Vai ai contenuti
I Testimoni di Geova -
      analisi critica di un culto
I Testimoni di Geova -
      analisi critica di un culto
I Testimoni di Geova -
      analisi critica di un culto
I Testimoni di Geova -
analisi critica di un culto

Le dottrine
Salta menù

OUIJA-BOARDS, SMALL AND LARGE

Ouija-Boards, Small and Large: l'articolo integrale di Roy D. Goodrich e la replica della Watch Tower


Nota introduttiva

Nel marzo 1930 The Golden Age, la rivista che sarebbe poi diventata Svegliatevi!, pubblicò un articolo con cui un TdG, Roy D. Goodrich, ex insegnante di scienze e per anni sorvegliante che presiede, sosteneva che l'apparecchio diagnostico del dottor Albert Abrams non era uno strumento medico ma una tavoletta Ouija travestita, e che l'intera teoria delle Electronic Reactions of Abrams era una farsa priva di qualunque prova.

L'articolo va letto tenendo presente il contesto. Cinque anni prima la stessa rivista aveva presentato in esclusiva l'Electronic Radio Biola, apparecchio derivato dai metodi di Abrams e inventato da un altro TdG, dichiarando in nota redazionale di avere la massima fiducia in qualunque affermazione del suo inventore, e nello stesso fascicolo ne aveva ospitato l'inserzione di vendita. Attorno alla Betel operava una rete di praticanti dell'E.R.A. La ricostruzione completa della vicenda si trova nella pagina L'Electronic Radio Biola.

Goodrich riprese a protestare all'inizio degli anni Quaranta, quando seppe che l'apparecchio era ancora in uso alla sede centrale. Questa volta non gli fu concesso spazio: fu disassociato. Trentatré anni dopo, nel 1963, la Società avrebbe dichiarato ufficialmente che la radionica era imparentata con la tavoletta Ouija e andava evitata perché collegata allo spiritismo, senza mai nominarlo.

Seguono la traduzione italiana integrale dell'articolo di Goodrich, comprensiva della nota del direttore Clayton J. Woodworth che lo accompagnava, e la replica pubblicata dalla rivista due mesi dopo a firma di Mae J. Work, medico osteopata della Betel. Entrambi i testi sono tradotti sugli originali.


The Golden Age, vol. XI, n. 273, 5 marzo 1930, p. 355. L'apertura dell'articolo di Roy D. Goodrich, con al centro il riquadro contenente la nota del direttore Clayton J. Woodworth. Cliccare per ingrandire.

*****

Nota del direttore

Pubblichiamo quanto segue perché The Golden Age ha in qualche modo la natura di un forum, nel quale gli abbonati possono esprimere le proprie convinzioni su quasi qualunque argomento ed essere certi di un vasto pubblico. Alcuni avranno da obiettare a questa esposizione del signor Goodrich, e le stesse cortesie che sono state usate a lui saranno usate ai suoi critici, purché spieghino il punto che egli solleva, cioè che cosa faccia aderire o non aderire quel bottone, in modo che un uomo comune possa capirlo senza doversi mettere a testa in giù, e purché la replica non sia manifestamente un tentativo di ottenere una preziosa pubblicità gratuita. Il Direttore.

Una tavoletta Ouija è un piccolo strumento primitivo, che a volte si trova nei negozi a dieci centesimi, per mezzo del quale si possono ottenere da una fonte occulta risposte intelligenti a delle domande. Chiunque sappia intagliare può apportare al congegno meravigliosi "miglioramenti", con i quali potrà fare scoperte ancora più meravigliose, se per caso è un medium. La planchette e il bastoncino biforcuto del rabdomante sono comuni varianti della tavoletta Ouija. Per quanto riguarda questo articolo, dunque, una tavoletta Ouija è qualunque congegno mediante il quale si realizzi una comunicazione con il mondo degli spiriti.

L'esistenza di tali comunicazioni fra esseri umani e angeli decaduti o demoni è liberamente ammessa da tutti coloro che conoscono e credono la testimonianza biblica in materia, e che sono al corrente dei fatti concreti dello spiritismo moderno. Inoltre, tutti gli Studenti Biblici sanno che tale comunicazione è assolutamente contraria alla Legge di Dio, e che è nociva al benessere di chiunque tenti di "investigarla" o di manipolarla. La testimonianza scritturale e fattuale sulla verità di quanto affermato è insieme troppo vasta e troppo nota per essere qui ripetuta.

In questo articolo si dimostra che la "macchina diagnostica del dottor Albert Abrams" non è né più né meno che una tavoletta Ouija complessa; che tale macchina diagnostica non può in alcun modo essere usata per diagnosticare malattie a meno che chi la manovra non sia un medium; e inoltre che l'intera teoria nota come Electronic Reactions of Abrams, o E.R.A., è una farsa assoluta, non provata e non provabile, dal momento che la prima prova scientifica a suo favore deve ancora essere prodotta, né dal dottor Abrams stesso né da alcuno dei suoi colleghi o seguaci.

Il lettore sia certo, fin dall'inizio, che la dimostrazione qui esposta non è l'espressione di un'opinione umana su un sistema terapeutico. È la presentazione della severa e competente evidenza di fatti materiali riguardanti un abile congegno del Nemico per abbindolare l'umanità e irretire il popolo di Dio.

Questa esposizione, inoltre, non sposa direttamente né indirettamente alcuna delle molte scuole di guarigione, nuove o antiche, oggi esistenti. Anzi, queste varie scuole, nelle loro grandi pretese, nei loro miserabili fallimenti, nelle loro clamorose incoerenze, nel loro avido egoismo e nel loro labirinto disperato e impotente di confusione sul tema della salute, ricordano a tal punto le caratteristiche analoghe dell'ecclesiasticismo e la sua confusione sul tema della religione, che a stento si può evitare il sospetto che siano tutte figlie dello stesso Padre. La Scuola di Guarigione qui sostenuta è quella del Grande Medico di Geova, il nuovo Re della terra, presso il quale sono tutti i segreti della vita, e il cui regno soltanto può portare all'uomo salute e felicità.

Chi scrive è in grado di fornire dichiarazioni giurate, contenenti nomi e indirizzi se necessario, a sostegno dei fatti materiali qui posti in evidenza.

Il signore e la signora A

Il signore e la signora A si presentarono presso la "Clinica Elettronica Abrams" del dottor B per la diagnosi e la cura di lei, che da più di un anno soffriva di un completo esaurimento, talvolta chiamato "esaurimento nervoso", e diagnosticato dai medici volta per volta come "colite", "stitichezza", "autointossicazione". Era molto debole, e una sola misera ora al giorno era tutto ciò che riusciva a reggere nell'opera che aveva scelto, quella di testimone di Geova Dio. Cercava una cura per poter avere più tempo e più forze per quella grande opera. Come osservatori scientifici critici, seguiamo insieme a loro quel che accadde.

