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I Testimoni di Geova -
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La Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture: come ha avuto origine e perché

Il materiale di questa pagina è tratto dallo studio del dottor Sergio Pollina, I Testimoni di Geova e i cristianesimi delle origini (pp. 588–669), un'opera più ampia ed elaborata alla quale si rimanda per l'analisi completa. Il testo originale è disponibile integralmente in formato PDF.



Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, Edizione Riveduta del 2013.
Fonte Wikiwand

“All’inizio di quest’anno di servizio all’adunanza annuale della Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, il Comitato di Traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo ha presentato l’edizione inglese riveduta della più pregevole traduzione della Bibbia disponibile. Geova ha impiegato i suoi figli generati dallo spirito per produrre l’originale Traduzione del Nuovo Mondo (Rom. 8:15, 16). Basterebbe questo a renderla speciale”. –– Annuario 2014, p. 4.

Con queste parole, nel 2013, fu presentata ufficialmente l’ennesima revisione della Bibbia dei Testimoni di Geova, conosciuta comunemente come Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture. Trovarsi fra le mani e sfogliare un libro che è stato prodotto direttamente da Dio mediante “i suoi figli generati dallo spirito” è un privilegio non da poco. C’è da dire, però, che in quanto a sapere chi fossero questi traduttori “generati dallo spirito”, da più di settant’anni ci troviamo di fronte a uno dei segreti meglio custoditi del mondo. Ciò che ci è dato sapere lo spigoliamo da ciò che scrisse il libro Ragioniamo facendo uso delle Scritture (1985) nel quale, a pagina 399 è affermato che la “Traduzione del Nuovo Mondo” è “una traduzione delle Sacre Scritture eseguita direttamente dall’ebraico, dall’aramaico e dal greco in inglese da un comitato di testimoni di Geova unti”. Questo comitato si asserisce essere costituito da “studiosi”; chi possiede anche soltanto un’infarinatura delle lingue in cui fu redatta la Bibbia, si rende facilmente conto che definire una persona “studiosa” non vuol dire nulla. Trasferire il linguaggio biblico in una qualunque Bibbia moderna richiede una profonda conoscenza dell’ebraico antico, del greco antico, in particolare del greco koiné, dell’aramaico e del latino. Una conoscenza del genere implica che si sia in grado di leggere gli antichi testi conoscendone intimamente le forme grammaticali, la letteratura ebraica intertestamentaria, le sfumature di significato e molte altre capacità che si acquisiscono soltanto con l’impegno di lunghi anni studio presso le facoltà di lingue orientali antiche, gli istituti specializzati, i seminari. È ovvio che una conoscenza del genere non si acquisisce usando un traduttore Google, o iscrivendosi a corsi per corrispondenza. Tanto è vero che è la stessa Società a confermarlo nella Torre di Guardia del 1° novembre 2009, nella quale, a p. 21 essa dice: “Apprendere una lingua può essere veramente difficile. Certo, imparare qualche frase in un’altra lingua forse non è così complicato, ma per cogliere ogni sfumatura della lingua possono volerci anni e anni di assidui sforzi”.

Si può dire questo del “Comitato di Traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo”? Hanno queste persone dedicato “anni e anni” di assidui sforzi che li misero in condizione di fare l’impegnativo lavoro descritto nella Torre di Guardia del 1° agosto 1971?:

Il Comitato di Traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo usò anche a scopo comparativo principali testi fra i primi che erano stati tradotti. Il più importante di questi è la Settanta greca … Il Comitato consultò anche la principale versione latina, la Vulgata di Gerolamo … Furono pure consultati e meritano attenzione il Pentateuco Samaritano e i Targumim Aramaici … La base dell’erudizione per le versioni trovate nella Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, come è stato notato in quanto precede, dà fiducia dell’accuratezza di questa traduzione.

Sembra quindi che ci si trovi di fronte a un gruppo di eruditi in grado di districarsi agevolmente con il greco della Settanta, il latino della Vulgata, l’ebraico del Testo Masoretico, l’aramaico dei Targumim. Questo gruppo, però, oltre a questa fenomenale erudizione linguistica, doveva possedere un requisito indispensabile: dovevano essere “figli generati dallo spirito”, dovevano quindi appartenere alla classe dei “144.000”, degli “unti” con speranze celesti, come vengono definiti quei Testimoni di Geova che asseriscono di avere ricevuto direttamente la chiamata di Dio per regnare in cielo con Cristo. Va precisato, poi, che tutti i componenti di questo Comitato sono ormai morti, e che quando oggi nelle pubblicazioni dei Testimoni si fa riferimento al “Comitato” si parla di nuovi componenti il cui compito non è quello di tradurre dai testi in lingua originale, ma soltanto quello di dare una “rinfrescata” alla traduzione in inglese, dalla quale poi derivano tutte le altre. Pertanto, quando La Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture con riferimenti del 1987, a pagina 6 afferma che: “Il testo ebraico masoretico usato per la stesura del testo italiano delle Scritture Ebraiche della Traduzione del Nuovo Mondo, è il codice di Leningrado B 19A (conservato nell’URSS) … Il testo greco usato come base per la stesura del testo italiano delle Scritture Greche Cristiane della Traduzione del Nuovo Mondo è The New Testament in the Original Greek, di Westcott e Hort (pubblicato originariamente nel 1881)” afferma una cosa inesatta, in quanto non è affatto vero che il testo ebraico masoretico e il testo di Westcott e Hort sono stati usati come base per la traduzione italiana, essi sono stati usati come base per la traduzione inglese, sulla quale, poi, è stata effettuata la traduzione italiana. Quindi, prima di proseguire, va sottolineato che i lettori di lingua italiana, o di qualsiasi altra lingua, non saranno mai in possesso di una versione biblica tradotta direttamente nella loro lingua dall’ebraico, dal greco, dall’aramaico e dal latino, ma soltanto di una traduzione dall’inglese, perché gli unici eruditi dell’organizzazione sembra che fossero solo sei americani “unti” e componenti del Consiglio dei Direttori e ormai da tempo defunti.



Vediamo adesso chi erano questi personaggi e cerchiamo di tracciarne un profilo che ci permetta di verificare se tutto ciò che è stato scritto di loro e da loro corrisponde alla realtà.

La Torre di Guardia del 15 maggio 1961, in un articolo intitolato “Completata e stampata una nuova traduzione della Bibbia”, fa una dichiarazione sorprendente:

Nel 1948 la Società Torre di Guardia si rese conto dell’esistenza del Comitato di Traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo, costituito allo scopo di produrre una traduzione moderna dell’intera Bibbia dalle sue lingue originali, con i pregi più adeguati per l’accurata istruzione biblica odierna. Il Comitato acconsentì di cedere la propria traduzione alla Società Torre di Guardia perché ne divenisse la proprietaria e la stampasse per la sua opera di istruzione biblica. Il 3 settembre 1949, il presidente della Società ebbe il piacere di presentare a un’adunanza di direttori associati la traduzione completa, in forma dattilografata, delle Scritture Greche Cristiane, che il Comitato di Traduzione aveva recentemente ceduto alla Società”.

