Vai ai contenuti
I Testimoni di Geova -
      analisi critica di un culto
I Testimoni di Geova -
      analisi critica di un culto
I Testimoni di Geova -
      analisi critica di un culto
I Testimoni di Geova -
analisi critica di un culto

La storia
Salta menù

In ricordo di Sergio Pollina – L'attivismo e l'opera saggistica

Di Carlo Pimo


Questa pagina è la seconda parte del ricordo del dott. Sergio Pollina (1945-2025), ex anziano dei Testimoni di Geova e protagonista della storica defezione di massa del 1988 a Siracusa. La prima parte ricostruisce la sua storia all'interno dell'organizzazione, la crisi di coscienza, il clima inquisitorio instaurato dalla Betel di Roma e la dissociazione di oltre quaranta fedeli. Questa seconda parte è dedicata all'attività di saggista, conferenziere e attivista che Pollina portò avanti per oltre trent'anni fino alla sua morte, con le testimonianze di Achille Aveta e Stefano Martella.

Ma la vera attività di Sergio Pollina, che lo rese famoso fra gli ex Testimoni di tutta Italia, iniziò allora. Lo riporta Achille Aveta, suo fraterno amico e, per molti decenni, "combattente" in prima linea per la medesima battaglia di verità contro gli abusi settari:

Agli inizi del 1988 ricevetti una lettera da una persona a me fino ad allora sconosciuta, il dott. Sergio Pollina di Siracusa; perché mi scriveva? Per usare le sue parole, «già da tempo meditavo di scriverti, ma la spinta decisiva l'ho ricevuta dopo aver letto il tuo libro Testimoni di Geova: essere o non essere? Molti dei pensieri che tu esprimi in esso sono esattamente quelli che io nutro da molto tempo, e molte delle informazioni in esso contenute sono esattamente quelle che ho raccolto nel corso del tempo».

Anche a nome di altri ex anziani Testimoni di Geova, Sergio mi scriveva che «nessuno di noi vuole intraprendere una crociata contro nessuno, ma credo sia giusto che, nei limiti del possibile, si faccia di tutto per dare a chi lo desidera una base solida cui aggrapparsi per uscire fuori dalle sabbie mobili dell'asservimento alla Torre di Guardia».

Cosa sia accaduto nel 1988 a Siracusa negli ambienti geovisti fa parte ormai della storia del dissenso italiano nei confronti del movimento geovista; per usare le parole di Sergio, involontario attore di quegli eventi insieme agli altri tre "anziani" di congregazione: «tutti e quattro cominciammo a parlare in modo diverso dal podio, cominciammo a trasmettere ai fratelli la nostra esigenza di un approccio meno legalistico a Dio, e la necessità di amarsi di più e sinceramente. Cominciammo ad incoraggiarli ad avere più fiducia in Dio e nella funzione mediatrice di Cristo, piuttosto che in quella della Torre di Guardia e del suo "canale di comunicazione", il cosiddetto "schiavo fedele e discreto", che per i Testimoni di Geova ha ormai del tutto soppiantato Dio e Cristo senza che essi se ne siano accorti».

Questa presa di coscienza portò all'immediata dissociazione di quegli anziani e di alcune decine di Testimoni di Geova in una sola congregazione.

Da quella prima lettera i miei contatti con Sergio si intensificarono: telefonate, incontri di persona senza trascurare di includere le nostre rispettive famiglie, coinvolgimento in incontri pubblici in varie parti d'Italia; poi vennero le collaborazioni editoriali, i contatti con famiglie in crisi per l'adesione di un coniuge al geovismo etc. Sergio era un vulcano di iniziative: di qualunque progetto si parlasse, non metteva mai in dubbio la fattibilità, ma discuteva il percorso da seguire per raggiungere l'obiettivo.[21]

Pollina, una volta fuoriuscito dal culto dei Testimoni, iniziò, da solo e con l'amico Aveta, una prolifica attività di saggista, conferenziere e traduttore che portò avanti, anche a scapito dei suoi personali interessi, fino alla sua morte, una forma di attivismo dove tutta la sua verve e la sua enciclopedica conoscenza verranno alla ribalta.