Davanti a loro, su un tavolo, c'era uno strumento assai complesso, in apparenza di natura elettrica, composto di diverse unità, che presentavano forse una ventina di manopole indicatrici graduate, simili a manopole di reostato. Altri particolari erano un misterioso filo alto pochi centimetri chiamato "antenna", che sporgeva da una delle unità, e una piccola cavità rotonda con un coperchietto di metallo lucido sulla superficie dell'unità principale. Sulla sommità di quest'ultima, a lettere ben visibili, stava la scritta: "La macchina diagnostica del dottor Albert Abrams". E soprattutto, sull'unità che portava la cosiddetta antenna, c'era un bottone o disco nero molto simile al pulsante del clacson di un'automobile, con la differenza che era fissato saldamente.

Il dottor B spiegò brevemente la teoria dell'E.R.A. e chiese alla signora A di scrivere il proprio nome su un pezzo di carta. Qualcuno ha mai visitato una seduta spiritica o consultato un chiaroveggente senza che gli venisse chiesta esattamente la stessa cosa? Ci viene detto che una goccia di sangue o di saliva sarebbe andata altrettanto bene, ma carta e matita erano più a portata di mano. La matita usata era una matita di uso comune, e la carta era stata liberamente maneggiata da tutti. Scritto il nome, il dottore prende il foglietto e ritaglia soltanto il minuscolo punto alla fine del nome; e, a dimostrazione della super-sensibilità, per non dire della super-stupidità della macchina, soltanto quel puntino venne gettato nella cavità dell'unità principale e coperto con il coperchietto lucido. Quel minuscolo punto tracciato dalla signora A con una matita di uso comune era, disse il dottore, talmente impregnato di elettroni, vibrazioni o che altro, che ora la macchina non avrebbe registrato alcuna vibrazione emessa dal signor A o da alcuno degli indaffarati assistenti e stenografi presenti nella stanza.

Una vigilia scientifica

Ora indossate il vostro "berretto pensante". Immaginatevi scienziati, intenti a osservare quelle care vibrazioncelle che escono affaccendate dalla mano della signora A mentre impugna la matita. Osservate anche quegli altri miliardi di vibrazioni emesse in precedenza dal dottore, dai suoi assistenti e da chissà quanti pazienti precedenti, che avevano impugnato quella stessa guaina di legno attorno a quella stessa mina, mentre si rincorrono come bambini che giocano a nascondino per togliersi tutte dai piedi in tempo. L'ultimo monello salta giù dalla punta proprio mentre la signora A prende la matita. Ora la strada è libera per le sue vibrazioni. Guardate come corrono! Lei scrive molto in fretta. Come hanno fatto a saltare quella guaina di legno e a concentrarsi a miliardi proprio sulla punta della mina! E perché si prendono tutto questo disturbo? Perché sanno che soltanto una quantità microscopica di quella mina finirà sulla carta, e vogliono esserci anche loro. Ora, in ogni minimo tratto di quel nome, stanno schierate in falange compatta, pronte a servire.

Ora osservate quegli elettroni ben addestrati nelle dita del dottore, mentre con dita non isolate raccoglie quel pezzetto di carta. Non uno dei suoi elettroni entra nella carta o nel punto tracciato sopra; e non uno degli elettroni della signora A esce da quel punto! Non è meraviglioso? Se i teorici dell'E.R.A. si fossero attenuti alla goccia di sangue o di saliva sarebbero stati più ricchi di plausibilità; ma questa sciocchezza della calligrafia non lascia il minimo camuffamento di "scienza" a coprire tutte queste mostruose fandonie. Eppure è così che funziona la teoria di Abrams. Né la cosa finisce qui.

La nostra vigilia scientifica deve proseguire. Quei cari titani nel puntino devono ora cominciare il loro lavoro. Quale lavoro? Il lavoro di tenere a bada tutte quelle vibrazioni simili o più forti emanate dal signor A, dai vari assistenti presenti nella stanza e dal dottore stesso; ma non devono trattenere nessuna di quelle vibrazioni tanto desiderate provenienti dalla signora A. Bel lavoro di polizia per quei poveri elettroncini incarcerati nel puntino!

Ci fermiamo per porre qualche domanda. Come si sa che esistono "frequenze vibratorie elettroniche"? Come sappiamo che penetrano il legno? Come sappiamo che tali frequenze si annidano permanentemente nella mina all'interno del legno attraversato? Se vi si annidano permanentemente, tanto che in un solo puntino ce ne sono abbastanza da compiere simili prodigi, perché scappano via tutte non appena un nuovo paziente impugna la matita? Come sappiamo che scappano davvero? E allora perché non scappano quando una nuova mano prende il foglio con il punto, dato che anche la carta è pasta di legno? Secondo la teoria dell'E.R.A., per cui "vibrazioni simili uccidono o neutralizzano vibrazioni simili", come si spiega che le vibrazioni della signora A contenute nel punto attirino e potenzino le sue stesse vibrazioni provenienti dal corpo, ma respingano con forza tutte le altre, che sono dissimili? Perché queste vibrazioni di seconda mano contenute nel punto sono più potenti di tutta la forza delle sane vibrazioni del signor A, che battono incessantemente sull'"antenna"? Riteniamo che a queste domande vi sia un solo modo di rispondere: con l'arbitrario decreto dell'opinione umana.

Le "guarigioni" non provano le teorie sulle guarigioni

Ora comincia il vero lavoro della "diagnosi". Tutte le "frequenze vibratorie" della signora A, libere e senza ostacoli, si sprigionano dal cervello e dai bronchi, dai polmoni e dal fegato, dai muscoli e dalle membrane, dai calli e dalla cornea, dalle ossa e dagli alluci valghi, tutte verso quella piccola "antenna", per essere scientificamente captate e scientificamente misurate; almeno così dice la teoria dell'E.R.A. Prendiamo questa affermazione con più di un semplice granello di riserva, dato che il primo esperimento scientifico elementare che dimostri anche solo l'esistenza di queste vibrazioni deve ancora essere eseguito. Vi sono più prove concrete che la luna sia fatta di formaggio fresco che non a sostegno della teoria dell'E.R.A.; perché la luna, quanto a colore, dimensione e forma, somiglia in effetti a una forma di formaggio nuovo, mentre fra il duodeno e una stazione radiotrasmittente non c'è nemmeno quel tanto di somiglianza. Ci sono milioni di persone che evitano di calpestare un insetto per timore di schiacciarvi il proprio nonno; non siamo così sciocchi da accettare la loro opinione gratuita e non provata!