Perché diciamo che è sorprendente? Il suo attento esame ci mostrerà il perché. innanzitutto si afferma che “nel 1948 la Società Torre di Guardia si rese conto dell’esistenza del Comitato di Traduzione”. Che vuol dire con “si rese conto”? (in inglese “divenne consapevole”). Significa che fino al 1948 nessun membro della Società, o meglio dei suoi vertici, cioè il Consiglio dei Direttori, non ne sapesse niente? Sembra difficile da credere, anche perché La Torre di Guardia del 1° maggio 1951 aveva dichiarato che:

Specialmente dal 1946 in poi il presidente della Watch Tower Bible & Tract Society si è adoperato per avere una tale traduzione delle Scritture Greche Cristiane. Il 3 settembre 1949, alle ore 8, nella sede centrale di Brooklyn (Bethel) il presidente della Società convocò un’adunanza collettiva del consiglio dei direttori delle associazioni di Pennsylvania e di New York, alla quale mancò un solo direttore. Dopo l’apertura dell’adunanza con una preghiera il presidente annunziò a questi otto direttori l’esistenza di un “comitato del Nuovo Mondo per la traduzione della Bibbia” e che questo comitato aveva completato la traduzione delle Scritture Greche Cristiane. Questo l’aveva data in possesso all’associazione di Pennsylvania della Watch Tower Bible & Tract Society, proprio il giorno precedente … Uno dei direttori dell’associazione di Pennsylvania propose allora l’accettazione del dono da parte della Società. La mozione proposta fu approvata, e così la traduzione divenne legalmente proprietà dell’associazione di Pennsylvania.

Sembra emergere da quanto abbiamo appena letto, che sebbene la Società fosse guidata da un Consiglio dei Direttori (che spesso viene identificato con il Corpo Direttivo) in effetti chi prendeva tutte le decisioni senza sentire il bisogno di consultarsi con gli altri, fosse esclusivamente il presidente, che a quel tempo era Nathan H. Knorr. I componenti di quel consesso, secondo quanto riferisce il libro Proclamatori a p. 100, a quel tempo erano: (1) Lyman A. Swingle; (2) Thomas J. Sullivan; (3) Grant Suiter; (4) Hugo H. Riemer; (5) Nathan H. Knorr; (6) Frederick W. Franz e (7) Milton G. Henschel. Sempre secondo questa pubblicazione (p. 607):

Ai primi di ottobre del 1946 Nathan H. Knorr, che allora era presidente della Watch Tower Society, propose per la prima volta che la Società producesse una traduzione nuova delle Scritture Greche Cristiane. L’effettivo lavoro di traduzione iniziò il 2 dicembre 1947. Il testo completo fu riveduto con cura dal Comitato di Traduzione, composto interamente di cristiani unti con lo spirito. Poi, il 3 settembre 1949, il fratello Knorr convocò una riunione congiunta del consiglio direttivo della Società di New York e di quella di Pennsylvania e annunciò che il Comitato di Traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo aveva ultimato una traduzione delle Scritture Greche Cristiane in inglese moderno e l’aveva consegnata alla società perché venisse pubblicata.

Se, adesso, esaminiamo con attenzione la cronologia degli eventi, ci rendiamo conto che qualcosa non torna. Secondo quanto scrive il libro Proclamatori: “Ai primi di ottobre del 1946 Nathan H. Knorr … propose per la prima volta che la Società producesse una traduzione nuova delle Scritture Greche Cristiane”. Ma La Torre di Guardia del 15 maggio 1961 diceva che: “Nel 1948 la Società si rese conto dell’esistenza del Comitato di Traduzione”. Sempre il libro Proclamatori aveva chiarito che: “L’effettivo lavoro di traduzione iniziò il 2 dicembre 1947”. Ci si chiede, allora, come è possibile che se il lavoro di traduzione del comitato aveva avuto inizio nel 1947 e già nel 1946 il presidente aveva comunicato l’intenzione di produrre una nuova traduzione, che nel 1948 la Società “si rese conto dell’esistenza di un comitato” che già lavorava al progetto da un anno? Forse il “comitato” aveva lavorato in segreto, di notte, in uno scantinato inaccessibile a occhi indiscreti? Sembra difficile crederlo, se si tiene conto di ciò che un membro del Corpo Direttivo, Raymond Franz scrisse nella quarta edizione di Crisi di Coscienza: “Altri membri di quel comitato (oltre a F.W. Franz) erano Nathan H. Knorr, Albert Schroeder e George Gangas” (p. 56).

Ed è sempre La Torre di Guardia del 1° maggio 1951 che precisa che: “Il 3 settembre 1949, alle ore 8, nella sede centrale di Brooklyn (Bethel) il presidente … annunziò a questi otto direttori l’esistenza di un “comitato del Nuovo Mondo per la traduzione della Bibbia” e che questo comitato aveva prodotto la Traduzione delle Scritture Greche Cristiane”. Come è possibile che nel 1949 la Società apprendesse dell’esistenza del comitato, quando nel 1948 sempre la stessa Società era già stata “resa consapevole dell’esistenza di un comitato”? Abbiamo inoltre appreso che i membri di quel comitato comprendevano N.H. Knorr, F.W. Franz, G. Gangas e A. Schroeder. Knorr e Franz erano il presidente e il vice presidente della società, ma chi erano gli altri due? George Gangas, nato il 17 febbraio 1896, nel 1947 aveva circa 50 anni. Dagli 11 ai 15 anni aveva frequentato una scuola commerciale nell’isola di Chio (Grecia) e nel 1920, a 24 anni, emigrò negli Stati Uniti dove iniziò a lavorare in una tavola calda. Dopo aver conosciuto gli Studenti Biblici, si trasferì a Wheeling dove trovò un lavoro da lavapiatti in un ristorante. A quel tempo Gangas parlava ancora soltanto il greco e non capiva l’inglese. Nel 1928, a 32 anni, iniziò a lavorare alla Betel di Brooklyn, dove fu impiegato come traduttore. La Torre di Guardia del 15 novembre 1967 riferisce le sue parole nel ricevere quell’incarico: “Non potevo quasi crederlo: Io, traduttore? Allora lavoravo nei ristoranti! Ma ricordai che Noè non era stato costruttore di barche. E Mosè sapeva erigere tabernacoli? Impararono entrambi. Io avrei fatto altrettanto”. Va anche precisato che G. Gangas conosceva soltanto il greco moderno, sua lingua madre, e alla Betel aveva l’incarico di tradurre in greco le pubblicazioni in inglese della Società (Proclamatori, p. 94); certamente non era in alcun modo in grado di tradurre dal greco biblico in inglese, lingua con la quale non aveva una gran dimestichezza. Nel 1971 entrò a far parte del Corpo Direttivo. Il suo curriculum scolastico può quindi vantare, dopo le scuole elementari, solo tre anni di quella che da noi equivarrebbe alla scuola media.

