Sangue: la «legge di Dio» diventa scelta personale
La svolta del settembre 2026 e ottant'anni di insegnamenti smentiti
Il 18 settembre 2026 il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova ha annunciato che accettare globuli rossi, globuli bianchi, piastrine e plasma è ora una decisione personale. Per decenni la stessa scelta era stata presentata come una violazione della legge di Dio, con la conseguente perdita dell'appartenenza alla congregazione.
Questa pagina ricostruisce, sulla base delle pubblicazioni ufficiali dei Testimoni di Geova, come è nato e come si è evoluto il divieto riguardante i componenti del sangue; esamina il contenuto dell'annuncio e le sue contraddizioni interne; si interroga sulle ragioni del cambiamento e sulle sue conseguenze per chi, negli anni, ha obbedito a quel divieto credendo di obbedire a Dio.
Indice
- Che cosa è stato annunciato
- Ottant'anni di «volontà di Dio»: la cronologia
- Che cosa si insegnava: le parole delle pubblicazioni
- Le sanzioni: dalla disassociazione alla dissociazione
- Lo smantellamento a tappe
- Le contraddizioni dell'annuncio
- Il doppio binario: ciò che si diceva in privato
- Nuova luce o pressione legale?
- Il prezzo pagato
- «Lo schiavo non è ispirato»: come reagiscono i Testimoni
- Un avviso pratico per chi ha firmato le direttive anticipate
- «Non è cambiato niente»: l'illusione statistica dei componenti
- Conclusione
- Fonti
1. Che cosa è stato annunciato
Il 18 settembre 2026 sul sito ufficiale jw.org è stato pubblicato, inizialmente solo in inglese, l'Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 6 (2026), presentato da Geoffrey Jackson, membro del Corpo Direttivo. La versione italiana del video (durata 14:33) è ora disponibile; la parte dedicata al sangue va dal minuto 3:50 circa fino alla fine. Contemporaneamente è stato pubblicato in inglese un articolo della serie «Domande dai lettori», How Do Jehovah's Witnesses Show Respect for Life?, che riprende l'Aggiornamento e che, secondo la nota finale, comparirà in un futuro numero de La Torre di Guardia. Il Corpo Direttivo ha inoltre approvato una scheda, Products Derived From Whole Blood, di cui parleremo nella sezione 6.

Il passaggio centrale dell'annuncio è questo:
«Dopo aver pregato ulteriormente sulla questione, il corpo direttivo ha deciso che questo stesso principio si applica anche ai quattro componenti principali del sangue intero, ovvero globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine, che provengono dal sangue di un'altra persona. Quindi, ogni cristiano deve prendere la propria decisione riguardo all'utilizzo di questi quattro componenti principali in ambito chirurgico e in relazione alle cure mediche. In modo simile, ogni cristiano deve decidere se donare o meno componenti o frazioni del proprio sangue.»
Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 6 (2026), trascrizione dell'audio italiano
In sintesi, diventano una decisione personale l'accettazione dei quattro componenti principali (globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine) provenienti dal sangue di altre persone e la donazione di sangue allo scopo di ricavarne componenti o frazioni. Restano invece vietati la trasfusione di sangue intero, la donazione di sangue destinato a essere trasfuso intero e il consumo di sangue o di carne non dissanguata. Lo riassume lo stesso annuncio:
«I testimoni di Geova non accettano trasfusioni di sangue intero né donano sangue intero perché venga trasfuso ad altri. Inoltre, non mangiano sangue né carne non dissanguata. Comunque, accettare o no componenti o frazioni del sangue di un'altra persona è una decisione che spetta singolarmente ad ogni cristiano.»
Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 6 (2026), trascrizione dell'audio italiano
Quanto alle conseguenze per chi accetta i componenti, l'annuncio afferma:
«La congregazione non s'intrometterà in questa decisione, e nessun cristiano dovrebbe giudicare gli altri in merito. In genere non c'è bisogno di parlare di queste decisioni mediche personali con altri, a eccezione dei vostri fiduciari indicati nelle disposizioni anticipate.»
Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 6 (2026), trascrizione dell'audio italiano
Per precisione: né il video né l'articolo usano le parole «dissociazione» o «sanzioni». Tuttavia, se la scelta è personale e la congregazione non interviene, ne consegue che accettare globuli rossi, plasma, piastrine o globuli bianchi non comporta più la perdita dell'appartenenza alla congregazione, come avveniva fino a ieri. Non viene invece detto esplicitamente che cosa accada a chi accetti una trasfusione di sangue intero, che resta vietata.
Lo stesso 18 settembre è stato inviato alle congregazioni un annuncio (sigla 9/18/26-E), circolato in rete, che invita tutti a guardare il video e a leggere l'articolo e ne riporta i passaggi principali: quelli sui componenti, sulla donazione e sul fatto che la congregazione non interverrà nelle decisioni personali. Il passaggio che ribadisce il divieto del sangue intero non compare tra gli estratti citati, anche se resta nel testo integrale dell'articolo.
2. Ottant'anni di «volontà di Dio»: la cronologia
La tabella riassume le tappe principali della dottrina. I riferimenti sono approfonditi nelle pagine di questo sito indicate nelle fonti, e in particolare nello studio di Sergio Pollina Le trasfusioni di sangue. Storia ed esame delle obiezioni religiose, bibliche e mediche.
| Anno | Posizione | Fonte |
|---|---|---|
| 1909 | Russell interpreta il decreto di Atti 15 come una misura temporanea, legata alla convivenza tra cristiani di origine ebraica e pagana. | La Torre di Guardia di Sion, 15 aprile 1909 (Reprints, p. 374) |
| 1940 | La rivista Consolation considera la trasfusione una pratica medica accettabile. | Consolation, 25 dicembre 1940, p. 19 |
| 1945 | Il divieto di «mangiare sangue» viene esteso per la prima volta alle trasfusioni. | La Torre di Guardia, 1° luglio 1945 (ed. italiana: ottobre 1946) |
| 1961 | Accettare una trasfusione diventa motivo di disassociazione; il decreto di Atti 15 «fu preso da Dio ed è ancora in vigore». | La Torre di Guardia, 15 luglio 1961, pp. 446-448 |
| 1973 | Si afferma che fin dagli anni '40 Dio aveva rivelato la sua volontà riguardo all'uso del sangue. | La Torre di Guardia, 1° febbraio 1973, p. 86 |
| 1989 | Il proprio sangue conservato fuori dal corpo «va eliminato in armonia con la Legge di Dio». | La Torre di Guardia, 1° marzo 1989, p. 30 |
| 1994 | Awake! dedica la copertina ai giovani che hanno messo «Dio al primo posto» rifiutando le trasfusioni. | Awake!, 22 maggio 1994 |
| 2000 | Chi accetta una trasfusione non viene più disassociato ma «si dissocia»; tutte le frazioni diventano scelta personale; il predeposito del proprio sangue è «in contrasto con la legge di Dio». | La Torre di Guardia, 15 giugno 2000 e 15 ottobre 2000 |
| 2001 | In una lettera privata la sede risponde che donare sangue per estrarne frazioni è una scelta personale. | Lettera ECC:ECZ del 30 luglio 2001 |
| 2006 | I quattro componenti sono elencati come «inaccettabili per i cristiani». | Il Ministero del Regno, novembre 2006, inserto |
| 2007 | Le direttive anticipate riportano il rifiuto dei quattro componenti già prestampato. | Modulo dpa-l 1/07 |
| Febbraio 2025 | Il coroner del Nuovo Galles del Sud (Australia) raccomanda di non usare più i prospetti dell'inserto del 2006. | Inchiesta sulla morte di Heather Winchester |
| Giugno 2025 | L'inserto del 2006 viene dichiarato superato. | Annunci alle congregazioni, S-147-25.06 |
| Marzo 2026 | L'uso del proprio sangue, compreso il predeposito, diventa scelta personale. | Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 2 (2026) |
| Settembre 2026 | I quattro componenti e la donazione a scopo di componenti diventano scelta personale. | Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 6 (2026) |
3. Che cosa si insegnava: le parole delle pubblicazioni
Per comprendere la portata del cambiamento bisogna ricordare in che modo il divieto è stato presentato per decenni. Non come una regola prudenziale o un'opinione del Corpo Direttivo, ma come espressione diretta della volontà di Dio. Nel 1961 La Torre di Guardia affermava che la decisione apostolica di Atti 15 «non è stata mai revocata, perché fu presa da Dio ed è ancora in vigore» (15 luglio 1961, pp. 446-448). Nel 1973 la rivista spiegava che fin dagli anni '40 Dio aveva rivelato la sua volontà riguardo all'uso del sangue (1° febbraio 1973, p. 86).
