Vai ai contenuti
I Testimoni di Geova -
      analisi critica di un culto
I Testimoni di Geova -
      analisi critica di un culto
I Testimoni di Geova -
      analisi critica di un culto
I Testimoni di Geova -
analisi critica di un culto

Le dottrine
Salta menù

Salta menù
Salmo 91 e Testimoni di Geova: l'evoluzione dottrinale dal 1930 al 2026 | infotdgeova.it

Il Salmo 91 nella dottrina Watch Tower: quasi un secolo di oscillazioni



Coppia di Testimoni di Geova con pubblicazioni in mano, protetta da ali dorate con i versetti del Salmo 91, sotto un cielo in tempesta
La narrativa della protezione divina promessa dal Salmo 91, così come viene tradizionalmente presentata ai fedeli.

Lo scopo di questa pagina

Questa pagina ricostruisce, sulla base di fonti primarie Watch Tower dal 1930 al 2026, come è cambiata nel tempo l'interpretazione ufficiale del Salmo 91, il testo biblico più citato dalle pubblicazioni in relazione alla protezione divina durante le calamità e durante Armaghedon.
La documentazione permette di stabilire quattro punti.
Il primo è che già fra il 1930 e il 1945 si diffuse fra i Testimoni di Geova tedeschi, con l'avallo del presidente Rutherford, la convinzione che la classe dei "Gionadab" (poi identificata con la grande folla) avrebbe goduto di una protezione fisica speciale nei momenti di pericolo. L'esperienza della persecuzione nazista smentì clamorosamente questa aspettativa.
Il secondo è che nel 1975 le pubblicazioni presentarono il Salmo 91 come promessa di sicurezza spirituale, respingendo esplicitamente la lettura fisica come una distorsione di Satana, pur ammettendo, nello stesso anno e nella stessa serie di articoli, che i fedeli possono essere colpiti da calamità naturali e possono morire anche durante la fase finale che precede il Nuovo Ordine.
Il terzo è che, nonostante la correzione del 1975 e la sua riaffermazione nel 2010, nel 2021 e nell'aprile 2025, le pubblicazioni non hanno mai escluso in modo netto la possibilità di una protezione fisica individuale: fra il 1995 e il 2009 diversi articoli hanno mantenuto un'ambiguità di fondo su questo punto, evitando sia di garantirla sia di escluderla categoricamente.
Il quarto è che la Torre di Guardia del settembre 2026 rompe con questa cautela, introducendo per la prima volta la promessa di una protezione fisica individuale esplicita e incondizionata durante Armaghedon, e giustificando il cambiamento con una nota a piè di pagina che attribuisce a Satana, e non alle proprie pubblicazioni, la responsabilità della precedente lettura fisica.
Tutta la documentazione citata proviene da fonti primarie Watch Tower, accessibili e verificabili da chiunque.

Indice

  1. Le origini: 1904 e 1927
  2. I Gionadab e la promessa di protezione fisica (1930-1945)
  3. 1975: la sicurezza "spirituale" e le sue crepe
  4. L'ambiguità irrisolta: 1995-2009
  5. 2010-2025: il consolidamento apparente della lettura cauta
  6. Settembre 2026: la svolta
  7. La contraddizione interna al 1975 stesso
  8. Conclusione

1. Le origini: 1904 e 1927

Le prime pubblicazioni Watch Tower che commentano il Salmo 91 lo applicano già a una classe di persone piuttosto che a singoli individui. La Torre di Guardia del 1° marzo 1904 interpreta il "laccio dell'uccellatore" (Sal. 91:3) come "gli inganni di Satana, in cui inciamperanno tutti quelli che non sono protetti"[1]. Nel 1927 una serie di tre articoli, "Luogo di sicurezza", "Perché nella sicurezza" e "Difesa e sicurezza", stabilisce il quadro interpretativo che rimarrà sostanzialmente stabile per decenni[2]: il salmo si applica in primo luogo a Gesù Cristo individualmente (che lo cita contro la tentazione di Satana di farne una prova di sicurezza fisica, Matt. 4:5-7), e poi, per estensione, ai suoi discepoli come classe, non come singoli.
Già a questo stadio, quindi, la Watch Tower registra un episodio chiave: fu proprio Satana a proporre per primo una lettura del Salmo 91 come garanzia di sicurezza fisica individuale, e fu Gesù a respingerla. Ma nel giro di pochi anni, come si vedrà nella sezione successiva, questa stessa lettura "satanica" troverà una sorprendente applicazione pratica proprio all'interno dell'organizzazione.