"Un momento!", giunge il coro di alcune migliaia di praticanti e pazienti dell'E.R.A. "Non sapete", dicono, "che possiamo fornirvi documentazione autentica di centinaia di migliaia di guarigioni ottenute con questo metodo?" Senza perdere tempo ad ascoltare la loro testimonianza, concederemo loro, per amore di discussione, un milione intero di guarigioni ben documentate. È corretto? Bene. Rivolgiamoci ora agli Scientisti Cristiani per la prova che nella materia non c'è realtà alcuna, e otteniamo un altro milione e passa di "guarigioni ben documentate". Passiamo poi ai guaritori per fede e raccogliamo altre migliaia di testimonianze delle loro preghiere. Visitiamo un santuario cattolico e troviamo una grande catasta di stampelle a muta testimonianza di quel metodo. Rivolgiamoci ora alla Cina, al Continente Nero o alle isole dei Mari del Sud, e siamo sommersi dall'efficacia di ogni feticcio immaginabile, di ogni ripugnante decotto, di ogni strana formula magica. E non dimentichiamo i "casi ben documentati" degli stregoni, dei medium, dei chiaroveggenti e dei guaritori magnetici. Tutta questa testimonianza, considerata nel suo insieme, costituisce ampia prova materiale, valida per sempre, che le guarigioni non provano le teorie sulle guarigioni.

Il dottor B ci chiama. "Venite alla macchina diagnostica", dice, "e vi proverò la teoria dell'E.R.A. mille volte al giorno!" Torniamo nel suo studio con il signore e la signora A. La nostra vigilia scientifica continua. Il dottor B ora strofina il bottone nero con l'indice coperto da un fazzoletto, mentre regola le manopole. Improvvisamente l'indice aderisce al bottone, producendo un lieve rumore mentre scivola. Legge gli indicatori alla base delle manopole e annuncia: "È un verme del manzo; no, due vermi del manzo, nello stomaco". Dopo aver somministrato alla paziente due bicchieri d'acqua, caricati con ventimila unità di magia elettronica, il dottore strofina di nuovo il bottone e annuncia che i vermi si sono spostati nel duodeno, per continuare da lì le loro trasmissioni.

Mentre i poliziotti elettronici nel minuscolo puntino prolungano la loro valorosa battaglia per le vibrazioni della signora A, come Leonida alle Termopili, la diagnosi passa ai principali organi del corpo della paziente. Se il dito aderisce al bottone, allora è "questo". Se il dito non aderisce, allora "non è questo". Dopo due giorni e mezzo di questa "diagnosi" e di questa "cura", la signora A dichiarò di sentirsi meglio di quanto non si fosse sentita in quasi due anni, riportata quasi come per miracolo a una salute normale. Questo porta il totale a un milione e uno di casi ben documentati per l'E.R.A.

Tre ore di spiegazioni

Il dottor B parve prendere in simpatia il signore e la signora A, e li invitò per il giorno successivo, che era domenica, a venire con comodo per studiare insieme l'intera faccenda. Evidentemente avevano manifestato giusto quel tanto di sospetto da essere ritenuti meritevoli di un po' di lavoro personale, affinché potessero essere convertiti alla visione delle cose propria dell'E.R.A.

Accettarono l'invito, e per tre ore piene ascoltarono le sue spiegazioni e posero liberamente domande. Ecco il resoconto che il signor A fa delle rivelazioni di quelle tre ore di studio, riportato testualmente come da lui espresso.

Il dottor B ci assicurò che la macchina diagnostica del dottor Albert Abrams da lui usata non era collegata all'impianto elettrico della casa e non aveva batterie.

Alla domanda: "Qual è la ragione scientifica per cui il dito coperto dal fazzoletto aderisce al bottone nero in un istante più che in un altro?", il dottore rispose: "Chiedetelo a me! Dovrete rivolgervi ai costruttori di questa macchina".

Su invito del dottore, provai io stesso a strofinare ripetutamente il bottone. Se premevo un poco, il dito "si attaccava", producendo il consueto lieve rumore. Se non premevo, il dito scivolava liberamente sulla superficie del bottone, sempre. Il mio indice non era caduto sotto il controllo dei demoni, per come vedo adesso le cose.

Per ore osservai con occhio scientificamente allenato, dato che avevo alle spalle otto anni di formazione scientifica proprio nelle materie qui in questione, la macchina, il dottore e il modo in cui la manovrava. Devo dire che rimasi molto colpito dalla sua piena onestà e sincerità. Sembrava l'incarnazione stessa della generosità e della bontà umana, tanto che tutto questo lavoro per me e per mia moglie insistette per farlo interamente gratis, in considerazione dell'opera che rappresentavamo. Devo tuttavia riferire francamente e con verità quello che vidi.

Se intelligenze invisibili avevano previsto che il fazzoletto coprisse l'indice in modo che un osservatore distratto non si accorgesse di quanto accadeva, in questo caso fallirono, poiché il dottore, essendo onesto, non era a parte del segreto. Teneva il fazzoletto più o meno teso, cosicché tutto quello che avveniva era chiaramente visibile a chiunque fosse lì come osservatore scientifico e non stesse ad ascoltare le fandonie sui vermi del manzo nello stomaco o sulla relativa normalità del colon.

Ora attenzione. Il dito del dottore era costantemente flesso verso l'alto e in modo rilassato mentre passava silenziosamente sopra il bottone. Ma in ogni singolo caso in cui il dito "si attaccava", esso era improvvisamente flesso verso il basso, con ogni evidenza di uno sforzo di pressione muscolare. Fin dai suoi inizi la teoria dell'E.R.A. si è trovata di fronte a questa domanda: quale intelligenza fa funzionare quell'indice? Sono gli elettroni a farlo? Se è così, allora gli elettroni sono intelligenze invisibili, demoni o angeli decaduti. Chiamare elettrone uno spirito maligno o familiare non ne cambia la natura.

Il "numero della verità"

Il dottor B proseguì raccontandoci di aver ricevuto dai costruttori della macchina un numero della "verità", in altre parole la "frequenza vibratoria del vero". Per magia di questo numero, come vedremo, la macchina complessa si trasformava in una semplice tavoletta Ouija del sì e del no. Per esempio, fu passato alla macchina il telegramma di un paziente, e furono determinate le parole vere e quelle false. Fu poi chiamato l'assistente, che ripeté l'operazione ottenendo un risultato identico.

Ancora. Quando per mezzo della macchina furono "scoperte" presunte meravigliose proprietà terapeutiche nelle acque di certe sorgenti, il dottore fu consigliato, mediante l'uso del numero della "verità", di mantenere segreta la "scoperta" fino a una certa data. Un successivo esame di documenti in banca rivelò che quella data era la data di scadenza di un'opzione sui terreni che contenevano quelle sorgenti. Quale intelligenza mosse i muscoli dell'indice questa volta?

Mediante l'uso dello stesso numero della "verità", sulla stessa macchina diagnostica del dottor Albert Abrams, il dottor B apprese che si doveva fare un'eccezione alla segretezza consigliata. Alla macchina furono presentati i nomi di vari Studenti Biblici, e furono così indicati quelli che dovevano ricevere il segreto prima degli altri mortali. Il luogo e il momento stabiliti dall'oracolo dell'E.R.A. per comunicare loro il segreto dovevano essere un certo congresso di Studenti Biblici. Scendendo dall'autobus al congresso, chi si trovò davanti se non proprio uno di coloro che erano stati indicati? Non aveva forse Gesù ben preavvertito che in questi ultimi giorni vi sarebbero state cose atte a sedurre, se fosse possibile, perfino gli eletti?

