I Testimoni di Geova -
      analisi critica di un culto
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La storia


L’IDEALISMO STORICO DEI TESTIMONI DI GEOVA

Analisi critica del modo in cui essi presentano [e manipolano] la loro storia  

- Prima parte -


Charles Taze Russell

Possiamo far risalire le origini del movimento religioso conosciuto come i Testimoni di Geova agli anni settanta del diciannovesimo secolo[1]. Sebbene in paragone alla ben più lunga storia di altri movimenti religiosi non si tratti di un periodo di tempo particolarmente esteso, ciò nonostante è sufficientemente ampio da consentire a chi è interessato alla sua storia un serio approfondimento basato interamente sulla scorta di documenti ancor oggi ampiamente disponibili.

Non v’è dubbio che i Testimoni di Geova sotto questo aspetto rappresentano un caso alquanto singolare, in quanto alla ricchezza di materiale stampato prodotto nel corso della loro storia. Infatti, sin dal principio la Società Torre di Guardia di Bibbie e Trattati, ente editoriale ufficiale del movimento, ha prodotto e distribuito una quantità sterminata di letteratura,[2] molta della quale è ancor oggi facilmente reperibile. Di essa fanno parte i due volumi contenenti la loro storia ufficiale e altro materiale minore che è stato pubblicato nel corso degli ultimi cinquant’anni[3].

Per i Testimoni di Geova il loro passato è importante non solo per motivi ovviamente affettivi, ma principalmente perché esso assume un particolare significato dottrinale. Essi infatti credono che in molte circostanze la loro organizzazione sia stata non solo direttamente coinvolta nell’adempimento di numerose profezie bibliche, ma che spesso sia stata l’obiettivo principale di molte di esse ed anche di numerosi paralleli profetici che si sono realizzati nel corso del 20° secolo[4].

Ecco perché per loro l’accurata rappresentazione del passato dovrebbe assumere particolare importanza, in quanto le differenze fra ciò che essi credono che sia avvenuto e ciò che lo è effettivamente, potrebbero potenzialmente costituire un costo dottrinale in certi casi notevolmente pesante.

Sotto questo aspetto i Testimoni di Geova sono in buona compagnia. Riferendoci a titolo di esempio ad un’altra organizzazione religiosa, una critica che è spesso mossa alla Chiesa dei Santi dell’Ultimo Giorno (i Mormoni) è quella di presentarsi ai nuovi potenziali convertiti sotto una veste particolarmente attraente mediante la deliberata rappresentazione di una storia idealizzata. Tanto per fare un solo esempio, una delle accuse principali è costituita dalle notevoli differenze esistenti fra il racconto scritto personalmente da Joseph Smith riguardante la sua prima visione e quello che è oggi presentato al pubblico[5].

Ed anche se, come regola generale, non è realistico attendersi che la storia ufficiale di ogni religione sia narrata in modo ineccepibile nella sua letteratura, specialmente quando si tratta di dettagli di natura soggettiva, differenze significative sarebbero un chiaro indice di qualcosa che non va’. Se le accuse di cui sopra dovessero corrispondere al vero, porrebbero in una posizione certamente poco invidiabile le autorità della chiesa LDS, in quanto la loro storia ufficiale differirebbe materialmente da ciò  che può invece essere determinato dall’esame dei loro stessi documenti.

A prescindere dai motivi o dalle ragioni per cui ciò viene fatto, la deliberata presentazione di una storia edulcorata è di per sé disonesta. In un commento riguardante l’importanza dell’onestà nell’ambito delle organizzazioni religiose, i Testimoni di Geova, nella loro pubblicazioni intitolata È questa vita tutto quello che c’è? Hanno scritto a pagina 46:



Per qualsiasi appartenente a tale confessione religiosa provvisto di una mente riflessiva, ciò che è accaduto, o ciò che non lo è, alla fine del 19° secolo e all’inizio del 20° non può semplicemente essere messo da parte come irrilevante. Le discrepanze fra la letteratura di quel tempo è ciò che oggi è presentato ai potenziali adepti sugli aspetti rilevanti di quella storia, dovrebbero rappresentare un serio motivo di riflessione. Scopo di questa analisi è quello di analizzare il problema mediante un confronto fra le pubblicazioni passate e presenti, specificamente riguardo all’escatologia dei Testimoni di Geova.

Sebbene l’idea che la comprensione dell’imminente seconda venuta di Cristo annunciata nelle Scritture, anche se esposta in maniera criptica, possa essere datata nel 19° secolo, gli elementi interpretativi sui quali i Testimoni di Geova basano questa loro convinzione affondano le loro radici agli inizi dell’800.


John Aquila Brown

Uno dei personaggi di notevole importanza al riguardo è John Aquila Brown, che nel 1823 scrisse un’opera in due volumi intitolata The Even-Tide; or, Last Triupmh of the Blessed and Only Potentate, the King of Kings, and Lord of Lords. Brown predisse che “La gloria del Regno d’Israele sarà pienamente completa” calcolando un periodo di 2.520 anni[6]. Questa è la prima traccia storica relativa ad uno studioso secondo il quale i “sette tempi” di Nabucodonosor erano profetici di un periodo di 2.520 anni. Non vi è traccia di ulteriori approfondimenti sull’argomento fatti da Brown, ma le sue idee e i suoi metodi influenzarono notevolmente molti altri negli anni che seguirono.


