Testimoni di Geova e omosessualità: uno scambio di lettere del 1994
Nel 1994 ero un Testimone di Geova (venni disassociato per “apostasia” nel 1998). Durante il servizio di predicazione avevo incontrato una persona omosessuale che mi aveva posto argomentazioni serie, alle quali le nostre pubblicazioni non offrivano risposte convincenti. Decisi di scrivere direttamente alla sede italiana — la Betel — per avere approfondimenti e strumenti utili per rispondere. Ecco la lettera che scrissi, e la risposta che ricevetti.

Lettera di Achille Lorenzi alla Congregazione — 31 dicembre 1993
Cari fratelli,
sono un servitore di ministero della congregazione di Tione e scrivo per sottoporre alla vostra attenzione un problema.
Ho conosciuto una persona che ha il problema dell'omosessualità, la quale sostiene che le argomentazioni delle nostre pubblicazioni siano poco convincenti. Il punto sul quale obietta principalmente è che l'omosessualità sia un comportamento acquisito. (gb 8/3; gb 8/11) Costui sostiene che questo può valere per alcuni individui ma non nella generalità dei casi. Egli cita opere di psichiatri e di specialisti (oltre alla sua personale esperienza) nelle quali si dichiara che, nella stragrande maggioranza dei casi, le persone omosessuali non scelgono di essere tali ma si trovano in questa condizione indipendentemente dalla loro volontà. Questa persona sostiene che sia impossibile per un omosessuale diventare eterosessuale. Anche il matrimonio, l'astenersi da atti omosessuali e l'apparenza di una vita normale, in realtà non cambiano la vera natura dell'individuo il quale diventa soltanto un omosessuale represso. Egli afferma che la repressione nega così l'omosessualità senza poterla cancellare; non solo ma, con questa negazione la persona nega anche se stessa, divenendo incapace di sviluppare la propria personalità perché non ha più il contatto con se stessa.
Il nostro libro "Ragioniamo" (p.353) lascia intendere che certe inclinazioni possono essere permanenti anche se si cerca con ogni sforzo di eliminarle. Questo però mi sembra contrasti con quella che è la nostra opinione comune sull'argomento: 'Si studia la Bibbia, ci si impegna, si coltivano i frutti dello spirito e si cambia, diventando normali...'. Questo signore cita il nuovo Catechismo cattolico nel quale si ammette che un considerevole numero di uomini e di donne si sentono permanentemente attratti da individui dello stesso sesso pur non volendo o non avendo fatto nulla per essere tali. Il Catechismo dice che questa gente va aiutata a vivere nella castità facendo supporre quindi che non ci sia possibilità di "cambiare". Tuttavia la castità non è facile da mantenere ("Non tutti...hanno il dono"; "se uno non ha padronanza di sé... essere infiammati dalla passione" Mt.19:11; 1Cor.7:9).
Nel caso di un omosessuale però la castità non è più una possibilità ma un obbligo, un'esigenza indispensabile per essere accettati da Dio. Queste argomentazioni, sinceramente, mi mettono in difficoltà. La rivista Svegliatevi! spesso tratta argomenti 'scabrosi'. Sarebbe interessante un articolo che parlasse dell'omosessualità in maniera approfondita. A quanto pare dall'1 al 5% delle persone sono omosessuali. Ciò significa che in Italia ci sono, come minimo, 500.000 individui con questo problema.
La persona che conosco dice che il nostro messaggio non offre nessuna vera speranza agli omosessuali, non dà nessuna vera risposta al loro problema. Sostiene che pretendere un "cambiamento" per poter essere accettati nella congregazione significa chiedere l'impossibile o, come minimo, chiedere uno sforzo sovrumano che può portare alla nevrosi o ad altri disturbi mentali peggiori del "male" che si vorrebbe eliminare. Il libro "Ragioniamo" (p.353, 354) dice che Geova "provvede tutto l'aiuto necessario". In che cosa consiste, concretamente, questo aiuto? Questo signore dice che, per poter aiutare qualcuno, bisogna prima conoscere bene il problema che lo riguarda e non accontentarsi di comodi giudizi superficiali che possono anche consistere nella citazione di versetti, senza tener conto che si ha a che fare con persone. Questa persona mi ha dato un libro che sto leggendo e che trovo piuttosto interessante. (Omotropia-Un discorso diverso sull'omosessualità di H.van de Spijker, ed. Gruppo Abele, 1983).
