LA TAVOLETTA DI SATURNO
(BM 76738 - BM 76813)
Pagine 169-171 del libro The Gentile Times Reconsidered, di C. Olof Jonsson. [1]
Uno dei più importanti testi astronomici del settimo secolo a.C. è la tavoletta di Saturno, risalente al regno del re babilonese Kandalanu (647-626 a.C.), predecessore di Nabopolassar, il padre di Nabucodonosor.
Questo testo si compone di due frammenti, BM 76738 e BM 76813.[2] È stato descritto per la prima volta da C. B. F. Walker nel 1983 sul Bulletin of the Society for Mesopotamian Studies.[3] Dello stesso Walker è stata pubblicata anche una trascrizione con traduzione e un'analisi completa del testo.[4]
Come spiegato in precedenza (sezione A-1 del libro di Jonsson), il pianeta Saturno ha un periodo di rivoluzione di circa 29,5 anni. A causa della rivoluzione della terra attorno al sole, Saturno scompare dietro il sole per alcune settimane e torna a essere visibile a intervalli regolari di 378 giorni.
La tavoletta di Saturno riporta le date (anno di regno, mese e giorno nel calendario babilonese) e le posizioni del pianeta Saturno nella sua prima e ultima apparizione per un periodo di quattordici anni consecutivi, ossia i primi quattordici anni di Kandalanu (647-634 a.C.). Il nome del re, riportato solo nella prima riga, è parzialmente danneggiato, ma può essere ricostruito come [Kand]alanu. Il nome del pianeta non è menzionato in nessun punto del testo, ma le osservazioni si adattano a Saturno e a nessun altro pianeta. Come ha spiegato Walker:
Il nome del pianeta Saturno non è riportato sulla tavoletta, e il nome di Kandalanu deve essere ricostruito da poche tracce nella prima riga. È certo, tuttavia, che abbiamo a che fare con Saturno e Kandalanu. Saturno ha il movimento più lento fra i pianeti visibili, e solo Saturno si sposterebbe delle distanze indicate tra le visibilità iniziali e le successive.[5]
Il testo è danneggiato in più punti e molti numeri degli anni sono illeggibili. Gli anni 2, 3, 6, 7, 8 e 13 non sono però danneggiati. Inoltre, poiché ogni anno è coperto da due righe del testo, una per l'ultima apparizione del pianeta e l'altra per la prima, il numero totale delle righe relative ai quattordici anni è di 28. In questo contesto non c'è alcun problema a ripristinare i numeri degli anni danneggiati. La maggior parte delle posizioni indicate per la prima e l'ultima comparsa di Saturno è leggibile.[6] La voce relativa all'anno 8, che è quasi interamente conservata, è qui citata come esempio:
Anno 8, mese 6, giorno 5, alle spalle del Solco [Furrow] (alfa Virginis), ultima apparizione. [Anno 8], mese 7, giorno 5, "tra" il Solco (alfa Virginis) e la Bilancia (Libra), prima apparizione.[7]
Cosa implica questa tavoletta astronomica per la cronologia del periodo neo-babilonese?
Come si è detto, Saturno ha un periodo di rivoluzione di 29,5 anni, il che significa che in tale arco di tempo il pianeta compie un giro completo dell'eclittica.
Ma per rivedere il pianeta in un punto specifico dell'eclittica (vicino a una certa stella fissa, per esempio) nello stesso periodo dell'anno, occorre attendere 59 anni solari (2 x 29,5). Questo intervallo, in realtà, è molto più lungo nel calendario lunare babilonese. Come spiega C. B. F. Walker:
Un ciclo completo dei fenomeni di Saturno in relazione alle stelle è di 59 anni. Ma quando quel ciclo deve essere adattato al calendario lunare di 29 o 30 giorni, allora cicli identici si ripetono a distanza di poco più di 17 secoli. Quindi non vi è alcuna difficoltà nel determinare la data del presente testo.[8]
In altre parole, la cronologia assoluta del regno di Kandalanu è definitivamente fissata dalla tavoletta di Saturno, perché lo schema di posizioni descritto nel testo e collegato a date specifiche del calendario lunare babilonese non si ripete prima di oltre diciassette secoli. I primi quattordici anni del suo regno, menzionati nel documento, sono quindi fissati al 647-634 a.C. Dato che il regno complessivo di Kandalanu può essere computato cronologicamente in 22 anni (21 anni più un anno "dopo Kandalanu"; vedi sezione A-2 del libro di Jonsson), la nostra tavoletta stabilisce la cronologia assoluta del suo regno al 647-626 a.C.[9]
Come il testo esaminato in precedenza (BM 32312), la tavoletta di Saturno blocca in maniera definitiva ogni tentativo di allungare la cronologia del periodo neo-babilonese. Se a questo periodo si dovessero aggiungere vent'anni, il regno di Nabopolassar, padre di Nabucodonosor, andrebbe spostato indietro dal 625-605 al 645-625 a.C., e questo, a sua volta, comporterebbe lo spostamento del regno del suo predecessore, Kandalanu, dal 647-626 al 667-646 a.C. I dati astronomici della tavoletta di Saturno rendono questi cambiamenti del tutto impossibili.
Note:
[1] Disponibile online: http://www.scribd.com/doc/40379838/The-Gentile-Times-Reconsidered. Traduzione a cura di Achille Lorenzi. ↑
[2] Elencati come AH 83-1-18, 2109+2185 in E. Leichty et al., Catalogue of the Babylonian Tablets in the British Museum, VIII (London: British Museum Publications Ltd, 1988), p. 70. ↑
[3] C. B. F. Walker, "Episodes in the History of Babylonian Astronomy", Bulletin of the Society for Mesopotamian Studies, Vol. 5 (Toronto, maggio 1983), pp. 20, 21. ↑
[4] C. B. F. Walker, "Babylonian observations of Saturn during the reign of Kandalanu", in N. M. Swerdlow (a cura di), Ancient Astronomy and Celestial Divination (Cambridge, Massachusetts, and London: The MIT Press, 2000), pp. 61-77. ↑
[5] Walker, ibid., p. 63. ↑
[6] In tre casi le date indicate per la prima o l'ultima comparsa sono seguite dal commento "non osservata": in due casi si dice che il motivo erano le nuvole, in un altro caso si dice che la data è stata "calcolata" (per lo stesso motivo). Come suggerito da Walker, "in questi casi la data teorica della prima e ultima visibilità è stata dedotta dalla posizione in cui si trovava il pianeta la prima o l'ultima volta in cui è stato effettivamente visto". Ibid., pp. 64, 65, 74. ↑
[7] Ibid., p. 65. ↑
[8] Ibid., p. 63. ↑
[9] Nella sua prima analisi della tavoletta, Walker fa notare che lo schema dei fenomeni di Saturno descritti in questo testo, adattati alle fasi della luna, "si verifica infatti ogni 1770 anni circa". C. B. F. Walker, "Episodes in the History of Babylonian Astronomy", Bulletin of the Society for Mesopotamian Studies, Vol. 5 (Toronto, maggio 1983), p. 20. ↑
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