William Miller

Verso il 1818, un altro personaggio, di nome William Miller, credette di essere in grado di calcolare la data del ritorno di Cristo. Inizialmente egli basò i suoi calcoli sui 2.300 giorni di Daniele 8:14, ritenendo che quel periodo fosse profetico, poiché corrispondeva al numero di anni calcolati a partire dal 457 a.C., che secondo lui era la data in cui il re persiano Artaserse emanò l’editto di ricostruire il tempio di Gerusalemme.

Alla fine dei suoi studi Miller riuscì a individuare quindici diverse prove del ritorno di Cristo, ed anche il fatto che l’inizio del Millennio o del 7° “giorno” in cui ciò si sarebbe verificato era una data compresa fra il 21 marzo 1843 ed il 21 marzo 1844. Vi era anche incluso il periodo di 2.520 anni a partire dal 677 a.C., che secondo lui era l’anno della caduta di Gerusalemme, insieme ad un complesso calcolo dei Giubilei, che prevedevano il calcolo di 2.450 anni a partire dal 607 a.C., che egli riteneva essere l’ultimo anno del regno di Giosia. Miller raccolse queste sue interpretazioni in un libretto di 64 pagine, pubblicato nel 1833, intitolato Evidence from Scripture and History of the Second coming of Christ About the Year AD 1843.

Sebbene Miller non intendesse fondare una nuova setta, ciò che in effetti accadde non fu che l’inevitabile conseguenza della natura sensazionalistica dei suoi insegnamenti. Egli viaggiò per tutta l’America predicando il ritorno di Cristo e il tempo della fine. Il suo messaggio trovò terreno fertile fra le denominazioni Protestanti e ben presto raccolse un ampio seguito fra i Metodisti, i Battisti, i Presbiteriani e i Congregazionalisti. Quelli che lo seguirono, identificati come “Milleriti”, furono etichettati dagli altri capi religiosi con il nome di “Avventisti”. Con l’approssimarsi del 1843 gli Avventisti divennero sempre più ostili nei confronti di quei cristiani che non aderivano al loro movimento, e cominciarono a denunciare pubblicamente tutte le chiese che rifiutavano il messaggio di Miller, apostrofandole come “Babilonia la grande”, termine tratto dai capitoli 14 e 17 di Rivelazione.

Inizialmente, Miller era stato piuttosto vago sulla data esatta della Seconda venuta di Cristo, dicendo semplicemente che essa avrebbe avuto luogo “verso il 1843”. Questa data fu modificata a gennaio di quell’anno quando egli affermò che Cristo sarebbe ritornato in un tempo compreso fra il marzo 1843 e il marzo 1844. Il 1843, però, trascorse senza che accadesse nulla. Sebbene i Milleriti durante le prime settimane del 1844 fossero molto determinati, quando marzo passò senza che niente accadesse, lo scoramento di Miller fu tale da indurlo ad ammettere apertamente che era stato commesso un errore. Fu a questo punto che Samuel S. Snow, uno dei suoi seguaci, gli suggerì che in base al calendario ebraico, la venuta di Cristo che essi attendevano per la primavera, avrebbe dovuto aver luogo invece nell’autunno dello stesso anno.

Sebbene questa data fosse attesa con una partecipazione perfino maggiore della precedente, il 22 ottobre passò negli annali della storia religiosa come la data della “Grande Delusione”. Dopo il secondo fallimento dell’escatologia di Miller, il movimento si frammentò in diverse sette. Alcuni dei suoi personaggi principali, però, in base a quella che era ormai divenuta una giustificazione consueta fra gli speculatori delle apocalissi, continuarono a sostenere la loro convinzione, spiegando che semplicemente avevano atteso “la cosa sbagliata nel momento giusto”. Il che voleva dire che “spiritualizzarono” la predizione, asserendo che Cristo era arrivato proprio quando essi lo attendevano, ma che invece di scendere sulla terra, egli era entrato nel santissimo del tempio celeste.[7] Poiché si trattava di un evento spirituale, era impossibile agli essere umani sia confermarlo che smentirlo, e così divenne materia di fede. Quelli che accettarono questa spiegazione infine furono conosciuti come gli Avventisti del Settimo Giorno.


Nelson H. Barbour

Nelson H. Barbour, che si era unito al movimento millerita nel 1843, all’età di 19 anni, non accettò questa spiegazione. Per dirla con le sue parole, egli “ … dopo la Grande Delusione perse completamente la religione”.[8] Successivamente intraprese l’attività di minatore durante la corsa all’oro australiana, e rientrò in patria soltanto alcuni anni dopo, nel 1859. Fu durante il suo viaggio di ritorno che Barbour pensò di aver capito qual era stato l’errore nel calcolo di Miller. Mentre quest’ultimo aveva iniziato a calcolare i 1260, 1290 e 1335 “giorni di anni” di Rivelazione 11 e di Daniele 12 in periodi diversi del passato, Barbour stabilì che tutti e tre i periodi avrebbero dovuto essere calcolati da uno stesso punto di partenza: il 538 a.C. Ciò avrebbe spostato il punto finale dei 1335 “giorni di anni” ed il tempo dell’arrivo di Cristo dal 1843 al 1873.

Non appena giunse a Londra, le sue successive ricerche lo convinsero che il 1872 era la data che contrassegnava i 6.000 anni dalla creazione dell’uomo. Per lui questa fu la conferma della validità del suo ragionamento. Ben presto ne scaturì un quadro escatologico, se possibile ancor più intricato di quello di Miller, basato su concetti aggiuntivi quali “il doppio d’Israele”, il “ciclo dei Giubilei”, le “Dispensazione parallele” e i 2.520 anni di Brown derivati dai sette tempi di Daniele capitolo quattro. Barbour collocò questi ultimi fra il 606 a.C. ed il 1914 d.C.