2. I Gionadab e la promessa di protezione fisica (1930-1945)

Verso la fine degli anni '30, secondo la testimonianza diretta di William I. Cetnar (per anni membro della sede centrale di Brooklyn), il presidente della Watch Tower Joseph Rutherford parlò a un'assemblea in Germania e disse ai fratelli presenti che, in tempi di pericolo, avrebbero potuto attendersi una speciale protezione da Dio se avessero appartenuto alla classe dei "Gionadab" (poi identificata con la grande folla). Ai Gionadab fu detto che non sarebbero stati uccisi, perché avrebbero dovuto attraversare indenni Armaghedon; per il rimanente (i 144.000), invece, la persecuzione si sarebbe potuta concludere con la morte.[3]
L'effetto pratico di questo annuncio fu immediato e misurabile: prima del discorso di Rutherford, circa l'ottanta per cento dei fratelli tedeschi si dichiarava parte del rimanente unto; dopo l'annuncio e la pubblicazione dell'articolo "Il Suo Nome" sulla Torre di Guardia, la percentuale scese fino al venti per cento, perché risultava evidentemente più rassicurante appartenere alla classe che si credeva fisicamente protetta.[3]
Konrad Franke, allora Servitore di Filiale della Germania, confermò l'episodio in una lettera a Cetnar del 27 agosto 1963, in cui scrisse: "L'intendimento comunemente accettato da tutti a quel tempo era che Geova avrebbe protetto il suo popolo nei momenti di pericolo, e sembrava che di questo vi fossero molte prove. Oltre a ciò questa era una convinzione condivisa da molti".[3] Franke racconta anche come prigionieri russi si rifugiassero presso i Testimoni durante i bombardamenti aerei, convinti che presso di loro non sarebbe accaduto nulla.
L'illusione si infranse in modo tragico: cinque fratelli tedeschi che appartenevano ai "Gionadab protetti" rifiutarono di ripararsi durante un attacco aereo della RAF, confidando nella protezione promessa. Una bomba cadde esattamente nel luogo dove stavano studiando la scrittura del giorno, e furono tutti uccisi all'istante insieme ad altri trenta prigionieri.[3] Come scrive Franke, quell'episodio "mostrò chiaramente che Geova non protegge il suo popolo in ogni tempo", e contribuì a far crollare definitivamente la convinzione della protezione fisica speciale.

3. 1975: la sicurezza "spirituale" e le sue crepe

Nel 1975 La Torre di Guardia dedica al Salmo 91 una serie di quattro articoli consecutivi (15 gennaio, 1° maggio e 15 maggio). La linea interpretativa è netta e ripetuta con insistenza: si tratta di sicurezza spirituale, non fisica, correggendo di fatto, sebbene senza mai citarla esplicitamente, l'aspettativa di protezione fisica diffusa fra i fratelli tedeschi quarant'anni prima.
L'articolo del 1° maggio 1975 lo dice esplicitamente riprendendo l'episodio della tentazione: "Il Tentatore introdusse in quei versetti del Salmo 91 l'idea della sicurezza fisica… Gesù… capì il senso errato attribuito al Salmo 91:11, 12. Rifiutò di abbandonare la sua sicurezza spirituale." E ancora, a proposito dei discepoli: "Non che ciascuno di essi possa dire: 'Questo salmo si applica individualmente a me come si applicò a Gesù Cristo'. No, ma si applica a questi veri discepoli come classe."[4]
L'articolo del 15 maggio 1975 è ancora più diretto sul piano pratico: "Certo, potranno subire con il pubblico in generale immani calamità naturali come inondazioni, uragani, terremoti, epidemie, penurie di viveri, i danni delle guerre internazionali e intertribali e delle rivoluzioni politiche, ma esse non distruggono la loro spiritualità né indeboliscono la loro fede… E possono riprendersi materialmente e fisicamente da queste calamità terrene." Qui la Watch Tower ammette dunque esplicitamente che i fedeli possono essere colpiti fisicamente da calamità naturali; la promessa riguarda solo la tenuta della fede, non l'incolumità del corpo.[5]
Lo stesso articolo, al paragrafo 38, affronta direttamente il caso della morte durante il periodo che precede l'introduzione del Nuovo Ordine: "Questo avverrà, anche se i propri giorni nella fedeltà saranno abbreviati nella morte prima che il giusto Nuovo Ordine sia effettivamente introdotto dopo la 'guerra' di Geova ad Har-Maghedon… A chi muore fedele l'Onnipotente Dio può ancora provvedere la salvezza mediante la promessa risurrezione dei morti."[6]
Un articolo dello stesso periodo, "Quale protezione c'è per il popolo di Dio?" (1° gennaio 1975), affronta la questione ancora più direttamente in relazione all'attacco che precede la grande tribolazione: "Se alcuni del popolo di Dio morissero al tempo di questo attacco, comunque, non subirebbero una perdita duratura… Per malattia o per altre limitazioni fisiche, alcuni possono non essere in grado di superare le difficili condizioni per cui alcuni del popolo di Dio potrebbero morire."[7]

