In ricordo di Sergio Pollina – La defezione di Siracusa del 1988
di Carlo Pimo
Ricordiamo ai lettori del sito web "Infotdgeova.it" una figura fondamentale per tutta la comunità degli ex-Testimoni di Geova in Italia, un uomo che con le sue ricerche e approfondimenti ha contribuito molto alla causa e alla fortuna di questo portale, punto di riferimento per tutto il dissenso nazionale: stiamo parlando del dott. Sergio Pollina, deceduto, a seguito di un ictus fulminante, il 10 ottobre 2025.

Il dott. Sergio Pollina, durante una conferenza stampa nel 1995
Pollina fu protagonista di uno dei casi più eclatanti e famosi di defezione di massa dall'allora neonata Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova (ente legale italiano in rappresentanza della Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania che ottenne la persona giuridica tramite un Decreto del Presidente della Repubblica in data 31 ottobre 1986, n. 783) avvenuta nel 1988 a Siracusa. Era un Testimone assai diverso dalla massa dei fedeli che in tutto il mondo, in buona fede e motivati da sani principi, aderivano a questo culto millenarista, essendo, oltre che autorevole, assai istruito, come altri due colonne del dissenso mondiale, l'amico Achille Aveta, studioso napoletano e giornalista fuoriuscito dal movimento alla fine degli anni Settanta, autore, assieme al nostro Sergio, di interessanti libri sul geovismo, e il prof. M. James Penton, storico, accademico canadese ed ex anziano di congregazione, deceduto il 4 novembre 2024, che nell'organizzazione avrà incarichi di responsabilità molto elevati, dall'essere anziano di congregazione all'aiuto sorvegliante, arrivando addirittura a essere corrispondente della rivista quindicinale Svegliatevi! per l'Italia.
Qui comprendiamo il perché la Watchtower Society, pur non vietando esplicitamente gli studi universitari, li ha sempre osteggiati, fin dai tempi del Pastore Charles Taze Russell, nonostante una blanda parentesi di apertura dal 1992 al 2005 (non a caso in corrispondenza dell'adesione in sordina della Società editoriale geovista all'ONU come ONG, dal 1992 al 2001) e un'opportunistica inversione di rotta da parte della leadership del culto millenarista registrata dall'Aggiornamento del Corpo Direttivo n. 5 dell'agosto 2025, in cui si afferma che "l'istruzione supplementare... è una questione di decisione personale", nonostante l'organizzazione non arrivi ancora a incoraggiarla.[1]
Nato a Catania nel 1945, Pollina ebbe il suo primo contatto coi Testimoni nell'estate del 1968, in Svizzera, quand'era studente universitario di Scienze Agrarie, colpito dal fatto che la gente "prestava poco o punto attenzione a queste persone con le loro rivistine aperte a ventaglio sul petto e con atteggiamento compìto" che continuavano "imperterriti la loro opera propagandistica, incuranti dell'indifferenza cui erano fatti oggetto." Poche settimane dopo il giovane Sergio conoscerà due proclamatrici, che alla sua porta gli offriranno letteratura della Watchtower Society, introducendolo al movimento e spingendolo, nonostante la preparazione universitaria, a rinnegare le idee scientifiche studiate in facoltà in nome del creazionismo geovista:
Pur essendo in possesso di una cultura di livello universitario, riuscii a convincermi che i testimoni avevano ragione quando, con le certezze tipiche di chi è assolutamente ignorante, mi insegnarono che Dio aveva posto il primo uomo sulla terra nel 4.026 avanti Cristo e non un minuto prima. Lottai strenuamente, in seguito, per convincermi che la civiltà egizia si fosse evoluta in tutto il suo splendore in soli 200 anni dopo il Diluvio Universale collocato dai testimoni nel 2.370 a.C. e così via. Ed è interessante sottolineare che questo processo di spappolamento culturale presentava dei vantaggi incommensurabili. Difatti, quando a qualche altro [Testimone] sorgevano dei dubbi in mente circa la stranezza del dover credere come dogma di fede che l'uomo non avesse più di 6.000 anni di esistenza, o cose del genere, i testimoni usavano me come prova: se si è convinto Pollina che è laureato, vuol dire che la Società ha ragione. E poiché fra i testimoni di Geova (che ufficialmente avversano ogni titolo accademico perché sintomatico della perniciosa abitudine a pensare) il laureato è una merce rarissima, la mia dabenaggine divenne un alibi per gli altri… se ci crede lui![2]
Era questo, e chi lo conobbe di persona lo sa benissimo, la cosa che lo torturava di più: l'esser stato usato dall'organizzazione come esempio "colto" per attrarre al culto persone meno istruite e in buona fede!
