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I Testimoni di Geova ed il sesso



I testimoni di Geova e il sesso



Tamara de Lempicka, Adamo ed Eva, 1932.

Non sempre lo studio del geovismo è noioso, ogni tanto ha spunti di notevole humour; e dove, se non nel sesso, le fantasie del Corpo Direttivo potevano raggiungere la vetta dell'umorismo e cioè il paradosso assoluto? Il Grande Fratello di Brooklyn controlla, come sappiamo, ogni dettaglio della vita dei suoi sfortunati sudditi e non poteva quindi non mettere il naso anche nei loro rapporti sessuali, compresi quelli coniugali (eh si, nemmeno tra moglie/marito si può star tranquilli!).

Poiché naturalmente è sempre Geova che detta queste norme, se ne deve dedurre che il Corpo Direttivo, evidentemente, pensa che Dio sia una sorta di "guardone" che invece di pensare ai reali problemi del mondo, perde tempo a controllare ..."come lo fanno". La cosa è ovviamente grottesca e ridicola, ma purtroppo è anche tragica. Non dobbiamo dimenticare, infatti, le crisi matrimoniali e le famiglie distrutte a causa di questo ennesimo "cibo spirituale" avariato fornito da Brooklyn. Veniamo al dunque.

La Torre di Guardia del 15/5/73 afferma che determinati tipi di rapporti sessuali tra coniugi sono "innaturali" e sono da includere nel concetto di fornicazione. Pertanto se un coniuge insistesse con l'altro per avere questo tipo di rapporti, l'altro dovrebbe divorziare pena la disassociazione (e quindi la solita conseguente distruzione di Geova).

Nel 1978 (Torre di Guardia del 1/3/78) questa dottrina viene ribadita ed anzi rafforzata, in quanto praticamente tutti i tipi di rapporti sessuali tra coniugi, tranne quello "standard", sono considerati "fornicazione", e quindi motivo di divorzio. Inutile dire che queste affermazioni erano "saldamente fondate sulla Bibbia", in particolare derivavano da Rom.1:24-27.

Ma dopo appena 5 mesi, il precedente "cibo spirituale" è già scaduto! La Torre di Guardia del 15/7/78 ci informa che "la Bibbia non stabilisce nessuna regola al riguardo" e che le pratiche che prima erano state definite "gravemente innaturali" ora vengono definite "insolite" e non vanno considerate "fornicazione" e quindi motivo di disassociazione o di divorzio!

Ma ai TdG che erano stati disassociati con la grave accusa di immoralità o di apostasia (nel caso in cui avessero ritenuto che la scrittura di Rom.1:24-27 non c'entrasse nulla con i rapporti coniugali) il Corpo Direttivo ha forse chiesto scusa? Naturalmente no, come ogni volta che cambia i suoi "intendimenti". Chi ripagherà i danni dei rapporti coniugali rovinati e delle famiglie distrutte dai divorzi fatti nel frattempo in nome di Geova? Nessuno.

Purtroppo per i TdG, il Corpo Direttivo ha avuto un altro ripensamento (luce progressiva o intermittente?) e quindi arriviamo al 1983 dove i rapporti sessuali che prima erano diventati "insoliti" adesso ridiventano "pervertiti", anche se non costituiscono motivo di disassociazione, tranne nel caso che uno "incoraggiasse", tra i fratelli, questo tipo di relazioni (sic)!

Come se questo non bastasse, il Corpo Direttivo, nel suo estremo legalismo religioso, è riuscito a superare anche i farisei più paranoici, arrivando a raggiungere il paradosso assoluto: mentre, infatti, abbiamo visto, i rapporti "innaturali" nell'ambito del matrimonio, costituivano per il Corpo Direttivo "fornicazione", e quindi motivo di divorzio, nel caso in cui una moglie avesse scoperto che il proprio marito aveva rapporti omosessuali con un altro uomo non poteva divorziare in quanto, per il Corpo Direttivo, la "fornicazione" (in cui venivano compresi i rapporti "innaturali"), che obbligava il coniuge a divorziare, si applicava solo nell'ambito del matrimonio!