Credendo che tanto i consigli quanto le "scoperte" provenienti dalla macchina fossero diretti o inviati da Geova Dio, il dottor B non rinnovò l'opzione sui terreni che contenevano le "meravigliose" sorgenti, e così quelle preziose acque curative furono salvate dalle mani di sfruttatori egoisti. Alla macchina fu perfino presentata una mappa del terreno, per averne consiglio sulla destinazione o sull'uso da dare alle varie parti. Furono così ricevute indicazioni dettagliatissime sulle condizioni e sugli scopi per cui certe porzioni andavano vendute; quali porzioni non andavano vendute; quali edifici dovessero essere costruiti, in quale posizione e con quali materiali. Tutte queste informazioni consultive, e molte altre ancora, sgorgarono liberamente dall'oracolo diagnostico del dottor B.

Ci fu parlato del numero dell'"aspettativa" della macchina. Per magia di questo numero si poteva determinare a piacimento l'aspettativa di vita di una persona, giudicata in base alla sua vitalità generale del momento. "Di recente", confidò il dottore, "ho scoperto che l'aspettativa della maggior parte degli Studenti Biblici è esattamente di trentadue anni. Con ulteriori prove ho trovato che la mia sarebbe diventata di trentuno il 15 ottobre." Naturalmente la macchina realizzò la propria predizione, con esattezza e in perfetto orario.

Il quadratino di celluloide

Il dottor B ci raccontò a lungo di altre meraviglie che si stavano scoprendo per mezzo di questa macchina diagnostica. Non molto tempo prima un praticante di Abrams, che era anche interessato all'opera dell'I.B.S.A., aveva scoperto come caricare un pezzetto di celluloide di vibrazioni dal meraviglioso potere salutare. Da questa macchina quel medico aveva appreso che era volontà di Geova Dio che il congegno fosse venduto a un dollaro esatto, e che non fosse venduto a nessun prezzo a chi non fosse membro dell'I.B.S.A. Come devono aver riso quei demoni blasfemi, o elettroni, nel far passare questa!

Mi vergogno profondamente a raccontarlo, ma dicono che "una confessione onesta fa bene all'anima". Colto alla sprovvista, e per riguardo alle buone maniere e alla quiete, presi davvero uno di quei quadratini di celluloide che il dottor B mi offriva, lo tenni nel palmo della mano come indicato, lo protesi verso un certo punto della bussola, accettai un bicchiere d'acqua nell'altra mano, soffiai nell'acqua, dieci volte, mi pare, come mi era stato ordinato, e poi bevvi l'acqua, sempre tenendo proteso il mio quadratino magico. Mentre ero così occupato mi sentivo un buffone in una pantomima; e adesso, ripensandoci, mi accuso di essere stato un buffone in una pantomima. Qualcuno riesce a fare di meglio fra le pratiche degli adoratori di feticci delle isole dei Mari del Sud?

Preparati da questo esercizio per il vostro diaframma, sarete pronti per la prossima "meraviglia" che compare nei cieli spettrali della teoria di Abrams. Questa volta si tratta di un pezzetto di alluminio, di circa quindici centimetri di lato, con certi fori; niente di più e niente di meno, salvo forse alcuni presunti miliardi di quegli spettrali elettroni, alias "frequenze vibratorie". Questi erano immagazzinati nella piastrina di alluminio secondo il metodo dell'"orcio d'olio della vedova", sempre cedendo e mai esaurendosi. E tutto questo immagazzinamento di energia vitale era compiuto dalla macchina diagnostica, la quale è per ammissione "morta", senza collegamento elettrico né batteria. Perbacco! C'è da chiedersi che cosa riuscirebbe a fare se solo fosse collegata alla presa!

Proseguendo lo "studio" con noi, il dottor B ci spiegò come un barattolo di vetro pieno d'acqua o un panino posati su quella piccola meraviglia di alluminio si carichino in breve di vibrazioni di salute forti ventimila unità. Ci fu detto inoltre, con tutta serietà, che il medico che aveva scoperto e inventato questi pezzi di paccottiglia riteneva in coscienza che tutto ciò fosse opera di Geova Dio, e per di più che il grande Creatore gli aveva annunciato, per mezzo del numero della "verità" sulla macchina di Abrams, che un certo uomo doveva essere preso come socio in affari nella fabbricazione e nella vendita di questi quadrati di alluminio. E ancora, che l'Onnipotente voleva che fossero venduti a un certo prezzo, e che era Sua volontà che i profitti fossero divisi secondo una certa percentuale! Geova che restituisce la salute al genere umano per mezzo di quadrati di metallo con quattro fori! Ma sì, davvero; e che ne annuncia in anticipo il prezzo, e la divisione dei profitti per giunta, e che vieta di lanciare il congegno prima di una certa data! Di nuovo i demoni, o elettroni, ridono forte e a lungo: "Che sciocchi sono questi mortali!"

Eccovi servito! Geova, il grande Creatore, tirato giù dal cielo per barattare la salute a tutti e per dettare la divisione dei profitti. E tutto questo, e molto altro ancora, "provato" strofinando un bottone. Se il dito si attacca, è "sì". Se non si attacca, è "no". Oh, quel ciarlatanesco Burlone della tecnica dell'E.R.A., Il Bottone! Se esiste agli atti un caso più chiaro di spiritismo, io chiedo, dove lo troveremo?

La risposta di un'altra clinica

Questo per quanto riguarda ciò che il signore e la signora A videro e udirono in una clinica elettronica di Abrams. Ecco ora quello che riceviamo da un'altra istituzione simile, in risposta a una lettera con la quale era stata allegata copia dei dati del signor A, sostanzialmente come sopra riportati. La lettera era breve e diretta, e chiedeva al responsabile della clinica che cosa avesse da dire in particolare su quello che il signor A aveva chiamato il "Burlone" dell'E.R.A., vale a dire il bottone, il cui esame ribalta l'intera teoria di Abrams, armi e bagagli, finché non sia scientificamente spiegato con qualcosa di diverso dalla pressione muscolare, il che significa spiritismo.

La risposta del responsabile della clinica consta di due pagine fitte, scritte a macchina in caratteri piccoli. È mirabilmente ben scritta. Contiene la prova che chi la scrive è versato non solo in grammatica, retorica e logica, ma anche nei principi della teoria di Abrams. È in grado di citare a piacimento le grandi e varie autorità del mondo medico a sostegno della propria tesi. Anzi, è dubbio che il dottor Abrams in persona, se fosse vivo oggi, avrebbe potuto comporre una lettera meglio adatta a camuffare la vera questione e a coprire la totale assenza di prove scientifiche. Ben più eloquente di tutta la sua retorica, della sua logica e delle sue citazioni di "autorità" fu però il suo assoluto silenzio sul tema dello strofinamento del bottone, che è tutta la questione.

