I TdG: una SETTA CRISTIANA?
La domanda «I Testimoni di Geova sono una setta cristiana?» ammette risposte molto diverse a seconda degli strumenti usati per rispondere. Un'analisi teologica produrrà un giudizio sull'ortodossia dottrinale; un'analisi sociologica produrrà una classificazione del gruppo in base al suo rapporto con la società. Questa pagina adotta il secondo approccio: la sociologia della religione ha elaborato categorie analitiche precise, e i TdG sono stati oggetto di studio diretto da parte di alcuni dei principali ricercatori del settore. Questi studi consentono di rispondere alla domanda con criteri verificabili, indipendentemente dalle convinzioni di chi legge.
1. La tipologia di Bryan Wilson: una «setta rivoluzionista»
Il sociologo britannico Bryan R. Wilson (1926–2004), Reader Emeritus all'Università di Oxford e presidente della International Society for the Sociology of Religion, ha elaborato la tipologia di riferimento per la classificazione delle sette. Il suo studio fondamentale è Patterns of Sectarianism (1967), completato da Religious Sects: A Sociological Study (1970) e da The Social Dimensions of Sectarianism (1990).
Wilson classifica le sette in base a una domanda-chiave: «In che modo si ottiene la salvezza?». Le risposte possibili generano tipi distinti. I principali sono:
- Conversionist: la salvezza si ottiene attraverso la trasformazione interiore dell'individuo. Esempi: Esercito della Salvezza, movimenti pentecostali.
- Revolutionist (o Adventist): la salvezza è possibile solo attraverso la distruzione soprannaturale dell'ordine mondiale esistente. Il singolo non può salvarsi da solo: deve aspettare e prepararsi all'intervento divino che sovvertirà il mondo malvagio. Esempi citati da Wilson: gli Avventisti del Settimo Giorno e i Testimoni di Geova.
- Introversionist: il mondo è malvagio; la risposta è il ritiro totale da esso. Esempi: Amish, Hutteriti.
- Gnostic-manipulationist: la salvezza si ottiene padroneggiando tecniche spirituali o conoscenze esoteriche. Esempi: Scientology, Christian Science.
I TdG appartengono con precisione al tipo revolutionist/adventist: credono che il mondo attuale — governato da Satana — debba essere distrutto da Geova ad Armaghedon, e che la salvezza sia riservata a coloro che, nel frattempo, si tengono separati dal mondo e si sottomettono all'organizzazione. La categoria descrive sia la loro teologia che la loro prassi sociale.
Wilson osservò inoltre che i TdG costituiscono un caso anomalo e istruttivo: nonostante le dimensioni ormai ragguardevoli (milioni di membri, struttura corporativa internazionale), hanno mantenuto intatte le caratteristiche settarie originarie, senza evolvere verso la denominazione come accade di norma ai movimenti in crescita. Scrisse Wilson: «I Testimoni hanno usato tecniche altamente razionali per propagare un'etica settaria di tipo rivoluzionista. Pur essendo ormai una grande corporazione, rimangono un'autentica espressione dello spirito settario» (The Persistence of Sects).
2. La categoria di «setta stabilizzata» (established sect)
Gli studiosi dell'Hartford Institute of Religion Research classificano i TdG come «setta stabilizzata» (established sect): un gruppo che, nonostante le dimensioni e la longevità istituzionale, ha mantenuto il proprio stile settario e il proprio fervore apocalittico attraverso ripetute delusioni profetiche (1914, 1925, 1975) senza dissolversi né trasformarsi in denominazione. Questo è un fenomeno relativamente raro nella storia dei movimenti religiosi.
Il sociologo James A. Beckford, nella sua monografia The Trumpet of Prophecy: A Sociological Study of Jehovah's Witnesses (Blackwell, 1975), ha analizzato in dettaglio i meccanismi organizzativi che rendono possibile questa stabilizzazione: l'indottrinamento capillare, il controllo delle pubblicazioni, la struttura gerarchica rigida, e il costo sociale elevatissimo dell'uscita dal gruppo.
3. «World-rejecting»: il rifiuto del mondo come categoria analitica
Dopo la pubblicazione di The Elementary Forms of New Religious Life (1984), la sociologia della religione ha adottato una tripartizione dei nuovi movimenti religiosi (NMR) rispetto alla società:
- World-affirming: accettano il mondo e i suoi valori, offrendo tecniche per avere successo in esso.
- World-accommodating: accettano il mondo ma si distinguono per una vita interiore più intensa.
- World-rejecting: rifiutano il mondo e i suoi valori, creando una comunità separata con regole proprie.
I TdG sono stati collocati dagli studiosi nella categoria world-rejecting. Questo si manifesta concretamente in:
- Rifiuto della partecipazione politica: i TdG non votano, non prestano servizio militare, non si candidano a cariche pubbliche.
- Rifiuto dei simboli nazionali: non salutano la bandiera, non cantano inni nazionali.
- Rifiuto di gran parte della vita sociale: non festeggiano compleanni né festività riconosciute (Natale, Pasqua, ecc.).
- Rifiuto di trasfusioni di sangue: con conseguenze documentate in termini di decessi, inclusi quelli di minori.
- Rifiuto dell'istruzione superiore: il Corpo Direttivo ha scoraggiato sistematicamente l'accesso all'università.