Barbour pubblicò i risultati delle sue ricerche sia in World’s Crises che in Advent Christian Times, le due principali pubblicazioni dell’Associazione dell’Avvento Cristiano.

Nel 1873 diede vita ad un suo mensile intitolato The Midnight Cry and Herald of the Morning. Ciò che ebbe luogo successivamente è in un certo qual modo simile a quel che si verificò nel movimento millerita. Quando il 1873 trascorse senza nessuna conferma visibile, la data fu spostata al 1874. Quando anche quell’anno giunse e trascorse inutilmente, Barbour e i suoi seguaci ne furono molto delusi. Fu a questo punto che un lettore del The Midnight Cry, B.W. Keith, lo informò che l’Emphatic Diaglott di Benjamin Wilson, una traduzione interlineare della recensione di J.J. Griesbach del Nuovo Testamento, traduce la parola greca parousia (Parousia) con “presenza”. In base a questa traduzione, egli ipotizzò che forse Cristo dopo tutto era veramente ritornato nell’autunno del 1874, solo che si era trattato di un evento invisibileagli occhi umani. Barbour, che non era disposto ad abbandonare la sua complessa cronologia, trovò “attraente” questa spiegazione[9]. Ancora una volta ci si trovava nella situazione di avere atteso “la cosa sbagliata nel momento giusto”.

Barbour pubblicò quindi una dettagliata spiegazione riguardante la fine dei Tempi dei Gentili nel suo periodico mensile, che adesso portava il titolo abbreviato di Herald of The Morning. Comunque, diversamente da John Aquila Brown, egli non tenne conto nel suo calcolo della mancanza dell’anno zero fra l’1 a.C. e l’1 d.C.


      Herald of The Morning Settembre 1875, pag. 52

[traduzione]
Io credo che sebbene la dispensazione evangelica terminerà nel 1878, i Giudei non saranno restaurati in Palestina fino al 1881; e che i “tempi dei Gentili”, cioè i loro sette tempi profetici, di 2520, ovvero il doppio di 1260 anni, che ebbero inizio dove Dio diede tutto nelle mani di Nabuccodonosor, 606 d.C.; non finiranno fino al 1914 A.D.; o 40 anni dopo di ciò.

Charles Taze Russell, che più tardi avrebbe fondato la Watch Tower Bible & Tract Society, venne per la prima volta a conoscenza delle ricerche di Barbour nel gennaio 1876. Sebbene sin dal 1869 fosse già stato molto colpito da alcuni aspetti dell’Avventismo, in precedenza aveva respinto sia la sua cronologia che il suo modo di stabilire le date.[10] Fu però così incuriosito dal lavoro di Barbour che arrivò a pagargli le spese di viaggio per farlo venire a Filadelfia ed incontrarlo. Successivamente così Russell descrisse lo svolgimento di quest’incontro nell’edizione del 15 luglio 1906 della Zion’s Watch Tower.



[traduzione]
Ansioso di apprendere, da qualsiasi fonte, ogni cosa che Dio volesse insegnare, scrissi subito al Signor Barbour, informandolo del mio accordo su diversi soggetti e chiedendogli di conoscere in modo specifico perché e in base a quali evidenze scritturali, egli sosteneva che la presenza di Cristo a la raccolta dell’età Evangelica datassero dall’autunno del 1874.
Russell spiegò che le prove scritturali di Barbour lo avevano convinto della realtà della presenza invisibile di Cristo, e quindi così continua:



[traduzione]
Avendo deciso di cessare il mio impegno negli affari e di dedicare il mio tempo e le mie risorse alla grande opera della mietitura, di conseguenza, chiesi al Sig. Barbour di ritornare a casa sua, con denaro e istruzioni perché preparasse un libro che spiegasse concisamente la buona notizia, e che fosse di facile comprensione, incluse le caratteristiche sul tempo mentre io sistemavo i miei affari a Filadelfia preparandomi all’opera, dimodoché potessi cominciare a viaggiare e predicare.

Il libretto di 196 pagine che fu così preparato fu intitolato I Tre Mondi; e poiché in un certo qual modo io collaborai alla sua stesura, esso fu pubblicato congiuntamente da entrambi ed i nostri nomi furono stampati nella pagina del titolo, sebbene esso fosse stato scritto principalmente dal Sig. Barbour. Sebbene non fosse il primo libro a insegnare alcune caratteristiche della restituzione, né il primo a spiegare le profezie relative al tempo, esso fu, io credo, il primo a mettere insieme l’idea della restituzione con le profezie sul tempo.

Il lavoro che ne risultò, The Three Worlds And The Harvest of This World, recava entrambi i nomi di Barbour e di Russell come editori. Three Worlds spiegava in modo lungo e spesso farraginoso che il 1874 e l’inizio della presenza invisibile di Cristo avevano contrassegnato l’inizio di un periodo di quarant’anni di difficoltà che precedeva il millennio.

Durante il breve periodo della collaborazione fra Russell e Barbour fu prodotta un’altra pubblicazione di 64 pagine intitolata The Object And Manner Of Our Lord’s Return che costituisce la prima opera scritta a dimostrazione della credenza di Russell nella presenza invisibile. Anch’essa fu pubblicata nel 1877.