Dopo il battesimo, avvenuto nell'aprile 1969, Pollina fa "carriera teocratica", e nel 1972, a ventisette anni, è già anziano di congregazione, "e ben presto, a motivo" del suo zelo, era "salito su per le gerarchie organizzative. Sorvegliante di circoscrizione alternativo, ministro di culto con autorità a celebrare i matrimoni, membro di comitati speciali, sorvegliante di città, sorvegliante dell'assemblea di distretto, rappresentante stampa, corrispondente per l'Italia della rivista Svegliatevi!, sorvegliante del programma delle assemblee, membro del comitato di costruzione della Sala dei Congressi, fiduciario e rappresentante della Società Orientale".[3] E nonostante questi incarichi prestigiosi, Pollina, facendo fruttare la sua laurea in Scienze Agrarie, diverrà funzionario dell'Ispettorato dell'agricoltura della città di Siracusa, dove i Testimoni, all'epoca, erano oltre un migliaio, restando sempre reperibile e a disposizione dell'organizzazione: qualora il sorvegliante di circoscrizione assegnato a Siracusa fosse stato impossibilitato a svolgere la consueta visita settimanale in una congregazione della zona, Pollina, a scapito del lavoro e della famiglia (una moglie e due figli), ne svolgeva le mansioni. L'impegno estenuante per l'organizzazione non permetteva a Pollina di riflettere sui suoi naturali dubbi, sulle contraddizioni e la non scientificità creazionista e letteralista di numerose dottrine elaborate a Brooklyn. "D'altra parte", ammette, "il senso di appagamento, di importanza che mi conferiva l'essere così noto nell'ambito dell'organizzazione, ed il sottile piacere che deriva a chiunque dalla posizione di preminenza, mi impedivano una seria riflessione."[4] Sergio Pollina però, al pari di Achille Aveta e M. James Penton, altre due colonne mondiali del dissenso al geovismo, non sarà mai un mero apparatčik, un grigio funzionario "geovista" o "membro dell'apparato" watchtoweriano, uno yesman aziendalista ed esecutore di ordini, e le testimonianze di chi lo conobbe all'epoca concordano che lui, come molti altri attivi negli anni Settanta e Ottanta, sarà un'eccellente oratore, e ciò derivava, oltre che dalle sue capacità personali e dall'istruzione, anche e soprattutto dall'amore per lo studio religioso personale, studio che però favorì, come per gli anziani partenopei Aveta e Walter Palmieri, un percorso di graduale risveglio:
Ciò nonostante – prosegue Pollina nel suo memoriale –, v'era qualcosa in me che non ero riuscito del tutto a sopprimere: l'amore per lo studio della Bibbia, per la ricerca, per l'indagine. Amore questo, che nel corso degli anni mi aveva indotto a riempire la mia biblioteca di libri che ritenevo indispensabili per il mio arricchimento spirituale. Ed in questo avevo imitato pedissequamente la Società. Tutte le opere di consultazione che essa citava nelle sue pubblicazioni, prima o poi venivano ospitate nei miei scaffali in attesa di essere consultate. Ed i guai cominciarono proprio quando cominciai a consultarle. Mi stupivo nel vedere che ciò che leggevo non coincideva quasi mai con le asserzioni della Società, ma stranamente, era proprio in quei libri che essa diceva di trarre molte delle sue informazioni. E così iniziai una fitta corrispondenza con la filiale, alla quale ponevo tutte quelle domande alle quali non riuscivo a dare una risposta coerente con quella che era la mia attuale conoscenza biblica. E, cosa che mi colpì, le risposte non centravano mai il punto, ma quasi invariabilmente, citavano precedenti pubblicazioni della Società come riferimento, e l'invito ad attenersi ad esse e non alle pubblicazioni "mondane".[5]
Questa fitta corrispondenza non fu interpretata come "amore per la verità", ma come lesa maestà verso la Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, dato che poco dopo, sia a Pollina che ad un altro anziano fu tolto il privilegio, concesso solo ai sorveglianti di distretto e circoscrizione, di organizzare le assemblee estive di distretto, mansione svolta per oltre quattro anni. Ma nessuno della filiale romana spiegherà ai malcapitati il perché di tale rimozione, se non che, in una conversazione privata avvenuta il 3 giugno 1986 con Roberto Franceschetti, membro del Comitato di Filiale della Betel di Roma (il "Corpo Direttivo" nella Betel), che gli dirà: "Fratello Pollina, ormai tu eri considerato un 'boss', i fratelli della Sicilia Orientale avevano te come riferimento, non gli anziani locali, bisogna quindi ridimensionare il tuo ruolo. Abbiamo ricevuto molte lettere negli ultimi anni sul tuo conto che ci rendono perplessi." Insomma, Pollina faceva troppe domande, e questo spingerà la Betel a inviare un nuovo sorvegliante, Raffaele Fiore, mandato dall'organizzazione per "mettere le cose a posto".[6] Quest'ultimo userà l'arma della delazione e del divide et impera fra i vari corpi degli anziani della zona, perché vi sarà chi faceva rapporto negativo o positivo al neo-sorvegliante su ogni fatto che avveniva nella circoscrizione, anche contro Pollina, che veniva riferito alla Betel, creando non un clima di "amore cristiano", ma di sospetto reciproco perpetuo. "Predominava l'atmosfera di maccartismo, della caccia alle streghe" nota con disappunto Pollina. "Da non trascurare che nella vicina città di Catania aveva avuto luogo un processo inquisitorio nei confronti di alcuni anziani e servitori di ministero, per ribellione e apostasia, e sempre in quel periodo vi erano state numerose rimozioni di anziani e servitori di ministero, per cui serpeggiava una sensazione di disagio, di gelo, di 'sfascio' e, principalmente, di sospetto. Tutti erano sul chi vive; la direttiva della Società, nel mandare alcuni suoi più fidati cani da guardia nella zona era stata: 'attenti alla fascia orientale della Sicilia, che nascente apostasia verso l'organizzazione!'"[7]
