JW Broadcasting, settembre 2026
Apostati e intelligenza artificiale: due messaggi, una sola logica
Nello stesso programma la Watch Tower invita a verificare le fonti e i fatti di fronte ai video creati con l’intelligenza artificiale, e vieta di leggere, ascoltare o esaminare l’unica parte che quei fatti li contesta
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Il programma mensile JW Broadcasting di settembre 2026, della durata di circa un’ora, dedica due sezioni distinte a un tema che la Watch Tower considera evidentemente centrale in questo momento: come i Testimoni di Geova devono comportarsi di fronte alle informazioni che non provengono dai canali ufficiali dell’organizzazione.
La prima sezione riguarda i video falsi creati con l’intelligenza artificiale e propone tre criteri di prudenza: valutare la fonte, verificare i fatti, tenersi aggiornati. La seconda, presentata nella forma di un’adorazione mattutina, riguarda i cosiddetti apostati e stabilisce un divieto senza eccezioni: non leggere il loro materiale, non visitare i loro siti, non commentare i loro post, non guardare i programmi televisivi in cui espongono le loro idee, e questo nemmeno per curiosità nemmeno con l’intenzione di confutarli.
Prese separatamente, le due sezioni appaiono ragionevoli. Prese insieme, come sono state trasmesse, sollevano una domanda che questa pagina intende porre nel modo più documentato possibile: come si verifica un fatto se è vietato consultare chi lo contesta?
Fonte originale:
JW Broadcasting, settembre 2026 (video ufficiale su jw.org)
https://www.jw.org/finder?srcid=share&wtlocale=I&lank=pub-jwb-141_1_VIDEO
I programmi di JW Broadcasting vengono periodicamente rimossi e sostituiti. Se il collegamento non fosse più attivo, la trascrizione riportata in questa pagina resta consultabile integralmente.
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Prima parte: i video creati con l’intelligenza artificiale
La sezione si apre con un esperimento. Il programma manda in onda un falso annuncio di JW Broadcasting, realizzato con l’intelligenza artificiale, in cui si comunica che il Corpo Direttivo ha deciso grandi cambiamenti nell’opera di predicazione.
A presentare la parte sull’intelligenza artificiale è Kenneth Cook, membro del Corpo Direttivo. JW Broadcasting, settembre 2026, min. 11:25
Trascrizione
«[…] Un mezzo potente che può essere utilizzato a questo scopo è l'IA, che conosciamo per esteso come intelligenza artificiale. L’IA ci offre diversi vantaggi, ci è utile, può esserci di aiuto nelle nostre attività. Ma può anche essere usata per creare dei video realistici o altro materiale che però non sono accurati o che addirittura sono completamente falsi. Questi video sembrano reali in tutto e per tutto, ma sono studiati per ingannare. Ora guardiamo insieme un esempio di questo».
[video falso] «Benvenuti su JW Broadcasting. Questo mese vogliamo fare un annuncio davvero speciale. Il Corpo Direttivo ha deciso che, a partire dal prossimo mese, verranno apportati dei grandi cambiamenti alla nostra opera di predicazione. In questo momento non siamo però in grado di darvi ulteriori dettagli sui motivi che ci hanno spinto ad apportare questi cambiamenti».
«Allora, che ve ne pare? Come vi è sembrato questo video? Ovviamente questo annuncio inaspettato avrebbe potuto portare un fedele servitore di Geova a chiedersi se quello che stavo dicendo fosse vero, e avrebbe fatto bene a chiederselo».
«Oggi video come quelli che abbiamo appena visto possono essere realizzati utilizzando l’intelligenza artificiale in pochissimo tempo. Una persona può usare questa tecnologia per manipolare dei video già esistenti, ad esempio cambiando nel messaggio il contenuto. Questa tecnologia può anche cambiare la lingua, il tono, le espressioni facciali e anche l’ambientazione».
«Il risultato può sembrare così convincente che una persona potrebbe non notare i segnali che fanno capire che il video non è autentico. Abbiamo fatto questo non per ingannare, ma per far capire una cosa importante. Se noi possiamo fare una cosa del genere, immaginiamo cosa possono fare gli oppositori con questa tecnologia».