Nel 2000 la stessa rivista collocava il divieto sullo stesso piano delle colpe morali più gravi:
«Sospinti dallo spirito santo di Dio, gli apostoli comandarono ai cristiani di 'astenersi dal sangue'. Quel comando non doveva essere preso alla leggera. Era moralmente importante quanto astenersi dall'immoralità sessuale o dall'idolatria. (Atti 15:28, 29; 21:25) Quando nel XX secolo la donazione e la trasfusione di sangue entrarono nell'uso, i testimoni di Geova capirono che tale pratica era in contrasto con la Parola di Dio.»
La Torre di Guardia, 15 ottobre 2000, p. 30
Se accettare il sangue era grave quanto l'immoralità sessuale e l'idolatria, è difficile comprendere come una parte di quel divieto possa oggi diventare una questione di coscienza, senza che venga spiegato che cosa sia cambiato nella Parola di Dio.
Nel novembre 2006 un inserto de Il Ministero del Regno ribadiva il divieto dei quattro componenti fondandolo direttamente sul comando biblico:
«La Bibbia comanda ai cristiani di 'astenersi dal sangue'. (Atti 15:20) Per questa ragione i testimoni di Geova non accettano trasfusioni di sangue intero né dei quattro componenti principali del sangue, cioè globuli rossi, globuli bianchi, piastrine e plasma. Inoltre non donano sangue né accettano il predeposito del proprio sangue perché sia loro trasfuso in un secondo tempo.»
Il Ministero del Regno, novembre 2006, inserto, p. 3
Il primo dei due prospetti allegati all'inserto collocava i quattro componenti in una colonna dal titolo inequivocabile: «Inaccettabili per i cristiani». Le frazioni stavano invece nella colonna «Decisioni personali».
Non si tratta di un insegnamento lontano nel tempo. Ancora nel 2023, tre anni prima del cambiamento, La Torre di Guardia scriveva:
«I testimoni di Geova sono ben noti per il rispetto che hanno per la sacralità del sangue. Ubbidiamo alla legge di Geova riguardo al sangue rifiutando di accettare una trasfusione di sangue. (Atti 15:28, 29)»
La Torre di Guardia, febbraio 2023, pp. 23-25, citata nel comunicato dei Testimoni di Geova in Giappone del 10 maggio 2023. Traduzione nostra

Lo stesso rifiuto compariva nei documenti che i Testimoni portavano con sé. Il tesserino «Niente sangue» diceva:
«Chiedo che non mi venga somministrata nessuna trasfusione di sangue (sangue intero, globuli rossi, globuli bianchi, piastrine o plasma sanguigno) in nessuna circostanza, neppure se i medici la ritenessero assolutamente indispensabile per la mia salute o la mia vita. [...] Sono testimone di Geova e redigo questa dichiarazione per ubbidire a comandi biblici come quello che dice: 'Astenetevi dal sangue'.»
Dichiarazione di volontà relativa alle cure mediche ed esonero da responsabilità
Le direttive anticipate distribuite dal 2007 lasciavano al Testimone la possibilità di scegliere, apponendo le proprie iniziali, se accettare o rifiutare le frazioni e le procedure che usano il proprio sangue (punti 3 e 4). Il punto 2, quello sui quattro componenti, era invece già stampato, senza alcuna opzione:
«Sono testimone di Geova e dispongo che in NESSUN caso mi sia praticata una trasfusione di sangue intero, di globuli rossi, di globuli bianchi, di piastrine o di plasma, neanche quando gli operatori sanitari ritengano che sia indispensabile per la mia sopravvivenza. Rifiuto di depositare il mio sangue perché mi venga poi trasfuso in un secondo tempo.»
Direttive anticipate relative alle cure mediche con contestuale designazione di amministratore di sostegno, modulo dpa-I 1/07, punto 2
La «decisione personale» sui componenti, dunque, era già presa dall'organizzazione: al fedele restava soltanto da firmarla. Vedi la pagina Nuova documentazione sul rifiuto delle trasfusioni.
4. Le sanzioni: dalla disassociazione alla dissociazione
Dal 1961 il Testimone che accettava una trasfusione veniva disassociato, cioè espulso dalla congregazione. Nell'aprile 2000 la procedura è cambiata: chi accetta volontariamente una trasfusione senza pentirsi non viene più espulso, ma si considera che «si dissocia» da sé. La differenza era soprattutto di forma, perché ai dissociati si riserva lo stesso trattamento degli espulsi, compreso l'allontanamento da parenti e amici Testimoni. Lo riconobbe lo stesso portavoce dei Testimoni in Gran Bretagna in una lettera al Times:
«Tuttavia il risultato finale è il medesimo: l'individuo non viene più considerato come membro della congregazione cristiana dei Testimoni di Geova perché non accetta e non segue più la proibizione biblica di astenersi dal sangue.»
Paul Gillies, coordinatore degli Affari Pubblici dei Testimoni di Geova in Gran Bretagna, lettera al Times del 21 giugno 2000
Si noti l'espressione: «la proibizione biblica». Per oltre sessant'anni, dunque, accettare globuli rossi o plasma ha significato per un Testimone perdere la propria comunità religiosa e, spesso, i rapporti con i propri familiari. Lo stesso Paul Gillies, oggi portavoce internazionale dei Testimoni di Geova, ha dichiarato nella nota diffusa dopo l'annuncio che «le decisioni mediche riguardanti i componenti del sangue sono una questione di coscienza tra ciascun Testimone e il suo Dio, Geova», aggiungendo che «le congregazioni non intervengono nelle decisioni personali che spettano alla coscienza del singolo» e che «continueremo a rispettare e sostenere le decisioni dei nostri compagni di fede» (Ansa, 22 settembre 2026). Quel «continueremo» presuppone una continuità che le disassociazioni dal 1961 in poi smentiscono.
C'è un precedente significativo. Nel 1998, davanti alla Commissione europea dei diritti dell'uomo, l'ente dei Testimoni di Geova in Bulgaria raggiunse un accordo con il governo per ottenere il riconoscimento giuridico: lo statuto avrebbe incluso una clausola che consentiva ai membri una libera scelta in materia di emoterapia, senza sanzioni. Secondo quanto riportato all'epoca, l'impegno fu sconfessato dalla sede di Brooklyn circa un mese dopo. La libertà di coscienza sul sangue, in altre parole, era già stata concessa sulla carta ventotto anni fa, quando serviva a ottenere un riconoscimento statale. Vedi la pagina Trasfusioni e disassociazione.
5. Lo smantellamento a tappe
Il cambiamento di settembre non è un fatto isolato, ma l'ultima tappa di un lungo processo. Nel 1957 Svegliatevi! dichiarava vietata l'albumina (8 aprile 1957, p. 24); dal 1958 cominciarono le prime eccezioni per sieri e anticorpi; nel 1990 l'albumina e altre frazioni del plasma divennero una scelta individuale (La Torre di Guardia, 1° giugno 1990, p. 31); nel 1992 l'emoglobina fu esplicitamente vietata (15 ottobre 1992, p. 31); nel 2000 tutte le frazioni divennero una scelta personale (15 giugno 2000, pp. 29-30).
Nel giugno 2025 le congregazioni furono informate che l'inserto del 2006, con i suoi prospetti, non era più valido:
«Il numero di novembre 2006 de Il Ministero del Regno conteneva un inserto alle pagine da 3 a 6 riguardante questioni mediche personali che implicano l'uso del sangue. Quell'inserto è ora superato. Pertanto, non lo useremo più.»
