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I tdG e la scienza
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Il radiocarbonio è attendibile?


Il radiocarbonio e gli anelli degli alberi datano il passato con precisione millenaria.
Le obiezioni della Watch Tower non reggono all'analisi scientifica.

Nota: il testo che segue è la seconda parte della ricerca di Mario Lo Menzo, pubblicata originariamente sul suo Mario Lo Menzo sul suo forum dedicato ai Testimoni di Geova. La prima parte è consultabile nella pagina La nascita di Adamo e i ritrovamenti archeologici.



Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova si è impegnato nello screditare le datazioni al radiocarbonio C14 in diverse pubblicazioni. Vediamo le principali obiezioni e le risposte della scienza.

La citazione di Libby

I Testimoni di Geova nel libro Come ha avuto origine la vita? Per evoluzione o per creazione? citano il fisico nucleare e premio Nobel W. F. Libby: «A questo riguardo, si notò ciò che dichiarò su Science il fisico nucleare e premio Nobel W. F. Libby, uno dei pionieri del metodo di datazione basato sul radiocarbonio: "La ricerca per sviluppare il metodo di datazione avveniva in due fasi: la datazione, rispettivamente, di esemplari di epoche storiche e preistoriche. Arnold [un collaboratore] e io avemmo la nostra prima sorpresa quando i nostri consulenti ci informarono che la storia risaliva a soli 5.000 anni fa… Si leggono dichiarazioni secondo cui questa o quella civiltà o località archeologica ha 20.000 anni. Impariamo in maniera piuttosto brusca che queste cifre, queste epoche remote, non sono note con accuratezza". Science, "Radiocarbon Dating", di W. F. Libby, 3 marzo 1961, p. 624.» [1]

Il libro dei Testimoni di Geova Come ha avuto origine la vita? Per evoluzione o per creazione?, pubblicato originariamente nel 1985, utilizza la citazione di Willard Libby tratta da Science del 3 marzo 1961 (p. 624) in modo fuorviante. Nel testo viene fatto credere che l'inventore del radiocarbonio considerasse inaffidabili le datazioni superiori ai 5.000 anni.

In realtà l'articolo di Libby è la trascrizione della sua conferenza per il Premio Nobel e l'autore stava semplicemente descrivendo lo stupore iniziale del suo team nello scoprire che gli storici non possedevano documenti scritti più vecchi di cinquemila anni con cui poter calibrare lo strumento. Vediamo la citazione completa:

«La ricerca per sviluppare il metodo di datazione avveniva in due fasi, la datazione, rispettivamente, di esemplari di epoche storiche e preistoriche. Arnold e io avemmo la nostra prima sorpresa quando i nostri consulenti ci informarono che la storia risaliva a soli 5.000 anni fa. Si legge che un certo re o una certa figura risalgono a 5.000 anni fa, ma questa è l'epoca più remota di cui si abbia una qualunque documentazione storica scritta. Si leggono dichiarazioni secondo cui questa o quella civiltà o località archeologica ha 20.000 anni. Impariamo in maniera piuttosto brusca che queste cifre, queste epoche remote, non sono note con accuratezza.»

Omettendo la frase successiva, il libro ha fatto sembrare che i 5.000 anni fossero un limite invalicabile per l'accuratezza del tempo in assoluto, mentre Libby stava semplicemente ribadendo che i 5.000 anni era il limite massimo della storia scritta, motivo per cui era assolutamente necessario affidarsi alla fisica nucleare per calcolare le epoche precedenti.

Libby non intendeva affermare che l'umanità non esistesse prima, ma che fino a quel momento l'archeologia si era basata su supposizioni proprie perché mancava un metodo scientifico di datazione per la preistoria. A dimostrazione di ciò, nella stessa identica pagina 624 di Science, subito dopo la frase tagliata nel libro, Libby scrive le parole esatte che dimostrano il contrario di quanto sostenuto dai creazionisti:

«The next thing to do was to test the method in the prehistoric period, to see whether the extension backward was smooth and continuous, and that we did.»
(«Sapevamo che il passo successivo da fare era testare il metodo nel periodo preistorico, per vedere se l'estensione all'indietro fosse regolare e continua, e così abbiamo fatto».)

