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L'organizzazione
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Una donazione con un importo prestabilito

La circolare per anziani dell'agosto 2026

Non è una decima. Ma c'è un importo, un minimo e una scadenza



«Per compiere la loro opera di predicazione mondiale ci vogliono ingenti somme di denaro, ma esso proviene da contribuzioni volontarie non sollecitate. La letteratura viene stampata e distribuita a un costo minimo. Gli studi biblici settimanali sono tenuti nelle case gratuitamente. Alle adunanze di congregazione l'ingresso è libero, non si fanno collette, non si chiede denaro, nessuno è stipendiato.»

Svegliatevi!, 22 marzo 1988, p. 8

Quello che avevamo scritto a marzo

Nel marzo di quest'anno (2026), aggiornando la pagina La Società Torre di Guardia e il denaro, avevamo dedicato una voce dell'appendice alle risoluzioni mensili delle congregazioni. Scrivevamo, sulla base di quanto era allora possibile ricostruire dall'esterno, che ogni congregazione approva in assemblea una risoluzione con cui stabilisce l'importo da inviare ogni mese all'opera mondiale, e che «la filiale può fornire una stima indicativa per ogni proclamatore, variabile a seconda del paese».

Era una ricostruzione prudente, fondata su testimonianze e su indizi. Cinque mesi dopo è emerso il documento che la conferma, e che va parecchio oltre.

La circolare

Intestazione della circolare Annunci e promemoria dell'agosto 2026 Sigla del documento S-147-26.08-E_Us

Intestazione e sigla del documento. I facsimili riprodotti in questa pagina sono limitati alle porzioni oggetto di analisi critica, a norma dell'art. 70 della legge 22 aprile 1941 n. 633.

Sul forum exjw di Reddit sono state pubblicate le fotografie di una circolare della Watch Tower datata agosto 2026. È il consueto foglio mensile di Annunci e promemoria, sigla S-147-26.08-E, che ogni corpo degli anziani riceve: la campagna di settembre, la proiezione del secondo episodio di La buona notizia secondo Gesù, il discorso speciale del 2027, la Commemorazione. Cose ordinarie. Poi si arriva al punto 7.

Va detto subito, per correttezza verso chi legge, che si tratta di materiale non pubblico: è una circolare destinata ai soli anziani, fotografata da qualcuno che vi aveva accesso e diffusa in forma anonima, nella versione statunitense. Non ne conosciamo la catena di custodia. Chi vorrà verificarla potrà confrontarla con l'annuncio letto nella propria congregazione all'adunanza infrasettimanale e poi affisso in bacheca, come prescrive il punto 12 della circolare stessa. Anticipiamo però quello che sarà il nodo di questa pagina: quello che si è sentito in Sala non è quello che c'è scritto qui.

Il calcolo

Punto 7 della circolare, prima parte Punto 7 della circolare, continuazione nella pagina successiva

Il punto 7, a cavallo delle due pagine del documento.

Ecco la traduzione del punto 7:

«Donazione mensile deliberata per l'opera mondiale: la donazione mensile deliberata a cui si fa riferimento nell'annuncio per le congregazioni si basa su un importo mensile per proclamatore suggerito dalla filiale. L'importo per proclamatore indicato nella pagina web di JW Documents contenente il link a questo annuncio dovrebbe essere moltiplicato per il numero di proclamatori attivi della congregazione per determinare la donazione mensile suggerita per la propria congregazione. Il corpo degli anziani dovrebbe quindi riesaminare gli obblighi finanziari della congregazione, inclusa qualsiasi contribuzione mensile a un Comitato di gestione della Sala del Regno, nel determinare l'importo della risoluzione mensile. La donazione mensile concordata dal corpo degli anziani dovrebbe essere presentata in una risoluzione alla congregazione per l'approvazione. Si noti che la donazione deliberata dovrebbe essere inviata su base mensile e non come importo unico per l'anno di servizio. Vedi l'appendice di Istruzioni per la contabilità di congregazione (S-27) per il testo della risoluzione.»

Proviamo a smontare il meccanismo nei suoi passaggi, perché è più semplice di quanto la prosa burocratica lasci intendere.

Primo: la filiale stabilisce un importo mensile per proclamatore e lo pubblica su JW Documents, il portale riservato. Secondo: gli anziani lo moltiplicano per il numero dei proclamatori attivi della loro congregazione. Terzo: gli anziani riesaminano gli obblighi finanziari e concordano una cifra, che di norma non deve essere inferiore a quella risultante dal calcolo. Quarto: la cifra viene presentata alla congregazione in una risoluzione, per l'approvazione.

Vale la pena rileggere l'ordine di quei quattro passaggi. La congregazione interviene alla fine, quando tutto è già deciso. Non delibera: ratifica. E ratifica per alzata di mano, in un'adunanza pubblica, una cifra di cui non le è stato detto come sia stata costruita. Il testo della risoluzione, per inciso, non lo scrivono nemmeno gli anziani: è prestampato nell'appendice delle Istruzioni per la contabilità di congregazione, uguale per tutti.


Le cifre effettive: quanto vale la "cifra per proclamatore"

La circolare parla di una cifra per proclamatore raccomandata dalla filiale, ma non ne indica l'importo: quello viene comunicato separatamente a ciascun paese. Nei giorni successivi alla diffusione del documento sono stati resi noti pubblicamente gli elenchi della filiale statunitense e di quella centroamericana, in inglese e in spagnolo; per il Brasile, come si vedrà, la cifra viaggia in una forma ancora diversa.

La formula che li introduce è istruttiva quanto le cifre stesse. Si comunica l'importo suggerito per ciascun proclamatore per le donazioni mensili destinate all'opera mondiale nell'anno di servizio 2027, e si raccomanda di tenerne conto insieme alle istruzioni del paragrafo 7 prima di presentarlo alla congregazione. Il paragrafo 7 è precisamente quello che stabilisce che la delibera mensile dovrebbe essere pari o superiore a quella cifra. L'importo, dunque, non viaggia da solo: arriva accompagnato dalle indicazioni su come farlo approvare.