Albert D. Schroeder, quando fu varato il progetto di traduzione aveva 28 anni. era nato negli Stati Uniti il 7 aprile 1911. Nel 1929, come riferisce La Torre di Guardia del 1° marzo 1988, all’età di 18 anni si iscrisse all’università del Michigan ad Ann Arbor per seguire corsi di lingua, economia e ingegneria. Ma, nel 1932 interruppe i suoi studi per iniziare l’attività di pioniere, cioè di predicatore a tempo pieno. Schroeder, quindi, non aveva nessuna preparazione linguistica se non la conoscenza della sua lingua madre, l’inglese, e qualche nozione di economia e ingegneria. Certamente non aveva alcun titolo che lo qualificasse per intraprendere la difficile opera di tradurre la Bibbia dalle sue lingue originali.

E, infine, abbiamo Frederick William Franz, noto fra i Testimoni come l’«oracolo», l’unico dei loro “esegeti” con qualche infarinatura di greco ed ebraico. Franz nacque il 12 settembre 1893 a Covington (Kentucky) ed era figlio di Edward Frederick, che era nato in Germania, come pure la madre, Ida Louise Krueger. Frequentò le scuole medie inferiori a 14 anni e successivamente si iscrisse alla scuola superiore di Woodward, nella quale studiò il latino. Quattro anni dopo, a 18 anni, conseguì il diploma. Dopo di che si iscrisse all’università di Cincinnati, dove scelse il corso di studi umanistici che prevedeva l’apprendimento del latino e del greco biblico oltre che del greco classico. Venuto in contatto con gli Studenti Biblici, interruppe gli studi universitari a 21 anni dopo soli tre anni di frequenza.

L’ultimo componente del comitato di traduzione era il presidente, Nathan Homer Knorr, nato il 23 aprile 1905 a Bethlehem, in Pennsylvania, anche se F.W. Franz, nella Torre di Guardia del 1° maggio 1987 indicò la città di Allentown come suo luogo di nascita. Secondo le notizie riferite da A.H. Macmillan in Fede in cammino, egli si diplomò alla scuola superiore al Allentown a 18 anni e in quello stesso anno, il 1923, entrò a far parte della Betel. Nulla nella scarna biografia su di lui indica che avesse la benché minima conoscenza di lingue oltre l’inglese, né che fosse versato in una qualunque disciplina che lo qualificasse per un lavoro di traduzione così impegnativo come la traduzione delle Sacre Scritture dalle loro lingue originali.

L’elenco dei componenti del Comitato, così come è riportato da Raymond Franz in Crisi di coscienza, differisce da quello indicato da Bill Cetnar nel suo libro Questions for Jehovah’s Witnesses who love the truth (1983) Cetnar, che faceva parte dello staff della Betel, entrò a farne parte nel 1950, a 21 anni, e fu assegnato al Reparto Servizio, mentre prestava anche la sua collaborazione nel Reparto Editoriale. Nel suo libro Cetnar narra che:

Il lavoro sulla Traduzione del Nuovo Mondo fu compiuto e portato a termine mentre io ero alla Betel. Il comitato di traduzione aveva chiesto che i nomi dei traduttori rimanessero segreti anche dopo la loro morte. Sapendo chi essi fossero, in quanto tutti alla Betel lo sapevano, se avessi fatto parte del comitato di traduzione, neanch’io avrei voluto che il mio nome fosse reso noto. Vi erano due ragioni per cui era richiesto l’anonimato dei traduttori: (1) le loro competenze e qualifiche non erano verificabili, e (2) non c’era nessuno disposto ad assumersi la responsabilità della traduzione … Mi sembrò singolare che alla Betel nessuno dei traduttori adottasse la minima precauzione per mantenere l’anonimato. Essi lasciavano la tavola da pranzo e tutti insieme salivano a bordo della limousine del presidente per recarsi a Staten Island. Lì essi rimanevano, assentandosi dalla Betel a volte per intere settimane. Da ciò che potei osservare, quelli che si riunivano insieme erano N.H. Knorr, F.W. Franz, A. Schroeder, G.D. Gangas e M. Henschel. Se si eccettua il vice presidente Franz (che comunque aveva interrotto il suo percorso di studi) nessuno dei membri del comitato aveva un curriculum di studi o alcuna qualifica che li rendesse idonei come traduttori biblici. Le capacità di Franz di tradurre a livello erudito l’ebraico è molto dubbia in quanto egli non sembra aver mai formalmente studiato questa lingua.

Queste parole di Cetnar fanno bene il paio con quanto scrisse Raymond Franz in una lettera privata del 23 ottobre 2009, che fu pubblicata a pagina 174 del libro I Testimoni di Geova e lo studio della Bibbia, di A. Aveta e B. Vona:

In quanto al Comitato di Traduzione del Nuovo Mondo, è importante capire che la sua composizione non è mai stata ufficializzata dall’organizzazione in alcun modo. Come ho mostrato in Crisi di coscienza, mio zio era a tutti gli effetti il vero traduttore della versione. George Gangas, sebbene fosse nato in Turchia era greco e pertanto conosceva il greco moderno, ma esso sta al greco biblico [koinè] come l’inglese moderno sta all’inglese del tempo di Chaucer o giù di lì. Lui non aveva nessuna preparazione universitaria, nessun tipo di esperienza sia in ebraico che in greco. Albert Schroeder aveva studiato all’università, ma in materie che non avevano niente a che fare con le lingue bibliche. Ammesso che potesse avere qualche conoscenza di greco o ebraico, si trattava di nozioni da autodidatta, di livello molto basso e rudimentale. Knorr aveva soltanto un diploma di scuola superiore e nessuna conoscenza di lingue straniere. Gangas e Schroeder svolgevano semplicemente un lavoro da segretari per mio zio; Knorr faceva parte del Comitato principalmente perché era il presidente della Società, e non perché avesse in qualche modo a che fare con la traduzione stessa. Per quanto è a mia conoscenza nessun altro faceva parte del Comitato. Sarebbe stato nettamente contrario alle abitudini dell’organizzazione includere estranei nel progetto di traduzione. Il termine “Comitato di Traduzione del Nuovo Mondo” fu coniato e usato semplicemente per coprire l’anonimato e per celare l’assoluta mancanza dei necessari requisiti di istruzione dei suoi membri, con l’unica eccezione di mio zio, che quindi non furono resi noti.
Sembra quindi che secondo Cetnar al comitato dei traduttori indicato da Raymond Franz bisognerebbe aggiungere il nome di Milton Henschel. Ma, in ogni caso, che egli ne facesse parte o meno è ininfluente in quanto, come tutti gli altri, non aveva la benché minima conoscenza delle lingue bibliche. Per cui, come scrisse Barbara Grizzuti Harrison in Visions of Glory: “Tutti noi che lavoravamo alla sede centrale della Società sapevamo come stavano le cose; Fred Franz, che allora era vicepresidente della società e consigliere di Knorr, era   noto per essere il capo dei traduttori”. Queste parole confermano quanto aveva scritto Raymond Franz: “Fred Franz, comunque, era il solo che possedesse una conoscenza delle lingue bibliche tale da permettergli di tentare una traduzione del genere. Egli aveva studiato greco per due anni all’università di Cincinnati, ma era autodidatta in ebraico [1].