Poco righe dopo, sempre a pagina 624, Libby mostra i risultati di questa estensione oltre i 5.000 anni:

«The curve of strength vs. historical age was gratifyingly smooth and agreed with the predictions within the experimental error.»
(«La curva della concentrazione in rapporto all'età storica era felicemente regolare e concordava con le previsioni entro l'errore sperimentale».)

Queste frasi provano che Libby non stava rigettando le epoche remote, ma stava celebrando il successo del Carbonio-14, l'unico strumento capace di datare scientificamente e con accuratezza la preistoria oltre i limiti della storia scritta.

Il contesto storico della citazione

Per capire il perché di parole così forti, bisogna fare un salto indietro alla fine degli anni '50. Il metodo di datazione al radiocarbonio (C14) era stato sviluppato da Willard Libby alla fine degli anni '40, lavoro che gli valse il Nobel per la chimica proprio nel 1960. Nel 1959, quindi, la tecnica era ancora relativamente nuova, sperimentale e in fase di calibrazione.

Il problema di Jarmo: Jarmo è un sito archeologico fondamentale per lo studio della nascita dell'agricoltura. Quando i primi campioni di materiale organico vennero analizzati con il C14, i risultati arrivarono spalmati su un arco temporale di ben 6.000 anni. Per gli archeologi sul campo era assurdo: la stratigrafia e i reperti indicavano chiaramente che il villaggio era stato occupato per un periodo molto più breve (circa 500 anni).

Cosa accadde dopo: quella discrepanza non dimostrò l'inutilità del C14, ma spinse gli scienziati a comprendere i fattori di contaminazione dei campioni; grazie a questi aggiustamenti, i laboratori tornarono a testare i materiali di Jarmo con metodi moderni (come l'AMS, la spettrometria di massa con acceleratore), confermando che il villaggio nacque intorno al 7090 a.C. e fu abitato stabilmente per circa 500 anni.

Se oggi questa frase di Science è ancora rintracciabile e famosa, lo si deve al fatto che è stata "cristallizzata" nel tempo da correnti culturali esterne alla scienza ufficiale. A partire dagli anni '70 e '80, movimenti legati al creazionismo della Terra giovane e ad alcune interpretazioni letterali della cronologia biblica (come i Testimoni di Geova o alcuni teologi conservatori americani come Arthur C. Custance) presero la frase di Libby e la inserirono nei loro libri per dimostrare che il metodo del C14 era fallace e inaffidabile in senso assoluto. Per queste pubblicazioni, la citazione è rimasta un punto fermo, un'arma retorica ripetuta identica per decenni, ignorando i successivi sviluppi della fisica.

Il Simposio di Uppsala e la vera storia del radiocarbonio

Il paragrafo tratto dal libro Creazione (1985, p. 326) utilizza la cronaca giornalistica del Seattle Post-Intelligencer del 1976 per sostenere che la conferenza mondiale di esperti tenuta a Uppsala, in Svezia, avrebbe dimostrato l'inattendibilità dei presupposti del radiocarbonio, rendendo il metodo inutile per oggetti anteriori al 2000 a.E.V. Questa ricostruzione ribalta completamente il significato storico e scientifico dell'evento (il 12° Nobel Symposium del 1969).

Ecco il riassunto dettagliato di come andarono realmente i fatti e di cosa stabilì la comunità scientifica a Uppsala:

La scomposizione del presupposto di Libby: il metodo originale del Carbonio-14 si basava sull'ipotesi che la quantità di radiocarbonio nell'atmosfera fosse rimasta identica in ogni epoca. A Uppsala, gli scienziati misero a confronto i dati del C14 con la dendrocronologia (il conteggio degli anelli di crescita degli alberi millenari) e scoprirono che questo presupposto era incompleto: a causa delle variazioni del campo magnetico terrestre e dei cicli solari, i livelli di C14 erano fluttuati nel corso dei millenni.

"Inattendibile" non significa da buttare, ma da calibrare: il libro Creazione usa la parola "inattendibile" per suggerire un fallimento del metodo prima del 2000 a.C. Per gli scienziati, invece, fu la nascita della calibrazione moderna. Capito che il C14 fluttuava in modo regolare, i fisici usarono l'età certa degli anelli degli alberi per creare delle curve di correzione. I dati grezzi che uscivano dal laboratorio per i reperti anteriori al 2000 a.C. non venivano scartati, ma semplicemente corretti attraverso questa griglia, diventando incredibilmente precisi.