Incrociando questi importi con la media mensile dei proclamatori pubblicata dalla stessa Watch Tower nel Rapporto mondiale dei Testimoni di Geova per l'anno di servizio 2025, si ottiene una stima di quanto quelle delibere producano ogni mese in ciascun territorio.

Paese o territorio Importo mensile
per proclamatore
Equivalente
in euro
Media proclamatori
2025
Totale mensile
stimato (€)
Stati Uniti11,50 USD9,891.249.51812.358.000
Germania (stima)9,84 EUR*
1.200 € ÷ 122 procl.
9,84175.6851.729.000*
Brasile10,00 BRL1,59930.8361.480.000
Messico21,00 MXN0,99879.024870.000
Porto Rico5,75 USD4,9522.703112.000
Costa Rica700,00 CRC1,1932.38139.000
El Salvador1,00 USD0,8637.17432.000
Guatemala7,20 GTQ0,8139.21932.000
Panama1,35 USD1,1619.04422.000
Giamaica261,50 JMD1,4510.80916.000
Nicaragua22,50 NIO0,5328.88015.000
Honduras20,50 HNL0,6721.66515.000
Barbados7,25 BBD3,122.3227.200
Bahamas5,00 BSD4,301.6477.100
Belize3,50 BZD1,512.4853.800
Bermuda8,25 BMD7,103992.800
Isole Vergini Americane5,75 USD4,955022.500
Isole Cayman7,75 KYD8,003012.400
Isole Turks e Caicos6,50 USD5,593451.900
Antigua e Barbuda13,00 XCD4,144391.800
Sint Maarten11,75 XCG5,643121.800
Santa Lucia6,00 XCD1,917501.400
Isole Vergini Britanniche6,25 USD5,382191.200
Dominica6,75 XCD2,15382820
Grenada4,75 XCD1,51512770
Saint Kitts9,75 XCD3,11239740
Saint Vincent e Grenadine5,00 XCD1,59297470
Nevis13,00 XCD4,1478320
Anguilla9,25 XCD2,9567200
Sint Eustatius4,75 USD4,0930120
Saba4,75 USD4,091870
Montserrat7,25 XCD2,312760
Totale (33 territori)  3.458.30916.756.000

Importi per proclamatore: elenchi delle filiali statunitense e centroamericana per l'anno di servizio 2027, pubblicati da utenti del forum r/exjw nel thread dedicato alla circolare di agosto 2026 (reddit.com/r/exjw). L'importo brasiliano proviene dalla schermata dell'area riservata JW Documents fornita da un utente, descritta più avanti. Il solo dato non documentato è quello tedesco, contrassegnato in tabella e spiegato nella nota che segue. Media mensile dei proclamatori: Rapporto mondiale dei Testimoni di Geova per l'anno di servizio 2025 (syr25-I), pubblicato dalla stessa Watch Tower; per Antigua e Barbuda il rapporto indica un dato unico riferito ad Antigua. Le conversioni in euro sono approssimative, calcolate ai cambi in vigore alla data di pubblicazione di questa pagina; i totali sono arrotondati.

* Sul dato tedesco. A differenza degli altri, questo importo non compare in un elenco della filiale: è ricavato per divisione. La testimonianza indica che una congregazione tedesca ha deliberato 1.200 euro mensili per l'anno di servizio 2026/2027 e che sull'elenco della congregazione risultavano 122 proclamatori; il rapporto fra le due cifre dà i 9,84 euro riportati in tabella. Una singola delibera locale può però collocarsi sopra o sotto la cifra effettivamente raccomandata dalla filiale, e il numero dei proclamatori è quello dell'elenco: se gli attivi fossero meno, la quota individuale risulterebbe più alta. Il totale mensile stimato per la Germania va quindi letto come ordine di grandezza e non come dato accertato. Chi conoscesse la cifra ufficiale della filiale tedesca è invitato a segnalarla: il valore verrà sostituito con quello ufficiale.

Il caso brasiliano merita una precisazione a parte, perché mostra con esattezza come l'importo venga comunicato. Nell'area riservata JW Documents, alla voce Anúncios e Lembretes — Agosto de 2026, il documento scaricabile è un file denominato S-147_s-Ba_T_202608.pdf. L'importo non si trova al suo interno: compare in una fascia di notifica collocata sopra il documento, con una formula che recita, in traduzione, che in base al paragrafo 7 degli annunci per gli anziani l'importo suggerito da Betel è di 10,00 reais per proclamatore. Due elementi distinti, dunque: la circolare da una parte, la cifra dall'altra, con un rimando esplicito proprio al paragrafo che stabilisce che la delibera debba essere pari o superiore. È la conferma più diretta di quanto il testo lasciava intendere: l'importo non viaggia dentro la circolare, e chi in Sala alza la mano non lo vede.

I numeri parlano da soli. In questi 33 territori, che contano complessivamente circa 3,46 milioni di proclamatori, cioè il 38 per cento del totale mondiale, le sole delibere mensili destinate all'opera mondiale valgono all'incirca 16,8 milioni di euro al mese, ossia oltre 200 milioni di euro l'anno. I soli Stati Uniti ne rappresentano poco meno di 12,4 milioni al mese.

E si tratta di una sola voce in entrata. A questa somma vanno aggiunte le contribuzioni individuali per l'opera mondiale, quelle destinate alle spese della congregazione locale, le donazioni straordinarie, i lasciti testamentari e i proventi patrimoniali. Quanto al restante 62 per cento dei proclamatori, per il quale non disponiamo di cifre ufficiali, abbiamo tentato una stima per fasce di reddito in una pagina di appendice, tenuta separata da questa proprio perché si tratta di estrapolazione e non di documenti: ne risulta un ordine di grandezza compreso fra i 330 e i 430 milioni di euro l'anno.