Dato che lo "schiavo" provvede informazioni o pubblicazioni specifiche, rivolte a varie categorie o gruppi di persone, perché non provvede qualcosa di simile al libro che sto leggendo in cui l'argomento in questione sia trattato in maniera veramente approfondita ed esauriente? Il mio vuole essere soltanto un umile suggerimento che spero non venga scambiato per presunzione.
Nell'attesa di una vostra eventuale risposta, porge a tutti voi calorosi e fraterni saluti.
Lorenzi Achille
La lettera originale
Rileggendola oggi, dopo trent'anni, questa lettera mi colpisce per quello che era: un tentativo onesto e in buona fede di fare il mio lavoro di proclamatore nel modo migliore possibile. Avevo incontrato una persona con argomentazioni serie, che le nostre pubblicazioni non riuscivano a confutare in modo convincente, e cercavo strumenti migliori.
Rileggendola oggi noto anche il linguaggio che usavo: parlavo di "problema dell'omosessualità", di una persona che "ha il problema". Era il linguaggio che avevo interiorizzato. Per i Testimoni di Geova di quegli anni — e io ero uno di loro — gli omosessuali erano essenzialmente dei viziosi: persone che avevano scelto liberamente quel comportamento e che, con la giusta volontà spirituale, potevano cambiare e diventare eterosessuali. Una visione che oggi sappiamo essere non solo sbagliata, ma dannosa. La riconosco nel modo in cui scrivevo, e tenevo a precisarlo. [1]
Il punto centrale che sollevavo era difficile da eludere: l'omosessualità è davvero una scelta? Le pubblicazioni dell'organizzazione sostenevano di sì. Ma la psichiatria dell'epoca — e la stessa esperienza personale della persona che avevo incontrato — dicevano altro. Perfino il nuovo Catechismo cattolico, che citavo nella lettera, ammetteva che molte persone si trovano in quella condizione senza averla cercata né voluta.
Avevo anche notato una contraddizione interna alle nostre stesse pubblicazioni: il libro Ragioniamo lasciava intendere che certe inclinazioni possono essere permanenti nonostante ogni sforzo per eliminarle — cosa che cozzava con il messaggio ufficiale "studia, prega e cambierai".
La mia domanda era semplice e concreta: se il cambiamento è impossibile o psicologicamente devastante, e se la castità permanente è l'unica alternativa, in cosa consiste concretamente "tutto l'aiuto che Geova provvede"?
Non stavo mettendo in discussione la dottrina. Stavo chiedendo approfondimenti. Eppure mi scusavo già in anticipo, chiudendo con "spero non venga scambiato per presunzione." Come vedremo nella risposta, quella cautela non servì a molto.
La Betel mi rispose. Non con le spiegazioni che cercavo, ma con qualcos'altro.
CONGREGAZIONE CRISTIANA DEI TESTIMONI DI GEOVA
VIA DELLA BUFALOTTA 1281, 00138 ROMA RM, ITALIA TELEFONO (06) 872941 — C/C POSTALE 17428004
VIA DELLA BUFALOTTA 1281, 00138 ROMA RM, ITALIA TELEFONO (06) 872941 — C/C POSTALE 17428004
EH 19 gennaio 1994
Sig. Achille Lorenzi ....
Caro fratello Lorenzi,
Abbiamo ricevuto la tua lettera del 31 dicembre 1993. Ci presenti il problema dell'omosessualità dal punto di vista di un omosessuale con il quale hai conversato. Ci presenti poi il tuo punto di vista e alcuni suggerimenti. Attendi la nostra risposta che ti diamo per il tuo benessere spirituale.