Ad esempio Pollina fu intervistato, assieme agli altri ex anziani della congregazione di Siracusa Zecchino, per una trasmissione della Tv svizzera italiana del Canton Ticino andata in onda il 12 dicembre 1990, dove raccontò la straziante esperienza di quella congregazione e gli effetti dell'ostracismo, un video spesso condiviso sui social network dalla community degli ex Testimoni italiani:
La trasmissione elvetica, per par condicio, nella seconda parte dava pure voce a due rappresentanti della filiale italiana, Stefano Papazian e Paolo Piccioli, che, pur cercando di apparire "illuminati" e aperti di mente, mostravano le contraddizioni del culto. Fra le varie domande poste, il giornalista chiese a questi due Testimoni importanti come mai la Società avesse per un certo tempo proibito i trapianti, disassociando coloro che li avessero accettati, tema trattato nella testimonianza di Pollina.

Giornalista: "Nel caso dei Testimoni di Geova c'è il Corpo Direttivo che praticamente è la voce di Dio in terra. Con quello che voi avete chiamato 'i bordeggiamenti' - e cioè delle verità che cambiano secondo i momenti e che hanno condizionato nel momento in cui erano seguite fino alla morte talora -, i trapianti erano vietati e si poteva morire. Dall'oggi all'indomani sono stati ammessi e quindi ora era lecito di non più morire per incidenti di quel genere, per mancanza di un trapianto. Da dove vi viene questa 'investitura sacra' di essere padroni dei destini degli esseri umani?"

Papazian: "Nel momento in cui io, di mia spontanea volontà, dopo aver valutato i pro e i contro, do fiducia a una persona, a una organizzazione, a una religione, perché mi rendo conto che deve esserci un'autorità in campo dottrinale, onde evitare l'anarchia, mi assumo personalmente e coscientemente le conseguenze della mia scelta. Non è una scelta che mi viene imposta."

Giornalista: "In quel periodo avreste disassociato qualcuno che faceva il trapianto mentre era vietato e questo è drammatico per la persona. Voi che sbagliate e disassociate persone che si fidano totalmente di voi, come se foste Dio..."

Papazian: "Ma perché si fidano?"

Giornalista: "Perché credono che voi siete la Parola di Dio."

Papazian: "Ma in base a cosa credono questo?"

Giornalista: "In base al vostro insegnamento."

Papazian: "Si vede che il nostro insegnamento è parso loro plausibile se lo hanno liberamente accettato."

[Interviene Paolo Piccioli] "Per completare, vorrei dire questo circa la questione specifica dei trapianti a cui lei ha dato risalto. Sicuramente io non conosco e in Italia non c'è nessuna persona che sia stata disassociata perché ha accettato un trapianto."

Giornalista: "Domani potreste anche riammettere certe forme di trasfusione di sangue."

Piccioli: [scuotendo la testa] "Lei con le ipotesi... lei con i se... lei con i se... io le ho dato..."

Giornalista: "Visto che è successo con i trapianti."

Piccioli: "Ma no, perché, vede..."

Giornalista: "Perché no, visto che non siete Dio? Avete sbagliato e potreste ancora sbagliare, no?"

Piccioli: "Certo che possiamo sbagliare, ma io le ho già dato la risposta che le questioni sulle quali ci sono stati dei cambiamenti sono state relative nel tempo, per cui fondamentalmente la linea..."[22]

Giornalista: "Ma se costa una vita umana, è assoluta per quella vita."

Piccioli: "E certo, guardi, diventare testimone di Geova a volte potrebbe comportare, al tempo del nazismo, la vita umana."

Giornalista: "Per colpa dei nazisti, non per colpa di una dottrina di Dio."

Piccioli: "Certo, certo..."

Papazian: "La stessa cosa vale per una dottrina politica. Ci sono degli Stati che ora sono alleati di altri Stati che ieri dichiaravano nemici. I loro cittadini ieri sono morti per combattere quello 'stato satanico', come era definito, e oggi sono alleati e fanno le manovre congiunte con i soldati di quello Stato. E quelle centinaia di migliaia e milioni di persone che sono morte quando andava di moda quell'altra ideologia? Ognuno è libero di fare le sue scelte…"
Ma l'attivismo non è mai scevro da problemi: la Watchtower ha instillato nei fedeli l'odio verso il cosiddetto "apostata", un odio che può portare pure alla calunnia, alla diffamazione. Spesso nelle congregazioni geoviste viene fatto intendere, e la letteratura della Società spesso lo dice esplicitamente, che visto che una grossa percentuale di Testimoni viene disassociata per "immoralità sessuale", chi è fuoriuscito è spesso una persona di dubbia moralità, non esistendo, per come i Testimoni vengono addestrati dall'organizzazione, veri travagli di coscienza, ma essendo tutte scuse per poter praticare liberamente il "peccato":

