La luce non deve sempre essere progressiva?
Proverbi 4:18, la «nuova luce» e le dottrine tornate al punto di partenza
Se l’illuminazione è divina, perché alcune interpretazioni compiono un giro completo e ritornano da dove erano partite?
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Premessa
Quando una dottrina viene insegnata per anni e poi viene modificata, i Testimoni di Geova usano abitualmente una formula: «nuova luce». La modifica non viene descritta come una correzione, ma come un avanzamento. Non come un errore umano riconosciuto, ma come un chiarimento che Geova concede al suo popolo attraverso lo spirito santo.
Questa pagina non discute il diritto di correggersi. Quel diritto esiste, e vale per chiunque legga la Bibbia. La domanda è un’altra, ed è molto più circoscritta: su quale base si stabilisce che una nuova interpretazione del Corpo Direttivo sia luce proveniente da Dio?
Una luce che aumenta non torna indietro. Se l’immagine di Proverbi 4:18 descrive davvero il modo in cui l’organizzazione riceve i suoi intendimenti, allora non dovrebbero esistere dottrine che tornano al punto di partenza. Ne esistono parecchie.
Il quadro d’insieme
Prima di entrare nel dettaglio, ecco la mappa. In ciascuno di questi otto casi una posizione è stata insegnata, poi dichiarata superata, poi sostanzialmente ripristinata. Le voci sono cliccabili.
| Argomento | Posizione A | Posizione B | Ritorno ad A |
|---|---|---|---|
| Galati 4:24 Agar e Sara | Sara è il patto abraamico Studenti Biblici | Sara è il nuovo patto | Sara è il patto abraamico 2026 |
| Romani 13:1 autorità superiori | Governi umani Studenti Biblici | Geova e Cristo 1929 | Governi umani 1963 |
| Matteo 13:33 il lievito | Significato positivo 1881 | Significato negativo 1900 | Significato positivo 2008 |
| Sodoma risurrezione | Sì 1879 | No, sì, no 1952, 1965, 1988 | Non si può escludere 2023 |
| Matteo 24:34 la generazione | Gli unti 1927 | Quattro definizioni diverse 1958-1995 | Gli unti 2008 |
| Vaccinazioni | Lecite ed elogiate aprile 1921 | Violazione del patto con Noè ottobre 1921, 1931 | Ammesse 1953 |
| Trapianti | Nessun principio scritturale 1963 | Cannibalismo 1968 | Ammessi 1980 |
| Saluto ai disassociati | Lecito 1975 | Vietato 1982 | Lecito 2023 |
L’elenco non è esaustivo. Se ne potrebbero aggiungere altri, come la separazione delle pecore dai capri di Matteo 25, dove però il ritorno è solo parziale. Ma questi bastano a porre la domanda.
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Con quale metro giudicarli
Prima di esaminarli uno per uno, conviene stabilire il criterio. E il criterio non lo scegliamo noi: lo aveva fissato Russell nella Torre di Guardia del 1° febbraio 1881, a p. 3.
«Se seguissimo un uomo, senza dubbio sarebbe diverso; indubbiamente un’idea umana ne contraddice un’altra e ciò che era luce uno, due, sei anni fa oggi sarebbe considerato tenebre. Ma presso Dio non vi è variazione né volgimento d’ombra [...] La “Nuova Luce” non estingue la vecchia “luce”, ma si somma ad essa».
Zion’s Watch Tower, 1° febbraio 1881, p. 3
Il criterio è binario. Se ciò che era luce anni fa oggi è tenebre, si sta seguendo un uomo. Se la luce viene da Dio, si aggiunge senza spegnere quella precedente.
La citazione integrale, con la scansione dell’originale e la sua applicazione ai singoli casi, si trova più avanti. Chi volesse fermarsi qui ha comunque già l’essenziale: i fatti nella tabella, e il metro con cui la Watch Tower stessa aveva chiesto di essere giudicata.
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Parte prima: le oscillazioni
1. Galati 4:24: Agar e Sara
In Galati 4:24 Paolo scrive che Agar e Sara «rappresentano due patti».
Per decenni la Watch Tower ha identificato questi due patti con il patto della Legge (Agar) e il nuovo patto (Sara). La trattazione di riferimento è nella Torre di Guardia del 15 marzo 2006, pp. 10-12, nell’articolo «Un dramma simbolico di grande valore per noi».