Un altro episodio che scatenerà la "crisi di coscienza" di Sergio Pollina avverrà il 4 gennaio 1985, un altro tassello dell'improvviso risveglio, un "lampo di luce": Pollina verrà invitato alla Betel romana, in via della Bufalotta 1281, un complesso di edifici anonimi in mezzo alla campagna, sfiorati dal grande raccordo anulare dove all'epoca circa 300 persone, la "famiglia Betel", lavorava ai poderi, nelle stalle e soprattutto nel reparto tipografico a stampare libri editi dalla Watch Tower Bible and Tract Society of New York, Inc. e le edizioni italiane delle due riviste del movimento, La Torre di Guardia e la Svegliatevi!, assieme ad altri 43 suoi pari da tutta la penisola. Erano stati tutti convocati, per il loro zelo verso l'organizzazione, alla Scuola di ministero del Regno per sorveglianti di Congregazione, che aveva come istruttori membri della leadership del movimento italiano come Valter Farneti, a lungo sorvegliante di filiale e presidente dell'ente giuridico "Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova", Giorgio Fredianelli, primo missionario italo-americano inviato in Italia nel dopoguerra, Roberto Franceschetti e Antonio Capparelli e molti altri dirigenti. "Un privilegio unico: avrei dovuto poi tenere lezione agli anziani della mia congregazione", confidò al periodico l'Europeo nel febbraio 1990. "La mia crisi è cominciata il giorno in cui mi sono chiesto che ci facevo in quelle riunioni di capo reparto della società editrice Watch Tower. In quella 'casa di Dio' si parlava solo di persuasione subliminale, di tecniche di marketing, di medie mensili di vendita delle riviste. Ecco quel giorno ho capito d'esser diventato un decerebrato totale".[8]
I dubbi cresceranno quando Pollina riuscirà a procurarsi materiale d'epoca analizzato in questa sede, come tutta la serie completa degli Studi sulle Scritture di Russell, i libri di Rutherford e le prime annate della Torre di Guardia in inglese e "alcuni libri interessantissimi di alcuni ex testimoni di Geova che avevano studiato a fondo la cronologia della Società", ovvero gli studi di Carl Olof Jonsson, e
… lo splendido libro di Raymond Franz (ex membro del Corpo Direttivo), che per la prima volta pone in condizione di entrare nel santissimo dell'organizzazione, cioè le riunioni del mercoledì del Corpo Direttivo; e così cominciai a rendermi conto del vero volto dell'organizzazione. Nel frattempo anche altri anziani della mia congregazione, forse senza che io stesso me ne rendessi conto, avevano iniziato anche loro delle meditazioni interiori che li stavano piano piano portando alle mie stesse conclusioni. Fra di loro vi era un sorvegliante di circoscrizione che da qualche tempo aveva dovuto interrompere il servizio viaggiante per motivi di famiglia e che si era associato alla nostra congregazione, il quale, durante il suo servizio come rappresentante della Società aveva compreso che 'c'era del marcio in Danimarca' di Shakespeariana memoria. E poiché era un uomo di elevata sensibilità spirituale, sentiva sempre più il disagio di visitare le congregazioni, imponendo ai fratelli le regole e le leggi della Watchtower, rendendosi conto di essere anche lui sempre sotto il mirino degli anziani, i quali, non appena notavano qualche dissonanza con l'insegnamento ufficiale, erano velocissimi a informarne la sede filiale. Quindi tutti e quattro, insensibilmente, cominciammo a parlare in modo diverso dal podio, cominciammo a trasmettere ai nostri fratelli la nostra esigenza di un approccio meno legalistico a Dio, e la necessità di amarci di più e sinceramente. Cominciammo a incoraggiarli ad avere più fiducia in Dio e nella funzione mediatrice di Cristo, piuttosto che in quella della Torre di Guardia e del suo 'canale di comunicazione', il cosiddetto 'schiavo fedele e discreto', che per i testimoni di Geova ha quasi del tutto soppiantato Dio e Cristo senza che essi se ne sono accorti. A questi discorsi rivoluzionari, che trasmettevano la loro eco in tutta la circoscrizione e anche fuori, si aggiungevano le nostre 'scoperte' sulla storia dell'organizzazione.[9]
E arriveranno a queste conclusioni, e cioè che, tolte poche dottrine basilari – per di più di origine avventista e non elaborate neanche dal padre del geovismo, Russell – tutta la storia della Watchtower Society era un completo rinnegar sé stessa, le sue dottrine e le sue profezie apocalittiche con la scusa della "luce progressiva" predicata incessantemente dai vertici, frutto di una storpiatura di Proverbi 4:18, letta volutamente fuori da ogni contesto ("Ma il sentiero dei giusti è come la fulgida luce del mattino, che risplende sempre più finché non sia pieno giorno").