Per cui la povera Testimone doveva tenersi il marito infedele ed omosessuale, cornuta e contenta, e non era autorizzata a divorziare, mentre invece avrebbe dovuto divorziare se il marito, fedele, avesse avuto con lei stessa un rapporto un po' diverso!

Se questo "intendimento" non avesse causato veri drammi famigliari, ci sarebbe solo da ridere: neanche nelle situation comedy avrebbero potuto concepire una storia più assurda di questa! La cosa era talmente assurda che persino il Corpo Direttivo se ne rese conto, soprattutto grazie alle pressioni di Raymond Franz, membro del CD e nipote dello stesso Presidente.

Dapprima infatti corresse questo paradosso - infatti La Torre di Guardia del 1/6/73, p. 350, smentendo quanto affermato categoricamente solo sei mesi prima riguardo il significato del termine fornicazione, vi incluse anche l'omosessualità - ma soprattutto, come abbiamo visto, nell'edizione del 15/7/78 toglie ogni censura dai rapporti matrimoniali. Purtroppo per i TdG Raymond Franz si allontanò dal Corpo Direttivo dopo aver tentato inutilmente di riportarlo ai reali insegnamenti di Cristo, ed il primo risultato fu la nuova "marcia indietro" sui rapporti sessuali matrimoniali (che diventano nuovamente "pervertiti": La Torre di Guardia 1 settembre 1983, pp.30, 31) nonché l'allontanamento dai vertici della Società americana di tutti coloro che osavano mettere Cristo prima degli interessi della WTS di Brooklyn.

Se tutti i TdG avessero il coraggio di leggere "Crisi di Coscienza" di R. Franz, capirebbero finalmente cosa intendeva Gesù quando disse "conoscerete la Verità e la Verità vi renderà liberi".

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I TdG e l'omosessualità


«Vi sono senz'altro molti fattori sociali ed emotivi che contribuiscono a far volgere qualcuno dalle relazioni eterosessuali a quelle omosessuali. ... Si può smettere d'essere omosessuale solo se non si pensa più come un omosessuale e non si hanno più i suoi desideri. ... ogni tanto uomini sposati o celibi diranno ai consulenti di non essere più omosessuali giacché hanno desistito dall'effettivo contatto fisico con altri.

Ma dovrebbero esaminarsi onestamente e imparzialmente. Il Dizionario Enciclopedico Italiano di Giovanni Treccani definisce l'omosessualità "l'inclinazione erotica verso soggetti del proprio sesso; ... non comprende obbligatoriamente il congiungimento carnale, perché può dar luogo a tutte le varianti amorose eterosessuali, comprese quelle dell'amor platonico". Pertanto, il maschio che desidera regolarmente altri maschi è ancora omosessuale nel suo cuore. (Si paragoni Matteo 5:27, 28)

Questo è ciò che realmente vuole. Deve ancora sforzarsi di elevare il suo pensiero ... Anche se qualche volta si fa un temporaneo passo indietro nella lotta per vincere un vizio così inveterato come l'omosessualità, abbiamo l'assicurazione di Dio che il Suo spirito sosterrà chi continua onestamente a sforzarsi di fare ciò ch'è giusto. ... Perciò, la domanda sostanziale che si presenta a quelli che hanno il problema dell'omosessualità non è: 'È ragionevole la veduta della Bibbia?' La veduta della Bibbia è davvero molto ragionevole. Piuttosto, si presenta loro la vigorosa domanda: Voglio realmente cambiare e accetterò la sfida che questo presenta?» - La Torre di Guardia del 1/2/75, pp. 70-73 (il corsivo è aggiunto).

