La caduta di Ninive
Quando ebbe fine l'impero assiro e quanto durò il dominio di Babilonia?
Le mura di Ninive. Larghe dieci metri e alte ventiquattro, poggiavano su una base di blocchi squadrati.
Provviste di ventiquattro porte, erano circondate da un fossato largo quarantadue metri, varcato da un ponte in pietra
Che cosa scrivono i TdG
«Se si calcola dalla partecipazione di re Nabucodonosor alla distruzione della capitale assira Ninive nel 632 a.E.V. fino al rovesciamento di Babilonia per opera di Ciro il Persiano nel 539 a.E.V., l'Impero Babilonese di Nabucodonosor e della sua dinastia durò circa novantatré anni, meno di un secolo.»[1]
Due affermazioni, dunque: Ninive sarebbe caduta nel 632 a.C., e la dinastia di Nabucodonosor sarebbe durata circa novantatré anni. Entrambe sono in contrasto con quanto risulta dai documenti, e converrà esaminarle separatamente.
Perché serve il 632
Prima di guardare i documenti, vale la pena di capire da dove venga quel 632, perché non si tratta di una lettura alternativa dei reperti: è una conseguenza aritmetica.
La Watch Tower colloca la distruzione di Gerusalemme nel 607, nel diciottesimo anno di Nabucodonosor. Ne segue che il primo anno di quel re cade nel 624, che il regno di suo padre Nabopolassar comincia attorno al 645, e che tutto ciò che precede va spostato indietro di vent'anni rispetto alla cronologia accolta dagli storici. Ninive compresa: da qui il 632 al posto del 612. Non è un dato ricavato da un'indagine sull'Assiria, ma il riflesso automatico di una data stabilita altrove e per altre ragioni.
La verifica, però, si può fare, perché per quegli anni esiste un documento contemporaneo.
Che cosa dice la cronaca babilonese
Il crollo dell'impero assiro non è noto per congettura né per tradizione: è raccontato anno per anno da una tavoletta babilonese redatta poco dopo i fatti, conservata al British Museum con la sigla BM 21901 e nota agli studiosi come Cronaca della caduta di Ninive.[2] Vi si segue la campagna dal decimo al diciassettesimo anno di Nabopolassar, e le tappe sono queste:
• nel dodicesimo anno di Nabopolassar cade Assur, l'antica capitale religiosa;
• nel quattordicesimo anno, dopo tre mesi d'assedio condotto dai babilonesi alleati con i Medi di Ciassare, cade Ninive;
• nel sedicesimo anno gli alleati marciano su Harran, dove si era rifugiato l'ultimo sovrano assiro, Assur-uballit II, che abbandona la città;
• nel diciassettesimo anno Assur-uballit tenta di riprendere Harran con l'aiuto degli egiziani, e fallisce. È la fine dell'Assiria.
La cronaca, dunque, non fornisce date «avanti Cristo», che sono una convenzione moderna: fornisce anni di regno. Per tradurli in date assolute occorre ancorare la successione dei regni neobabilonesi a un punto fermo, e quel punto fermo è la caduta di Babilonia nel 539, che gli stessi TdG accettano. Sommando a ritroso le durate dei regni, documentate da decine di migliaia di tavolette datate e confermate dai diari astronomici, il quattordicesimo anno di Nabopolassar corrisponde al 612 a.C. e il diciassettesimo al 609.
Vi è poi una conferma che viene dalla Bibbia stessa. In 2 Re 23:29 si legge che il faraone Neco salì «al re d'Assiria, presso il fiume Eufrate», e che Giosia gli andò incontro a Meghiddo, dove fu ucciso. Quella spedizione egiziana è precisamente la campagna di Harran raccontata dalla cronaca babilonese: il racconto biblico e il documento cuneiforme descrivono lo stesso evento.
Bassorilievo raffigurante Salmanassar III. L'impero assiro, fondato secoli prima, conobbe il suo apogeo fra l'ottavo e il settimo secolo a.C. per poi crollare in pochi anni
Il consenso degli storici
Su queste date la letteratura storica è concorde, senza eccezioni di rilievo. Vale come esempio la sintesi di una comune enciclopedia:
«La morte di Assurbanipal (627 a.C.) fu seguita da una rivolta di corte, ma poco si sa degli eventi successivi. I medi presero la città di Assur nel 614 a.C. e, con l'aiuto dei babilonesi, la capitale Ninive nel 612. Gli assiri, guidati dall'ultimo re, Assur Uballit II (612-609 a.C.), si ritirarono ad Harran, a nordovest della capitale, dove subirono la sconfitta che segnò la fine dell'impero.»[3]
Chi desideri altri riscontri li trova ovunque, comprese le voci Ninive e Assiria della Wikipedia italiana, che riportano le medesime date. La differenza di vent'anni non è quindi fra due scuole storiografiche: è fra la storiografia e una singola confessione religiosa.
Interessante è che sull'evento finale la stessa Watch Tower concordi nella sostanza, pur collocandolo vent'anni prima. Il libro «Perspicacia» commenta così l'esito della battaglia di Harran: «La loro campagna contro Haran non ebbe successo. L'impero assiro era finito».[4]
Quanto durò la dinastia di Nabucodonosor
Passiamo alla seconda affermazione. I TdG riconoscono che l'impero babilonese ebbe fine nel 539 a.C. Qual è stata dunque la sua durata effettiva?
Se si prende come inizio dell'egemonia babilonese il 609, l'anno in cui la potenza assira crollò definitivamente a Harran, il conto è immediato:
609 − 539 = 70
Settant'anni, con un'oscillazione di poco se si assume come punto di partenza un evento leggermente diverso dalla battaglia di Harran. E non novantatré, come afferma la Società.