Il dettaglio che colpisce, però, non è il singolo importo: è la struttura dell'elenco. Convertite in valuta comune, le cifre vanno da circa 9,90 euro negli Stati Uniti a poco più di mezzo euro in Nicaragua, con un rapporto di quasi venti a uno e una gradazione che segue da vicino il reddito medio di ciascun paese; il Brasile, con 1,59 euro, si colloca esattamente dove ci si aspetterebbe di trovarlo. Non si tratta quindi di un importo simbolico uguale per tutti, ma di un parametro calibrato sulla capacità contributiva locale, ricalcolato di anno in anno e comunicato in valuta nazionale.

È una differenziazione che ci si aspetta di trovare in una pianificazione centralizzata delle entrate, non in una raccolta di offerte spontanee. E rende poco sostenibile l'obiezione più ripetuta nelle discussioni seguite alla pubblicazione del documento, secondo cui una cifra per proclamatore semplicemente non esisterebbe: esiste, è scritta, ed è diversa per ogni filiale.

Per l'Italia, dove i proclamatori sono 252.003, l'importo non è al momento noto. Chi disponesse della cifra comunicata dalla propria filiale, per l'Italia o per altri paesi, è invitato a segnalarla. Come mostra il caso tedesco, sono utili anche due dati che qualsiasi proclamatore conosce: l'importo deliberato ogni mese dalla propria congregazione e il numero dei proclamatori che ne fanno parte. Questa tabella verrà aggiornata.

Che cosa distingue un'offerta da una quota

Si dirà che resta pur sempre una donazione, che nessuno bussa alla porta di nessuno, che chi non mette niente nella cassetta non riceve alcun sollecito. È vero, e va detto con chiarezza: la circolare non impone una quota al singolo proclamatore. Chi sostiene il contrario espone il fianco a una smentita facile. L'obbligo, formalmente, è della congregazione.

Ma allora chiediamoci che cosa faccia di una somma una quota anziché un'offerta.

Non la percentuale, perché qui nessuno parla di dieci per cento. È l'insieme di quattro caratteristiche, e la circolare le presenta tutte e quattro nello spazio di due paragrafi.

• C'è un importo, e lo stabilisce chi riceve, non chi dà.

• C'è un moltiplicatore, ed è il numero delle persone: la cifra della congregazione è la somma di tante quote individuali, anche se poi nessuno verrà a chiedere la sua a nessuno.

• C'è un minimo, perché "pari o superiore" non è una raccomandazione, è una soglia.

• C'è una scadenza, mensile e non annuale, perché la circolare specifica che il denaro va inviato mese per mese e non in un'unica soluzione a fine anno di servizio.

Quest'ultimo dettaglio è quello che trovo più eloquente. Se davvero si trattasse di un'offerta libera che riflette la generosità di una comunità, che differenza farebbe versarla in dodici rate o in una volta sola? Nessuna, sul piano spirituale. Ne fa moltissima sul piano della tesoreria, perché a chi riceve non interessa soltanto quanto, ma con quale regolarità. È la logica di un abbonamento, non di un'elemosina.

E poi c'è la parola che la circolare usa e che da sola vale l'intera analisi. La donazione mensile deliberata viene collocata tra gli obblighi finanziari della congregazione, accanto al contributo per la Sala del Regno. Non è ciò che avanza dopo aver coperto le spese: è una delle spese. Un'offerta che compare nel bilancio come voce di costo fissa ha cambiato natura, qualunque nome si continui a darle.

Un meccanismo che non scende mai

Punto 8 della circolare, con i quattro suggerimenti agli anziani

Il punto 8 e i suggerimenti rivolti al corpo degli anziani.

Ecco la traduzione:

«In generale, l'importo della risoluzione mensile dovrebbe essere pari o superiore all'importo per proclamatore raccomandato dalla filiale. Se le attuali donazioni superano gli obblighi finanziari della congregazione, il corpo degli anziani potrebbe valutare se la congregazione sia nella condizione di donare più della cifra suggerita. (2 Corinti 8:14) Se le attuali donazioni non sono sufficienti a provvedere agli obblighi esistenti e nel contempo a sostenere la donazione mensile suggerita, si consideri come i proclamatori possano essere chiaramente informati della situazione finanziaria della congregazione e ricordati con tatto del loro privilegio di 'onorare Geova con le loro cose di valore'. (Proverbi 3:9)»

Il punto 8 prevede due scenari, e conviene metterli uno accanto all'altro.

Se le offerte superano gli obblighi, gli anziani valutino se la congregazione sia in condizione di donare più della cifra suggerita. Se le offerte non bastano, si informino chiaramente i proclamatori della situazione finanziaria e li si ricordi con tatto del loro privilegio di onorare Geova con le loro cose di valore.

Notate la simmetria mancante? Quando avanza, si sale. Quando manca, si sollecita. In nessuno dei due casi si contempla di scendere. È un meccanismo a cricchetto: gira in una direzione sola.

Sul piano scritturale, poi, i due versetti citati meritano più di un'occhiata distratta. 2 Corinti 8:14, nel contesto paolino, parla di compensazione reciproca tra comunità: l'abbondanza degli uni supplisce alla mancanza degli altri, e viceversa quando le condizioni si invertiranno. È un flusso a doppio senso tra chiese sorelle. Qui viene usato per giustificare un flusso a senso unico dalle congregazioni verso il centro. E Proverbi 3:9, "onora Geova con le tue cose di valore", diventa lo strumento retorico da impiegare quando la cassa non raggiunge la cifra. Il punto 9 aggiunge che, se necessario, l'argomento può essere sviluppato in una futura parte sulle necessità locali.

Un dettaglio contabile che è bene non lasciarsi sfuggire: il primo dei suggerimenti agli anziani spiega che le spese di congregazione e la donazione mensile deliberata sono finanziate entrambe attraverso le donazioni ricevute per le "Spese della congregazione locale". Cioè il denaro che il proclamatore deposita nella cassetta pensando di contribuire alla propria Sala del Regno è lo stesso da cui esce il bonifico mensile per l'opera mondiale. Quanti lo sanno?

