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Le dottrine
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I TdG e la cura dei disturbi mentali

Cosa consigliava la Svegliatevi! dell'8 agosto 1960 ai Testimoni di Geova che soffrivano di disturbi mentali e valutavano l'opportunità di consultare uno specialista?

L'articolo, intitolato "Dovrebbe il cristiano consultare uno psichiatra?", chiariva subito la posizione della Watch Tower con parole inequivocabili: rivolgersi a un professionista della salute mentale significava per il cristiano «ammettere d'aver fallito, scendere in Egitto in cerca di soccorso». E, nel caso il lettore avesse ancora dubbi, la rivista quantificava: «almeno novantanove volte su cento», il TdG avrebbe fatto meglio a consultare un cristiano maturo anziché uno psichiatra.

Le cause dei problemi emotivi e mentali venivano inoltre individuate in precise mancanze personali e spirituali: secondo la rivista, quando un cristiano era «mentalmente preoccupato o sconvolto da problemi emotivi, spesso la causa è da attribuire al non aver avuto associazione con i suoi amici nella società del Nuovo Mondo», aggiungendo che «molto probabilmente ha anche trascurato la preghiera». In altri termini: se stavi male psicologicamente, era colpa tua.





Confrontiamo ora questi consigli con quanto la stessa rivista scriveva nel dicembre 2014, a distanza di oltre cinquant'anni:



Il cambiamento è radicale. Il nuovo articolo afferma esplicitamente che «i disturbi legati alla salute mentale non dipendono da debolezze personali o difetti del carattere» e che «il primo passo importante è sottoporsi all'esame approfondito di uno specialista che abbia esperienza nella cura di malattie mentali». La stessa cosa che nel 1960 equivaleva a "scendere in Egitto" diventa ora il consiglio principale della rivista.

Va riconosciuto che il cambiamento, in sé, è positivo. Il problema è che arriva con più di mezzo secolo di ritardo.

Nel frattempo, quante persone non hanno ricevuto le cure di cui avevano bisogno, convinte che rivolgersi a uno psichiatra fosse segno di fallimento spirituale? Quante hanno visto la propria salute mentale aggravarsi seguendo i "consigli" di quella che si autodefinisce «l'unico Canale costituito da Dio per dispensare la Luce della Verità»?

Un'organizzazione che rivendica la guida esclusiva dello spirito divino — e che su questa pretesa fonda la propria autorità assoluta sui credenti — aveva la responsabilità di parlare in modo "fedele e discreto" fin dall'inizio. Invece ha diffuso per decenni insegnamenti che hanno scoraggiato le persone dal cercare aiuto professionale, attribuendo i disturbi mentali a colpe personali e spirituali. Il ritardo con cui ha corretto questa posizione non è un dettaglio: è parte integrante del danno.

Si veda su ciò la discussione nel forum Infotdgeova:


 
   
       
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Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo
dei Testimoni di Geova
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