«Pertanto è stato riferito che l'anno scorso quasi l'1 per cento dei testimoni di Geova degli Stati Uniti furono disassociati, in maggioranza per immoralità sessuale… In realtà, la condotta dissoluta fece espellere dall'organizzazione di Geova coloro che fecero crescere dentro di sé il desiderio di ciò che è proibito»;[23] «Visto che ogni anno sono migliaia quelli che vengono disassociati dalla congregazione per immoralità sessuale…»;[24] «Ogni anno vengono disassociate quasi 40.000 persone, per lo più a causa di immoralità»[25]; «Per quanto possa essere sconcertante, perfino alcuni che erano preminenti nell'organizzazione di Geova hanno ceduto a pratiche immorali, fra cui omosessualità, scambio delle mogli e molestie sessuali a bambini. Va anche notato che, nello scorso anno, 36.638 persone hanno dovuto essere disassociate dalla congregazione cristiana, la maggior parte per pratiche immorali».[26]

Queste ultime dichiarazioni, che deflagreranno in tempi recenti con la nota questione degli insabbiamenti dei casi di abusi sui minori che coinvolgerà la Watchtower, probabilmente spinse nel 1992 un giovane Testimone della congregazione di Corato (BA), tale Filippo Caputo, durante una conversazione con don Luigi De Palma, all'epoca sacerdote della Parrocchia "Sacra Famiglia", e alcuni giovani della comunità parrocchiale, a pronunciare delle accuse gravissime e infamanti nei confronti di Sergio Pollina, che pochi giorni prima aveva tenuto una conferenza presso il locale municipio. Come risulta dagli atti allegati al procedimento giudiziario che fu successivamente instaurato, Caputo asserì che il Signor Pollina era stato a suo tempo espulso dalla congregazione perché «immorale per atti di libidine nei confronti di minori». Un'infamante accusa nata, probabilmente, dal fatto di sapere che Pollina era un "apostata", cioè una persona che, secondo l'insegnamento ufficiale della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, era stata cacciata via (ma Pollina era dissociato) per aver indubbiamente commesso qualche bassezza morale, come «lo scambio di mogli» o le «molestie sessuali a bambini», come accusava La Torre di Guardia del 1° gennaio 1986, riferendosi all'apostasia dei suoi membri preminenti, e Pollina era uno dei personaggi più in vista dell'organizzazione, ai tempi.

Ciò spinse Pollina, una volta appresa l'oggetto del grave attacco, a intraprendere un'azione legale per ripristinare immediatamente la verità e sollevare dal suo nome l'onta con la quale Caputo aveva cercato di oscurare la sua buona reputazione. La magistratura pugliese si dimostrò alquanto magnanima col giovane Testimone convinto che infamare pubblicamente un "apostata", azione che non avrebbe avuto conseguenze legali fra le quattro mura domestiche o in congregazione, comporta serie conseguenze, e infatti, con "Decreto di citazione a giudizio" del 4 febbraio 1992, la Procura della Repubblica di Trani imputava l'accusatore, «Caputo Filippo, nato a Corato il 27/01/1970» del «reato di cui all'articolo 595 II° comma CP. Per aver offeso l'onore ed il decoro del dr. Sergio Pollina comunicando con più persone, definendolo 'uomo immorale' ed autore di "atti di libidine nei confronti di minori"».

