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Le dottrine
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QUANDO IL RADIO FACEVA BENE ALLA SALUTE

Rutherford, la cintura radioattiva e una lezione sulla certezza



Esemplare di Degnen's Standard Radio-Active Solar Pad conservato nella collezione del Museum of Radiation and Radioactivity (ORAU).

Il 23 giugno 1920, a pagina 607 de L'Età dell'Oro (The Golden Age), la rivista che i futuri TdG avevano lanciato l'anno prima e che sarebbe poi diventata Consolazione e infine Svegliatevi!, comparve un breve commento firmato J. F. Rutherford. Il presidente della Watch Tower interveniva a margine di un articolo del dottor J. W. Coolidge dedicato al radio come "forza vitale", e lo faceva non da teorico ma da paziente soddisfatto.

Vale la pena leggerlo per intero, perché è un documento che si commenta quasi da solo.

DAL TESTO ORIGINALE
The Golden Age, 23 giugno 1920, p. 607
Comment on the Foregoing, di J. F. Rutherford

«L'articolo del Dottor Coolidge sull'applicazione del radio come forza vitale mi interessa molto. Circa un anno fa ho sofferto di una grave forma di pleuropolmonite e il Dottor Coolidge è stato il mio medico. Durante il periodo di convalescenza mi ha fornito un cuscinetto o una cintura radio-solare, che ho indossato con grande beneficio. Da allora l'ho consigliato ad altri, che ne hanno tratto altrettanto vantaggio.

So che questo cuscinetto è prodotto dalla Radium Appliance Company di Los Angeles, California, e il processo di fabbricazione consiste nel diffondere, tramite l'energia elettrica, una piccola quantità di radio attraverso una massa di pasta, ottenendo così il cuscinetto stesso. Se il cuscinetto viene esposto alla luce solare per cinque minuti, può essere portato in una stanza buia e fotografato. In altre parole, assorbe l'energia del sole e la trasmette al corpo umano.

Credo che questo si rivelerà molto benefico per l'umanità; e, consapevole di ciò, sono lieto di richiamare l'attenzione su questo argomento.»


The Golden Age, 23 giugno 1920, p. 607.
Nel riquadro evidenziato il commento firmato J. F. Rutherford. Cliccare per ingrandire.

La malattia a cui Rutherford accenna è documentata: aveva contratto una grave polmonite durante la detenzione ad Atlanta, nel 1918-1919, e ne uscì, secondo le stesse pubblicazioni della Società, con un solo polmone efficiente. Il "circa un anno fa" colloca dunque la convalescenza a metà 1919, subito dopo la scarcerazione.

Che cosa era davvero quel cuscinetto

Il prodotto si chiamava Degnen's Standard Radio-Active Solar Pad ed è oggi conservato e documentato dal Museum of Radiation and Radioactivity dell'ORAU, negli Stati Uniti, nella sezione dedicata ai rimedi ciarlataneschi radioattivi.

Era un cuscinetto di feltro con lunghi nastri di stoffa, da legare intorno al corpo. La pubblicità istruiva di portarlo sulla schiena di giorno e sull'addome di notte, in modo da ricevere "i raggi radioattivi continuamente" nel proprio organismo. Prima dell'uso andava "caricato" esponendolo per qualche minuto alla luce del sole: il produttore sosteneva che così la sua radioattività aumentasse e che, una volta applicato al corpo, il cuscinetto cominciasse subito a scaricare quell'energia nell'organismo, inviando "la corrente vitale attraverso il sangue e il sistema nervoso".


"Method of Wearing". Illustrazione dalla documentazione promozionale della Radium Appliance Co., 346 Bradbury Building, Los Angeles.

Non era una nicchia per pochi eccentrici. Costava 19,50 dollari, era venduto per corrispondenza con garanzia di rimborso e nel 1930 le inserzioni vantavano oltre 150.000 pezzi venduti. Lo raccomandava perfino Edgar Cayce, il celebre sensitivo americano, che scambiò lettere con la Radium Appliance Company sul modo migliore di utilizzarlo. Il claim aziendale era di quelli che non lasciano spazio a dubbi: il cuscinetto avrebbe giovato "a circa il 95 per cento di tutti i mali umani". Nevrite, reumatismi, sciatica, ipertensione, stitichezza, prostrazione nervosa, disturbi cardiaci, polmonari, epatici, renali, vescicali. Tutto.

La ditta aveva sede al Bradbury Building di Los Angeles, quell'edificio dai ballatoi in ghisa che chi ha visto Blade Runner riconosce al primo sguardo. Il fondatore, M. L. Degnen, veniva presentato come "l'uomo che ha reso possibile questo cuscinetto", associato allo sviluppo della scienza della radioattività fin dai suoi esordi.

E il contenuto? Nelle prime versioni, quelle in circolazione negli anni in cui Rutherford lo indossava, radio purificato. Solo più tardi, quando il radio cominciò a costare troppo e soprattutto a farsi una pessima reputazione per via delle morti delle radium girls, le operaie che dipingevano i quadranti fosforescenti degli orologi, l'azienda passò a una piccola quantità di minerale di uranio.

