso della Bulgaria, magari, no? Ecco, in Bulgaria, per ottenere il, diciamo, non apparire, ecco, troppo estremisti...
 
Achille Aveta: Il riconoscimento... il riconoscimento giuridico.
 
Intervistatore: Il riconoscimento giuridico, perfetto. Scrissero proprio che nei Testimoni di Geova, all'epoca stiamo parlando prima del 2000, no? se ricordo bene, appunto, e dissero "non va incontro a nessun tipo di sanzione, nessuna sanzione". Che poi di fatto, no? Perché qualcuno ha detto "sì, perché di fatto poi nessuno veniva disassociato in pratica anche se praticava la trasfusione". Su questo mi permetto anche di avere qualche dubbio, però un conto è dire che di fatto poi pochi venivano disassociati o nessuno veniva disassociato, ma dichiarare pubblicamente in un documento scritto, ed è tutto nero su bianco, ce l'abbiamo, è incontestabile, "non c'è nessuna sanzione", ecco, è chiaro che era proprio una mossa politica per dire, no? "Guardate che non siamo così estremisti come magari potrebbe apparire", no? Ecco. Che dici? Non so se...
 
Achille Aveta: Era la strategia della guerra teocratica.
 
Intervistatore: Ecco, perfetto, perfetto: non dire tutta la verità. Dirne una parte. O comunque presentarla come conviene. Allora, io avrei un sacco di domande, tante cose che vorrei chiederti. Magari se avrai la bontà di, insomma, essere con noi un'altra volta, almeno magari facciamo in due parti, perché c'è tanta carne al fuoco. E magari non so, ecco, vogliamo concludere con una esortazione da parte tua, vista la tua esperienza in campo dopo tanti anni?
 
Achille Aveta: Per concludere... vorrei concludere con un accorato appello ai Testimoni di Geova che ci ascoltano. Questa benedetta liberalizzazione delle componenti del sangue e la decisione di non punire i trapianti autologhi dovrebbe indurre i Testimoni di Geova ad accelerare il processo di demitizzazione del Corpo Direttivo: guardate a questo gruppo di potere dal punto di vista umano e non consideratelo come “l'unico canale di comunicazione tra Dio e gli uomini”. Con queste recenti decisioni in tema di emoterapie, il Corpo Direttivo ha dimostrato di essere un gruppo di persone dalle mutevoli opinioni, arrogante nella sua pretesa di modificare le regole riguardanti la vostra vita, senza sentirsi obbligato a spiegare le vere ragioni di questo cambiamento e soprattutto senza manifestare alcun rammarico per aver causato lutti e atroci sofferenze a tanti seguaci in buona fede. E vorrei, infine ricordare le parole di Deuteronomio 18:20: "Il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, … quel profeta dovrà morire".
 
Un apologeta del geovismo ha dichiarato: "I Testimoni di Geova non è che da domani costringono i loro membri ad accettare le trasfusioni delle componenti del sangue che peraltro sono trasfusioni che molti rifiutano per ragioni di sicurezza". Questa è una frase che ho letto online.
 
Questa dichiarazione, però, non tiene conto dei fatti concretamente avvenuti in passato. È spesso accaduto che, venuto meno il divieto da parte dei vertici dottrinali geovisti, i singoli Testimoni di Geova si sono sottoposti di buon grado a pratiche prima vietate — e faccio solo esempi velocissimi: vaccinazioni, trapianti d'organo, sterilizzazioni. E sto parlando anche di trattamenti sanitari legati a trasfusioni di frazioni di sangue, la cui assunzione comportava gli stessi rischi dell'assunzione di sangue intero.
 
Questo conferma che per i Testimoni di Geova l'obiezione di coscienza non è un'autonoma scelta, ma un comportamento indispensabile per conservare l'appartenenza al gruppo. Da strumento di elevazione della personalità umana si trasforma in mezzo di difesa dell'identità del gruppo totalitario geovista. Perciò è lecito chiedere ad ogni Testimone: come si fa a far dipendere la propria fede dall'instabile giudizio di un gruppo dirigente che manifesta così poco rispetto per la santità della vita di ogni associato?
 
E con questo io ringrazio te e i nostri ascoltatori per la pazienza che avete avuto.
 
Intervistatore: Oh, ti ringrazio della disponibilità e concisione, sei stato secondo me molto molto chiaro. Da quello che noto mi sembra di poter dire che c'è, di fronte a un primo entusiasmo, no?, come al solito con cui vengono accolti questi aggiornamenti, mi riportano diverse persone che sono in ricerca ma sono ancora all'interno, che ci sono veramente diversi confronti all'interno delle congregazioni; che non tutti, ecco, non tutti i testimoni fratelli e sorelle stanno accettando supinamente e senza colpo ferire, perché si stanno facendo veramente delle domande, ecco: cos'è cambiato nella Bibbia in 2000 anni a proposito delle informazioni, come dicevi, sui componenti principali? Nulla. Questa informazione l'abbiamo da 2000 anni, che la Bibbia non parla di componenti principali. Non possono neanche attaccarsi al carro delle scoperte medico-scientifiche perché lo dicono più di una volta, l'abbiamo visto, che non dipende in realtà dalla medicina, è una scelta di tipo religioso, è la Parola di Dio. Quindi da una parte dicono così, ma dall'altra han cercato dicendo "Ma ci evolviamo perché la medicina cambia", e allora allineati: la medicina c'entra o non centra? No, noi leggiamo... abbiamo letto diversamente.
 
Carissimo, ti lasciamo andare anche magari a cena! Grazie ancora Achille, veramente gentilissimo e alla prossima, eh!
 
Achille Aveta: Va bene, grazie!
 
Intervistatore: Grazie, grazie.
 
 
   
       
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Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo
dei Testimoni di Geova
© infotdgeova.it — Analisi critica e documentata dei Testimoni di Geova
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