4. L'ambiguità irrisolta: 1995-2009

Nonostante la correzione netta del 1975, negli anni successivi le pubblicazioni non chiudono affatto la questione. Al contrario, mantengono aperti contemporaneamente entrambi i registri, quello cauto e quello più permissivo verso la protezione fisica individuale, spesso a distanza di pochi mesi l'uno dall'altro.
La Torre di Guardia del 1° agosto 1995 scrive che Geova "avendo cura di loro sia in senso materiale che spirituale"[8], mentre quella del 15 maggio 1996 afferma che "sebbene Geova non provveda ancora sicurezza totale dal danno, tutto indica che egli in effetti usa il suo potere per provvedere il necessario ai suoi servitori e proteggerli"[9]: una formula che non esclude, e anzi lascia intendere, una protezione fisica parziale ma reale. Nello stesso anno, però, Svegliatevi! dell'8 aprile 1996 introduce un argomento diverso, destinato a diventare ricorrente: "È impossibile prevedere come Geova determini il tempo e il modo esatto in cui interverrà nella vita dei suoi servitori… Che dire se un cristiano ritiene di essere stato protetto e guidato da Dio? Dato che è qualcosa che non si può né dimostrare né smentire in modo definitivo, nessuno dovrebbe giudicare le sincere affermazioni di una persona in tal senso."[10]
Lo stesso schema si ritrova, quasi identico, nel decennio successivo. Svegliatevi! dell'8 aprile 2002 pone esplicitamente la domanda se Geova protegga alcuni individui e non altri, e risponde in modo circolare: "È molto confortante sapere che anche se Dio permette che accadano cose spiacevoli, dà ai suoi servitori la forza necessaria per sopportarle… Naturalmente Geova Dio potrebbe decidere di intervenire direttamente in favore di qualunque suo servitore, e se qualcuno ritiene di essere scampato grazie all'intervento divino non deve essere criticato per questo. Se, però, Geova decide di non intervenire, questo non dovrebbe mai essere interpretato come un segno del suo disfavore."[11] Il numero del 22 aprile 2002, narrando l'esperienza di alcuni deportati, riporta l'episodio di un ufficiale ungherese che chiese di ripararsi insieme a un gruppo di Testimoni "perché mi rendo conto che Dio è con voi"[12], un aneddoto che, semplicemente riportandolo senza commento critico, lascia implicitamente aperta la lettura miracolistica.
La Torre di Guardia del 15 settembre 2008 formula forse la sintesi più esplicita di questa ambiguità strutturale: "Sappiamo che non ci viene garantita la protezione fisica a livello individuale… Geova, 'Colui che provvede scampo', può senz'altro liberare singoli individui che si trovano in situazioni pericolose. Possiamo dire con certezza che in determinati casi Geova è intervenuto? No, non possiamo dirlo. Ciononostante, qualcuno che è uscito indenne da una situazione pericolosa forse ritiene che Geova sia intervenuto. Criticare il suo punto di vista sarebbe da presuntuosi."[13] La struttura retorica è identica a quella del 1996 e del 2002: si nega la garanzia, ma si tutela esplicitamente chi crede nell'intervento individuale.
Il 15 maggio 2009, infine, un articolo afferma che "nei campi di concentramento nazisti alcuni nostri fratelli furono giustiziati, ma Geova fece in modo che la maggioranza di loro sopravvivesse"[14]: un'affermazione che, di fatto, riattiva proprio quella lettura provvidenziale e collettiva della sopravvivenza bellica che l'episodio dei cinque Gionadab uccisi dalla bomba della RAF aveva clamorosamente smentito nella sua forma individuale quasi settant'anni prima.