E i bambini?

Fra i quattro suggerimenti che la circolare offre agli anziani, l'ultimo è questo:

«I genitori stanno aiutando i loro figli ad apprezzare che sostenere gli interessi del Regno mediante le donazioni è parte della loro adorazione a Geova?»

Qui la pressione cambia natura, e cambia in un modo che merita di essere nominato con precisione. Non è più una questione economica, è una questione di identità religiosa. Se donare è parte dell'adorazione, chi non dona non è semplicemente qualcuno che non può permetterselo: è qualcuno che manca in un aspetto della propria adorazione. È una colpa, non una circostanza.

Detto a degli adulti, sarebbe già un peso considerevole. Ma qui il destinatario finale sono i figli, e l'adulto è lo strumento: sono i genitori a dover fare in modo che i bambini lo apprezzino. Un bambino non ha reddito, non ha capacità di valutare, non ha modo di dire di no senza sentirsi in difetto verso Dio e verso i suoi genitori insieme. Che cosa impara, esattamente, un bambino a cui si insegna che dare soldi all'organizzazione è parte del suo rapporto con Geova?

La cassetta anonima

Altri due suggerimenti riguardano donate.jw.org. I proclamatori potrebbero essere incoraggiati a impostare donazioni ricorrenti alla propria congregazione, e chi già le usa potrebbe essere incoraggiato a verificare che la propria congregazione risulti correttamente designata.

Per decenni la risposta standard a chi parlava di soldi è stata la cassetta. Nessuno controlla, nessuno sa chi mette e quanto, non c'è il piattino che passa fra i banchi, non c'è la busta con il nome. Era un argomento forte, ed era anche vero.

Che cosa resta di quell'argomento quando il canale raccomandato è un versamento elettronico ricorrente, effettuato da un conto intestato, con la congregazione designata? Il singolo anziano probabilmente non vedrà quei dati. Ma l'organizzazione sì, per costruzione tecnica: un bonifico ricorrente non è anonimo in nessun senso della parola. L'anonimato della cassetta non viene abolito, viene semplicemente aggirato incoraggiando a non usarla.


Quello che le pubblicazioni hanno scritto per settant'anni

Fin qui la circolare. Ora facciamo la cosa che su questo sito facciamo sempre: mettiamola accanto a quello che la stessa organizzazione ha pubblicato in passato sullo stesso argomento. Non c'è bisogno di commento, la sequenza parla da sola.

Il punto di partenza è il secondo numero della rivista, agosto 1879, sotto il titolo Volete "Zion's Watch Tower"?. Russell premette che quelle righe non sono un appello per il denaro, e prosegue:

«"Zion's Watch Tower" ha, crediamo, GEOVA come sostenitore, e finché è così non mendicherà né chiederà agli uomini il proprio sostegno. Quando Colui che dice: "Tutto l'oro e l'argento dei monti sono miei" non provvederà i fondi necessari, capiremo che sarà tempo di sospendere la pubblicazione.»[5]

Non è una frase recuperata da un archivio polemico: è la Watch Tower stessa a citarla ancora oggi, nel capitolo del libro dei Proclamatori dedicato al finanziamento dell'opera, per distinguersi dalle altre confessioni. Nello stesso contesto si precisa che non si passano cestini, non si distribuiscono buste e non si inviano lettere di sollecitazione ai membri della congregazione. Nessuna delle tre cose è stata reintrodotta, ed è giusto riconoscerlo: nelle Sale del Regno non circola alcun cestino. Ma la distanza fra il 1879 e il 2026 non si misura sui cestini.

La Torre di Guardia del 15 settembre 1954, in un articolo intitolato "Fanno commercio della Parola di Dio", descriveva così la decima praticata da altre confessioni:

«Consiste nel tassare i membri della chiesa per un decimo dei loro guadagni... I predicatori insistono ripetutamente sulla decima ed i parrocchiani sono per forza portati a credere che farebbero scritturalmente un peccato se dessero meno della decima dei loro guadagni alla chiesa esigente.»

E concludeva:

«La Bibbia dice con molta chiarezza che i primi Cristiani non seguivano il metodo d'imporre la decima; ogni offerta era spontanea. Quindi, esigere la decima è una pratica a cui le Scritture non obbligano più, e significa far commercio della Parola di Dio traendone un guadagno disonesto!»

La Torre di Guardia del 15 gennaio 1961, alla domanda "Si deve pagare la decima?", rispondeva:

«La risposta è No... Perciò noi diamo con gioia, liberamente, generosamente, ma qualsiasi legge che "obblighi" a dare è estranea alle Scritture.»

La Torre di Guardia del 1º settembre 1964 dedicava un intero articolo ai metodi di raccolta delle chiese. Criticava il settimanale cattolico Our Sunday Visitor perché sosteneva che ogni famiglia dovesse dare la decima del reddito lordo «e questo senza tener conto di quanto è grande la famiglia e piccolo il reddito». Poi aggiungeva un ragionamento che vale la pena leggere due volte:

«Il servizio cristiano è una questione d'amore, e l'amore non si mostra secondo una percentuale... Inoltre, la decima non è sempre una disposizione del tutto equa. A motivo delle attuali condizioni economiche ingiuste, per un uomo la decima può essere una cosa da nulla, una bagattella, per così dire, mentre per un altro può rappresentare un onere gravoso.»

L'obiezione è centrata, e mi permetto di svilupparla. La decima ha almeno il pregio di essere proporzionale: chi guadagna poco dà poco. Un importo fisso per proclamatore non lo è. La stessa cifra pesa in modo incomparabilmente diverso sul pensionato con la minima e sul professionista, sulla famiglia numerosa con un solo stipendio e sulla coppia con due redditi. Se la decima non era «del tutto equa» perché ignorava le condizioni di chi dà, che cosa dovremmo dire di un importo che non ignora la percentuale ma il reddito per intero?