Va poi fatta un’altra considerazione che ci sembra pertinente. Quando ebbe inizio il lavoro di traduzione tutti quelli che vi presero parte dovevano essere membri della “famiglia Betel”, ed essere “unti”. A quel tempo, come riferisce l’Annuario del 1946, i componenti della sede centrale erano 232 persone, e tutti si conoscevano fra di loro. Tutti sapevano che ai “piani alti” dell’organizzazione c’era solo uno che avrebbe potuto tentare un’impresa del geùnere; e questi era F.W. Franz. Mantenere l’anonimato per un’attività che assorbì dodici anni di lavoro, al quale presero parte “40 membri della famiglia della sede centrale di Brooklyn (Bethel) [2]” e pretendere che nessuno sapesse chi erano i fantomatici componenti del comitato è semplicemente poco credibile. I 40 membri della famiglia della sede centrale che dovevano rileggere e verificare le bozze che passava loro il comitato, sapevano benissimo chi ci lavorava. Sembra quindi molto strumentale la pretesa – sostenuta da settant’anni – che nessuno, eccettuato il presidente, fosse al corrente dell’importante iniziativa che avrebbe portato l’organizzazione a dotarsi di una “propria” traduzione della Bibbia.

Quando alle 8 del mattino del 3 settembre 1949 il presidente Knorr convocò l’adunanza collettiva dei direttori e li informò che un “comitato” aveva già lavorato per due anni e aveva prodotto la nuova “Bibbia del Nuovo Mondo”, è credibile che questo fosse avvenuto in assoluta segretezza? Due dei componenti del Consiglio dei Direttori, inoltre, più lo stesso presidente, non solo erano al corrente del progetto, ma facevano parte del comitato, e cioè F.W. Franz e Milton Henschel. Qualcuno riesce a convincersi che Knorr, da solo, avesse individuato raffinati traduttori dalle lingue bibliche originali, scelti esclusivamente fra gli “unti” di Brooklyn, li avesse messi al lavoro per due anni nella sede bucolica della WBBR di Staten Island, senza che Swingle, Sullivan, Suiter, Riemer ne sapessero niente? Anche se il “comitato” cominciò a operare nel 1946, La Torre di Guardia del 1° novembre 1988 ci informa che:

Negli scorsi cento anni, membri dell’unto rimanente hanno seguito da vicino le scoperte di antichi manoscritti biblici. Infine un comitato anonimo di unti testimoni di Geova realizzò, fra il 1950 e il 1960, la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture in inglese. Questa era una traduzione completamente nuova, esente da influenze e condizionamenti delle tradizioni religiose della cristianità.

Possiamo quindi archiviare come appartenente al novero delle fandonie il più volte ripetuto ritornello secondo il quale “Nell’offrire in dono i diritti di pubblicazione della loro traduzione, i membri del Comitato di Traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo chiesero di rimanere anonimi … Lo scopo dei traduttori non era quello di farsi un nome, ma solo di rendere onore al divino Autore delle Sacre Scritture”. I traduttori, quindi, hanno un nome, letteralmente un solo nome, quello di F.W. Franz e, conoscendolo, possiamo rispondere alla domanda posta in Ragioniamo (p. 400): “Questa traduzione è davvero opera di studiosi?” La nostra risposta è di segno opposto a quella fornita dalla stessa pubblicazione, secondo la quale “Avendo i traduttori scelto di rimanere anonimi, a questa domanda non si può rispondere in termini di titoli accademici. La traduzione va valutata per quello che è”.

Noi, invece, faremo proprio questo, e cioè ci chiederemo innanzitutto: (1) perché è stata prodotta; (2) Quali erano i “titoli accademici” del o dei traduttori; (3) La traduzione del Nuovo Mondo è veramente una traduzione ex novo, nel senso che gli “eruditi” della Watch Tower hanno aperto le copie in lingua ebraica della Biblia Hebraica di Rudolf Kittel e del testo greco di Westcott e Hort, e dopo di che hanno cominciato, parola per parola, a tradurre il testo ebraico e quello greco in inglese? Ebbene, è a queste tre domande che cercheremo di dare una risposta.
Nota: Le pagine che precedono riproducono fedelmente le pp. 588–601 dello studio di Sergio Pollina. Quelle che seguono ne sono un riassunto, necessariamente più sintetico, redatto per non appesantire eccessivamente questa pagina. Lo studio originale è molto più ampio e dettagliato: affronta ciascun argomento con abbondanza di citazioni, documentazione primaria e analisi critica. Per la trattazione completa è disponibile l'estratto dedicato alla TNM (pp. 588–669, 82 pagine PDF) oppure l'intero volume.


(1) Perché è stata prodotta

Bisognava produrre una Bibbia che non contenesse le tradizioni religiose della «corrotta» cristianità. Lo dice la stessa organizzazione, senza reticenze, nella Prefazione al primo volume delle Scritture Ebraiche del 1953:

"… lo scopo per cui questa traduzione ha visto la luce è perché alla luce della situazione attuale che sempre più con l'alta critica contamina le traduzioni, si è sentita l'esigenza di produrla, non perché le traduzioni esistenti non siano riuscite a esprimersi con un linguaggio moderno, ma perché i loro traduttori hanno fallito di avvicinarsi con le loro traduzioni nemmeno lontanamente all'intera verità".

Il libro Proclamatori aggiunge:

"C'era davvero bisogno di un'altra traduzione? … I testimoni di Geova volevano una traduzione sugli studi biblici più recenti e che non fosse deformata dalle credenze e dalle tradizioni della cristianità".

Il motivo dottrinale specifico è dichiarato esplicitamente nella Torre di Guardia del 15 giugno 1982, p. 24:

"C'è poi da notare che anche con le migliori intenzioni il traduttore biblico, se non ha il giusto intendimento della Parola di Dio, può facilmente sbagliare. Per esempio, quasi tutti i traduttori credono nella Trinità, e quindi rendono Giovanni 1:1 «E la Parola era Dio»; ma il versetto si può rendere correttamente anche in altro modo".

E nella Torre di Guardia del 15 giugno 1964, p. 383:

"Il modo in cui sono state tradotte queste parole nella Traduzione del Nuovo Mondo delle Scritture Greche Cristiane ha dato origine all'accusa che il Comitato di Traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo si sia lasciato influenzare dalle sue credenze religiose. Tale accusa è fondata, ma questo non è stato fatto erroneamente o indebitamente".

C'è poi un aspetto meno noto: il ricorso a una traduzione di provenienza spiritica. Nel 1956 La Torre di Guardia aveva già descritto Johannes Greber, ex sacerdote cattolico che aveva prodotto una traduzione del Nuovo Testamento con l'assistenza di spiriti tramite sua moglie, medium — come lui stesso dichiarava nella prefazione dell'edizione del 1937. Nonostante questa consapevolezza, il Comitato non si fece scrupoli: La Torre di Guardia del 1° marzo 1963 citò la versione di Giovanni 1:1 di Greber («e la Parola era un dio») a sostegno della propria; quella del 15 maggio 1961 la usò per Matteo 27:52-53; nel 1971 e nel 1976 se ne servì ancora in altri contesti. Solo nel 1983 l'organizzazione dichiarò, fingendo di averlo appena scoperto, di non voler più usare quella traduzione. La rivista del 1956, però, l'aveva già descritta senza ambiguità. La conclusione è inevitabile: quando uno strumento fa comodo, l'origine spiritica non disturba.
(2) I «titoli accademici» dell'unico traduttore: Frederick William Franz

La Torre di Guardia del 1° maggio 1987 tratteggia per la prima volta un profilo biografico di Franz. Frequentò la scuola superiore dove studiò il latino; si iscrisse poi all'Università di Cincinnati scegliendo il corso di studi umanistici che comprendeva latino, greco biblico e greco classico. Abbandonò gli studi a 21 anni, dopo soli tre anni di frequenza e senza laurearsi, per dedicarsi alla predicazione.