Il numero non è casuale, ed è qui che la questione diventa interessante. Che l'impero babilonese dovesse durare settant'anni è scritto nella Bibbia, in Geremia 29:10.
Settant'anni per Babilonia
Ecco come il versetto viene reso nelle principali versioni bibliche italiane:
«Così dice l'Eterno: Quando saranno compiuti settant'anni per Babilonia, io vi visiterò e manderò ad effetto per voi la mia buona parola, facendovi ritornare in questo luogo» (Nuova Diodati).
«Poiché così parla il Signore: Quando settant'anni saranno compiuti per Babilonia, io vi visiterò e manderò a effetto per voi la mia buona parola facendovi tornare in questo luogo» (Nuova Riveduta).
«Pertanto dice il Signore: Solamente quando saranno compiuti, riguardo a Babilonia, settanta anni, vi visiterò e realizzerò per voi la mia buona promessa di ricondurvi in questo luogo» (CEI).
«Il Signore dice ancora: La potenza di Babilonia durerà settant'anni. Solamente allora io interverrò a vostro favore e realizzerò la promessa che vi ho fatto di farvi ritornare nella vostra patria» (Parola del Signore, LDC-ABU).
I settant'anni, dunque, riguardano Babilonia: sono la durata della sua supremazia sulle nazioni assoggettate. Nella Traduzione del Nuovo Mondo il passo è invece reso così:
«Poiché Geova ha detto questo: "Secondo il compimento di settant'anni a Babilonia vi rivolgerò la mia attenzione, e certamente realizzerò verso di voi la mia buona parola riconducendovi in questo luogo".»
Una preposizione, e il senso cambia del tutto: i settant'anni non sono più la durata del dominio babilonese ma la durata della permanenza degli ebrei in esilio. È da questa resa che discende l'intero impianto cronologico dei TdG, perché soltanto contando settant'anni di esilio all'indietro dal ritorno si arriva al 607. In realtà è storicamente accertato che l'esilio durò una cinquantina d'anni, dal 587/586 al 537 circa (si veda questa pagina).
Che il testo ebraico intenda i settant'anni come durata del dominio babilonese lo conferma il parallelo di Geremia 25:11, dove si legge che le nazioni «resteranno schiave del re di Babilonia per settanta anni» (CEI): esse dovevano servire il re di Babilonia per tutto il tempo della sua supremazia. È la conclusione a cui giungono anche gli studiosi. Avigdor Orr, in un articolo dedicato proprio a questo passo, osserva che il senso dell'originale ebraico può essere reso come «dopo che settant'anni di dominio di Babilonia saranno compiuti», e che i settant'anni «evidentemente si riferiscono a Babilonia e non ai Giudei o al loro esilio».[5]
Documenti storici neo-babilonesi
| Sovrani neo-babilonesi | Cronache preservate tramite Beroso e il canone di Tolomeo | Lista regia di Uruk | Iscrizioni regie | Date a.C. |
|---|---|---|---|---|
| Nabopolassar | 21 anni | 21 anni | 21 anni | 625-605 |
| Nabucodonosor | 43 anni | 43 anni | 43 anni | 604-562 |
| Evil-Merodac | 2 anni | 2 anni | 2 anni | 561-560 |
| Neriglissar | 4 anni | illeggibile | 4 anni | 559-556 |
| Labashi-Marduk | alcuni mesi | (3 mesi) | – | 556 |
| Nabonedo | 17 anni | illeggibile | 17 anni | 555-539 |
Le durate dei regni neo-babilonesi secondo tre gruppi di fonti indipendenti fra loro. Dalla battaglia di Harran del 609 a.C. alla caduta di Babilonia del 539 corrono settant'anni.
Tabella tratta da C. O. Jonsson, «I tempi dei Gentili», p. 76
In conclusione
Ninive cadde nel 612 e l'impero assiro finì nel 609, come racconta una cronaca babilonese redatta pochi anni dopo i fatti. Dal 609 al 539 corrono esattamente settant'anni di dominio babilonese, che sono i settant'anni annunciati da Geremia. Non c'è alcun conflitto fra la Bibbia e la storia.
Il conflitto nasce soltanto quando si legge Geremia 29:10 come se parlasse della durata dell'esilio anziché della durata dell'impero. Da quella sola preposizione discendono il 607, i novantatré anni di Babilonia, il 632 per Ninive, e la necessità di sostenere che tutti gli storici del mondo si sbagliano di vent'anni.
Note
[1] «Governo mondiale», cap. 5, pp. 71-72, edito dalla Watch Tower. Il grassetto è aggiunto. ↑
[2] La tavoletta BM 21901 fu pubblicata da C. J. Gadd, The Fall of Nineveh. The Newly Discovered Babylonian Chronicle, No. 21,901, in the British Museum, Londra 1923. L'edizione di riferimento è oggi quella di A. K. Grayson, Assyrian and Babylonian Chronicles, Locust Valley 1975, dove il testo figura come Chronicle 3 (ABC 3). Si tratta dello stesso studioso che nel 1958 pubblicò le iscrizioni di Harran, fra cui la stele di Adda-guppì. ↑
[3] Voce «Assiria», Enciclopedia Encarta, edizione 1998. ↑
[4] «Perspicacia nello studio delle Scritture», vol. 1, p. 234, edito dalla Watch Tower. ↑
[5] A. Orr, «The Seventy Years of Babylon», in Vetus Testamentum, vol. VI, 1956, p. 305, citato in C. O. Jonsson, I tempi dei Gentili, ed. Dehoniane, Roma 1989, p. 146. ↑