Announcements and Reminders, giugno 2025 (S-147-25.06-E), punto 1. Traduzione nostra
Nel marzo 2026 l'Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 2 ha dichiarato scelta personale l'uso del proprio sangue in ambito medico, compreso il predeposito. Fino ad allora la posizione ufficiale era quella della Torre di Guardia del 15 ottobre 2000:
«Ma questa procedura, consistente nel prelevare il sangue, conservarlo e reinfonderlo contraddice apertamente quanto è detto in Levitico e in Deuteronomio. Il sangue non deve essere conservato, ma versato, restituendolo per così dire a Dio. [...] Perciò non donano sangue né depositano il proprio sangue perché venga loro trasfuso in un secondo tempo invece di 'versarlo'. Questa pratica è in contrasto con la legge di Dio.»
La Torre di Guardia, 15 ottobre 2000, p. 30
Il nuovo principio, riproposto nell'annuncio di settembre, è invece questo:
«I cristiani non sono sotto la legge mosaica. Comunque, ubbidiscono al comando dato dagli apostoli di astenersi dal sangue. Inoltre, la Bibbia non dice nulla riguardo all'uso che una persona può fare del proprio sangue in ambito chirurgico e in relazione alle cure mediche.»
Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 6 (2026), che cita l'Aggiornamento n. 2
Sei mesi dopo, lo stesso ragionamento è stato esteso al sangue degli altri. La pagina L'autotrasfusione diventa «scelta personale», pubblicata in marzo, si chiudeva con una domanda: se l'interpretazione di Atti 15 può cambiare per l'autotrasfusione, perché non anche per le trasfusioni da donatore? L'Aggiornamento n. 6 ha dato la risposta, almeno per i componenti.
In nessuna di queste tappe l'organizzazione ha parlato di un errore corretto. L'annuncio di settembre definisce la novità un «chiarimento basato sulle Scritture». Come ha rilevato The European Times, il Corpo Direttivo «non ha offerto una spiegazione pubblica dettagliata della norma precedente».
6. Le contraddizioni dell'annuncio
«Abbiamo applicato questo principio»
Nel ripercorrere la posizione precedente, l'annuncio usa una formula che merita attenzione:
«Per quanto riguarda il sangue, i testimoni di Geova hanno capito che Atti 15 indica che non devono assumere sangue intero, né per bocca né tramite trasfusione, e che non devono donare sangue. Questa presa di posizione ha protetto i servitori di Geova spiritualmente e fisicamente. Abbiamo applicato questo principio anche ai quattro componenti principali del sangue, che sono globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine.»
Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 6 (2026), trascrizione dell'audio italiano
Il divieto dei componenti, che nel 2006 era fondato su ciò che «la Bibbia comanda», diventa qui qualcosa che «abbiamo applicato»: un'estensione decisa da uomini. È un'ammissione implicita, ma chiara: quel divieto non veniva dalla Bibbia, bensì dall'interpretazione del Corpo Direttivo.
«Questa presa di posizione ha protetto i servitori di Geova»
Nello stesso momento in cui abbandona il divieto dei componenti, l'annuncio afferma che la posizione sul sangue ha protetto i Testimoni «spiritualmente e fisicamente». Non una parola viene spesa per chi, rispettando quel divieto, ha perso la vita. Ne parleremo nella sezione 9.
«Non siamo autorizzati ad andare oltre ciò che è scritto»
Per giustificare il cambiamento l'annuncio cita due passi biblici:
«Comunque, visto che la Bibbia non parla di tutti quelli che potrebbero essere i prodotti ricavati dal sangue, riconosciamo che in armonia con 1 Corinti 4, versetto 6, non siamo autorizzati ad andare oltre ciò che è scritto. Riconosciamo anche l'importanza di quello che viene detto in 2 Corinti, capitolo 1, versetto 24: "Non che siamo i padroni della vostra fede. Siamo invece compagni d'opera per la vostra gioia, perché è grazie alla vostra fede che state in piedi".»
Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 6 (2026), trascrizione dell'audio italiano
Se oggi il Corpo Direttivo riconosce che vietare i componenti significherebbe «andare oltre ciò che è scritto», la conclusione logica è che per decenni lo ha fatto. E lo ha fatto esercitando proprio quel dominio sulla fede altrui che ora dichiara di non avere, con la perdita dell'appartenenza alla congregazione come conseguenza per chi non si adeguava. È interessante notare che 2 Corinti 1:24 non è una scoperta recente: già nel 1999 La Torre di Guardia lo citava per spiegare che stabilire regole categoriche sul lavoro secolare «esulerebbe dalle nostre competenze» (15 aprile 1999, p. 28). Il principio era noto; semplicemente non veniva applicato al sangue.
L'argomento delle percentuali e la scheda del 2026
Tra i fattori che un Testimone potrebbe considerare, l'annuncio suggerisce questo:
«Altri invece potrebbero accettarne alcuni, perché questi rappresentano solo una piccola percentuale del sangue intero. Per fare un esempio, alcuni componenti principali costituiscono una percentuale del sangue intero più piccola di certe frazioni che magari alcuni di noi potrebbero già essere disposti ad accettare.»
Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 6 (2026), trascrizione dell'audio italiano
È esattamente l'incoerenza che i critici denunciano da anni: se l'albumina, che è circa il 2% del sangue, era accettabile, perché le piastrine, che sono meno dell'1%, erano «inaccettabili per i cristiani»? Ma la scheda pubblicata dall'organizzazione mostra anche i limiti di questo argomento. Ecco i dati che riporta, confrontati con la classificazione del 2006:
| Prodotto | Percentuale del sangue intero (scheda 2026) | Inserto 2006 | Annuncio 2026 |
|---|---|---|---|
| Plasma (componente) | circa 55% | Inaccettabile per i cristiani | Decisione personale |
| Globuli rossi (componente) | circa 45% | Inaccettabile per i cristiani | Decisione personale |
| Albumina (frazione) | circa 2% | Decisione personale | Decisione personale |
| Immunoglobuline (frazione) | circa 1% | Decisione personale | Decisione personale |
| Globuli bianchi (componente) | meno dell'1% | Inaccettabile per i cristiani | Decisione personale |
| Piastrine (componente) | meno dell'1% | Inaccettabile per i cristiani | Decisione personale |
| Fattori della coagulazione (frazione) | meno dell'1% | Decisione personale | Decisione personale |
L'argomento della «piccola percentuale» potrebbe al massimo valere per globuli bianchi e piastrine. Non vale per plasma e globuli rossi, che sono di gran lunga i componenti più consistenti: secondo la scheda, rispettivamente circa il 55% e il 45% del sangue intero. Il criterio proposto, quindi, non spiega la nuova posizione, che poggia soltanto sulla decisione del Corpo Direttivo.

Il sangue intero vietato, i suoi componenti permessi
La stessa scheda rende evidente il paradosso principale del nuovo insegnamento. Plasma e globuli rossi, insieme, costituiscono praticamente il 100% del sangue intero. Un Testimone può dunque accettare in piena coscienza i due componenti che formano quasi tutto il sangue, e anche piastrine e globuli bianchi, mentre resta vietata la trasfusione di «sangue intero». La differenza tra ciò che è lecito e ciò che è vietato si riduce al fatto che il sangue arrivi separato in più sacche anziché in una sola.
È come dire che si possono mangiare il pane, il bacon, la lattuga e il pomodoro, ma non tutti questi ingredienti messi insieme in un panino. Presi uno per uno sono leciti; uniti diventano un peccato.

Va aggiunto che la medicina trasfusionale moderna, come ricorda anche The European Times, «prevede comunemente la separazione del sangue donato nei suoi componenti, in modo che i pazienti ricevano il prodotto necessario per una specifica patologia». I dati della Commissione europea lo confermano in modo netto: nel 2018, nei paesi dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo che hanno trasmesso i dati, su 19.310.224 unità trasfuse quelle di sangue intero sono state 7.460, cioè lo 0,04%. I soli globuli rossi rappresentavano il 76,73%. Nella rilevazione successiva della stessa serie (dati 2021, 26 paesi UE e SEE), su 17.808.869 unità trasfuse quelle di sangue intero sono state 2.999, cioè circa lo 0,02% (0,017%), mentre i globuli rossi erano il 75,11%. Il divieto rimasto riguarda dunque, a seconda dell'anno, da meno di due a circa quattro trasfusioni su diecimila, e il cambiamento è molto più radicale di quanto il tono dell'annuncio lasci intendere.