La collaborazione fra Russell e Barbour ebbe termine appena un anno dopo, quando quest’ultimo rigettò la dottrina del riscatto sostitutivo[11]. Russell continuò però ad accettare per il resto della sua vita e senza apportarvi praticamente modifiche la sua complessa cronologia, le speculazioni profetiche e l’escatologia esposte in Three Worlds. Dopo la separazione egli iniziò la pubblicazione di una sua rivista intitolata Zion’s Watch Tower and Herald of Christ’s Presence, il cui primo numero apparve nel luglio 1879. Come dice lo stesso titolo, lo scopo di tale periodico era quello di annunciare il fatto che, sebbene la grande maggioranza del genere umano non se ne fosse accorta, il Secondo Avvento di Cristo era già una realtà, in quanto aveva avuto inizio nel 1874.


 
Il primo numero della Zion’s Watch Tower affermava con chiarezza che lo scopo della sua pubblicazione era quello di far conoscere il fatto che il genere umano viveva negli “ultimi giorni” e alla fine dell’Età del Vangelo.



[traduzione]


Prospetto

Questo è il primo numero del primo volume della “Zion’s Watch Tower”, e desideriamo spiegare il perché della sua pubblicazione.

Che viviamo “negli ultimi giorni”, nel “giorno del Signore”, “alla fine” dell’età del Vangelo, e di conseguenza, all’alba della “nuova” era, sono fatti che sono compresi non solo dagli attenti studenti della Parola che sono guidati dallo spirito, ma i segni esteriori riconoscibili dal mondorecano la stessa testimonianza, e noi desideriamo che la “famiglia della fede”, sia pienamente desta al fatto che “Noi viviamo, noi dimoriamo in un tempo grande e magnifico; In un’età delle età che ci dice che vivere è sublime”.

Il numero del maggio 1881 della Zion’s Watch Tower a pagina 5 metteva in risalto il fatto che gli Studenti biblici non consideravano il ritorno di Cristo come un evento futuro:



[traduzione]
Desideriamo, una volta per tutte correggere questo fraintendimento, affermando che noi non ci attendiamo che Gesù arrivi in questo o in qualsiasi altro anno, poiché noi crediamo che tutte le profezie relative al tempo (che indicano la venuta di Gesù) si sono adempiute prima dell’autunno 1874, e che Egli è già qui e che il secondo avvento è già operante e continuerà per tutta l’età millenniale.

Noi crediamo che la sua presenza sarà rivelata gradualmente all’intendimento degli occhi degli uomini durante questo “Giorno del Signore”, (quarant’anni dal 1874 al 1914), così come lo è ora a noi; con la differenza che noi la comprendiamo mediante la parola della profezia rivelata dallo Spirito, ed essi invece riconosceranno la sua presenza dal Suo giudizio sulla Sion nominale, e sul Mondo, poiché il Padre “ha affidato tutto il giudizio al Figlio”.

L’edizione del 15 gennaio 1892 della Zion’s Watch Tower, a pagina 19, parlava degli eventi che si attendevano dovessero negli anni avvenire:



[traduzione]
Le Scritture rendono la inequivocabile testimonianza a quelli che hanno piena fede in esse, che l’apparente calma attuale sarà turbata da un grande tempo di difficoltà, una difficoltà che coinvolgerà tutte le nazioni, rovescerà tutte le istituzioni esistenti, civili, sociali e religiose, recando con sé un universale regno di anarchia e di terrore, e getterà l’umanità nella polvere della disperazione, facendo così loro comprendere qual è il potere che porterà ordine in questa confusione e che istituirà una nuova norma di giustizia. Tutto questo, come ci mostrano le Scritture, deve aver luogo prima del 1915 (Vedi L’Aurora del Millennio, Vol. II, capitolo IV), cioè, entro i prossimi ventitré anni. E in vista di queste calamità ai consacrati del Signore è detto di non esserne allarmati, sapendo ciò che sta per avvenire.

Lo stesso numero, a pagina 21, ancora una volta sottolineava il fatto che il genere umano stava vivendo nel breve periodo di tempo fra la Parousìa invisibile di Cristo ed il suo avvento visibile, confermando ancora una volta che tutto si sarebbe concluso entro l’ottobre 1914:


[traduzione]
Mentre per noi è stata una piacevole sorpresa (in considerazione dei racconti sensazionali di segno contrario tanto spesso  pubblicati) scoprire che la situazione in Europa è simile a quella da noi descritta qui — in armonia con ciò che le Scritture ci hanno consentito di delineare — tuttavia è così grande la nostra fiducia nella Parola di Dio e nella luce dell’attuale verità che sprigiona da essa, che non avremmo potuto dubitare della sua testimonianza, quali che fossero le apparenze.

La data della fine di quella “battaglia” è decisamente segnata nelle Scritture come l’ottobre 1914; siamo ormai a buon punto giacché il suo inizio data dall’ottobre 1874. Sin qui si è trattato principalmente di una guerra di parole e di un tempo per organizzare le forze: il capitale, la classe operaia, gli eserciti e le società segrete.

Il numero del 15 luglio della stessa rivista, a pagina 224, spiegava perché si stesse vivendo in un periodo unico della storia.