I TdG hanno, come tutti i fondamentalisti, una concezione dell'omosessualità intesa basilarmente solo come vizio, come una deliberata scelta comportamentale e non come una condizione, molto spesso indipendente dalla volontà del soggetto. Sicuramente questa loro veduta finisce per far sorgere conflitti psicologici e sensi di colpa insanabili nei TdG omosessuali (= che hanno inclinazioni omosessuali), dato che l'orientamento sessuale, a giudizio di molti esperti, è immodificabile.

Si noti che la Watch Tower ha perfino preteso che si cambino le tendenze sessuali e che gli omosessuali riescano così a diventare eterosessuali! Oltre che nella rivista succitata, ecco cosa si leggeva nella Svegliatevi! del 22/9/78, pp. 28,29 ("Si può cambiare personalità?"):

«...quelli che affermano che la conversione non produce un cambiamento nella personalità  non hanno usato il giusto tipo di "provvedimenti spirituali".

In altre parole, i presunti credenti non si erano convertiti al vero e autentico cristianesimo apostolico [quindi secondo la WTS chi si converte realmente può cambiare il suo orientamento sessuale. Tale cambiamento dipenderebbe fondamentalmente dalla volontà della persona] Come fa il vero cristianesimo a produrre un cambiamento nella personalità indipendentemente dalla natura delle pecche? Anzitutto, il vero cristianesimo inculca forte fede nel Creatore.

Egli ci ha fatti e ha il diritto di dirci quello che possiamo e quello che non possiamo fare. Inoltre, essendo l'onnisapiente, giusto e amorevole Sovrano della nostra vita sa ciò che è meglio per noi. La fede in lui ci permetterà di pensare quello che pensa lui a questo riguardo, e la sua Parola indica molto chiaramente che considera l'omosessualità un grave peccato. ... Quindi, dal primo passo in poi, dobbiamo accettare ciò che Dio pensa, cioè che è una pratica cattiva, e ubbidire al comando di Dio di 'odiare ciò che è male'. (Sal. 97:10) Come l'ex alcolizzato deve sforzarsi di 'odiare' l'effetto inebriante dell'alcool se vuole evitare di ricadere nel vizio, così chi era omosessuale deve 'odiare' le sue passate tendenze sessuali [si noti che si parla di tendenze, non di pratiche].

Per poterlo fare, deve dare ascolto al consiglio: "Cessate di conformarvi a questo sistema di cose, ma siate trasformati rinnovando la vostra mente, per provare a voi stessi la buona e accettevole e perfetta volontà di Dio". (Rom. 12:2) Per questo è necessario alimentare la mente con la Parola di Dio e coltivare pensieri giusti. (Matt. 4:4; Filip. 4:8) Sì, con l'aiuto della Parola e dello spirito santo di Dio, ci si può spogliare della vecchia personalità e "rivestire la nuova personalità che [è] creata secondo la volontà di Dio". - Efes. 4:22-24; Col. 3:8-10.

Dio ha provveduto anche il mezzo della preghiera. ... Inoltre, la Parola di Dio stabilisce pure che nella congregazione cristiana ci siano anziani per prestare aiuto ... I fatti mostrano che questi "provvedimenti spirituali" hanno aiutato uomini e donne a vincere l'omosessualità, oggi come nei tempi apostolici. Il vero cristianesimo dà agli individui sia il motivo che l'aiuto necessario per fare cambiamenti nella propria personalità, tutto alla gloria di Dio e per la benedizione loro e di quelli ai quali si associano».

È evidente quindi che, secondo quanto si legge in queste riviste, se applicano i "consigli biblici" gli omosessuali possono vincere le loro tendenze (non "le pratiche", ma le tendenze, le inclinazioni) e diventare dei "normali" eterosessuali. Solo così possono sentirsi approvati da Dio.