Il che significa due cose. La prima è che, nella pratica ospedaliera, un Testimone che oggi entra in ospedale può accettare la quasi totalità delle trasfusioni che gli verranno proposte (il 99,96% nei dati 2018, il 99,98% in quelli 2021), cioè praticamente tutte: il divieto rimasto non si concretizza quasi mai. La seconda è che, nei rari casi in cui il sangue intero viene usato, si tratta di situazioni drammatiche, emorragie massive in cui non c'è il tempo di separare i componenti e non esistono alternative. Proprio i casi in cui rifiutarlo può significare morire.
C'è un modo semplice per misurare la portata del cambiamento. Un Testimone di Geova accetterebbe una trasfusione come quella nella foto qui sotto? Per ottant'anni la risposta è stata no, e dal 1961 chi rispondeva sì perdeva la congregazione e spesso la famiglia.

Eppure oggi quella trasfusione si può accettare, senza alcuna conseguenza. Sull'etichetta si legge «emazie concentrate», cioè globuli rossi: non è sangue intero, è uno dei quattro componenti che il Corpo Direttivo ha dichiarato «decisione personale» il 18 settembre 2026. È la sacca che viene appesa ogni giorno, in ogni ospedale, accanto al letto dei pazienti, e da sola rappresenta oltre tre quarti di tutte le trasfusioni.
La donazione e lo «scopo dichiarato»
Sulla donazione, il testo scritto della «Domanda dai lettori» è più preciso del video:
«Allo stesso modo, ogni cristiano deve decidere se donare sangue allo scopo chiaramente dichiarato di fornire componenti o frazioni destinati a un'altra persona. [...] I testimoni di Geova non accettano trasfusioni di sangue intero, né donano sangue che verrebbe usato per una trasfusione di sangue intero a un'altra persona.»
How Do Jehovah's Witnesses Show Respect for Life?, «Questions From Readers», jw.org, settembre 2026. Traduzione nostra
La stessa sacca di sangue diventa quindi lecita o illecita a seconda di come verrà usata dopo il prelievo. Oltre che cavillosa, la distinzione è difficile da applicare: come osserva The European Times, i servizi trasfusionali stabiliscono autonomamente come il sangue donato viene lavorato e utilizzato, per cui la richiesta di destinarlo solo a componenti o frazioni «potrebbe non essere facilmente attuabile a livello amministrativo in tutti i paesi».
Viene in mente quanto scriveva La Torre di Guardia a proposito dei rabbini dell'epoca di Gesù:
«I rabbini partivano dal presupposto che siccome la Torà, cioè la Legge mosaica, era perfetta, doveva contenere la risposta a qualsiasi domanda potesse sorgere. [...] In realtà dava ai rabbini la licenza di ricorrere a sottili ragionamenti umani, facendo credere che regole stabilite su ogni sorta di questioni, alcune di natura personale, altre assolutamente banali, fossero basate sulla Parola di Dio.»
La Torre di Guardia, 1° settembre 1996, pp. 12-13
Il midollo osseo: una decisione personale già nel 1984
La «decisione personale» su materiale che proviene da un altro donatore non è una novità del 2026. Nel 1984 La Torre di Guardia rispose a un lettore che chiedeva se un cristiano potesse accettare un trapianto di midollo osseo, dal momento che il sangue è prodotto dal midollo. La risposta fu che le Scritture non classificano il midollo con il sangue (il midollo animale è presentato come carne commestibile, per esempio in Isaia 25:6) e che la scelta spettava dunque alla coscienza di ciascuno:
«I medici eseguono la maggior parte dei trapianti di midollo osseo estraendo un po' di midollo da un donatore (spesso un parente stretto) e quindi iniettandolo o trasfondendolo nel paziente malato. [...] Naturalmente il midollo che si usa nei trapianti di midollo umano viene tratto da donatori viventi, e il midollo usato può contenere un po' di sangue. Pertanto il cristiano dovrà decidere personalmente se per lui il midollo osseo innestato è paragonabile a semplice carne o a un tessuto non dissanguato.»
La Torre di Guardia, 15 ottobre 1984, p. 31, «Domande dai lettori»
Lo stesso articolo riconosce che la questione non si esaurisce nel trapianto. Citando un manuale di medicina, osserva che «praticamente tutti coloro che si sottopongono a un trapianto di midollo avranno bisogno di trasfusioni di piastrine» e che a molti vengono somministrati globuli rossi ammassati, e invita il lettore a considerare «quali altre questioni dovrebbe affrontare» se accettasse l'intervento. Chi sceglieva il trapianto sapeva dunque che con ogni probabilità si sarebbe trovato di fronte proprio a quelle trasfusioni che l'organizzazione considerava vietate dalla Bibbia.
Il confronto è istruttivo. Per l'organizzazione il midollo era «carne» e i globuli rossi erano «sangue», e la differenza bastava a lasciare libero chi accettava il primo e a disassociare chi accettava i secondi. Eppure la domanda a cui l'articolo risponde parte dal fatto che il midollo è il tessuto che produce il sangue, il trapianto avviene «iniettandolo o trasfondendolo» da un donatore, e l'articolo ammette che il midollo trapiantato «può contenere un po' di sangue». Non è una contraddizione logica in senso stretto, perché la classificazione del midollo come tessuto ha una sua coerenza interna. Ma è una coerenza fondata su una classificazione e non su un comando biblico esplicito: la linea passava dove l'organizzazione decideva di tracciarla. È un criterio analogo a quello che nel 2026 fa dipendere la liceità dal fatto che il sangue arrivi in più sacche o in una sola.
Il medico Testimone
Per chi lavora con il sangue o con i suoi derivati, l'annuncio rimanda alla «Domanda dai lettori» della Torre di Guardia del 15 aprile 1999. In una nota in calce di quell'articolo si legge:
«Un medico può avere l'autorità di far somministrare medicinali o terapie a un paziente. Anche se il paziente fosse consenziente, come potrebbe un medico cristiano che ne ha l'autorità prescrivere una trasfusione di sangue o eseguire un aborto, sapendo cosa dice la Bibbia al riguardo?»
La Torre di Guardia, 15 aprile 1999, p. 30, nota in calce
La trasfusione vi è accostata all'aborto. Ma se oggi un paziente Testimone può accettare in coscienza globuli rossi o plasma, un medico Testimone che li prescrive a un paziente consenziente viola ancora la Bibbia? L'articolo a cui si rimanda presuppone un quadro che l'annuncio stesso ha modificato.
7. Il doppio binario: ciò che si diceva in privato
L'annuncio presenta la possibilità di donare sangue come una novità. In realtà l'argomento era già stato affrontato, ma in forma riservata. Il 30 luglio 2001 la sede dei Testimoni di Geova degli Stati Uniti rispose a un fratello gravemente malato, che chiedeva se lui o i suoi familiari potessero donare sangue per ricavarne frazioni da usare per curarlo:
«Le Scritture spiegano che sotto la legge Mosaica, il sangue di un animale (o di un essere umano) doveva essere versato per terra come acqua ed essere coperto. [...] Ma se il sangue viene prelevato da un corpo e, prima di essere eliminato, viene suddiviso con una procedura medica e nel processo viene estratta una piccola frazione, si potrebbe dire che vi è una chiara violazione della legge di Dio riguardo alla santità di sangue? Non lo possiamo dire. Questo deve essere un problema che ciascuno deve decidere personalmente.»