Nella tua lettera dici con semplicità: "Queste argomentazioni, sinceramente, mi mettono in difficoltà. La rivista Svegliatevi! spesso tratta argomenti 'scabrosi'. Sarebbe interessante un articolo che parlasse dell'omosessualità in maniera approfondita". Poi riferendoti all'omosessuale con il quale hai parlato dici: "Questa persona mi ha dato un libro che sto leggendo e che trovo piuttosto interessante. (Omotropia-Un discorso diverso sull'omosessualità di H.van de Spijker, ed. Gruppo Abele, 1983.) Dato che lo 'schiavo' provvede informazioni e pubblicazioni specifiche, rivolte a varie categorie o gruppi di persone, perché non provvede qualcosa di simile al libro che sto leggendo in cui l'argomento in questione sia trattato in maniera veramente approfondita ed esauriente?"
Da quanto ci hai detto sopra ci fai capire che sei propenso a sostenere che l'omosessualità potrebbe essere una condizione in cui molti verrebbero a trovarsi non per propria scelta ma per nascita, per alterazione congenita come un eunuco generato così dal seno della propria madre. Per noi questo argomento è specioso per varie ragioni, e la principale è ciò che dice la Parola di Dio contro l'omosessualità.
Vorremmo chiederti a questo punto se hai trattato l'argomento anche con gli anziani della tua congregazione. Nella tua lettera non lo dici. Sicuramente essi ti avrebbero mostrato dalle molte nostre pubblicazioni come viene considerata l'omosessualità, sia dal punto di vista biblico che da quello del mondo in generale.
Non sappiamo se hai consultato l'Indice delle pubblicazioni Watch Tower del 1945-1985, e del 1986-1989 sotto l'esponente OMOSESSUALITÀ. Sono indicati numerosissimi articoli su tale argomento. Siamo convinti che se un dedicato servitore di Geova come sei tu, leggesse con cura tali articoli, non sarebbe tentennante davanti agli argomenti che presentano i sostenitori dell'omosessualità. Ti indichiamo un articolo fra i più recenti e autorevoli pubblicati dalla nostra organizzazione, nella rivista Svegliatevi! dell'8 luglio 1989, articolo intitolato: 'Omosessualità: Perché no?', pagine 26 e 27. Se dopo aver letto tale articolo un cristiano dedicato avesse ancora dubbi sulla peccaminosità dell'omosessualità, significa che mette in dubbio i suoi requisiti spirituali, e gli anziani dovrebbero assisterlo.
Hai fatto bene a scriverci esponendoci schiettamente le tue opinioni su un argomento dibattuto. Così ci hai permesso di esprimerti i nostri pensieri. Comunque, pensiamo di agevolarti mandando una copia di questa lettera agli anziani della tua congregazione. Essi saranno lieti di assisterti qualora lo ritengano opportuno. Tieni presente anche i buoni consigli che offre il libro I giovani chiedono . . . Risposte pratiche alle loro domande, al Capitolo 35, 'Ha importanza cosa leggo?'
Sperando di esserti stati utili con questa lettera, restiamo uniti a te nel predicare con zelo la buona notizia del Regno di Dio, e ti mandiamo i nostri amorevoli saluti fraterni.
Tuoi fratelli e conservi Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova
cc: Al corpo degli anziani della congregazione di Tione.
La lettera originale
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Rileggendo oggi questa lettera, mi rendo conto di quanto fosse rivelatrice — non tanto per quello che diceva, ma per quello che non diceva.
Avevo posto domande precise e documentate. Mi aspettavo risposte altrettanto precise. Invece ricevetti qualcosa di molto diverso.
Le domande ignorate
La mia domanda centrale era: se il cambiamento è impossibile o psicologicamente devastante, in cosa consiste concretamente l'aiuto che Geova provvede? La Betel non risponde. Non cita studi, non offre strumenti pratici, non affronta il problema reale. Si limita a rimandare alle proprie pubblicazioni — le stesse che avevo già letto e che trovavo insufficienti.
Avevo anche segnalato una contraddizione interna al libro Ragioniamo, che ammetteva la possibilità di inclinazioni permanenti. Anche questo viene completamente ignorato.
L'argomento liquidato con una parola
Le argomentazioni che riportavo — basate su psichiatria, esperienza personale e persino sul Catechismo cattolico — vengono liquidate con una sola parola: "specioso". Ovvero: sembrano valide ma non lo sono. Senza però spiegare perché. Senza citare un solo argomento contrario. Senza confrontarsi con nessuna delle fonti che avevo menzionato. È una chiusura intellettuale mascherata da risposta.