È generalmente riconosciuto, tuttavia, che l'orientamento sessuale è immodificabile. Ciò era menzionato anche nella succitata Svegliatevi!:

«Un professore di clinica psichiatrica incaricato presso l'Università della British Columbia [scrisse una lettera ad un'importante rivista] pubblicata con l'intestazione "Nulla può contro l'omosessualità". Faceva obiezione a un articolo uscito in precedenza in quella rivista secondo cui l'omosessualità non è compatibile col cristianesimo.

A suo avviso, è troppo attendersi che la conversione al cristianesimo produca un cambiamento nell'orientamento sessuale, dall'omosessualità all'eterosessualità. Menzionava alcuni i quali insistevano che, al massimo, solo il 25 per cento poteva cambiare, e citava lo psichiatra evangelico inglese che, dopo avere assistito 50 omosessuali, fu indotto a concludere: "Se qualcuno crede che l'esperienza della conversione elimini i desideri sessuali e porti a una normale attrazione verso il sesso opposto, si sbaglia. ... Non ho conosciuto un solo uomo che se ne sia liberato mediante provvedimenti spirituali"».

Una modifica nell'orientamento sessuale quindi, se mai è possibile, richiederebbe anni di psicoterapia e non può certo avvenire grazie alla semplice conversione ai TdG.
Come si è visto, la Watch Tower sosteneva con certezza che si è omosessuali fino a che si provano desiderisessuali verso persone dello stesso sesso e che per essere approvati da Dio bisognava eliminare qualsiasi inclinazione o desiderio. Nel 1983 venne pubblicato un articolo in cui si presentavano i fatti in maniera diversa:

«È interessante che, stando alle definizioni dei dizionari, l'omosessualità include il DESIDERIO sessuale per individui del proprio sesso. Tuttavia la Bibbia distingue fra la pratica di ciò che è male e i desideri o le inclinazioni peccaminose. Questi desideri possono essere presenti nonostante gli energici sforzi per sradicarli dalla mente e dal corpo.

Possono esserci fratelli o sorelle cristiani che, a causa dell'ambiente in cui sono vissuti e forse di altri fattori, provano occasionalmente il desiderio di avere rapporti sessuali con individui del loro stesso sesso. Ma combattono questo desiderio innaturale di ispirazione demonica, e non cedono. Perciò non sono persone che praticano l'omosessualità. Tengono sotto controllo i loro pensieri, sapendo che se si lascia divenire fertile un desiderio errato, esso si tradurrà inevitabilmente in azioni errate. ... Ciò che Dio condanna nella Bibbia, e che costituisce un peccato meritevole di disassociazione, è l'"attività erotica" o "comportamento sessuale" con una persona del proprio sesso» - La Torre di Guardiadel 15/11/83, p. 26.

Questa era sicuramente una veduta più ragionevole e realistica. Tuttavia, qualche anno dopo, le cose ritornarono apparentemente come prima. Ecco cosa si leggeva, infatti, nella Svegliatevi! dell'8 luglio 1989 (corsivo aggiunto):  «Per omosessualità si intende l'inclinazione ad avere esperienze sessuali con persone dello stesso sesso». Ma allora sono omosessuali coloro che hanno delle inclinazioni verso il proprio sesso o chi praticaun'attività sessuale? La differenza è molto significativa: se Dio non condanna l'inclinazione (come si diceva prima del 1984) ma solo le azioni, questo significa che se qualcuno ha desideri omosessuali (e quindi è omosessuale) può ugualmente essere accettato da Dio come suo ministro. A quanto pare a Brooklyn non avevano (o non hanno) le idee molto chiare su questo argomento.

Quando ero TdG mi capitò di discutere a lungo di queste credenze dei TdG con un omosessuale dichiarato. Decisi infine di scrivere una lettera a Roma per chiedere spiegazioni e maggiori informazioni sull'argomento. Trascrivo qui alcuni punti della lettera che inviai alla Betel:

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Tione, 25/02/1994
Cari fratelli,
   Sono un servitore di ministero della congregazione di Tione e scrivo per sottoporre alla vostra attenzione un problema.
   Ho conosciuto una persona che ha il problema dell'omosessualità, il quale sostiene che le argomentazioni delle nostre pubblicazioni siano poco convincenti. Il punto sul quale obietta principalmente è che l'omosessualità sia un comportamento acquisito (g 8/3/80; g 8/11/80 [nota1]). Costui sostiene che questo può valere per alcuni individui ma non nelle generalità dei casi.