Lo stesso articolo del 1964 descriveva con orgoglio l'alternativa adottata nelle Sale del Regno:

«Una o due cassette per le contribuzioni sono poste in fondo alla sala dove ognuno può andare e offrire quello che vuole senza sentirsi obbligato né costretto... Dove c'è il vero spirito cristiano, non ci vuole nient'altro.»

La Torre di Guardia del 1º dicembre 1991, nell'articolo "Come possiamo ripagare Geova?", formulava il principio nei termini che risultano oggi più imbarazzanti:

«Pertanto, anziché essere tenuti a dare una somma stabilita per sostenere le spese della congregazione, i cristiani fanno contribuzioni volontarie.»

Una somma stabilita. Esattamente la formula che descrive il punto 7 della circolare del 2026.

La Torre di Guardia del 1º dicembre 2002, nell'articolo "Il dare che reca gioia", osservava sull'operato di Paolo:

«L'apostolo Paolo non tentò di persuadere i compagni di fede a dare... 'si rifiutò di dare ordini preferendo piuttosto chiedere, suggerire, incoraggiare o implorare. Se i corinti fossero stati costretti a dare, non ci sarebbero stati spontaneità e calore'.»

E nel paragrafo successivo:

«Anziché precisare la somma o la percentuale, Paolo suggerì semplicemente: "Il primo giorno di ogni settimana, ciascuno... dovrebbe mettere da parte una somma di denaro in base alle sue entrate".»

Lo stesso articolo, in un riquadro, citava Tertulliano sulla cassa comune dei cristiani del secondo secolo:

«Se anche vi è una specie di cassa comune, essa non è formata da versamenti obbligatori in denaro, quasi la religione fosse posta all'asta. Ciascuno versa un modesto obolo, una volta al mese o quando vuole, e solo se lo vuole e se lo può. Nessuno è costretto, ma contribuisce di propria spontanea volontà.»

Tertulliano dice "una volta al mese o quando vuole". La circolare del 2026 dice mensilmente e non in un'unica soluzione. La differenza fra le due frasi è tutta nella congiunzione.

Ma la citazione che colpisce più di ogni altra si trova nel libro I testimoni di Geova, proclamatori del Regno di Dio, la storia ufficiale dell'organizzazione, al capitolo 21, dedicato proprio a come si sostiene quest'opera:

«Non pagano la decima e non sono neanche obbligati a fare altre contribuzioni per un ammontare determinato o in momenti particolari.»

Un ammontare determinato: l'importo per proclamatore moltiplicato per i proclamatori attivi. In momenti particolari: mensilmente, non annualmente. In una sola riga, la storia ufficiale dell'organizzazione descrive con precisione notarile quello che la circolare dell'agosto 2026 prescrive.

Resta infine quello che l'organizzazione dichiara oggi, non in un documento riservato ma sul proprio sito pubblico, alla domanda "I Testimoni di Geova versano la decima?":

«No, i Testimoni di Geova non versano la decima; la nostra attività è sostenuta mediante contribuzioni volontarie... Invece di donare decime e offerte prestabilite, i Testimoni di Geova imitano i primi cristiani.»

Offerte prestabilite. La pagina è online mentre gli anziani ricevono l'importo per proclamatore su JW Documents.


Il precedente: la lettera del 29 marzo 2014

La circolare del 2026 non nasce dal nulla. Dodici anni prima, il 29 marzo 2014, la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova inviava alle congregazioni italiane una lettera dall'oggetto: «Cambiamenti relativi al finanziamento della costruzione di Sale del Regno e Sale delle Assemblee a livello mondiale». È il documento che ha creato lo strumento a cui la circolare del 2026 si limita ad applicare un metodo di calcolo. Non era una disposizione italiana: la stessa lettera, con la stessa data, fu inviata a tutte le congregazioni del mondo, come documenta il dossier in lingua tedesca Die Wachtturm-Gesellschaft und ihre Finanzen (edizione 2024.2), che ne riproduce la versione destinata alle congregazioni di lingua tedesca insieme al post scriptum riservato agli anziani, di contenuto identico a quello italiano.

Intestazione della lettera del 29 marzo 2014 alle congregazioni

Intestazione della lettera del 29 marzo 2014. Anche di questo documento si riproducono soltanto le porzioni oggetto di analisi critica.

Fino a quel momento funzionava il sistema che abbiamo descritto nella pagina La Società Torre di Guardia e il denaro: il Fondo Sale del Regno, istituito il 1º settembre 1983, raccoglieva le offerte delle congregazioni, e chi voleva costruire doveva chiedere un prestito a quello stesso fondo, con un piano di rientro e, nella prima fase, con gli interessi.[1] L'edificio, tirato su con le mani e nel tempo libero dei proclamatori, finiva poi intestato alla Congregazione Centrale.[2] Come osservava Bernard Blandre, un fondo così concepito può solo crescere, perché quanto ne esce deve rientrarvi.

La lettera del 2014 annuncia la fine di quel meccanismo:

«Le congregazioni e le Sale delle Assemblee non dovranno più restituire un prestito, e la cassetta delle contribuzioni dedicata alla "Costruzione di Sale del Regno a livello mondiale" verrà eliminata. Piuttosto, tutte le congregazioni avranno la possibilità di sostenere la costruzione di Sale del Regno e Sale delle Assemblee a livello mondiale approvando una risoluzione in base alla quale una certa somma verrà donata mensilmente dai fondi della congregazione specificamente a questo scopo.»

Passaggio della lettera del 2014 sull'abolizione dei prestiti

Il passaggio che elimina i prestiti e introduce la risoluzione mensile.

L'annuncio venne presentato come un alleggerimento, e in un certo senso lo era: i debiti in essere sparivano. Ma quello che spariva davvero era un rapporto a termine. Un prestito, per quanto oneroso, ha una fine. Una risoluzione mensile no.

Il principio invocato a sostegno del cambiamento è «il principio esposto in 2 Corinti 8:12-14». Sono gli stessi versetti che dodici anni dopo, nella circolare per anziani, giustificano l'invito a donare più della cifra suggerita.