Nella Torre di Guardia del giugno 2026, edizione per lo studio, rubrica «Domande dai lettori», quella lettura viene modificata:
«In passato spiegavamo che i due patti erano il patto della Legge e il nuovo patto. Ma dopo un ulteriore esame di questo passo, pensiamo che sia necessario modificare questa spiegazione. Sembra che Paolo si stesse riferendo non al nuovo patto, ma al patto abraamico».
La Torre di Guardia (edizione per lo studio), giugno 2026, «Domande dai lettori»
In nota l’articolo precisa: «Questo modifica quanto pubblicato nella Torre di Guardia del 15 marzo 2006, pagine 10-12». Agar resta il patto della Legge; Sara passa dal nuovo patto al patto abraamico.
Fin qui, nulla di scandaloso. Un uomo può leggere male un testo. Un gruppo di uomini anche.
Ma questa non è una comprensione nuova
È la comprensione degli Studenti Biblici delle origini.
Charles Taze Russell insegnava che le tre donne di Abraamo raffiguravano tre patti distinti: Sara il patto abraamico, Agar il patto della Legge, Chetura il nuovo patto. Fu proprio su questo schema che si consumò, tra il 1907 e il 1909, la controversia sul nuovo patto che portò alla rottura con M. L. McPhail, E. C. Henninges e altri collaboratori storici della Watch Tower.
| Periodo | Sara rappresenta |
|---|---|
| Studenti Biblici (primo Novecento) | il patto abraamico |
| Watch Tower, fino al 2026 | il nuovo patto |
| Torre di Guardia, giugno 2026 | il patto abraamico |
Ciò che oggi viene presentato come frutto di un ulteriore esame era già sul tavolo più di un secolo fa, ed era stato abbandonato. L’articolo del 2026 non lo menziona.
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2. Romani 13:1: le autorità superiori
Paolo scrive: «Ogni persona sia sottoposta alle autorità superiori».
Gli Studenti Biblici delle origini intendevano le autorità superiori come i governi umani. Russell lo scriveva già nel primo volume degli Studi sulle Scritture: quei governi, per quanto imperfetti, erano stati «ordinati da Dio» per un saggio proposito.
Nel 1929 l’interpretazione cambia. The Watch Tower del 1° e del 15 giugno identifica le autorità superiori con Geova Dio e Gesù Cristo, e liquida la lettura precedente in termini che non lasciano spazio a dubbi:
«Non è perciò chiaro che è manifestamente e indubitabilmente errata l’applicazione delle parole dell’apostolo Paolo ai governanti di questo mondo?».
The Watch Tower, 1° giugno 1929
Non si trattò di un accenno di passaggio. Due interi numeri della rivista esaminarono il capitolo versetto per versetto. E l’interpretazione fu poi celebrata come una liberazione. Il libro La Verità vi farà liberi (1943) scriveva che la lettura secolare era «una perversione della Scrittura» che aveva «per lungo tempo provocato l’oppressiva schiavitù dei professanti Cristiani», e che:
«Nel 1929 apparì la rifulgente luce. In quell’anno la Watchtower pubblicò l’esposizione Scritturale che trovasi al capitolo 13 dei Romani [...] Questa rivelazione di vitale verità, liberò lo spirito del consacrato popolo di Dio, più di quanto fosse avvenuto prima».
La Verità vi farà liberi, 1943
Nel 1963, con le edizioni italiane del 1° e 15 giugno e del 1° luglio, si torna alla posizione di Russell: le autorità superiori sono le autorità governative umane.
Tre dettagli che rendono il caso singolare
Primo. Gli articoli del 1963 non menzionano mai il fatto che stanno correggendo qualcosa. Non citano mai la Torre di Guardia del 1929. Anzi, in due note in calce rinviano ai libri di Russell sull’argomento, come se la posizione dell’organizzazione non fosse mai cambiata.
Secondo. Le stesse argomentazioni vengono usate per dimostrare l’opposto. Nel 1929 la contraddittorietà delle leggi umane da paese a paese provava che quelle autorità non potevano venire da Dio. Nel 1963 la stessa contraddittorietà viene giustificata osservando che anche le leggi di Dio «differirono a volte». Lo stesso vale per il versetto 6 sulle tasse: parentetico nel 1929, non parentetico nel 1963.