Le voci iniziarono a diffondersi: "A Siracusa c'è apostasia!" Il periodo qui analizzato, dal febbraio del 1985 all'agosto del 1986, vede l'organizzazione geovista in Italia prosperare nonostante l'incidente di percorso sull'attesa del 1975, per l'uso di manuali molto accattivanti come Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, pubblicato dalla Società nel 1982 in sostituzione del precedente testo La Verità che conduce alla Vita Eterna (1968) e tutto incentrato sull'imminenza della fine per via dell'estinzione della "generazione del 1914", avere tassi di crescita senz'altro lontani dal 34% degli anni Settanta, quando l'organizzazione parlerà del 1975, ma ragguardevoli rispetto a quelli oggi, e cioè pari al 10%.
In quel periodo, ricordato da molti Testimoni rank & file con gran nostalgia per la forte sobrietà fra gli associati, il maggior senso di comunità e la minor secolarizzazione, avverrà, nella congregazione di Siracusa, un concatenarsi di venti che porteranno, nel 1988, ad una defezione di massa di oltre una quarantina di Testimoni di Geova.
La Betel di Roma, dopo l'invio del sorvegliante Raffaele Fiore che aveva creato un "clima maccartista di caccia alle streghe", mandò a Siracusa prima il sorvegliante Silvano Alberti, percepito come "la manna dal cielo" per risolvere la situazione, ma così non sarà, essendo "un individuo freddo, altero, pieno di sé e, cosa più grave, con il complesso del giustiziere anche lui", che non migliorò la situazione, e seguirà nel dicembre 1987 la visita del sorvegliante Flavio Falconey. A seguito della visita, il corpo degli anziani della congregazione di Siracusa Zecchino manderà una lettera alla Betel datata 25 dicembre 1987 dove esprimeranno critiche al rappresentante della Società:
La redazione d'essa [della lettera] è motivata dalla recente visita che il sorvegliante di circoscrizione, il fratello Flavio Falconey, ha fatto alla nostra congregazione, al termine della quale, com'è consuetudine, egli ha redatto un rapporto accompagnato da una lettera aggiuntiva della quale ci ha lasciato la copia. Sia il rapporto che la lettera sono stati al centro di una nostra accurata analisi, analisi che abbiamo desiderato approfondire anche con il fratello Falconey e sulla quale divergono notevolmente le sue conclusioni rispetto alle nostre. (…) Un primo aspetto che vorremmo menzionare è che il Co [Circuit overseer, Sorvegliante di circoscrizione] considera i fratelli più numeri che persone. Abbiamo dovuto faticare notevolmente, infatti, nel corso dell'adunanza degli anziani, per ottenere che si considerassero i singoli proclamatori uno per uno, valutandone i problemi effettivi, i sentimenti, la loro storia e ogni altro elemento che ci consentisse di considerarli importanti come singoli individui. (…) Noi crediamo che il corpo degli anziani, viceversa, abbia la funzione di dare un volto e un significato ai numeri, rivestendoli di personalità. La congregazione, è infatti stata "nutrita" di una lunga serie di percentuali di decremento, di paragoni con medie, quote e così via che, non soltanto a nostro unanime parere, ma anche secondo quello di altri che hanno voluto parlarci, le adunanze hanno mancato lo scopo di edificare, apparendo, piuttosto, come un'arida elencazione di manchevolezze.