«Forse vi chiederete come possiamo evitare di cadere in trappola, di farci ingannare da informazioni false di questo tipo. Geova ci ha dato tutto quello di cui abbiamo bisogno per proteggerci dalle informazioni false. Il principio riportato in Proverbi capitolo 14 versetto 15 è senza tempo: “L’ingenuo crede a tutto ciò che gli viene detto, ma l’accorto valuta ogni suo passo”. Come possiamo valutare ogni nostro passo?»
«Primo: valutiamo attentamente la fonte delle informazioni che riceviamo. Per fare un esempio, se ci viene mandato un video oppure delle informazioni tramite un’app di messaggistica, dovremmo chiederci: “So veramente qual è la fonte di questo materiale?”. Dovremmo fare particolarmente attenzione se dovessimo mai ricevere informazioni sulla nostra organizzazione o su quello in cui crediamo quando queste non vengono dal nostro sito ufficiale, jw.org. Stiamo parlando di video, articoli o anche di pubblicazioni stampate che potrebbero sembrare proprio le nostre».
«Secondo: verifichiamo i fatti. Verifichiamo che le informazioni siano accurate prima di crederci o di condividerle con altri. Non dovremmo credere a qualcosa se non possiamo verificarlo».
«Terzo: teniamoci aggiornati. Oltre a leggere e studiare regolarmente la Bibbia, rimaniamo al passo con quello che lo “schiavo fedele e saggio” ci provvede tramite le nostre pubblicazioni, i nostri programmi di JW Broadcasting e il nostro sito ufficiale jw.org. Fare questo ci aiuterà a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso».
«In questi ultimi giorni affrontiamo davvero tante difficoltà, e molto presto inizierà la grande tribolazione. Quindi vogliamo imparare da questi esempi del passato e mantenere forte la nostra fede, sicuri che Geova ci guiderà e manterrà le sue promesse».
Che cosa dice davvero questa sezione
Il pericolo descritto è reale e la prudenza raccomandata è ragionevole. I contenuti sintetici esistono, sono facili da produrre e ingannano. Fin qui non c’è nulla da obiettare.
Ci sono però due elementi che meritano attenzione.
Il primo riguarda chi ha prodotto il falso. Per dimostrare quanto sia facile ingannare, l’organizzazione ha realizzato un falso annuncio del proprio Corpo Direttivo e lo ha mandato in onda nel proprio programma ufficiale. La finalità dichiarata è didattica, e viene esplicitata: «Abbiamo fatto questo non per ingannare». Resta il fatto che il contenuto scelto per la dimostrazione è significativo: un annuncio di cambiamenti importanti di cui non vengono dati i motivi. È esattamente il tipo di comunicazione che, secondo il video stesso, un fedele Testimone potrebbe trovare credibile.
Il secondo riguarda l’effetto pratico del primo criterio. La raccomandazione di diffidare di qualunque informazione sull’organizzazione che non provenga da jw.org non distingue tra materiale falso e materiale autentico. Un documento interno genuino che circoli fuori dai canali ufficiali, una lettera agli anziani, una circolare riservata, ricade nella stessa categoria di un video sintetico. Dopo questo Broadcasting, chiunque riceva un documento del genere dispone di una ragione pronta all’uso per considerarlo un falso, senza doverlo esaminare. La prudenza contro l’intelligenza artificiale funziona anche come immunizzazione preventiva contro le fughe di documenti.
La conseguenza si estende oltre i documenti interni. Esistono riprese video autentiche e ufficialmente registrate che riguardano l’organizzazione. Fra queste, la testimonianza resa il 14 agosto 2015 da Geoffrey Jackson, membro del Corpo Direttivo, davanti alla Royal Commission australiana d’inchiesta sulle risposte istituzionali agli abusi sessuali su minori. Quelle riprese sono state prodotte da un organo dello Stato australiano e sono pubblicamente consultabili, ma non si trovano su jw.org.
Il criterio insegnato nel Broadcasting le colloca automaticamente nella categoria del materiale verso cui «fare particolarmente attenzione». Un Testimone che vedesse per la prima volta quel filmato dispone ora di una spiegazione immediata e rassicurante per non guardarlo fino in fondo: potrebbe essere stato manipolato con l’intelligenza artificiale. Non serve che qualcuno glielo dica, il criterio lavora da solo.