La smentita della cronologia creazionista: paradossalmente, proprio i dati presentati a Uppsala smentivano la cronologia del libro Creazione (che fissa il Diluvio universale attorno al 2370 a.C.). Gli scienziati mostrarono sequenze ininterrotte di anelli di alberi (bristlecone pines) cresciuti anno dopo anno per oltre 7.000 anni in modo continuo, senza alcuna traccia di cataclismi idrici globali, validando una cronologia umana e terrestre ben più antica.

Le prove testuali dagli Atti del Simposio di Uppsala: gli scienziati che guidarono la conferenza non parlarono affatto di fallimento, ma di un enorme successo metodologico. Il chimico nucleare Hans E. Suess, che presentò la prima curva di correzione basata sugli alberi secolari, scrisse negli atti ufficiali (Radiocarbon Variations and Absolute Chronology, 1970):

«The deviations of the radiocarbon dates from the true solar ages are not random errors… By establishing a comprehensive calibration curve using the bristlecone pine, we can now convert conventional radiocarbon dates into absolute, dependable historical years.»
(«Le deviazioni delle date al radiocarbonio dalle vere età solari non sono errori casuali… Stabilendo una curva di calibrazione completa mediante il pino aristato, possiamo ora convertire le date convenzionali al radiocarbonio in anni storici assoluti e affidabili».)

Il trafiletto del Seattle Post-Intelligencer cavalcò una notizia sensazionalistica di superficie, mentre il libro Creazione ha trasformato un normale e fisiologico processo di perfezionamento della fisica in una dichiarazione di capitolazione, nascondendo al lettore che proprio grazie a Uppsala il C14 è diventato il metodo di datazione assoluto più solido per mappare la preistoria.

Perché le datazioni al radiocarbonio oggi sono attendibili

1. Il principio del radiocarbonio (C14)

Tutti gli esseri viventi assorbono carbonio-14 (C14) finché sono in vita. Quando muoiono, il C14 inizia a decadere a un ritmo costante (emivita: circa 5.730 anni). Misurando quanto C14 resta, si può calcolare da quanto tempo è morto l'organismo.

2. Il problema: il C14 nell'atmosfera non è sempre stato costante

L'atmosfera ha avuto variazioni di C14 dovute a: attività solare, eruzioni vulcaniche, inquinamento naturale o antropico, cicli oceanici e ambientali. Quindi una data "6000 anni C14" non corrisponde automaticamente a 6000 anni reali.

Come funziona la calibrazione

Per correggere queste variazioni, si usano curve di calibrazione, cioè grafici che mettono in relazione la data C14 misurata con la vera età in anni solari. Queste curve sono costruite confrontando materiali di cui si conosce l'età reale (con altri metodi di datazione) e che contengono anche C14, così si può vedere l'errore e correggerlo.

Elementi naturali usati per costruire le curve

1. Alberi (dendrocronologia)

Gli alberi formano anelli annuali che si possono contare. Alcuni alberi (come il pino Bristlecone) vivono migliaia di anni. Permettono di avere un registro preciso fino a circa 14.000 anni fa. Si misura il C14 di ogni anello e si confronta con l'anno noto.

2. Torbe (materiale vegetale in zone umide)

Si accumulano strati di piante che non marciscono completamente. Questi strati si possono datare con C14 e confrontare con sequenze cronologiche locali. Utili per calibrare il periodo tra 5.000 e 12.000 anni fa.

3. Coralli

Crescono in mare e assorbono carbonio, anche C14. Si possono datare con il metodo uranio-torio (U/Th), molto preciso. Ottimi per calibrare il C14 oltre i 14.000 anni, fino a circa 50.000 anni fa.

4. Stalattiti e stalagmiti (speleotemi)

Si formano nelle grotte e contengono carbonio. Anche queste si possono datare con uranio-torio. Usate per calibrare le datazioni più antiche del C14.

Curve più usate oggi

IntCal20: emisfero nord (copre fino a 55.000 anni fa). SHCal20: emisfero sud. Marine20: per materiali marini (con correzione del "marine reservoir effect").

