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I Testimoni di Geova -
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Le dottrine
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È vero che i Testimoni di Geova non battezzano i bambini?

La Società Torre di Guardia è contraria all'idea di battezzare i bambini. Le sue stesse pubblicazioni sono esplicite sul punto:

«Dalle parole di Gesù si comprende chiaramente chi è qualificato per il battesimo: "Fate discepoli… [battezzandoli]". (Matt. 28:19) I discepoli sono persone che imparano, che hanno informazioni e si formano un giudizio riguardo a quello di cui sono informati... Forse chiedereste: "Se è così, come si possono battezzare dei neonati, dei bambini? Sono essi idonei per il battesimo cristiano comandato da Gesù?" Possono dei piccoli bambini pentirsi, acquistare conoscenza, esercitare fede, dedicarsi a Geova Dio? No. In altre parole, non possono divenire discepoli.» (La Torre di Guardia, 1/11/70, pp. 652, 653)

«Il passo della dedicazione deve essere fatto soltanto dopo che l'individuo ha acquistato sufficiente conoscenza da poter decidere inequivocabilmente che vuole fare la volontà di Geova e non la propria volontà; altrimenti l'atto del battesimo sarebbe privo di significato. Ne consegue perciò che non sarebbe appropriato battezzare i neonati. L'individuo deve sapere perché viene battezzato. I bambini molto piccoli non hanno questo intendimento. È vero che Gesù disse: "Lasciate che i bambini vengano a me". Ma non v'è alcuna prova che battezzasse qualche piccolo fanciullo o comandasse di battezzarlo. Anzi, essi dovrebbero essere ammaestrati dai genitori nella "disciplina e negli ammonimenti del Signore [Geova]", per prepararsi a fare la dedicazione e il battesimo quando avranno approfondito il loro intendimento fino al punto di fare un'intelligente dedicazione.» (La Torre di Guardia, 15/11/62, pp. 681, 682)

«Dato che il battesimo rappresenta la propria dedicazione a Dio per essere un seguace di Cristo, non è una decisione che un bambino possa prendere.» (La Torre di Guardia, 15/6/89, p. 28)

Per rafforzare questa posizione, La Torre di Guardia del 1/8/71, p. 473, edizione inglese, riferisce che quando un bambino di 10 anni voleva battezzarsi, i suoi genitori non gli permisero di farlo perché dissero che doveva ancora crescere. Venne battezzato a 15 anni.

La stessa Watch Tower riconosce che la dedicazione deve essere una scelta libera e non forzata. Commentando il caso del giovane Timoteo — istruito nelle Scritture dall'infanzia ma arrivato alla dedicazione per convinzione personale — la Torre di Guardia del 15/3/1998, pp. 14-15, osserva che «era stato persuaso — non costretto — a credere nelle dottrine cristiane dalla madre e dalla nonna» e che nei tempi moderni, tra i giovani cresciuti in famiglie di Testimoni di Geova, «altri non lo hanno fatto. È una questione di scelta personale».

Sorge allora una domanda inevitabile: in che misura un bambino di sei, sette o otto anni, cresciuto interamente all'interno dell'organizzazione, circondato da genitori e comunità che identificano il battesimo come il passo naturale e doveroso della sua crescita, è realmente in grado di esercitare quella scelta personale che la stessa Watch Tower dichiara indispensabile? I casi documentati dalle stesse pubblicazioni della Torre di Guardia rendono la domanda tutt'altro che teorica.

Ecco alcuni esempi:

“Alcuni giovani si dedicano e si battezzano prima ancora di diventare adolescenti” (Ministero del Regno 10/92, p. 1)

Battesimo di una bambina di 10 anni - “Sono nata il 18 agosto 1907… la prima assemblea a cui assistei si tenne nel 1918 ad Atwater, nell’Ohio, a pochi chilometri da Alliance. La mamma chiese al rappresentante della Società se era abbastanza grande per battezzarmi. Ritenevo di aver fatto una valida dedicazione a Dio per compiere la sua volontà, e quindi mi fu permesso di battezzarmi”. (La Torre di Guardia, 1/3/00, p. 21)

Battesimo di un bambino di 10 anni – “La loro esperienza è illustrata da quella di un giovane di El Salvador il quale, all’età di dieci anni, si sottopose al battesimo in simbolo della sua dedicazione a Dio. A dodici anni fu mandato in un’area isolata a predicare, vi fece eccellente progresso e aiutò altri a divenire servitori di Dio”. (La Torre di Guardia, 15/5/68, p. 292)

Battesimo di un bambino di 9 anni – “… nostro figlio di sette anni divenne proclamatore e a nove anni fu battezzato”. (La Torre di Guardia, 1/9/75, p. 534)