Dopo un primo rinvio, chiesto dal Caputo al fine di provvedersi di un legale di chiara fama per difendersi dal grave reato ascrittogli, la Pretura di Corato fissò per il 3 maggio 1993 la trattazione in pubblica udienza del processo iscritto a ruolo con il numero 7205/92, e lì l'imputato avrebbe dovuto dimostrare la validità delle sue gravissime accuse oppure subire le conseguenze della grave calunnia (che non porta, come in una congregazione geovista, alla segnatura o alla disassociazione, ma è un reato penale). Caputo, consigliato dal suo avvocato, fece pervenire a Pollina richiesta di remissione della querela in cambio di una completa ed esauriente confessione scritta della totale falsità delle sue accuse, e della totale infondatezza della calunnia. A questo punto Pollina – e senza volerlo mitizzare capiamo che il suo attivismo era rivolto solo ed esclusivamente contro la Watch Tower Bible and Tract Society, non contro i singoli Testimoni di Geova, conscio che erano indottrinati dal culto ad odiare lui e quelli come lui fuoriusciti dal movimento millenarista – appreso che Caputo veniva da una famiglia meridionale di operai non abbienti, e che la condanna avrebbe gravato pesantemente sulle finanze dell'accusato e della famiglia, davanti alle scuse di Caputo e all'esauriente ammissione di colpa, in sede di udienza accettò di rimettere la querela e di perdonare Caputo che, oltre al pagamento delle spese processuali, rilasciò dichiarazione autografa nella quale dichiarava che:

«Non ho mai conosciuto personalmente il Dott. Sergio Pollina, né ho mai intrattenuto con lui rapporti di alcun tipo… non ho mai avuto, diretta o indiretta cognizione di fatti che potessero in alcun modo giustificare un mio qualunque giudizio morale sulla sua persona. Dichiaro, inoltre, di non aver mai voluto diffamare il Dott. Sergio Pollina e comunque faccio ammenda di quanto può essere scaturito involontariamente da quell'occasionale incontro con il De Palma.»[27]

Nel 1990, con l'amico Aveta, Pollina pubblicò il volume I Testimoni di Geova e la politica, dove i due autori svelarono, ben prima dell'adesione della Watchtower Bible and Tract Society of New York all'ONU nel 1992, che l'organizzazione dei Testimoni, pur di perseguire certi suoi obiettivi, non si faceva scrupoli nel fare compromesso col mondo politico, vietando però ai suoi fedeli di avere una propria opinione politica, pena la riprensione o peggio, e dove, in appendice, apparve il saggio breve scritto dal prof. M. James Penton, dal titolo "Storia di un tentato compromesso: i Testimoni di Geova, l'antisemitismo e il Terzo Reich" ("A Story of Attempted Compromise: Jehovah's Witnesses, Anti-Semitism, and The Third Reich"), una bomba che deflagrò in tutta la sua potenzialità fra il mondo degli ex Testimoni, e che venne potenziata nel volume del 2004, Jehovah's Witnesses and the Third Reich: Sectarian Politics under Persecution, tradotto in italiano da Aveta e Pollina nel 2008, argomento che lo stesso Sergio approfondì per il portale di Achille Lorenzi Infotdgeova.it, che pubblicò numerosi suoi interventi fin dai primi anni del nuovo millennio.[28]

Nel 1991, con Aveta e don Fortunato Grottola, Pollina pubblicò il volume I Testimoni di Geova fra mito e realtà. Vittime o artefici di intolleranza religiosa?, dove gli autori scandaglieranno il mondo "orwelliano" del geovismo, pubblicando in appendice, oltre alle consuete citazioni dalla vasta pubblicistica del culto, diverse riproduzioni fotografiche di lettere e circolari, una tecnica utilizzata da Raymond Franz nel suo Crisi di coscienza.[29] Sempre quell'anno curò con l'amico Aveta la traduzione del libro di Wolfgang Herbst e Carl Olof Jonsson The Sign of the Last Days—When?, pubblicato negli Stati Uniti nel 1987 per la Commentary di Atlanta – la stessa che si occupò di Crisis of Conscience di Raymond Franz nel 1983 – e in Italia per le Edizioni Dehoniane nel 1992.[30]

Sempre in quegli anni, dal maggio 1990 al luglio 1992, Pollina scrisse una serie di articoli pubblicati su Cammino, periodico cattolico della diocesi di Siracusa, che costituiranno la base per il suo primo lavoro "solista" uscito nel 1993, Il popolo dell'Apocalisse, dove proseguì la sua disamina sulla realtà distopica, "orwelliana", dei Testimoni di Geova.[31] Nel 1996 pubblicò, per le Edizioni San Paolo, I nostri "amici" Testimoni di Geova, testo dove ricostruisce l'antropologia del geovista medio, cercando di spiegare i motivi dell'adesione a tale culto. Altro scritto "solista", mastodontico e perciò pubblicato nel 2018 sul portale dissidente Infotdgeova.it di Achille Lorenzi, sarà I Testimoni di Geova e i cristianesimi delle origini. Antropologia di un movimento religioso contemporaneo, un testo in PDF di oltre 1000 pagine che, scandagliando nel dettaglio passato e presente della Watchtower, smonta definitivamente ogni pretesa restaurazionista e primitivista del geovismo.