5. 2010-2025: il consolidamento apparente della lettura cauta

La Torre di Guardia del 15 gennaio 2010 riprende e rafforza la lettura spirituale: "Le parole del Salmo 91 vanno intese come una promessa di protezione spirituale… Il 'luogo segreto dell'Altissimo' è dunque un luogo simbolico di protezione spirituale."[15]
La stessa impostazione si ritrova in marzo 2021 ("Geova ci protegge: come?")[16], dove la protezione è descritta esclusivamente come spirituale nel presente, con la protezione fisica rimandata alla grande tribolazione futura, e in aprile 2025, dove si legge: "in passato, a volte Geova ha protetto i suoi servitori in senso fisico, ma non ha agito così in tutti i casi… gli esseri umani sono soggetti agli avvenimenti imprevisti."[17]
Sulla carta, quindi, la posizione ufficiale sembra stabile: protezione spirituale garantita ora, protezione fisica solo escatologica e mai garantita a livello individuale. Ma, come mostra la sezione precedente, questa formulazione cauta convive da almeno tre decenni con una clausola di riserva mai ritirata, quella secondo cui chi crede di aver sperimentato una protezione fisica individuale non deve essere contraddetto. Il "consolidamento" degli anni 2010-2025, quindi, è più apparente che reale: la porta lasciata socchiusa nel 1996, nel 2002 e nel 2008 non viene mai chiusa esplicitamente.

6. Settembre 2026: la svolta

La Torre di Guardia, edizione per lo studio, settembre 2026, articolo "Confidiamo in Geova per avere protezione", introduce un'affermazione che non ha precedenti in questa forma nelle pubblicazioni esaminate: "Possiamo aspettarci che, una volta che Armaghedon sarà iniziato, Geova provvederà protezione completa dal punto di vista fisico, emotivo e spirituale ai suoi servitori, non soltanto come gruppo ma anche come singoli… lui promette a ognuno di noi: 'A te non succederà nulla'."[18]
L'articolo introduce anche una protezione fisica di gruppo operante già ora, categoria assente nelle formulazioni precedenti: "questo salmo… promette anche che Geova proteggerà i suoi servitori come gruppo dai danni fisici ed emotivi che i nemici potrebbero causare."
Una nota a piè di pagina rimanda proprio all'articolo del 1975 qui documentato, presentandolo esplicitamente come posizione superata: "Nel passato le nostre pubblicazioni hanno spiegato che il Salmo 91 promette sicurezza spirituale, e che Satana lo distorse lasciando intendere che promettesse protezione fisica."[18] È un riferimento dichiaratamente storico: la nota stessa si apre con "nel passato", segnalando che quella era la vecchia lettura, non quella attuale.
Il corpo dell'articolo, però, ridefinisce in modo più specifico in cosa consistesse esattamente l'errore di Satana. Al paragrafo 9 si legge: "Quindi Satana distorse il Salmo 91 non perché si riferì alle sue parole come a una promessa di protezione fisica, ma perché lo usò per sostenere che era legittimo mettere alla prova Geova."[18] La nuova spiegazione, quindi, non si limita a dire "un tempo pensavamo fosse solo spirituale, ora sappiamo che è anche fisica": ridefinisce retroattivamente anche la natura stessa dell'errore di Satana descritto nel 1975, spostandolo dal contenuto (protezione fisica) alla modalità (mettere Dio alla prova). È un doppio livello di revisione nello stesso articolo: si corregge la conclusione teologica del 1975, e insieme si riscrive anche la lettura dell'episodio biblico su cui quella conclusione si basava.
Estratto della Torre di Guardia di settembre 2026, paragrafo 9, con la nota a piè di pagina che richiama la vecchia spiegazione del 1975
Il paragrafo 9 e la nota a piè di pagina della Torre di Guardia di settembre 2026: vecchia e nuova spiegazione a confronto.
Vale la pena ricordare a cosa si riferisce esattamente questo "errore" attribuito a Satana. L'episodio è quello della tentazione di Gesù sul pinnacolo del tempio (Matt. 4:5-7): fu il Diavolo, secondo il racconto evangelico, a proporre per primo una lettura del Salmo 91:11-12 come garanzia di sicurezza fisica, invitando Gesù a gettarsi giù confidando che gli angeli lo avrebbero salvato dalla caduta. Gesù respinse la tentazione, e le pubblicazioni del 1975 presentarono proprio questo episodio come prova che la lettura "fisica" del salmo era una distorsione satanica, mentre quella corretta era "spirituale". La nota del 2026 richiama dunque questo stesso episodio biblico per giustificare il cambiamento, ma lo fa in modo ambiguo: lascia intendere che le pubblicazioni avessero sempre messo in guardia contro l'idea di una protezione fisica, quando in realtà era proprio quella l'interpretazione ufficialmente sostenuta ai tempi dei Gionadab, e mai del tutto esclusa nemmeno negli anni successivi al 1975.
Questo schema retorico, riconoscere che la posizione è cambiata senza mai ammettere apertamente che si trattasse di un errore, non è isolato: ricorre in molti dei cambiamenti recenti annunciati dal Corpo Direttivo tra il 2023 e il 2025, documentati in dettaglio nella pagina I recenti cambiamenti tra i Testimoni di Geova. Un caso particolarmente vicino a questo, per struttura argomentativa, è quello della salvezza durante la Grande Tribolazione: anche lì una pubblicazione recente ammette che l'insegnamento precedente "non ha una base scritturale che la confermi", senza però usare mai la parola "errore".