Battesimo di un bambino che non ha compiuto ancora 8 anni – “Poiché crebbi in un ambiente così ricco spiritualmente, mi dedicai a Dio e mi battezzai prima ancora di avere compiuto otto anni”. (La Torre di Guardia, 1/10/00, p. 28)

Battesimo di un bambino di 7 anni - “Nel dicembre del 1941, a un’assemblea nazionale tenuta nell’Hargreave Park di Sydney, nel Nuovo Galles del Sud, ci battezzammo io, mio fratello e mia sorella. Avevo sette anni”. (La Torre di Guardia, 1/10/06, p. 12)

Battesimo di una bambina di 6 anni: “Nel 1934 mamma e papà si battezzarono. Anch’io volevo battezzarmi e continuai a insistere finché la mamma chiese a un Testimone di una certa età di parlare con me al riguardo. Lui mi fece molte domande in modo che potessi capire. Poi disse ai miei genitori che non mi si doveva impedire di battezzarmi; poteva danneggiare la mia crescita spirituale. Così l’estate seguente mi battezzai: avevo solo sei anni”. (La Torre di Guardia, 1/08/96, p. 21)

Altra bambina battezzata a 6 anni – “Nell’estate del 1946 mi battezzai all’assemblea internazionale di Cleveland, nell’Ohio. Anche se avevo solo sei anni, ero decisa ad adempiere la mia dedicazione a Geova. Quell’estate feci la pioniera per la prima volta”. (La Torre di Guardia, 1/3/92, p. 27)

Battezzati anche bambini di 5 anni – “La domenica 10 agosto 1941 al congresso di Saint Louis fu il “Giorno dei fanciulli”. Quella mattina di buon’ora fu pronunciato un discorso sul battesimo e furono immerse 3.903 persone, fra cui 1.357 ragazzi. Ma per i fanciulli e anche per gli adulti, quello doveva essere un giorno speciale. “Tutti i figli di genitori consacrati in età dai 5 ai 18 anni e che hanno biglietti per posti riservati si raduneranno al centro dell’arena proprio di fronte al palco”, diceva il programma stampato. Il discorso del fratello Rutherford “Fanciulli del Re” era in programma per le 11”. (Annuario 1976, p. 191; Assemblea a St. Louis, Missouri dal 6-10 agosto 1941. PROGRAMMA – Pagina 8)




Foto di alcuni dei bambini che si battezzarono a questa assemblea. Le foto vennero pubblicate nel Report Of Convention Of Jehovahs Witnesses 1941 (Held at St. Louis, Missouri, U.S.A., August 6-10, 1941). Published by Watchtower Bible and Tract Society […] Printed in the United States of America, October 1941.

Lo stesso Report chiosa la foto 3, in originale, con l’espressione «Two of 1,357 children immersed». La foto 2 è invece spiritosamente chiosata: «Hold your nose».

Il testo completo del Report, in originale (PDF, di pp. 75, 22,6 MB) può essere scaricato al seguente link:


Del battesimo di questi ragazzi si parla alle pagine 3, 59 e 60 del suddetto rapporto.

«Circa 1.500, tra i battezzati, erano ragazzini, dai 5 ai 18 anni, e alcuni di loro, dopo l’immersione battesimale, nuotarono fino al punto più profondo della piscina. I più, comunque, ne uscirono, si rivestirono, e ritornarono immediatamente nell’Arena. La maggior parte dei testimoni indossava costumi da bagno, ma una donna si presentò con una camicia da notte bianca, lunga fino ai piedi; un’altra in abito blu. Una bambina di nove anni, paralizzata, venne trasportata fino alla piscina in una sedia a rotelle». (Dal giornale “St. Louis Globe- Democrat” – 11 agosto 1941, p. 1).

L'articolo originale:

click per ingrandire
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Altri esempi di cui hanno parlato i media

(assemblee italiane del 2009/2026)

«I battezzati erano di un’età compresa tra 12 e 71 anni» (link)
«I battezzati sono di un'età compresa tra 11 e 83 anni» (link)
«I candidati, di età compresa tra i 12 e i 90 anni» (link)
«I battezzati sono di un’età compresa tra 12 e 71 anni» (link)
«La più giovane è Aurora e ha 10 anni» (link)

Una contraddizione nei congressi del 2026

Nel ciclo di congressi italiani "Felici per sempre" del giugno 2026, i portavoce locali dei Testimoni di Geova hanno ripetuto, città dopo città, la stessa dichiarazione ai giornalisti:

«Il battesimo è una scelta personale. A battezzarsi non sono i bambini ma uomini e donne, giovani e anziani.»