Il corpo degli anziani della congregazione di Siracusa Zecchino sosterranno inoltre che "la spiritualità (…) crediamo voglia dire molto di più di quanto è indicato nel rapporto."[10] La filiale non apprezzò la franchezza degli anziani siracusani, ritenendo opportuno invece "che il sorvegliante di circoscrizione, il fratello Flavio Falconey, rifacesse presto visita alla congregazione insieme al sorvegliante di distretto, il fratello Pasquale Pasqualone" dal 2 al 7 febbraio 1988.[11]
La visita dei due rappresentanti della Società fu tutt'altro che incoraggiante: il rappresentante Pasquale Pasqualone ammonì gli anziani, che dal podio, uscendo dagli schemi, facevano riferimento all'amore spontaneo fra gli adepti, perché "proprio questo è la cosa grave. Sappiate che oggi gli apostati si identificano per questo continuo parlare di amore. Voi non vi rendete conto che con i vostri discorsi state portando i fratelli a coltivare una diretta relazione con Dio, escludendo da esso lo 'schiavo', e questo non è giusto!"[12] Dovevano evidenziare la fedeltà all'organizzazione e impegnarsi per essa nell'annunciare l'imminente Armaghedon, mentre, notò il sorvegliante, la filiale era preoccupata, più che da discorsi "sovversivi", dalle lettere di elogio che arrivavano a favore di questi anziani. La fedeltà verso la Watchtower fu ribadita nel discorso pubblico tenutosi domenica sera 7 febbraio 1988, quando furono annunciate le dimissioni dell'intero corpo degli anziani, composto da Sergio Pollina, Emanuele Bengala, Carmelo Gazziero e Angelo Nicosia.[13]
Durante la visita inoltre, una lettera della filiale incaricava la nascita di un "comitato di servizio speciale" di tre membri, due sorveglianti di circoscrizione e un pioniere speciale, insediatosi nella congregazione di Siracusa Zecchino non appena fosse finita la visita, cioè da lunedì 8 febbraio 1988, che avrebbe esaminato i requisiti "teocratici" dei quattro anziani.[14]
La reazione del "comitato speciale" non si fece attendere, dato che – sull'onda dell'atteggiamento di altri inviati dalla Società, come Raffaele Fiore, il sorvegliante che aveva creato il citato "clima maccartista" – "fece qualcosa che (…) non risulta sia mai stata fatta" in una comunità di Testimoni di Geova, e cioè convocò tutti gli adepti di Siracusa, circa un migliaio, "dai più vecchi ai più giovani, anche i bambini piccoli e i vecchi di 90 anni, e invitò tutti a dir tutto", un'ondata inquisitoria degna dei secoli bui di quella "Babilonia la Grande" che la letteratura del movimento ha sempre denunciato, ma avvenuta a fine anni Ottanta nell'Italia meridionale. Il risultato? Quello che Pollina definì come "il più spietato invito alla delazione di massa che si sia verificato dalla persecuzione di Diocleziano in poi" tirò fuori il peggio dalle congregazioni locali, dividendoli fra "volenterosi carnefici" che, per sfogarsi di torti subiti in passato, collaborarono alla delazione voluta dalla Betel, portando a "rimozioni, punizioni, rimproveri". Quando si arrivò a convocare i quattro ex anziani e le rispettive famiglie, questi compresero che "la farsa era durata abbastanza per avere ancora il desiderio di prolungarla",[15] e perciò i quattro ex pastori si dissociarono con le rispettive famiglie dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova con una lettera datata 10 febbraio 1988:
CONGREGAZIONE DI SIRACUSA DEI TESTIMONI DI GEOVA10 febbraio 1988Al comitato speciale composto da:
Giuseppe Marusco
Marco Celletti
Vincenzo PalmieriCon la presente i sottoscritti Emanuele Bengala, Carmelo Gazziero, Angelo Nicosia e Sergio Pollina, comunicano la loro volontà di dissociarsi dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, perché non identificano più in essa i tratti caratteristici che a suo tempo ci spinsero a farne parte.Nel caso che desideriate un maggiore dettaglio sui motivi ideologici della nostra decisione, alleghiamo un nostro scritto, che abbiamo già spedito alla Congregazione Centrale.[16]
Oltre alle quattro famiglie, presentarono domanda di dissociazione, disgustati da un clima degno dell'inquisitore cattolico domenicano Tomás de Torquemada, una quarantina di adepti, fra donne e uomini. Peccato che "seguendo il copione già più volte adottato in altre parti del mondo, come in Canada con il gruppo del professor James Penton, negli Stati Uniti con la defezione di Raymond Franz, a Napoli in seguito alle controversie insorte con il professor Aveta, in Svezia con gli esplosivi libri di Carl Olof Jonsson sulle manchevolezze della cronologia Watchtower, e così via, la Società, sin dalla sede di Roma (…) mediante i suoi subalterni in sede locale, ha cominciato a far circolare voci infamanti sulle nostre manchevolezze morali", senza dimenticare il monito contro il "focolaio di infezione apostata" nella Sicilia Orientale lanciato alle assemblee di distretto nell'estate del 1988.[17]
La defezione non fu affatto indolore: Graziella Fiore, casalinga settantenne e madre dell'ex anziano Emanuele Bengala, dopo 35 anni di fedele servizio all'organizzazione racconta che dopo l'uscita del figlio dalla Congregazione è stata "sottoposta ad un processo a porte chiuse, inquisitorio, poliziesco. 'Devi rinnegare pubblicamente tuo figlio, qui davanti a noi, devi dire che è un apostata', mi urlavano gli anziani. In caso contrario mi avrebbero disassociata, privandomi dell'affetto più grande di una madre: quello delle altre due figlie, che sono ancora, insieme ai loro mariti, testimoni. E non avrei più rivisto neanche i miei nipotini. A nulla sono valse le mie lacrime, le mie suppliche, i miei capelli bianchi… Avrei anche potuto continuare ad accettare gli errori, le bugie, le contraddizioni del corpo direttivo, se solo avessi visto l'amore all'opera, perché, come dice la Bibbia, 'l'amore copre una moltitudine di peccati'", conclude Graziella Fiore. "Ma fra i testimoni di Geova non c'è amore ed è per questo che li ho lasciati. Con il rimpianto di aver sprecato la mia vita fra loro",[18] parole dure ribadite anche in una straziante lettera pubblicata nel 1989 sul quotidiano milanese Il Giornale nuovo,[19] a conferma come la prassi dell'ostracismo parentale – nonostante di recente sia stata ammorbidita eccetto che per i casi di apostasia –[20] sia usata come deterrente dalla Watchtower Society per evitare defezioni singole e soprattutto di massa.