Il post scriptum riservato al corpo degli anziani entrava nel merito operativo. Entro il 31 maggio 2014 tutte le congregazioni dovevano stabilire per risoluzione una somma da inviare mensilmente. E per quelle che stavano restituendo un prestito:

«Presumibilmente gli anziani delle congregazioni che al momento stanno ripagando un debito proporranno una risoluzione che sia come minimo pari a quanto viene inviato attualmente ogni mese per restituire il prestito.»

Come minimo. La rata del debito estinto diventa il pavimento della donazione volontaria. È la stessa logica del "pari o superiore" del 2026, applicata al passaggio da un sistema all'altro.

Dal 1º maggio 2014, infine, in ogni Sala del Regno restavano solo due cassette: "Spese della congregazione locale" e "Opera mondiale". È da quella prima cassetta che, come spiega la circolare del 2026, esce anche il bonifico mensile per l'opera mondiale.

Dal basso verso l'alto

Qui arriva la differenza che conta davvero, e che si coglie solo mettendo i due documenti uno accanto all'altro.

Nel 2014, per le congregazioni che non avevano debiti da estinguere, la cifra andava determinata così:

«Gli anziani... dovranno effettuare un sondaggio in cui tutti i proclamatori potranno esprimersi in maniera riservata, così da determinare la somma per la quale proporre la risoluzione. Lo si potrà fare distribuendo dei foglietti che i proclamatori potranno compilare anonimamente indicando quanto sono in grado di versare mensilmente a sostegno delle spese della congregazione locale.»

Passaggio della lettera del 2014 sul sondaggio anonimo fra i proclamatori

Nel 2014 la cifra si determinava con un sondaggio anonimo fra i proclamatori. Nello stesso paragrafo compare il «come minimo» riferito alla rata del prestito estinto.

Il foglietto esisteva davvero, ed era un modulo prestampato:

Modulo del sondaggio per proclamatore allegato alla lettera del 2014

Il modulo allegato alla lettera del 2014, da compilare e restituire entro una data stabilita.

«A sostegno delle spese della congregazione locale sono in grado di contribuire mensilmente la somma di: Euro ____,__». Sotto, lo spazio per la data entro cui restituirlo. E in fondo, in corsivo, la precisazione che conta più di tutte: le spese mensili includono sia la gestione della Sala del Regno sia le risoluzioni prese dalla congregazione per l'opera mondiale e per la costruzione di Sale del Regno e Sale delle Assemblee a livello mondiale.

Chi compilava quel foglietto, dunque, non stava dichiarando quanto poteva dare per la propria Sala. Stava dichiarando quanto poteva dare per la propria Sala e per il centro insieme, in un'unica cifra, senza sapere quale parte sarebbe rimasta in loco.

Un'ultima osservazione sul modulo. La lettera dice che i proclamatori lo compilano «anonimamente», e formalmente è vero: non c'è spazio per il nome. Ma il foglietto va restituito, entro una data, in una comunità dove tutti si conoscono e dove chi consegna e chi no si vede. È un anonimato che riguarda la cifra, non la partecipazione.

Un sondaggio anonimo. La cifra saliva dai proclamatori verso la filiale, e nasceva da quello che ciascuno dichiarava di poter dare. Si può discutere quanto un sondaggio del genere sia davvero libero, in un contesto dove le aspettative sono chiare a tutti; resta il fatto che il punto di partenza era la capacità dichiarata di chi versa.

Nel 2026 il punto di partenza è un numero pubblicato dalla filiale su JW Documents. Nessun sondaggio, nessuna dichiarazione, nessuna capacità da accertare: si moltiplica e si ottiene la cifra. La direzione si è rovesciata.

Lo stesso vale per il caso in cui la cassa non basta. Nel 2014 la lettera era esplicita:

«Se per un certo mese non ci sono fondi sufficienti per coprire tutte le spese legate a risoluzioni adottate, non si dovranno chiedere ulteriori contribuzioni.»

Passaggio della lettera del 2014: non si dovranno chiedere ulteriori contribuzioni

Nel 2014 chiedere ulteriori contribuzioni era escluso. Nel 2026 il punto 8 spiega come farlo.

Non si dovranno chiedere ulteriori contribuzioni. Nel 2026, nella stessa identica situazione, la circolare spiega agli anziani come i proclamatori possano «essere chiaramente informati della situazione finanziaria della congregazione e ricordati con tatto del loro privilegio di 'onorare Geova con le loro cose di valore'», e aggiunge che l'argomento può essere sviluppato in una parte sulle necessità locali.

Quello che nel 2014 era vietato, nel 2026 è procedura, con tanto di suggerimenti su come formularla.

La linea, messa in fila, è questa: prestito da restituire con interessi, poi prestito senza interessi, poi (2014) abolizione del prestito e risoluzione mensile calcolata su quanto i proclamatori dichiarano di poter dare, poi (2026) risoluzione mensile calcolata su un importo per proclamatore stabilito dalla filiale, con soglia minima e istruzioni per sollecitare. Dal locale al centrale, dal temporaneo al permanente, dal basso verso l'alto.

E le riserve locali

C'è un'ultima parte della lettera del 2014 che merita attenzione, ed è quella intitolata «Fondi extra».

Alla domanda se sia necessario che la congregazione accantoni denaro per un futuro progetto di costruzione o di ristrutturazione rilevante, la risposta è no: sarà la filiale a finanziare quei progetti in caso di necessità. Fin qui, coerente con il nuovo sistema.

Ma la domanda successiva riguarda i fondi che le congregazioni avevano già messo da parte:

«Gli anziani delle congregazioni che in questo momento hanno del denaro depositato presso la filiale dovrebbero esaminare il bilancio di tali fondi e stabilire se possono essere donati per intero o in parte per l'opera mondiale e/o per la costruzione di Sale del Regno e Sale delle Assemblee a livello mondiale, e questo in particolare se tali fondi erano destinati a un futuro progetto di costruzione.»