[traduzione]
Nessuno può rimanere indifferente di fronte ai tempi fenomenali in cui viviamo; poiché, sebbene continui la frenetica corsa ai piaceri, anzi addirittura aumenti, è profondamente radicato nella mente degli uomini, un sentimento di inquietudine che è efficacemente descritto dalle parole profetiche del nostro Maestro: “Gli uomini verranno meno per la paurosa attesa di quello che starà per accadere al mondo”;

Noi che sappiamo ciò che sta per accadere siamo privi di ansietà; poiché, sebbene vediamo sempre più vicina una notte tenebrosa di grandi difficoltà, come non si sono mai viste dacché esistono le nazioni, vediamo anche la gloria di ciò che avverrà: il giorno del Millennio, che “illuminerà il lutto con i suoi raggi di guarigione”. Possiamo attendere pazientemente, sebbene non con disinteresse e profondo coinvolgimento, gli sviluppi del grande piano delle età di Dio, ormai così prossimo alla sua consumazione.

È interessante guardare indietro e notare l’accuratezza dell’adempimento della parola di Dio, che infonde nei nostri cuori una maggiore fiducia nel futuro e nelle cose che stanno per accadere. Per esempio, vedendo in che modo le Scritture indicano il 1873 come data della fine dei seimila anni dalla creazione di Adamo, e l’autunno del 1874 come l’inizio del periodo di quarant’anni della mietitura dell’età del Vangelo e del giorno dell’ira che rovescerà tutte le istituzioni di “questo presente mondo malvagio [o la fine delle sue attività]-2, noi vediamo che i fatti si applicano alle predizioni delle Scritture. Possiamo anche vedere che le attuali difficoltà mondiali dovevano avere adesso il loro inizio; che vi è stato un loro progressivo aumento sin da allora; e che, come l’apostolo Paolo dichiarò che sarebbe accaduto, così è stato, e così avviene “Come travaglio su donna incinta”. Ogni spasmo di pena è sempre più intenso; ed evidentemente tutto questo continuerà fino alla morte del presente ordine di cose e alla nascita del nuovo.

E, più avanti, nella stessa edizione, a pagina 226 veniva ribadito che il 1914 era la data della fine e non del principio del “tempo di distretta”, esprimendo nel contempo fiducia che, secondo l’opinione dell’autore, non si trattava di date stabilite da lui ma di “date di Dio”.


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[traduzione]

Può essere differita fino al 1914?

Diciassette anni fa, la gente diceva, in relazione agli aspetti del tempo indicati nell’Aurora del Millennio, che essi sembravano ragionevoli sotto molti punti di vista. Cambiamenti così radicali certamente non potevano verificarsi tra quel tempo e la fine del 1914; se si fosse sostenuto che essi sarebbero accaduti nell’arco di uno o due secoli, ciò sarebbe sembrato molto più probabile.

Quali cambiamenti si sono verificati finora, e quale ritmo quotidiano hanno raggiunto?

“Il vecchio  passa velocemente e il nuovo è già qui”.

Ora, in considerazione dei recenti problemi occupazionali e dell’anarchia che incombe, i nostri lettori scrivono per sapere se non possa esserci un errore nella data del 1914. Costoro affermano di non riuscire a vedere come le attuali condizioni possano protrarsi tanto a lungo sotto una tensione come quella attuale.

Non vediamo alcun motivo per cambiare le date, né potremmo cambiarle se volessimo. Crediamo che esse sono  date di Dio, non nostre. Tuttavia, considerate che la fine del 1914 è la data non per l’inizio, ma per la fine del tempo della tribolazione. Riteniamo che non ci sono ragioni per discostarci dall’opinione espressa nell’articolo presentato nella Torre di Guardia del 15 gennaio 1892. Suggeriamo di leggerlo nuovamente.

Il numero del 15 marzo a pagina 88 si interrogava sul fatto se gli Studenti Biblici che non si erano ancora resi conto dell’importanza di questo evento così importante fossero realmente desti nei confronti dei loro privilegi e delle conseguenti opportunità:



[traduzione]
Secondo noi vi sono consistenti prove che la parousia del nostro Signore ebbe inizio nell’autunno del 1874. Con gli occhi naturali non abbiamo visto niente; noi lo sappiamo e sinceramente lo affermiamo solo grazie agli occhi dell’intendimento, solo alla luce della “certa parola profetica”, nella quale  crediamo.

Nel periodo intercorrente fra il 1886 ed il 1904, Russell scrisse e pubblicò sei volumi di una serie di libri inizialmente conosciuti come L’Aurora Millenniale, che dopo il 1904 furono pubblicati con il titolo di Studi sulle Scritture. In essi erano esposte con tutta una serie di dettagli le idee di Russell al riguardo. Il primo volume fu inizialmente intitolato Il Piano delle Età, e conteneva un’ampia panoramica del piano di Do, in quanto trattava ampiamente gli argomenti fondamentali riguardanti il ritorno del Signore, il giorno del giudizio, il regno di Dio, ecc. A pagina 228 Russell spiegava che quando esso sarebbe stato pienamente stabilito, vi sarebbero state poi due parti o “fasi” di questo Regno:



Sembra che Russell credesse che la terra aveva uno scopo importante nel piano divino e che, di conseguenza, il Regno di Dio sarebbe esistito sia in terra che in cielo. Egli aveva idee molto chiare su ciò che sarebbe accaduto nel corso del tempo, e negli altri volumi si diffuse ampiamente su ciò. Egli, per esempio, credeva di vivere nei giorni finali del “Tempo della fine”. Il terzo volume della serie dell’Aurora Millenniale, intitolato Venga il Tuo Regno(1891), a pagina 23 spiegava che secondo lui questa espressione significava:


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[traduzione]
Il “Tempo della Fine”, periodo di centoquindici (115) anni, dal 1799 A.D. al 1914 A.D., è particolarmente segnato nelle Scritture. “Il Giorno della Sua Preparazione” è un altro nome che viene dato allo stesso periodo, poiché in esso vi è un graduale aumento della conoscenza, e quindi delle scoperte, delle invenzioni, ecc. che prepara la via al prossimo Millennio di favore, rendendo disponibili macchine che alleviano la fatica economizzando il lavoro, e danno al mondo in generale più tempo e disponibilità, che sotto il regno di giustizia di Cristo saranno una benedizione per tutti ed un aiuto nel riempire la terra della conoscenza del Signore. E questo è un giorno o periodo di preparazione anche in un altro senso; poiché l’aumento della conoscenza delle masse darà a tutti il gusto della libertà e della delle cose belle, prima che il regno di Cristo sia stabilito per regolare correttamente il mondo, queste benedizioni gradualmente diverranno gli strumenti del potere di classe e avranno il risultato di far sollevare le masse e di rovesciare i cartelli corporativi, ecc. ed anche tutti i presenti dominatori della terra, civili ed ecclesiastici.

Alle pagine 304 e 305 spiegava che il settimo millennio era iniziato nel 1873; che il secondo avvento di Cristo aveva avuto inizio nel 1874, e che lo stabilimento del Regno aveva avuto luogo nel 1878:


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[traduzione]
Richiamiamo adesso alla nostra mente i passi, ben stabiliti nella “sicura parola profetica”, mediante la quale siamo pervenuti a questa confortante ed emozionante conoscenza. Abbiamo a nostra disposizione tutte le caratteristiche profetiche che additano questo tempo facendone il periodo più splendido della storia del mondo.

Esse ci mostrano che sin dal 1873 stiamo vivendo nel settimo millennio; che la fine del dominio gentile, “Il Tempo dei Gentili”, scadrà nel 1914; e che l’avvento di colui al quale appartiene di diritto il dominio ha avuto luogo nel 1874. Esse ci mostrano che durante i giorni dei re gentili, prima che scada il loro tempo, il Dio dei cieli stabilirà un Regno, e che lo stabilimento di quel Regno è già in via di attuazione sin dal 1878; che sarà compiuta la resurrezione di tutti i morti in Cristo; e che perciò, sin da quella data, non solo il nostro Signore e Capo è invisibilmente presente nel mondo, ma che lo è insieme a tutti i suoi santi messaggeri. Si osservi anche, che questa data della resurrezione dei morti in Cristo è avviene come parallelo della data della resurrezione del Capo del corpo. La resurrezione del nostro Signore avvenne tre anni e mezzo dopo il suo avvento come Messia, nel 29 A.D.; e la resurrezione del suo corpo, la Chiesa, come abbiamo visto, è avvenuta nel 1878, tre anni e mezzo dopo il suo secondo avvento, nell’ottobre 1874.

Così continuava alle pagine 306 e 307:


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[traduzione]
Noi abbiamo anche la data stabilita di cui ci parla il profeta Daniele. I 2.300 giorni indicano il 1846 come il tempo in cui il santuario di Dio sarebbe stato purificato dalle contaminazioni e dagli errori del Papato; e noi abbiamo notato che questa purificazione è avvenuta. Abbiamo anche notato l’adempimento dei 1.260 giorni, o un tempo due tempi e metà di un tempo del potere del Papato di perseguitare, e l’inizio, nel 1799, del Tempo della Fine.

Abbiamo visto in che modo i 1.290 contrassegnino l’inizio dell’intendimento dei misteri profetici nel 1829, culminato nel grande movimento del 1844, noto come il Secondo Avvento, quando, secondo la predizione del Signore, le vergini sagge uscirono per andare incontro alla Sposa, trent’anni prima della sua attuale venuta. Abbiamo visto l’adempimento della predetta… e per quindici anni è stato proclamato il grido di mezzanotte “Ecco lo Sposo!” Abbiamo identificato con speciale diletto i 1.335 giorni, che indicano l’esatta data del ritorno del nostro Signore; e sin da quel tempo abbiamo vissuto le benedette promesse, grazie alla più chiara rivelazione dei meravigliosi misteri del piano divino.

Abbiamo visto la grande opera del raccolto avvenire nell’ordine e nel tempo stabiliti, cominciare nell’autunno 1874, gradualmente e silenziosamente, ma progredire rapidamente. Abbiamo visto raccogliere ed espellere le zizzanie, e la raccolta del grano. E di quali benedizioni e gioia abbiamo goduto quando ci è stato assicurato che sin dall’estate 1878, quando il Re assunse il suo grande potere e cominciò a regnare con la resurrezione di quelli che si erano addormentati in Gesù, non è più necessario che i suoi membri debbano “dormire” e attendere la gloria, ma che per ciascuno di loro il momento in cui finiscono il loro corso terreno è anche il momento del loro glorioso “cambiamento” alla piena perfezione della natura e della somiglianza divine.

È quindi vero che sono “benedetti i morti che fin d’ora muoiono nel Signore”. Essi si riposano dalle loro fatiche, ma la loro opera continua; poiché l’opera dall’altra parte del velo è la stessa nella quale tutti loro sono impegnati da questa parte del velo; con la sola differenza che per quelli che hanno fatto il loro ingresso nella gloria della natura divina, essa non dà più fatica e non costa loro faticosi sacrifici.