I documenti universitari mostrano però che Franz ottenne soltanto due ore di credito per un corso abbreviato di «greco biblico», mentre le altre 21 ore riguardavano il greco classico. Il professor Arthur Kinsella, che Franz descrive come suo insegnante di greco biblico, non era nemmeno laureato: era responsabile dei corsi di ammissione. Quanto all'ebraico e al siriaco, non esistevano corsi di queste lingue all'Università di Cincinnati e non è dato sapere dove li avrebbe appresi.

La questione fu risolta definitivamente nel novembre 1954, quando Franz fu chiamato a testimoniare nel processo Douglas Walsh in Scozia. Sotto giuramento affermò di conoscere l'ebraico, ma alla richiesta di tradurre il quarto versetto del secondo capitolo di Genesi la risposta fu:

– Mi può tradurre questo in ebraico?
Franz: Cosa?
– Il quarto versetto del secondo capitolo di Genesi.
Franz: No … non tento nemmeno di farlo. [3]

Un tentativo di ridimensionare questo episodio fu fatto dal Testimone Greg Stafford nel suo In difesa dei Testimoni di Geova (Azzurra Editrice, 2007), dove dedicò un'appendice a spiegare che Franz disse «che non ci avrebbe nemmeno provato», non che non sapesse l'ebraico. Quando per situazioni del genere si usa l'espressione «arrampicarsi sugli specchi», questa è probabilmente una delle più appropriate.
Un confronto illuminante: Steven Byington

È la stessa Watchtower a fornire involontariamente il termine di paragone più eloquente. Nel 1972 stampò The Bible in Living English di Steven Byington, attratta dal fatto che usasse il nome «Geova» nelle Scritture Ebraiche. Nella presentazione biografica di Byington, l'organizzazione elencò con precisione tutti i requisiti necessari per tradurre la Bibbia: laurea con lode, ammissione alla Phi Beta Kappa (la più prestigiosa associazione culturale americana), studi post-laurea in teologia, specializzazione in lingue bibliche, conoscenza di dodici lingue, quarantacinque anni dedicati al lavoro di traduzione. [4]

È un profilo che, per contrasto, mette in piena luce l'inadeguatezza del Comitato di Traduzione. E Byington non era tenero: sin dal novembre 1950 aveva pubblicato su The Christian Century un articolo critico sulla TNM, sollevando obiezioni puntuali su molte scelte traduttive. Il suo giudizio conclusivo, espresso nell'ottobre 1953, fu:

"Quest'opera in realtà non è una traduzione … ma è più un conciso e scorrevole commentario. Il comitato [di traduzione] si è sostituito all'Autore".

Una volta acquisiti i diritti della sua Bibbia, la Watchtower ne pubblicò meno di 300.000 copie in vent'anni — un numero irrisorio rispetto alla diffusione della TNM — e poi la ritirò dalla circolazione, rendendo l'opera praticamente introvabile e tacendo ogni critica di Byington.


(3) La TNM è veramente una traduzione ex novo?

No. La prova documentale è visibile nel filmato jw.org «Incaricati di tradurre i sacri oracoli di Dio»: viene mostrato un foglio del 12 febbraio 1952, ore 11:30, a Staten Island, con la prima pagina della traduzione di Genesi. Se il lavoro fosse stato una traduzione dall'ebraico, ci si aspetterebbe di trovare sul tavolo la Biblia Hebraica di Kittel. Invece, le annotazioni a penna in inchiostro rosso mostrano che il Comitato stava confrontando la versione francese Crampon e la tedesca Elberfelder per decidere come rendere Genesi 2:5. Non tradusse il testo ebraico in inglese: aggiustò un testo inglese preesistente confrontandolo con altre versioni. Come conclusero Raymond Franz e Bill Cetnar, il lavoro fu in sostanza un assemblaggio di versioni bibliche esistenti, modificate dove il pregiudizio dottrinale lo richiedeva.

Il testo greco di Westcott e Hort

La TNM dichiara di basarsi sull'edizione critica del testo greco preparata nel 1881 da Westcott e Hort. È l'unica traduzione moderna a fare ancora uso di questo testo: da decenni il Nestle-Aland e il Greek New Testament delle Società Bibliche Unite sono universalmente riconosciuti come «Testo Standard». Come documentano Kurt e Barbara Aland nel loro Il testo del Nuovo Testamento (Marietti, 1987), Westcott e Hort non collazionarono direttamente alcun manoscritto, si basarono su pubblicazioni a stampa, e il loro cosiddetto «testo neutrale» non è mai esistito. L'insigne critico testuale Kirsopp Lake ne diede nel 1904 questo giudizio: «Un fallimento, anche se un fallimento splendido».

La questione non è marginale. Producendo una propria Traduzione Interlineare del Regno (KIT) basata su Westcott e Hort, il Comitato si trovò in una contraddizione imbarazzante: la traduzione parola per parola posta sotto il testo greco in molti passi smentisce apertamente la traduzione a fianco. In Giovanni 1:1, ad esempio, il testo greco dice «e Dio era la Parola», mentre la colonna a fianco dice «e la Parola era un dio». Come osservò Jason BeDuhn — uno dei pochi estimatori della TNM — introdurre il nome «Geova» nel Nuovo Testamento per 237 volte, laddove il testo greco ha kyrios («Signore»), non è traduzione accurata: è un «emendamento congetturale», un'ipotesi priva del sostegno di qualsiasi manoscritto.

Il «testo originale» non esiste

Presentando la KIT, La Torre di Guardia del 1° giugno 1970 affermò che con essa i lettori potevano «rivolgersi al testo biblico originale». Ma il testo originale non esiste più da molti secoli. Come confermano Ehrman, Metzger e gli Aland, gli «autografi» degli scrittori del Nuovo Testamento sono definitivamente scomparsi. Ciò che oggi si ha sono copie di copie di copie, prodotte da centinaia di scribi nel corso di secoli, che hanno introdotto varianti, errori e in alcuni casi modifiche intenzionali a scopo dottrinale. Secondo le stime degli studiosi, il 90% del testo è privo di varianti significative; ma il restante 10% contiene alterazioni che in certi casi cambiano il senso di passi cruciali.

Un esempio concreto di modifica intenzionale degli scribi antichi riguarda Matteo 24:36: la frase «né il Figlio» — che afferma l'ignoranza di Gesù riguardo al giorno del giudizio — è assente in molti manoscritti perché era teologicamente scomoda per chi riteneva inconcepibile che il Figlio non sapesse ciò che sa il Padre. Come annota Gnilka nel suo commento al Vangelo di Marco (Paideia): «Questa affermazione ha provocato in seguito un problema cristologico. È per questo che in numerosi manoscritti è stata cancellata la parte che dice "né il Figlio"».

