Le traduzioni che i TdG citano a sostegno di Giovanni 1:1
La lista che segue circola in ambienti apologetici TdG e non è una pubblicazione ufficiale della Watch Tower. Il materiale tuttavia non è del tutto indipendente: una parte delle traduzioni compare già in pubblicazioni ufficiali Watch Tower come il libro La Parola — Chi è? Secondo Giovanni e il libro Ragioniamo facendo uso delle Scritture, e nell'opuscolo Dovreste credere nella Trinità? (pp. 26-28), analizzato in dettaglio su questo sito. La lista circolante in rete amplia e riassembla questo materiale ufficiale. Un'analisi anche sommaria di questi testi e dei loro autori rivela che tanto la lista quanto le sue fonti ufficiali Watch Tower sono costruite in modo da produrre un'impressione di consenso accademico che non esiste.

L'elenco commentato
Nota: Le voci dell'elenco sono evidenziate con colori diversi a seconda della loro attendibilità.
- In rosso le citazioni false o gravemente distorte: autori trinitari le cui parole vengono estrapolate dal contesto per far dire loro l'opposto di quanto intendevano, o citazioni non verificabili sul testo originale.
- In arancione i traduttori antitrinitariani (sociniani, unitariani, cristadelfiani, simpatizzanti TdG) presentati come studiosi indipendenti: la loro resa riflette una cristologia preesistente, non un'analisi grammaticale autonoma.
- In blu le rese non equivalenti alla TNM: traduzioni che dicono "divino", "essere divino", "di natura divina" o simili, che descrivono una qualità della Parola e non la collocano in una gerarchia di divinità subordinate, ma che la lista tratta come se fossero equivalenti a "un dio".
- In verde le voci ambigue o non identificabili con certezza.
- In nero le sole voci residue dopo questa analisi: le due edizioni della TNM (1950 e 1961).
1631 – John Crellius, forma latina di tedesco: "era un dio". Teologo sociniano polacco. La resa riflette la cristologia antitrinitariana del movimento sociniano, non un'analisi grammaticale indipendente.
1694 – Reijnier Rooleeuw: "e la parola era un dio". Traduttore olandese di area remonstrantista/unitariana.
1768 – Edward Harwood: "ed era Egli stesso una persona divina". La sua resa non dice "un dio" ma "una persona divina": non è equivalente alla TNM.
1808 – William Newcome: "e la Parola era un Dio". Arcivescovo anglicano. La sua traduzione fu adottata e rielaborata dagli unitariani inglesi, che ne fecero la base della propria versione confessionale. Citata nell'opuscolo Dovreste credere nella Trinità?
1809 – Thomas Belsham: "la Parola era un dio". Ministro unitariano inglese. La sua versione è esplicitamente una revisione di Newcome in senso antitrinitariano.
1822 – Abner Kneeland: "la parola era un dio". Predicatore americano di area unitariana, poi libero pensatore. Resa dottrinalmente motivata.
1829 – Thompson: "era un dio". Probabilmente riferito al Monotessaron; or, The Gospel History According to the Four Evangelists di J. Thompson, opera di area liberale/unitariana americana. Non è uno studioso biblico di rilievo accademico e la sua identificazione nella lista non è verificabile con certezza.
1863 – Hermann Heinfetter: "e l'Autorità era come un dio". La resa è idiosincratica e non corrisponde alla TNM: "come un dio" è una similitudine, non un'identificazione.
1864 – Benjamin Wilson, The Emphatic Diaglott: "e un dio era la Parola". Cristadelfico autodidatta. I cristadelfiani sono antitrinitariani: la resa riflette questa posizione teologica. La Watch Tower ha storicamente fatto uso dell'Emphatic Diaglott proprio per questo motivo. Citata nell'opuscolo Dovreste credere nella Trinità?