Pollina però proseguì i suoi studi, sia traducendo per conto proprio opere sul geovismo, sia collaborando con l'amico fraterno Aveta pubblicando nel 1998, per la Libreria Editrice Vaticana, il libro Movimenti religiosi alternativi. Effetti dell'adesione e motivi dell'abbandono, dove, fin dal titolo, analizzò il geovismo sviluppando un'analisi comparata fra questo e altri movimenti religiosi simili, accomunati dal fatto di tendere a controllare in maniera pervasiva gli adepti, chiedendosi se è possibile convincere un adepto ad abbandonare il gruppo mediante una serena e obiettiva valutazione degli effetti (sul comportamento, sull'attitudine mentale e sui rapporti interpersonali) dell'adesione, un tema trattato dal presupposto che la tolleranza religiosa non implica indifferenza né cieco consenso, ma confronto tra universi differenti e a volte contrapposti. L'analisi di Pollina, che nel frattempo pubblicò numerosi articoli sulle religioni su riviste di varia tendenza – anche cattoliche, pur non essendo più un credente –, concluse, nel 2025, con la pubblicazione dell'opera collettiva Profili di marginalità sociale: il caso dei Testimoni di Geova, scritto in collaborazione con Achille Aveta, Michele Sabino e del sottoscritto, un'opera che fonde sociologia, antropologia culturale, diritto e storiografia, analizzando nel dettaglio gli effetti di uno dei tratti tipici della Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania dai tempi del giudice Rutherford: la netta separazione sociale dei fedeli dal resto del mondo, che genera alienazione sociale e intellettuale, prassi che il culto, con le riforme iniziate dal 2023, in fase post-COVID, sembra volersi lasciare alle spalle, nonostante vi sia ancora l'evidente natura coercitiva che rende il geovismo, come visto finora, un culto atipico con tendenze totalizzanti, anche nel voler sembrare "normale".

Un attivismo a favore della libertà – non contro i Testimoni come singoli individui, ma contro la gabbia di regole totalizzanti umane, e non scritturali che, sin dai tempi del giudice Rutherford, e proseguendo come un'escalation durante le leadership di Knorr, Franz e delle successive incarnazioni del Corpo Direttivo, hanno plasmato e tutt'oggi plasmano la vita del devoto fedele della Watchtower Society, indotto a credere che tale società editrice religiosa americana, negli ultimi decenni interessata al ramo immobiliare, sia "l'organizzazione di Geova diretta dal suo spirito santo" – che non si limitò per Pollina alla scrittura di saggi e articoli, ma lo vide, assieme ad altri attivisti come lui, in prima fila in battaglie politiche – non prima di aver spiegato che la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, ente italiano della Watchtower, fa a modo suo pressioni politiche sui governi – contro l'intesa tra lo Stato italiano e l'ente legale geovista, una battaglia avvenuta nel 2001-2002, che nasceva da una petizione (ex art. 50 Cost.) con l'obiettivo di istituire una competente commissione parlamentare per rivalutare, prima della stipula dell'intesa ex art. 8 Cost. con la Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova, l'opportunità del mantenimento del riconoscimento giuridico, a suo tempo concesso al predetto Ente con D.P.R. n. 783/1986, dato che la Repubblica italiana, di fatto, si stava facendo garante nei confronti di un'organizzazione che, pur avendo tutti i diritti di esistere e di professare liberamente la propria teologia e predicarla, aveva tratti che non collimavano con l'ordinamento democratico italiano, un modo non per vietare ai fedeli Testimoni il diritto di essere membri della loro congregazione, ma per spronare quest'ultima, come successo di fatto dal 2023 a oggi, ad attuare riforme per allentare prassi alquanto sconcertanti, come il divieto di voto, il rifiuto per decenni del servizio civile sostitutivo, l'ostracismo imposto anche ai parenti dei disassociati, l'assenza di vera privacy e il fatto, con le loro regole, di interferire con la serenità familiare. La battaglia ebbe successo, spingendo vari parlamentari a frenare l'iter![32]