E non è un'operazione una tantum, perché il testo prosegue precisando che periodicamente il corpo degli anziani potrebbe esaminare il bilancio dei fondi della congregazione per stabilire se il denaro extra possa essere donato alla filiale. Serve una risoluzione per una somma da versare in un'unica soluzione, che si somma a quella mensile.

Il quadro si chiude così. Le congregazioni non accantonano più, perché ci pensa la filiale. Quello che avevano accantonato è invitato a salire. E ciò che entra ogni mese sale comunque, in una cifra che dal 2026 ha un importo per persona e una soglia sotto la quale non dovrebbe scendere.

Che la manovra fosse simultanea in tutta Europa lo conferma una lettera della Watch Tower del 17 settembre 2014 alle congregazioni spagnole, riprodotta nello stesso dossier tedesco. Vi si legge che dei 705 luoghi di adunanza allora utilizzati 295 dovevano essere abbandonati, che occorreva costruire 214 nuove Sale del Regno e ristrutturarne completamente altre 156 entro cinque anni. E vi si ringraziano le congregazioni che avevano già donato i fondi risparmiati per un proprio programma edilizio, atteggiamento che la lettera presenta come prova di piena fiducia in Geova e nella sua organizzazione, con il richiamo a 2 Corinti 8:14. È il medesimo versetto della lettera del marzo 2014 e, dodici anni dopo, del punto 8 della circolare S-147.


Bolivia, 2017: cosa fa una filiale quando le donazioni calano

Fra la lettera del 2014 e la circolare del 2026 si colloca un documento che mostra il meccanismo in funzione, in un paese e in un momento precisi. È una lettera della Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, filiale di Santa Cruz, datata 14 settembre 2017 e indirizzata ai corpi degli anziani della Bolivia, con copia ai sorveglianti di circoscrizione. Oggetto: donazioni per l'opera mondiale.

Lettera della Watch Tower, filiale della Bolivia, 14 settembre 2017, ai corpi degli anziani

La lettera della filiale boliviana del 14 settembre 2017 ai corpi degli anziani.

Il motivo della lettera è dichiarato in apertura senza perifrasi: il totale delle donazioni per l'opera mondiale ricevute nell'anno di servizio dalle congregazioni boliviane era diminuito rispetto all'anno precedente. La spiegazione offerta è che molti fratelli non pianificano le proprie donazioni, lasciandole al caso. Segue quello che la lettera stessa chiama un piano d'azione, articolato in quattro punti.

Il primo è il più istruttivo. Nella parte Necessità della congregazione della settimana del 16 ottobre 2017 doveva essere presentata una dimostrazione di due minuti in cui una coppia di coniugi parla dell'importanza di pianificare le donazioni. La lettera precisa come costruirla:

«Senza menzionare cifre, analizzano insieme le proprie entrate e commentano certe spese non necessarie che la famiglia ha. Infine si accordano per donare "tanti" boliviani all'opera mondiale.»

Vale la pena soffermarsi su questa istruzione, perché contiene in due righe l'intera architettura del problema. Non si chiede a nessuno una somma: l'importo resta letteralmente in bianco, sostituito da un "tanti" che ciascuno riempirà per conto proprio. Ma la scena che si porta sul podio è quella di una famiglia che passa in rassegna le proprie entrate, individua spese superflue e destina la differenza all'opera mondiale. Formalmente non è una richiesta. Nella sostanza è un modello di comportamento economico presentato dal palco a tutti i presenti, con l'indicazione esplicita di non nominare cifre, cioè di ottenere l'effetto senza lasciarne traccia.

Il secondo punto prevedeva tre minuti per illustrare le tre caratteristiche delle donazioni volontarie: devono essere pianificate in anticipo e versate sistematicamente (1 Corinti 16:2a), devono essere proporzionate alle entrate (1 Corinti 16:2b), e devono essere date di cuore, con allegria (2 Corinti 9:7). Pianificazione, sistematicità e proporzione al reddito sono precisamente i tre criteri che le pubblicazioni Watch Tower avevano per decenni attribuito alla decima delle altre confessioni.

Il terzo ricorda l'obbligo di leggere alla seconda adunanza infrasettimanale di ogni mese l'annuncio dei conti della congregazione, nei termini previsti dalla pagina 2 del modulo S-30, e di farlo in modo entusiasta, lodando la congregazione per la sua generosità. Il quarto chiede che anziani e servitori di ministero, insieme alle loro famiglie, diano l'esempio al resto della congregazione, e prescrive una riunione apposita dei nominati sull'argomento, precisando che dev'essere motivante.

Nel 2017, dunque, non esisteva ancora una cifra per proclamatore. Esisteva però già tutto il resto: una filiale che monitora l'andamento delle entrate, che interviene quando calano, che fornisce agli anziani un programma dettagliato con tempi cronometrati e riferimenti scritturali, e che affida ai nominati il compito di dare l'esempio. La circolare del 2026 non introduce una logica nuova. Aggiunge un numero a un meccanismo che era già in funzione.

Documento in lingua spagnola, segnalato da un utente del forum r/exzj.


Gli edifici che non si dovevano costruire

C'è un ultimo confronto che merita di essere fatto, e riguarda la ragione stessa per cui tutto questo denaro viene raccolto.

Nel 1949, nel libro «Sia Dio riconosciuto verace», si leggeva:

«I testimoni di Geova non sciupano tempo e danaro per fabbricare vasti edifici, o chiese, per invitarvi il popolo ad ascoltare le loro prediche.»[3]

Pagina 212 del libro Sia Dio riconosciuto verace, edizione 1949

«Sia Dio riconosciuto verace», prima edizione italiana 1949, p. 212.

Il contesto è la polemica contro il clero, che «esige che il popolo vada ad esso e si prostri ai suoi piedi per ascoltare la predica». La contrapposizione è netta: loro costruiscono templi e cattedrali, noi andiamo di casa in casa.