Ecco tutto il suo argomento, ridotto all'osso. Primo: se una sedia o un tavolo fossero usati come tavoletta Ouija da un medium, sarebbe sbagliato condannare tutte le sedie e i tavoli per questo; perché condannare la macchina diagnostica di Abrams perché qualche medico ne ha fatto cattivo uso? Secondo: il mondo medico ha respinto la teoria di Abrams; il mondo medico ha sempre torto, dunque l'E.R.A. ha ragione. Terzo: migliaia di grandi uomini, medici e non, sono diventati entusiasti sostenitori di Abrams; dunque si tratta di un metodo diagnostico e terapeutico scientificamente provato. Quarto: con il metodo di Abrams si ottengono meravigliosi risultati terapeutici.

Qualunque mente allenata a pensare con rigore noterà subito che questi quattro argomenti, presi separatamente o insieme, valgono esattamente zero, perché:

Primo. Per fare un uso proprio di una sedia o di un tavolo non occorre che i muscoli dell'indice siano manovrati da un'intelligenza invisibile; ma per usare la macchina diagnostica di Abrams tale controllo estraneo è necessario.

Secondo. Il secondo argomento è interamente divorato dal terzo, in perfetto stile "cane mangia cane". Ma anche se non fosse così liquidato, è comunque falso e cadrebbe da sé, senza bisogno di commento.

Terzo. Qui abbiamo un buon primo piano di tutta la questione dell'"autorità" umana come "prova". L'autorità umana non ha mai provato e mai proverà altro che la propria inadeguatezza. Il grande mondo medico scientifico ha tutto torto, ma alcuni dei suoi grandi esponenti sono entusiasti dell'E.R.A., dunque l'E.R.A. è provata! Così si può provare assolutamente qualunque cosa. Per esempio: John Smith, il vostro vicino di casa e amico di una vita, viene a mostrarvi il suo fucile nuovo. Dopo averlo deliberatamente caricato, fa un balzo di lato, prende la mira, spara e uccide vostra moglie. Porta in tribunale mille "testimoni di moralità" per provare, e prova alla corte, che per un motivo o per l'altro vi siete sbagliato. John Smith era davvero un uomo troppo buono per fare una cosa simile. Quanti altri opinionisti umani ci vorranno per convincervene? In ultima analisi, dunque, l'opinione o l'"autorità" umana non vale nulla in una discussione. I fatti materiali valgono tutto, se una cosa deve essere provata in modo che resti provata.

Quarto. Il quarto argomento è, se possibile, ancora peggiore. Migliaia di persone danno onestamente la propria opinione sui benefici della vaccinazione, dei sieri, delle operazioni, del tanlac, della peruna, dei sali, del calomelano, dell'osteopatia, della chiropratica, della naturopatia e via dicendo. Ma d'altra parte ci sono altrettante migliaia di persone altrettanto oneste che grideranno ancora più forte un solenne avvertimento contro l'uso di ciascuna di queste stesse panacee. Sebbene la testimonianza a sostegno dell'E.R.A. fondata sulle "guarigioni" si riveli così basata su opinioni prive di valore, tuttavia, ammessa anche la loro veridicità, essa cade una seconda volta e senza rimedio; perché ecco avanzare le moltitudini di guarigioni altrettanto ben documentate che proverebbero la terapia delle sacre reliquie, la terapia della Eddy e tutte le altre. Se il vostro mal di testa guarisce perché vi convincete di non avere testa, e quindi di non avere mal di testa, la guarigione prova forse la teoria? Se state meglio dopo un trattamento di Abrams, questo prova che una macchina morta, che non fa mai altro che starsene ferma e farsi strofinare, ha misurato con precisione miliardi di vibrazioni? In realtà molte persone sono guarite dopo aver scritto una lettera, o dopo essersi pettinate. Questo proverebbe che scrivere lettere e pettinarsi producono miliardi di elettroni carichi di salute? Oppure tutte queste ridicole teorie sulle guarigioni, e le voluminose testimonianze sull'efficacia di ciascuna, tenderebbero piuttosto a provare alla mente razionale che in principio il grande Creatore fece sì che il corpo umano fosse "fatto in modo tremendo e meraviglioso", e che, malgrado tutte le follie degli uomini decaduti, questi nostri vecchi corpi hanno una straordinaria capacità di "riprendersi", a dispetto di tutti i maltrattamenti che uomini o diavoli possano inventare?

L'inchiesta di Scientific American

Per rispondere ad altre domande che possono sorgere, scaviamo un poco più a fondo in cerca di ulteriori prove, e ci imbattiamo nel rapporto del comitato d'inchiesta di Scientific American sull'E.R.A. Quanto qui viene citato o richiamato si trova in quella rivista del marzo 1924, a pagina 159 e seguenti.

Subito qualcuno obietta: "Io non crederei a nulla di quanto è pubblicato su Scientific American". Siamo lieti di questa franca obiezione fin dall'inizio, perché quell'obiezione, accolta coerentemente, distrugge l'ultima parvenza di fondamento scientifico della teoria elettronica di Abrams. "E come mai?", chiedete. Perché l'esistenza stessa degli elettroni è stata scoperta o ipotizzata soltanto da uomini di scienza ultra-specializzati, le cui più recenti scoperte vengono ricercate e pubblicate proprio da riviste come Scientific American. Non spendiamo una parola in difesa di questi scienziati o delle loro riviste, perché la loro sapienza, secondo la profezia divina, è diventata stoltezza, ed essi si sono prostrati davanti all'Evoluzione come al loro dio. Concediamo volentieri che le loro opinioni, offerte come pareri di esperti, non possano essere che "vento e confusione", prive di valore probatorio.

Che questi scienziati siano almeno di media onestà, lo si ammetterà. Se non accettiamo la testimonianza di uomini onesti riguardo ai fatti materiali, non possiamo arrivare da nessuna parte su nessun argomento di indagine. È dunque perché qualche briciola di fatto materiale cade dalla tavola di questi "grandi" uomini che ce ne interessiamo. Delle loro opinioni non ci importa nulla. Questi investigatori dell'E.R.A. furono, per loro stessa ammissione, sbalorditi dai fatti quali li trovarono. A prova della loro onestà, della loro imparzialità e della loro assenza di malanimo verso il dottor Abrams e i suoi seguaci, leggiamo nel loro rapporto:

«Il praticante dell'E.R.A., a quanto pare, è in grado di diagnosticare lo stato di salute di qualunque individuo dal campione di sangue di quell'individuo, o perfino dalla sua calligrafia. Può determinare non solo le malattie e i disturbi presenti, ma anche quelli che potranno svilupparsi in futuro e che sono ora allo stadio iniziale, non individuabili con i metodi ortodossi, comprese le analisi patologiche e le esplorazioni radiografiche. Può, se è competente quanto lo era il dottor Abrams, determinare la religione dell'individuo dal campione di sangue. Dovrebbe essere in grado di localizzare l'individuo in qualunque momento dato. [Il corsivo è nostro.] Dovrebbe essere in grado di dirne la nazionalità e molti altri fatti pertinenti, sempre a partire dalla goccia di sangue o dalla sola calligrafia. Ma se un organismo scientifico, come il nostro comitato d'inchiesta, tenta di effettuare una prova semplice che dimostri una volta per tutte la verità di fondo di questa bizzarra procedura, ci viene immediatamente comunicato, con nostra grande sorpresa, che una simile richiesta è irragionevole. Chiediamo troppo! Perfino il dottor Abrams espresse la propria sorpresa per una richiesta del genere.»