Prima parte — Vai alla seconda parte: L'attivismo e l'opera saggistica
NOTE
[1] Per decenni, ai Testimoni di Geova, e prima ancora agli Studenti Biblici, è stato sconsigliato di proseguire gli studi superiori, e la Watchtower ha regolarmente avvertito che frequentare l'università è un uso improprio del tempo rimasto in questi ultimi giorni. Il risultato di questi avvertimenti è che i Testimoni di Geova hanno livelli medi di istruzione e reddito tra i più bassi di qualsiasi altra religione negli Stati Uniti, come dimostrato da studi indipendenti come l'US Religious Landscape Survey 2008 del Pew Forum. Fin dai tempi di Russell infatti, il movimento scoraggia l'istruzione superiore, al punto che nelle prefazioni delle edizioni del 1911 dei sei Studi sulle Scritture il fondatore del geovismo condannava le università perché riteneva che minassero la fede nella Bibbia, e l'anno precedente, nel 1910, Russell rispose come segue a una domanda sull'università:
"Consiglio a tutti i cristiani di non mandare i propri figli al college o all'università; perché se lo facessero, rischierebbero molto a causa dell'infedeltà e dell'incredulità, e farebbero un danno concreto ai propri figli. (…) Il mio consiglio è, quindi, di dare ai vostri figli un'istruzione che arrivi fino al limite della scuola pubblica, senza nemmeno tentare di farli arrivare fino alle scuole superiori, perché ricevono molta Critica Superiore nelle scuole superiori, e non passerà molto tempo prima che la ricevano anche nelle scuole comuni" (cit. in What Pastor Russell Said. His answers to hundreds questions, Leslie W. Jones, Chicago 1917, pp. Q57-Q58).
Nel noto film della Watch Tower Society del 1914, Il Fotodramma della Creazione, si raffiguravano le università come strumenti di Satana per allontanare l'uomo dalla fede in Geova. La posizione geovista è rimasta pressoché inalterata fino al 2025, eccezion fatta per un blando ammorbidimento registrato dal numero della Torre di Guardia del novembre 1992 nell'articolo "Istruzione con uno scopo" dove, alle pp. 19, 20, si incoraggiava un "punto di vista equilibrato":
"Se i genitori cristiani decidono responsabilmente di far proseguire gli studi ai figli dopo le superiori, è un loro diritto. La durata del corso di studi varierà a seconda del tipo di professione o di lavoro scelto. (…) Questa rivista ha sottolineato i pericoli dell'istruzione universitaria, e a ragione, perché spesso quest'ultima è in gran parte in contrasto con il 'sano insegnamento' della Bibbia. (Tito 2:1; 1 Timoteo 6:20, 21) Inoltre, a partire dagli anni '60, molte università sono diventate focolai di illegalità e immoralità. 'Lo schiavo fedele e discreto' ha vivamente scoraggiato il frequentare quel genere di ambiente. (Matteo 24:12, 45) Bisogna ammettere, comunque, che oggi come oggi i giovani incontrano questi stessi pericoli nelle scuole superiori, negli istituti professionali e negli stessi luoghi di lavoro."
Dalla Torre di Guardia del 1° ottobre 2005, nell'articolo "Genitori, che futuro volete per i vostri figli?", alle pp. 28, 29 l'organizzazione cambiò politica, tornando a parlare specificamente di "istruzione superiore" in termini negativi:
"In molti luoghi, invece, l'istruzione superiore è sempre più costosa. (…) Oltre all'ambiente negativo, si consideri lo stress dovuto allo studio intenso e agli esami. Ovviamente gli studenti devono studiare per passare gli esami. Molti devono anche svolgere un lavoro part time. Tutto questo comporta un notevole dispendio di tempo e di energie. Cosa rimane per le attività spirituali? Quando la pressione sale, a cosa si rinuncia? Gli interessi del Regno rimangono al primo posto o vengono trascurati? (…) Ci rattrista sapere che alcuni hanno perso la fede perché hanno consumato tutto il proprio tempo e le proprie energie o hanno intrapreso una condotta non scritturale nell'ambiente universitario."