Terzo. Nel 1993 il libro Proclamatori, a p. 147, spiega che gli Studenti Biblici avevano assunto quella posizione «a motivo del loro sincero desiderio di rispettare la suprema autorità di Dio», ma che «non capivano bene il significato di Romani 13:1-7». Un fraintendimento, dunque. Ma nel 1943 quella stessa posizione non era un fraintendimento: era «rifulgente luce» e «rivelazione di vitale verità».
La documentazione completa è nella pagina Le autorità superiori.
La domanda
Se nel 1929 la seconda posizione era luce divina, che cosa era nel 1963, quando è stata abbandonata? E se la prima era una «perversione della Scrittura», come mai è tornata a essere corretta?
Le risposte possibili sono tre. Ha sbagliato Geova. Ha sbagliato lo spirito santo. Oppure hanno sbagliato gli uomini che interpretavano il testo.
La terza è l’unica sostenibile. Ed è anche l’unica che l’organizzazione non trae fino in fondo, perché smonterebbe la premessa da cui tutto dipende.
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3. Il lievito di Matteo 13:33
Nel numero di Zion’s Watch Tower dell’aprile 1881, a p. 5, esce un articolo di J. H. Paton sulla parabola del lievito. La lettura è positiva: il lievito raffigura il potere di permeare, l’espansione irresistibile del Regno. Paton si pone anche l’obiezione ovvia, cioè che nella Bibbia il lievito indica di solito corruzione, e la discute apertamente.
La luce viene spenta diciannove anni dopo:
«Il lievito rappresenta in tutte le Scritture la corruzione [...] Non parrebbe ragionevole che nostro Signore usasse lì la parola lievito come suppongono in genere i cristiani, in senso buono [...] non avrebbe usato il lievito come simbolo di giustizia come non avrebbe usato la lebbra come simbolo di santità».
Zion’s Watch Tower, 15 maggio 1900, p. 154
La posizione negativa viene ribadita nel 1910 e nel 1912, e resta in vigore per tutto il Novecento: la ritroviamo in Perspicacia, p. 141, dove si afferma che Gesù «doveva avere in mente elementi corruttori», e in Venga il tuo Regno, cap. 11 p. 101, dove si legge che nella Bibbia il lievito «ha sempre un significato sfavorevole».
Nel 1976 la Torre di Guardia riapre il caso, cita l’articolo del 1881 nominandone l’autore, e lo demolisce:
«Per tale ragione l’argomento usato da J. H. Paton nel numero de La Torre di Guardia di Sion dell’aprile 1881 non regge [...] Perciò, la parabola del lievito non è un’illustrazione di qualcosa di positivo; al contrario, illustra qualcosa di negativo».
La Torre di Guardia, 15 marzo 1976
Trentadue anni dopo, nella Torre di Guardia del 15 luglio 2008 a p. 20, il lievito torna a rappresentare qualcosa di positivo: la crescita dell’opera di predicazione. La luce spenta nel 1900 viene riaccesa nel 2008, centoventisette anni dopo l’articolo di Paton.
Il caso è documentato in Modificata la spiegazione di tre parabole. Torneremo su questa data, il 1881, perché contiene una sorpresa.
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4. Risorgeranno gli abitanti di Sodoma?
Qui non c’è un’inversione: c’è un pendolo che non si è mai fermato.
| Pubblicazione | Risposta |
|---|---|
| Zion’s Watch Tower, luglio 1879, p. 1 | Sì |
| Torre di Guardia, 1° giugno 1952, p. 338 | No |
| Torre di Guardia, 1° agosto 1965 | Sì |
| Torre di Guardia, 1° luglio 1967, p. 409 | No |
| Svegliatevi!, 8 ottobre 1974, p. 20 | Sì |
| Libro Vivere per sempre, p. 179 par. 9 | No, poi Sì in una ristampa successiva |
| Torre di Guardia, 1° giugno 1988, p. 30 | No |
| Perspicacia, vol. 2, p. 985 (1988) | Sì |
| Libro Rivelazione, p. 273 (1988) | No |
| Riunione annuale 2023 | Non si può escludere |
Ogni volta la posizione precedente veniva superata, ogni volta quella nuova veniva presentata come comprensione più accurata, e ogni volta il testo biblico era rimasto identico. Una luce che cresce non lampeggia.