In Marco 2:26 la Revisione 2013 inserisce tre parole inesistenti nel testo greco — «secondo il racconto relativo» — per trasformare «al tempo del sommo sacerdote Abiatar» in «secondo il racconto relativo ad Abiatar, capo sacerdote»: Gesù aveva attribuito a Davide un episodio accaduto sotto Ahimelec, padre di Abiatar, non sotto Abiatar stesso. Nessuna versione biblica al mondo traduce così questo versetto. Il risultato è che mentre accusano gli scribi del II-III secolo di aver manipolato il testo a scopi dottrinali (eliminando il nome «Geova»), i Testimoni fanno esattamente la stessa cosa — non nel testo greco, che ormai è intoccabile, ma nella traduzione.

L'Emphatic Diaglott di Benjamin Wilson

Prima della KIT, gli Studenti Biblici si avvalsero dell'Emphatic Diaglott di Benjamin Wilson (1864), un'opera-chiave nella storia del movimento: in essa il termine greco parousia era reso con «presenza» anziché con «venuta», e questo consentì a Russell di costruirvi sopra la dottrina della «presenza invisibile» di Cristo dal 1874. Nel 1902 la Società ne acquistò i diritti di pubblicazione.

Wilson era un autodidatta, editore di un quindicinale religioso nell'Illinois, senza alcuna formazione universitaria. Il dott. Isaac Hall, in una rassegna critica del 1883, lo definì «un'edizione stupefacente». Bruce Metzger, nel 1953, lo descrisse come «una strana edizione del testo greco di Griesbach con una impacciata traduzione interlineare … un'edizione antiquata del testo greco alla quale i Testimoni di Geova fanno riferimento nel loro fiducioso convincimento che "il significato letterale del testo greco dice così e così"».
La TNM e la propria traduzione interlineare: un confronto

La Torre di Guardia del 1° giugno 1970 aveva promesso che con la KIT i lettori potevano «verificare se la Traduzione del Nuovo Mondo o qualsiasi altra traduzione della Bibbia è giusta o no». Prendiamo allora la Società in parola e confrontiamo alcune scelte della TNM con il testo greco della propria KIT. Le principali alterazioni riguardano, come prevedibile, i passi cristologici.

In Giovanni 1:1, la KIT traduce parola per parola: «e Dio era la Parola»; la TNM traduce: «e la Parola era un dio». L'aggiunta dell'articolo indeterminativo non ha alcun fondamento nel testo greco.

In Giovanni 8:58 («Prima che Abramo fosse nato, io sono»), la KIT porta: «Io sono». La TNM 1967 traduceva: «io sono stato»; la Revisione 2013 dice: «io c'ero». La stessa Torre di Guardia inglese del 15 settembre 1948, e prima ancora il Diaglott, traducevano: «Io sono». In Giovanni 8:24 la Revisione 2013 aggiunge la frase «quello che dico di essere» — assente nel greco e nella KIT — alterando il senso delle parole di Gesù.

In Colossesi 1:16-17, la TNM inserisce per quattro volte la parola «altre» — assente nel greco e nella KIT — trasformando «tutte le cose furono create per mezzo di lui» in «tutte le altre cose furono create per mezzo di lui». Il commento di Bruce Metzger su Theology Today (aprile 1953) è inequivocabile:

"In Colossesi 1:15-17 la traduzione dei Testimoni di Geova falsifica ciò che Paolo scrisse originariamente … la parola «altre» è inserita per quattro volte senza nessuna giustificazione. Essa non è presente nell'originale greco, ed è stata usata dai traduttori unicamente allo scopo di mettere Gesù sullo stesso piano delle altre cose create … Il verbo «creare» in riferimento alla relazione esistente fra il Figlio di Dio e il Padre non appare né qui né in nessun'altra parte del Nuovo Testamento. Qui si parla del «primogenito di tutta la creazione», che è cosa affatto diversa dal dire che egli fu creato. Se Paolo avesse voluto esprimere questo concetto, aveva a disposizione un termine greco per farlo: prwtóktistoj («il primo creato»). Paolo, comunque, fa uso del termine prwtótokoj («il primo generato»), che è del tutto differente". [5]

In Tito 2:13, la KIT traduce: «del grande Dio e Salvatore di noi Cristo Gesù»; la TNM separa le due figure in «il grande Dio e del nostro Salvatore Gesù Cristo». In 1 Timoteo 2:4, il greco pantas anthropous («tutti gli uomini») diventa nella TNM «ogni tipo di persona» — scelta ammessa come dottrinalmente motivata dalla stessa Svegliatevi! dell'8 marzo 1965: «non può essere volontà di Dio che tutti gli uomini siano salvati».

Un caso a parte riguarda Atti 2:42, 46; 20:7, dove l'espressione greca «spezzare il pane» — riportata fedelmente dalla KIT — viene resa nella TNM con «consumare pasti» o «prendere i pasti». Il motivo è dottrinale: i Testimoni non celebrano l'Eucaristia e non vogliono che quei versetti vengano letti come un riferimento alla cena del Signore. Ma storici e biblisti di ogni orientamento sono concordi: nel linguaggio cristiano primitivo «spezzare il pane» era l'espressione tecnica per la cena eucaristica. Joachim Jeremias in Le parole dell'ultima cena spiega che nel giudaismo «l'espressione "frazione del pane" non indica mai un pasto» ma solo l'azione rituale iniziale. Perfino il Barne's Notes, commentario frequentemente citato dai Testimoni stessi, annota su Atti 20:7: «Spezzare il pane. Evidentemente per celebrare la cena del Signore».

In tutti questi casi la Società non traduce, ma interpreta — esattamente ciò che la Prefazione prometteva di non fare.

Un caso particolarmente significativo riguarda Matteo 24:36, dove la frase «né il Figlio» — presente nel testo greco di Westcott e Hort su cui si basa la KIT — viene omessa nella traduzione a fianco della KIT stessa. La nota a questo passo del Nuovo Testamento Interlineare spiega che alcuni manoscritti, come quelli onciali del nono secolo e il codice Freer, omettono «né il Figlio», mentre il codice Vaticano, il codice Bezae, il codice Sinaitico e parecchie antiche versioni la includono: la KIT sceglie quindi di lasciare «né il Figlio» nel greco, ma di tradurre senza di essa la pagina a destra. Si tratta di una scelta editoriale discordante: il testo greco dice una cosa e la traduzione a fianco dice altro — esattamente la contraddizione interna che la Torre di Guardia del 1° giugno 1970 aveva promesso non ci sarebbe stata, presentando la KIT come strumento per «verificare se la Traduzione del Nuovo Mondo o qualsiasi altra traduzione della Bibbia è giusta o no».
La qualità letteraria della TNM

Indipendentemente dai problemi dottrinali, la Traduzione del Nuovo Mondo si è sempre distinta per la qualità letteraria mediocre del suo inglese e pessima del suo italiano, frutto di una doppia traduzione (lingue originali → inglese → italiano) affidata a persone prive delle necessarie competenze in entrambe le lingue.
Un caso emblematico riguarda il termine ebraico nèfesh, ricorrente per 754 volte nelle Scritture Ebraiche. La TNM lo traduceva uniformemente con «anima» per ragioni dottrinali: l'organizzazione nega l'immortalità dell'anima e voleva mostrare che il termine biblico si applica anche agli animali. Così Genesi 1:20 diceva «ogni anima vivente che si muove» e Genesi 1:21 «ogni anima vivente che si muove». Ma nella Revisione 2013 nèfesh diventa improvvisamente «creatura vivente» o «essere vivente» — esattamente ciò che facevano da decenni le versioni della «corrotta» cristianità, accusate in precedenza di «oscurare la verità». La spiegazione fornita dalla Revisione 2013 — che si è «deciso di tradurre i termini originali in base al significato che assumono di volta in volta» — è la stessa logica che la Watch Tower aveva per decenni condannato negli altri traduttori.