Il programma non afferma nulla di tutto questo, e non attribuiamo all’organizzazione questa intenzione. Osserviamo però che il criterio proposto, applicato con coerenza da chi lo riceve, produce esattamente questo risultato: qualunque documentazione sgradita che non provenga dal sito ufficiale può essere accantonata senza essere esaminata. E ciò che non viene esaminato non può essere verificato, contro il secondo dei tre criteri che il programma stesso raccomanda.
Sulla testimonianza di Jackson e sul contesto in cui fu resa, vedi la pagina La regola dei due testimoni e i casi di abuso.
Il secondo criterio, «verifichiamo i fatti», è il più importante dei tre, ed è anche quello che la seconda parte del programma rende inapplicabile.
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Seconda parte: come reagire alle idee degli apostati
La seconda sezione è introdotta come una risposta biblica alla domanda: «in che modo dovremo reagire noi alle idee degli apostati?». Segue un’adorazione mattutina interamente dedicata al tema.
L’oratore, Paul Gillies, durante l’esposizione. La scritta in sovraimpressione indica il passo biblico di riferimento: Romani 16:17, 18. JW Broadcasting, settembre 2026, min. 28:29
Trascrizione
«Ora parliamo di un’altra tattica che Satana usa per indebolire la nostra fede, cioè bugie e informazioni false che vengono dagli apostati. Quindi in che modo dovremo reagire noi alle idee degli apostati?»
«La prima frase del commento stampato dice: “Dobbiamo respingere gli insegnamenti degli apostati”. Per riuscirci dobbiamo capire perché i loro insegnamenti sono falsi, e questo non è sempre facile, perché gli apostati sono molto scaltri e usano metodi ingannevoli. Assomigliano un po’ ai contrabbandieri: agiscono in maniera clandestina per introdurre subdolamente pensieri nocivi».
«Come vediamo in questa immagine, l’apostasia iniziò a svilupparsi all’interno della congregazione alla fine del primo secolo, prima che arrivasse la grande apostasia dei secoli successivi. Dopo aver scritto il libro di Rivelazione, l’apostolo Giovanni aiutò i cristiani a capire come individuare le insinuazioni, le mezze verità e le bugie degli apostati per evitare di caderne vittima».
«[legge 1 Giovanni 4:1] “Miei cari, non credete a ogni affermazione ispirata, ma mettete alla prova le affermazioni ispirate per vedere se provengono da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo”. Quindi qui veniamo incoraggiati a mettere alla prova le affermazioni ispirate e questo versetto ci dice come farlo. Dobbiamo chiederci: qual è l’origine degli insegnamenti degli apostati? Hanno origine da Dio? Si basano sulla parola di Dio, la Bibbia?»
«[legge 1 Giovanni 4:2, 3] Sulla base di questi pochi versetti potremo farci questa domanda: gli apostati riconoscono Gesù? Non si tratta semplicemente di credere o riconoscere che Gesù esiste, ma di riconoscere il suo ruolo. Gli apostati insegnano la verità riguardo a Gesù?»
«[legge 1 Giovanni 4:5, 6] Quindi chi ascolta gli apostati? Questa è un’altra domanda da porsi. Il versetto 5 dice che il mondo li ascolta, ed è quello che si vede in questa immagine. Ai media piace molto riportare quello che dicono gli apostati, amano le controversie che si creano a motivo delle affermazioni sensazionalistiche e spesso distorte degli apostati. E quando parlano delle nostre convinzioni di solito riportano parte della verità, ma danno anche tanto spazio alle bugie degli apostati. Altri metodi illustrati qui, come titoli di giornali, trasmissioni in TV e alla radio, e-mail, siti Internet, vengono usati per diffondere storie false. Alcune persone si infastidiscono molto e si arrabbiano perché finiscono per credere a quelle bugie, ma in realtà non verificano i fatti».
«Concentriamoci su quello che dice il versetto 6. Qui si legge: “Chi conosce Dio”, notate, “ci ascolta”. Qui si fa riferimento a degli esseri umani, nello specifico gli esseri umani nominati da Geova per insegnare. Quindi gli apostati ascoltano quello che dice lo schiavo fedele, ma lo fanno con l’obiettivo di criticare quasi tutto quello che dice. Noi invece ascoltiamo il canale stabilito da Geova, lo schiavo fedele, perché tutto quello che dice si basa sulla Bibbia».
«Al contrario, quando parlò dei falsi profeti, ecco cosa disse Gesù: “Li riconoscerete dai loro frutti”. Quali sono alcuni frutti che producono gli apostati? Vediamo tre caratteristiche che contraddistinguono la loro propaganda».