7. La contraddizione interna al 1975 stesso

Vale la pena notare che il salto compiuto nel 2026 non è solo rispetto alla correzione del 2010-2025, ma anche rispetto a un'ammissione già presente nel 1975 stesso, proprio riguardo al momento specifico di Armaghedon: sia l'articolo del 1° gennaio sia quello del 15 maggio 1975 ammettevano che alcuni fedeli avrebbero potuto morire fisicamente durante l'attacco finale che precede l'introduzione del Nuovo Ordine. Il testo del 2026 esclude questa possibilità in modo assoluto e senza eccezioni, proprio per il singolo individuo, nello stesso contesto escatologico.

8. Conclusione

Il percorso dottrinale del Salmo 91 mostra un'oscillazione su quasi un secolo, non una progressione lineare verso maggiore cautela come si potrebbe supporre confrontando solo gli estremi cronologici. Fra il 1930 e il 1945 prevale una promessa di protezione fisica individuale ai Gionadab, smentita tragicamente dai fatti. Nel 1975 la correzione è netta: sicurezza solo spirituale, con ammissione esplicita di calamità fisiche e di morte possibile anche durante l'attacco finale. Ma già dal 1995, e fino al 2009, le pubblicazioni riaprono uno spiraglio, evitando di escludere categoricamente gli interventi fisici individuali. Il periodo 2010-2025 ripropone la lettura cauta senza però mai chiudere quello spiraglio. Infine, nel settembre 2026, si torna a una promessa di protezione fisica individuale assoluta durante Armaghedon, per certi versi non troppo distante, nella sostanza, da quella fatta ai Gionadab tedeschi novant'anni prima.


Note


[1] La Torre di Guardia, 1° marzo 1904, p. 74, col. 2.
[2] La Torre di Guardia (inglese), 1°, 15 agosto e 1° settembre 1927, serie "Luogo di sicurezza".
[3] S. Pollina, A. Aveta, Scontro tra totalitarismi: nazifascismo e geovismo, LEV, 2000, pp. 105-110, che cita W. I. Cetnar, Questions for Jehovah's Witnesses, 1983, p. 71, e la lettera di Konrad Franke a Cetnar del 27 agosto 1963.
[4] La Torre di Guardia (w75), 1° maggio 1975, pp. 273-280 , "La sicurezza spirituale provvedutaci da Dio".
[5] La Torre di Guardia (w75), 15 maggio 1975, pp. 304-310 , "Resteranno illesi mentre migliaia cadranno vittime".
[6] La Torre di Guardia (w75), 15 maggio 1975, pp. 311-318 , "Benefici e ricompense della sicurezza spirituale", par. 5, 38.
[7] La Torre di Guardia (w75), 1° gennaio 1975, pp. 28-31 , "Quale protezione c'è per il popolo di Dio?".
[8] La Torre di Guardia, 1° agosto 1995, p. 5.
[9] La Torre di Guardia, 15 maggio 1996, p. 5.
[10] Svegliatevi!, 8 aprile 1996, p. 27.
[11] Svegliatevi!, 8 aprile 2002, p. 12 e segg.
[12] Svegliatevi!, 22 aprile 2002, p. 23.
[13] La Torre di Guardia, 15 settembre 2008, pp. 9-10.
[14] La Torre di Guardia, 15 maggio 2009, p. 22.
[15] La Torre di Guardia (w10), 15 gennaio 2010, pp. 9-10 , "Appartenere a Geova: un'espressione della sua immeritata benignità".
[16] La Torre di Guardia (w21), marzo 2021, pp. 8-12 , "Geova ci protegge: come?".
[17] La Torre di Guardia (w25), aprile 2025, pp. 20-25, parr. 12, 14 , "Non siamo mai soli".
[18] La Torre di Guardia, edizione per lo studio, settembre 2026 , "Confidiamo in Geova per avere protezione".
 
   
       
Click sull'immagine per
accedere alla pubblicazione
Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo
dei Testimoni di Geova
© infotdgeova.it — Analisi critica e documentata dei Testimoni di Geova
Riproduzione consentita con citazione della fonte
Torna ai contenuti