Praticamente, gli scienziati usano IntCal20 come una tabella di conversione o una curva di riferimento per interpretare i risultati della datazione al radiocarbonio. La datazione al radiocarbonio permette agli scienziati di prelevare un campione organico da un sito archeologico e misurare la quantità rimanente di carbonio-14 al suo interno; il C14 è un isotopo radioattivo del carbonio che decade a un ritmo noto. Misurando il rapporto tra C14 e carbonio stabile (C12), possono stimare quanto tempo è trascorso dalla morte dell'organismo, ottenendo un'età in "anni radiocarbonio". Per ottenere una datazione accurata in anni di calendario, le età del radiocarbonio devono essere calibrate tramite IntCal20.

Perché sono affidabili oggi

I campioni usati sono numerosi, distribuiti nel tempo e nel mondo. Le curve vengono costantemente aggiornate con nuovi dati. Gli strumenti moderni (come AMS) rendono le misurazioni C14 molto precise. I software (OxCal, CALIB, ecc.) permettono di ottenere intervalli calibrati con livello di confidenza (es. 68% o 95%).

In sintesi, le datazioni al radiocarbonio oggi sono affidabili perché: il decadimento del C14 è ben compreso; la variazione naturale del C14 è corretta grazie alle curve di calibrazione; queste curve sono costruite con dati reali da alberi, torbe, coralli, speleotemi; i metodi di misura e i modelli statistici moderni sono molto precisi.

Dal 2000 in poi, calibrare le date è diventato lo standard internazionale. Le riviste scientifiche serie non accettano più pubblicazioni con date "grezze" (non calibrate). Quindi se leggi una data recente in un articolo (es. "2500-2200 a.C."), quasi certamente è calibrata. Gli archeologi oggi usano software come OxCal per produrre date calibrate precise e trasparenti.

Perché serve il metodo Uranio/Torio per calibrare il radiocarbonio

Il radiocarbonio funziona bene fino a circa 14.000 anni fa grazie agli anelli degli alberi, che forniscono una cronologia precisa. Ma oltre questa soglia non abbiamo più alberi da analizzare, quindi non sappiamo più se il C14 atmosferico di quel periodo era alto, basso o stabile, e questo rende le datazioni poco affidabili se non calibrate. Qui entra in gioco il metodo U/Th, perché può datare con precisione indipendente materiali molto più antichi.

Come funziona l'uso dell'U/Th per calibrare il radiocarbonio

Si trovano materiali che contengono C14 e anche uranio; esempi: coralli e stalattiti/stalagmiti (speleotemi). Quando si formano, assorbono carbonio (per C14) e uranio (per U/Th). Si misurano due cose sullo stesso campione e si confrontano le due date. Se la data al radiocarbonio dice "42.000 BP" ma l'U/Th dice "45.100 anni fa", vuol dire che a quell'epoca il radiocarbonio sottostimava l'età reale. Questo confronto alimenta la curva di calibrazione: punto dopo punto, con centinaia di dati, si costruisce una curva che mostra le differenze. La curva dice: "Se il C14 ti dà 42.000 BP, in realtà sono 45.100 anni fa."

Vantaggi dell'uso dell'U/Th nella calibrazione

Preciso fino a ±1% anche su età di 100.000 anni. Non dipende dal carbonio atmosferico, quindi non è influenzato dalle variazioni del C14. Permette di estendere la curva di calibrazione fino a 55.000 anni fa (limite massimo del C14).

In sintesi

Il metodo U/Th fornisce una data "vera" indipendente dal C14. Serve per correggere le date al radiocarbonio quando il legno non c'è più. Grazie a questi dati, possiamo fidarci delle date C14 anche per periodi preistorici molto antichi, fino a 50.000 anni fa. Oggi le date al radiocarbonio pubblicate dagli archeologi sono quasi sempre calibrate.

Come funziona la dendrocronologia

La dendrocronologia, o datazione tramite anelli degli alberi, è un metodo scientifico per datare con precisione gli eventi passati analizzando gli schemi di crescita degli anelli degli alberi. La sua precisione è considerata molto elevata, spesso con una risoluzione a livello del singolo anno. In alcuni casi, si può persino determinare la stagione in cui un albero è stato abbattuto.
Per raggiungere una cronologia dendrocronologica che si estende fino a circa 13.000 anni fa, sono stati utilizzati principalmente gli anelli di specie arboree molto longeve, combinate e sovrapposte nel tempo attraverso la tecnica del cross-dating. Le specie più importanti che hanno contribuito a queste cronologie così estese includono:

Quercia (Quercus sp.)