Lettera della Christian Congregation of Jehovah's Witnesses, Patterson, ECC:ECZ, 30 luglio 2001 (traduzione)
La cronologia è significativa. Nove mesi prima, nell'ottobre 2000, La Torre di Guardia aveva scritto pubblicamente che i Testimoni «non donano sangue» e che conservare il sangue anziché «versarlo» era «in contrasto con la legge di Dio». In privato, a chi scriveva direttamente alla sede, si rispondeva invece «non lo possiamo dire». La grande maggioranza dei Testimoni, che non aveva mai scritto a Patterson, ha continuato per venticinque anni a credere che donare sangue fosse vietato in ogni caso. Informazioni che riguardavano la salute e la vita di tutti venivano date soltanto a chi sapeva a chi chiederle.
La stessa lettera contiene un'altra affermazione, che oggi appare smentita:
«Le Scritture mostrano chiaramente che sarebbe sbagliato per un cristiano dedicato donare sangue intero per l'uso di qualcuno in una trasfusione di sangue intero o in una trasfusione di uno dei suoi quattro componenti principali. (Atti 15:20)»
Lettera ECC:ECZ, 30 luglio 2001 (traduzione)
Nel 2001 si chiedeva perfino che la parte restante del sangue donato fosse eliminata, proprio per evitare che i componenti venissero usati per trasfusioni. Nel 2026 donare sangue allo scopo di fornire componenti ad altri è diventato una scelta personale. Ciò che nel 2001 le Scritture «mostravano chiaramente», oggi non lo mostrano più. Vedi la pagina I testimoni di Geova possono donare il proprio sangue?
Non è l'unico caso. Secondo quanto documentato da Raymond Franz, già membro del Corpo Direttivo, nel febbraio 1975 fu vietato agli emofiliaci l'uso del Fattore VIII; nel giugno dello stesso anno il divieto fu revocato, ma il cambiamento non fu pubblicato per tre anni (Crisi di coscienza, pp. 161-162).
Quando a cambiare erano gli altri
Il criterio più severo per giudicare questo cambiamento non viene dai critici, ma dalle pubblicazioni stesse dei Testimoni di Geova. Nel 1970 Svegliatevi! dedicò un articolo all'abolizione del venerdì di magro nella Chiesa cattolica, ricordando che per secoli i fedeli avevano creduto «sinceramente che fosse una legge dell'Onnipotente Dio» e che trasgredirla fosse peccato mortale. Poi, nel 1966, la regola fu abolita. La rivista poneva allora le domande che contano:
«Se siete cattolico, potete capire come una pratica considerata "peccato mortale" dalla Chiesa possa all'improvviso essere approvata? Se era peccato cinque anni fa, perché oggi non lo è? [...] L'incapacità della Chiesa di spiegare mediante le Scritture il suo atteggiamento rende evidente un fatto importante: La Chiesa Cattolica non ha basato i suoi insegnamenti su ciò che dice la Parola di Dio. Piuttosto, ha fondato molte sue credenze e pratiche sulle instabili tradizioni degli uomini.»
Svegliatevi!, 8 ottobre 1970, pp. 8-10
L'articolo osservava anche che l'abolizione non era stata completa, perché restava il divieto del venerdì santo, e commentava: «Ma perché si considera errato mangiar carne il "venerdì santo", mentre è permesso gli altri venerdì dell'anno? Alcune persone riflessive sono state indotte a porsi domande». Il divieto sopravvissuto del sangue intero occupa oggi la stessa posizione. E la conclusione della rivista era che i lettori «si chiedono se una religione che non vi si attiene meriti la loro fiducia e il loro appoggio».
Non si tratta di paragonare il fondamento biblico delle due regole, ma il ragionamento. Se il cambiamento di una dottrina presentata come volontà di Dio dimostra che essa poggiava su tradizioni umane, quel criterio non può valere soltanto per gli altri. Con una differenza, che non gioca a favore del Corpo Direttivo: la domanda che Svegliatevi! giudicava così efficace da stamparla a tutta pagina riguardava una punizione nell'aldilà, che nessuno può verificare. Le conseguenze del divieto sul sangue, invece, si contano in persone con un nome, una data e una cartella clinica. L'accostamento tra i due casi è stato segnalato da un utente del forum di questo sito.
8. Nuova luce o pressione legale?
Secondo l'annuncio, il cambiamento è il frutto della preghiera e di un esame delle Scritture. Ma l'argomento su cui si regge, cioè che la Bibbia non dice nulla sull'uso medico del sangue, non contiene nulla di nuovo: era disponibile da sempre. Nel 1995 Peter Barnes faceva notare che i Testimoni, pur affermando di non essere sotto la legge di Mosè, proprio a quella legge si appellavano per vietare la conservazione del proprio sangue (riportato nello studio di Sergio Pollina). Nel 1945 perfino l'edizione olandese di Consolation scriveva che il divieto di trasfusioni era «un'invenzione degli uomini» (vedi la conclusione). Se i testi biblici sono gli stessi, ciò che è cambiato non è la Bibbia, ma il contesto in cui l'organizzazione si trova.
Non disponiamo di documenti interni che rivelino le motivazioni del Corpo Direttivo, e ciò che segue va inteso come un'ipotesi. La cronologia degli eventi, però, è eloquente.
Nel 1998, come si è visto, la libertà di scelta sul sangue fu promessa in Bulgaria per ottenere il riconoscimento giuridico. Nel 2000, quando fu introdotta la dissociazione, alcuni osservatori collegarono il cambiamento al timore di azioni legali e alla volontà di migliorare l'immagine dell'organizzazione in Europa; lo sostenne tra gli altri un docente dell'Università di Bristol in una lettera al Times del 15 giugno 2000.
Un episodio meno noto riguarda il Giappone. Dopo che il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare ha incluso il rifiuto di cure salvavita per i minori tra le forme di maltrattamento di matrice religiosa, nel 2023 i rappresentanti dei Testimoni di Geova hanno incontrato le autorità. È l'organizzazione stessa a raccontarlo in un comunicato del 10 maggio 2023:
«Durante l'incontro con il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare, i funzionari hanno chiesto la collaborazione dei Testimoni di Geova come organizzazione affinché ricordassero ai loro membri in Giappone che il maltrattamento dei minori non è tollerato, che gli anziani di congregazione non devono istruire né costringere i genitori a rifiutare le trasfusioni di sangue per i loro figli, e che i genitori devono continuare a prendersi cura dei figli a carico nel caso in cui questi vengano espulsi.»
Statement for Media Outlets, Dipartimento Informazioni Pubbliche dei Testimoni di Geova in Giappone, 10 maggio 2023 (documento originale). Traduzione nostra
Il comunicato precisa che i promemoria richiesti sono stati poi trasmessi a tutte le congregazioni giapponesi. Due aspetti meritano attenzione. Il primo è che l'organizzazione ha modificato le proprie comunicazioni interne su richiesta di un'autorità statale, come sarebbe accaduto due anni dopo in Australia. Il secondo è che la richiesta stessa presuppone quello che l'organizzazione ha sempre negato in pubblico: che gli anziani, nella pratica, indirizzassero le decisioni dei genitori sul sangue. La contraddizione emerge all'interno dello stesso documento, che alla seconda pagina assicura che gli anziani «non prendono decisioni mediche» per altri e non esercitano pressioni. Se così fosse sempre stato, il ministero non avrebbe avuto nulla da chiedere.


Più di recente, in Australia, un'inchiesta del coroner del Nuovo Galles del Sud ha esaminato la morte di Heather Winchester, una Testimone deceduta dopo un'isterectomia programmata senza ricevere la trasfusione di cui aveva bisogno. Secondo il coroner, i prospetti dell'inserto del 2006 che la donna aveva mostrato ai medici avevano contribuito a una grave confusione su quali trattamenti fosse disposta ad accettare:
«A mio avviso, i fogli di lavoro erano e rimangono inappropriati per l'uso nel Nuovo Galles del Sud. Avevano una notevole capacità di confondere o trarre in inganno, e quanto accaduto in relazione alla signora Winchester è un esempio dei problemi che possono sorgere quando la chiesa cerca di fornire informazioni mediche ai fedeli del Nuovo Galles del Sud all'interno di documenti pubblicati in America.»