Due righe della tabella meritano attenzione a parte.
Il 1988. Nello stesso anno escono tre pubblicazioni e non concordano tra loro: la Torre di Guardia di giugno dice no, Perspicacia dice sì, il libro Rivelazione dice no. Un Testimone di quell’anno riceveva l’una o l’altra risposta a seconda del volume che apriva, e tutti e tre erano in circolazione contemporaneamente. Non è una dottrina che si affina: è una domanda che nessuno stava seguendo.
Il libro Vivere per sempre. Qui la risposta cambia all’interno dello stesso paragrafo, tra una tiratura e la successiva, senza alcuna avvertenza. Chi possedeva la prima edizione e chi possedeva la seconda leggevano lo stesso libro alla stessa pagina e ricevevano risposte opposte. È la forma più pura di correzione invisibile: il lettore non aveva modo di accorgersi che qualcosa fosse cambiato.
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5. «Questa generazione»
Arriviamo al caso decisivo, e non è un dettaglio esegetico. Matteo 24:34 è il versetto su cui si è retta per un secolo l’attesa della fine.
| Anno | «Questa generazione» è |
|---|---|
| 1897 | i contemporanei a partire dal 1878 |
| 1927 | gli unti |
| 1958-1968 | chi era in vita nel 1914 |
| 1974-1981 | chi nel 1914 era abbastanza grande da capire |
| 1986 | di nuovo chi era in vita nel 1914 |
| 1995 | i popoli della terra che vedono il segno |
| 2008 | gli unti (ritorno al 1927) |
| 2010 | gli unti del 1914 e quelli le cui vite si sovrappongono |
Ci sono due ritorni annidati. Il primo: dal 1974 al 1981 vale la definizione ristretta, nel 1986 si torna a quella ampia già in vigore fino al 1968. Il secondo, ed è quello decisivo: nel 1927 la generazione sono gli unti; la definizione viene abbandonata e sostituita quattro volte; nel 2008 la generazione torna a essere gli unti. Ottantun anni di luce spenta e riaccesa.
Va detto per correttezza che la «generazione sovrapposta» del 2010 non è un ritorno: è una costruzione nuova, mai insegnata prima.
Un’osservazione sulle date. Ogni ridefinizione arriva quando la precedente sta diventando aritmeticamente insostenibile, cioè quando i testimoni oculari del 1914 vanno morendo. Il testo di Matteo 24:34 è rimasto identico per duemila anni. A muoversi non è stata la comprensione del versetto: è stata l’anagrafe.
La documentazione completa, con tutte le citazioni originali, è nella pagina «Questa generazione non passerà».
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6. Giovanni 5:28, 29: le opere passate
Gesù dice che quelli che sono nelle tombe ne verranno fuori, «quelli che hanno fatto cose buone a una risurrezione di vita, quelli che hanno praticato cose vili a una risurrezione di giudizio».
Per decenni la Watch Tower ha insegnato che quei verbi non si riferivano alla vita appena conclusa, ma alle opere che i risuscitati avrebbero compiuto dopo, durante il Millennio. Il libro Ragioniamo facendo uso delle Scritture lo motivava così: «Pensare che le persone saranno condannate in base alle opere compiute nella loro vita precedente non sarebbe coerente con Romani 6:7». Perspicacia, vol. 2, p. 783, parlava di «un esame retrospettivo delle azioni compiute da quei risuscitati dopo che avranno avuto l’opportunità di ubbidire o disubbidire alle “cose scritte nei rotoli”». Il libro Cosa insegna realmente la Bibbia?, a p. 214, era ancora più netto: «il giudizio non si baserà su ciò che ciascuno fece prima di morire».