1879 – Segond-Oltramare: la lista apologetica TdG attribuisce a questa voce la resa "e la Parola era un Dio". Si tratta in realtà di due traduzioni distinte: quella di Louis Segond e quella di Hugues Oltramare, entrambe del 1879. La verifica su tutte le edizioni disponibili della Segond, dalla prima del 1879 fino alle edizioni successive, mostra costantemente la resa "et la Parole était Dieu" ("e la Parola era Dio"). La citazione nella lista è quindi falsa o non verificabile.
1879 – Leicester Ambrose Sawyer: "e il Logos era un dio". Teologo americano di area liberale/unitariana.
1885 – Robert Young: "e un dio (cioè essere divino) era la Parola". Young era un calvinista conservatore, autore della celebre Young's Literal Translation e della Concordance. La sua glossa "cioè essere divino" chiarisce esplicitamente che non intende una divinità subordinata. La Watch Tower cita la resa omettendo la glossa esplicativa.
1891 – B.W. Johnson: "che Egli era divino; che Egli era la Parola". La resa non dice "un dio" ma "divino": non è equivalente alla TNM.
1897 e 1901 – A.N. Jannaris: "ed era un dio". Studioso di greco classico e moderno. La sua proposta è minoritaria e non ha avuto seguito nella critica testuale.
1907 – Curt Stage: "la Parola era essa stessa un Essere divino". La resa dice "Essere divino", non "un dio": non è equivalente alla TNM.
1910 – E.R. Böhmer: "era collegata fortemente a Dio, essendo essa stessa Essere divino". Idem: "Essere divino", non "un dio".
1911 – George William Horner: "e (un) Dio era la Parola". La parentesi intorno all'articolo indeterminativo segnala che si tratta di una resa incerta, non di una scelta affermativa.
1926 – Oskar Holzmann: "un Dio/dio era il Verbo/verbo". La doppia alternativa (Dio/dio, Verbo/verbo) indica che lo stesso autore non riteneva la questione risolta in senso antitrinitariano.
1928 – La Bible du Centenaire: "e la Parola era un essere divino". La resa dice "essere divino", non "un dio". Citata nell'opuscolo Dovreste credere nella Trinità?
1931 – Robert Harvey: "era divina (essere divino)". "Divina" e "essere divino", non "un dio".
1932 – Ernest Findlay Scott: "e la Parola era di natura divina". "Di natura divina" descrive una qualità, non una subordinazione ontologica: non è equivalente alla TNM.
1935 – James Moffatt: "il Logos era divino". "Divino" non equivale a "un dio": descrive la natura della Parola, non la colloca in una gerarchia di divinità. Citata nell'opuscolo Dovreste credere nella Trinità?
1938 – Friedrich Rittelmeyer: "la Parola era essa stessa un Dio/dio". Rittelmeyer era fondatore della Comunità dei Cristiani, movimento di area antroposofica. La resa riflette una cristologia non ortodossa.
1939 – J.M. Powis Smith e Edgar J. Goodspeed: "la parola era divina". "Divina", non "un dio". Citata nell'opuscolo Dovreste credere nella Trinità?
1943 – Ervin Edward Stringfellow: "e la parola era divina". "Divina", non "un dio".
1945 – Lyder Brun: "la Parola era del genere divino". "Del genere divino" descrive una natura, non un rango subordinato.
1946 – Ludwig Thimme: "e di specie divina era la Parola". "Di specie divina" descrive una qualità, non una subordinazione ontologica. Citata nell'opuscolo Dovreste credere nella Trinità?
1947 – Charles Cutler Torrey: "la parola era dio". Resa ambigua per l'assenza di articolo: non è chiaro se intenda "un dio" in senso subordinazionista o "dio" come attributo di natura.
1949 – Friedrich Pfäfflin: "era di genere divino". Idem a Brun: qualità, non subordinazione.
1950 – New World Translation of the Christian Greek Scriptures: "e la Parola era un dio". Prima edizione della TNM (Scritture Greche Cristiane). La data corretta è il 1950. In alcune versioni di questa lista che circolano in rete compare invece la data 1694, frutto della mescolanza per errore di due elenchi distinti.