Ciascuno di questi punti è documentato da fonti primarie Watch Tower sul presente sito.
4. Tensione con la società: il criterio di Stark e Bainbridge
I sociologi Rodney Stark e William Sims Bainbridge hanno proposto una definizione più semplice e operativa: una setta è un gruppo religioso in stato di tensione con l'ambiente sociale circostante. Questa tensione si misura su tre dimensioni: differenza (valori distinti dalla norma sociale), antagonismo (posizione attiva di opposizione alla società), separazione (riduzione dei contatti con chi è esterno al gruppo).
Applicando questi tre criteri ai TdG, il risultato è inequivocabile. Lo studioso Ronald Lawson, in uno studio comparativo tra Avventisti e TdG pubblicato su Sociology of Religion (vol. 56, 1995), ha documentato che i TdG — a differenza degli Avventisti, che nel corso del Novecento si sono progressivamente avvicinati alla denominazione — hanno mantenuto e in alcuni periodi aumentato il proprio grado di tensione con la società, in particolare sotto la guida di Rutherford negli anni Trenta. Questa tendenza non si è invertita.
5. Radici millenariste: da Miller a Russell
Sul piano storico-tipologico, i TdG appartengono alla famiglia dei movimenti millenaristi nati dalla disgregazione del movimento millerista nordamericano del XIX secolo. William Miller aveva predetto il ritorno di Cristo per il 1843-44; quando la profezia fallì, il movimento si frammentò in diversi gruppi che svilupparono spiegazioni alternative. Charles Taze Russell fu influenzato direttamente da esponenti di questi frammenti, in particolare da Nelson H. Barbour, da cui mutuò la cronologia biblica, le regole di interpretazione dei «tempi profetici» e l'interpretazione storicista dell'Apocalisse.
Questo retroterra spiega una caratteristica strutturale dei TdG: la tendenza a fissare date per la fine del mondo, il loro fallimento, e la successiva reinterpretazione che permette al gruppo di sopravvivere alle delusioni profetiche (il fenomeno studiato da Joseph Zygmunt in «Prophetic Failure and Chiliastic Identity», American Journal of Sociology, 75, 1970, pp. 926–948).
6. I TdG e il cristianesimo storico
Sul piano dottrinale, l'inserimento dei TdG nel campo del «cristianesimo» è oggetto di discussione tra gli studiosi, ma per ragioni diverse da quelle che si potrebbero intuitivamente supporre. I TdG si definiscono cristiani e fanno un uso massiccio della Bibbia. Tuttavia si collocano al di fuori di alcune posizioni teologiche condivise dall'intero cristianesimo storico, sia cattolico sia protestante sia ortodosso:
- Negazione della Trinità: Geova e Gesù sono entità distinte, con Gesù creatura di Geova.
- Negazione della divinità di Cristo: nella cristologia TdG, Gesù prima dell'incarnazione era l'arcangelo Michele.
- Negazione dell'immortalità dell'anima: alla morte l'individuo cessa semplicemente di esistere.
- Negazione della resurrezione spirituale per la grande massa dei fedeli: solo 144.000 persone vanno in cielo; tutti gli altri, se fedeli, vivranno su una terra paradisiaca.
- Esclusivismo assoluto della salvezza: soltanto i TdG sopravviveranno ad Armaghedon.
Queste posizioni non sono interpretazioni marginali: emergono con chiarezza dalla Traduzione del Nuovo Mondo, dalla Torre di Guardia e dagli altri strumenti dottrinali dell'organizzazione, documentabili con precisione.
Conclusione
I Testimoni di Geova sono, nella classificazione sociologica consolidata, una setta adventist/revolutionist di tipo world-rejecting, con radici nel millenarismo protestante nordamericano del XIX secolo, caratterizzata da una tensione strutturale e duratura con la società circostante che non si è attenuata nel corso della sua storia. Sono altresì un caso paradigmatico di «setta stabilizzata»: un movimento che ha superato ripetute crisi profetiche senza trasformarsi in denominazione, grazie a meccanismi organizzativi e di controllo documentati dalla letteratura sociologica.
Che siano classificabili come «cristiani» dipende dalla definizione adottata: rispetto al nucleo dottrinale del cristianesimo storico, le loro posizioni su Trinità, natura di Cristo e salvezza li collocano in una posizione chiaramente eterodossa, indipendentemente da giudizi di valore.
Riferimenti bibliografici
- Beckford, J. A., The Trumpet of Prophecy: A Sociological Study of Jehovah's Witnesses, Oxford, Blackwell, 1975.
- Lawson, R., «Sect-State Relations: Accounting for the Differing Trajectories of Seventh-day Adventists and Jehovah's Witnesses», Sociology of Religion, 56:4, 1995, pp. 351–377.
- Wilson, B. R., Patterns of Sectarianism: Organisation and Ideology in Social and Religious Movements, London, Heinemann, 1967.
- Wilson, B. R., Religious Sects: A Sociological Study, London, Weidenfeld & Nicolson, 1970.
- Wilson, B. R., The Social Dimensions of Sectarianism, Oxford, Clarendon Press, 1990.
- Zygmunt, J. F., «Prophetic Failure and Chiliastic Identity: the Case of Jehovah's Witnesses», American Journal of Sociology, 75, 1970, pp. 926–948.