In particolare la quercia europea (Quercus robur e Quercus petraea) ha fornito cronologie molto lunghe in Europa, estendendosi per molti millenni. Le sequenze di anelli di alberi viventi, legno proveniente da siti archeologici, edifici antichi e depositi naturali sono state meticolosamente incrociate per costruire queste cronologie.

Pino setoloso (Pinus aristata e Pinus longaeva)

Questi pini nordamericani sono tra gli alberi più longevi del mondo, con alcuni esemplari che superano i 4.000 e persino i 5.000 anni di età. Le loro sequenze di anelli, combinate con quelle di alberi morti ben conservati, hanno permesso di costruire cronologie che si estendono per migliaia di anni in Nord America.

È importante sottolineare che la costruzione di cronologie così estese è un processo complesso che richiede:

Individuazione e campionamento

Trovare e campionare alberi viventi molto vecchi e resti di legno antico ben conservati.

Creazione di sequenze di anelli

Per ogni campione, viene creata una sequenza che rappresenta la larghezza degli anelli di crescita nel corso degli anni. Questa sequenza mostra un andamento caratteristico di anelli più larghi in anni favorevoli e più stretti in anni sfavorevoli (a seconda del fattore limitante la crescita, come temperatura o precipitazioni).

Abbinamento visivo e statistico

Le sequenze di anelli di diversi alberi vengono confrontate visivamente e statisticamente. L'obiettivo è identificare gli schemi comuni di anelli larghi e stretti che si ripetono negli stessi anni.

Identificazione di anelli mancanti

Se un albero ha omesso la formazione di un anello in un determinato anno a causa di stress estremo, questa "lacuna" sarà evidente quando la sua sequenza viene confrontata con quella di altri alberi della stessa regione che hanno registrato un anello in quell'anno. Si può quindi inserire un anello "mancante" nella sequenza dell'albero anomalo per allinearla con le altre.

Identificazione di falsi anelli

I falsi anelli (o anelli doppi) possono formarsi all'interno di un singolo anno a causa di eventi climatici insoliti (ad esempio, una siccità seguita da piogge intense). Questi anelli "extra" possono essere identificati perché non corrisponderanno agli schemi di crescita degli altri alberi per quell'anno specifico. La loro struttura può anche essere diversa da quella dei veri anelli.

Sovrapposizione e estensione delle cronologie

Abbinando le sequenze di anelli di alberi con periodi di vita sovrapposti, è possibile estendere le cronologie indietro nel tempo, creando sequenze continue che coprono centinaia o addirittura migliaia di anni.

Ancoraggio temporale

La cronologia così costruita viene ancorata al calendario attuale utilizzando alberi viventi di cui si conosce l'anno di formazione dell'ultimo anello. In sintesi, il cross-dating è un processo iterativo di misurazione, confronto, abbinamento e correzione che permette ai dendrocronologi di costruire cronologie annuali precise e di identificare e correggere gli errori individuali nella formazione degli anelli degli alberi. La coerenza degli schemi di crescita tra più alberi della stessa regione è la chiave per garantire l'accuratezza di questo metodo.

Le obiezioni di Svegliatevi! e le risposte scientifiche

Le seguenti citazioni sono tratte dall'articolo "Le date radiocarboniche messe in relazione con gli anelli legnosi", pubblicato su Svegliatevi! dell'8 aprile 1972, pp. 11-15. [2]

Punto 1: il C14 non è autonomo ma dipende dagli anelli degli alberi

La citazione di Svegliatevi!: «L'orologio radiocarbonico non è affatto uno strumento indipendente. [...] dipende dalla cooperazione di un altro orologio, un orologio biologico... lo studio degli anelli degli alberi. [...] Il metodo radiocarbonico non stabilisce la cronologia da solo. Fornisce semplicemente le date radiocarboniche. Per convertirle in date storiche reali, si deve usare la tabella di conversione preparata mediante lo studio degli anelli degli alberi.»