1958 – James L. Tomanec: "la Parola era un Dio". Traduttore di area antitrinitariana. Citata nell'opuscolo Dovreste credere nella Trinità?
1960 – Smit: "era essere divino". "Essere divino", non "un dio".
1961 – New World Translation: "e la Parola era un dio". Edizione completa della TNM.
1965 – John L. McKenzie (gesuita): "In Gv 1,1 dovrebbe essere rigorosamente tradotto 'la parola era essere divino'." McKenzie era cattolico e quindi trinitario: con queste parole non intendeva contraddire la dottrina della Chiesa. Per lui, come per la tradizione cattolica, la Parola è un "essere divino" proprio perché possiede la stessa natura del Padre. McKenzie non aveva previsto l'uso distorto delle sue parole da parte dei TdG; altrimenti avrebbe potuto precisare: "La Parola era con l'Essere divino (= il Padre) e la Parola era un Essere divino (= della stessa sostanza del Padre)", rispettando ugualmente la grammatica ma togliendo ogni appiglio a letture fuorvianti. Per l'analisi grammaticale e teologica completa di Giovanni 1:1 si veda la pagina dedicata. Non è la prima volta che le pubblicazioni Watch Tower citano McKenzie in maniera tendenziosa: si veda anche la pagina dedicata alle citazioni distorte dal suo dizionario.
1969 – William Barclay, Barclay New Testament: "e la natura della Parola era la stessa della natura di Dio". La resa di Barclay non dice "un dio" ma afferma l'identità di natura tra la Parola e Dio. Barclay era un teologo cristiano tradizionale. Quando venne informato che la Torre di Guardia del 1° novembre 1977 aveva usato un brano tratto dal suo libro Many Witnesses, One Lord (1963) per supportare la resa della TNM, scrisse il 26 agosto 1977 al dott. Donald P. Shoemaker che l'articolo, "con ben studiate mutilazioni", lo aveva fatto dire "esattamente l'opposto" di ciò che intendeva. La sua posizione era che Gesù è "della stessa sostanza di Dio". Si veda la pagina dedicata.
1972 – Moffatt: "era divina". Idem al 1935: "divina", non "un dio".
1973 – Translator's New Testament: "la Parola era con Dio ed ha ripartito [o condiviso] la sua natura". "Ha condiviso la sua natura" indica uguaglianza di natura, non subordinazione: non è equivalente alla TNM.
1974 – Maximilian Zerwick S.J. e Mary Grosvenor: "la Parola era divina". "Divina", non "un dio". Zerwick era gesuita e quindi trinitario.
1974 – Philip Harner, Journal of Biblical Literature: "la parola aveva la stessa natura del dio". Harner stava descrivendo la funzione qualitativa del predicato nominale privo di articolo, non sostenendo una cristologia subordinazionista. Il suo articolo è spesso citato dai TdG decontestualizzandone le conclusioni.
1975 e 1987 – Siegfried Schulz: "e un dio (o, di un genere divino) era la Parola" / "un Dio (o Dio di genere) era la Parola". La doppia alternativa tra parentesi indica che Schulz stesso considerava "di genere divino" come la resa più appropriata. Citata nell'opuscolo Dovreste credere nella Trinità?
1976 – Barclay: "la natura della parola era lo stesso della natura del dio". Seconda citazione di Barclay: valgono le stesse considerazioni del 1969.
1978 – Johannes Schneider: "e di una sorta simile a Dio era il Lógos". "Di una sorta simile a Dio" descrive una natura analoga, non una divinità inferiore. Citata nell'opuscolo Dovreste credere nella Trinità?
1979 – Jürgen Becker: "e un Dio era il Logos". Teologo protestante tedesco, professore all'Università di Kiel. La sua resa è una proposta grammaticale all'interno di un commentario accademico, non una traduzione autonoma né un'adesione alla cristologia TdG. Becker non era antitrinitariano.
1980 – Ernst Haenchen: "Dio (di genere) era il Logos". "Di genere" indica la funzione qualitativa del termine, non una gerarchia di divinità.