Non era medicina. Era una cintura radioattiva legata addosso a un malato, giorno e notte.

Non fu un episodio isolato

Ci sono sempre stati ciarlatani, e nel 1920 la moda del radio era ovunque: acque radioattive, creme di bellezza, dentifrici, perfino cioccolatini. Rutherford si fece ingannare come tanti altri suoi contemporanei perbene.

Ma se fosse stato un signore qualunque non staremmo qui a parlarne. Il punto è che quell'uomo scriveva come portavoce dell'unica organizzazione che, a suo dire, godeva della guida di Dio sulla terra. E i lettori de L'Età dell'Oro non leggevano quelle pagine come si legge una rivista di divulgazione: le leggevano come si legge un'indicazione che viene dall'alto.

Il cuscinetto al radio, del resto, non fu un incidente isolato. Fu il caso più vistoso di una linea editoriale che per quasi vent'anni, sotto la direzione di Clayton J. Woodworth, riversò sui lettori consigli sanitari di ogni genere. Alcuni oggi fanno sorridere. Altri, molto meno.

«La moda del caschetto corto porterà sicuramente alla calvizie, prima o poi. Il motivo è che i capelli umani sono come un tubo sigillato all'estremità libera. Quando i capelli vengono tagliati, gli oli che costituiscono la loro vita si disperdono. Il motivo per cui gli uomini diventano calvi così rapidamente è che si tagliano i capelli così frequentemente e, inoltre, indossano cappelli troppo stretti, che ostacolano la circolazione del cuoio capelluto. Il motivo per cui le donne, finora, hanno avuto capelli così belli è che non li hanno tagliati; e attorcigliare e piegare i capelli ha contribuito a preservare gli oli naturali. Molte donne si sono opposte alla moda del caschetto corto e stanno lasciando che i loro capelli ricrescano.» (The Golden Age, 19 novembre 1924, p. 100)

«Non esiste un alimento adatto al pasto mattutino. A colazione non c'è tempo per interrompere il digiuno. Mantenete il digiuno quotidiano fino a mezzogiorno... Bevete molta acqua due ore dopo ogni pasto; non bevetene subito prima di mangiare; e una piccola quantità, se presente, durante i pasti. Il latticello di buona qualità è una bevanda salutare durante i pasti e tra un pasto e l'altro. Non fate il bagno prima di due ore dopo aver mangiato, né prima di un'ora. Bevete un bicchiere pieno d'acqua sia prima che dopo il bagno.» (The Golden Age, 9 settembre 1925, pp. 784-785)

«Se un medico troppo zelante ti condanna per le tonsille, vai a suicidarti con un bisturi. È più economico e meno doloroso.» (The Golden Age, 7 aprile 1926, p. 438)

«Dormite sul fianco o di schiena, con la testa rivolta verso il nord in modo da ottenere il beneficio delle correnti magnetiche della terra. Evitate le inoculazioni di siero, perché inquinano il flusso sanguigno con il loro pus schifoso... Smettete di masticare chewing gum, perché avete bisogno della saliva per nutrirvi.» (The Golden Age, 13 novembre 1929, p. 107)

«La medicina ha avuto origine dalla demonologia e ha trascorso il suo tempo, fino all'ultimo secolo e mezzo, cercando di esorcizzare i demoni. Nell'ultimo mezzo secolo ha cercato di esorcizzare i germi.» (The Golden Age, 5 agosto 1931, p. 728)

«Quanto prima ci si espone al sole, tanto maggiore sarà l'effetto benefico, perché si ricevono più raggi ultravioletti, che hanno effetti curativi.» (The Golden Age, 13 settembre 1933, p. 777)

Rileggile con attenzione, perché non sono tutte sullo stesso piano.

La teoria del capello come tubo sigillato che perde i suoi oli quando lo si taglia è una sciocchezza innocua, e per di più una sciocchezza che si intrometteva nelle scelte estetiche delle lettrici, dicendo loro come dovevano portare i capelli. Il consiglio di dormire con la testa rivolta a nord per beneficiare delle correnti magnetiche terrestri appartiene alla stessa famiglia.

Ma dire a un lettore malato di tonsille che, se un medico gli consiglia l'intervento, tanto vale che si tagli la gola da solo, non è una battuta di spirito: è una frase che poteva trattenere qualcuno dal curarsi. Definire i vaccini "pus schifoso" che inquina il sangue, in una rivista letta come voce dell'organizzazione di Dio, non è folklore: è una campagna che durò anni e che nel numero del 4 febbraio 1931, a pagina 293, arrivò a definire la vaccinazione «una diretta violazione del patto perpetuo che Dio fece con Noè dopo il diluvio». Consigliare di digiunare fino a mezzogiorno a chiunque, senza distinzione di età o di condizione, è ingerenza travestita da igienismo. E l'invito a prendere quanto più sole possibile, scritto nel 1933, è esattamente il contrario di ciò che oggi sappiamo sui raggi ultravioletti e sul melanoma.