La risposta scientifica: la rivista presenta questa cooperazione tra discipline come un punto di debolezza, mentre nella scienza rappresenta il massimo livello di cross-validazione (verifica incrociata). Il fatto che la fisica nucleare (il decadimento del C14) e la botanica (la crescita annuale del legno) si siano allineate per creare una griglia di correzione universale non indebolisce il metodo, ma elimina gli errori di fondo e lo rende matematicamente robusto.

Punto 2: il dubbio sugli "anelli falsi" per accorciare la preistoria

La citazione di Svegliatevi!: «È la dote di anelli degli alberi una cronologia assoluta a prova di errore? No. [...] un albero può non produrre nessun anello in un anno di grave siccità, o può produrre due o tre anelli in un anno in cui il tempo varia estesamente con gelate tardive e siccità estive... [...] Se gli alberi usati per estendere la cronologia oltre l'èra storica avessero prodotto anelli extra in proporzione, la cronologia degli anelli degli alberi sarebbe troppo lunga...»

La risposta scientifica: questo argomento ignora le tecniche fondamentali della moderna dendrocronologia. Gli scienziati sanno perfettamente che un albero può produrre un "falso anello" (false ring) a causa di anomalie climatiche. Tuttavia, l'analisi al microscopio elettronico svela che i falsi anelli hanno strutture cellulari incomplete (mancano della transizione netta tra il legno estivo e quello autunnale). Inoltre, i laboratori non usano mai un singolo albero, ma applicano il cross-dating (datazione incrociata) sovrapponendo i campioni di centinaia di tronchi diversi della stessa area geografica. Un'anomalia isolata viene immediatamente individuata e scartata dal software di confronto, garantendo che le sequenze millenarie (che superano i 12.000 anni ininterrotti) siano esatte al singolo anno solare.

Punto 3: l'instabilità causata da campo magnetico e brillamenti solari

La citazione di Svegliatevi!: «L'intensità del campo magnetico della terra influisce sulla quantità di raggi cosmici che penetrano nell'atmosfera... [...] I brillamenti solari sprigionano enormi fiotti di raggi cosmici... [...] Nel passato, l'attività solare e il magnetismo terrestre sono variati. Di conseguenza, è variata la proporzione del carbonio 14 nell'atmosfera. Questo è il motivo per cui l'orologio radiocarbonico ha camminato ora più in fretta, ora più adagio...»

La risposta scientifica: le fluttuazioni del campo magnetico e dell'attività solare esistono e la scienza non le ha mai nascoste; l'errore della rivista sta nel descriverle come elementi "caotici" che rendono l'orologio inutilizzabile. Al contrario, queste variazioni sono cicliche e misurabili. La curva di calibrazione (ottenuta proprio dal radiocarbonio racchiuso negli anelli degli alberi di età certa) serve esattamente a questo: ripulire il dato di laboratorio dall'influenza che il sole o il magnetismo hanno avuto in quel preciso secolo, restituendo agli archeologi l'età reale e assoluta del reperto.

Punto 4: la distorsione della citazione di Popular Science nel libro Creazione

La citazione del libro Creazione: «Prima di dire che la cronologia biblica sia in errore, si deve tener presente che i metodi di datazione basati sulla radioattività sono stati oggetto di diverse critiche da parte di alcuni scienziati. Una rivista scientifica ha parlato di ricerche indicanti che "le età calcolate in base al decadimento radioattivo potrebbero essere errate non solo di qualche anno, ma di ordini di grandezza". È detto: "L'uomo, anziché essere sulla terra da tre milioni e 600 mila anni, forse esiste solo da poche migliaia di anni". Popular Science, "How Old Is It?", di Robert Gannon, novembre 1979, p. 81.»

La risposta scientifica: le affermazioni sugli "ordini di grandezza" errati e sull'uomo sulla Terra "da poche migliaia di anni" non rappresentano la conclusione dell'articolo né la posizione della scienza. Robert Gannon stava riportando le tesi di una specifica e minoritaria corrente di scienziati dissidenti dell'epoca, in particolare i fisici Robert Gentry e Robert V. Gentry, che stavano studiando i cosiddetti "aloni di polonio" (pleocroici) nelle rocce di granito. Le tesi di Gentry sono state ampiamente smentite: negli anni successivi, geologi e fisici hanno dimostrato che gli aloni studiati da Gentry non erano affatti dovuti a una creazione istantanea, ma a normali processi di migrazione di elementi radioattivi (come il radon) attraverso le fratture microscopiche del granito già formato. La saggistica creazionista ha congelato quella riga del 1979 come se fosse una "vittoria" definitiva, ignorando i successivi sviluppi della fisica.