1983 – William Temple, Readings in St. John's Gospel: "e la Parola era divina". "Divina", non "un dio".
1983 – Simple English Bible: "e il Messaggio era Divinità". "Divinità" come attributo di natura, non come identificazione con una divinità subordinata.
1983 – Traduzione ortodossa greca/araba: "la parola era con Allah [Dio] e la parola era un dio". Non identificata con precisione nelle fonti disponibili.
1985 – Hugh J. Schonfield: "la Parola era divina". "Divina", non "un dio".
1989 – Heinz W. Cassirer: "e la Parola era molto simile a Dio". "Molto simile a Dio" descrive una prossimità di natura, non una subordinazione ontologica.
1989 – Revised English Bible: "ciò che Dio era, la Parola era". Questa resa afferma esplicitamente l'identità di natura tra Dio e la Parola: è l'opposto di "un dio".
1994 – John Madsen: "la Parola era un Essere divino". "Essere divino", non "un dio".
1998 – Vivian Capel, Twenty First Century New Testament Literal Translation: "e la Parola era un dio". Capel era un simpatizzante TdG, non uno studioso biblico indipendente. La sua traduzione non è considerata autorevole dagli studiosi.
2008 – Revised Version-Improved and Corrected: "la Parola era un dio". Edizione di area antitrinitariana.
Un'osservazione finale sull'insieme della lista: le uniche voci che rendono genuinamente "un dio" in senso subordinazionista sono le due edizioni della stessa TNM (1950 e 1961). Tutte le altre risultano o opera di traduttori antitrinitariani, o rese non equivalenti alla TNM, o citazioni false o decontestualizzate, o osservazioni grammaticali di commentatori non antitrinitariani. La Watch Tower ha costruito un'apparenza di consenso accademico che, a un esame anche sommario, si dissolve completamente.
Le traduzioni autorevoli moderne che rendono "era Dio"
A differenza delle voci elencate dalla lista apologetica TdG, la stragrande maggioranza delle traduzioni bibliche, cattoliche, protestanti e interconfessionali, rende Giovanni 1:1 con "era Dio" o equivalente. Di seguito una selezione rappresentativa per lingua.
Traduzione latina antica:
ca. 400 d.C. – Vulgata di Girolamo: "et Deus erat Verbum"
Traduzioni italiane:
1967 – Nuovissima Versione (San Paolo): "il Verbo era Dio"
1968 – La Bibbia Concordata (interconfessionale): "la Parola era Dio"
1971 – CEI: "il Verbo era Dio"
1974 – Bibbia di Gerusalemme (Dehoniane): "il Verbo era Dio"
1985 – TILC – Traduzione Interconfessionale in Lingua Corrente: "la Parola era Dio"
1991 – Nuova Diodati (protestante): "la Parola era Dio"
1994 – Nuova Riveduta (protestante): "la Parola era Dio"
2008 – CEI: "il Verbo era Dio"
Traduzioni inglesi:
1611 – King James Version: "and the Word was God"
1901 – American Standard Version (ASV): "and the Word was God"
1902 – Weymouth's New Testament: "and the Word was God"
1949 – Bible in Basic English: "and the Word was God"
1952 – Revised Standard Version (RSV): "and the Word was God"
1971 – New American Standard Bible (NASB): "and the Word was God"
1978 – New International Version (NIV): "and the Word was God"
1982 – New King James Version (NKJV): "and the Word was God"
1989 – New Revised Standard Version (NRSV): "and the Word was God"
1995 – Contemporary English Version (CEV): "the Word was God"
1996 – New International Reader's Version (NIrV): "the Word was God"
1996 – New Living Translation (NLT): "and the Word was God"
1999 – Holman Christian Standard Bible (HCSB): "and the Word was God"
2000 – World English Bible: "the Word was God"
2001 – English Standard Version (ESV): "and the Word was God"
2005 – NET Bible: "and the Word was fully God"
Traduzioni francesi:
1884 – Darby: "et la Parole était DIEU"
1910 – Louis Segond: "et la Parole était Dieu"
1956 – Bible de Jérusalem: "et le Verbe était Dieu"
1988 – Traduction Œcuménique de la Bible (TOB, interconfessionale): "et le Verbe était Dieu"
1992 – Bible du Semeur: "la Parole était Dieu"
2002 – Segond 21: "la Parole était Dieu"
Traduzioni tedesche:
1905 – Elberfelder Bibel: "und das Wort war Gott"
2007 – Zürcher Bibel: "und das Wort war Gott"
2016 – Einheitsübersetzung (cattolica): "und das Wort war Gott"
2017 – Lutherbibel: "und das Wort war Gott"
Traduzioni spagnole:
1960 – Reina-Valera (protestante): "y el Verbo era Dios"
1967 – Biblia de Jerusalén: "y el Verbo era Dios"
1999 – Nueva Versión Internacional (NVI): "y el Verbo era Dios"
Nessuna delle versioni elencate qui è opera di antitrinitariani; tutte provengono da commissioni di studiosi accademici di diversa confessione, e tutte, indipendentemente dall'orientamento confessionale, convergono sulla stessa resa. Il contrasto con la lista apologetica TdG non potrebbe essere più netto.