La stessa dinamica si ripete con decine di altri termini e versetti. La tabella seguente mette a confronto alcune rese della Revisione 1987 con quelle della Revisione 2013, indicando le versioni della «corrotta» cristianità che da decenni o secoli usavano la resa poi adottata dai Testimoni:
Passo
Revisione 1987
Revisione 2013
Esodo 11:7
«nessun cane affilerà la lingua»
«nemmeno un cane abbaierà» (idem la CEI)
1 Samuele 2:9
«Egli custodisce i piedi dei suoi leali»
«Protegge il cammino dei suoi leali» (idem la San Paolo)
1 Samuele 25:22
«tutti i suoi che orinano contro il muro»
«uno solo dei suoi uomini sia ancora vivo» (idem la CEI)
Salmo 6:6
«Tutta la notte faccio nuotare il mio letto»
«Tutta la notte inondo di lacrime il mio letto» (idem la San Paolo)
Proverbi 11:21
«la persona cattiva non resterà impunita»
«Una cosa è certa: il malvagio non resterà impunito» (idem la San Paolo)
Isaia 3:20
«le "case dell'anima"»
«boccette di profumo» (idem la Douay del 1610)
Geremia 4:19
«Oh i miei intestini, i miei intestini! Sento penosi dolori nelle pareti del mio cuore»
«Oh che angoscia, che angoscia. Provo grande dolore nel mio cuore» (idem la Revised Standard Version del 1966)
Geremia 31:20
«i miei intestini son divenuti tumultuosi per lui»
«Per questo le emozioni sono profondamente coinvolte» (idem la Revised Standard Version del 1966)
Giobbe 31:27
«E la mia mano baciava la mia bocca»
«Per adorarli ho mandato baci con la mia mano» (idem la San Paolo)
Isaia 11:6
«il lupo risiederà temporaneamente con l'agnello»
«Il lupo starà con l'agnello» (come tutte le Bibbie del mondo)
La Revisione 2013 spiega laconicamente nell'Appendice A2 (p. 1722): «Tutte le modifiche apportate alla traduzione del testo biblico sono state valutate in preghiera e meditate a fondo, con grande rispetto per l'eccellente lavoro fatto dal primo Comitato di Traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo». Questa formula del «grande rispetto» — un'espressione tipicamente usata come premessa a un dissenso — equivale ad ammettere che settant'anni di lavoro del Comitato Franz andavano, con tutto il rispetto, gettati alle ortiche. Ai lettori non è stata offerta nessuna spiegazione del perché le Bibbie della «corrotta» cristianità avessero ragione da così tanto tempo.

Vi è anche il caso di Genesi 3:9, dove la Revisione 2013 fa dire a Dio «Più volte Geova Dio chiamò l'uomo». Il «più volte» non è nel testo ebraico: è un'aggiunta inventata per correggere un errore grammaticale che la versione precedente aveva introdotto. In nessun'altra versione biblica al mondo Dio chiama Adamo «più volte».

Il termine greco parabolē era tradotto «illustrazione» invece di «parabola», con elaborate giustificazioni in dizionari e riviste. Nel 2013, in tre righe scarne, la Revisione tornò a «parabola» come in tutte le Bibbie del mondo. Analogamente: «schiavo fedele e discreto» → «schiavo fedele e saggio»; «meretrice» → «prostituta» (oscillante avanti e indietro); «tempo indefinito» → «per sempre». In nessun caso l'organizzazione ha spiegato ai propri lettori perché le versioni della «corrotta» cristianità avessero avuto ragione per secoli.

La Revisione 2013, va precisato, fu concepita per migliorare esclusivamente la traduzione inglese: la Torre di Guardia del 15 dicembre 2015 lo specifica per ben dodici volte in due pagine. La traduzione italiana è quindi un prodotto di seconda mano di una traduzione mediocre: una traduzione della traduzione di una traduzione.

Come annotò H.H. Rowley nella prima delle sue due recensioni delle Scritture Ebraiche della TNM, intitolata eloquentemente «Come non si traduce la Bibbia»:

«I traduttori hanno le loro idee sui verbi ebraici, ma preferiscono presentarle a lettori incolti prima di sottoporre le loro scelte all'esame degli studiosi. Forse è una scelta saggia … La traduzione è caratterizzata da un impacciato letteralismo che non può che esasperare il lettore intelligente … invece di mostrare per la Bibbia il rispetto che il traduttore sbandiera, ci troviamo di fronte a un insulto alla Parola di Dio … Anche un lettore che conosce solo l'inglese non potrà fare a meno di chiedersi se persone che sono così scarsamente preparate nella loro stessa lingua, possano realmente essere delle autorità in materia di verbi ebraici!» [6]

Nella seconda recensione, dedicata ai volumi da 1 Samuele a Ester, Rowley aggiunse che i traduttori «mostrano di comprendere l'ebraico, sebbene non riescano a esprimerlo in un inglese forbito», e descrisse lo stile come accomunato «all'asprezza della traduzione di Aquila … in alcuni casi di ineleganza coniugata con l'incomprensibilità». [6]
Gli «studiosi» che elogiano la TNM: un'analisi

Non trovando nel mondo accademico veri estimatori della propria Bibbia, i compilatori della Watch Tower hanno sempre citato gli stessi quattro o cinque nomi, spesso in modo selettivo o distorto.

Edgar J. Goodspeed, grande teologo americano e studioso di greco neotestamentario, inviò nel 1950 un commento favorevole sulle sole Scritture Greche — commento che rimase negli archivi della Watchtower per 32 anni prima di essere pubblicato. Il motivo è comprensibile: già nel marzo 1954, intervistato da Bill Cetnar della sede centrale durante una visita di due ore, disse chiaramente di non raccomandare la traduzione al pubblico: «La grammatica è scadente. Prestate più attenzione alla grammatica». I commenti di Goodspeed riguardavano in ogni caso le Scritture Greche, non quelle Ebraiche, sulle quali non si era pronunciato.