Il secondo volume de Il Tempo è Vicino (1889), alle pagine 76, 77 e 78 fa un elenco di sette cose che devono accadere prima del 1914:

In questo capitolo presenteremo l’evidenza biblica attestante che la completa fine dei Tempi dei Gentili, cioè la completa fine del dominio concesso a loro, si verificherà nel 1914 A.D.; e che questa data segnerà l’estremo limite del governo da parte degli uomini imperfetti. E si consideri che, se ciò si dimostrerà un fatto fermamente stabilito nelle Scritture, si dimostreranno  provati i seguenti punti:

In primo luogo, sarà dimostrato che in quella data il Regno di Dio, per il quale il  Signore ci insegnò a pregare, dicendo “Venga il Tuo Regno”, avrà ottenuto il completo, universale controlloe che in esso sarà, in quel tempo, “insediato” o fermamente stabilito sulla terra e sulle rovine delle presenti istituzioni.

In secondo luogo, proverà che colui il quale ha il diritto di assumere il dominio sarà allora presente come nuovo governatore della terra; e non solo anche questo, ma proverà  che egli sarà stato presente per un rilevante periodo di tempo prima di quella data, giacché il rovesciamento di questi governi Gentili è direttamente provocato dall’opera sua che li frantuma come vasi d’argilla (Salmo 2:9; Riv. 2:27), e stabilisce al loro posto il suo giusto governo.

In terzo luogo, sarà dimostrato che qualche tempo prima della fine del 1914 A.D. l’ultimo membro della chiesa di Cristo divinamente riconosciuta, il “real sacerdozio”, il “corpo di Cristo”, sarà glorificato col Capo; poiché ogni membro deve regnare con Cristo, essendo coerede con lui del Regno, quest’ultimo non potrà essere pienamente insediato prima che sia completato il numero dei membri.

In quarto luogo, proverà che da quel momento in poi Gerusalemme non sarà più calpestata dai Gentili, ma sorgerà dalla polvere del disfavore divino alla gloria, poiché i Tempi dei Gentili si saranno adempiuti o completati.

In quinto luogo, si dimostrerà che entro quella data, se non prima, la cecità d’Israele, comincerà ad essere rimossa, giacché la sua “cecità parziale” doveva continuare solo “finchénon si sia raccolto il numero intero delle genti fra tutte le nazioni” (Rom. 11:25) o, in altre parole, finché il completo numero delle persone delle nazioni, che saranno membri del corpo o della sposa di Cristo, non sarebbe stato completamente raccolto.

In sesto luogo, proverà che “la grande tribolazione come non v’è stata dal principio del mondo fino ad ora” raggiungerà il suo culmine con la diffusione dell’anarchia a livello mondiale; allora gli uomini impareranno ad acquietarsi e capiranno che Geova è Dio e che egli sarà essere esaltato in tutta la terra. (Sal. 46:10)

Usando un linguaggio simbolico questa situazione viene descritta come tumultuose onde del mare, fusione della terra, caduta di montagne e incendio dei cieli che passeranno, mentre ‘nuovi cieli e nuova terra’ che, con benedizioni di pace, cominceranno ad essere riconosciuti dall’umanità scossa dalla tribolazione. Tuttavia, l’Unto del Signore e la sua legittima e retta autorità saranno dapprima riconosciuti da una compagnia dei figli di Dio, mentre passerà attraverso la grande tribolazione la classe rappresentata dalla lettera ‘m’ e dalla ‘t’ sulla Carta delle Età; successivamente, quando essa starà per giungere al suo termine saranno riconosciuti dall’Israele carnale e, infine, dall’umanità in genere.

In settimo luogo, si dimostrerà che prima di quella data il Regno di Dio, costituito al potere, sarà sulla terra, allora colpirà e frantumerà l’immagine dei Gentili (Dan. 2:34) e distruggerà completamente il potere di questi re. Il suo potere e il suo dominio saranno stabiliti fermamente, mentre distruggerà e disperderà mediante i suoi molteplici rappresentanti e agenti le ‘potenze che sono’, civili ed ecclesiastiche, ferro e argilla.

Riteniamo importante, prima di passare oltre, sottolineare un fatto di grande rilievo. L’edizione de Il Tempo è vicino che abbiamo usato sopra è quella del 1907. Successivamente, ne furono pubblicate altre in date posteriori. La lettura di alcuni brani dello stesso materiale nell’edizione del 1924 mostra in che modo, esattamente com’è descritto nel libro di George Orwell, 1984, i responsabili della letteratura dei Testimoni, modificarono alcuni punti salienti come diretta conseguenza dei fallimenti delle loro precedenti aspettative. Trascriviamo di seguito, evidenziandole con colori diversi le due versioni:

versione del 1907: In this chapter we present the Bible evidence proving that the full end of the times of the Gentiles, i.e., the full end of their lease of dominion, will be reached in A.D. 1914; and that that date will be the farthest limit of the rule of imperfect men. (la traduzione è già stata provveduta sopra).

versione del 1924: In this chapter we present the Bible evidence proving that the full end of the times of the Gentiles, i.e., the full end of their lease of dominion, will be reached in A.D. 1914; and that that date will see the disintegration of the rule of imperfect men. [La data del 1914 non è più l’«estremo limite», ma, adesso, è quella della «disintegrazione»].