Sta di fatto che con la sua tenacia, la sua cultura, il suo spirito di sacrificio, Sergio Pollina è stato una colonna del dissenso italiano, e un modello per chi come lui, fuoriuscito fisicamente o mentalmente da questo culto millenarista, non è disposto a piegarsi alle giravolte scritturali di una leadership autoproclamata.


NOTE

[21] Achille Aveta, testimonianza all'Autore, 28 dicembre 2025. Pollina, nella lettera, si riferiva al libro di Achille Aveta e Walter Palmieri, Testimoni di Geova. Essere o non essere?, Dehoniane, Napoli 1981.
[22] In effetti il giornalista elvetico ci ha visto giusto, più dei due rappresentanti italiani del "canale di Geova", dato che il 20 marzo 2026 Gerrit Lösch, membro del Corpo Direttivo, ha annunciato sull'Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 2 (2026), che da quel momento conservare e reinfondere il proprio sangue è una decisione individuale di coscienza, pratica che dal 1945 era stata condannata perché, «Per i Testimoni di Geova il comando di "astenersi […] dal sangue" non significa solo di mangiarlo o di berlo. Comporta il rifiuto di essere trasfusi col sangue, di donarlo o di conservare il proprio sangue per una trasfusione futura» (Come rimanere nell'amore di Dio, Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, Roma, pp. 92). La cosa più significativa è che Lösch cita la "Domanda dai lettori" ne La Torre di Guardia del 15 ottobre 2000 come se supportasse la nuova posizione, quando quella rivista, pochi paragrafi prima della frase citata fuori contesto, vietava esplicitamente ciò che ora viene consentito:

«A volte i medici invitano il paziente a depositare il proprio sangue settimane prima dell'intervento (donazione preoperatoria di sangue autologo, il cosiddetto predeposito), così che in caso di bisogno possa essergli trasfuso il suo sangue conservato. Ma questa procedura, consistente nel prelevare il sangue, conservarlo e reinfonderlo contraddice apertamente quanto è detto in Levitico e in Deuteronomio. Il sangue non deve essere conservato, ma versato, restituendolo per così dire a Dio» (pp. 30, 31).

Un caso da manuale di manipolazione e gaslighting!
[23] La Torre di Guardia del 15 gennaio 1969, p. 60.

[24] La Torre di Guardia del 15 dicembre 1989, p. 18.

[25] La Torre di Guardia del 1° aprile 1989, p. 13.

[26] La Torre di Guardia del 1° gennaio 1986, p. 13.
[27] Informazioni tratte da Lo Stradone n°12 del dicembre 1993, pp. 24, 25.

[28] Achille Aveta, Sergio Pollina, I Testimoni di Geova e la politica. Martiri o opportunisti?, Dehoniane, Roma 1990, col saggio di M. James
Penton, pubblicato originalmente nella primavera del 1990 sulla rivista The Christian Quest, e le relative fonti alle pp. 39-107.

[29] Achille Aveta, Fortunato Grottola, Sergio Pollina, I Testimoni di Geova tra mito e realtà: vittime o artefici dell'intolleranza religiosa?, Centro Grafico Meridionale, Foggia 1991.
[30] Carl Olof Jonsson, Wolfgang Herbst, Il segno degli ultimi giorni, Dehoniane, Roma 1992.

[31] Sergio Pollina, Il popolo dell'Apocalisse. Storie di ordinaria utopia, Bari 1993.

[32] Cfr. la petizione in https://www.infotdgeova.it/petizione-popolare.html, le critiche al documento da parte di un Testimone e le risposte di Pollina e Aveta, https://www.infotdgeova.it/critiche-petizione-popolare.html.

 
   
       
Click sull'immagine per
accedere alla pubblicazione
Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo
dei Testimoni di Geova
© infotdgeova.it — Analisi critica e documentata dei Testimoni di Geova
Riproduzione consentita con citazione della fonte
Torna ai contenuti