Alexander Thomson, presentato come «studioso di ebraico e greco», era in realtà un impiegato di banca scozzese, coeditore di un bimestrale religioso a circolazione limitatissima. Lo stesso suo coeditore precisò che «Thomson non aveva mai studiato formalmente ebraico o greco in alcuna scuola». Thomson stesso scrisse nel giugno 1959: «Sebbene in tre diverse occasioni io abbia presentato delle brevi recensioni di parte della versione del Nuovo Mondo, non se ne deve per questo dedurre che io sia d'accordo con gli insegnamenti dei cosiddetti Testimoni di Geova … la versione è veramente buona, sebbene sia infarcita di molti termini inglesi che non hanno nessun equivalente né in greco né in ebraico». Il suo commento favorevole sulle Scritture Ebraiche definiva la terminologia della TNM «senza dubbio basata su quella delle versioni precedenti» — dal punto di vista tecnico, equivaleva a definirla una «frode pseudostorica».

Thomas N. Winter, professore associato di studi classici all'Università del Nebraska, commentò favorevolmente la KIT nel 1974 apprezzandone soprattutto il prezzo basso e la stampa curata. In una lettera successiva a Kurt Goedelman scrisse di non essere «contento dell'uso che stavano facendo della sua recensione» e che Giovanni 8:58 si può tradurre in un solo modo: «Io sono».

Benjamin Kedar, professore israeliano di storia ebraica — non di ebraico biblico — precisò in seguito che le sue osservazioni favorevoli riguardavano esclusivamente le Scritture Ebraiche e nulla aveva da dire su quelle Greche, dove si concentrano i «punti caldi» dottrinali dell'organizzazione.

Robert M. McCoy (*Andover Newton Quarterly*, gennaio 1963) — citato dalla Watch Tower come estimatore — affermava in realtà che la TNM «contiene passaggi che devono essere considerati vere e proprie "traduzioni teologiche"» e che Giovanni 8:58 «su base esclusivamente grammaticale non può essere giustificata». I passi critici del suo commento non sono mai comparsi sulle pagine della Torre di Guardia o di Svegliatevi!

William Barclay e la citazione distorta su Giovanni 1:1. La Torre di Guardia del 1° novembre 1977 citò un brano tratto dal libro Many Witnesses, One Lord (1963) di Barclay, pp. 23-24, per sostenere che in Giovanni 1:1 il termine theos senza articolo indicherebbe una descrizione anziché un'identificazione, avvalorando così la traduzione «un dio». Quando Barclay venne informato dell'uso distorto che era stato fatto delle sue parole, scrisse il 26 agosto 1977 al dott. Donald P. Shoemaker:

«L'articolo della Torre di Guardia, con ben studiate mutilazioni, mi ha fatto dire esattamente l'opposto di ciò che io volevo dire. Ciò che io intendevo è che Gesù non è lo stesso che Dio … nel senso che è della stessa sostanza di Dio, cioè che è Dio; ma il modo in cui la Torre di Guardia ha pubblicato ciò che ho scritto ne fa concludere che Gesù non è Dio in un modo che porta acqua al loro mulino. Se essi omettono dalla loro risposta la traduzione di Wuest e della NEB, omettono l'intero punto. Lei ha fatto bene a scrivere, e io non credo che sia necessario aggiungere altro per chiarire la mia posizione».

Chi invece non compare nelle pubblicazioni della Watch Tower sono i nomi davvero autorevoli. Julius R. Mantey, coautore della Manual Grammar of the Greek New Testament frequentemente citata dai Testimoni, inviò personalmente all'organizzazione una lettera l'11 luglio 1974, chiedendo di non essere mai più citato e richiedendo una rettifica pubblica sulla Torre di Guardia:

«Nella nostra grammatica non vi è nulla che possa far pensare che tradurre "un dio" sia possibile e corretto … Quelli sopra menzionati sono solo alcuni esempi della pessima e pervertita traduzione della Parola di Dio da parte della Watchtower. Alla luce di quanto precede, e specialmente a motivo del fatto che mi avete citato fuori dal contesto, faccio formale richiesta che voi non citiate mai più la Manual Grammar of the Greek New Testament, cosa che invece fate da ben 24 anni. Chiedo inoltre che pubblicamente e immediatamente facciate ammenda nella rivista Torre di Guardia … In caso contrario ne subirete le conseguenze. Con la mia disistima. Julius R. Mantey». [7]

Bruce Metzger, uno dei massimi critici testuali del XX secolo, in un lungo articolo del 1953 su Theology Today affermò che i Testimoni di Geova avevano incorporato nella loro traduzione «diverse rese del greco del tutto erronee» e concluse: «Sebbene i Testimoni di Geova sbandierino di non attenersi altro che alla Bibbia, essi sono in realtà in diretto conflitto con le Scritture per quanto riguarda la Persona di Cristo». [5]
Conclusione

La risposta alle tre domande poste all'inizio di questa analisi è dunque questa. La Traduzione del Nuovo Mondo fu prodotta per adattare il testo biblico alle dottrine del movimento, in particolare sulla Trinità, sull'anima immortale e sull'inferno di fuoco, e per inserire il nome «Geova» nelle Scritture Greche senza alcun sostegno manoscritto. I «titoli accademici» del suo unico traduttore si riducevano a qualche nozione di greco acquisita in tre anni universitari incompiuti, e a un ebraico talmente rudimentale da non saper tradurre un versetto di Genesi sotto giuramento in un'aula di tribunale. Non è una traduzione ex novo, ma un assemblaggio di versioni esistenti con modifiche dettate dal pregiudizio dottrinale.

Rimane infine un problema strutturale che la Watch Tower Society non potrà mai risolvere: un cattolico italiano, un protestante tedesco, un ortodosso greco dispongono ciascuno di versioni bibliche nella propria lingua, tradotte direttamente dall'ebraico e dal greco da studiosi di riconosciuta competenza. I Testimoni di Geova di qualsiasi nazionalità leggono invece una traduzione di una traduzione: dall'ebraico e dal greco in inglese, e da quell'inglese — mediocre — in italiano o in un'altra lingua. Come disse H.H. Rowley: «un insulto alla Parola di Dio». Non è esattamente «la più pregevole traduzione della Bibbia disponibile», come proclamò l'Annuario del 2014.
Note:

[1] Crisi di coscienza, p. 80.

[2] La Torre di Guardia, 1° maggio 1961.

[3] Interrogatorio di Frederick William Franz nel processo Douglas Walsh, Scozia, 24 novembre 1954.

[4] Note biografiche su Steven Byington in The Bible in Living English, edizione Watchtower 1972, p. 1596; e I Testimoni di Geova: Proclamatori del Regno di Dio, p. 607.

[5] Bruce Metzger, «I Testimoni di Geova e Gesù Cristo: una valutazione biblica e teologica», Theology Today, aprile 1953. Articolo esplicitamente critico, con sei esempi di «renderings quite erroneous». The Bible Translator, luglio 1964: recensione formale della stessa traduzione, che inizia con una frase di relativo apprezzamento («one gains a tolerably good impression…») — frase sistematicamente usata dalla Watchtower come endorsement, amputando tutto il resto.

[6] H.H. Rowley, «Come non si traduce la Bibbia», The Expository Times, 1953.

[7] Lettera di Julius R. Mantey alla Watch Tower Bible and Tract Society, 11 luglio 1974.
 
   
       
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Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo
dei Testimoni di Geova
© infotdgeova.it — Analisi critica e documentata dei Testimoni di Geova
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