Nella Torre di Guardia del settembre 2022, edizione per lo studio, a p. 18 par. 14, quella lettura cade:
«In passato credevamo che queste parole di Gesù si riferissero alle azioni che i risuscitati avrebbero compiuto dopo la loro risurrezione [...] Tuttavia, parlando di quelli che usciranno dalle tombe commemorative, Gesù non disse “faranno cose buone” e “praticheranno cose ignobili”. Usò i verbi al passato [...] Questo indica che si tratta di azioni che queste persone hanno compiuto prima della loro morte. In effetti è logico».
La Torre di Guardia (edizione per lo studio), settembre 2022, p. 18
Si noti l’argomento con cui viene motivato il cambiamento: il tempo dei verbi. Non un manoscritto ritrovato, non un progresso negli studi biblici. La coniugazione, che nel testo greco è sempre stata la stessa.
Ma questa non è una comprensione nuova
È la lettura di Russell. In un articolo del 1895 egli commenta il versetto inserendo tra parentesi quadre le proprie glosse esplicative:
«Il nostro Signore dichiarò che alla fine “tutti quelli che sono nelle tombe udranno la voce del Figlio dell’uomo e ne verranno fuori; quelli che hanno fatto il bene [i giustificati e approvati da Dio per mezzo di Cristo] a una risurrezione di vita, e quelli che hanno fatto il male [tutti quelli non così approvati] a una risurrezione di dannazione [letteralmente, giudizio]”».
Zion’s Watch Tower, 15 agosto 1895, «With What Body Do They Come?», Reprints R1853, p. 190
Più avanti nello stesso articolo Russell è esplicito sul punto che qui interessa:
«Questa è chiamata “la risurrezione di [o alla] vita”, in contrasto con la “risurrezione mediante giudizio” (Giov. 5:29), perché coloro che sono ritenuti degni di partecipare a questa risurrezione avranno già superato il loro giudizio o prova nella vita presente».
Zion’s Watch Tower, 15 agosto 1895, Reprints R1854, p. 192
Nello stesso articolo Russell osserva inoltre che la resa «risurrezione di dannazione» è scorretta, perché il greco krisis indica una prova e non necessariamente una condanna. È la medesima precisazione fatta dal membro del Corpo Direttivo Jeffrey Jackson nel JW Broadcasting del gennaio 2022, dopo che per decenni le pubblicazioni avevano insegnato il contrario: Perspicacia, vol. 1, p. 1130, affermava che in Giovanni 5:29 il «giudizio» indica «un giudizio di condanna che comporta la completa perdita della vita».
Una precisazione, perché l’obiezione è prevedibile. Russell manteneva comunque per la maggior parte dell’umanità un periodo millenario di prova e di istruzione, e sotto questo aspetto la sua posizione non coincideva con quella delle chiese cristiane. Il confronto riguarda un punto preciso e su quello va misurato: a quale periodo appartengono le opere di cui parla Gesù. Su questo la risposta di Russell nel 1895 e quella del Corpo Direttivo nel 2022 sono la stessa, e nel mezzo c’è oltre un secolo di risposta opposta.
Chi lo aveva già detto
C’è un elemento che distingue questo caso dagli altri. Non serviva alcuna competenza specialistica per accorgersene: bastava leggere il versetto. Le chiese cristiane, quelle che le pubblicazioni definiscono apostate, hanno sempre inteso il passo in questo modo, per la semplice ragione che il testo dice questo.
Anche chi scrive lo aveva argomentato, anni prima del cambiamento, nella pagina Il giudizio dei Testimoni di Geova, osservando che se fosse stato vero ciò che la Watch Tower sosteneva si sarebbe dovuto leggere «quanti faranno il bene» e «quanti faranno il male», mentre Gesù si esprime al passato. È esattamente l’argomento che il Corpo Direttivo ha adottato nel 2022, presentandolo però come una conclusione appena raggiunta e per giunta «logica».
Resta la domanda di sempre. Chi avesse fatto notare quell’evidenza prima del 2022, dentro l’organizzazione, sarebbe stato trattato da apostata. Dopo il 2022 gli viene detto che era logico.
E inoltre
Si potrebbero aggiungere altri casi. La separazione delle pecore dai capri di Matteo 25, per esempio, collocata nel futuro da Russell, portata nel presente sotto Rutherford e rimandata al futuro dalla Torre di Guardia del 15 ottobre 1995, con un ritorno però solo parziale. L’elenco non è breve. Ma cinque casi bastano a porre la domanda.