E ancora:

«Dunque l'aspetto notevole dell'E.R.A. è che essa è stata accettata senza alcuna prova, di nessun genere, della sua verità di fondo.»

Si noti che né questo comitato né alcun altro ha mai trovato il primo fatto che dimostri che organi od organismi emettano frequenze elettroniche o vibratorie di altro tipo come una stazione radiotrasmittente. È giunto il momento che questa impostura pseudoscientifica di puro demonismo sia riconosciuta per quello che realmente è.

Il parere di Millikan

Sappiamo che il professor Millikan è un uomo fallibile, perché una ventina d'anni fa chi scrive trovò nel suo manuale di fisica per le scuole superiori un errore che riguardava un principio, e il professore ammise l'errore e promise di correggerlo nell'edizione successiva. Considerandolo dunque un uomo onesto a conoscenza di certi fatti materiali, e non un'"autorità", poniamo in evidenza anche il paragrafo seguente.

«Nientemeno che il professor Millikan, probabilmente il più grande fisico americano nel campo dell'elettrone, ha esaminato l'apparecchio di Abrams e ha dichiarato che esso non poggia su alcun fondamento scientifico di sorta. Il professor Millikan ritiene che le pretese dell'E.R.A. siano il colmo dell'assurdità. Se è vero che gli elettroni all'interno degli atomi emettono, sotto opportuna stimolazione, frequenze di periodo definito, che si possono propriamente chiamare frequenze elettroniche, allora tali frequenze sono miliardi di volte più alte di qualunque frequenza usata dall'E.R.A. nei suoi trattamenti, cosicché la parola "elettronico" riferita al metodo di Abrams è fuorviante e antiscientifica. Se c'è qualcosa nella tecnica dell'E.R.A., certamente non è di natura elettrica né magnetica.»

Se si obietta che il signor Millikan offre qui la sua fallibile opinione, rispondiamo che sull'argomento degli elettroni non c'è altro che opinione. Quando un uomo conosce la scienza e conosce l'apparecchio di Abrams, e afferma che le due cose non concordano, egli enuncia un fatto materiale, non un'opinione. L'opinione riguarda la natura e l'esistenza degli elettroni; il fatto materiale riguarda la discrepanza fra l'E.R.A. e l'intero edificio della scienza fisica. Si noti dunque che, sia vera o falsa quell'opinione, e sia vero o falso l'intero edificio della scienza fisica, in entrambi i casi l'E.R.A. cade comunque.

"Un guazzabuglio incoerente"

Alcuni lettori, però, amano le opinioni degli uomini. Chiediamo dunque a costoro di confrontare e stabilire nella propria mente il valore relativo delle opinioni di uomini come il professor Millikan e delle opinioni dell'autore di New Concepts in Diagnosis and Treatment, una delle ultime opere di riferimento del dottor Abrams. Riguardo a questo libro e al suo autore leggiamo nel rapporto già citato:

«All'inizio della nostra indagine ci procurammo una copia di quest'opera e, per quanto ci sforzassimo di comprenderne il contenuto apparentemente significativo, dovemmo rinunciare come a cosa impossibile. Si rivelò un guazzabuglio incoerente... Il dottor Abrams non sapeva praticamente nulla di elettricità. Dubitiamo che sarebbe stato in grado di collegare un campanello e farlo funzionare.»

La prova di questa affermazione è indicata a pagina 272 del libro citato, dove lo schema dell'autore la conferma pienamente.

E ancora:

«A pagina 187 troviamo questa splendida affermazione: "Il voltaggio di quest'ultimo è di solito molto alto, e varia da 2 a 17 ohm". A beneficio di chi non conosce i termini elettrici, si fa notare che un senso equivalente è espresso dalla frase seguente: "La sua passeggiata mattutina è di solito molto lunga, e varia da 2 a 17 litri".»

Dopo aver citato altre di queste puerili inesattezze e stravaganze scientifiche, il rapporto passa a fornire esempi di come il dottor Abrams sapesse inventare e usare con disinvoltura grandi termini pseudoscientifici, con cui impressionare lo scienziato e confondere il profano. È cosa comunissima nella letteratura di origine demonistica. La teosofia, la Scienza Cristiana e la koreshanità ne sono tre esempi. Il rapporto del comitato riassume così: «Tutta la faccenda presenta una somiglianza sorprendente con i fenomeni psichici soggettivi». [Il corsivo è nostro.] Tuttavia il comitato è ben certo che l'intera faccenda non sia una frode spudorata, e che le persone coinvolte siano sincere.

Dopo aver richiamato l'attenzione sul fatto che gli scienziati dispongono di strumenti di precisione che effettuano da soli le proprie letture, e sono perciò realmente accurati e scientifici, il rapporto prosegue:

«Ma il praticante di Abrams non dispone di uno strumento che effettui da solo le proprie letture. Deve regolare l'indicatore su un dato valore; poi mette in atto una procedura che di fatto risponde "sì" o "no" alla domanda implicita se quella frequenza sia presente. E il mezzo con cui si ottiene la risposta è di per sé discutibile, poiché consiste semplicemente nel fatto che il medico prova una certa sensazione. Questa assume la forma di un cambiamento di tono percuotendo l'addome del soggetto reagente; o di una sensazione di maggiore o minore ruvidità mentre i polpastrelli passano sulla pelle; o del grado in cui una bacchetta di vetro, gomma o legno aderisce quando vi viene fatta passare sopra. Benché possa avergli richiesto sei mesi acquisire la capacità di "ottenere" le reazioni, egli può perderla temporaneamente o definitivamente da un giorno all'altro, specialmente se comincia a dubitare della tecnica. Uno spettatore di mentalità scettica tende a far sparire le reazioni, soprattutto se manifesta la propria incredulità. (Il membro psichico dello staff interviene per osservare: "Dove ho già sentito questa storia?") Questo fornisce i più forti motivi per affermare che tutta la faccenda è di natura psichica.»