La frase, identica nella forma, è stata pronunciata da Giuseppe Carbonara a Bari, da Marco Bruno a Misterbianco e Caltanissetta, da Emanuele Fogliani ad Arezzo: sembra un testo fornito centralmente ai portavoce regionali per la stampa.

Eppure, nello stesso identico ciclo di congressi 2026, a Torino il portavoce regionale Antonio Donnarummo, interpellato direttamente sui 40 nuovi battezzati, ha dichiarato che la loro età andava dai 12 ai 90 anni. Alla domanda esplicita del giornalista, "Cosa significa per un ragazzo di 12 anni essere considerato pronto per il battesimo?", il portavoce non ha smentito il caso né lo ha definito un'eccezione, ma lo ha anzi legittimato parlando di "consapevolezza" e di scelta volontaria espressa dal giovane.

Un dodicenne, o un quattordicenne come altri casi documentati in anni precedenti, non rientra in alcuna definizione plausibile di "uomo" o "donna". La linea di comunicazione ufficiale ("non sono i bambini") appare quindi smentita dai fatti riportati dalla stessa organizzazione, nello stesso anno, nello stesso ciclo di eventi.

Fonti:

• In migliaia al congresso barese
• Battesimo per 39 nuovi fedeli
• Uomini e donne abbracciano la fede
• 15mila fedeli toscani a congresso
• 13mila TdG, congresso e battesimi

Un minorenne può fare una scelta così definitiva?

Anche al di là della definizione tecnica di "bambino" usata dalla Torre di Guardia, resta un problema più ampio: la maggior parte dei battesimi indicati come "precoci" dalle stesse pubblicazioni riguarda comunque dei minorenni, spesso tredicenni o quattordicenni, come una lettrice di Svegliatevi!, Cinzia, racconta: "Mi battezzai a 14 anni" (Svegliatevi!, 8/4/90, pp. 15-17).

Su questo punto la Torre di Guardia è esplicita: "La Bibbia non dice che il battesimo sia un passo riservato a chi è più grande o a chi ha raggiunto un'età in cui per legge si gode di certi diritti" (La Torre di Guardia, marzo 2016, p. 4). In altre parole, l'organizzazione dichiara apertamente di non ritenere rilevante l'età legale per una decisione di questa portata.

Eppure un minorenne, secondo la legge italiana e di gran parte degli ordinamenti occidentali, non può votare, non può sposarsi senza il consenso dei genitori, non può stipulare contratti vincolanti, non può guidare un'automobile. Proprio l'esempio usato dalla stessa Torre di Guardia per spiegare il significato del battesimo, quello di un'automobile regalata "ma di cui l'amico tiene le chiavi", è paradossale se si pensa che un minorenne, nella vita reale, non potrebbe nemmeno guidare quell'automobile da solo.

Va inoltre notato che lo stesso esempio biblico citato dalla Torre di Guardia per incoraggiare il battesimo, quello di Gesù, non sostiene affatto la tesi del battesimo precoce: secondo il Vangelo di Luca, Gesù aveva circa trent'anni quando si fece battezzare da Giovanni (Luca 3:21-23). Un'età ben diversa da quella dei bambini e adolescenti che le pubblicazioni della Torre di Guardia presentano come esempi positivi.

Esperienza e foto riportate nell'Annuario del 2011, pp. 58,59:




Citazione di un articolo della "Torre di Guardia" del marzo 2016, in cui i "giovani" (compresi i bambini di 12 anni) venivano incoraggiati a battezzarsi (pagina 3): «“TI HO visto crescere”, disse un anziano di congregazione a Christopher, che all’epoca aveva 12 anni, “e sono felice di sapere che desideri battezzarti.»


Battesimo di un bambino a un'assemblea

Bambini che fanno scelte irreversibili

Se un giorno dovessero cambiare idea e decidere di lasciare l'organizzazione — perché, crescendo, hanno acquisito nuove consapevolezze e una maggiore maturità — dovranno scontare per tutta la vita le conseguenze di un battesimo a cui hanno aderito da bambini: l'emarginazione e l'ostracismo da parte di tutti i Testimoni di Geova con cui sono cresciuti e hanno vissuto.

E tali conseguenze sociali riguarderanno anche eventuali genitori Testimoni di Geova, i quali eviteranno ogni associazione non strettamente indispensabile con il figlio o la figlia “dissociati”, come prescrive la Società Torre di Guardia (si veda su ciò la pagina TdG e disassociati).



 
   
       
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Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo
dei Testimoni di Geova
© infotdgeova.it — Analisi critica e documentata dei Testimoni di Geova
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