«In primo luogo la loro astuzia. Efesini 4:14 parla di “stratagemmi escogitati con astuzia”. Quindi gli apostati sono molto astuti, sanno usare le parole, non dovremo sottovalutarli. All’inizio potrebbero esporre le loro argomentazioni in un modo che ci spinge a volerne sapere di più, un po’ come un’e-mail di phishing».
«La seconda caratteristica della loro propaganda è la mancanza di amore verso quelli che cercano di ingannare. Per favore, aprite la Bibbia con me in Giobbe capitolo 17 versetto 8, perché questo versetto indica chiaramente chi è il principale obiettivo degli apostati. […] Giobbe 17:8 dice: “E l’innocente si indigna a causa dell’empio”. Notate che la nota in calce alla parola “empio” dice: “o apostata”. Quindi gli apostati prendono di mira gli innocenti, gli ignari. È una cosa certa: non hanno sicuramente a cuore il loro benessere spirituale».
«La terza caratteristica della loro propaganda è la disonestà. E la disonestà può presentarsi in vari modi. Un esempio l’abbiamo visto di recente: gli apostati sono noti perché scrivono alle autorità lettere che contengono bugie e mezze verità. Lo fanno con l’obiettivo di indurre le autorità a limitare la nostra libertà religiosa; nel fare questo mostrano tutta la loro disonestà».
«Il consiglio che dà la Bibbia in merito agli apostati è molto chiaro, non è ambiguo. Leggiamo quello che c’è scritto in Romani capitolo 16 versetto 17. Notate come sono chiare le istruzioni. Romani 16:17 dice: “Ora, fratelli, vi esorto a tenere d’occhio quelli che fomentano divisioni e creano ostacoli alla fede, in contrasto con l’insegnamento che avete ricevuto”. E notate cosa si legge qui: “State lontani da loro”».
«Il versetto 18 spiega perché dobbiamo evitarli. Nella seconda parte del versetto leggiamo: “Con parole suadenti e discorsi lusinghieri seducono il cuore dei semplici”. Avete notato? Quindi li evitiamo a causa dei loro metodi e dei loro obiettivi».
«Date un’occhiata a questa immagine. Che cosa vedete? Avete mai vissuto un’esperienza simile? Forse mentre andavate a un congresso c’erano fuori degli apostati che manifestavano. Noi saggiamente li evitiamo. Le istruzioni contenute in Romani indicano che non dobbiamo metterci a conversare con loro, e questo include non leggere le loro pubblicazioni, non visitare i loro siti e non essere nemmeno tentati di commentare i loro post».
«Come abbiamo letto in 1 Giovanni, il mondo ascolta gli apostati, ma noi non li ascoltiamo. Quindi, come si vede in quest’altra immagine, questo significa che ci rifiutiamo di guardare programmi televisivi dove espongono le loro idee. Non lo facciamo né per curiosità, per capire cosa dicono, e nemmeno con l’intenzione di controbattere ai loro ragionamenti falsi».
«Il consiglio di evitare gli apostati è di fatto una protezione per noi. E perché siamo così determinati ad evitarli? È a motivo dell’amore. Noi amiamo il Dio di verità, di conseguenza non ci interessano gli insegnamenti distorti che contraddicono la sua Parola di verità».
«Leggiamo anche un altro passo biblico: Giobbe capitolo 13 versetto 16. […] Nella seconda parte del versetto leggiamo: “Perché nessun empio può presentarsi davanti a lui”. E anche in questo caso la nota in calce alla parola “empio” dice: “o apostata”. Quindi, in altre parole, nessun apostata può presentarsi davanti a lui, vale a dire davanti a Geova. Quindi, se Geova stesso si rifiuta di ascoltare gli apostati, perché dovremmo ascoltarli noi?»
«Possiamo paragonare la verità al cibo solido. Anche se abbiamo un sistema immunitario forte, sappiamo che non fa bene mangiare cibo che ha superato di molto la data di scadenza, non è vero? Certo, il cibo andato a male potrebbe contenere ancora tracce di nutrienti e vitamine che fanno bene alla salute, ma sono le tossine che contiene che fanno ammalare. Gli insegnamenti degli apostati sono molto simili: potrebbero contenere alcune affermazioni vere, ma il loro spirito critico, le loro lamentele, la loro disinformazione contengono tracce di veleno che seminano dubbi e possono danneggiare la nostra salute spirituale».