Inchiesta sulla morte di Heather Winchester, conclusioni del coroner pubblicate il 28 febbraio 2025, par. 176 (traduzione)
Secondo quanto riportato dallo studio legale Catherine Henry Lawyers, la chiesa aveva chiesto che l'inchiesta non si svolgesse, sostenendo che le questioni di fede non rientrassero nelle competenze del coroner; la richiesta fu respinta. Il coroner raccomandò che i fedeli non facessero più affidamento sui prospetti del 2006. Nel giugno 2025, quattro mesi dopo, l'inserto fu dichiarato superato in tutto il mondo. Nel marzo 2026 è arrivato il cambiamento sull'autotrasfusione, ripreso dall'agenzia Associated Press; nel settembre 2026 quello sui componenti.
La reazione in Giappone, pochi giorni dopo l'annuncio, conferma lo schema. Il 25 settembre 2026 l'Asahi Shimbun ha raccolto la posizione della filiale giapponese dei Testimoni di Geova, secondo cui il cambiamento sarebbe «un adeguamento basato sulla Bibbia, non un'inversione»: «Il comando fondamentale di "astenersi dal sangue" resta invariato», ha dichiarato un portavoce, presentando la novità come pensata per «rispettare la coscienza e le decisioni individuali». È la stessa minimizzazione esaminata nella sezione 12, questa volta nelle parole dirette dell'organizzazione.
«A sweeping, fundamental change to a core doctrine.»
Un gruppo di avvocati giapponesi che assiste le persone danneggiate dai Testimoni di Geova, citato da The Asahi Shimbun, 25 settembre 2026. Traduzione: «Un cambiamento radicale e profondo di una dottrina centrale»
Lo stesso gruppo di avvocati ha sottolineato che i problemi denunciati non sono risolti: secondo quanto riferito, fedeli e familiari sono morti o hanno riportato disabilità gravi per il rifiuto di trasfusioni, mentre ex membri sono stati allontanati da parenti credenti per aver scelto di accettarle. Una loro indagine del 2023, condotta su persone cresciute come Testimoni di seconda generazione, aveva raccolto 581 risposte: oltre l'80% degli intervistati ha dichiarato di aver portato con sé, in un momento della propria vita, un tesserino di rifiuto delle trasfusioni o un documento che attestava la volontà dei genitori di non farle ricevere ai figli. Il 21 settembre 2026 un collettivo di ex Testimoni di seconda generazione, il «JW child abuse damage archive», ha chiesto all'organizzazione una revisione approfondita del passato e l'assunzione di responsabilità verso le vittime, rilevando che «non è stata presentata alcuna scusa ufficiale né un bilancio completo per i bambini e i giovani danneggiati perché non hanno potuto ricevere cure mediche adeguate a causa delle restrizioni sulle trasfusioni di componenti». Secondo le linee guida governative diffuse alla fine del 2022, impedire a un minore di ricevere una trasfusione o un'altra cura ritenuta necessaria da un medico costituisce, in Giappone, negligenza o abuso psicologico.
Una coincidenza temporale non prova un rapporto di causa. Ma nessuna delle tappe elencate è stata accompagnata da un nuovo argomento biblico, mentre molte sono state precedute da vicende giudiziarie o da critiche pubbliche. Ai fedeli, naturalmente, il cambiamento viene presentato come un «chiarimento» maturato nella preghiera.
9. Il prezzo pagato
Che Testimoni di Geova siano morti rifiutando il sangue lo ammette la stessa organizzazione. Il libro I Testimoni di Geova, proclamatori del Regno di Dio (1993, cap. 13, p. 185), parlando dei Testimoni che rifiutano le trasfusioni, afferma che alcuni di loro sono morti per emorragia, con un inciso: «e questo a volte è accaduto».
Il 22 maggio 1994 la rivista Awake! (Svegliatevi!) dedicò la copertina ai «Giovani che hanno messo Dio al primo posto»: ragazzi che avevano rifiutato le trasfusioni, alcuni dei quali morirono, presentati come esempi di fede.

Quanti siano i decessi complessivi non è noto, perché nessuno li ha mai contati in modo sistematico e l'organizzazione non ha mai pubblicato dati. Le stime basate su studi clinici, con tutti i limiti delle estrapolazioni, parlano di decine di migliaia di morti dal 1961 a oggi. Le fonti, i calcoli e i loro limiti sono esaminati nella pagina Il costo in vite umane della dottrina sul sangue dei Testimoni di Geova.
Il punto che l'annuncio di settembre rende inevitabile è un altro. Finora si poteva dire che chi era morto rifiutando frazioni poi consentite era morto per una regola poi abbandonata. Ma la quasi totalità delle persone che sono morte o hanno rischiato la vita per non ricevere sangue ha rifiutato proprio globuli rossi, plasma o piastrine: esattamente ciò che oggi è una «decisione personale». Con il cambiamento del 2026 quella frase si estende, di fatto, alla maggior parte delle vittime della dottrina.
La figlia di Heather Winchester ha raccontato all'emittente australiana ABC perché la madre rifiutò il sangue:
«Era piuttosto testarda, ma sentiva che questo era ciò che la chiesa le stava dicendo di fare e voleva fare ciò che la chiesa voleva che facesse. Sentiva che se avesse fatto la cosa giusta avrebbe potuto rivedere suo figlio, mio fratello minore, che aveva 10 anni quando morì di leucemia.»
Dichiarazione della figlia di Heather Winchester all'emittente ABC (traduzione)
«Ciò che la chiesa le stava dicendo di fare». Oggi la stessa chiesa dice che quella scelta spettava a lei, e che nessuno doveva interferire. Nell'annuncio non c'è una parola per le persone come lei: né un riconoscimento, né una spiegazione, né delle scuse.
10. «Lo schiavo non è ispirato»: come reagiscono i Testimoni
Poche ore dopo la pubblicazione dell'annuncio, un Testimone battezzato da quarant'anni ha commentato così nel gruppo Facebook «Testimoni di Geova - Analisi critica di un culto»:
«Io sono 40 anni che sono Testimone di Geova, e tutti questi problemi che avete non li ho. [...] Perché lo schiavo [...] in modo molto onesto ha sempre ribadito che non "è ispirato", quindi non capisco tutto questo scandalismo. [...] Nei primi anni i Testimoni di Geova celebravano il Natale, usavano la croce e fumavano. E quindi? Il popolo di Geova ha un continuo raffinamento spirituale.»
Commento di un Testimone di Geova nel gruppo Facebook, settembre 2026
Sono reazioni comprensibili, e rappresentative di come molti Testimoni accoglieranno il cambiamento. Ma gli argomenti non reggono al confronto con i documenti.
Il primo argomento è che lo «schiavo fedele e saggio» non è ispirato, e che dunque è normale che cambi idea. Sul sangue, però, l'organizzazione non ha mai parlato di un'opinione fallibile. Ha scritto che il decreto di Atti 15 «fu preso da Dio», che i Testimoni «capirono» che la trasfusione «era in contrasto con la Parola di Dio», che il comando era «moralmente importante quanto astenersi dall'immoralità sessuale o dall'idolatria», che i componenti erano «inaccettabili per i cristiani». E chi non si adeguava perdeva la propria comunità e, spesso, la propria famiglia. Un'autorità che si riconosce fallibile non impone con queste conseguenze scelte che riguardano la vita e la morte. Se lo fa, la responsabilità per gli errori è sua.
Il secondo argomento è il paragone con il Natale, la croce e il fumo. Ma nessuno è morto per aver festeggiato il Natale. Il cambiamento sul sangue non riguarda un'usanza: riguarda persone che non ci sono più.
Un altro argomento ricorrente è che la posizione dei Testimoni avrebbe favorito i progressi della medicina senza sangue. Quei progressi sono reali e vanno a beneficio di tutti, ma non restituiscono la vita a chi è morto nel frattempo per aver rifiutato ciò che oggi è permesso. E non spiegano perché ciò che era «inaccettabile per i cristiani» nel 2006 sia accettabile nel 2026.