Sottoponiamo questo alla vostra attenzione: non c'è mai stato uno spettatore tanto scettico da deviare le onde radio da un apparecchio ricevente; ma ci sono state moltissime sedute spiritiche rovinate dalla presenza di simili spettatori. Quando dei mondani di scienza che non conoscono né Dio né i demoni riescono ad avvicinarsi tanto alla verità, è davvero giunto il momento che gli Studenti Biblici riconoscano e fuggano questo laccio spiritistico di Satana, gridandolo ad alta voce e senza risparmio.

Scansione dell'originale: The Golden Age, 5 marzo 1930, pp. 355-362 (PDF)

LA REPLICA DI MAE J. WORK: analisi e passaggi principali



The Golden Age, vol. XI, n. 277, 30 aprile 1930, p. 483. L'apertura della replica di Mae J. Work, con al centro il riquadro contenente la nota del direttore che dichiara chiusa la controversia. Cliccare per ingrandire.

********

Che cos'è l'E.R.A.?

di Mae J. Work, D.O. (N.Y.)

Riportiamo di seguito la sostanza dell'articolo, con traduzione letterale dei passaggi citati; la seconda metà, occupata dalla ristampa di un editoriale tecnico-commerciale sugli apparecchi, è riassunta. Il testo integrale è consultabile nella scansione dell'originale: The Golden Age, 30 aprile 1930, pp. 483-488 (PDF)

*******

Nota del direttore

The Golden Age fu sollecitata a pubblicare l'articolo apparso nel Numero 273 relativo ai trattamenti elettronici. The Golden Age ha chiesto alla dottoressa Mae J. Work di rispondervi, e la risposta è qui presentata. Questo porrà fine alla questione controversa, per quanto riguarda questa rivista. Il Direttore.

Work apre dichiarando di non ritenere corretto tacere in questa discussione sul sistema di Abrams, e ne dà due ragioni: il suo interesse per la verità in astratto, e il suo interesse per quella fase più alta della verità che viene propriamente chiamata "verità presente". A quest'ultima, scrive, è interessata da molti anni; anzi, vi è nata e cresciuta, e senza di essa la vita sarebbe davvero incolore.

Vale la pena fermarsi già su questo incipit. Come nell'articolo di Gamble del 1925, che si chiudeva dichiarando l'apparecchio prova indubbia dell'imminente Età dell'Oro, anche qui la difesa di una tecnica terapeutica viene aperta collocandola dentro l'orizzonte dottrinale del movimento.

La strategia difensiva: il vero e il falso Abrams

L'argomento centrale di Work è di natura semplice. Cita un editoriale del dottor Thomas Colson, direttore del Physico-Clinical Magazine di San Francisco, secondo cui le diagnosi ottenute per via chiaroveggente o psichica esistono da tempo immemorabile ma non hanno nulla a che vedere con le Electronic Reactions of Abrams, le quali dipenderebbero invece da principi scientifici ben definiti.

Da qui la tesi: l'esperienza di Goodrich dimostrerebbe non che l'E.R.A. sia una frode, ma che attorno a un sistema autentico si sono insinuati ciarlatani e impostori pronti ad approfittare del suo buon nome.

Applicata al punto decisivo, la tesi diventa questa. Nel collegamento regolare di Abrams, scrive Work, non c'è alcun bottone che aderisca o non aderisca, e l'articolo di Goodrich si baserà probabilmente sull'idea di un soggetto meccanico.

Conviene soffermarsi, perché è il momento in cui la replica si misura con la condizione posta dal direttore due mesi prima. Woodworth aveva promesso spazio ai critici di Goodrich purché spiegassero, in termini comprensibili a una persona comune, che cosa facesse aderire o non aderire quel bottone. La risposta che ottiene non è una spiegazione: è la negazione che il bottone appartenga al metodo autentico.

E qui la tesi dell'imitatore mostra la corda. Goodrich aveva raccontato di un apparecchio che recava scritto in lettere ben visibili "La macchina diagnostica del dottor Albert Abrams", e di un medico che, interrogato sul comportamento del bottone, aveva risposto di rivolgersi ai costruttori della macchina. Aveva inoltre offerto di produrre dichiarazioni giurate con nomi e indirizzi. Nulla di tutto questo viene contestato.

La controversia venne dichiarata chiusa lo stesso.

Il viaggio a San Francisco

C'è però nella replica un passaggio che vale, sul piano documentario, più di tutta l'argomentazione, e che riguarda la stessa Work.

Sul finire del 1922, racconta, un uomo di vita pubblica, di mente insolitamente aperta e intelligente, un pensatore e un amante dei propri simili, persona per la quale nutre grande rispetto, le consigliò che avrebbe avuto maggiori occasioni di fare del bene se avesse seguito un corso di studi con il dottor Abrams. Questo signore, prosegue, conosceva Abrams personalmente, ne comprendeva i metodi e li riteneva pienamente scientifici; ed essendo un osservatore acuto e un ragionatore solido, era disposto a usare la propria influenza presso Abrams per farla ammettere alla sua classe personale, e la usò effettivamente.

Nel dicembre 1922 Work arrivò a San Francisco. Trovò in Sacramento Street, di fronte a Lafayette Park, un modesto edificio a due piani senza alcuna insegna, e oltre il cancello di ferro una porta con un campanello e una targhetta con il solo nome del dottor Abrams. Nella sala della clinica, che ospitava una sessantina di posti, trovò medici venuti da vicino e da grandi distanze per studiare ai piedi dell'uomo che, scrive, ha dato al mondo il più meraviglioso metodo di cura dei mali umani finora concepito.

Il nome del suo consigliere non compare.

Abbiamo dunque un medico che presta servizio nell'ambiente della sede centrale della Watch Tower e che dichiara, sulla rivista dell'organizzazione, di essere stato indirizzato allo studio con Abrams da un uomo di vita pubblica, dotato di influenza personale su Abrams, e da lei molto rispettato.

Non è possibile affermare di chi si tratti. È però il caso di ricordare che Roy Goodrich, nel proprio libro del 1969, avrebbe sostenuto che fu Rutherford in persona, all'inizio degli anni Venti, a incaricare i medici TdG della Betel di recarsi a San Francisco per apprendere i metodi dell'E.R.A. direttamente da Abrams. Le due testimonianze provengono da parti avverse e non si conoscevano fra loro sul punto. Il lettore valuti.

La teoria, e una contraddizione interna

La parte descrittiva della replica espone il metodo con dovizia di particolari tecnici.

La terra è un magnete, spiega Work, e l'uomo vive la propria esistenza attraversato dalle linee di forza magnetica dalla nascita alla morte. Si afferma, aggiunge, che un cadavere umano lasciato su una zattera in una vasca finisca inevitabilmente per orientarsi con la testa a nord: perfino attraverso un corpo senza vita le linee di forza magnetica vanno nella direzione che preferiscono. Ed è per questo motivo, conclude, che è meglio dormire con la testa a nord, quando è possibile.