Sessantacinque anni dopo, l'Annuario del 2015 dedica tre articoli a quello che è ormai il cuore dell'attività organizzativa. Ad aprile del 2014, si legge, erano in corso oltre 270 grandi progetti riguardanti 90 uffici di traduzione decentrati, 35 Sale delle Assemblee e 130 filiali, oltre al bisogno di costruire o ristrutturare più di 14.000 Sale del Regno. A ottobre del 2013 il Corpo Direttivo aveva istituito un Reparto Mondiale Progetti e Costruzioni.

E il cantiere di Warwick, la nuova sede mondiale, viene presentato non come una spesa ma come una benedizione. Un fratello impegnato nei lavori è citato così:

«Salmo 127:1 dice: "A meno che Geova stesso non edifichi la casa, non serve a nulla che vi abbiano lavorato duramente i suoi edificatori". Queste parole confermano che il vero successo di questo progetto dipenderà solo dalla benedizione di Geova.»[4]

Lo stesso Annuario apre gli aspetti salienti dell'anno citando Isaia 60:17, la profezia sull'oro al posto del rame, applicata ai miglioramenti nelle disposizioni organizzative.

Non è un rimprovero a chi costruisce: ogni comunità religiosa ha bisogno di luoghi in cui riunirsi, e nessuno può ragionevolmente contestarlo. Il punto è un altro, ed è che l'argomento del 1949 si è capovolto senza che nessuno lo dichiarasse. Allora non costruire vasti edifici era la prova di essere diversi dal clero. Oggi costruirne a migliaia è la prova della benedizione di Geova. E la stessa lettera del 2014 che annunciava i 13.000 edifici necessari chiedeva alle congregazioni di finanziarli con una risoluzione mensile senza scadenza.

Chi nel 1949 leggeva che i TdG non sciupano denaro per fabbricare vasti edifici, e chi oggi alza la mano per approvare la risoluzione, appartengono alla stessa organizzazione e leggono le stesse pubblicazioni. Non è mai stato spiegato a nessuno dei due che cosa sia cambiato.


Due livelli di comunicazione

C'è un'ultima cosa da dire, ed è forse la più importante, perché non riguarda i soldi ma il modo in cui si parla ai fedeli.

Tutto quello che avete letto in questa pagina è contenuto in un documento riservato agli anziani. In congregazione si sente altro: si sente l'annuncio con la cifra, si alza la mano, si approva. Che quella cifra sia stata calcolata a monte dalla filiale su base pro capite, che ci sia l'indicazione di non scendere al di sotto, che sia collocata fra gli obblighi finanziari, che i suggerimenti su come sollecitare i proclamatori includano un punto sui bambini: niente di tutto questo arriva ai presenti. L'importo per proclamatore non compare nemmeno nel documento stampato che gli anziani hanno in mano: sta su una pagina web riservata, raggiungibile tramite il link contenuto nell'annuncio.

Che quella separazione sia deliberata lo conferma il caso brasiliano descritto più sopra: la notifica con l'importo per proclamatore compare soltanto accedendo alla circolare, e la circolare arriva ai soli anziani. Chi vota non ha modo di consultare quella cifra nemmeno volendo.

E non è una novità del 2026. La lettera del 29 marzo 2014 conteneva un post scriptum indirizzato al solo corpo degli anziani, con tutte le istruzioni operative sul calcolo della somma, sul sondaggio anonimo e sul comportamento da tenere se la cassa non bastava. In quelle istruzioni si leggeva, in grassetto nell'originale:

«Questo post scriptum non sarà letto alla congregazione, e la lettera non andrà affissa alla tabella delle informazioni.»

Post scriptum riservato al corpo degli anziani nella lettera del 2014

Il post scriptum riservato al corpo degli anziani, con l'istruzione di non leggerlo alla congregazione.

La lettera veniva letta alla congregazione, il post scriptum no. Dodici anni dopo, la circolare per anziani viene distribuita agli anziani, l'annuncio per le congregazioni viene letto e affisso. Cambia il documento, non l'architettura.

E se qualcuno volesse chiedere? Nel 1964 un Testimone di nome Robert Tucker scrisse alla Società domandando come mai non pubblicasse più i propri bilanci. Gli fu risposto che «i soli a mettere in dubbio l'integrità della Società sono i suoi oppositori e i suoi nemici», e che «i veri cristiani non sono turbati dal fatto che la Società non pubblichi la sua situazione finanziaria». Sono passati sessant'anni, ma la lezione implicita in quella lettera è ancora perfettamente leggibile, e chi è dentro la conosce senza bisogno che gliela ripetano: fare certe domande è già una risposta su di te.

Ed è questa, alla fine, la domanda che vorrei lasciare a chi legge e che è ancora dentro. Se il metodo di contribuzione è davvero quello che le pubblicazioni descrivono da settant'anni, spontaneo, libero, senza somme stabilite e senza scadenze, perché il modo in cui la cifra viene calcolata deve restare in un documento che tu non puoi leggere?



Note

[1] Ministero del Regno, dicembre 1986, pp. 3-6.

[2] Circolare del 15 dicembre 1987 al corpo degli anziani. Cfr. Bernard Blandre, La storia dei Testimoni di Geova, pp. 133-134.

[3] «Sia Dio riconosciuto verace», Watch Tower Bible and Tract Society, prima edizione italiana 1949, p. 212, par. 8.

[4] Testimonianza di Troy Snyder, in Annuario dei Testimoni di Geova 2015, riquadro a p. 13. I dati sui progetti in corso sono alle pp. 16-18.

[5] Zion's Watch Tower and Herald of Christ's Presence, 1º agosto 1879, p. 21. La citazione è riportata dalla stessa Watch Tower nel libro I Testimoni di Geova, proclamatori del Regno di Dio, cap. 21.


Per il quadro storico completo sui metodi di finanziamento della Watch Tower, dalla vendita della letteratura al sistema attuale, si veda la pagina La Società Torre di Guardia e il denaro.


 
   
       
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Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo
dei Testimoni di Geova
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