Appendice 2: Gli attributi divini del Figlio
di Mario Lo Menzo
"Unità nella natura" indica che le tre persone divine hanno le stesse qualità, avendo appunto la medesima natura divina. Anche i Testimoni di Geova credono che alcune caratteristiche che identificano Dio siano il suo essere il solo creatore, il solo onnipotente e il solo onnipresente. Vediamo nel dettaglio le scritture che additano il Figlio di Dio come possessore di questi stessi attributi.
Onnipotenza
Matteo 28,18: "A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra."
Sembrerà assurdo, ma i testimoni utilizzano questa scrittura proprio per demolire la Trinità: se il potere gli "è stato dato", vuol dire che prima non lo aveva, quindi Gesù non può essere Dio.
Quello che ai testimoni sfugge è che Egli, in quanto uomo, ha avuto un inizio, ed in qualità di re dei re ha ricevuto quel potere dal Padre; ricordiamoci che la Trinità, dal punto di vista economico, vede il Padre che invia il Figlio, il quale accetta l'incarico incarnandosi.
Anche da un punto di vista ontologico, il Figlio riceve tutto il suo essere dal Padre, come del resto avviene con lo Spirito Santo, ma tutto questo non avviene dal punto di vista temporale, bensì logico: il Padre è sì la fonte del Figlio e dello Spirito, ma ETERNAMENTE, ovvero da sempre.
Detto questo, Gesù riceve eternamente "ogni potere in cielo e in terra": non è solo potente, qui viene detto che egli ha OGNI potere esattamente come suo Padre, è quindi onnipotente come lo è lui.
Giovanni 5,19: "In verità, in verità vi dico che il Figlio non può da se stesso fare cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre; perché tutte le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa ugualmente."
Anche questa scrittura è usata dai testimoni contro la Trinità: "come può il Figlio essere Dio se ha bisogno del Padre per fare le cose?".
Quello che ai testimoni sfugge è che il Figlio può fare le cose che fa il Padre, ergo è onnipotente come lui, senza che questo scalfisca il fatto che fa solo ciò che il Padre vuole: essendo Dio perfetto, può volere solo il meglio, dunque Gesù, se è Dio, non potrebbe volere cose diverse dal Padre, perché altrimenti ci sarebbero due esseri, entrambi Dio, che vogliono cose diverse.
L'ultima parola del versetto è "ugualmente": la TNM svilisce il termine traducendo "similmente", ma in greco c'è proprio homoíos, ovvero UGUALMENTE, allo stesso modo.
Se il Figlio sa fare TUTTO quello che sa fare il Padre, non significa questo che egli ha lo stesso potere del Padre? E se il Padre è onnipotente, cosa potrà mai essere anche il Figlio?
Giovanni 16,15: "tutto quello che il Padre possedeva era suo": se TUTTO quello che possedeva il Padre era suo, allora era sua anche l'onnipotenza.
Apocalisse 1,8: "'Io sono l'alfa e l'omega', dice il Signore Dio, 'colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente'."
Per i testimoni di Geova il soggetto del versetto 8 è il Padre, solo lui infatti sarebbe il Signore Dio onnipotente: ma è veramente così scontato? Chi è colui che viene? Chi è il primo e l'ultimo? Chi dà l'acqua della vita gratuitamente?
• Apocalisse 21,6: "Io sono l'alfa e l'omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell'acqua della vita. Chi vince erediterà queste cose, io gli sarò Dio ed egli mi sarà figlio."
• Giovanni 4,13-14: "chi beve dell'acqua che io gli darò... diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna."
• Apocalisse 22,12-13: "Ecco, sto per venire e con me avrò la ricompensa da dare a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l'alfa e l'omega, il primo e l'ultimo."
• Matteo 16,27: "il Figlio dell'uomo... renderà a ciascuno secondo le sue opere."
Come si vede, mettendo in parallelo le scritture, non è affatto scontato che si parli del Padre.
Onnipresenza
• Matteo 18,20: "Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro."
• Matteo 28,20: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo."
• Colossesi 3,11: "Qui non c'è Greco né Giudeo, circoncisione né incirconcisione, barbaro né Scita, schiavo né libero, ma Cristo è tutto e in tutti."
L'espressione "Cristo è tutto e in tutti" suggerisce che la sua presenza e la sua influenza pervadono ogni aspetto della vita dei credenti, trascendendo le barriere spaziali, sociali e culturali: caratteristiche difficilmente compatibili con una creatura limitata nel tempo e nello spazio.
Onnisapienza e onniscienza
• 1 Corinti 1,24: "predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio."
• 1 Corinti 2,7: "parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria."
• Colossesi 2,2-3: "e giungano a penetrare nella perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza."
• Giovanni 5,22: "il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio."
• Matteo 25,31-32: "Quando verrà il Figlio dell'uomo nella sua maestà e tutti gli angeli insieme con lui, allora si siederà sul suo trono glorioso. Tutte le genti saranno radunate davanti a lui; ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore che separa le pecore dai capri."
• Apocalisse 2,23: "ucciderò i suoi figli con una piaga mortale, così che tutte le congregazioni sappiano che io sono colui che esamina i pensieri più nascosti e i cuori, e ripagherò ognuno di voi secondo le sue opere."
Solo Dio può esaminare i cuori e i pensieri più nascosti di ogni uomo, e qui questo attributo è esercitato proprio da Cristo.
Insieme, queste scritture disegnano un quadro coerente: il Figlio di Dio possiede in sé, per natura e non per delega, gli stessi attributi che appartengono al Padre. Non perché sia un secondo Dio accanto al primo, ma perché condivide con lui la medesima, identica natura divina, mentre resta distinto nella sua persona: è questo il cuore stesso di ciò che i cristiani, fin dai primi secoli, hanno cercato di esprimere con la parola "Trinità".
Studio originariamente pubblicato da Mario Lo Menzo sul forum Infotdgeova e aggiornato qui.