Riepilogo
Dall'esame delle voci emerge che la lista presenta almeno cinque ordini di problemi.
1. Traduttori antitrinitariani
Otto versioni provengono da autori la cui resa "un dio" riflette una cristologia antitrinitariana preesistente, non un'analisi grammaticale indipendente: Crellius (1631), sociniano; Rooleeuw (1694), unitariano; Newcome (1808), la cui traduzione fu esplicitamente rielaborata dagli unitariani; Belsham (1809), unitariano; Kneeland (1822), unitariano; Wilson, Emphatic Diaglott (1864), cristadelfico; Rittelmeyer (1938), antroposofico; Capel (1998), simpatizzante TdG. Citare questi traduttori come conferma esterna alla TNM equivale a citare sé stessi.
2. Versioni che non dicono "un dio"
Almeno 26 voci della lista non traducono "un dio" ma usano espressioni che descrivono una qualità o una natura: "divino", "essere divino", "di natura divina", "di genere divino", "della stessa natura di Dio", "molto simile a Dio". Tra queste: Harwood (1768), Johnson (1891), Stage (1907), Böhmer (1910), Harvey (1931), Scott (1932), Moffatt (1935 e 1972), Smith-Goodspeed (1939), Stringfellow (1943), Brun (1945), Thimme (1946), Pfäfflin (1949), Smit (1960), Barclay (1969 e 1976), Translator's New Testament (1973), Zerwick-Grosvenor (1974), Harner (1974), Schulz (1975 e 1987), Schneider (1978), Haenchen (1980), Temple (1983), Simple English Bible (1983), Schonfield (1985), Cassirer (1989), Revised English Bible (1989), Madsen (1994). Queste rese non collocano la Parola in una gerarchia di divinità subordinate e non sono equivalenti alla TNM. La lista le tratta come se lo fossero, gonfiando artificialmente il numero dei "supportatori".
3. Citazioni false o decontestualizzate
La versione Segond-Oltramare (1879) viene citata con la resa "e la Parola era un Dio", ma la verifica sul testo originale mostra che tutte le edizioni della Segond recano "et la Parole était Dieu": la citazione è falsa. McKenzie e Barclay vengono presentati come sostenitori della resa TdG, quando entrambi erano trinitari e le loro parole sono estrapolate dal contesto in modo da far dire loro l'opposto di quanto intendevano. Young (1885) viene citato omettendo la sua stessa glossa esplicativa "cioè essere divino".
4. Il metodo sistematico
La citazione distorta di McKenzie e Barclay non è un caso isolato. La Watch Tower ha applicato lo stesso metodo ad altri studiosi chiamati a sostenere la TNM in senso generale: Goodspeed, Thomson, Winter, Kedar, McCoy e Mantey sono stati tutti citati in modo selettivo o decontestualizzato, omettendo le parti critiche dei loro giudizi o ignorando le loro successive smentite. L'analisi dettagliata di questi casi si trova nella pagina dedicata alle origini della TNM.