Questa persona cita opere di psichiatri e di specialisti ... nelle quali si dichiara che, nella stragrande maggioranza dei casi, le persone omosessuali non scelgono di essere tali ma si trovano in questa condizione indipendentemente dalla loro volontà. Questa persona sostiene che sia impossibile per un omosessuale diventare eterosessuale. ...

   Il nostro libro "Ragioniamo" (p.353 [nota2]) lascia intendere che certe inclinazioni possono essere permanenti anche se si cerca con ogni sforzo di eliminarle. Questo però mi sembra contrasti con quella che è la nostra opinione comune sull'argomento: 'Si studia la Bibbia, ci si impegna, si coltivano i frutti dello spirito e si cambia, diventando normali...'.

Questo signore cita il nuovo Catechismo Cattolico nel quale si ammette che un considerevole numero di uomini e donne si sentono permanentemente attratti da individui dello stesso sesso pur non volendo o non avendo fatto nulla per essere tali. Il Catechismo dice che questa gente va aiutata a vivere nella castità, facendo così supporre che non ci sia la possibilità di "cambiare". Tuttavia la castità non è facile da mantenere ("Non tutti hanno il dono"; "se uno non ha padronanza di sé...." MT. 19:1; 1Cor. 7:9). Nel caso di un omosessuale però la castità non è più una possibilità ma un obbligo, un'esigenza indispensabile per essere accettati da Dio. Queste argomentazioni sinceramente mi mettono in difficoltà.

   La nostra rivista Svegliatevi! spesso tratta argomenti 'scabrosi'. Sarebbe interessante un articolo che parlasse dell'omosessualità in maniera approfondita. A quanto pare dall'1 al 5% delle persone sono omosessuali. Ciò significa che in Italia ci sono, come minimo, 500.000 individui con questo problema. La persona che ho conosciuto dice che il nostro messaggio non offre nessuna speranza agli omosessuali, non da nessuna vera risposta al loro problema.

Sostiene che pretendere un "cambiamento" per poter essere accettati nella congregazione significa chiedere l'impossibile o, come minimo, chiedere uno sforzo sovrumano che può portare alla nevrosi o ad altri disturbi mentali peggiori del male che si vorrebbe eliminare. Il libro "Ragioniamo" (pp. 353, 354) dice che Geova "provvede tutto l'aiuto necessario" [a chi è omosessuale]. In che consiste, concretamente, questo aiuto? ...

   Questa persona mi ha dato un libro che sto leggendo e che trovo piuttosto interessante ("Omotropia - Un discorso diverso sull'omosessualità" di H. van de Spijker, ed. Gruppo Abele, 1983). Dato che lo "schiavo" provvede informazioni o pubblicazioni specifiche, rivolte a varie categorie di persone, perché non provvede qualche pubblicazione simile in cui l'argomento in questione venga trattato in maniera veramente approfondita ed esauriente?

   Il mio vuole essere soltanto un umile suggerimento che spero non venga scambiato per presunzione.
Nell'attesa di una vostra risposta, porgo a tutti voi calorosi e fraterni saluti.
Achille Lorenzi
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[Nota1]: Il libro dice: «I veri cristiani sanno che anche desideri profondamente radicati, inclusi quelli che possono avere una base genetica o che implicano cause fisiche o fattori ambientali, non sono ostacoli insormontabili per chi desidera veramente piacere a Geova. Alcuni per natura sono molto emotivi. Forse un tempo avevano incontrollati accessi d'ira; ma, grazie alla conoscenza della volontà di Dio, al desiderio di piacergli e all'aiuto del suo spirito, sono riusciti a coltivare la padronanza di sé. Uno può essere alcolizzato, ma, con la giusta motivazione, può astenersi dal bere e non diventare così un ubriacone. In modo analogo, qualcuno può sentirsi fortemente attratto da persone dello stesso sesso, ma prestando ascolto ai consigli della Parola di Dio può mantenersi puro da pratiche omosessuali».