Dopo l'Aggiornamento del Corpo Direttivo n. 5 dell'agosto 2025, l'organizzazione geovista ha pubblicato un articolo di studio, "Fai scelte sagge riguardo all'istruzione supplementare", sulla Torre di Guardia del maggio 2026, dove viene ribadito da una parte che "Quindi ogni cristiano adulto deve decidere personalmente se proseguire gli studi oppure no", ma nella nota a piè di pagina si ammette:
"In passato le nostre pubblicazioni hanno scoraggiato i cristiani dal conseguire alcuni tipi di istruzione supplementare. Ad esempio, l'articolo 'Genitori, che futuro volete per i vostri figli?', pubblicato nella Torre di Guardia del 1º ottobre 2005, metteva in guardia dai pericoli legati all'istruzione universitaria. Sebbene questi pericoli ci siano ancora, quella di proseguire gli studi o meno è una decisione personale. Ogni cristiano adulto, e nel caso dei figli minorenni ogni capofamiglia, prima di prendere una decisione dovrebbe valutare in preghiera i princìpi biblici e i fattori implicati nella scelta di un determinato percorso di studi. Nessun cristiano e nemmeno gli anziani dovrebbero giudicare la decisione di un fratello o di una sorella sull'argomento (Giac. 4:12)",
mentre solo fino al luglio del 2025, prima dell'Aggiornamento del Corpo Direttivo n. 5 dell'agosto 2025, gli anziani di congregazione, sulla base di quella rivista, avevano il dovere morale di scoraggiare il giovane Testimone dal proseguire gli studi (che opportunamente, dato che per decenni il termine "istruzione superiore", nella mente del Testimone medio, assumeva una valenza negativa, viene definita d'ora in poi "supplementare").
[2] Sergio Pollina, "Esperienza di Sergio Pollina, ex 'anziano' dei Testimoni di Geova", documento autoprodotto, p. 17.
[3] Ibid., p. 7. Sergio Pollina divenne ministro di culto dei Testimoni di Geova con autorità di celebrare i matrimoni dal gennaio 1977, come dimostrato da una lettera di autorizzazione della Società, firmata dal rappresentante della Betel Valter Farneti, del 17 settembre 1976 e da una lettera del Ministero dell'Interno prot. n. 0105/18.F.50, nonché dalla Divisione generale degli affari di culto, entrambe datate 27 gennaio 1977.
[4] Ibid.
[5] Ibid. Pollina ricorda a riguardo di quella volta che in una lettera scrisse di aver consultato "anche il Dizionario Biblico di John McKenzie che avevo proprio acquistato dalla Società, perché era lei che lo aveva pubblicizzato sul Ministero del Regno e lo vendeva, e come tutta risposta essi mi scrissero che il motivo per cui non avevo compreso quel determinato soggetto era proprio perché avevo consultato il McKenzie!" Ibid., p. 22. Il Ministero del Regno del febbraio 1975, a p. 3 annunciava che "La Cittadella Editrice ha pubblicato in italiano il Dizionario Biblico di John L. McKenzie, tradotto sotto la direzione di Bruno Maggioni. È un discreto dizionario biblico di 1.064 pagine, formato 24,8 × 15,5. Il prezzo è il seguente: Pion.: L. 14.000; procl.: L. 15.000. Le ordinazioni si dovranno fare tramite la congregazione. È un articolo da pagare in contanti e non si deve tenere nel deposito di letteratura della congregazione. Chi lo desidera vorrà subito ordinarlo onde la Società possa provvederlo."
[10] Cit. nella lettera della filiale romana alla congregazione di Siracusa Zecchino, datata 25 dicembre 1987, pp. 1 e 2.
[11] Lettera della filiale romana siglata SCE:SSH, datata 7 gennaio 1988.
[12] Concetto espresso in una lettera del corpo degli anziani dimissionario, datato 11 febbraio 1988.
[13] Annunciate in una lettera firmata dai quattro anziani indirizzata alla filiale romana e datata 5 febbraio 1988.
[14] Lettera della filiale romana siglata SCE:SSH, datata 4 febbraio 1988 e indirizzata ai sigg. Giuseppe Marusco, presidente del comitato, Marco Celletti e Vincenzo Palmieri.
[15] Sergio Pollina, Esperienza di Sergio Pollina, ex "anziano" dei Testimoni di Geova , memoriale n°2, p. 16. Ho volutamente citato nel testo un volume sull'Olocausto emblematico, cioè I volonterosi carnefici di Hitler. I tedeschi comuni e l'Olocausto , di Daniel Johan Goldhagen, Mondadori, Milano 1998, dove l'autore ripropone l'inquietante interrogativo di come abbia potuto il popolo tedesco, una delle grandi nazioni della civile Europa, compiere uno dei genocidi più mostruosi della storia, dimostrando che i responsabili dell'Olocausto non furono solo le SS o i membri del partito nazista, ma i tedeschi di ogni estrazione sociale, uomini e donne comuni che brutalizzarono e assassinarono cittadini ebrei, un tempo loro vicini di casa, amici o conoscenti, per convinzione ideologica, opportunismo e libera scelta, senza subire necessariamente pressioni psicologiche o sociali, qui citato a dimostrazione che nei "nuovi movimenti religiosi" dov'è alta la pervasività delle regole calate dall'alto, pur essendoci un controllo mentale da parte delle gerarchie, è possibile un margine di manovra che porti l'adepto a non trasformarsi da "vittima" a "carnefice" del proprio "fratello".
