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I Testimoni di Geova -
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L'organizzazione
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La Sala delle Assemblee di Cairo Montenotte è in vendita

Costruita da migliaia di volontari e dedicata a Geova nel 1989,
la struttura ligure-piemontese dei Testimoni di Geova è ora sul mercato immobiliare.


Il volantino promozionale del Cairo Sales Project per l'Open House del 22-23 maggio 2026.
La struttura in vendita è la Sala delle Assemblee dei Testimoni di Geova di Cairo Montenotte (Via Buglio 21, Savona), attiva dal 1989.

L'annuncio

Nei giorni scorsi ha cominciato a circolare in rete un volantino promozionale del Cairo Sales Project, che annuncia un Open House per i giorni 22 e 23 maggio 2026 presso un complesso immobiliare di Via Buglio 21, Cairo Montenotte (Savona). I dati dell'immobile: 3 lotti, 37.000 metri quadrati totali, 14 alloggi interni, 645 posti auto.

Chiunque abbia frequentato assemblee o congressi dei Testimoni di Geova nel nord-ovest italiano riconoscerà immediatamente l'indirizzo: è quello della Sala delle Assemblee dei Testimoni di Geova di Cairo Montenotte, attiva dal 1989 e per decenni punto di riferimento per le congregazioni di Liguria, Piemonte meridionale e province limitrofe.

La storia della sala: fonti Watch Tower

La storia della struttura è documentata direttamente da una fonte primaria della Watch Tower Society: l'articolo "Nuovi locali per l'incremento teocratico in Italia", pubblicato su Svegliatevi! del 22 febbraio 1991, pp. 15-17 (riferimento WOL: g91 22/2 pp. 15-17).

La cronologia è precisa. Il 21 febbraio 1987 fu presentata la richiesta di concessione edilizia al Comune di Cairo Montenotte, accolta il 27 giugno successivo. Dal luglio 1987 al luglio 1989 si svolse la costruzione dell'edificio, realizzata interamente da volontari non retribuiti in soli due anni, con 40.323 giornate lavorative complessive di migliaia di fratelli che si sono alternati sul cantiere. Il 18 agosto 1989 ebbe luogo la cerimonia ufficiale di dedicazione, con discorso tenuto da Milton G. Henschel, allora vicepresidente della Watch Tower Society.

La rivista descrive l'edificio come "un bell'edificio bianco, in grado di ospitare 1.500 persone", attrezzato per le assemblee di distretto, con bacino d'utenza dichiarato comprendente i fratelli della Liguria e della zona sud del Piemonte. L'articolo è corredato di fotografie della struttura (p. 16) e la sezione dedicata a Cairo Montenotte porta il titolo: "Cristianesimo all'opera".

Perché si costruivano le Sale delle Assemblee

Per comprendere il rilievo di questa vicenda occorre ricordare il contesto in cui la Watch Tower Society promuoveva attivamente la costruzione di Sale delle Assemblee in Italia e nel mondo.

Per decenni, le assemblee di circoscrizione e i congressi di distretto erano stati tenuti in stadi comunali, palasport e strutture civili noleggiate. L'organizzazione presentava la costruzione di sale proprie come un obiettivo spirituale prioritario, argomentando su più fronti.
L'argomento economico: affittare strutture esterne comportava costi elevati e dipendenza da soggetti terzi. Una sala propria avrebbe garantito autonomia e risparmio a lungo termine, reinvestibile nell'opera di predicazione.

L'argomento della testimonianza: si sottolineava ripetutamente che un edificio di proprietà, ben tenuto e visibile, avrebbe costituito una "testimonianza" agli occhi della comunità esterna. La Watch Tower presentava ogni nuova sala come prova tangibile della vitalità e dell'organizzazione del popolo di Geova.

L'argomento spirituale: la costruzione era inquadrata esplicitamente sul modello biblico del tempio di Gerusalemme e del tabernacolo. Nel discorso di dedicazione di Cairo Montenotte, Henschel fece un parallelo tra il cantiere e il tempo di Gedeone: "A quel tempo Geova, con pochi mezzi, provvide la liberazione da un potente nemico. Oggi, con le poche cose di cui dispone, il suo popolo realizza grandi opere alla lode di Geova, e anche questa Sala delle Assemblee ne è un'evidente testimonianza."