[Nota2]: Svegliatevi! 8/3/80, p.29: «"Gli omosessuali non sono malati"  Sotto questa intestazione, un articolo apparso su La Sicilia del 12 giugno 1979 dichiarava: "L'omosessualità non è una malattia o un disturbo psicofisico congenito, bensì un 'comportamento appreso' che nella grande maggioranza dei casi può essere 'disimparato'.  "Lo affermano i due noti sessuologi americani William Masters e Virginia Johnson, dopo uno studio di oltre 15 anni su 300 soggetti omosessuali di ambo i sessi" in un loro libro di imminente pubblicazione. Essi affermano che, perché il loro trattamento psichiatrico di alcune settimane abbia successo nei soggetti omosessuali, "il desiderio di cambiare è molto importante"».

Svegliatevi! 8/11/80, pp. 21,22: «La maggioranza riesce ad adattarsi e a trovare l'equilibrio nella vita sessuale. Purtroppo, però, ci sono molte trappole. Commentandone alcune, il segretario della Responsible Society in Inghilterra ha detto: "Siamo molto preoccupati per l'intensa opera di proselitismo compiuta fra gli adolescenti da omosessuali militanti. Dal sondaggio dell'American Masters and Johnson risulta in modo schiacciante che l'omosessualità è un comportamento acquisito". ... l'omosessualità si può prevenire, come si può acquisire».
La risposta della Betel (cliccare per ingrandire):

  
Pagina 1                                                               Pagina 2

Solo qualche commento: io avevo chiesto informazioni approfondite sull'argomento, in modo da poter rispondere in maniera più esauriente alle domande della persona che visitavo, la quale trovava semplicistica la spiegazione della Watch Tower secondo cui l'omosessualità sarebbe semplicemente il risultato di una scelta, od un vizio paragonabile al fumo e all'alcolismo.

La Società mi rispose invitandomi a rileggere le pubblicazioni (che già conoscevo) e mettendo in dubbio i miei requisiti di "nominato", dato che avevo scritto che le argomentazioni di questo omosessuale mi avevano messo in difficoltà.

La Società scriveva: "...ci fai capire che sei propenso a sostenere che l'omosessualità potrebbe essere una condizione in cui molti verrebbero a trovarsi non per propria scelta ma per nascita, per alterazione congenita come un eunuco generato così dal seno della propria madre". Io non avevo scritto questo. Non avevo parlato di cause genetiche dell'omosessualità, ma solo del fatto - accertato dagli specialisti - che l'omosessualità è, nella stragrande maggioranza dei casi, una condizione psicologica e non una scelta.

Io non avevo scritto che non ritenevo l'omosessualità peccaminosa, ma la Società, dopo avermi suggerito di rileggere un articolo di Svegliatevi! (nel quale l'argomento era trattato nella solita maniera superficiale), mi attribuì queste intenzioni mai espresse: «Se dopo aver letto tale articolo un cristiano dedicato avesse ancora dei dubbi sulla peccaminosità dell'omosessualità, significa che mette in dubbio i suoi requisiti spirituali, e gli anziani dovrebbero assisterlo».
La Società mi consigliava anche letture più edificanti ("Tieni presente anche i buoni consigli che offre il libro I giovani chiedono ... Risposte pratiche alle loro domande, al Capitolo 35, 'Ha importanza cosa leggo?'").