C'è poi un capitolo che va ben oltre tutto questo, e che merita una trattazione a parte. Pochi anni dopo il commento di Rutherford, L'Età dell'Oro avrebbe promosso e perfino venduto ai propri lettori l'Electronic Radio Biola, un apparecchio inventato da un TdG che avrebbe diagnosticato e curato qualunque malattia leggendo le "vibrazioni elettroniche" del paziente. Là non si trattò più dell'errore di un uomo, ma di una scelta organizzativa durata quasi trent'anni, con i medici della Betel coinvolti e con un fratello espulso per avere osato dire, con trentatré anni di anticipo, ciò che la Società avrebbe poi dichiarato ufficialmente. Ne parliamo in una pagina dedicata: L'Electronic Radio Biola.

Nessuno saprà mai quante persone abbiano rinunciato a un intervento, a un vaccino, a un consiglio medico sensato perché L'Età dell'Oro aveva scritto il contrario. Ma la domanda non è retorica: quei lettori si fidavano, ed è esattamente per questo che il danno è possibile.

La morte di Rutherford: quello che si può dire e quello che non si può dire

Qui bisogna essere onesti fino in fondo, perché è proprio sull'onestà che noi giochiamo la nostra credibilità.

Joseph Franklin Rutherford morì l'8 gennaio 1942, a settantadue anni, nella villa di Beth Sarim a San Diego. Il 5 novembre 1941 era stato operato: la diagnosi fu carcinoma del sigma-retto e i medici gli diedero meno di sei mesi. Il certificato di morte indica come causa uremia dovuta a carcinoma del retto con metastasi pelviche.

La tentazione di chiudere il cerchio è forte. Un uomo che per anni ha portato sull'addome, di notte, un cuscinetto contenente radio, e che muore di un tumore addominale. Ma la tentazione va resistita. Non sappiamo per quanto tempo Rutherford abbia effettivamente usato il dispositivo, non conosciamo la dose che ha assorbito, e il cancro del colon-retto ha un'incidenza tale che nessun caso singolo può essere attribuito con certezza a una causa specifica. Presentare la cosa come una relazione dimostrata sarebbe fare esattamente ciò che rimproveriamo alla Watch Tower: prendere una suggestione e venderla come una certezza.

Quello che si può dire, e che basta e avanza, è un'altra cosa. Il presidente dell'organizzazione ha usato personalmente un prodotto radioattivo, lo ha raccomandato ad altri, ne ha scritto sulla rivista dell'organizzazione dichiarando pubblicamente di crederlo "molto benefico per l'umanità". E lo ha fatto con la stessa sicurezza con cui, nelle stesse pagine e negli stessi anni, si annunciavano date, si smontavano dottrine e si diceva ai lettori che cosa Dio pensasse di loro.

Perché questa storia conta oggi

Se Rutherford fosse stato un signore qualunque che si è fatto ingannare da una réclame, la questione finirebbe qui. Il problema è che quello stesso uomo, nelle stesse settimane in cui raccomandava una cintura radioattiva ai lettori, sosteneva di rappresentare il canale attraverso cui Dio guidava il suo popolo sulla terra. Quel canale ha guardato un cuscinetto di feltro imbottito di radio e ha detto: questo farà bene all'umanità.

E allora la domanda da porsi non riguarda il 1920. Riguarda oggi. Perché la stessa struttura che allora si sbagliava sul radio, e poi sui vaccini, e poi sull'alluminio, e poi sui trapianti di organi vietati nel 1967 e riammessi nel 1980, continua a chiedere ai suoi membri di affidarle decisioni sanitarie che possono costare la vita. Un TdG che rifiuta una trasfusione non sta valutando dati clinici: sta obbedendo a un'istruzione organizzativa. La stessa cosa che faceva chi, nel 1920, si legava addosso un cuscinetto perché il presidente aveva scritto che funzionava.

Nessuno chiede alla Watch Tower di non sbagliare mai. Si chiede una cosa molto più semplice: che smetta di presentare le proprie opinioni sbagliate come pensiero di Dio, e che riconosca gli errori quando li commette, invece di chiamarli "nuova luce" e archiviarli in silenzio.

Questa non fu "nuova luce". Fu pseudoscienza pericolosa, presentata con assoluta sicurezza.

E il punto è che, allora come oggi, la sicurezza non era una prova di niente.

Fonti

Fonte primaria
  • The Golden Age, 23 giugno 1920, p. 607: J. W. Coolidge, M.D., Life and the Life-Giver, con Comment on the Foregoing di J. F. Rutherford. Annate complete de L'Età dell'Oro consultabili su Internet Archive.

Sul dispositivo

Su Rutherford
  • Certificato di morte, 8 gennaio 1942: uremia dovuta a carcinoma del retto con metastasi pelviche. Intervento chirurgico del 5 novembre 1941 con diagnosi di carcinoma del sigma-retto.

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Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo
dei Testimoni di Geova
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