«Noi potremmo pensare che siamo forti, in salute e immuni all’apostasia, ma se ci trovassimo in un periodo in cui siamo stati offesi, disciplinati o ci dispiace perché non ci hanno dato un certo privilegio, è proprio qui che il nostro sistema immunitario potrebbe diventare vulnerabile alle idee apostate. Quindi evitare di ascoltarle è un consiglio scritturale saggio».
«L’obiettivo degli apostati è solo uno: vogliono distruggere la nostra fede seminando dubbi. Geova non dà ascolto agli apostati e non li ascoltiamo nemmeno noi».
Le due immagini mostrate durante il programma
La manifestazione davanti alla Sala delle Assemblee. I contestatori sono rappresentati con cartelli, megafono e volantini; i Testimoni che entrano distolgono lo sguardo e un adulto accompagna un ragazzo tenendogli la mano sulla spalla. JW Broadcasting, settembre 2026, min. 35:54
Il rifiuto di guardare un programma televisivo in cui vengono esposte idee critiche. La scena accompagna la frase sul non guardare «né per curiosità… né con l’intenzione di controbattere». JW Broadcasting, settembre 2026, min. 36:36
Le immagini sono riprodotte a bassa risoluzione, con indicazione della fonte, al solo scopo di documentare e commentare il contenuto oggetto di analisi.
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Analisi
1. Il versetto iniziale chiede esattamente ciò che la conclusione vieta
L’esposizione si apre con 1 Giovanni 4:1, che invita a mettere alla prova le affermazioni ispirate, e si chiude con il divieto di leggerle, ascoltarle ed esaminarle. Il fedele non è chiamato a compiere la verifica raccomandata dal versetto: gli viene comunicato l’esito di una verifica compiuta da altri, insieme all’istruzione di non ripeterla.
2. Un criterio che non può essere smentito
Il passaggio più delicato dell’esposizione è l’applicazione di 1 Giovanni 4:6. L’espressione «chi conosce Dio ci ascolta» viene riferita, in modo esplicito, a «esseri umani nominati da Geova per insegnare», cioè allo schiavo fedele e discreto.
Il risultato è un criterio che si autoconferma: chi ascolta l’organizzazione viene da Dio, chi non la ascolta non viene da Dio. Nessuna obiezione può superarlo, perché il fatto stesso di sollevarla dimostra l’origine sbagliata di chi la solleva. Un criterio che nessuna prova può smentire non è un criterio di verità: è un criterio di appartenenza.
3. La lettura di Romani 16 si ferma una riga prima
L’oratore legge il versetto 17 e la seconda parte del versetto 18, poi si ferma. Non si tratta di una scelta estemporanea: la scritta in sovraimpressione che accompagna il suo intervento indica come riferimento Romani 16:17, 18, e il versetto immediatamente successivo, nella stessa Traduzione del Nuovo Mondo, dice:
«La vostra ubbidienza è ormai nota a tutti e io mi rallegro per voi. Voglio comunque che siate saggi quanto a ciò che è bene e innocenti quanto a ciò che è male».
Romani 16:19, Traduzione del Nuovo Mondo
Paolo raccomanda ai cristiani di Roma di essere saggi, non ignari, e l’innocenza che chiede riguarda il compiere il male, non il conoscerlo. È un versetto scomodo per un discorso che chiede di non guardare, e resta fuori dalla lettura. Il lettore può verificarlo da solo, aprendo la stessa Bibbia dell’organizzazione.
Va inoltre osservato che «quelli che fomentano divisioni» sono, nel contesto della lettera, persone attive all’interno della congregazione, non ex membri che scrivono dall’esterno. L’applicazione a siti internet, pubblicazioni e commenti sui social è un’estensione moderna, e come tale andrebbe presentata.
4. Due note in calce come fondamento
Due dei passi biblici portati a sostegno, Giobbe 17:8 e Giobbe 13:16, non contengono la parola “apostata” nel testo. La contengono in una nota in calce della Traduzione del Nuovo Mondo, che propone “apostata” come resa alternativa di “empio”. L’oratore lo dichiara apertamente e invita gli ascoltatori a notarlo.