Un argomento ancora più diffuso è quello di Proverbi 4:18: «il sentiero dei giusti è come la fulgida luce del mattino, che risplende sempre più finché non sia pieno giorno». Ma quel versetto descrive una luce che cresce, non una luce che va avanti e indietro. Sul sangue la storia è fatta di inversioni: le trasfusioni considerate accettabili nel 1940 e vietate dal 1945, i trapianti d'organo vietati nel 1967 e permessi nel 1980, l'albumina vietata nel 1957 e poi permessa, l'emoglobina vietata nel 1992 e permessa nel 2000, il Fattore VIII vietato e riammesso nello stesso 1975.
Più significativa è l'ammissione di un Testimone, moderatore di un forum frequentato da altri Testimoni, scritta due giorni dopo l'annuncio:
«L'aspetto più importante di questo aggiornamento è il fatto che siamo stati messi davanti alla nostra coscienza, a cui dobbiamo dare ascolto. Non più "Il CD dice..." ma, dopo aver studiato ogni cosa attentamente, "ho deciso che...". [...] Davanti a Dio non abbiamo più scuse per appoggiarci, su questioni come questa, su qualunque fratello, incluso il CD.»
Commento in un forum frequentato da Testimoni di Geova, 20 settembre 2026
«Non più "il CD dice"»: dunque fino a ieri era il Corpo Direttivo a dire. È l'ammissione, dall'interno, che la «scelta personale» è una novità, e non una realtà di sempre, come sostengono altri Testimoni. E se fino a ieri ci si poteva «appoggiare» al Corpo Direttivo, la responsabilità di quelle decisioni, e delle loro conseguenze, era sua.
Nello stesso forum è intervenuta una persona che non è Testimone, ma che ha buona parte della famiglia nell'organizzazione e dichiara di condividerne molte posizioni. Il suo racconto, che riportiamo come testimonianza non verificabile, mostra che le conseguenze non colpivano soltanto chi accettava i componenti, ma anche chi si limitava a pensare che la Bibbia non li vietasse:
«Ho sempre sostenuto che la Bibbia nulla dice sui componenti principali del sangue [...]. Quando ho affrontato queste tematiche non ho mai ricevuto risposte che spiegavano perché il corpo direttivo dicesse invece il contrario. Nessun versetto della Bibbia ma solo riferimenti alle pubblicazioni WTS. Ho studiato con voi, e a causa di questa mia opinione mi è stata negata la possibilità di far parte della congregazione. Non potevo diventare un proclamatore né battezzarmi se avessi continuato a pensarla in questo modo. Conosco alcuni che sono stati disassociati per aver detto chiaramente che avevano la mia stessa opinione. [...] Perché una persona come me che non è uno studioso della Bibbia aveva capito ciò e il corpo direttivo che dovrebbe essere il canale di Dio non lo capisce se non solo dopo tantissimi anni [...]? E che dire di quelle persone che hanno perso la vita per aver rifiutato il plasma o le emazie perché una regola non biblica lo vietava?»
Commento in un forum frequentato da Testimoni di Geova, 19 settembre 2026
Oggi l'opinione per cui questa persona non poteva essere battezzata è diventata la posizione ufficiale del Corpo Direttivo. Nessuno le ha chiesto scusa, né ha spiegato che cosa rendesse sbagliato ieri ciò che è giusto oggi.
Molti Testimoni, comunque, accoglieranno il cambiamento senza vedervi alcuna contraddizione, come un passo avanti in una direzione che alcuni ritengono perfino incompleta. È il meccanismo esaminato nella pagina Quando i fatti non bastano: quando l'adesione a un gruppo è fondata sull'identità e sui legami affettivi, anche i fatti più evidenti vengono assorbiti senza mettere in discussione chi li ha prodotti.
11. Un avviso pratico per chi ha firmato le direttive anticipate
L'annuncio informa che verrà reso disponibile un modulo aggiornato per le disposizioni anticipate di trattamento. Nel frattempo, però, moltissimi Testimoni hanno firmato documenti che vietano espressamente, «in NESSUN caso», globuli rossi, globuli bianchi, piastrine e plasma, e che negano a chiunque, compreso l'amministratore di sostegno, l'autorità di modificare quelle disposizioni. In caso di incoscienza, i medici sono tenuti a rispettarle.
Lo riconosce, di fatto, la stessa organizzazione. L'annuncio inviato alle congregazioni il 18 settembre 2026 afferma:
«Finché non sarà disponibile un modulo aggiornato, i proclamatori che lo desiderano possono documentare le proprie decisioni personali usando moduli, documenti o procedure legalmente riconosciuti e accettati localmente. Possono anche chiedere a ospedali e operatori sanitari di mettere per iscritto le loro volontà prima del trattamento.»
Announcement, 18 settembre 2026 (9/18/26-E), punto 7. Traduzione nostra
Lo sottolinea anche la stampa internazionale:
«Gli ospedali dovrebbero evitare di considerare l'appartenenza alla categoria "Testimone di Geova" come sinonimo di rifiuto automatico di qualsiasi emocomponente. [...] Anche le direttive anticipate esistenti potrebbero richiedere una revisione. Un modulo compilato secondo la precedente normativa potrebbe registrare dei rifiuti che non rispecchiano più la volontà del paziente.»
The European Times, 19 settembre 2026
Chi oggi, alla luce del cambiamento, fosse disposto ad accettare anche uno solo di quei componenti, dovrebbe revocare o aggiornare subito le proprie direttive, senza aspettare il nuovo modulo, e togliere dal portafoglio il vecchio tesserino. Per sapere come farlo in modo giuridicamente valido conviene rivolgersi al proprio medico o a un legale. Un documento firmato anni fa, che non corrisponde più alla propria volontà, può costare la vita.
12. «Non è cambiato niente»: l'illusione statistica dei componenti
Nei giorni successivi all'annuncio, la reazione più diffusa tra i Testimoni intervistati non è stata la contestazione, ma la minimizzazione: «Non è cambiato niente, continuiamo a rifiutare le trasfusioni di sangue, accettiamo solo le singole frazioni». È un'affermazione tecnicamente corretta, che però nasconde la sostanza del cambiamento dietro una distinzione terminologica.
Come mostrato nella sezione 6, il sangue intero, cioè la trasfusione non separata nei suoi componenti, rappresenta una quota minima delle unità trasfuse nei paesi UE e SEE: lo 0,04% nel 2018 e circa lo 0,02% nel 2021 (dati della Commissione europea). Si usa quasi esclusivamente in contesti particolari, come la medicina militare o il soccorso preospedaliero, dove non c'è il tempo di separare le componenti. Nel restante 99,96% dei casi (il 99,98% nel 2021), negli ospedali si trasfondono i componenti separati: nei rapporti europei sono globuli rossi, plasma e piastrine.
Rendere «decisione personale» l'accettazione di questi quattro componenti significa, in pratica, rendere accettabile la trasfusione che un Testimone comune riceverà in ospedale. Il sangue intero, quello ancora vietato, non è ciò che si trasfonde normalmente: è riservato a casi estremi come emorragie massive o contesti militari, in cui non c'è il tempo di separare i componenti. Il Testimone che si sottopone a un intervento programmato, o che arriva in pronto soccorso in un caso comune, riceverà esattamente ciò che per ottant'anni è stato considerato violazione della legge di Dio: globuli rossi, plasma, piastrine. Continuare a vietare il sangue intero mentre si autorizza tutto il resto non è un'eccezione marginale al vecchio divieto: è lo smantellamento del divieto stesso, con l'unica parte residuale lasciata intatta proprio perché non capita quasi mai.
È difficile non vedere in questa formulazione una scelta comunicativa precisa. Mantenendo formalmente il divieto su una pratica marginale, il Corpo Direttivo può presentare il cambiamento come un «chiarimento» che lascia intatta la dottrina, mentre nella sostanza ha reso lecito ciò che un Testimone incontrerà davvero in ospedale. Chi ripete «non è cambiato niente» non ha necessariamente capito male: ha capito esattamente quello che la formulazione sembra pensata per fargli capire.