versione del 1907: Firstly, That at that date the Kingdom of God for which our Lord taught us to pray, saying “Thy Kingdom come”, will have obtained full, universal control, and that it will then be “set up”, or firmly established in the earth.

versione del 1924: Firstly, That at that date the Kingdom of God, for which our Lord taught us to pray, saying, “Thy Kingdom come”, will begin to assume control, and that it will then shortly be “set up”, or firmly established in the earth, on the ruins of the present institutions.

versione del 1907: Thirdly, It will prove that some time before the end of A.D. 1914 the last member of the divinely recognized Church of Christ, the “royal priesthood”, “the body of Christ”, “will be glorified with the Head; because every member is to reign with Christ, being a joint-heir with him of the Kingdom, and it cannot be fully “set up” without every member”.

versione del 1924: Thirdly, it will prove that some time before the end of the overthrow the last member of the divinely recognized Church of Christ, the “royal priesthood”, “the body of Christ”, “will be glorified with the Head; because every member is to reign with Christ, being a joint-heir with him of the Kingdom, and it cannot be fully “set up” without every member

Quindi nella seconda versione (quella del 1924) sono scomparse le parole “l’estremo limite” e sono state sostituite dall’espressione “disintegrazione”. Poi, mentre nella prima versione il regno in quella data (1914) “will have obtained full, universal control” (cioè avrà ottenuto il pieno e universale controllo), nella seconda,  “will begin to assume control” (cioè comincerà ad assumere il controllo); e se prima “esso sarà allora insediato”, poi, “sarà insediato tra poco”. Infine, nella versione del 1907 i membri del corpo di Cristo dovevano essere glorificati “un certo tempo prima della fine del 1914”; mentre in quella successiva ciò sarebbe accaduto un certo tempo prima del rovesciamento. Scomparso anche qui il riferimento al 1914!

Alle pagine 98 e 99 si riconosce che gli Studenti Biblici stavano veramente facendo un annuncio sensazionale, ma che era una verità stabilita poiché era sostenuta dalla forte evidenza biblica


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In verità, è aspettarsi grandi cose proclamare, come facciamo noi: entro i prossimi ventisei anni tutti i governi attuali saranno rovesciati e dissolti; eppure stiamo vivendo in un tempo molto particolare, nel “Giorno di Geova”, durante il quale gli eventi giungeranno rapidamente al loro culmine; è scritto, “Il Signore farà una breve opera sulla terra”. (Vedi il Vol. I, cap. XV). Negli scorsi undici anni queste cose sono state predicate e pubblicate così come le abbiamo precedentemente esposte; ed in questo breve tempo lo sviluppo delle strutture e degli strumenti per indebolire e rovesciare i più forti imperi della terra è stato meraviglioso. In quel periodo il Comunismo e il Nichilismo si sono diffusi e affermati, ed hanno già causato grande disagio fra i governanti e i potenti della terra, i cui cuori sono venuti meno per il terrore, e per la consapevolezza di ciò che sta per accadere sulla terra; poiché le attuali potenze devono essere potentemente scrollate, ed infine esse spariranno in un grande tumulto.

In considerazione della solida evidenza biblica relativa ai Tempi dei Gentili, noi consideriamo una verità stabilita che la completa fine dei regni di questo mondo, e il pieno insediamento del Regno di Dio, saranno completati entro la fine del 1915 A.D. In quel tempo la preghiera della Chiesa che si protrae fin dalla dipartita del suo Signore, “Venga il tuo Regno” sarà esaudita;  e sotto quella saggia e giusta amministrazione, tutta la terra sarà colma della gloria del Signore, con la conoscenza e la giustizia e la pace (Sal. 72:19; Isa. 6:3; Abacuc 2:14); e la volontà di Dio sarà fatta “sulla terra com’è fatta in cielo”.

Fine prima parte

[1] I Testimoni di Geova: Proclamatori del Regno di Dio. Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, Roma, 1993, pag. 42.

[2] Ibid., pag. 348.

[3] I due libri prodotti dalla Società Torre di Guardia di Bibbie e Trattati sono: I Testimoni di Geova nel Proposito Divino (solo in inglese), del 1959 e I Testimoni di Geova: Proclamatori del Regno di Dio, del 1993. Altro materiale importante è contenuto nel loro Annuario del 1976 e nelle annate della rivista La Torre di Guardia del 1955 e del 1956.

[4] Alcuni esempi potrebbero essere basati su Matteo 24:14-30, 45-51; 25:1-12; Rivelazione 7:4-10; 8; 12:5, 6; Isaia 2:2, 3; e Zaccaria 8:23.

[5] Jerald e Sandra Tanner, The Changing World of Mormonism, Moody Press, 1981, pag. 151.

[6] John Aquila Brown, The Even Tide, Volume I, pagg. 130, 131.

[7] P. Gerard Damsteegt, Blessing of The Disappointment, Adventist Affirm, vol. 8, n. 2, Autunno 1994.

[8] Nelson H. Barbour, Evidences for the Coming of the Lord in 1873; or the Midnight Cry, 1871, pag. 32.

[9] Charles Taze Russell, Harvest Gatherings And Siftings, The Watch Tower, 15 luglio 1906, pag. 230
.
[10] Ibid.

[11] Charles Taze Russell, Harvest Gatherings And Siftings, The Watch Tower, 15 luglio 1906, pag. 229. Vedi anche The Herald of The Morning, di Nelson H. Barbour, agosto 1877.



 
   
       
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Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo
dei Testimoni di Geova
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