Su questa base viene costruito l’argomento conclusivo: «se Geova stesso si rifiuta di ascoltare gli apostati, perché dovremmo ascoltarli noi?». Una regola di condotta che vincola milioni di persone poggia dunque su una scelta traduttiva della traduzione prodotta dalla stessa organizzazione che formula la regola. Il lettore è invitato a confrontare quei due versetti con altre versioni della Bibbia.
5. La verità dei contenuti non è il criterio
Il paragone con il cibo scaduto contiene l’ammissione più interessante dell’intera esposizione. Il materiale critico, si dice, «potrebbe contenere alcune affermazioni vere», ma va comunque rifiutato a causa dello «spirito critico», delle «lamentele» e del dubbio che genera.
Il motivo del rifiuto non è quindi la falsità di quanto viene affermato, ma il suo effetto. Il dubbio viene trattato come un sintomo di malattia anziché come uno strumento di conoscenza. Chi ha ragione e chi ha torto diventa, a questo punto, una questione irrilevante.
6. A chi è rivolto davvero l’avvertimento
L’esposizione elenca con precisione i momenti di maggiore vulnerabilità: essere stati offesi, essere stati disciplinati, non aver ricevuto un privilegio. Sono le situazioni in cui una persona ha un motivo personale di malcontento.
Il divieto agisce dunque con la massima forza proprio su chi avrebbe le ragioni più concrete per porsi delle domande. A chi ha subito un torto viene chiesto, prima di ogni altra cosa, di non guardare.
7. Le lettere alle autorità
La terza caratteristica attribuita agli apostati è la disonestà, e l’esempio scelto è questo: «scrivono alle autorità lettere che contengono bugie e mezze verità… con l’obiettivo di indurre le autorità a limitare la nostra libertà religiosa».
L’affermazione qualifica in anticipo come disonesta qualunque segnalazione rivolta a un’autorità pubblica, senza distinguere tra le une e le altre. Ma la fondatezza di una segnalazione non dipende da chi la firma: dipende da che cosa contiene, e quello si può verificare.
Un caso recente lo consente. Nel 2021 il Ministero norvegese dell’infanzia e della famiglia ricevette da un ex membro una lettera sulla prassi di esclusione e ostracismo dei Testimoni di Geova, e da quella lettera presero avvio i provvedimenti amministrativi e i tre gradi di giudizio conclusi davanti alla Corte Suprema il 29 aprile 2026. Non è una ricostruzione di parte: è scritto al paragrafo 6 della sentenza. Nel procedimento lo Stato non argomentò sulla base di testimonianze, ma sulle pubblicazioni ufficiali della Watch Tower, che vennero esaminate e messe a verbale. Quella lettera, dunque, non conteneva bugie: conteneva l’indicazione di dove guardare, e cioè nei testi che l’organizzazione pubblica per i propri fedeli. La vicenda è ricostruita per intero nella pagina Norvegia: la Corte Suprema si pronuncia sull’ostracismo dei Testimoni di Geova.
Resta da spiegare perché segnalazioni di questo tipo esistano. La ragione è che l’organizzazione comunica su due registri diversi, uno rivolto all’esterno e uno rivolto ai propri membri, e chi ha vissuto all’interno riconosce la distanza fra i due. Sul voto, la posizione presentata all’esterno è che ogni Testimone decide secondo coscienza se recarsi alle urne; all’interno, chi si iscrive a un partito o assume una carica politica va incontro a un provvedimento di dissociazione. Sui rapporti con gli ex membri, all’esterno si dice che spetta a ciascun familiare decidere se mantenere i contatti; all’interno, il manuale degli anziani prevede che il contatto non necessario con un familiare escluso o dimesso comporti un richiamo, poi la perdita dei privilegi di congregazione e, nei casi di rapporto continuato, la nomina di un comitato giudiziario.
Nessuna delle due affermazioni rivolte all’esterno è falsa alla lettera. Sono incomplete, e l’omissione riguarda proprio la parte che conta, cioè quello che accade a chi si comporta diversamente. Un’autorità pubblica che legga soltanto la versione ufficiale non ha modo di accorgersene, perché la parte mancante non compare in nessun documento destinato all’esterno. Quando un ente chiede allo Stato riconoscimento o contributi dichiarando che le proprie pratiche rispettano i diritti fondamentali, che qualcuno indichi dove verificare non è un atto ostile: è l’unico modo perché la verifica sia possibile. E la domanda che conta resta una sola: quelle descrizioni corrispondono al vero?
