La traduzione del Nuovo Mondo
SEZIONE 4 — TNM E PROFEZIE

Questa sezione affronta due pilastri della dottrina geovista: la Traduzione del Nuovo Mondo, la versione biblica prodotta dall'organizzazione, e il sistema profetico su cui i TdG fondano la propria visione del mondo e della storia.
La Traduzione del Nuovo Mondo — Origini e metodo
La TNM fu pubblicata a partire dal 1950 da un comitato di traduzione di cui l'organizzazione non ha mai rivelato i nomi, adducendo ragioni di umiltà. Questa sezione ne ricostruisce la storia, esamina le competenze linguistiche dichiarate o presunte dei traduttori e analizza le scelte metodologiche che la distinguono dalle altre traduzioni bibliche, inclusa la revisione del 2017.
La TNM e le alterazioni dottrinali
Numerosi passi della TNM presentano rese che si discostano dai testi originali in modo da sostenere le dottrine specifiche dell'organizzazione: l'inserimento del nome "Geova" nel Nuovo Testamento, la cristologia subordinazionista, la dottrina dello stato dei morti. Questa sezione analizza i casi più rilevanti con confronti diretti con i testi greci ed ebraici e con altre traduzioni.
Il "ripristino" del nome di Dio | Studio comparato con la TNM | Quando un "singolare" diventa "plurale"
Passi chiave: Giovanni, Luca, Filippesi
Alcuni versetti sono centrali nel confronto dottrinale tra TdG e cristianesimo tradizionale. Questa sezione li esamina uno per uno: Giovanni 1:1 e la natura di Cristo, Luca 23:43 e la virgola che cambia il significato, Filippesi 2:6 e la cristologia, Giovanni 8:58 e il nome divino.
Le critiche degli studiosi
Bruce Metzger, J. R. Mantey e William Barclay sono tra gli studiosi che hanno criticato la TNM, alcuni protestando formalmente per l'uso decontestualizzato delle proprie opere nelle pubblicazioni Watch Tower. Questa sezione raccoglie le loro osservazioni e lo studio di Sergio Pollina in 82 pagine.
Le profezie: il sistema e i fallimenti
La dottrina profetica dei TdG ruota attorno al 1914 come anno dell'inizio invisibile del regno di Cristo, ricavato da una datazione della caduta di Gerusalemme al 607 a.C. che nessuna fonte storica o astronomica conferma. A questo si aggiungono le previsioni esplicite per il 1975 e la reinterpretazione continua dei "segni della fine": terremoti, guerre, pestilenze, carestie.
Le "profezie" dei Testimoni di Geova | Revisionismo storico sul 1975 | A che ora è la fine del mondo?
I "segni della fine" tra dati e interpretazioni
Terremoti, guerre e carestie vengono presentati come prove dell'imminenza di Armageddon. Questa sezione confronta le affermazioni dei TdG con i dati storici e scientifici reali, esaminando anche le citazioni alterate usate a supporto.
"Questa generazione non passerà"
Matteo 24:34 è uno dei passi più reinterpretati nella storia dei TdG. Dal riferimento alla generazione del 1914 alle successive revisioni, l'organizzazione ha cambiato posizione più volte senza mai ammettere l'errore delle versioni precedenti. Questa sezione ne ripercorre l'intera evoluzione.
La "parousia": venuta o presenza?
La TNM traduce il termine greco parousia con "presenza" invece di "venuta", a sostegno della dottrina di un ritorno invisibile di Cristo nel 1914. Questa sezione analizza le basi linguistiche di questa scelta e il confronto con l'uso del termine nella letteratura greca antica.
Il libro di Daniele
Il libro di Daniele è uno dei pilastri dell'escatologia geovista. Questa sezione ne esamina il contesto storico, le visioni profetiche e le interpretazioni proposte dai TdG in tre parti, confrontandole con l'esegesi storico-critica.