Segue la descrizione della procedura diagnostica. Il campione di sangue, prelevato di norma dal lobo dell'orecchio, viene assorbito da un pezzo di carta assorbente bianca e collocato in un contenitore di gomma detto dynamizer, con elettrodo di alluminio collegato a terra; il coperchio è a sua volta collegato a tre reostati detti reflexofoni, connessi a una fascia posta attorno al capo di un soggetto umano, il "reagente". Il diagnosta percuote l'addome del reagente con i polpastrelli, oppure vi fa scorrere sopra una bacchetta di gomma o di vetro caricata, e dal suono o dalla resistenza percepita ricava la diagnosi. Il diagnosta deve inoltre far parte del circuito, e vi entra appoggiando il proprio piede contro quello del reagente.

Il reagente sta in piedi su due lastre metalliche collegate a terra e guarda verso ovest geografico, in linea con la rotazione terrestre. E qui Work spiega il perché: poiché la bussola punta a nord e a sud, per ottenere maggiore energia dal campione di sangue il reagente si dispone in direzione opposta alla trazione del magnete.

Poi aggiunge la frase che merita attenzione. Il motivo per cui si consiglia di dormire con la testa a nord, scrive, è quello opposto, cioè permettere al paziente un maggiore rilassamento facendo scorrere le linee di forza terrestri attraverso il corpo lungo la via di minore resistenza.
Nel giro di poche pagine, dunque, lo stesso consiglio riceve due giustificazioni incompatibili: prima perché le linee di forza vanno dove preferiscono, poi perché così si ottiene rilassamento anziché energia. È il genere di incoerenza che si produce quando la conclusione precede il ragionamento.

Segnalo di passaggio, per chi conosce le campagne de L'Età dell'Oro di quegli anni, che Work inserisce nel discorso l'affermazione secondo cui le infezioni ereditate e le vaccinazioni preparerebbero la strada a ogni genere di malattie, in particolare alla tubercolosi e al cancro.
Quanto all'apparecchio terapeutico, l'oscilloclast viene descritto come una scatola di circa trenta centimetri per trentacinque, che emette un'onda radio di 7,56 metri e trae alimentazione da una comune presa della luce.

La pubblicità

Woodworth aveva posto ai critici di Goodrich una seconda condizione: che la replica non fosse manifestamente un tentativo di ottenere una preziosa pubblicità gratuita.

Dopo la parte firmata, Work riproduce integralmente un editoriale tratto dal numero di marzo 1930 del Journal of the American Electronic Research Association, cioè la rivista di categoria dei praticanti dell'E.R.A. Il testo occupa la parte maggiore dell'articolo e passa in rassegna la storia degli apparecchi, le lunghezze d'onda, le proprietà di sintonia delle bobine, la lunghezza ottimale dei cavi di trattamento, i modelli concorrenti, fino a un elenco puntato, dalla lettera (a) alla lettera (k), dei pregi del nuovo "Improved Oscilloclast": facile trasportabilità e attacco alla rete elettrica, funzionamento silenzioso, costruzione scientifica e buona fattura, onda nota di due metri, potenza superiore, sintonia facile e precisa, frequenze espresse in megacicli, taratura standard che rende ogni esemplare duplicato esatto dei precedenti.

Viene poi ripreso un ulteriore brano dal numero di febbraio della stessa rivista, con l'elenco degli effetti attribuiti al trattamento: stimolazione cellulare con aumento dell'attività metabolica, cambiamenti benefici nel flusso sanguigno, accelerazione dei processi di disintossicazione, effetti antiflogistici, sedativi e analgesici, azione inibitoria sui microrganismi nocivi.

È materiale promozionale di categoria, riprodotto sulla rivista dell'organizzazione dentro l'articolo che avrebbe dovuto chiudere la controversia.

Curare via radio

Chiude la replica una lettera che Work aveva ricevuto e che riproduce per esteso. È indirizzata a "Dr. Mae J. Work, 34 Orange Street, Brooklyn, N. Y.", porta la data dell'11 gennaio 1930 ed è firmata, per il College of Electronic Medicine, da Franklin M. Henry.

L'indirizzo colloca la corrispondenza nell'area della sede centrale della Watch Tower a Brooklyn.

Ma è la domanda a cui la lettera risponde che merita attenzione. Work aveva chiesto se il trattamento potesse essere trasmesso via radio: se cioè si potessero irradiare le cure ai pazienti attraverso una stazione radiofonica.

Henry risponde tecnicamente di no. Spiega che l'oscilloclast emette un'onda di circa 7,5 metri, mentre una stazione radiofonica opera fra i 200 e i 600 metri, e che non è possibile modulare una lunghezza d'onda con una più corta; se si collegasse l'apparecchio al circuito microfonico di una stazione, l'ascoltatore sentirebbe soltanto il ticchettio del meccanismo, privo di qualsiasi valore terapeutico. Aggiunge però che l'apparecchio, per conto proprio, produce un certo effetto a breve distanza, dissipando le reazioni entro un raggio di circa due-sei metri.

Nella premessa alla risposta Henry osserva che non è chiaro se Work si riferisca alla trasmissione del trattamento attraverso una stazione radiofonica, come ha fatto in varie occasioni il dottor Jones, oppure alla trasmissione diretta dall'apparecchio.

Si tratta del dottor H. E. Jones, praticante dell'E.R.A. descritto nell'editoriale che Work riproduce poche pagine prima: quello che univa con un filo di rame tutti i contatti del quadrante e che, si sosteneva, potenziava l'energia curativa facendola passare attraverso una disposizione di apparecchi radio. Nessun rapporto, dunque, con il Rolin Jones della clinica in Florida.

Resta il fatto documentato: nel gennaio 1930 un medico che opera nell'ambiente della sede centrale scrive al College of Electronic Medicine per sapere se sia possibile curare le malattie irradiandole via radio, e apprende dalla risposta che qualcuno lo aveva già tentato. E lo fa mentre l'organizzazione gestisce una propria stazione radiofonica, WBBR, dalla quale nello stesso fascicolo viene pubblicata una conferenza del presidente.

Questa fu la risposta con cui The Golden Age dichiarò chiusa la controversia. L'apparecchio sarebbe rimasto in uso alla Betel per un altro decennio.



Nota sulla presente traduzione. L'articolo di Roy D. Goodrich è tradotto integralmente. Della replica di Mae J. Work è stata resa in italiano la sostanza del ragionamento, con traduzione letterale dei passaggi citati; l'editoriale del Journal of the American Electronic Research Association, riprodotto da Work e costituito in larga parte da specifiche tecniche e commerciali sugli apparecchi, è stato riassunto conservando gli elementi rilevanti. Entrambe le traduzioni sono condotte sui fascicoli originali, le cui scansioni sono consultabili ai link indicati sopra.

 
   
       
Click sull'immagine per
accedere alla pubblicazione
Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo
dei Testimoni di Geova
© infotdgeova.it — Analisi critica e documentata dei Testimoni di Geova
Riproduzione consentita con citazione della fonte
Torna ai contenuti