La distinzione tra sangue intero lecito e illecito, inoltre, non regge nemmeno sul piano logico. Come ricordato nella sezione 5, dal marzo 2026 l'Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 2 ha reso «decisione personale» anche l'uso del proprio sangue, incluso il predeposito: un Testimone può farsi prelevare il proprio sangue intero, conservarlo, e farselo ritrasfondere in caso di intervento o incidente. Il sangue intero da donatore resta vietato, il proprio sangue intero è ormai permesso. Se il divieto poggiasse davvero su un principio biblico assoluto sulla natura del sangue, come sostenuto per decenni, la distinzione tra il sangue intero di un'altra persona e il proprio sangue intero non avrebbe motivo di esistere: i passi di Levitico e Deuteronomio citati per ottant'anni parlano di sangue, non di sangue altrui. Che la linea passi proprio lì suggerisce, ancora una volta, un criterio organizzativo più che scritturale.
Il punto ha anche un risvolto identitario. Per decenni il rifiuto del sangue è stato presentato non come una regola tra le altre, ma come un segno distintivo dei Testimoni di Geova: la prova visibile di essere l'unica religione disposta a ubbidire a Dio anche a costo della vita (vedi la sezione 9). Ammettere che quel divieto era negoziabile per oltre il 99,9% dei casi non significa soltanto «cambiare idea» su una regola: significa ammettere di aver sbagliato per decenni su qualcosa che definiva l'identità stessa del gruppo, verso i propri fedeli, verso i medici e verso l'opinione pubblica. È una conclusione difficile da accettare, ed è comprensibile che porti a minimizzare la portata del cambiamento piuttosto che a confrontarsi con essa: è il meccanismo della dissonanza cognitiva, già richiamato nella pagina Quando i fatti non bastano.
13. Conclusione
Nel settembre 1945, mentre a Brooklyn prendeva forma il divieto delle trasfusioni, l'edizione olandese di Consolation scriveva:
«Quando perdiamo la vita perché rifiutiamo di farci fare iniezioni, ciò non serve come testimonianza a giustificazione del nome di Geova. Dio non ha mai emanato disposizioni che vietino l'uso di medicinali, iniezioni di sangue o trasfusioni di sangue. È un'invenzione degli uomini, che come i Farisei lasciano fuori considerazione la misericordia e l'amore di Geova.»
Consolation (edizione olandese Vertroosting), settembre 1945, p. 29
Ottantun anni dopo, il Corpo Direttivo riconosce che la Bibbia «non dice nulla» sull'uso del proprio sangue in medicina, e che vietare i componenti significherebbe «andare oltre ciò che è scritto». Nel frattempo, generazioni di Testimoni hanno rifiutato cure salvavita credendo di obbedire a Dio, e molti sono morti.
La dottrina sul sangue non si è rivelata un'interpretazione biblica stabile, ma una serie di decisioni umane, modificate a più riprese, spesso sotto la pressione di eventi esterni, e ogni volta presentate come nuova comprensione della volontà divina. I cambiamenti possono essere accolti con sollievo, perché salveranno delle vite. Ma sollevano una domanda che nessun «chiarimento» può eludere: se oggi è una scelta personale, con quale autorità ieri era la legge di Dio?
Una pagina di questo sito proponeva un paragone: sarebbe assurdo che un uomo, costretto a scegliere, sacrificasse la propria moglie pur di salvare l'anello nuziale che simboleggia il loro matrimonio. Per decenni ai Testimoni è stato chiesto di anteporre il simbolo della vita alla vita stessa. Oggi l'organizzazione ammette, di fatto, che quell'anello non valeva una vita. Resta da ricordare quante vite sono state sacrificate per esso.
«Comprendete cosa significa: "Voglio misericordia, e non sacrificio".»
Matteo 12:7
14. Fonti
Fonti ufficiali dei Testimoni di Geova
- Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 6 (2026), video su jw.org, dal minuto 3:50.
- How Do Jehovah's Witnesses Show Respect for Life?, «Questions From Readers», jw.org, settembre 2026 (destinato a un futuro numero de La Torre di Guardia).
- Products Derived From Whole Blood, scheda mrt-E 149, 9/26, jw.org.
- Announcement, 18 settembre 2026, annuncio alle congregazioni, 9/18/26-E.
- Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 2 (2026), video su jw.org.
- Announcements and Reminders, giugno 2025, S-147-25.06-E, punto 1.
- Direttive anticipate relative alle cure mediche, modulo dpa-I 1/07, e relative istruzioni dpai-I 1/07.
- Dichiarazione di volontà relativa alle cure mediche ed esonero da responsabilità (tesserino «Niente sangue»).
- Il Ministero del Regno, novembre 2006, inserto, pp. 3-6.
- Lettera della Christian Congregation of Jehovah's Witnesses, Patterson, ECC:ECZ, 30 luglio 2001.
- La Torre di Guardia, 15 ottobre 2000, pp. 30-31; 15 giugno 2000, pp. 29-30; 15 aprile 1999, pp. 28-30; 1° settembre 1996, pp. 12-13; 15 ottobre 1992, p. 31; 1° giugno 1990, p. 31; 15 ottobre 1984, p. 31; 1° marzo 1989, p. 30; 1° febbraio 1973, p. 86; 15 luglio 1961, pp. 446-448; 1° luglio 1945.
- Awake!, 22 maggio 1994; Svegliatevi!, 8 ottobre 1970, pp. 8-10; 8 aprile 1957, p. 24.
- I Testimoni di Geova, proclamatori del Regno di Dio, 1993, cap. 13, p. 185.
- Consolation, 25 dicembre 1940, p. 19; edizione olandese Vertroosting, settembre 1945, p. 29.
Altre fonti
- Lettere al Direttore, The Times, 14-21 giugno 2000.
- Statement for Media Outlets, Public Information Department, Jehovah's Witnesses Japan, 10 maggio 2023.
- Inchiesta del coroner del Nuovo Galles del Sud sulla morte di Heather Winchester, conclusioni pubblicate il 28 febbraio 2025.
- Catherine Henry Lawyers, articolo sull'inchiesta Winchester; ABC News (Australia), intervista alla figlia di Heather Winchester.
- Ansa, «I Testimoni di Geova aprono alle trasfusioni di sangue», 22 settembre 2026, con le dichiarazioni del portavoce internazionale Paul Gillies.
- Commissione europea, DG Salute e sicurezza alimentare, Summary of the 2019 annual reporting of serious adverse reactions and events for blood and blood components (data collected from 01/01/2018 to 31/12/2018), Ref. Ares(2020)7537146, 11 dicembre 2020, tabella 2.
- Commissione europea, DG Salute e sicurezza alimentare, Summary of the 2022 annual reporting of serious adverse reactions and events for blood and blood components (data collected from 01/01/2021 to 31/12/2021), sezione 4.2.3, Figura 3 e Tabella 3.
- The European Times, «I Testimoni di Geova fanno della composizione del sangue una questione di coscienza», 19 settembre 2026.
- Amane Shimazaki, «Eased blood ban at Jehovah's Witnesses called insufficient», The Asahi Shimbun, 25 settembre 2026.
- Raymond Franz, Crisi di coscienza, pp. 161-162.
- Sergio Pollina, Le trasfusioni di sangue. Storia ed esame delle obiezioni religiose, bibliche e mediche, con la nota di Peter Barnes (gennaio 1995).
- Commenti tratti dal gruppo Facebook «Testimoni di Geova - Analisi critica di un culto» e da un forum frequentato da Testimoni di Geova, settembre 2026 (autori non indicati per rispetto della privacy).
Pagine collegate
- Le trasfusioni di sangue: storia ed esame delle obiezioni (Sergio Pollina), prima parte, seconda parte, terza parte
- I Testimoni di Geova ed il sangue
- Trasfusioni e disassociazione
- L'inserto del Ministero del Regno del 2006
- Nuova documentazione sul rifiuto delle trasfusioni
- I testimoni di Geova possono donare il proprio sangue?
- L'autotrasfusione diventa «scelta personale»: il cambiamento del 2026
- Il costo in vite umane della dottrina sul sangue
- Quando i fatti non bastano