I TdG rimangono sempre dell'opinione che l'omosessualità sia fondamentalmente una scelta, un vizio o, nel migliore dei casi, una malattia. E questo nonostante la Società abbia pubblicato alcuni articoli dove si riconosce che le inclinazioni di coloro che nutrono "sentimenti omosessuali" (così, eufemisticamente, la Società definisce i TdG omosessuali) possono essere permanenti ed immodificabili:

«Se sei tormentato da desideri omosessuali, forse troverai utili questi suggerimenti. Tuttavia non scoraggiarti troppo se i sentimenti sbagliati persistono. Dio comprende il tuo stato d'animo ed è compassionevole con chi lotta per servirlo. (1 Giovanni 3:19, 20) Nel nuovo mondo l'umanità sarà guarita da tutti i mali che ci affliggono. (Rivelazione 21:3, 4) Nel frattempo, confida in Dio e combatti i desideri sbagliati. (Galati 6:9) Con il tempo e con sforzi decisi, forse anche i desideri sbagliati potranno diminuire». - Svegliatevi! 22/3/95, p. 23.

I "desideri sbagliati" forse potranno diminuire ma non scomparire del tutto. Per molti anni però la Watch Tower aveva insegnato che per essere approvati da Dio gli omosessuali dovevano cambiare radicalmente la loro personalità e vincere ogni inclinazione, desiderio o tendenza verso il proprio sesso. Ora invece si dice che l'omosessualità è qualcosa da cui si potrebbe essere "afflitti" (al pari delle malattie) e che potrebbe essere eliminata solo da Dio nel "nuovo mondo"...

Aggiornamento


Nella rivista "Svegliatevi!" del 2/07 p. 29, nell'articolo "Omosessualità: Come posso evitarla?", si legge:

«A prescindere dalla causa, la cosa importante da comprendere è che la Bibbia condanna gli atti omosessuali. Pertanto, chi sta lottando contro desideri omosessuali ha davanti a sé un obiettivo raggiungibile: può decidere di non agire dietro la spinta di questi desideri. Facciamo un esempio. Qualcuno potrebbe essere “incline al furore”. (Proverbi 29:22) In passato può essersi lasciato andare, dando in escandescenze. Dopo aver studiato la Bibbia, però, si rende conto di dover coltivare la padronanza di sé. Significa questo che non si sentirà mai più ribollire di rabbia? No, ma dato che sa cosa dice la Bibbia sull’ira incontrollata si rifiuta di farsi sopraffare dai suoi sentimenti. Lo stesso vale per qualcuno che si sentiva attratto da una persona del suo stesso sesso e che ora ha appreso cosa dice la Bibbia delle pratiche omosessuali. In certi momenti potrebbe ancora provare un desiderio sbagliato, ma seguendo i consigli della Bibbia può evitare di agire spinto da quel desiderio».

Sembra quindi che anche qui si condannino le pratiche, i comportamenti omosessuali, che possono essere originati da desideri profondamente radicati, desideri che possono persistere nonostante qualsiasi sofrzo per rimuoverli. Nel paragrafo seguente però la Società osserva che anche i desideri possono essere del tutto eliminati (estirpati) se ci si mette il sufficiente impegno:

«È vero che i desideri omosessuali possono essere fortemente radicati. Puoi star certo, però, che anche desideri errati con radici profonde si possono estirpare. (1 Corinti 9:27; Efesini 4:22-24) In ultima analisi, sei tu ad avere il controllo sul tuo modo di vivere. (Matteo 7:13, 14; Romani 12:1, 2) E anche se c’è chi dice il contrario, sappi che si può imparare a controllare i propri impulsi, o perlomeno a non agire dietro la loro spinta».

Si devono evitare le pratiche o bisogna "estirpare" anche i desideri? Il CD sembra costantemente ignorare che l'orientamento sessuale (i desideri, le inclinazioni) sono immodificabili e pretendere che un omosessuale elimini (estirpi) i propri desideri sessuali è come chiedere ad un eterosessuale di smettere di provare attrazione verso l'altro sesso.


Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
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22/11/2019
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