Un Testimone di Geova che seguisse alla lettera le istruzioni ricevute in questo stesso programma non potrebbe leggere nulla di tutto questo: né la sentenza, né i resoconti delle udienze, né le pagine che li analizzano. Potrebbe soltanto sapere che qualcuno ha scritto alle autorità delle bugie.
8. Il lessico dell’esposizione
Vale la pena raccogliere in un solo elenco le parole con cui, nel giro di pochi minuti, vengono descritte le persone considerate apostate:
contrabbandieri · agiscono in maniera clandestina · introdurre subdolamente pensieri nocivi · scaltri · metodi ingannevoli · astuti · insinuazioni · mezze verità · bugie · e-mail di phishing · mancanza di amore · prendono di mira gli innocenti · disonestà · propaganda · affermazioni sensazionalistiche e distorte · disinformazione · veleno · tossine · cibo andato a male · empio
Nessuna di queste espressioni si riferisce a un’affermazione. Tutte si riferiscono a delle persone, descritte non per quello che sostengono ma per quello che sarebbero: non persone che dicono cose false, ma persone false. La qualifica precede l’esame e lo rende superfluo.
È qui che si nota l’assenza più significativa dell’intera esposizione. In più di venti minuti dedicati agli apostati non viene citato un solo nome, un solo sito, una sola pubblicazione, una sola affermazione concreta. L’oratore richiama il criterio di Gesù, «li riconoscerete dai loro frutti», ma i frutti che passa in rassegna non sono le cose che gli apostati dicono: sono l’astuzia, la mancanza di amore e la disonestà che vengono loro attribuite. Il criterio evangelico invita a guardare i risultati; qui viene applicato alle intenzioni.
Una critica si confuta mostrando dove sbaglia. Se una sola delle affermazioni contenute in questo sito fosse falsa, sarebbe facile citarla e smentirla, e questo sito la correggerebbe. Non viene fatto. Viene invece descritto il carattere di chi le formula, davanti a un pubblico a cui è contemporaneamente vietato andare a controllare.
9. Una regola che dovrebbe valere anche all’interno
Il criterio proposto dal Broadcasting, verificare prima di credere, è sano. Il problema non è il criterio: è che viene applicato in una direzione sola. E la Bibbia, sul punto, è meno prudente di quanto il programma lasci intendere.
Gli abitanti di Berea ascoltarono Paolo e poi andarono a controllare nelle Scritture se quello che diceva corrispondesse al vero. Atti 17:11 non li rimprovera: li definisce di mentalità più nobile proprio per questo. E l’uomo che sottoposero a verifica non era un anonimo su internet, era un apostolo. In 1 Tessalonicesi 5:21 lo stesso Paolo scrive di accertarsi di ogni cosa, senza escludere sé stesso dall’esame. In Galati 2:11-14 corregge pubblicamente Pietro, mostrando che nessuna posizione di responsabilità mette al riparo dall’errore.
A questo si aggiunge un’ammissione dell’organizzazione stessa:
«Il Corpo Direttivo non è ispirato e nemmeno infallibile. Quindi, a volte può commettere degli errori in merito a questioni organizzative o dottrinali».
La Torre di Guardia, febbraio 2017, p. 26, par. 12
Da qui discende una domanda che non ha risposta all’interno del sistema descritto nel Broadcasting: se un errore è possibile, chi può rilevarlo? Non chi sta fuori, perché non va ascoltato. Non chi sta dentro, perché le uniche fonti consentite sono quelle prodotte dallo stesso organo che potrebbe aver sbagliato. Un’ammissione di fallibilità priva di ogni strumento di verifica resta una formula senza conseguenze pratiche. E infatti, nello stesso articolo, il paragrafo successivo afferma che «lo spirito santo ha aiutato il Corpo Direttivo a capire verità bibliche che in precedenza non erano state comprese», e cinque paragrafi dopo si legge che «seguendo la guida dello schiavo fedele, quindi, stiamo in effetti seguendo il nostro Condottiero, Gesù». La fallibilità viene dichiarata e subito neutralizzata.