La cerimonia di dedicazione aveva una funzione simbolica e motivazionale precisa: l'edificio veniva formalmente offerto a Geova, e questo atto sacralizzava retroattivamente il lavoro di centinaia di volontari che avevano contribuito con il loro tempo, i loro strumenti e spesso le proprie ferie. Nessuno di loro era retribuito.

Decenni di attività

Dopo la dedicazione del 1989, la Sala di Cairo Montenotte ha ospitato per oltre trent'anni le assemblee delle congregazioni dell'area. Le fonti di stampa locale documentano regolari assemblee di circoscrizione e congressi di distretto, con presenze che nelle occasioni maggiori raggiungevano le 4.000 persone (Albengacorsara.it, agosto 2015). La struttura serviva stabilmente le province di Imperia, Savona e Cuneo.

La politica di dismissione

La messa in vendita della Sala di Cairo Montenotte non è un caso isolato. Da alcuni anni la Watch Tower Society ha avviato in Italia e in Europa una sistematica dismissione del patrimonio immobiliare assembleare, cedendo strutture che in molti casi erano state costruite interamente con lavoro volontario nell'arco degli anni Ottanta e Novanta.

Le ragioni dichiarate o intuibili sono molteplici. Il calo delle presenze ai congressi, accelerato dopo le riforme organizzative degli anni 2010 che hanno progressivamente ridotto la durata e la frequenza delle assemblee, ha reso sovradimensionate molte strutture. Parallelamente, la Watch Tower ha modificato il proprio modello operativo: anziché mantenere sale proprie con i relativi costi di gestione, preferisce oggi affittare strutture civili in occasione dei congressi, ottimizzando i costi in funzione della partecipazione effettiva.

Il risultato pratico è che edifici costruiti da migliaia di volontari in nome della fede, presentati per decenni come doni offerti a Geova e come testimonianza duratura della presenza dei Testimoni di Geova sul territorio, vengono liquidati senza che i costruttori né le congregazioni locali abbiano alcuna voce in capitolo. Le Sale delle Assemblee, come ogni altro bene immobile della Watch Tower Society in Italia, sono di proprietà esclusiva dell'organizzazione. Il ricavato delle vendite va alla Watch Tower, non alle congregazioni locali né ai volontari che hanno edificato quelle strutture.

Una riflessione

C'è una dissonanza difficile da ignorare. Molti di coloro che lavorarono sul cantiere di Via Buglio nel 1987-1989 sono ancora in vita. Alcuni sono ancora Testimoni di Geova. Tutti hanno contribuito gratuitamente, mossi dalla convinzione che stessero costruendo qualcosa di permanente per il loro Dio e per la loro comunità. Quella convinzione era alimentata e incoraggiata dall'organizzazione stessa, che presentava ogni giornata di lavoro volontario come un atto di culto.

La Sala di Cairo Montenotte, che nel 1991 Svegliatevi! celebrava come "un bell'edificio bianco" edificato dal "cristianesimo all'opera", è ora un lotto commerciale di 37.000 metri quadrati in attesa di acquirenti. Nessuno dei fratelli della Liguria e del Piemonte che vi hanno lavorato o che vi hanno partecipato alle assemblee per trent'anni è stato consultato.

Fonte primaria Watch Tower: "Nuovi locali per l'incremento teocratico in Italia", Svegliatevi! 22 febbraio 1991, pp. 15-17 (g91 22/2 pp. 15-17). Fonti di stampa locale: Targatocn.it, IVG.it, Albengacorsara.it, Riviera24, Sanremonews.it (2010-2017). Fonte per la messa in vendita: volantino Cairo Sales Project, Open House 22-23 maggio 2026.

 
   
       
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Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo
dei Testimoni di Geova
© infotdgeova.it — Analisi critica e documentata dei Testimoni di Geova
Riproduzione consentita con citazione della fonte
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