5. Il confronto con il consenso accademico reale
Una volta eliminati gli antitrinitariani, le rese non equivalenti e le citazioni false o decontestualizzate, le uniche voci della lista che rendono genuinamente "un dio" in senso subordinazionista sono le due edizioni della stessa TNM (1950 e 1961). Le proposte di Becker (1979) e Schulz (1975/1987), che pure rendono "un dio", sono osservazioni grammaticali all'interno di commentari accademici protestanti di primo piano, non traduzioni teologicamente orientate in senso antitrinitariano: né Becker né Schulz erano antitrinitariani, e nessuno dei due intendeva avallare la cristologia dei TdG. Al di fuori della TNM stessa, nessuna voce della lista supporta in maniera obiettiva e autorevole la resa "un dio".
Per contro, nella sezione precedente sono elencate 36 traduzioni autorevoli, cattoliche, protestanti e interconfessionali, in sei lingue, che rendono "era Dio": 1 latina, 7 italiane, 16 inglesi, 6 francesi, 4 tedesche, 3 spagnole. Nessuna di esse è opera di antitrinitariani; tutte provengono da commissioni di studiosi accademici indipendenti.
Sul piano della grammatica greca, i grecisti più autorevoli sono unanimi nel respingere la resa "un dio".
- Julius R. Mantey, coautore del Manual Grammar of the Greek New Testament frequentemente citato dalla stessa Watch Tower, definì la traduzione della TNM "grossolanamente fuorviante" e scrisse: "Non è né accademicamente corretto né ragionevole tradurre Giovanni 1:1 'la Parola era un dio'. Per quanto ci è dato sapere, nessuno studioso al mondo ha tradotto questo versetto come fanno i Testimoni di Geova."
- Bruce Metzger, professore di Lingua e Letteratura del Nuovo Testamento a Princeton, la definì "una traduzione spaventosa", "erronea", "perniciosa", "riprovevole", aggiungendo: "Se i Testimoni di Geova prendono sul serio questa traduzione, sono politeisti."
- Daniel B. Wallace, autore di Greek Grammar Beyond the Basics (Zondervan, 1996), il manuale di grammatica greca più adottato nelle università teologiche anglofone, analizza specificamente Giovanni 1:1 (pp. 266-267) e conclude che la resa "un dio" è "altamente improbabile" sia grammaticalmente sia contestualmente, in quanto il Logos "esisteva nel principio", il che presuppone una preesistenza assoluta incompatibile con una divinità subordinata.
- F.F. Bruce, uno dei massimi biblisti protestanti del XX secolo, scrisse: "Molto si fa da parte di grammatici ariani dilettanti dell'omissione dell'articolo determinativo davanti a 'Dio' nella frase 'e la Parola era Dio'. Tale omissione è comune nei sostantivi in funzione predicativa. 'Un dio' sarebbe del tutto indifendibile."
- Donald Guthrie, teologo protestante, autore di New Testament Theology (InterVarsity Press, 1981, p. 327), scrisse: "L'assenza dell'articolo davanti a theos ha indotto alcuni a ritenere che la corretta comprensione dell'affermazione sia 'la parola era un Dio' (o divina), ma ciò è grammaticalmente indifendibile in quanto theos è un predicato."
La lista non dimostra un consenso accademico sulla resa "un dio": documenta una tradizione antitrinitariana plurisecolare, un uso sistematicamente selettivo delle fonti e almeno una citazione falsa. Il confronto con il consenso reale della critica biblica è impietoso: da un lato una lista costruita su traduttori antitrinitariani, rese non equivalenti e citazioni distorte; dall'altro 36 traduzioni autorevoli in sei lingue, cattoliche, protestanti e interconfessionali, e i maggiori grecisti del Novecento, tutti concordi nel rendere "era Dio" e nel definire la resa della TNM grammaticalmente indifendibile.