[16] Lettera inviata al "comitato speciale" di Siracusa, datata 10 febbraio 1988.
[17] Sergio Pollina, Esperienza di Sergio Pollina, ex "anziano" dei Testimoni di Geova, memoriale n°2, pp. 16 e 17.
[18] Graziella Fiore, testimonianza rilasciata a Stefano Lorenzetto, "O la borsa o l'anima", L'Europeo n°5 del 2 febbraio 1990, p. 50.
[19] Si veda la straziante lettera scritta da Graziella Fiore, intitolata "Se cerchi di lasciare i Testimoni di Geova", pubblicata sul quotidiano milanese Il Giornale nuovo del 2 giugno 1989.
[20] L'approccio dei Testimoni di Geova verso i disassociati (e i dissociati), a seguito di una lunga querelle giudiziaria in Norvegia che vide le locali autorità privare la locale filiale geovista della registrazione (e dei relativi benefici fiscali e finanziamenti) nel 2022-2023, accusando il movimento millenarista americano di violare i diritti dei membri attraverso la pratica dell'esclusione e la limitazione dei contatti con gli ex membri, specie se minorenni e battezzati, ha subito dei cambiamenti procedurali e di enfasi dall'agosto 2024, sebbene la dottrina di base sull'ostracismo rimanga sostanzialmente in vigore, anche se la Corte d'Appello di Borgarting in Norvegia ha annullato a marzo 2025 la revoca della registrazione del movimento, definendola illegale, anche se lo Stato scandinavo potrebbe appellarsi alla Corte Suprema nel 2026. Il Corpo Direttivo però, dalla Torre di Guardia (edizione per lo studio) dell'agosto 2024, ha introdotto modifiche nelle pubblicazioni, sostituendo il termine "disassociato" con la dicitura più soft "rimosso dalla congregazione":
"D'ora in poi non useremo più il termine 'disassociato'. In armonia con le parole di Paolo riportate in 1 Corinti 5:13, diremo che una persona è stata allontanata dalla congregazione. Inoltre non useremo più il termine 'riassociato', ma diremo che una persona è stata riammessa" (p. 27, nota in calce),
così come i comitati giudiziari subiranno un cambio di dicitura:
"In precedenza questi gruppi di anziani venivano chiamati 'comitati giudiziari'. Ma dato che giudicare è soltanto un aspetto della loro opera, non useremo più questa espressione. Useremo invece l'espressione 'comitato di anziani'" (p. 21, nota in calce).
Un aggiornamento significativo riguarda la possibilità di salutare brevemente alle adunanze i disassociati o dissociati che frequentano, simile a come si saluta una persona interessata in visita alla Sala del Regno. Nonostante l'apertura al saluto, la linea ufficiale continua a scoraggiare l'associazione sociale e spirituale approfondita con chi è stato disassociato, non modificando la prassi ostracistica se il "peccatore" è colpevole di apostasia (p. 30). La rivista ribadisce che il vincolo coniugale e i normali rapporti familiari e affettivi continuano a sussistere, cercando di non troncare i legami di parentela stretta, anche se la disassociazione crea inevitabilmente tensioni interne (pp. 30, 31). Mentre un tempo i battezzati minorenni subivano lo stesso trattamento giudiziario di quelli maggiorenni, ora gli anziani incontreranno il minore alla presenza dei genitori:
"Gli anziani cercheranno di capire quali passi hanno già compiuto i genitori per aiutare il figlio a pentirsi. Se il minore ha un buon atteggiamento e i genitori stanno riuscendo ad aiutarlo, i due anziani potrebbero decidere che non sia necessario intraprendere nessun'altra azione. Dopotutto, Dio ha affidato ai genitori la responsabilità di correggere in modo amorevole i figli (…). Di tanto in tanto gli anziani parleranno con i genitori per assicurarsi che il minore stia ricevendo l'aiuto di cui ha bisogno" (pp. 24, 25).
Sempre nella stessa rivista, nelle "Domande dai lettori" a p. 7, il Corpo Direttivo modifica le procedure per cui gli anziani non tengono più discorsi per "segnalare" (marking, cioè "marcatura" nella lingua originale) formalmente un individuo, lasciando la decisione di limitare l'associazione a una scelta personale dei membri che sono a conoscenza del comportamento errato di un altro membro, invitati a "prendere la decisione personale di non associarsi" con la persona. Gli individui "segnati" sono considerati "cattive compagnie" e l'interazione sociale al di fuori dei contesti di culto formali è generalmente limitata. Queste modifiche, fatte passare dal Corpo Direttivo come "provvedimenti amorevoli" e "nuova luce" – ma erano "provvedimenti amorevoli" pure le precedenti pratiche ostracistiche dure, però! – vengono interpretate da alcuni osservatori come un tentativo di ridurre la pressione legale e sociale (specialmente in Europa) legata alle pratiche di ostracismo, pur mantenendo separata la congregazione da chi decide di lasciarla.