Che non si tratti di un’ipotesi teorica lo dimostra la vicenda del 1975, quando le pubblicazioni indicarono quell’anno come termine dei seimila anni di storia umana e probabile inizio del regno millenario. Cinque anni dopo il fallimento, fu la stessa Torre di Guardia ad ammetterlo:
«Con la pubblicazione del libro Vita eterna, nella libertà dei figli di Dio, e l’osservazione che sarebbe stato appropriato che il regno millenario di Cristo scorresse parallelo al settimo millennio d’esistenza umana, venne suscitata considerevole aspettativa per il 1975. […] Purtroppo però, insieme a tali informazioni cautelative, furono pubblicate altre dichiarazioni che lasciavano intendere che tale realizzazione delle speranze in quell’anno era più una probabilità che una semplice possibilità».
La Torre di Guardia, 1° settembre 1980, p. 17
Chi negli anni Settanta avesse sollevato la questione sarebbe stato considerato uno spirito critico. Il tempo, e la fonte primaria dell’organizzazione, gli hanno dato ragione.
Il principio, insomma, dovrebbe essere uno solo. Se parla un ex membro, verificare. Se parla un giornalista, verificare. Se parla jw.org, verificare. Un’affermazione vera non teme il controllo, e una regola che vale solo per gli altri non è una regola: è una difesa.
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Il punto di contatto tra le due parti
Nello stesso programma, a poca distanza l’una dall’altra, vengono trasmesse due istruzioni.
La prima: «Verifichiamo che le informazioni siano accurate prima di crederci o di condividerle con altri. Non dovremmo credere a qualcosa se non possiamo verificarlo».
La seconda: «Non dobbiamo metterci a conversare con loro, e questo include non leggere le loro pubblicazioni, non visitare i loro siti e non essere nemmeno tentati di commentare i loro post», e ancora «non lo facciamo né per curiosità, per capire cosa dicono, e nemmeno con l’intenzione di controbattere».
Le due istruzioni non possono essere seguite entrambe. Verificare un’informazione significa confrontarla con fonti indipendenti da chi l’ha prodotta. Se le uniche fonti ammesse sono le pubblicazioni, i programmi e il sito dell’organizzazione, la verifica si svolge dentro un circuito chiuso, in cui la fonte controlla se stessa.
Il terzo criterio lo esplicita senza ambiguità: tenersi aggiornati significa «rimanere al passo con quello che lo schiavo fedele e saggio ci provvede». La conclusione, secondo il programma, è che questo «ci aiuterà a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso».
Rimane una domanda che ogni lettore può porsi da solo, senza bisogno di intermediari: un insegnamento che teme di essere esaminato, che cosa teme esattamente? Le affermazioni solide non hanno nulla da perdere dal confronto. Chi ha ragione non ha bisogno che l’altra parte resti in silenzio.
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Una continuità con le precedenti direttive della Watch Tower
Il contenuto di questo Broadcasting non rappresenta una novità dottrinale, ma conferma una linea presente da decenni nelle pubblicazioni della Watch Tower. In numerosi articoli la Società ha esortato i Testimoni di Geova a non leggere libri, riviste, siti internet o altro materiale proveniente da persone considerate apostate.
L’elemento nuovo, semmai, è l’estensione del divieto al mondo digitale, formulata in termini operativi: non visitare i siti, non commentare i post, non guardare i programmi. E, soprattutto, l’esclusione esplicita delle due sole motivazioni che potrebbero giustificare un’eccezione: la curiosità e la volontà di confutare. Nemmeno chi volesse difendere le posizioni dell’organizzazione è autorizzato a conoscere gli argomenti che dovrebbe confutare.
Questo sito non chiede a nessuno di credergli. Chiede soltanto che le sue affermazioni vengano verificate. Ogni pagina cita le fonti della Watch Tower con data e numero di pagina, proprio perché chiunque possa controllarle sulle pubblicazioni originali. È l’esatto contrario di quello che il Broadcasting attribuisce agli apostati, ed è anche, letteralmente, quello che il Broadcasting stesso raccomanda: verificare i fatti.
Nota sulla trascrizione. Il testo è stato trascritto a cura di questo sito dalla registrazione audio del programma e verificato all’ascolto. Sono stati corretti alcuni evidenti refusi di trascrizione. I versetti biblici sono riportati nel testo della Traduzione del Nuovo Mondo, edizione riveduta, consultabile su jw.org. Le parentesi quadre segnalano omissioni o indicazioni redazionali. Chi riscontrasse imprecisioni è invitato a segnalarle: verranno corrette.