Come smontare l'anno ipotetico del diluvio universale una volta per tutte

L'albero più vecchio del mondo, conosciuto come Matusalemme, è un pino dalle setole (Pinus longaeva) che si trova nelle White Mountains della California orientale. Si stima che abbia 4.857 anni. Come si fa a calcolare la sua età se è ancora vivo?
Per datare un albero vivo utilizzando la dendrocronologia, non è necessario abbatterlo. Gli scienziati utilizzano una tecnica chiamata carotaggio incrementale. Si utilizza uno speciale strumento chiamato succhiello di Pressler (o carotatore incrementale): una sorta di trivella cava che permette di estrarre un sottile cilindro di legno (la carota) dal tronco dell'albero, dal suo esterno fino al centro. L'operazione viene eseguita causando il minor danno possibile all'albero. Il foro creato è piccolo e l'albero è in grado di sigillarlo naturalmente nel tempo.

La carota di legno estratta mostra gli anelli di crescita annuali dell'albero. Ogni anello corrisponde a un anno di vita. Gli anelli più esterni sono quelli più recenti, mentre quelli più interni sono i più vecchi. Gli anelli vengono esaminati e contati con precisione sotto un microscopio o una lente d'ingrandimento. Per datare un albero vivo, si conta il numero di anelli presenti nella carota e si aggiunge il numero di anelli necessari per raggiungere l'altezza da cui è stato prelevato il campione. Questo fornisce una stima precisa dell'età dell'albero.

Nel caso di alberi molto vecchi come Matusalemme, sono state prelevate diverse carote nel corso degli anni per costruire una cronologia completa e verificare l'età senza doverlo abbattere. Questa tecnica permette di studiare la storia degli alberi e del clima senza distruggere questi preziosi organismi viventi. Poi, si cercano campioni di legno morto di alberi della stessa specie provenienti dalla stessa regione: tronchi caduti, resti archeologici (come travi di vecchi edifici o manufatti di legno), o alberi morti da tempo ma ben conservati. Si prelevano sezioni o carote da questi campioni di legno morto e si analizzano i loro anelli di crescita.

La chiave è che le sequenze di anelli di alberi che sono cresciuti nella stessa regione nello stesso periodo mostreranno schemi uguali di variazione nella larghezza degli anelli. Attraverso la datazione incrociata, gli scienziati cercano di sovrapporre e far combaciare i modelli di anelli dei campioni di legno morto con la cronologia degli alberi viventi. Una volta trovato un "match" affidabile, si può estendere la cronologia indietro nel tempo. Questo processo viene ripetuto con altri campioni di legno morto progressivamente più antichi. Ogni nuovo campione, una volta datato con successo tramite la datazione incrociata con segmenti di cronologia già stabilite, estende ulteriormente la linea temporale all'indietro.

In sostanza, la dendrocronologia per raggiungere scale temporali di migliaia di anni si basa sulla costruzione di una cronologia "a ponte", utilizzando la sovrapposizione dei modelli di anelli di alberi viventi e di legno morto di diverse epoche. È come mettere insieme un puzzle molto lungo, dove ogni pezzo è la sequenza di anelli di un albero, e i motivi comuni aiutano a collocare i pezzi nel giusto ordine cronologico.

Detto questo, rispondiamo alla domanda: perché è impossibile che nel 2370 a.C. vi sia stato il diluvio universale?

Se sommiamo 2370 al 2026, arriviamo a 4.395 anni fa. Basta questo unico albero vivo a smentire questa data, sia perché è più vecchio di 462 anni e se avesse subito un diluvio universale catastrofico quando aveva 462 anni sarebbe certamente morto e spazzato via, sia perché la sezione del carotaggio non indica nulla né in quell'epoca né prima, altrimenti ne avrebbe parlato il mondo intero.




Note

[1] W. F. Libby, "Radiocarbon Dating", Science, Vol. 133, No. 3453, 3 marzo 1961, p. 624.

[2] Svegliatevi!, "Le date radiocarboniche messe in relazione con gli anelli legnosi", 8 aprile 1972, pp. 11-15.
 
   
       
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Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
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dei Testimoni di Geova
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