Il ricatto spirituale
Il passaggio più inquietante è questo: chi, dopo aver letto le pubblicazioni dell'organizzazione, avesse ancora dubbi sulla peccaminosità dell'omosessualità, "mette in dubbio i suoi requisiti spirituali." In altre parole: se non sei convinto, non è perché le argomentazioni siano deboli — è perché tu sei spiritualmente carente. Il dubbio non viene trattato come una domanda legittima, ma come un sintomo di debolezza morale. È un meccanismo sottile ma potente: invece di rispondere alle domande, si colpevolizza chi le fa.
La copia agli anziani
La conclusione della lettera è quella che mi colpì di più: la Betel mi informava che avrebbe inviato una copia della lettera agli anziani della mia congregazione. Avevo scritto in modo riservato, cercando approfondimenti. Mi ritrovai segnalato alla comunità locale. Una richiesta privata di chiarimento veniva trasformata in una questione di sorveglianza. Il messaggio era chiaro: hai fatto domande scomode, e ora ne risponderai davanti a chi ti conosce.
Quello che mancava completamente
In tutta la lettera non c'è una sola parola di empatia verso le persone omosessuali. Non un riconoscimento della loro sofferenza. Non un tentativo di capire cosa significhi vivere in quella condizione. La persona che avevo incontrato — con la sua storia, i suoi dubbi, la sua ricerca — non esiste in questa risposta. Esiste solo un "problema" da gestire con le pubblicazioni giuste.
In sintesi
Cercavo strumenti per aiutare una persona. Ricevetti un elenco di pubblicazioni, un'accusa velata di debolezza spirituale, e una segnalazione agli anziani. Non era una risposta. Era un atto di controllo.
Quella lettera fu solo l'inizio. Quattro anni dopo, nel 1998, fui disassociato per "apostasia". La storia di quel processo si può leggere qui: Il mio "processo" — I Comitati Giudiziari e la libertà di coscienza.
La posizione dell'organizzazione su questo tema è cambiata nel tempo, in modo non sempre coerente.
Anni '70 — La scelta e il cambiamento Le pubblicazioni dell'epoca erano esplicite: l'omosessualità era una scelta deliberata, e il cambiamento era possibile per chiunque lo volesse davvero. La rivista La Torre di Guardia del 1/2/1975 affermava: gli omosessuali possono cambiare, e chi non cambia è semplicemente perché non vuole farlo. La rivista Svegliatevi! dell'8/12/1976 ribadiva che gli omosessuali "sono tali perché lo vogliono", definendo il loro comportamento una scelta consapevole paragonabile all'acquisto di un'automobile. Il linguaggio usato era quello di "pervertiti" e "viziosi".
1983 — Un primo aggiustamento Per la prima volta l'organizzazione distingue tra desideri e comportamento: ciò che Dio condanna, e che costituisce motivo di disassociazione, è l'"attività erotica" con una persona dello stesso sesso. I desideri omosessuali, pur da combattere, vengono implicitamente riconosciuti come qualcosa che può esistere indipendentemente dalla volontà della persona.
2007 — Marcia indietro La rivista La Torre di Guardia torna a condannare anche i desideri, affermando: "È vero che i desideri omosessuali possono essere fortemente radicati. Puoi star certo, però, che anche desideri errati con radici profonde si possono estirpare." Si torna quindi alla pretesa che anche l'orientamento interiore possa e debba essere eliminato.
Posizione attuale L'organizzazione ha abbandonato la tesi che un omosessuale possa diventare eterosessuale attraverso la fede e la preghiera. Dichiara di non condannare le persone omosessuali in quanto tali, ma continua a condannare qualsiasi comportamento omosessuale. La soluzione proposta rimane la castità permanente. In sostanza: si è smesso di promettere il cambiamento dell'orientamento, ma si continua a chiedere una vita vissuta negando se stessi.
Per una testimonianza diretta di cosa significhi vivere questa contraddizione dall'interno, vedi: Un'esperienza di vita fra i Testimoni di Geova.



